Intervista esclusiva a Sergio Colabona, regista di Affari Tuoi, Tutti Pazzi per la Tele e a breve del Grande Fratello 9

Sergio ColabonaTvBlog ha incontrato nei giorni scorsi Sergio Colabona, regista di trasmissioni di successo quali La Fattoria, Tutti Pazzi per la Tele, Affari Tuoi e tra pochissimo E' nata una stella...gemella e il Grande Fratello 9. Colabona ha da poco scritto un libro intitolato "Fine Trasmissioni", in cui racconta come se fosse un romanzo cosa accade dietro le quinte della macchina televisiva. La nostra intervista, prendendo spunto da questo libro, traccia uno spaccato della realtà televisiva dal punto di vista di un importante addetto ai lavori.

Se dovessimo fare una piccola carta d'identità di Sergio Colabona cosa potremmo dire in poche parole?

"Ho cominciato questo lavoro nel 1989 facendo un programma che andava in onda su Telemontecarlo, Appunti disordinati di viaggio, prodotto, diretto e scritto da me. Dopo, per sei anni sono stato in giro per il mondo in varie televisioni e poi, tornato in Italia, ho diretto Beato tra le Donne, Goleada, Sex and the city (il talk) ecc. A proposito di questo telefilm diventato oggi un cult c'è un piccolo aneddoto che voglio raccontarti: mi chiamò l'allora direttore Tombolini e mi disse che aveva un formato di 20 minuti (inesistente in Italia) di una serie consigliata da Rita Rusic, moglie di Vittorio Cecchi Gori; per coprire quindi i minuti restanti e riuscire a stare nelle fasce canoniche inventai un talk show condotto da Anna Pettinelli che parlava di sesso. Fu un successo anche perchè il talk faceva l'8-9% di share mentre il telefilm l'1-2%. Tra gli altri programmi ho fatto il regista di Al Posto Tuo e La Prova del Cuoco, le cui canzoncine sono nate per assoluta casualità durante un fuorionda e restando nella casualità lo sgabello ad Alba Parietti a Telemontecarlo nacque perchè in quello studio non c'erano sedie a disposizione. Ma non mi sono fermato neppure lì, ho diretto tanti programmi tra cui La Fattoria (sia la prima edizione ambientata nel 1870 sia la seconda), Il Treno dei Desideri, Il Ristorante, e tra poco Il Grande Fratello."

Tra le trasmissioni che mi hai citato, una che i nostri lettori rivorrebbero è proprio Il Ristorante.

"Che non sembri piaggeria ma io devo fare un plauso ai lettori di TvBlog. I tuoi lettori forse non sanno che TvBlog è diventato uno dei punti di riferimento per gli addetti ai lavori: chiunque fa la televisione ogni mattina o anche durante il giorno va a vedere cosa c'è scritto sul vostro sito e, durante i liveblogging, spesso noi stessi ci telefoniamo per segnalare l'uno all'altro cosa ha scritto quel tal commentatore sulla puntata. Spesso prendiamo ad esempio i vostri lettori come se fossero dei critici affermati. E loro aiutano il nostro lavoro dandoci il polso reale e non virtuale di come e quanto viene seguita la televisione."

Diamo un piccolo scoop ai nostri lettori. Sei stato chiamato a dirigere il nuovo programma condotto da Lorella Cuccarini, E' nata una stella...gemella. Di cosa tratta il programma?

"E' una gara di imitatori sulla falsariga di Re per una Notte. La vera novità rispetto al passato è che è in diretta. E' impressionante come si siano trovati personaggi pressochè identici agli originali: c'è uno che fa Pino Daniele talmente bene che se chiudi gli occhi ti sembra di ascoltare il cantante napoletano oppure un altro che impersona Pupo anche in questo caso praticamente uguale all'originale con qualche centimetro in più. Il gioco prevede 10 imitatori che si esibiscono, dopo una manche di televoto restano in cinque e poi gli ultimi 2 si scontrano per la finalissima dove viene eletto un vincitore che potrà incidere un cd. Ci tengo a dire che lavoro con Lorella Cuccarini per la prima volta e ne sono contento poichè è sempre stata uno dei miei miti televisivi. "


Fine TrasmissioniSe il programma andasse bene si dice che potrebbe essere allungato di altre 4 puntate. Ma sbaglio o ci sono stati problemi ai tempi de La talpa attuale col marito di Lorella, Silvio Testi produttore della Stella Gemella?

"Sì è vero sono stato contattato a maggio dell'anno scorso ma poi a giugno ho disdetto perchè non mi sentivo parte integrante del progetto."

Mi risulta che tu durante una riunione con autori, dirigenti di rete e produttore, tu te ne sia andato quasi sbattendo la porta. E' vero?

"Ma sei informatissimo. C'è stata effettivamente questa riunione burrascosa dove si sono verificate delle incomprensioni comunque sono contento che La Talpa sia andata bene anche per merito del mio amico Duccio Forzano. Forse quella decisione che ho preso era giusta vedendo i risultati."

Parliamo della tua fatica letteraria. Da regista a scrittore, come mai hai deciso di scrivere un libro sulla televisione?

"Innanzitutto diciamo che questo non è il mio primo libro, ne ho scritti altri in passato, è però il primo sulla televisione. Volevo scrivere un romanzo generazionale, così come Muccino aveva realizzato L'Ultimo Bacio sulla crisi dei trentenni, io volevo fare un ragionamento sulla crisi dei quarantenni che hanno raggiunto un loro sogno e si devono porre altri traguardi nella vita. La televisione era solo uno sfondo simpatico per raccontare questa storia".

Nel libro fai riferimento a manager, donne di spettacolo, alti dirigenti e da più parti si tenta di capire chi siano effettivamente le persone citate. Un po' come avviene a La Talpa, anche qui si cerca di scoprire chi siano in un certo senso i colpevoli...

"E se io ti dicessi che sono tutti personaggi di fantasia tu ci crederesti?"

Manco morto. Per me sono personaggi reali camuffati per ovvie ragioni...

"Diciamo seriamente che uno quando scrive un romanzo si ispira a persone anche se poi quello che ne viene fuori va oltre. Anche il protagonista, sono io ma alla fine non sono io perchè Matteo Sterbini è uno sfigato, senza amici, mentre io sono una persona gioviale che fa amicizia subito con tutti. Matteo in questo senso non mi assomiglia per niente, a parte che ha un cane come me e tifa Lazio."

La televisione è morta, puzza e vi vuole contaminare. Come mai un giudizio così negativo?

"Io penso che tutti noi che abbiamo più di quarant'anni abbiamo vissuto la tv come una fabbrica culturale. Oggi invece serve per vendere dentrifrici, detersivi, lavastoviglie. E soprattutto influenza le nostre opinioni attraverso la pubblicità costringendoci quasi ad acquistare quel prodotto rispetto a quell'altro per il solo fatto che è stato trasmesso lo spot durante il nostro programma preferito."

Inevitabile a questo punto un giudizio sull'Auditel...

"Ormai in televisione noi non realizziamo più i programmi per quelli che ci piacciono bensì per quelli che pensiamo piacciano a quei 5000 che possiedono la magica scatoletta su cui si calcolano i dati d'ascolto. E' un sistema che dovrebbe essere rivisto, soprattutto dovrebbe essere rivista la valutazione del dato Auditel. Anche i vostri blogghisti spesso gestiscono la tv come se fosse una partita di calcio e questo, permettetemi con simpatia, è un errore perchè a volte ci sono programmi molto belli che, per il solo fatto che hanno ottenuto un ascolto basso, vengono etichettati senza se e senza ma come flop non lasciando neppure il beneficio del dubbio se siano stati di qualità".

Sergio ColabonaIl libro da te scritto parla di un reality che si chiama Giustizia Popolare, dove il pubblico da casa televota per far uscire dei detenuti dal carcere. Non ti è mai venuto in mente, in momenti in cui il reality aveva ancora grande successo, che avrebbe potuto funzionare anche da noi ?

"Ci sono stati in effetti degli interessamenti da parte di alcuni produttori e ovviamente se me lo chiedessero ci penserei molto seriamente a realizzarlo. Interessante capire come nacque l'idea: stavo partendo per il Brasile per fare La Fattoria 2 e parlando di reality un dirigente mi accennò al fatto che sua moglie lavorava in un carcere. Poi, durante La Fattoria, mi tornò a mente la cosa perchè dopo due mesi di trasmissione i veri prigionieri non erano più i concorrenti che venivano eliminati settimana dopo settimana ma proprio i tecnici, che stavano in quella specie di bunker senza potersi muovere per nessuna ragione e spesso essendo costretti a trasmettere 24 ore su 24 scene noiose e di una normalità assoluta. In quella situazione cominciai a fantasticare sull'idea di un reality estremo e mi venne in mente questa cosa. Non se ne è fatto niente, per ora..."

Parliamo delle note dolenti. Con questo libro ti sei attirato addosso le ire dell'associazione degli autori. Ti aspettavi una reazione come questa? Il mondo della televisione è proprio così intoccabile?

"Il mondo della televisione purtroppo sta diventando bigotto e intoccabile. Questa reazione di una parte degli autori sinceramente non l'ho capita perchè il libro non è contro la figura dell'autore ma contro l'uso che si fa dell'autore in questo malcostume solo italiano per cui per esempio per fare un programma di prime time a volte se ne mettono 8-9 quando ne basterebbero la metà. Questo genera idee confuse perchè devi ragionare con 9 cervelli, tanti soldi spesi e la cosa incredibile è che spesso nessuno di questi autori scrive, poichè trattasi di format importati dall'estero già belli e pronti. Io ho lavorato all'estero, ho diretto per esempio X Factor in Spagna con Cuatro e lì c'è un autore che ha responsabilità totale e gestisce dei collaboratori che si occupano solo della scaletta. E questo non avviene solo in Spagna, ma anche in Olanda, Inghilterra, America, Francia. Solo in Italia c'è questo spreco di risorse e danaro."

Tornando ad argomenti più tranquilli, hai appena terminato Tutti pazzi per la tele, un programma che ha avuto successo e di cui si farà una seconda edizione e a gennaio sarai alla direzione del nuovo Grande Fratello. Ci anticipi qualche novità?

"Non posso anticipare niente però posso dire che ci sarà una sorpresa. Gli autori che lavoreranno con me sono gli stessi con i quali ho realizzato la Fattoria 2. Vedrete che non vi deluderemo, ci sarà una novità che non vi aspettate".

C'è una trasmissione che hai diretto e che non avresti voluto fare?

"Di solito non avrei voluto fare i flop ma facendo tante trasmissioni è impossibile che non ce ne siano. C'è stata la trasmissione del Trio che è stata un flop ma che invece a me e Solari, l'autore, era piaciuta molto. Forse era più adatta ad una seconda serata. Tra le altre trasmissioni che non avrei voluto fare c'è sicuramente Colpo di Genio, dove sbagliai clamorosamente: ci aspettavamo grandi invenzioni e poi invece ci trovammo di fronte agli scarti dei Cervelloni. Mi fa molto piacere però avere scoperto Simona Ventura in quel programma che si è presa tutte le responsabilità anche non proprie sull'insuccesso del programma, cosa che nell'ambito televisivo è raro trovare."

Per concludere, cosa guarda Sergio Colabona in televisione?

"Seguo i tg perchè mi piace essere informato, guardo i programmi di approfondimento come Ballarò, Annozero, Matrix, le partite essendo malato di calcio, History Channel e qualche bel film. Non sono particolarmente attratto dalle fiction e dalle serie, a parte qualche evento come Montalbano o Il Capo dei Capi."

Per coloro che volessero leggere il libro scritto da Sergio Colabona ambientato nel mondo della televisione, trattasi di "Fine Trasmissioni", edito da Aliberti Editore. (Share)

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