La medusa rosa, Belen, l'invidia e l'essere senza vergogna


La Medusa Rosa Quando vedo in onda il servizio de La Medusa Rosa - Le Iene, ovviamente - non so mai quale sia la mia sensazione. Non so se sia maggiore lo sconcerto o il divertimento trash, la goliardia, il darsi di gomito quando si vede o si fa qualcosa che è generalmente ritenuto politicamente scorretto.

La Medusa Rosa - a lato, un esemplare - non è esattamente un esempio di televisione alta. Eppure è così trash che fa perlomeno sorridere.

Trash com'era trash, forse addirittura volgare, l'episodio live de L'Isola dei Famosi di ieri, con il litigio fra Belen Rodriguez che resta naufraga suo malgrado e Vladimir Luxuria. L'ex onorevole chiede alla bella argentina Cosa dovrei invidiarti e quella, senza scomporsi più di tanto, si indica l'intimità e le dice questa mi devi invidiare. Non male, per essere le 22 circa. Non male, ammesso di aver capito cosa si intenda freudianamente per invidia. Probabilmente peggio de La Medusa Rosa, che almeno potrebbe passare per satira.

E nella mia convinzione che la satira non dovrebbe mai essere limitata, mi pongo - e vi sottopongo - vari quesiti. In fonto, la Medusa Rosa è una provocazione. Ma è anche vero che non si può giustificare tutto con le provocazioni. Poi, mentre rifletto su queste cose, Le Iene mandano in onda un bel servizio girato in Amazzonia. Si parla degli uomini rossi. E' un servizio bello e interessante, e a un certo punto mostra questi uomini rossi che giocano fra loro usando come oggetto del gioco le proprie parti intime. Il loro capo afferma fra noi non esiste vergogna. Ecco, forse dipende tutto da questo. Dal non avere vergogna. E non è detto che la cosa sia negativa, no?

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