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CINEMA IN TV: STUDIO UNIVERSAL ALL’UNIVERSITA’

Il cinema in tv non passa un buon momento. Pochi film accettabili sulle reti generaliste (concentrati spesso in estate per sostituire produzioni tv non originali); scelte a volte casuali (riempitivi comici); una certa svogliatezza dei programmatori (spaventati dal rischio degli ascolti); una informazione a singhiozzo, discontinua, malfatta, liquidatrice; insomma, una piccola catastrofe in tv che

Il cinema in tv non passa un buon momento. Pochi film accettabili sulle reti generaliste (concentrati spesso in estate per sostituire produzioni tv non originali); scelte a volte casuali (riempitivi comici); una certa svogliatezza dei programmatori (spaventati dal rischio degli ascolti); una informazione a singhiozzo, discontinua, malfatta, liquidatrice; insomma, una piccola catastrofe in tv che non sanno o non riescono a vedere quel che accade.
Qualche eccezione al panorama sconfortante si verifica solo quando va in onda – di rado- un grande film tra i tanti entrati a far parte, come si dice, dell’immaginario collettivo.
I canali di cinema soffrono per acquisti e diritti sempre più complicati e si affidano troppo alle repliche, e a forme di presentazione e commento davvero obsolete.
Era tempo che qualcuno decidesse di affrontare la situazione, cercando il capo della matassa. Lo fa lo Studio Universal, visibile sul digitale terrestre, che ha un’offerta molto interessante, viva, con film e documenti straordinari.
Il luogo dell’incontro in cui discutere, tenendo conto della esperienza più che decennale dello Studio Universal, sarà la Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in un appuntamento fissato per martedì 20 novembre alle 11. Parteciperanno i responsabili dello Studio e Valerio Caprara, critico e docente di cinema, che è ai vertici della Film Commission Campana; ci sarò anch’io, a parlare, a raccontare le mie esperienze nel campo, nonchè a vedere una mostra che sarà inaugurata dopo il convegno in cui saranno esposte e visibili le esperienze dello Studio.
Ve ne darò conto. Non possiamo mica morire marzulliani (o simili), cinematograficamente sperando in un mondo e in una tv migliore.
Italo Moscati