Il ritorno di Striscia - Lettera aperta a Antonio Ricci


Caro Antonio,

Veline, con il codazzo di polemiche che si è portato naturalmente appresso, è stato comunque un successo, e le due fanciulle, Costanza e Federica, a me sembra proprio che funzionino: belle e determinate. Poi sono così giovani, hanno tutto il tempo di far carriera e sarai stato tu a averle lanciate. Non si può dire che tu non abbia occhio per le giovini che possono far carriera in tivvù.

L'esordio di Striscia la Notizia - anche se parlar di esordio dopo vent'anni fa un po' sorridere - è stato un esordio con il botto, come a mettere a tacere tutti coloro che potessero avere dubbi in merito. La cosa non fa che confermare - se ancora ce ne fosse il bisogno - la bontà e la lungimiranza delle tue idee.

Tapiro al Parlamento Poi, il maxitapiro al Parlamento. Certo che è un esordio col botto, mostrare una volta di più le contraddizioni del potere e dei potenti mettendoli in ridicolo, come insegna la tradizione della satira. Ma allora, eccola qui la ragione di questa mia, chiamiamola lettera, o chiamiamola proposta, o quel che vuoi.

Vedere che il Parlamento e la raccolta differenziata sono due rette sghembe mi fa sorridere, certo, ma non mi sorprende, e non è né simbolo né metafora dei mali della nostra italietta e del distacco sempre più evidente fra il popolino - quello che guarda la tivvù - e i politici.



Allora perché, con il tuo Striscia seguitissimo, non mostri a questa platea enorme tutte quelle discrepanze, quei privilegi, quei retaggi dal sapore antico che rendono i politici quella casta di cui tanto si parla?

Perché non mostri, poco alla volta, tutti i privilegi che si autocostruiscano rendendo la legge diseguale per alcuni?

Quella sì, sarebbe, ancora di più, una televisione di servizio. E magari farebbe anche arrabbiare un po', oltreché sorridere.

Ma magari ci hai già pensato, e allora sarò lì anch'io a guardare, una volta di più, le malefatte della casta. Su Striscia.

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