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Segnarsi un po’ (di Mimmo Lombezzi)

Ci scrive Mimmo Lombezzi, e volentieri pubblichiamo SEGNARSI UN PO’ (da cantarsi sulle note di “Amarsi un po’” di Battisti) L’iniziativa del collega Gigi Moncalvo di farsi il segno della croce all’apertura e alla chiusura del suo programma “Confronti” ha suscitato lo stupore comunista di Repubblica ma va riconosciuto che è una strepitosa idea comunicativa.

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Ci scrive Mimmo Lombezzi, e volentieri pubblichiamo
SEGNARSI UN PO’ (da cantarsi sulle note di “Amarsi un po’” di Battisti)

L’iniziativa del collega Gigi Moncalvo di farsi il segno della croce
all’apertura e alla chiusura del suo programma “Confronti” ha suscitato lo stupore comunista di Repubblica ma va riconosciuto che è una strepitosa idea comunicativa.
Essa raggiunge in un sol colpo (anzi in due) quattro obbiettivi :
1) prolunga idealmente la battaglia della Lega per affiggere crocifissi anche nelle cabine telefoniche,

2) permette in qualche modo al conduttore di “privatizzare” il programma marcandone il carattere confessionale e scacciando quindi i potenziali “mercanti” che volessero entrare nel tempio.
3) consente di “dedicare” la trasmissione a Santa Madre Chiesa così come fece Maroni presentando la finanziaria al Card.Ruini.
4) rilancia un’antica tradizione : i Russi che combattevano per lo zar
ad esempio si segnavano prima di saccheggiare le città.
Per risollevare la mia disastrata situazione di reporter sans carrière ho pensato anch’io di aprire e di chiudere i servizi per il tg facendomi il segno della croce ma questa esigenza si scontra immediatamente con la durata dei medesimi : quando dal Desk ti dicono “MIMMO UN MINUTO TASSATIVO ! MI RACCOMANDO!” è difficile sottrarre anche pochi secondi al pezzo per segnarsi e, inoltre, non ci sarebbe neppure il tempo di spiegare il carattere privato del gesto.
Il contesto, tra l’altro, potrebbe rendere la cosa anche più imbarazzante : in Bosnia ad esempio un intervistatore che si segnasse “alla cattolica” prima di ogni domanda rischierebbe di far incazzare almeno due etnie : i Musulmani e i Serbi…Non parliamo poi del medioriente: in certe zone con un gesto così
finisci dritto dritto su Al Jazeera a implorare l’editore seduto fra tre tizi mascherati che ruotano coltelli…
Diversa è la situazione se uno fa un programma per conto suo, ma se si tratta di un reportage o di un settimanale di storie e non di un “dibattito” quando è possibile segnarsi ? In quale spazio ? Qualcuno suggerisce di farlo prima e dopo la pubblicità, come “stacchetto”, ma altri ritengono indecoroso il contagio fra il sacro gesto e le nudità “laiciste” di molti spot.
Per uscire dall’empasse ma per non perdere l’occasione di schierarmi dalla parte giusta nel conflitto di civiltà voglio lanciare questa iniziativa che certo gioverà alla mia carriera : LA BENEDIZIONE DEI FORMAT !
In un giorno dell’anno (da stabilirsi) tutti coloro che hanno un’idea per un
programma tv convergono in Pzza S.Pietro indossando una tunica bianca e dopo essersi purificati presentano i loro “format” al Card.Ruini come fece
Maroni con la finanziaria.
Chi oserà più “clonare” o affidare ad altri un format benedetto ?
Se qualcuno vuole mettersi in lista mi contatti, ma in fretta perché già il telefono comincia a squillare.

Mimmo Lombezzi

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