Taratata torna con Paolo Bonolis su Canale 5: un cast davvero significativo e molta curiosità per un programma che riparte da zero
Paolo Bonolis e Canale 5 riportano in vita Taratata, lo show musicale che sulla Rai per quattro edizioni, ormai più di venticinque anni fa, non aveva trovato il consenso del grande pubblico. L’8 e l’11 febbraio a Bergamo due serate evento con Emma, Giorgia, Ligabue e altri 9 big prima della messa in onda su Canale 5.
Ci sono format che meritano una seconda chance. Anche a distanza di moltissimi anni. E Taratata, storico programma musicale che sulla Rai tra il 1998 e il 2001 non riuscì mai a sfondare davvero, è uno di questi. A riportarlo in vita, con una scommessa che sa di rivincita, è Paolo Bonolis che l’8 e l’11 febbraio 2026 guiderà dalla ChorusLife Arena di Bergamo due serate evento destinate poi alla prima serata di Canale 5.
Taratata: è qui la festa
Il cast messo insieme è di quelli che fanno davvero rumore. Tutti quelli che forse avremmo voluto vedere a Sanremo saranno a Taratata: in rigoroso ordine alfabetico Alessandra Amoroso, Annalisa, Biagio Antonacci, Luca Carboni, Gigi D’Alessio, Elisa, Emma, Giorgia, Ligabue, Fiorella Mannoia, Negramaro e Max Pezzali sono quelli annunciati. Con la sensazione che qualcuno che ora manca all’appello potrebbe anche aggiungersi in un programma che, se rispetterà quello che avrebbe dovuto essere il format originale, potrebbe essere una vera ventata di novità musicale.
Anche perché la musica in televisione ne ha un disperato bisogno: morta MTV, scomparso il Festivalbar, con concerti carissimi e sempre più difficili da raggiungere per un pubblico medio che ama davvero la musica, Taratata potrebbe essere una grande occasione.
Nato in Francia nel 1993 e con oltre venti edizioni di vita, Taratata è tutto tranne che una esibizione prevedibile, la giusta via di mezzo tra un concerto, con la sua imprevedibilità, e uno show televisivo che richiede invece organizzazione e razionalità.
Una challenge da cogliere al volo
Taratata significa duetti inediti, sorprese dell’ultima ora, scalette spesso improvvisate, richieste dell’ultima ora. Famosa era la moda – in Francia – dei banner alzati all’improvviso dal pubblico che come, in una challenge ben lontana da social che nemmeno esistevano, chiamavano l’artista a eseguire una canzone anche solo per chitarra e voce senza alcuna prova né preparazione. Gli artisti accettavano spesso la sfida.
Intanto l’edizione italiana ci porterà dodici big della musica italiana che si alterneranno sul palco per una festa all’insegna di quell’atmosfera di sperimentazione e libertà artistica che spesso rimane solo fissata sulla carta dei comunicati stampa, ma che è sempre stata l’anima del format francese originale.
La storia di Taratata: quando la Rai non credette nella musica dal vivo
Per capire quanto questo ritorno sia significativo bisogna fare un passo indietro. Taratata nasce in Francia nel 1993, ideato e condotto da Nagui per France 2. Il programma diventa rapidamente un cult: esibizioni rigorosamente dal vivo, duetti sorprendenti tra artisti lontanissimi per genere e stile, interviste che vanno oltre la promozione discografica. Un format che mette al centro la musica vera, senza playback, senza trucchi, senza artifici televisivi.
Nel 1998 la Rai decide di importare il format e lo affida a Enrico Silvestrin, volto di MTV. La prima edizione va in onda su Rai 1 con ospiti di primissimo piano: Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Ligabue, Giorgia, Zucchero, Max Pezzali. Negli anni arrivano persino Madonna, i R.E.M. e i Blur. Sulla carta, un successo annunciato.
La Rai ci prova per quattro edizioni, cambiando conduttori come si cambiano le carte in tavola: dopo Silvestrin arriva Marco Morandi nella seconda edizione, poi un guru assoluto come Vincenzo Mollica e Natasha Stefanenko nelle ultime due. Passano nomi importantissimi, Barbra Streisand, Celine Dion, Morcheeba, Skunk Anansie…. Ma a poco a poco il format si arricchisce di clip registrate e live sempre più prevedibili. Per altro con ascolti che non decollano mai. Il programma viene spostato in seconda serata, poi in prima nottata. Nel 2001 Taratata chiude i battenti dopo quattro edizione e 48 trasmissioni. Troppo bello per il grande pubblico, troppo di nicchia per giustificare i costi di produzione.
Qualcuno ci scriverà anche una tesi di laurea. Concludendo che il pubblico italiano, abituato ai varietà tradizionali e alle logiche del Festival di Sanremo, fatica ad apprezzare un format così radicalmente diverso.

Paolo Bonolis e la scommessa del ritorno
Venticinque anni dopo, Taratata torna. E questa volta lo fa per mano di Paolo Bonolis, reduce dai successi di Avanti un altro e dal ruolo di giudice a Tu sì que vales. La scelta del conduttore non è casuale: Bonolis ha già dimostrato di saper maneggiare la musica con intelligenza e leggerezza quando ha diretto artisticamente il Festival di Sanremo nel 2005 e nel 2009. Sa che la musica va raccontata, non solo presentata.
È stato l’unico conduttore televisivo generalista che in Italia ha avuto il coraggio di invitare Marilyn Manson in uno show televisivo e di chiedergli… “chi sei… cosa fai…” senza ridurlo a un guitto. Facendo conoscere l’artista ma anche Brian Warner, l’uomo alle spalle della maschera.
Una volta Bonolis, proprio a Sanremo disse… “Ci sarà un motivo se suonare in inglese e in francese si dice giocare: play, jouer… forse noi a Sanremo giochiamo poco e ci prendiamo tutti troppo sul serio”.
Dunque giochiamo. E vediamo che succede.
Anche perché la scommessa questa volta è doppia. Da un lato Mediaset, che negli ultimi mesi ha fatto incetta di format storici (La Ruota della Fortuna con Gerry Scotti, ma non solo) puntando sulla nostalgia televisiva. Dall’altro Friends & Partners, che mette sul piatto un cast stellare e una produzione di livello internazionale affidandola a un nome inattaccabile come Bonolis.
Il cast: Emma, Giorgia, Ligabue e gli altri big
I dodici artisti scelti per queste due serate rappresentano il meglio della musica italiana contemporanea. C’è Emma, che dopo anni di successi continua a essere una delle voci più amate del pop italiano. C’è Giorgia, icona pop assoluta che – per inciso – ha dimostrato di saper condurre anche la TV con una naturalezza assoluta. C’è Ligabue, rocker che riempie gli stadi. E poi Elisa, Fiorella Mannoia, Biagio Antonacci, Gigi D’Alessio, Annalisa, Alessandra Amoroso, i Negramaro, Luca Carboni – quanto ci è mancato e quanto ci piace rivederlo live – e Max Pezzali.
Un parterre di lusso che, va detto, stride con l’assenza di questi stessi, e altri, big a Sanremo 2026. Il timing non è casuale: le date dell’8 e 11 febbraio sono state scelte strategicamente per catturare l’attenzione del pubblico nel pieno dell’avvicinamento al Festival senza poter coinvolgere i big in gara (d’altronde le regole della Rai lo vietano). Una mossa che sa tanto di sfida commerciale ma anche di rivalsa culturale.

Taratata: venticinque anni dopo
Il ritorno di Taratata su Canale 5 è anche la storia di un format che cerca il suo riscatto. Negli anni Novanta la Rai non credette fino in fondo in un programma troppo avanti per i tempi. Perché il pubblico italiano, abituato ai varietà tradizionali e alle logiche del Festival di Sanremo, forse anche un po’ pigro (diciamolo…), ha faticato ad apprezzare un format così radicalmente diverso che tuttavia era stato proposto in modo decisamente facile, e accessibile.
Taratata è un programma che chiede al telespettatore di fermarsi, di ascoltare davvero, di cogliere le sfumature di una jam session o di un duetto improbabile. È un programma che sfugge il rassicurante playback.
È musica per chi ama la musica e non l’intrattenimento facile. E in Italia, a fine anni Novanta, questo evidentemente non bastava. Ora, nell’era di influencer e poser, basterà? Intanto diamogli una chance. La challenge è lanciata…