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Rudy Zerbi e il passato Demenziale (video)

pubblicato da Lord Lucas



Che Rudy Zerbi avesse un passato a dir poco goliardico non è un mistero. Per uno che è stato preso in giro per anni dalla Gialappa’s, prima di diventar il miglior Amico di Maria (dopo Garrison che se no si offende), è il minimo. Peccato che qualche giorno fa il nuovo web-canale tv del quotidiano Libero abbia rispolverato uno scheletro nell’armadio pazzesco sul suo conto.

A quanto pare il tanto esigente prof di Amici e giudice di Italia’s got talent, che rivendica un passato da ex discografico della Sony, si è cimentato a sua volta con la musica con esiti piuttosto discutibili. Era il 1991 (aveva 22 anni, oggi ne ha 43 da poco compiuti), quando il figlio di Davide Mengacci si presentava nella sala comunale di Novate Milanese al Festival del Demenziale.

Era nientemeno che il frontman del gruppo Thoeni e i Vigliacchi del liscio. In quell’anno presentava il brano ‘Ladro a chi’ sulla cleptomania, dopo aver vinto l’edizione precedente del Festival con “Loreto”, che narrava di una coppia scoppiata perché lei impone al fidanzato la presenza di un criceto rompiballe.
Come riportato su Youtube, “il trio sul palco comprendeva, oltre al noto ex discografico, Gianluca Barezzi, oggi giornalista, e Vittorio Cilimbini, esecutivo in una importante azienda lombarda”.


Dopo il salto, vi proponiamo altri tre video, ovvero l’esecuzione di altri due brani inediti, ‘Diretto’ e ‘Bulloni’ (che Zerbi lancia sul pubblico!), e una traduzione letterale della canzone dei Beatles “Eleanor Rigby”, dal gruppo stravolta in “Giocando a Rugby”.

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Youtube cambierà la tv? La nicchia come opportunità

pubblicato da Malaparte

In un interessante reportage del New Yorker (qui l’originale, per appassionati angolofoni, sia televisivi sia della rivista-cult) si dà ampio risalto al “nuovo” progetto televisivo di YouTube e Google.

Nel pezzo, John Seabrook racconta, in perfetto new-yorker-style, i progetti di Robert Kyncl, che sta lavorando con il suo team a uno dei più grandi ed epocali cambiamenti per YouTube, la più popolare piattaforma di videosharing al mondo.

Colmo di spunti interessanti, colpisce, in generale, perché gli appassionati sanno bene che di progetti “web-televisivi” si parla da tempo immemorabile, ma pare proprio - leggendolo - che Kyncl abbia le idee chiarissime. e che queste idee siano perfettamente in linea con il progetto di Google Tv (quello raccontato perfettamente in questo video, di un anno fa), evidentemente mai “morto” ma sviluppato affinché diventasse qualcosa di concreto. Ma le idee sono chiare non tanto quando disegna il futuro - per lui chiarissimo, magari per l’interlocutore un po’ meno - soprattutto quando si produce in un’analisi assolutamente perfetta anche per raccontare la situazione italiana della televisione tradizionale:

    «People went from broad to narrow and we think they will continue to go that way—spend more and more time in the niches—because now the distribution landscape allows for more narrownes».

«Le persone sono passate dal vasto al piccolo e pensiamo che continueranno in questo modo, passando sempre più tempo nelle nicchie, perché ora il panorama della distribuzione permette che ci siano più nicchie»: non è una frase che riassume, in maniera esaustiva, l’evidente fenomeno di frammentazione degli ascolti? Il passaggio dal mainstream alla “nicchia”, spesso visto come qualcosa di negativo - nell’ossessione che si debba essere popolari e seguitissimi, diventa, nell’ottica di YouTube, un’opportunità di mercato.

Questa “rivoluzione” è molto temuta dagli addetti ai lavori, perché trasformerà i palinsesti da passivi ad attivi, li riscriverà e li farà diventare qualcosa di diverso e di non controllabile. D’altro canto, anche se l’elefantiaco mondo della televisione non vuole vederlo, è già così: lo spettatore più smart (guarda caso, quello che, teoricamente, farebbe parte di un certo “target commerciale”) si fa già il suo palinsesto, in maniera totalmente asincrona e non misurabile con le tecnologie attuali. Le nicchie esistono, e non sono più “elitarie”: esistono nicchie di ogni tipo, e ogni tipo di nicchia ha il suo palinsesto preferito.

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Bill Hicks al David Letterman. La tv che in Italia non vedremo mai

pubblicato da Malaparte

D’accordo: il panorama è desolante. Quello televisivo, intendo. Con buona pace di chi pensa che quando si critica qualcosa si “sputi” nel piatto dove si mangia. Una retorica inaccettabile. Si mangia parlando di televisione. Italiana. Purtroppo, aggiungerei.
Perché, con buona pace dei fan, la tv di qualità non si fa stabilendo il record di durata del Grande Fratello, per dire.
Il discorso non è difficile, non vuole essere una giustificazione né un modo per mettere le mani avanti, né una captatio benevolentiae. Che siano tempi bui, dovrebbe essere evidente a tutti.

Che la deriva della tv nostrana sia concausa e vittima, allo stesso tempo, di questi tempi bui, anche. Ecco perché è il caso di provare a creare qualche appuntamento alternativo al già visto. E non me ne vogliano i nerd da YouTube - fra cui mi annovero, affinché nessuno si offenda - se proporrò loro cose che, per loro, sì, sono altrettanto già viste. Perché la tesi di questo spazio che mi ritaglio per cambiare un po’, è che ci sono minuti, ore intere di televisione, sparsi in giro per il mondo, che in Italia non vedremo mai. Non solo perché non ci vengono proposte - o perché, al massimo, vengono proposte su canali non accessibili a tutti o a orari improbabili - nella loro forma originale. Ma anche perché la nostra tv non riesce a partorire personaggi di spessore. Nemmeno i frontman più acclamati ce la fanno più, a uscire da quel vortice di buonismo per famiglie misto a finta volgarità, quando tentano, per dire, di far ridere. L’intrattenimento senza entertainment, insomma.

E nemmeno chi vorrebbe fare approfondimento da un punto di vista informativo, politico e quant’altro riesce più a darci una visione d’insieme non drogata da quel tifo fazioso e cieco che ha ridotto il dibattito televisivo a un concentrato di concetti svuotati di significato, a un appiattimento culturale senza pari nella storia dell’informazione. E così, per provare a scuotere un po’ questa situazione stagnante, credo che si possa ripartire anche da qui, da TvBlog. Non temete: non faremo lezioni di sorta, né potremo svincolarci dalla situazione attuale. Questo c’è, di questo parliamo. Ma possiamo parlare anche d’altro. E così, ecco un pezzo straordinario: è del 1993. Il 9 ottobre 1993, per la precisione, Bill Hicks avrebbe dovuto fare la sua comparsa per la dodicesima volta al Late Show with David Letterman. Con un monologo al vetriolo in cui si parlava anche della Pasqua. Ma venne censurato. Prendete questo post, e il video che lo accompagna, dunque, come una sorta di augurio pasquale - per quanto dissacrante e sui generis.

    Credits: il video che vedete qui sopra, lo trovate anche sul canale YouTube di PompelmoMeccanico, autore dei sottotitoli. Gestisce, con passione e dedizione, il bel sito Comedysubs.org, un gruppo di fansubs che si dedicano alla traduzione sistematica di monologhi di comici stranieri. Su Comedysubs.org si può respirare un po’ d’aria buona, che vi proporremo anche su queste pagine web.

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Google investe 100 milioni per fare di YouTube un'Internet Tv

pubblicato da Gabriele Capasso


YouTube, il più celebre portale di video sharing, si sta attrezzando per diventare una “televisione”. Non una di quelle generaliste, sia chiaro, ma Google vuole iniziare a creare una serie di canali tematici attraverso i quali distribuire contenuti prodotti con il supporto economico diretto dall’azienda di Mountain View. Per fare questo Big G mette sul piatto 100 milioni di dollari d’investimento iniziale, una cifra importante, ma che aldilà degli annunci trionfalistici non dà esattamente l’idea di Google pronta a diventare editori di un network televisivo inteso in senso tradizionale.

Lo spirito sarà comunque quello di lavorare con i mezzi di una web tv, nelle intenzioni la migliore fra queste, ma pur sempre una web tv. Stando ai primissimi dettagli l’offerta sarà certamente completa e coprirà 20 canali tematici che includeranno show, talk show, serie e film pensati per il web, e ovviamente destinati almeno inizialmente al mercato americano o comunque anglofono. Google non ha intenzione di svenarsi per acquistare le library delle case di produzione o dei network tradizionali, ma punta a diventare produttore di contenuti che si remunerino con la pubblicità.

La pubblicità dovrà coprire i costi, non ci saranno canoni d’abbonamento o altre forme di pagamento diretto per poter vedere la nuova YouTube Tv e Google promette di lasciare che questa attività resti parallela al servizio di video sharing evitando di tradire lo spirito con il quale il portale è nato e cresciuto in questi anni. La data precisa di partenza del progetto, che prevede un pesante restyling del sito, non è stata fissata, ma il tutto dovrebbe essere pronto entro la fine del 2011.

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Son cose passeggere

pubblicato da Massy


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Stefano Filipponi: dopo X Factor non balbetta più? (video)

pubblicato da Lord Lucas

stefano filipponi x factor

Sta facendo il giro della rete - ne parla anche l’ottimo Riverblog - un video con protagonista Stefano Filipponi. Il concorrente di X Factor che più ha fatto discutere, per la sua balbuzie praticamente cronica, lascia ai suoi fan un messaggio su Youtube. Un messaggio in cui, stranamente, riesce a farsi capire benissimo.

L’interrogativo che aleggia oggi sul web, insomma, è… ma Stefano Filipponi non balbetta più? Lo hanno sottoposto a un corso di logopedia accelerato, guarda caso proprio quando i riflettori si sono spenti? O qualcuno lo avrà invitato a “marciare” sulla sua situazione, durante il programma, per farsi votare di più e far alzare (speranza vana) l’Auditel?

Qualcuno potrà obiettare, dicendo che Stefano in questo momento si trova in una situazione rilassante e parla quasi da solo. Ma, se pensiamo ai confessionali di X Factor, anche quelli erano momenti intimistici in cui Filipponi non riusciva a finire una frase e arrancava terribilmente nell’esposizione. Qui, salvo qualche defaillance che tutt’ora capiterebbe anche a un Paolo Bonolis, la dialettica del ragazzo è più che fluida. E al sottoscritto viene un brivido, decisamente superiore a quello provato mentre cantava.

Il video è disponibile dopo il salto (seppure sia stato caricato su Youtube fuori sincro). Su Facebook il video viene visualizzato correttamente.

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Web Tv: l'AgCom limita i danni del Decreto Romani

pubblicato da Gabriele Capasso


Una tassa insostenibile, regolamentazione parificata alle tv tradizionali e una ridda burocratica con annessi lacci e lacciuoli. Questo prevedeva il Decreto Romani per le Web Tv: uno scenario che avrebbe, di fatto, chiuso qualsiasi possibilità di creare e gestire “micro tv” su Internet. L’AgCom ieri ha disinnescato questa autentica bomba ad orologeria:

L’AgCom ha approvato i regolamenti relativi ai servizi audiovisivi lineari e a richiesta diffusi via Internet, apportando una drastica semplificazione. I regolamenti si applicheranno solo ai soggetti professionisti con ricavi radiofonici e televisivi superiori a 100mila euro annui. Non e’ previsto alcun regime di autorizzazione, ma gli operatori potranno valersi di un meccanismo di silenzio-assenso. Escluso il pagamento di canoni annuali, ma solo un contributo una tantum di 500 euro per i servizi tv e di 250 euro per quelli radiofonici. Nessun vincolo burocratico per tutti gli altri soggetti operanti sulla rete.

La Femi, Federazione Italiana delle Micro Web Tv che aveva lanciato l’allarme, festeggia una vittoria storica. Soltanto i soggetti con ricavi superiori ai 100 mila euro annui saranno sottoposti alla tassazione, tutti gli altri potranno continuare ad operare sulla rete senza sottostare ad obblighi che in alcuni casi erano semplicemente paradossali per la rete internet, come il “rispetto delle fasce protette per i minori“, un controsenso rispetto al concetto stesso di video on demand.

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Anziani

pubblicato da Massy


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Mediaset insiste nella chiusura a YouTube, ma punta su Facebook

pubblicato da Gabriele Capasso


Mediaset non torna indietro, la guerra a YouTube non si ferma, i suoi contenuti video sono e resteranno disponibili ufficialmente solo attraverso video.mediaset.it. Nonostante Rai e La 7 abbiano optato per un approccio differente dalle parti di Cologno Monzese non cambiano idea. Gli spezzoni delle trasmissioni di Mediaset pubblicati sulla piattaforma di video sharing più importante e visitata del mondo sono sempre meno e sempre più rari. Evidentemente YouTube sta perfezionando i suoi filtri per accontentare le richieste della tv italiana.

In quest’ottica si inserisce la crescita di Video Mediaset che presto sarà dotata di una specifica applicazione per iPad che consentirà di visualizzare sul tablet Apple il “Meglio di…” con una selezione dei programmi di punta. Un passo importante per una piattaforma video non ai livelli di quelle Rai e La 7 dal punto di vista dell’accessibilità.

Mentre chiude a YouTube Mediaset decide invece di aprire a Facebook, il popolare social network, sul quale ha intenzione di aprire una serie di Fanpage ufficiali. Si parte con Cotto e Mangiato, la trasmissione culinaria di Benedetta Parodi, a ruota seguiranno il TgCom e il Grande Fratello. Resta da capire se queste fanpage verranno pubblicizzate all’interno della trasmissione, in questo caso si tratterebbe di un’operazione senza precedenti per i network italiani che, tranne rari casi, punta ancora poco su Facebook sottovalutandone la capacità di diffusione di contenuti.

La Tv che c'era - Il Milionario

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era
La Tv che c'era - Il Milionario

Dopo aver parlato nella scorsa puntata della nostra rubrica della Caccia al tesoro, anche stavolta parliamo di un programma di Jocelyn, anch’esso andato in onda durante l’estate, ma nell’anno 1987. La prima puntata di questo nuovo gioco è datata infatti primo settembre 1987, trasmessa per 25 seconde serate sulla Raidue diretta da Luigi Locatelli. Come in tutti i programmi di Jocelyn, la componente reality era molto presente, doveva infatti “succedere” qualcosa durante la trasmissione, ma qualcosa di assolutamente imprevedibile sia per il concorrente e per chi doveva interagire con lui, e questo ingrediente veniva rispettato anche ne “Il Milionario” il programma di cui vogliamo parlare stasera nella nostra rubrica della Tv che c’era e di cui abbiamo anche discusso con lo stesso Jocelyn nell’intervista che presto vedrete su TvBlog.

Il meccanisimo della trasmissione era il seguente: un concorrente veniva prelevato da una macchina, incappucciato e accompagnato dallo stesso Jocelyn in una città a lui sconosciuta, all’interno della più bella suite di un hotel lussoso. Il gioco veniva registrato in tempo reale, esattamente dalle ore 22, che era poi l’orario in cui la trasmissione veniva messa in onda. Una volta entrato nella suite, al concorrente veniva tolto il cappuccio e informato di cosa dovesse fare per vincere la cifra di 10 milioni di lire.

Attraverso l’elenco del telefono di quella città e con l’ausilio del solo apparecchio telefonico, doveva cercare di contattare nel tempo massimo di 40 minuti, dei commercianti che gli dovevano vendere dei beni, per arrivare al quorum dei 10 milioni di lire. Ovviamente l’orario serale rendeva molto difficile l’operazione, inoltre questi “beni” dovevano essere portati direttamente nella stanza dell’hotel altrimenti il concorrente non vinceva nulla. Era molto divertente vedere come i concorrenti tentavano di convincere questi commercianti. Un programma semplicemente fantastico, che ovviamente giocava sul fatto che i commercianti contattati non sapessero nulla di quello che stava dietro alla telefonata che stavano ricevendo. Trasmissione che ebbe un successo clamoroso nella prima edizione tanto che ce ne fu un’altra l’anno seguente.

Dopo il continua il video dell’avvincente sigla de “Il Milionario”:

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Da Unomattina Estate nasce la nuova coppia Georgia Luzi-Fabrizio Frizzi?

pubblicato da Hit



Molto spesso siamo abituati a distruggere ciò che la televisione ci propone. Oppure di frequente, presentiamo e mettiamo in primo piano situazioni di liti oppure di gaffes, più o meno costruite, che poi ci fanno dire “quanto è trash la televisione di oggi”. Vero è che anche il pubblico, attraverso contatti, audience, copie di giornali vendute, sembra richiedere queste cose, ma perché per una volta non provare a costruire, a presentare situazioni positive e allo stesso propositive?

Ieri mattina nel corso di Unomattina Estate è partita una nuova rubrica condotta da Georgia Luzi, una sorta di incontro con un personaggio, stavolta maschile, che si racconta, non solo nella sua parte pubblica/professionale ma anche in quella privata. Protagonista del primo incontro andato in onda ieri e di cui trovate un piccolo riassunto video dopo il continua, è stato Fabrizio Frizzi, che nel corso di questa stagione primaverile ha avuto una sorta di rinascita professionale, con il successo dei “Soliti ignoti” che replicherà come sappiamo da settembre anche nella prima serata del sabato su Rai1 con la versione vip. Vedremo nel video anche il debutto nella prima serata di Rai1 di Fabrizio in “Europa Europa” con Elisabetta Gardini.

Vedendo assieme questi due personaggi “nuovi” di Rai1, uno perché rinato, l’altra perché uscita dalla tv dei ragazzi ed esplosa con tutta la sua solarità prima in “Sabato e domenica Estate” poi nei “Raccomandati” ed ora in “Unomattina Estate”, abbiamo avuto la netta impressione della genesi di una nuova coppia televisiva, che segnaliamo prontamente al direttore Mauro Mazza. A fine intervista poi c’è stata una dedica di Fabrizio, che ci ha fatto tornare indietro alla nostra recente intervista a Rita Dalla Chiesa. Fabrizio infatti, in risposta alla domanda di Georgia “a chi faresti oggi un regalo?” risponde che oltre a farlo alla mamma, ne farebbe uno anche a Rita, 27 anni dopo un giorno speciale che hanno vissuto insieme.

Dopo il salto anche il video dell’incontro tra Fabrizio Frizzi e Georgia Luzi dalla puntata di “Uno mattina Estate 2010″:

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La Tv che c’era - Azzurro

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c’era - Azzurro

Domani debutta la nazionale azzurra in Sudafrica, mentre il 14 maggio del 1982 debuttava su Rai2 “Azzurro” . Qual è il nesso fra le due cose vi chiederete? Ebbene “Azzurro” era una manifestazione canora inventata dal grande Vittorio Salvetti, proprio per portare fortuna agli azzurri del calcio che da li a poco avrebbero affrontato e poi vinto i mondiali di Spagna dell’ 82. Ricordando stasera all’interno della nostra rubrica della Tv che c’era proprio questa manifestazione, vogliamo dare l’ in bocca al lupo alla nostra nazionale di calcio per il debutto di domani sera con il Paraguay. Ma parliamo ora di “Azzurro”, abbiamo detto che era una manifestazione canora organizzata e condotta dal patron del Festivalbar e di molti Sanremo Vittorio Salvetti, le cui prime due edizioni andarono in onda su Rai2 per poi approdare sulle reti mediaset. La gara si svolgeva presso il teatro Petruzzelli di Bari e andava in onda in diretta per due serate consecutive.

La prima edizione, come detto, andò in onda il venerdì 14 e il sabato 15 maggio del 1982 e fu condotta dallo stesso Salvetti con Daniela Poggi e Beppe Viola. Il meccanismo era di una gara fra cantanti divisi per squadre, votati da una giuria formata da 100 persone, abbinata ad una giuria di giornalisti specializzati. Quella prima edizione fu vinta dalla squadra “New Romantic” capitanata da Gianni Morandi. Il successo fu cosi clamoroso che la manifestazione fu riproposta anche l’anno successivo, con la conduzione di Milly Carlucci sempre sulla rete 2 della Rai, per poi passare dal 1984 in pianta stabile sulle reti Mediaset. Il carattere saliente di quelle prime edizioni era il fatto che i capitani delle squadre presentavano i loro compagni sul palco avendo quindi modo di “condurre” spazi ben articolati della trasmissione un po’ come hanno fatto i protagonisti del recente “Due” andato in onda sempre su Rai2, rendendo il tutto molto informale e sicuramente meno ingessato del classico “ecco a voi” della maggior parte delle manifestazioni canore.

Il ruolo del conduttore “centrale” era solo quello di presentare le squadre e fare da collante con gli ospiti. Bella anche l’idea di scambiarsi le canzoni fra i componenti della squadra per cantarle assieme nel finale di esibizione. La sede storica come detto fu il teatro Petruzzelli di Bari, tranne una parentesti al Nazionale di Milano. L’ultima edizione di “Azzurro” andò in scena nel 1992 con la conduzione di Gerry Scotti, Susanna Messaggio e Vittorio Salvetti e si svolse sempre a Bari ma al teatro Team, in quanto il teatro Petruzzelli fu distrutto da un incendio doloso nell’ottobre del 1991. Dopo il salto troverete alcuni video di quelle serate, l’elenco completo dei conduttori e dei vincitori, annata per annata.

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Shinei Puchi Ani Gekijo: serie web dello studio di animazione di Doraemon e Shin Chan

pubblicato da Francesca Camerino

Shinei Puchi Ani Gekijo:  serie web dello studio di animazione di Doraemon e Shin Chan

L’animazione della casa di produzione Shinei Animation é sempre stata di buona qualità e ha sempre prodotto personaggi divertenti, basti pensare alle note serie del gatto spaziale Doraemon e del bimbo pestifero Shin-Chan. Ora lo studio giapponese ha lanciato un nuova serie dal titolo “Shinei Puchi Ani Gekijo” (Shinei Petit Anime Theater) disponibile con due episodi in streaming gratuito.

I primi due cortometraggi “Nanchatte” (“Naisho Hanashi” e “Ningyo”) sono di satira politica indirizzata agli adulti, l’altro dal titolo “Potakko Babies” (Potekko Beibiizu) é kawaii, anche per bambini, con delle piccole patate come protagoniste che potete vedere qui. I video sono in lingua originale, ma penso che gradirete ugualmente.

[via AnimeNewsNetwork]



Shinei-Puchi-Ani-Gekijo: serie web made in japan
Shinei-Puchi-Ani-Gekijo: serie web made in japanShinei-Puchi-Ani-Gekijo: serie web made in japanShinei-Puchi-Ani-Gekijo: serie web made in japanShinei-Puchi-Ani-Gekijo: serie web made in japan

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La Tv che c'era - Macao

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era
La Tv che c'era - Macao con Alba Parietti
Eternamente ospite, pronta a disquisire di questo e di quello, dal programma d’intrattenimento fino alla trasmissione giornalistica, un destino che la segue di rete in rete. Ma non sempre era cosi, ci fu un tempo in cui Alba Parietti, conduceva, dalla primissima “Piscina” sulla RaiTre di Angelo Guglielmi, alla tormentatissima “Domenica in” dagli studi di Napoli condotta con Toto Cutugno. Ma è di un programma, lanciato e trasmesso nella RaiDue del 1997 di cui stasera vorremmo parlarvi nella nostra rubrica della Tv che c’era.

Andava in onda in seconda serata, dalla domenica al giovedì. Racchiuso in una voliera di bambù, con il pubblico appollaiato come una schiera di volatili, si svolgeva “Macao” . Un territorio di pura nullità, nel senso buono del termine, la cui comicità di facce allora per lo più sconosciute come quelle di Paola Cortellesi, Biagio Izzo, Sabrina Impacciatore, Fabio Canino, Enrico Brignano, Valentina Pace, Gigliola Aragozzini, Lucia Ocone, era il semplice pretesto per intrattenere il pubblico televisivo, la cui personalità spiccata e spiccante di Alba era il vero collante, chiamata a condurre solo pochi giorni prima del debutto.

In cabina di regia, oltre che in fase di creazione con Irene Ghergo, c’era Gianni Boncompagni, reduce negli anni precedenti dal successo di un altro territorio di leggerezza e svago come era “Non è la Rai” su Italia1. Gianni, preso in ostaggio dall’allora direttore di RaiDue Carlo Freccero, la cui idea di televisione, stabiliava e strabilia, mette in piedi questa trasmissione che da quel poco che voleva essere, poco rimane, ma con una nutrita schiera di telespettatori (oltre 3 milioni ogni sera) che la rendono un successo inaspettatto ed insapettabile, tanto che l’anno dopo ce ne sarà una seconda edizione, dal percorso più travagliato.

Dopo il salto l’epilogo della storia di “Macao” con alcuni video e una analisi fatta da Carmelo Bene, ospite di una puntata del programma.

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The Hobbit: il film tv d'animazione del 1977

pubblicato da Francesca Camerino

The Hobbit: il film tv d'animazione del 1977

Le voci sulla produzione del nuovo film in live action “The Hobbit” della Warner Bros., tratto dal romanzo fantasy pubblicato nel 1937 da John Ronald Reuel Tolkien, si susseguono incessantemente. L’ultima news al riguardo segnala che il prequel (di “Lord Of The Rings”) diretto da Guillermo del Toro e sceneggiato da Philippa Boyens, Peter Jackson, Guillermo del Toro e Fran Walsh, attualmente in produzione, arriverà un po’ più tardi del 2011. La prima parte del sequel uscirà nel dicembre 2012 e la seconda a dicembre 2013. L’attesa dei fan é tanta. C’é parecchio tempo da attendere.

Per ingannare l’attesa ho scovato un film tv a cartoni animati dal titolo “The Hobbit” datato 1977. Il film prodotto e diretto da Arthur Rankin Jr. e Jules Bass, é stato adattato per la tv da Romeo Muller. Lo stile grafico ricorda le illustrazioni dell’artista inglese del periodo vittoriano Arthur Rackham. Naturalmente molte vicende della storia sono state semplificate e molti episodi e scene chiave sono state omesse. Mentre i concept artwork sono stati realizzati negli States, lo studio di animazione giapponese Topcraft, ha prodotto l’animazione per la Rankin-Bass. Tra gli artisti, il responsabile animazione é Toru Hara, il supervisore e characher designer Tsuguyuki Kubo, i personaggi e gli effetti sono opera di Hidetoshi Kaneko e Kazuko Ito, l’autore degli sfondi é Minoru Nishida.

Io lo trovo ben fatto. Sarà che vado pazza per l’animazione classica e mi sarebbe piaciuto vedere la storia su grande schermo a cartoni animati, e non in live action. Giudicate anche voi, dopo il salto. Qui trovate le altre 7 parti del film. I video sono in lingua originale.

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