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Tutti gli articoli con tag what about brian

J.J. Abrams sta lavorando ad una serie comica/medica, per la Fox

pubblicato da Paolino

J.J. AbramsPensate ad una serie medica (l’ennesima), però in stile “Scrubs” e realizzata dal papà di “Lost”: sembra essere questa l’ultima idea di J.J. Abrams che, in accordo con la Fox -con la quale già realizza “Fringe”- starebbe scrivendo il pilot di una nuova comedy ambientata in ospedale.

I dettagli sulla serie, ancora senza titolo, sono tutti segreti. Quel che si sa, per ora, è che si tratterebbe di uno show da mezz’ora, per il quale Abrams ha chiesto la collaborazione nella scrittura a Michael Markowitz, autore conosciuto in America negli anni ‘90 per la serie animata “Duckman” e la sit-com con Ted Danson “Becker”.

Prodotta dalla Bad Robot di Abrams e dalla Warner, la nuova serie si aggiunge ai molti telefilm medici che giungono dall’America e di cui i telespettatori oltreoceano non sembrano proprio stufi: il successo di lunedì “House 6″ lo conferma, ma anche la grande attesa -testimoniata in rete- per “Grey’s anatomy 6″ (in onda domani), nonchè per le nuove “Mercy” (stanotte), “Trauma” (lunedì), “Three Rivers” (il 4 ottobre) e “Miami Trauma” (in mideseason).

Quando Abrams si è messo al lavoro per una serie non action/sci-fi, le cose non gli sono mai andate bene: sia “Six Degrees” che “What About Brian”, infatti, non sono durante a lungo. Sarà la volta buona per convincere il pubblico che oltre a creare suspence è anche capace di strappare qualche risata?

[Via TheHollywoodReporter]

What about Brian, Raoul Bova sbarca in America (e su Raidue)

pubblicato da Paolino

What about Brian
Arriva oggi su Raidue, alle 16, la prima puntata di “A proposito di Brian” (“What about Brian”, gallery), la serie andata in onda sulla Abc tra il 2006 ed il 2007 per un totale di 24 episodi e creata da Dana Stevens (sceneggiatrice della pellicola “City of angel”). Dietro il progetto, c’è lo zampino della Bad Robot, la casa di produzione di J.J. Abrams.

Un telefilm di cui abbiamo già sentito parlare abbastanza in Italia, ancora prima che approdasse sul satellite - nello specifico, FoxLife- per via della partecipazione alla prima stagione di Raoul Bova, nei panni di Angelo Varzi, marito di Nicole (Rosanna Arquette), sorella del protagonista citato nel titolo.

Prima di approfondire il “caso Bova”, diamo un’occhiata al plot della serie, che vede protagonista un trentenne di nome Brian (Barry Watson, Matt di “Settimo Cielo”), alle prese con il proprio status da single ancora più accentuato dai suoi amici, tutti accoppiati ed, all’apparenza, felici e contenti con il/la proprio/a partner.

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Bova scinde un contratto tv. Ma non è la prima volta...

pubblicato da Lord Lucas

Raoul Bova è l’uomo-copertina della settimana (di Sorrisi e Canzoni Tv), ma potrebbe esserlo vita natural durante e qui nessuno lo discute. E’ bello, bravo e non se la tira. Farebbe impazzire persino George Clooney se solo fosse una donna. Ma ora, nonostante il suo visino innocente e l’impeccabile reputazione che lo contraddistingue, ha un nuovo nemico pronto a dargli filo da torcere.
Trattasi di un pezzo grosso come Angelo Rizzoli, peraltro piuttosto caro a noi di Tvblog (il nostro Share è riuscito a intervistarlo in via del tutto eccezionale, vista la sua innata discrezione). Ebbene, Raoul ha un conto in sospeso “imperdonabile” (anche per un faccino d’angelo come lui) con la sua casa di produzione: quello di essersi sottratto all’ultimo all’impegno con la fiction L’Aviatore:

“E’ una miniserie per Mediaset che avrei dovuto iniziare a girare in questi giorni. Un progetto a cui tenevo molto perché da tempo volevo occuparmi della grande tragedia vissuta dal popolo ebraico. Non ce l’ho fatta perchè alla fine del film di Federico Moccia ho avuto un crollo fisico e psicofisico. Per troppe settimane ho continuato a tirare e a lavorare con il dolore. Ma la cosa spiacevole è che la produzione di Angelo Rizzoli abbia dubitato che mi fossi fatto male davvero. E a me l’idea che dopo tanti anni venga messa in dubbio la mia onestà proprio non mi va giù. Sono pure arrivati a chiedermi un risarcimento danni milionario. Ora è tutto a posto, ho presentato regolare referto medico. Il film lo girerà Sergio Castellitto ma il dispiacere resta”.

Difficile capire chi abbia ragione e chi torto. Raoul puntualizza che la lussazione di una spalla durante le riprese lo aveva provato fisicamente e costretto a imbottirsi di antidolorifici. Però va detto, pur manifestando un grande rispetto per la buona fede di Bova, che un gruppo serio come la Rizzoli Audiovisivi avrà avuto i suoi buoni motivi per diffidare. D’altronde, non è nemmeno la prima volta che recede da un contratto…

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Un'altra bellezza per What About Brian

pubblicato da Gabriele Capasso

Una cosa è certa: i produttori della serie “What About Brian” hanno buon gusto in fatto di protagoniste femminili. Il telefilm della ABC, ennesima creatura di J.J. Abrams di Lost, che racconta la vita da splendido scapolo di Brian (Barry Watson) e del suo gruppo di amici tutti, almeno all’inizio della prima stagione, sposati o sul punto di farlo arruola un’altra delle attrici più fascinose del piccolo schermo americano.

Si tratta di un grande ritorno visto che stiamo parlando di Tiffani Thiessen, vecchia conoscenza dei teleschermi anche italiani. Sarà il terzo ruolo “generazionale” per Tiffani che dopo aver interpretato la giovane ed innocente “bella” della scuola in Saved by the Bell (Bayside School in Italia) e la meno innocente Valerie Malone di Beverly Hills, 90210, si ritrova nei panni di una donna in carriera sexy e manipolatrice che lavora nella compagnia di videogames insieme ad uno dei protagonisti storici della serie Dave (Rick Gomez).

Alla seconda stagione stanno partecipando altre due attrici emergenti considerate fra le più affascinanti della tv, Krista Allen e Rachelle Lefevre. Un’occhiata alle loro photogallery su imdb.com vi farà capire che non stiamo parlando a sproposito. La seconda in particolare ha un paio di punti di contatto con la sex-symbol di Lost Evangeline Lilly: una certa somiglianza fisica e la provenienza canadese.

La serie vedeva fra i co-protagonisti il nostro Raul Bova nel ruolo un po’ stereotipato ed imbarazzante dell’italiano bonaccione e appassionato di calcio.
Pare che Bova credesse poco in questo progetto e si sia volontariamente fatto da parte per tornare in Italia mollando la sua parte. All’inizio si era pensato ad un licenziamento ma la faccenda non è del tutto chiara e nello sviluppo degli episodi parrebbe evidente come gli sceneggiatori si siano trovati spiazzati di fronte a questo abbandono, siano stati costretti a prendere tempo e così la sua stessa “fine” (di cui non vogliamo anticiparvi nulla) lascia aperta una vaga possibilità di ritorno.

Chissà che Raul non si stia mangiando le mani visto il successo della seconda stagione attualmente in onda negli Usa, un successo inaspettato visti i dati non incoraggianti della prima stagione composta da soli 6 episodi (vista da noi su Fox Life nel settembre scorso), ma confermato dalla scelta del network che ha via via aumentato il numero delle puntate commissionate passando dalle originariamente 13 previste alle auspicabili 24, “canoniche” per ogni serie che si rispetti.