Rob Thomas e Tim Kring ancora al lavoro su due serie televisive, questa volta per la Fox. Il primo, autore di “Veronica Mars” e “Party Down” (che stava scrivendo anche “Temp” ed una spy story), ha ottenuto il via libera al pilot di “Little in common”, comedy con al centro tre famiglie unite dalla stessa passione dello sport dei propri figli, tutti nella stessa squadra. Il pilot sarà prodotto dalla Warner Bros.
Per Tim Kring, invece, si parla ancora di soprannaturale: il creatore di “Heroes” (al cui proposito, ieri, Hayden Panettiere ha confermato di non avere notizie su un possibile film-tv) sta scrivendo “Touch”, serie che avrà come protagonista un padre che scopre che suo figlio autistico e muto è capace di prevedere il futuro. Il pilot è stato scritto senza garanzia di acquisto, ma la Fox, una volta letto, ha dato il via alla sua realizzazione.
Buone notizie, intanto, per i fan di “Sanctuary”: SyFy ha infatti ordinato una quarta stagione dello show con Amanda Tapping, composta da tredici episodi che verranno girati questa primavera per andare in onda in autunno. Problemi, invece, per “Law and order: Los Angeles” la cui messa in onda, dopo il licenziamento di tre membri del cast, è stata posticipata a data da destinarsi.
Lo show sarebbe dovuto tornare in onda dall’8 febbraio, ma la Nbc ha deciso di rimandare la trasmissione dei nuovi episodi. Resta quindi nella sua collocazione del martedì sera “Parenthood”,che proprio per lasciare spazio al legal drama si sarebbe dovuto spostare al lunedì, decisione che aveva allarmato i fan del family drama.
Sheldon & Co. potranno farci divertire fino al 2014: la Cbs ha da poco firmato un contratto da oltre 260 milioni di dollari con la Warner Bros. che conferma “The Big Bang Theory” per altre tre stagioni. Le puntate realizzate saranno 66, dal costo di circa 4 milioni di dollari a testa. Con una media di 13,8 milioni di telespettatori ed un rating nella fascia 18-49 anni del 4.7 anche di giovedì (fino all’anno scorso la serie era andata in onda il lunedì), lo show di Chuck Lorre si conferma un vero e proprio fenomeno.
“Non ci vuole un fisico teorico per capire come questo show abbia un grande ruolo nella comedy del futuro”, ha spiegato Nina Tassler, presidente della Cbs. “Dalla critica agli ascolti alla cultura pop, ha toccato i giusti tasti su ogni livello”. Proprio qualche mese fa, i protagonisti della serie, Jim Parsons, Johnny Galecki e Kaley Cuoco hanno rinnovato i loro contratti, passando da 40-60 mila dollari a puntata a 200 mila ad episodio.
Sempre sul fronte Cbs, una bella notizia arriva da “The Good Wife”, in cui vedremo America Ferrera per tre episodi, a febbraio. L’ex “Ugly Betty” (la cui conclusione è andata in onda in Italia ieri) torna in tv a pochi mesi dalla sospensione dello show che l’ha lanciata, con un ruolo del tutto diverso rispetto a quello con cui l’abbiamo conosciuta. Dopo il salto, spoiler
Una comedy femminile ambientata a New York: con queste premesse, la nuova “Girls”, di cui la Hbo ha da poco annunciato le riprese al via in primavera, sembra essere un modo per riportare sul canale il pubblico che, fino a qualche anno fa, si appassionava alle avventure di “Sex and the city”.
Trovare un’erede alla serie cult che ha sdoganato il sesso visto dalle donne in tv è difficile, se non impossibile. Ecco perchè “Girls” punta a catturare sì un pubblico femminile, ma focalizzandosi non solo sulle esperienze amorose delle protagoniste. La serie, scritta da Lena Dunham (”Tiny Furniture”, foto), che dirigerà anche il pilot, racconterà i successi ed i fallimenti di quattro ragazze ventenni. A produrre, con la Dunham, ci saranno anche Judd Apatow, Jenni Konner ed Ilene S. Landress. Nel cast, Jemima Kirke, Allison Williams, Adam Driver e Zosia Mamet (”United States of Tara”).
La Abc, invece, ha ordinato due pilot: uno è “Man Up”, dal creatore di “100 Questions” Chris Moynihan (che ha firmato un contratto con la rete per realizzare due progetti). Proprio lui sarà il protagonista dello show, prodotta da Abc Studios e da Tagline e che racconterà i tentativi di arrivare a fine giornata di un uomo moderno, raccontati dai suoi tre amici e da una donna. A produrre, ci sono Ron West e Kelly Kulchak.
L’altra serie, invece, è “Smothered”, ed è scritta da Andrew Reich e Ted Cohen, autori di “Friends”. La storia si ispira alla vita reale dei protagonisti, e racconta di una giovane coppia di marito e moglie, sopraffatti (il titolo della serie vuol dire “asfissiati”) dai loro genitori, i cui stili di vita sono molto differenti. A produrre ci sarà la Warner Bros.
[Foto via TvGuide]
Colpo grosso per Simon Baker, protagonista di “The Mentalist”: l’attore ha firmato un contratto con la Warner Bros., produttrice della serie, da 30 milioni di dollari all’anno, che include anche i soldi che già prende per interpretare il collaboratore dell’Fbi del Cbi dall’incredibile capacità di osservazione Patrick Jane.
Il nuovo patto stretto tra l’attore e la casa di produzione ha due condizioni: la prima è che Baker si impegna a lavorare alla serie fino ad una sua eventuale settima stagione (ora siamo alla terza), mentre in passato aveva firmato fino alla sesta. La seconda è che, dalla quinta stagione, diventerà anche produttore della serie, andando a guadagnare ulteriori soldi.
La figura dell’attore-produttore non è una novità tra le serie televisive: sono molti gli interpreti che decidono di produrre di tasca propria la serie i cui lavorano, garantendosi così, oltre ad una percentuale dei ricavi, anche un potere di decisione sulla storia stessa. E’ quello che succede con Hugh Laurie e “Dr. House”, Michael Chicklis e “No Ordinary Family” e Steve Carell e “The Office”.
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Se un telefilm deve buona parte del suo successo al suo attore protagonista, quando questo decide di volersi dedicare ad altro non si può che prenderne atto e chiudere il sipario. E’ più o meno quello che succederà l’anno prossimo, quando andrà in onda la settima stagione di “The Closer”, che sarà l’ultima della serie.
A prendere la decisione Kyra Sedgwick, che nella serie interpreta Brenda Leigh Johnson: dopo i quindici episodi della settima stagione, che si inizieranno a girare in primavera (e tra cui ci sarà la centesima puntata della serie), lo show chiuderà definitivamente. L’attrice ha preferito dire addio al suo personaggio, in cerca di nuove avventure.
“Non posso immaginare quanto sarà difficile dire addio all’incredibile famiglia si è creata con ‘The Closer’”, ha ammesso la Sedgwick. “Sarò sempre grata a James Duff (creatore della serie, ndr) per il suo affetto e la sua amicizia, così come per aver creato un personaggio così ricco e complesso con cui ho amato convivere per anni. Mike (M. Robin), Greer (Shephard) e Rick (Wallace, i produttori della serie, ndr) e tutto il cast saranno sempre nel mio cuore. Voglio ringraziare Tnt e la Warner Bros. Television e gli incredibili fan di ‘The Closer’, per il loro profondo supporto in questi anni”.
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Dopo Jorge Garcia, è stato comunicato il secondo nome che farà parte del cast di “Alcatraz”, la nuova serie mistery di J.J. Abrams ed Elizabeth Sarnoff che andrà in onda sulla Fox. Trattasi di Sarah Jones, attrice 27enne già vista in alcune serie televisive, ma mai nel ruolo della protagonista.
E’ comparsa in show come “Big Love”, “Sons of anarchy” e nella recente “Lone star”, ma in “Alcatraz” sarà uno dei personaggi principali, ovvero Rebecca Madsen, poliziotta intelligente, astuta ma anche un po’ ossessiva. Garcia, lo ricordiamo, sarà invece un esperto dell’isola di Alcatraz e del suo carcere, al centro della trama dello show.
“Alcatraz”, prodotta dalla Bad Robot e dalla Warner Bros., è infatti la storia di un gruppo di prigionieri e guardie della famosa prigione, spariti da trent’anni. Il loro ritorno porterà le autorità a domandarsi dove sono finiti tutto questo tempo. Il mistero, c’è, l’isola anche: ora non resta che aspettare per capire se “Alcatraz” sarà la prossima serie di successo di Abrams.

UPDATE: Joss Whedon ha commentato la decisione della Warner Bros. di realizzare un film di “Buffy” senza la sua collaborazione. Dopo il salto, trovare le sue dichiarazioni.
La Warner Bros. ha intenzione di portare “Buffy” al cinema. Ha acquistato i diritti dai produttori Fran e Kaz Kuzui, che li detengono fin dal primo film dedicato all’ammazzavampiri, del 1992, e che hanno realizzato anche le sette stagioni della serie tv scritta da Joss Whedon.
E proprio Joss Whedon, l’artefice del Buffyverse, colui che è riuscito a portare in tv una delle serie che ancora oggi, a sette anni dalla sua conclusione, è ricordata da molti come una delle migliori degli ultimi anni, non farà parte del progetto. La notizia, non è nuova, ma ora arriva la conferma che l’autore della serie non scriverà la sceneggiatura del film.
Al suo posto ci sarà Whit Anderson, già al lavoro. Whedon non parteciperà neanche alla produzione del film, dal momento che la sua Mutant Enemy non compare tra le produttrici del progetto (che invece vede impegnate la Atlas e la Vertigo Entertainment, con Doug Davison e Roy Lee). Insomma, quello che dovremmo vedere al cinema -tra un anno circa- sarà un vero e proprio remake, con un nuovo cast ed una nuova mente alle spalle.
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Di un possibile film di “Veronica Mars” si è ormai detto tanto. Quest’estate, il produttore della serie Joel Silver, aveva annunciato lo scarso, se non nullo, interesse della Warner Bros. (che ne detiene i diritti) di realizzare una pellicola cinematografica tratta dal telefilm con Kristen Bell, a causa delle basse vendite dei dvd dello show. La stessa Bell, qualche tempo fa, aveva detto che la casa di produzione non aveva avviato nessuna ricerca di mercato a proposito, sintomo che, nonostante la disponibilità del cast e degli autori, il progetto era sfumato.
Eppure, qualcosa si muove, anche se poco. La Warner Bros. ha di recente aperto una mail, VeronicaMarsMovie@warnerbros.com, alla quale i fan della serie possono mandare la loro richiesta di vedere “Veronica Mars” sul grande schermo. Una petizione, insomma, utile a capire quanto affetto ci sia da parte dei fan verso la serie. L’idea, in realtà, sembra un contentino per gli appassionati dello show: se ci fosse davvero l’intenzione di realizzare un film, si sarebbe passati subito alla fase di scrittura e produzione.
Intanto, la Abc deve “disfarsi” di un suo insuccesso recente: parliamo di “My Generation”, sospesa dopo sole due puntate lo scorso mese. Per quei pochi telespettatori che volessero vedere il finale della serie, la rete ha deciso di mettere online le ultime puntata sul suo sito ufficiale, su iTunes e su Hulu.
Martin Scorsese, dopo essersi messo al lavoro per la tv con “Boardwalk Empire”, potrebbe averci preso gusto, e puntare ancora più in alto, prendendo spunto da uno dei suoi film più famosi, ovvero “Quei bravi ragazzi” (1990). Pare, infatti, che il regista e lo sceneggiatore del film (nonchè del romanzo da cui è tratto, “Il delitto paga bene”) Nicholas Pileggi stiano pensando a portare in tv la pellicola che valse l’Oscar come miglior attore non protagonista a Joe Pesci.
Dietro al progetto ci sarebbe la Warner Bros., con cui i due starebbero lavorando per la realizzazione della serie, che non sarà un adattamento del film nè un sequel, ma un prequel della storia che è abbiamo visto al cinema. In particolare, si vorrebbe raccontare l’adolescenza ed i primi passi nella criminalità di Henry Hill, protagonista del film (dove era interpretato da Ray Liotta).
A confermare le voci che da tempo giravano circa una possibile versione televisiva del film è stato lo stesso Pileggi, che ha confessato: “Voglio farlo, Marty vuole farlo, la Warner Bros. vuole farlo. Ovviamente, non si può ripartire dal film, dal momento abbiamo ucciso o sono stati uccisi tutti!”.
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E se ci fosse ancora bisogno di “Wonder Woman”? La Warner Bros. sta lavorando ad un adattamento della serie degli anni ‘70 insieme a David E. Kelley, autore di “The Practice”, “Ally McBeal” e “Boston Legal”. I dettagli non sono noti, ma è certo che si vuole riportare in tv uno dei personaggi dei fumetti più famosi.
“Wonder Woman” è già stata una serie tv, dal 1975 al 1979, prima sulla Abc e poi sulla Cbs, con Linda Carter come protagonista. L’idea della Warner Bros. (non si sa ancora su quale network potrebbe andare in onda lo show) è quello di prendere il personaggio icona del femminismo degli anni Settanta e contestualizzarlo alla situazione attuale.
Ecco che la nuova protagonista potrebbe non avere gli stessi poteri dell’originale (basta che non si tocchi il costume che l’ha resa famosa), mentre potrebbe essere circondata da nuovi protagonisti. Si tratta di un progetto rischioso: le serie che negli scorsi anni si sono ispirate a show dei tempi d’oro della tv (come “La donna bionica” e “Supercar”) non hanno avuto successo.
Inoltre, sembra difficile trovare una sostituta capace di reggere il confronto con la Carter, passata nella storia della tv come l’unica Wonder Woman. Già qualche anno fa si cercò di fare un film sull’eroina: si parlò di Joss Whedon come sceneggiatore e di Sarah Michelle Gellar o Jennifer Aniston come protagoniste, progetto poi sfumato. Pare, però, che la Warner Bros. voglia ancora realizzarne un film. In questo caso, tra film e serie tv, “Wonder Woman” rischia davvero di perdere, se non i suoi poteri, il suo fascino.
[Via DeadlineHollywood]
Jerry Bruckheimer esce dai solito crime e prova a realizzare una serie del tutto diversa. Lo farà con “The Lost Girls”, di cui la Abc ha ordinato un pilot al produttore ed alla Warner Bros.
Tratta dall’omonimo libro, la storia è quella vera di tre ragazze, al top della loro carriera a Manhattan, che decidono di mollare tutto, compresi i fidanzati, per prendersi un anno tutto per loro in giro per il mondo. Le tre hanno scritto un blog, su cui è possibile conoscere i vari Paesi che hanno visitato e leggere le loro sensazioni.
A scrivere il pilot c’è Ildy Modrovich, già al lavoro su “Csi: Miami” ed “Eleventh Hour”. Sempre sulla Abc, inoltre, sta per tornare Jorge Garcia, interprete del mitico Hurley in “Lost”, che comparirà in “Mr. Sunshine”.
Quella che si conclude oggi è stata una settimana all’insegna di “The Big Bang Theory”, in America, per via di alcune notizie che sono circolate nei giorni scorsi. La sit-com di Chuck Lorre e Bill Prady, però, si prepara anche al debutto italiano che, dopo la falsa partenza della primavera scorsa, avverrà domani sera, alle 19:30, su Italia 1.
Per chi non conoscesse ancora la serie, protagonisti sono due nerd (due geni un po’ imbranati nelle relazioni sociali), Leonard (Johnny Galecki) e Sheldon (Jim Parsons, da poco vincitore di un Emmy Award per questo ruolo), che fanno conoscenza della loro nuova vicina di casa, Penny (Kaley Cuoco, “8 semplici regole” e “Streghe”), aspirante attrice non sempre capace di capire la “strana lingua” dei due ragazzi.
Ogni episodio, insomma, ci mostra l’universo di una “pupa” e di due “secchioni”, ma anche lo scontro tra uomo e donna, grazie all’interazione con gli altri due personaggi della serie, Wolowitz (Simon Helberg), mammone che cerca di essere attraente senza successo, e Raj (Kunal Nayyar), ricercatore incapace di parlare con qualsiasi donna.
In America si pensa già alla prossima stagione televisiva, ed i progetti su cui si lavora sono tanti. Oggi vi parliamo, in particolare, di cinque nuove idee che potrebbero andare in onda in futuro in tv.
Iniziamo con la Abc, che sta lavorando a tre nuove serie. La prima, “The River”, vuole portare l’horror in tv, e cerca di farlo grazie ad Oren Peli, scrittore e regista di “Paranormal Activity”, film rivelazione dell’anno, soprattutto per il poco budget investito ed i grandi incassi. La storia, scritta con Michael R. Perry (”Law and order: unità speciale”) narra delle ricerche lungo il Rio delle Amazzoni di un conduttore di documentari d’avventura che si presume sia morto. Il tutto dovrebbe essere girato con la solita tecnica del mockumentary, resa celebre da “The Blair Witch Project” e, appunto, da “Paranormal Actvity”. A dirigere l’episodio pilota ci dovrebbe essere Peli, mentre a produrre la Dreamworks, la stessa casa di produzione che ha scoperto il regista. “The River” è stato molto conteso tra la Nbc e la Abc, che crede fortemente nel progetto.
Un’altra serie su cui si lavora è invece “I, P.I.”, scritta da McG (”The O.C.”, “Chuck”, “Supernatural”) e Paul Scheuring (”Prison Break”). La trama vede al centro un investigatore che ha imparato il mestiere seguendo centinaia di episodi di telefilm come “Magnum P.I.” e “Simon and Simon”. Quindi, il suo lavoro è pieno di citazioni di serie del genere, non senza qualche complicazione. Il pilot potrebbe essere l’occasione per McG di tornare alla regia di una serie televisiva dopo il primo episodio di “Chuck”.
[Le foto dal set di “Gossip Girl 4″]
Immaginatevi Serena, Blair, Chuck, Nate e Dan con gli occhi a mandola. In Cina. Interpretati da attori diversi. Una sorta di mondo parallelo di “Gossip Girl”, che potrebbe presto diventare realtà. Gli autori della serie di The Cw, infatti, sono stati contattati da dei produttori cinesi per scrivere degli episodi di un remake del teen drama, da trasmettere nel proprio Paese.
Il successo di “GG” in Cina sembra essere notevole, stando a quanto dice la produttrice esecutiva dello show Stephanie Savage:
“Hanno calcolato che in Cina quelli che ci guardano online sono di più di quelli che ci guardano (con qualsiasi strumento) negli Stati Uniti. In Cina non trasmettiamo lo show online, lo guardano illegalmente.”
Vista la quantità della popolazione cinese, non stentiamo a crederci. La proposta è allettante, tant’è che il creatore della serie, Josh Schwartz, ha detto che “al 100% lo vorremmo fare. Ma presumo che ci vorrebbe un po’ di censura.”

Bugs Bunny, uno dei conigli più amati al mondo, e uno dei personaggi dei cartoni animati più conosciuti, ha appena compiuto 70 anni. In realtà nasce un po’ prima del 1940 (nel 1938) nel corto di 8 minuti in bianco e nero dal titolo “Porky’s Hare Hunt” (”Caccia ai conigli”) dove il nostro coniglio chiamato semplicemente “Bugs” è diverso da quello che conosciamo. E’ bianco e ha una personalità appena abbozzata oltre a non essere ancora ‘antropomorfizzato’ come il personaggio sbruffone dei nostri tempi.
Nel primo corto, impertinente quale è, prende in giro il povero Porky Pig che va a caccia di conigli combinandogliele di tutti i colori perfino quando il poveraccio giace sul letto con una zampa rotta. Caratteristica insolita: Bugs usa la risata che solitamente riconduciamo al personaggio Picchiarello (Woody Woodpecker), che nascerà a breve.
La storia del personaggio è bella lunga e ancora una volta mi faccio aiutare dall’artista e pittrice americana Martha Goldman Segall, con il video dopo il salto, che ha in mano l’immagine con le varie trasformazioni del coniglio che si sono succedute nel corso degli anni considerate prototipi di bugs. In realtà il coniglio definitivo (anche se non identico a quello che conosciamo oggi) debutta ufficialmente con la creazione di Tex Avery il 27 luglio 1940 e appare nel cartoon dal titolo “Elmer’s Candid Camera” proiettato qualche giorno dopo, che vede l’ometto Taddeo (Elmer Fudd) nei panni del cacciatore.
Simpatico, furbetto, senza peli sulla lingua, il coniglio vince sempre su tutti, per la sua spavalderia. Spesso intento a sbocconcellare la classica carota, é noto per la famosa battuta-tormentone “Che succede, amico?” (”Eh, what’s up, doc?” nell’originale). Secondo me è la vera stella della Warner Bros. Voi che ne dite?
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