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La Valigia dei sogni: Annicchiarico commemora il padre Walter Chiari: "Abbiamo molto in comune. Non mi manca quasi mai"

pubblicato da Lord Lucas

simone annicchiarico
Su La7 sta andando in onda un’operazione mediatica decisamente pregevole, anche se qualcuno potrebbe gridare all’ennesimo figlio d’arte vincolato a un’eredità ingombrante. Sta, infatti, per terminare la messa in onda del film Il Giovedì, diretto da Dino Risi nel 1963 e interpretato da Walter Chiari nel ruolo di un padre che, pur essendo separato dalla moglie, riesce a instaurare un rapporto positivo con il figlioletto.

Prosegue la tematizzazione di La7, che non trasmette mai in prime time programmi a caso, specie se in bianco e nero e all’ennesimo passaggio. Per sottolineare la strategia del “film evento”, in occasione del ventesimo anniversario dalla morte di Walter Chiari, al termine del film torna La Valigia dei sogni con un appuntamento speciale: il suo conduttore storico, Simone Annicchiarico, racconta per la prima volta (nel suo programma) suo padre. Lo fa con delle parole destinate a diventare il documento televisivo dei figli di: l’autodichiarazione di una somiglianza psicofisica che non corrisponde sempre a un’analoga impronta artistica:

“Il babbo. Io e lui abbiamo molte cose in comune. Fisicamente abbiamo la stessa struttura, tutti e due siamo alti, siamo magri, tutti e due abbiamo sempre amato fare sport, tutti e due abbiamo le gambe storte, tutti a due, a dispetto dell’apparenza, siamo timidi, anche se qualcuno dice che abbiamo la faccia da schiaffi. Una cosa che ammiro di mio padre è la capacità che ha avuto di entrare nel cuore della gente. Ancora oggi mi fermano per strada per dirmi quanto gli manca, anche se è morto da tanto, vent’anni fa oggi. Walter Chiari è stato amatissimo dal pubblico, ha avuto una vita sregolata, forse è stata la prima superstar dello spettacolo italiano”.

Eppure, Annicchiarico ha anche dichiarato contro ogni retorica:

“Mio padre non mi manca quasi mai, tranne quando guardo un incontro di pugilato. Davanti alla televisione mi spiegava i colpi, le schivate. La boxe era lo sport che amava di più”.

Simone Annicchiarico - Walter, mio padre a La valigia dei sogni
Simone Annicchiarico - Walter, mio padre a La valigia dei sogniSimone Annicchiarico - Walter, mio padre a La valigia dei sogniSimone Annicchiarico - Walter, mio padre a La valigia dei sogniSimone Annicchiarico - Walter, mio padre a La valigia dei sogni

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Falqui-Solari: Il Varietà prende la parola

pubblicato da Hit

Falqui-Solari: Il Varietà prende parola

Cosa può scaturire dal dialogo di due persone del calibro di Antonello Falqui e Giampiero Solari che parlano di varietà? Ci è capitato di vedere una puntata di Dixit, il programma di Giovanni Minoli in onda su Raistoria, in cui era protagonista una chiacchierata fra questi due grandi registi-autori, a casa proprio di Antonello Falqui. Il grande regista del varietà degli anni sessanta e settanta della Rai, due titoli su tutti: Studio Uno e Milleluci, che accoglieva nella sua abitazione l’artefice dei grandi one man show degli ultimi anni: Morandi, Celentano, Panariello, fino agli ultimi spettacoli di Fiorello. Due autentiche potenze dello spettacolo televisivo italiano che discutevano del varietà di ieri e di oggi.

La partenza è ovviamente per Falqui. Un regista che ha fatto del gusto, della raffinatezza, dell’eleganza le parti fondamentali del suo percorso artistico nella grande Rai del passato, proprio quella che citava ieri sera Santoro nel suo monologo iniziale. Partendo da quella che oggi si chiama “cifra”, Falqui sottolinea come nei suoi spettacoli ci sia sempre stato un filo conduttore che lega la sostanza del programma e accompagna il telespettatore nell’ora e dieci minuti di durata. Uno stile uniforme che parte dalla cura della sigla di testa ed arriva a quella di coda. Racconta delle riunioni che partivano mesi prima della messa in onda del programma, per poi arrivare alla registrazione delle puntate settimanali con già tutto scritto e preparato. Parla dell’emozione, condivisa dallo stesso Solari, di vedere in onda nel migliore dei modi l’idea prima scritta solo su di un foglio di carta.

Solari poi sottolinea come la regia di Falqui nasca dal cinema e dal teatro che il regista aveva frequentato prima di passare alla televisione. Una regia attenta ai movimenti di macchina in piccole sequenze cinematografiche, che veniva spesso usata per riprendere le esibizioni canore, che Falqui ora dice di non vedere più nella televisione di oggi. Dice “Ora si passa da un totalone ad un primo piano strettissimo, senza mettere nulla in mezzo”. Aggiunge poi che i registi di oggi spesso staccano continuamente, credendo che così facendo si dia ritmo al programma, ma cosi non è. Dei registi dei nostri tempi salva Duccio Forzano, che è proprio il regista di molti spettacoli firmati Solari.

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La Tv che c'era - Canzonissima

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c'era - Canzonissima

Una trasmissione che ha fatto la storia della Rai e che è tornata di attualità vista la decisione del direttore di RaiUno Mauro Mazza di riproporla sulla rete ammiraglia della televisione pubblica dal prossimo autunno è Canzonissima. Davvero difficile parlare di questo programma in un unico articolo, cercheremo di farlo ricordando le edizioni più celebri. L’idea di abbinare una gara musicale ad un programma televisivo e alla lotteria Italia nasce nel 1956 con “Le canzoni della fortuna” ma il nome di Canzonissima è del 1958. Quella prima edizione fu condotta da Renato Tagliani con Ugo Tognazzi e la gara fu vinta da Nilla Pizzi con la canzone “L’edera”. La regia di quella prima edizione era di Antonello Falqui che poi ne diresse altre tre. Di Falqui, autentica istituzione della Rai e della televisione italiana, parleremo prossimamente. Canzonissima continuò ininterrottamente fino al 1962.

In queste prime edizioni si susseguirono numerosi conduttori, dopo il salto troverete la lista integrale, ma per la critica e non solo la migliore è quella del 1959 che vedeva alla guida un fantastico trio di artisti, prima che conduttori, che rispondevano al nome di Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi, dopo il continua un video d’epoca. Dopo un interruzione di qualche anno, Canzonissima tornò nel 1968, con un’altra celebre e dirompente edizione condotta ancora da un trio fantastico: con Paolo Panelli che tornava nel mitico teatro delle vittorie c’erano uno showman completo ed intelligente come Walter Chiari e Mina che non ha di certo bisogno di presentazioni (nella foto di copertina ci sono da sinistra Walter Chiari,Mina, Gianni Morandi e Paolo Panelli proprio in quella Canzonissima).

Con la regia di Antonello Falqui e i testi di Terzoli, Vaime e Marchesi andò in onda una delle edizioni più celebri di questo spettacolo, vedete la celebre sigla “Zum zum zum” dopo il salto, edizione proprio vinta da colui che si appresta a rimetterla in scena dal prossimo settembre e cioè Gianni Morandi con la canzone “Scende la pioggia”. Un’altra edizione di successo di Canzonissima fu quella del 1970 condotta dalla coppia Corrado e Raffaella Carrà quest’ultima al suo debutto in uno spettacolo importante, un’edizione che vide nascere fra di loro una solida amicizia destinata a durare negli anni e fino alla scomparsa del grande conduttore romano e che vediamo anche nel video dopo il continua dell’ultima puntata di quell’anno.

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Vite straordinarie, nuova edizione: si parte celebrando Mike Bongiorno

pubblicato da Debora Marighetti

Elena GuarnieriParte questa sera una nuova edizione di Vite straordinarie su Rete4 e per la prima volta Mediaset celebra Mike Bongiorno. Il programma condotto da Elena Guarnieri apre infatti l’edizione 2008 dedicando una puntata speciale in prime-time al conduttore che da decenni è uno dei volti di punta - anche se da qualche anno il suo ruolo è nettamente ridimensionato - del biscione. Molte le testimonianze e i commenti raccolti in esclusiva per lo speciale: tra questi, quelli di Rosario Fiorello, Antonio Ricci, Gerry Scotti, Silvio Berlusconi, Paola Barale, Davide Mengacci, Susanna Messaggio, Fiorella Pierobon, Ludovico Peregrini, Gianluca Nicoletti.

In studio, per confermare la loro stima e affetto, Mario Valdemarin (concorrente del Musichiere), Miriana Trevisan (valletta de La ruota della fortuna, Bravo, Bravissimo! e Viva Napoli), Giuliana Longari (campionessa di Rischiatutto), Roberta Gallese (valletta di TeleMike). Ma il conduttore non sarà l’unico protagonista delle monografie del programma. Il cammino di Vite straordinarie, in questa occasione, sarà un percorso che accompagna l’evoluzione del costume italiano: Mike Bongiorno, che raccoglie milioni di italiani davanti alla televisione; Enzo Tortora, il cui garbo è padre misconosciuto di tanti programmi dell’attuale tv; Mina, le cui superlative doti canore vanno di pari passo a scelte personali e professionali compiute in assoluta controtendenza e senza timore del giudizio del pubblico.

E ancora, Walter Chiari, un performer da premio Oscar, non sufficientemente compreso e riconosciuto, se non quando era troppo tardi; Roberto Benigni, la cui apparente semplicità è speculare al formidabile ingegno; Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, la coppia comica più famosa nell’Italia anni ’60 e ’70, allora maltrattata dalla critica, oggi riabilitata e apprezzata per la sua sorprendente modernità. Vite Straordinarie è un programma prodotto da R.T.I. e da RealLifeTv. Scritto da Guido Clericetti, Elena Guarnieri e Anna Pagliano. La regia è firmata da Bernardo Nuti.

TvBlog consiglia: Meglio Esser Chiari, l'omaggio di Sky a Walter Chiari

pubblicato da Gabriele Capasso

Sky Cinema dedica uno straordinario omaggio ad uno dei personaggi dello spettacolo che hanno fatto (fra le altre cose) la storia della televisione italiana, Walter Chiari. L’attore e comico che ottenne un irripetibile successo popolare negli anni 60 e 70 quando, arrivando dal teatro dell’avanspettacolo, divenne il protagonista simbolo dei primi grandi varietà della Rai.

Sky ha prodotto un documentario realizzato dal figlio, Simone Chiari, un sorta di “road movie” vissuto a bordo di un maggiolone con il quale parte dalla Sardegna per andare ad incontrare i colleghi e amici del padre e farsi raccontare da loro il pezzo di vita che hanno condiviso con quell’incredibile personaggio che era Walter Chiari. Fra questi gente del calibro di Alida Chelli (madre di Simone), Pippo Baudo, Franco Califano, Giuliano Gemma, Sandra e Raimondo Vianello.

Meglio esser Chiari“, questo il titolo del film, un titolo che ricorda quello del libro autobiografico che il padre ha sempre sognato di scrivere, un’occasione perduta nel turbinio di una vita tumultuosa, vulcanica e imprevedibile esattamente come era Walter sul palcoscenico e davanti ad una telecamera. Il suo cedimento all’uso di droga (per il quale scontò anche una pena carceraria), lo allontanò per un lungo periodo dalle scene e, chissà, è forse fra le ragione per le quali Walter sembra essere stato quasi dimenticato dalla Tv anche anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1991. Sky Cinema rimedia programmando in questo weekend , insieme al documentario, una 20ina dei film più celebri da lui interpretati.

Meglio Esser Chiari, Sky Cinema Classics, Ven 16.20/Sab 20.00/Dom 18.25

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