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Festival di Sanremo 2011, l'AgCom chiede sul televoto il controllo dei consumatori

pubblicato da Marina

televoto a sanremo 2011 L’AgCom ha chiesto formalmente alla Rai di ospitare al Festival di Sanremo 2011 due osservatori sul sistema televoto, in rappresentanza dei consumatori. Nella nota sono indicati i nomi di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC e Carlo Pileri Presidente di ADOC che avranno il compito di osservare, lungo le puntate della trasmissione, le procedure di raccolta e computo dei voti che giungeranno via SMS.

L’AgCom è intervenuta sia dopo una serie di segnalazioni giunte da consumatori e associazioni, sia dopo aver pubblicato, qualche giorno fa le nuove regole sul televoto, redatte dopo la consultazione pubblica avviata lo scorso dicembre. Giudicate, però, insufficienti proprio da Adoc.

In sostanza ecco le novità, che precisa AgCom, a breve saranno applicate a tutte le emittenti:

  1. la possibilità per gli utenti di conoscere le caratteristiche essenziali del televoto almeno 7 giorni prima dell’inizio della trasmissione, compresi i recapiti per eventuali segnalazioni o reclami;
  2. l’esclusione dei voti provenienti da centralini, call center o comunque da sistemi ripetitivi di invio, che alterano l’effettiva rilevazione delle preferenze espresse;
  3. i nuovi limiti di 5 e 10 voti dalla stessa utenza, a seconda della durata della sessione di voto, con un massimo di 50 voti settimanali;
  4. la totale gratuità dei voti invalidi, per i quali l’utente non deve pagare neanche l’invio;
  5. la ripetizione, nel corso della trasmissione, delle informazioni principali sul servizio sui costi del servizio e sul suo complessivo funzionamento e sulla reperibilità del regolamento di televoto;
  6. la pubblicazione anche on line, in dettaglio, dei risultati del televoto per almeno 60 giorni di tempo;

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Oddio, il karma e i voti!

pubblicato da Malaparte

Cari lettori,
ovviamente questo non è un post a tema televisivo. Vi inviterei, tuttavia, a sopportarne la lettura fino in fondo, ché ritengo contenga argomentazioni interessanti per tutti.

L’introduzione dei voti ai commenti e del karma relativo ai vari utenti ha suscitato una bagarre niente male, qualche protesta, un bel po’ di sconcerto e un abuso del mezzo.
Ammetto senza problemi che non ho accolto positivamente l’iniziativa, come non accolsi positivamente l’iniziativa dei voti ai post: perché, mi dicevo, chi scrive e chi commenta dovrebbe sentirsi giudicato? La mia posizione è stata, fino a ieri, decisamente radicale e contraria a entrambe le cose.

Poi, ammetto senza problemi, ho cambiato idea, e vi spiego perché. Il voto al post - superata la fisiologica, endemica imbecillità di chi, per far esempi che mi riguardano, dava il voto minimo a ogni mio post, a priori, salvo poi stancarsi dopo aver visto che il patetico tentativo non sortisce effetto alcuno - ci è tutto sommato utile per avere un minimo di indice di gradimento da parte dei lettori. Certo, ci sottopone, tutti, nessuno escluso, a un giudizio un po’ più evidente di quello che emerge, semplicemente, dalla lettura dei commenti. Perché sta lì, sotto il post, a far bella mostra di sé. Be’, pazienza: mi prendo volentieri voti bassi se parlo di Paris Hilton, e mi godo i voti alti quando faccio un post argomentato, sperando che il voto giunga per com’è argomentato e non solo per ciò che sostiene.

Karma e voti ai commenti rientrano nella stessa logica.
L’errore, se mai, è stato di introdurli senza avvertire, questo sì. Ma rifletteteci: la comunità su TvBlog è in crescita continua. I post Auditel suscitano discussioni e battaglie che neanche le arance al carnevale di Ivrea, spesso condotte per slogan e in maniera decisamente poco costruttiva. La stessa cosa accade in molti altri post (e immagino in altri blog di Blogo). Ora. Karma e voti non sono strumenti punitivi.

Superata la fisiologica imbecillità di chi subissa di voti negativi il commentatore per cui prova antipatia (ci vuole, parlo per esperienza personale, poco più di qualche settimana), avranno una loro funzione di auto-moderazione e aiuteranno la costruzione di una comunità in cui, magari, prima di cliccare istericamente su “commenta”, si rifletterà almeno qualche secondo, rileggendosi e chiedendosi se val la pena di aumentare il rumore entropico di una comunità, se il proprio contributo può in qualche modo essere importante o meno.

Dopo il “ma cosa sta succedendo, sono impazziti?” - questo più o meno il contenuto delle mail giunte alla casella dei suggerimenti. Ma erano molte meno di quante avrei immaginato -, vedrete che lo strumento diventerà persino utile per la crescita della community e che permetterà ai lettori interessati all’argomentare di riconquistarsi quegli spazi altrimenti saturati da troll et similia.

Il karma e i voti non sono uno strumento di censura, ma sono uno strumento partecipativo per cercare di portare “a galla” i contributi
migliori e per cercare di “far affondare” i peggiori.

Detto ciò, sono doverose alcune precisazioni, una sorta di Regolamento.

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