Tutti sapete che è morta Pina Bausch, danzatrice (ho i piedi troppo lunghi, diceva), attrice (sono troppo magra, diceva), regista (avrò abbastanza da vivere per fare tutte le regie che ho in mente?, diceva). Tutti l’ammiravano, anche coloro che non la conoscevano e non avevano mai visto un suo spettacolo. Quando si è una Pina Baush, geniale e sensibile, l’amore per lei si diffonde comunque come per magia e tutti ne sono coinvolti.
Non ho quindi bisogno di scrivere un necrologio. Non ci sono tagliato. Preferisco raccontare due episodi. Il primo. Avevo scritto su “Linus” rivista di fumetti in cui avevo una rubrichetta una lettera d’amore per Pina dopo aver assistito a uno dei suoi spettacoli dedicato a Palermo: incredibile! una tedesca di Wuppertal aveva capito della Sicilia più di noi italiani! Era d’amore la mia lettera,e anche audace poichè riguardava le sue nudità sotto le tunichette leggere che portava sulla scena. La lettera finì nella bottiglia e si smarrì nel gran mare della carta stampata. Però.
Però. Una sera vado in un ristorante a Roma. Vedo a un tavolo Pina che allatta un bambino, insieme a un bell’ uomo (suo marito) e a una giornalista famosa, ex danzatrice, Leonetta Bentivoglio. Mica mangiavano; o meglio, mangiavano e Leonetta leggeva la mia lettera. Fui chiamato. Mi imbarazzai. Pina e il marito mi guardavano per fortuna con simpatia. Spesso non c’è cosa più meravigliosa di un amore platonico sotto cui brucia il desiderio. Il desiderio. Che rimase tale. Punto.
Ho avviato un piacevole - seppur rado - scambio di corrispondenza elettronica con Italo Moscati, che mi inoltra, su mia richiesta, parte dell’articolo che Aldo Grasso ha parzialmente dedicato alla trasmissione Viziati, sul Corriere della Sera del 28 giugno . Il pezzo parla dell’importanza degli archivi RAI - aperti a tutti dal 20 giugno scorso, lo ricordiamo per i distratti - e poi della trasmissione di Moscati.
Approfitto della messa in onda, questa notte, della terza puntata di Viziati - sabato scorso non venne trasmesso per lo sconvolgimento dei palinsesti dovuto al Live8 - per tornare a parlarne.
Riporto parte dell’articolo di Grasso in calce a questo post, inaugurando uno spazio un po’ più serio di questo TvBlog, nel quale ci si augura di poter ospitare presto dibattiti fra addetti ai lavori, come è già avvenuto nel caso specifico.
Naturalmente, chiunque fra gli interessati volesse dire la sua non ha che da scrivere alla redazione o commentare il presente post.
Segue il pezzo di Aldo Grasso, con qualche considerazione del sottoscritto.