In occasione del recente Roma Fiction Fest, abbiamo intervistato il responsabile della produzione fiction di Endemol Italia, Massimo Del Frate.
In una lunga chiacchierata ci ha raccontato i retroscena delle serie italiane dal punto di vista del budget, dei tempi di realizzazione, della gestione dei format. E’ forse una delle rare volte in cui un addetto ai lavori spiega cosa accada nel dietro le quinte. L’intervista è divisa in due parti, oggi pubblichiamo la prima.
Come hai iniziato?
“Ho iniziato con la passione per il cinema perchè sono sempre stato un grande appassionato e consumatore di film. Ho cercato di unire la mia passione allo studio e mi sono laureato in Storia Critica del Cinema all’Università di Pavia con una tesi sulla scenografia dei film degli anni ‘30. Ho frequentato poi la Scuola di Cinema della Regione Lombardia a Milano e poi ho avuto la fortuna di entrare a Mediaset occupandomi della programmazione cinematografica. Sono entrato con Roberto Giovalli, dopo di che è arrivato Giorgio Gori il cui gruppo di lavoro è stato quello di Carlo Vetrugno e Michele Franceschelli. Dedicandomi alla gestione e programmazione di tutto il prodotto di acquisto di tutte e e tre le reti sono poi arrivato ad occuparmi di fiction, dopo di che ho iniziato ad occuparmi di contenuti con l’interfaccia di Mediaset a Roma e successivamente ho deciso di fare il passaggio come produttore indipendente con la chiamata di Paolo Bassetti in Endemol sei anni fa.”
A tutti gli effetti quindi in Endemol sei un produttore…
“Sì, il nostro lavoro consiste nel proporre fiction a Rai e a Mediaset e seguirne tutte le fasi di lavoro: dalla nascita del primo soggetto allo sviluppo insieme al broadcaster delle sceneggiature e alla scelta del cast fino alla realizzazione. Logicamente quando il prodotto è operativo viene delegato alla figura del produttore esecutivo ma resta sempre sotto la mia supervisione, sia nelle fasi iniziali del cast, della troupe tecnica ecc. La mia responsabilità in ogni caso non è quella di stare sul set quanto quella di individuare dei formati da proporre ai broadcaster, siano essi originali o non.”

Dei futuri palinsesti Rai e Mediaset ci siamo già occupati in due articoli appositi. E’ giusto però, per gli appassionati di soap, fare il punto della situazione esaminandone la collocazione, da giugno in poi, ed osservando eventuali spostamenti. Partiamo da Tempesta d’amore, che ha ormai un nutrito gruppo di fan che hanno sopportato in più occasioni, come abbiamo sottolineato spesso, cambiamenti repentini di orario (oltre che di rete) ed errori di programmazione. Tempesta è confermata, e già questo dovrebbe far tirare loro un sospiro di sollievo, ma manterrà addirittura l’orario attuale (dalle 19.35 circa fino alle 20.20) senza però l’anteprima di 15 minuti alle 18.40. Resta anche l’appuntamento del venerdì sera, con un doppio episodio della soap.
Rimanendo su Rete4, parliamo ora di Febbre d’Amore. La questione qui è più “spinosa”: alla data attuale infatti, nei palinsesti pubblicati da Publitalia della soap non c’è l’ombra. Ad onor del vero, un orario similare a quello occupato al momento da Febbre d’Amore è vuoto, ossia riporta la dicitura generica di “telefilm”, ma pare strano che una soap così longeva sia stata “dimenticata”. L’ipotesi potrebbe quindi essere quella di una pausa e di un ritorno più in là, ma appena avremo notizie più certe, non mancheremo di comunicarvele.
Ancora Rete4: Bianca. La soap tedesca di recente messa in onda è confermata per tutto il mese di giugno (e presumibilmente, per tutta l’estate). Sarà in onda ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 12.30 fino all’inizio del Tg4. Confermato anche Sentieri nella fascia oraria 16.00-16.30, mentre Vivere, come ormai tutti già saprete, concluderà la propria “vita” tra poche settimane.
Presente alla conferenza stampa dedicata alla celebrazione del ventennale di Striscia La Notizia venerdì scorso, ne abbiamo approfittato per rivolgere alcune domande al direttore di Canale 5, Massimo Donelli, chiedendogli un bilancio della stagione in corso e qualche novità per il futuro della sua rete.
1. Partiamo da una domanda che si riallaccia a quanto detto da Antonio Ricci, ovvero Striscia in prime time era una sua idea e lui non ne sapeva niente. E’ vero?
“Le serate di Striscia erano state annunciate da me alla presentazione dei palinsesti di giugno e ritenevo fossero una giusta coronazione per vent’anni di successi, festeggiandoli con tutto il pubblico. Dopo di che la stagione è andata e sta andando molto bene, tanto che avevo chiesto da buon genovese di risparmiare La Figlia di Elisa e mandarla nel 2008: non è stato possibile perchè è venuto a mancare un pezzo, una fiction di snodo che me l’ha impedito. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati dell’autunno ed è ovvio che essendo noi una tv commerciale che ragiona solo di introiti pubblicitari una trasmissione sui 20 anni di Striscia sarebbe stata interessante anche dal punto di vista economico. Ma non vogliamo strafare, noi abbiamo degli obiettivi e a quelli di atteniamo. Non facciamo la gara con la Rai, a noi basta raggiungere gli obiettivi che consegnamo ai nostri inserzionisti; se poi superiamo Raiuno siamo contenti ma non è questa la nostra attesa e soprattutto non lavoriamo in funzione di quello. Oggi festeggiamo la ventesima edizione, nel 2008 festeggeremo i 20 anni. Ecco, spero proprio che entro il 2008, magari in primavera, si possa organizzare qualcosa in prima serata per i vent’anni del tg satirico, se Antonio avrà le idee e le energie per realizzarlo.”
2. C’eravamo visti durante la conferenza stampa di Vivere e tutti, lei per primo, si auguravano grandi successi. Vediamo che non è andata così tanto è vero che ne è stata annunciata la chiusura e intanto arriva Forum, un baluardo di Rete 4…
“Ci abbiamo provato. Quando avevo parlato con lei durante quella giornata eravamo tutti entusiasti e pensavamo che quella svolta avrebbe potuto dare nuova linfa vitale alla soap. Purtroppo non è andata così: ci si prova, a volte ci si riesce a volte no. Ma fa parte del nostro lavoro.”
Continua a leggere: Intervista esclusiva a Massimo Donelli, direttore di Canale 5
Finisce Vivere, sebbene con qualche nota positiva da parte di Mediaset, Incantesimo invece continua.
La notizia, dopo le polemiche di cui siamo ben a conoscenza - chi l’avrebbe mai detto, eh, che dietro a una serie, una soap, un programma televisivo ci fossero anche delle maestranze che lavorano? - è giunta ieri sera.
Il Consiglio d’Amministrazione della RAI - nonostante le bufere cui è sottoposto da fin troppo tempo - ha deciso che le riprese della soap riprenderanno, probabilmente a partire dal 23 di ottobre. Un solo vincolo: dovrà costar meno. Tagliando i costi, Incantesimo 10 potrà vedere la luce.
Il che significa, come al solito, progressivo deterioramento qualitativo. Ma si sa, in Italia ci siamo abituati.
Dopo le interviste a Fabio Mazzari, Giorgio Biavati e Anna Maria Malipiero, lo speciale Tvblog dedicato al nuovo corso di Vivere si chiude con un ritratto davvero speciale. Al centro della prossima intervista-fiume, infatti, c’è un attore di belle speranze e una grande carica umana, che non ha problemi nell’ammettere la garanzia offerta dal lavoro in una soap. Trattasi di Gabriele Greco, che in Vivere interpreta il ruolo di Luca Canale sin dalle origini. Ha iniziato poco più che ventenne e ora si ritrova a trent’anni, orgoglioso del percorso fatto e della sua crescita artistica. Nell’ultima stagione lo abbiamo visto comunque cimentarsi in altro, vista la sua partecipazione alla fiction Rai Ma chi l’avrebbe mai detto?. Ma Gabriele resta devoto al suo personaggio e continua per la sua strada, senza troppi grilli per la testa. Dopotutto, almeno lui ha avuto la fortuna di essere confermato nel cast… perché in questo progetto non ha mai smesso di crederci.
Com’è tornare a Vivere in fascia pomeridiana?
“Sicuramente è una scommessa. Noi non ce lo aspettavamo. E’ stata una decisione che ha preso la rete, è la dimostrazione che dopo tanti anni e nonostante gli ultimi cambiamenti si decida ancora di investire su questo prodotto. E’ molto stimolante per noi che abbiamo iniziato otto anni fa, nel 1999, ad andare in onda in orario pomeridiano. Si ritorna un pochettino a ritrovare le potenzialità di questa fascia oraria. La speranza è di riuscire a conquistare tutto quel pubblico che probabilmente si è perso, perchè i ragazzi alle 12.30 sono ancora a scuola e non possono seguirci così facilmente. Noi abbiamo un’altissima percentuale di persone che ancora oggi, fedelmente, dopo tanti anni registrano Vivere. Probabilmente sono dei numeri che non vengono considerati nella stima degli ascolti. Eppure questo denota comunque una grande attenzione al programma. La gente si aspetta tanto da questo restyling, in molti erano rimasti delusi. La maggior parte delle persone che mi ferma per strada mi ha sempre chiesto come mai abbiamo cambiato orario (e comunque facciamo sempre degli ascolti abbastanza alti). Indubbiamente abbiamo perso una buona fetta di pubblico, che si è sentita tradita non per nostra scelta. Una fascia oraria come quella pomeridiana garantisce più telespettatori e più possibilità di far vedere il tuo prodotto”
Con Manuela Maletta, Francesca Bielli e Davide Silvestri formavi agli inizi il quartetto giovanile della soap. C’è speranza che i giovani possano trovare nuovi stimoli e delle storie più vicine a loro, come accadeva un tempo?
“Di una cosa sono certo. Le nuove storie che si andranno a raccontare potranno seriamente coinvolgere anche i giovani. Non è necessario raccontare storie con attori giovani per coinvolgere i giovani. E comunque non è detto che non ci siano. Calcola che io ho 30 anni e quando ho iniziato avevo 22 anni. Incarnavo il tipico ragazzo impulsivo, che andava contro sua madre e contro tutti per dimostrare che poteva farcela da solo e cambiare il mondo. Oggi le mie storie sono sempre quelle semplici, di una persona semplice che ha a che fare con dei ragazzi. Ma comunque sono cresciuto anch’io, assieme al mio personaggio”
Qual è stato il periodo più bello nella tua storia seriale?
“Il periodo più bello è stato sicuramente il primo, che mi vedeva protagonista di tutta una serie di iniziative burrascose (ricordo ancora, ad esempio, quando Luca ha lasciato il lavoro per comprare con il tfr la prima macchina). Una serie di ragazzate, come si dice, che erano molto lontane dal mio modo di essere, quello di Gabriele intendo. E comunque era divertente perchè mi permetteva di vivere delle cose che non avevo mai fatto nè condiviso, che non mi ero mai permesso di pensare. I classici colpi di testa, come rubare la barca del mio capo, a quel tempo, per andarmene sul lago con Alice, sua figlia nonchè mia fidanzata di allora. Qualsiasi genitore, in quel momento, ti direbbe: ‘Che stai facendo?’. Ed è stato dunque molto stimolante per me trasgredire (anche se soltanto sul set). Secondo me è stata una fortuna interpretare un personaggio che mi ha permesso di fare un percorso. Con l’attore che interpretava il mio amico, Biagio Ceracchi, che lavorava nel salone di bellezza con mia madre, si è creato un bellissimo rapporto. So che molti giovani ci seguivano per i nostri problemi quotidiani, che poi sono cose tipiche che si vivono a quell’età”
Continua a leggere: Gabriele Greco (Luca Canale di Vivere) su Tvblog
Siamo ormai alla vigilia della nuova sfida di Vivere, che dopo tanti anni ritorna in fascia pomeridiana. Ma, a quanto pare, qualcosa è cambiato nei piani di palinsesto. Si dà il caso, infatti, che il doppio appuntamento previsto in questo cambio di collocazione sia stato annullato per non ridurre la durata di Tempesta d’Amore (e forse anche per non scontrarsi con le temibili repliche di Orgoglio). Insomma, Vivere andrà in onda alle 14.45 per mezz’ora al giorno e non più per un’ora come era stato annunciato.
A raccontarci cosa si prova ad andare in onda di pomeriggio, in questo caso per la prima volta, è Anna Maria Malipiero, approdata nel cast della soap quando già andava in onda alle 12.30. La sua Rebecca Sarbi promette scintille con il redivivo Lorenzo Ciompi… mentre Anna Maria sembra non aver preso troppo bene l’addio del vecchio Andrea… quello interpretato da Edoardo Sylos Labini.
Nel suo caso, Vivere al pomeriggio è davvero la prima volta… Come vive questa nuova sfida?
“Bisogna aspettare. Hanno preso questa decisione e speriamo che funzioni. Il tempo darà ragione per queste scelte. Io ho iniziato che era già alle 12.30. Per me è una cosa nuova. Spero vada bene e credo sia la speranza di tutti”
Tra tanti abbandoni più o meno volontari, lei è una delle conferme del nuovo corso di Vivere. E’ stata solo una sua scelta quella di continuare o gli sceneggiatori hanno insistito nel voler puntare sul suo personaggio?
“Io ancora non ho deciso di smettere. E gli sceneggiatori a loro volta hanno confermato il mio personaggio. Questo fa piacere. Interpreto il ruolo di Rebecca Sarpi da ormai cinque anni e ha sempre avuto una grande visibilità. Piace alla gente, è un personaggio che funziona. In genere i cattivi sono sempre stati vincenti nelle soap”
Ci sarà un’evoluzione in Rebecca Sarpi? Quale sarà il suo destino?
“Rebecca quando è entrata in Vivere era estremamente cattiva. Tutti i caratteri all’inizio sono fortemente esasperati, specialmente quelli negativi. Ultimamente Rebecca non era poi così tanto cattiva, ha avuto un sacco di problemi, la cecità, il carcere, le difficoltà sul lavoro. Adesso vedrete Rebecca ancora più agguerrita, non so se meno cattiva. Di certo le ho dato un po’ di Annamaria ed è diventata un personaggio più umano”
Possiamo confidare nel ritorno di suo fratello Danilo, interpretato da Edoardo Velo? Tra voi c’era un rapporto intrigante e il pubblico amava molto i vostri battibecchi familiari…
“Che io sappia non è previsto un suo ritorno. Ma mi farebbe estremamente piacere perchè Rebecca è sola, non ha una famiglia. Mi è dispiaciuto perdere questo rapporto di complicità che era funzionale al mio personaggio. E’ stata una grossa perdita”
Continua a leggere: Anna Maria Malipiero (Rebecca di Vivere) su Tvblog
Lo speciale Vivere di Tvblog, approntato in occasione del cambio di collocazione della prossima settimana (andrà in onda alle 14.45 ma solo per mezz’ora come ci segnala un nostro lettore), vi propone una nuova intervista. Questa volta è il turno di Giorgio Biavati, che tutti conoscerete come l’oste bonario della Locanda Bonelli, ma che, artisticamente parlando, non è proprio nato ieri. Biavati esordisce nel cinema nel 1982 con Testa e croce di Nanni Loy; nel 1987 recita in Ultimo minuto di Pupi Avati e Un’amante di Dino Risi. Da lungo tempo lavora in televisione: da La freccia nera di A.G. Maiano a spettacoli quali Trasmissione forzata e Coppia aperta, entrambi di Dario Fo. Peccato che, quando l’hanno invitato in una trasmisione Rai per raccontare i suoi mitici esordi, un funzionario non abbia particolarmente gradito la sua presenza, rea di fare uno spot alla concorrenza…
Lei, che ha compiuto i primi passi nella soap in ora pomeridiana, come vive questo ritorno alle origini?
“Sarebbe una bellissima cosa se rimanessimo per tutto il tempo in fascia pomeridiana. Non saprei definire quanto tempo durerà questo cambio di collocazione. E’ assolutamente positivo tornare in una fascia con un bacino maggiore di spettatori. Per noi è molto meglio”
Cos’ha in serbo per noi il nuovo corso di Vivere?
“Vivere da settembre riparte un anno dopo e il restyling sta venendo molto bene. E’ stato molto restaurato. Ci sono dei nuovi ambienti e delle storie molto interessanti. Si è tornati ai sentimenti iniziali di Vivere. Con la ripresa dobbiamo lavorare molto di più, è stata ridotta di molto la squadra e siamo diventati solo dodici, i dodici apostoli”
Come mai i Bonelli, che rappresentano il filo conduttore della trama, si erano di recenti eclissati dalla scena?
“Non so di chi sia la colpa. Non è certa nostra. Non è che noi volevamo. Spesso si provano delle strategie che a volte vanno bene e altre male. I Bonelli hanno dato il via a tutto quanto. E’ partito tutto da quella locanda. Quando facevamo 6 milioni, il 35% di share e prendevamo un Telegatto dopo l’altro eravamo noi al timone di questa nave. Adesso ritorneremo molto più presenti”
E’ previsto il ritorno di una delle vostre figlie?
“Questo non lo so. Si è pensato a un ritorno di una, due o tre figlie. Per il momento no. Bisogna vedere cosa succederà per capire se possono tornare”
Continua a leggere: Giorgio Biavati (Giovanni Bonelli di Vivere) su Tvblog
Continua lo speciale di Tvblog dedicato a Vivere. Dopo il post introduttivo legato alle novità della soap, vi proponiamo l’intervista rilasciataci da Fabio Mazzari, veterano del cast. Sin dal 1999 interpreta il ruolo cruciale di Alfio Gherardi e, in attesa del nuovo restyling, ci racconta di un periodo non troppo felice per il suo personaggio, a cui finalmente seguirà una ritrovata positività. Con Mazzari abbiamo parlato anche della ghettizzazione degli attori di soap, a cui aveva fatto già cenno nell’incontro del Telefilm Festival. E lui è uno che non demorde, perchè la professionalità va difesa sempre e comunque. Soprattutto in Italia, dove le veline e tra un po’ anche i calciatori avranno più chances degli attori professionisti…
Da lunedì 4 giugno Vivere cambia collocazione. Per lei che è una vecchia leva della soap com’è tornare in fascia pomeridiana dopo lo spostamento alle 12.30 di qualche anno fa?
“E’ un po’ come rivedere il proprio paesaggio per uno che è stato all’estero molti anni. Era la nostra naturale collocazione, quella con la quale ci siamo fatti conoscere al grande pubblico. Abbiamo avuto successo in quel tipo di fascia oraria che poi abbiamo ceduto ad altri, come noto. E’ un po’ come ritrovare il panorama naturale, tornare a casa. Poi ci è molto mancato in questi anni il target dei più giovani, che tornavano da scuola a quell’ora. Ora si sono giustamente affezionati a Centovetrine che ha sostituito Vivere in quella fascia oraria. Peraltro credo che a partire dalla prossima settimana le due cose un po’ convergano, visto che alla fine di Centovetrine arriviamo noi. Dovremmo poter contare sull’effetto cerniera. Il bacino di utenza che abbiamo abbandonato dovrebbe ritrovare le due soap insieme. Speriamo che non sia una cosa momentanea, questo cambio di orario è previsto solo per l’estate. Speriamo che il pubblico risponda in maniera tale che la rete non ci sposti di nuovo”.
Quali saranno le novità di questo inatteso restyling?
“C’è una riscrittura radicale della storia. Anche in questo caso è un po’ come tornare alle origini. Tornano delle storie che coinvolgono più direttamente i personaggi storici, che sono quelli ai quali il pubblico è più affezionato. Io, mio figlio, la famiglia Bonelli. Le storie di nuovo ripropongono questi personaggi che negli ultimi anni erano diventati un pochino più marginali. In più, se negli ultimi anni avevamo mantenuto le nostre caratteristiche intatte, ora, invece, sono previsti dei cambiamenti e delle novità anche per noi”.
Ultimamente ha dichiarato di non aver gradito molto lo snaturamente del suo personaggio, che ha rivelato dei lati oscuri rinnegando la propria identità di buono. Pensa che l’arrivo dei Draghi abbia un po’ disorientato i veterani del cast oltre che il pubblico?
“Molto malvolentieri ho dovuto accettare questa scelta. Il pubblico, com’era prevedibile, ha risposto negativamente. C’è stato un rifiuto di quest’aspetto insolito e inaspettato di Gherardi. Il pubblico era abituato a vederlo come un personaggio buono e positivo. E’ probabile che l’arrivo di Draghi, non dell’attore bravissimo che è Luciano De Luca ma del personaggio, ha un po’ scombussolato, ha creato delle valenze negative un po’ in tutti. Doveva portare questa nota tra l’avventuroso e il criminale, anche se poi c’è stata un’evoluzione perchè questi personaggi entrano cattivissimi, dark, perfidi e poi pian piano vengono smussati. Comunque il suo arrivo ha creato una specie di reazioni a catena in senso negativo, la storia a quel punto lì ne veniva influenzata. Sono d’accordo che l’ingresso dei Draghi ha creato una specie di effetto domino, sono cadute una serie di pedine che stavano in piedi con una loro identità. Anche la mia, poi mi sono rialzato ma a fatica. Per esempio, ecco che mia figlia Adriana ha scoperto un padre che non si immaginava e ha deciso di andarsene da Como perchè disgustata dalla sua famiglia. La moglie di Draghi poi si è legata a me. E’ una serie di effetti secondari che sono stati per molti di noi negativi, a cominciare da me”.
Continua a leggere: Fabio Mazzari (Alfio Gherardi di Vivere) su Tvblog

Dopo otto anni di onorata carriera ma con un’ingiustificata retrocessione, sul set di Vivere tira aria di promozione. Una nuova strategia di palinsesto vedrà la soap più longeva di casa Mediaset ritornare in fascia pomeridiana, con la programmazione di due episodi al giorno dal 4 al 22 giugno e la rinnovata collocazione delle 14.45, che si giova del traino di Centovetrine, fino al 3 agosto.
Mentre da qualche giorno si girano già le nuove scene di settembre, all’insegna del restyling e di una riscrittura radicale delle sceneggiature, ci aspetta un’estate ricca di colpi di scena e clamorosi addii. All’abbandono volontario di attori storici della soap, come Edoardo Siravo e Mavi Felli, si aggiunge il gran numero di personaggi cancellati dalla stessa produzione. Vivere torna ai sentimenti di sempre, valorizzando quei ruoli che più ne rispecchiano l’identità originaria e lasciandosi alle spalle la recente svolta narrativa di scarso impatto sul pubblico. Tornano sulla scena gli amatissimi Bonelli, che si riappropriano del filo conduttore degli intrecci, si rinnova il primato dei Gherardi, tra l’eterna faida familiare di papà Alfio e il perfido Andrea (già interpretato dal redivivo Lorenzo Ciompi) e la riapertura delle trattative per il ritorno di Alice, la figlia più piccola interpretata da Francesca Bielli. E in più promette di tenerci col fiato sospeso il giovane Luca Canale, orfano del commissario Leoni e alle prese con un drammatico capitolo della sua vita coniugale. Gli attori confermati del nuovo corso di Vivere restano solo in dodici, ma promettono di scongiurare il clima dispersivo degli ultimi tempi e farci ri-appassionare alle loro storie.
Tvblog ha sondato umori e sensazioni di questo inaspettato esperimento della rete direttamente dalla viva voce di alcuni attori del cast. Tutti disorientati, piacevolmente sorpresi e con una gran voglia di riappropriarsi di ciò che è loro sin dall’inizio.
Continua a leggere: Il nuovo corso di Vivere (esclusiva Tvblog)
Ormai ho fatto outing da tempo: la soap Vivere è un feticcio da cui non sono mai riuscito a liberarmi (e ne ho dato prova nel mio reportage speciale al Telefilm Festival).
Ci sono dei momenti cult che resteranno per sempre impressi nella memoria telenovelica del sottoscritto, dall’addio della conturbante Eva Bonelli, la ricciolona che fece capitolare il perfido Andrea e il paterno Alfio, alle traversie esistenziali di Emilia De Carolis, prima in preda ai superpoteri grazie a cui riuscì a salvare il figlio Marco appeso ad una rupe, poi soggiogata da un maniaco, dispersa e priva di memoria, poi ancora immobilizzata dopo un intervento di appendicite.
Non dimenticherò mai le espressioni patetiche di Adriana (alias Sara Ricci) e l’ingresso forzato nel cast del suo pupo di allora Beppe Convertini, l’improbabile dizione di Roberto Falcon per cui il nome della propria fidanzata diventa Rebbbecca con tre b, la mimica perversa di Andrea Gherardi versione Lorenzo Ciompi, che torna ad allietarci con meravigliose pose malefiche.
Potrei raccontarvi tanti altri aneddoti ma, visto che Vivere è un po’ come morire, sarà bene avvisarvi che qui si sta per fare spoiler e chi preferisse evitarli dovrebbe fermarsi in tempo. In caso contrario, proseguire la lettura in religioso contegno commemorativo per poi partecipare al fatidico sondaggio stroncatorio.
Finalmente il primo resoconto dal vostro Lord Lucas sull’esperienza mozzafiato del Telefilm Festival. Nei prossimi giorni ho in serbo per voi interessanti interviste esclusive e retrospettive a posteriori sull’evento che ha stregato tantissimi appassionati seriali ma anche neofiti della cultura telefila (per usare una recente espressione cara ad Aldo Grasso) come il sottoscritto.
L’evento che ho seguito quest’oggi per voi è quello sulle Soap a confronto, che ha visto confrontarsi in piazza Liberty a Milano addetti ai lavori, attori e aficionados delle soap interamente prodotte a casa Mediaset. Prima di lasciarvi alle dichiarazioni emerse da un dibattito pubblico, ho chiesto a Giorgio Grignaffini, responsabile delle produzioni fiction di Canale5 (nella foto), di esaudire qualche curiosità sulle novità telenoveliche trapelate negli ultimi giorni. A partire dal restyling di Vivere, che vuole essere il frutto di una rivitalizzazione di sceneggiature combinata a un promettente cambio di collocazione (sarà trasmesso dal 5 giugno dopo Centovetrine per tutta l’estate) e non un atto di riscossa per il dilagare delle soap di importazione:
“L’esigenza è quella di riavvicinare il sistema produttivo alla scrittura e alla messa in onda. Dopo otto anni di onorata carriera Vivere aveva bisogno di una scossa promozionale. Di qui un’operazione che comporta un grosso investimento di comunicazione. Ci crediamo ancora perchè ha ancora potenzialità. La collocazione estiva nasce dall’intento di parlare a un pubblico diverso. Siamo ben contenti di avere anche le soap straniere. Non c’è nessuna cannibalizzazione interna, altrimenti non le compreremmo. Vivere ha visto passare un sacco di storie in tutti questi anni, ora è giusto intervenire tenendo presente il modo in cui viene accolto dalla gente. Per quanto riguarda il fatto che sia subentrato a Red Roses (prima previsto nel pomeridiano estivo di Canale5, poi posizionato nell’access prime time di Rete4 ndr), si tratta di un discorso di coordinamento di palinsesto estivo, un cambiamento per avere il massimo possibile su ogni rete. Come accade sempre nello sviluppo dei palinsesti, si va avanti guardando il riscontro dei prodotti. Lo stiamo facendo anche con Cuori tra le nuvole e Tempesta d’amore. Per l’autunno i palinsesti non sono ancora definiti, ci potrebbero essere ulteriori investimenti. E’ nella logica della rete fare tentativi in base ai risultati del pubblico”.
A tal proposito ci ha risposto anche Daniele Carnacina, creative producer di Vivere e Centovetrine:
“Restyling è la parola esatta, le correzioni sono legate ad ambienti e numero di attori. Ultimamente erano troppi i protagonisti ad andare in onda, ciò ostacolava la possibilità di seguire con facilità i racconti. Ora la struttura è più semplice, gli attori sono ridotti e gli interni risulteranno rinnovati. Per ora la mandiamo in onda dopo Centovetrine, in autunno si vedrà”.Il dibattito è proseguito in una conferenza aperta al pubblico, in cui sono emersi interventi davvero interessanti sulla situazione attuale della soap italiana e la sua controversa ricezione. Carnacina ha continuato a dire la sua in materia, mostrandosi fiducioso sulla buona sorte e l’ottima salute del genere.
Continua a leggere: Tvblog al Telefilm Festival - Soap a confronto
E’ proprio vero che la tv “è più avanti” e guarda subito al futuro.
Sul finire di stagione, a Mediaset sono già proiettati sulle prossime edizioni di Grande Fratello e Amici, i reality inaffondabili.
Da venerdì 27 a domenica 29, dalle 12 alle 23, presso l’Area Teatro Tendastrisce in via G. Perlasca 69 a Roma, va in scena All Casting Show, una sessione gratuita di tre giorni per chi sogna un futuro nello spettacolo: 10mila mq e 4 palchi dedicati a casting di ogni tipo, televisione, teatro, danza, pubblicità e cinema. Molti i provini ai quali partecipare. Uno su tutti quello per il Grande fratello.
Ma le opportunità non finiscono qui. Partiranno dall’All Casting Show anche le selezioni ufficiali per la nuova edizione della Pupa e il secchione, il reality di Italia 1, e le audizioni per le soap di Canale 5 Vivere e Centovetrine.
La manifestazione inoltre sarà un’ottima occasione per gli studenti delle scuole di danza che potranno esibirsi insieme ai ragazzi di Amici, mentre chi cerca il suo posto al sole fuori dalla tv potrà partecipare alle selezioni per il Conte di Montecristo, il musical diretto da Jocelyn che è alla ricerca di attori e cantanti, oppure a quelle per uno spot pubblicitario o per uno dei videoclip di Stefano Salvati (già regista per Vasco Rossi).
Continua a leggere: All casting show, scattano le nuove real-selezioni
Sempre più personaggi, dopo la popolarità televisiva amata-odiata, cercano rifugio nella visibilità del web. Non solo reduci da reality, vecchie glorie della comicità o cantanti spariti dalle scene, dunque, ma anche ex divi di soap che un bel giorno hanno detto basta. Niente più orari da fabbrica o tesserino impiegatizio da timbrare, piuttosto si rivolgono a una nicchia mantenendosi a galla in esperimenti più o meno ambiziosi.
E’ il caso di Veronika Logan e Manuela Maletta, che da ex sorelline sul set di Vivere si sono trasformate in socie fondatrici di un comedy blog. Come ci segnala un nostro lettore, infatti, autore del sito In punta di penna, le potete ritrovare nel ruolo di protagoniste della prima seat-com italiana.
Trattasi delle due sorelle Gisella e Guendalina Pistillini, insieme alle loro due creature Tali e Muci.
Un progetto avveniristico e sicuramente audace vede le attrici in questione puntare sul passaparola online per tornare sulla cresta dell’onda telematica.
Per chi si stesse chiedendo che fine avessero fatto prima di intraprendere questa surreale avventura, ecco subito esaudite le vostre curiosità.
Manuela Maletta è uscita dal cast di Vivere, dove interpretava il ruolo di Lisa Bonelli, due anni fa, e nel maggio 2005 mi rilasciò un’intervista in cui chiarì le ragioni per cui lasciò la soap…
Continua a leggere: Logan e Maletta, come sopravVivere dopo una soap