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Gianni Boncompagni a TvBlog: "La Rai di viale Mazzini? La immagino abbandonata e occupata da extracomunitari"

pubblicato da Hit

Gianni Boncompagni a TvBlog: La Rai di viale Mazzini? La immagino abbandonata occupata da extra comunitari

Capita di parlare, per un progetto che abbiamo in cantiere per TvBlog con un guru della televisione italiana quale è Gianni Boncompagni. L’inventore di “Pronto Raffaella?”, delle “Domeniche In” degli anni ’80, di “Non è la Rai” e dei tanti varietà della televisione italiana: da “Sotto le stelle” fino a “Macao”. Insomma uno che la Tv l’ha fatta e la conosce bene e che, pur avendo lavorato molto anche per la televisione commerciale, nel sangue ha certamente la Rai. La Rai di cui tanto si parla in questi giorni dopo le parole del primo ministro Monti da Fazio e che lo stesso Boncompagni chiama “Mamma Rai”, con cui ha iniziato a lavorare e con la quale ha certamente un rapporto speciale, infatti ci dice subito :

“Prima cosa che ci tengo a dire è che è dal 1961 che ho iniziato a lavorare alla Rai, un’azienda che io amo molto e che per me è veramente una mamma, perché mi ha insegnato tutto. Ho lavorato con grandi professionalità, per fare qualche nome: Emmanuele Milano, Brando Giordani, Paolo De Andreis. Detto questo, parlando della Rai di adesso, vedo in onda certi programmi e mi chiedo se c’è qualcuno che in Rai li guarda prima di mandarli in onda. Nelle mega riunioni al settimo piano di Viale Mazzini mi immagino tutti questi dirigenti che parlano ed il gran capo, disinformato ovviamente, che dice: Per alzare gli ascolti da febbraio facciamo tutti i programmi a colori! E tutti che applaudono…”

Come capita quasi sempre al personaggio, il paradosso prende il sopravvento. Sentite cari lettori di TvBlog, cosa immagina Boncompagni della Rai di adesso e precisamente della sede di viale Mazzini, patria dei dirigenti del servizio pubblico radiotelevisivo :

“Io immagino che la sede Rai di viale Mazzini sia vuota. Un enorme capannone desolatamente vuoto, con qua e là dei fuocherelli accesi perché non c’è riscaldamento e fa freddo. La immagino con tanta polvere ed occupata da alcuni extracomunitari che vi alloggiano, bivaccano, mangiano, dormono, con dei televisori accesi che diffondono le immagini dei programmi che vanno in onda e che nessuno guarda nè prima nè durante la messa in onda. Quindi per esempio non c’è nessuno che vedendo una cosa come “Mettiamoci all’opera” dice: ma che è sta roba? Un programma da arresti domiciliari. Una specie di terra di nessuno, in cui tutto è possibile e niente è possibile.”

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Domenica In "rotta": la Balivo si dà agli angeli e Lorella agli Scazzi?

pubblicato da Lord Lucas

lorella domenica in
Perché Lorella Cuccarini è stata riconfermata a Domenica In Diretta? E cosa ne sarà di Caterina Balivo? A rispondere a entrambe le domande è l’informatissima Gabriella Sassone, nel suo angolo “A tutto gossip” su Eva3000. Pare che ci sia stato un vero e proprio scambio di personalità tra le due contendenti: se la sanguigna Caterina si è ritirata in buon ordine, diventando un “angioletto”, l’ex fatina del varietà ha tirato fuori gli artigli per riprendersi ciò che era suo.

Secondo la Sassone, “l’ex più amata dagli italiani, una che seppur brava al timone dello show domenicale ha portato a casa ascolti davvero magrolini”, è stata decisa nel tenersi stretta il suo programma ad ogni costo. Rispetto alla Balivo, rivale nella trattativa, Lorella ha avuto l’appoggio del Direttore di RaiUno Mazza e dello stesso agente comune, Lucio Presta.

Ma le altre motivazioni che avrebbero favorito la sua rivincita sarebbero altre:

Caterina Balivo chiude Pomeriggio sul Due in lacrime
Caterina Balivo chiude Pomeriggio sul Due in lacrimeCaterina Balivo chiude Pomeriggio sul Due in lacrimeCaterina Balivo chiude Pomeriggio sul Due in lacrimeCaterina Balivo chiude Pomeriggio sul Due in lacrime

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Rivolta al Tg1: Maria Luisa Busi lascia la conduzione

pubblicato da Stefano Sgambati

Rivolta al Tg1: Maria Luisa Busi lascia la conduzioneAlla fine la più reazionaria delle conduttrici del Tg1 non ce l’ha più fatta. Vessata dal direttore Augusto Minzolini, Maria Luisa Busi ha rinunciato alla conduzione del più importante telegiornale nazionale: lo ha scritto lei stessa apponendo una lettera nella bacheca della redazione di Viale Mazzini. Tre cartelle e mezzo - come scrive la Repubblica - in cui la telegiornalista spiega come non riesca più a riconoscersi nella testata a cui presta il volto. Come professionista, scrive la Busi, l’unico elemento per “difendere le proprie prerogative professionali” è togliere la firma, nello specifico il volto. Non sarà dunque più lei a condurre il telegiornale delle 20.

Michele Santoro - Buonuscita sì/buonuscita no: la posizione della Rai è ambigua

pubblicato da Stefano Sgambati

Michele Santoro: buonuscita sì/buonuscita no: la posizione della Rai è ambiguaPiù o meno mentre Michele Santoro tuonava nel suo monologo d’addio nell’incipit di Annozero, la televisione di Stato emetteva una sorta di comunicato ufficiale più o meno definitivo in merito all’affare “buonuscita”. Si sa che niente e nessuno riesce a smuovere gli italiani dalle loro poltrone quanto la notizia di una grossa cifra di danaro somministrata nelle tasche di un concittadino. Allora sì che noialtri siamo bravissimi a scattare in piedi con un colpo di reni degno di Buffon e a catechizzare il catechizzabile. Il fatto che, da giorni, si parli quasi esclusivamente di questi milioni di euro piovuti addosso a Santoro, piuttosto che del fatto stesso, cioè di uno dei migliori giornalisti della nostra televisione (sicuramente il più libero) convinto a togliersi dallo schermo per non dover subire più determinate angherie e limitazioni. Due milioni di euro, tre milioni di euro, dieci milioni di euro: qualcuno, nella giornata di ieri, ha parlato di 17 milioni di euro. Domani si scoprirà che Santoro ha preso 400 milioni di euro da Viale Mazzini e che moriremo tutti ancora più poveri per colpa di questa specie di mini manovra finanziaria ad uso e consumo di un singolo.

La Rai ha parlato di cifre “fuorvianti e prive di riscontro con la realtà”, confermando i tre milioni di euro e precisando che tale trattativa “è in linea con casi analoghi e conforme alla normativa vigente in materia giuslavoristica e alla governance aziendale. La risoluzione del contratto di Santoro è stata regolata secondo la normativa generale sull’esodo incentivante per i dirigenti d’azienda, affiancata da un accordo commerciale del tutto vantaggioso per Rai che acquista da un professionista prestigioso programmi e prodotti televisivi di qualità a prezzi inferiori a quelli medi di mercato e per almeno due anni”.

Questo, nonostante i consiglieri di minoranza, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, in una nota congiunta, abbiano smentito e ricordato che “Annozero è inserito nei palinsesti di autunno e se mancherà sarà solo per una “decisione finale di Santoro”.
Altro che misteri di Lost…

Il 20 maggio la Rai presenterà i "suoi" Mondiali: l'unica novità è Giovanni Trapattoni. Niente Principe Filiberto

pubblicato da Stefano Sgambati

Il 20 maggio la Rai presenterÃ�  i "suoi" Mondiali: l'unica novitÃ�  Ã�¨ Giovanni TrapattoniIl caro, vecchio Fulvio Bianchi, con la sua rubrica Spy Calcio ci informa delle prossime, imminenti novità circa il Mondiale di calcio trasmesso (anche) dalla Rai. Intanto una data, la prima ufficiale: il 20 maggio allo stadio Olimpico la tv di Stato presenterà il proprio palinsesto in merito. Queste le anticipazioni che lo stesso Bianchi ci regala: Giovanni Trapattoni - l’ex ct dell’Irlanda - sarà l’opinionista principe della squadra. Uno sforzo di fantasia notevole e il solito spazio ai giovani, insomma. Tipicissimo di Viale Mazzini, soprattutto se consideriamo le alternative: Roberto Baggio e Batistuta. Il solo pensiero di avere anche uno solo dei due più grandi interpreti dell’arte pallonara della nostra Era fa venire da piangere. Peccato, ma buon lavoro al Trap. La sede da dove la Rai trasmetterà il consueto “Notti Mondiali” sarà allestita a Piazza di Roma con la conduzione di Paola Ferrari; l’inviato in Sudafrica sarà Jacopo Volpi che agirà insieme ai soliti Mazzola, Cucci e Bartoletti. Smentita la presenza del Principe Filiberto di Savoia.

Ancora: a pranzo Dribbling mondiali (con Franco Lauro), nel pomeriggio Mondiale Sprint (con Marco Mazzocchi) e come pre-partita Mondiale Sera (sempre Mazzocchi). Nessuna novità nemmeno per quanto riguarda le seconde voci per le partite: Bagni, Collovati, Dossena e Righetti. Considerato che anche tra i convocati di Lippi la fantasia scarseggerà come il sole in questa umida primavera, possiamo dire che questi Mondiali si preannunciano aridissimi di entusiasmo.

Sergio Zavoli demolisce la Rai: "La credibilità del servizio pubblico è crollata"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sergio Zavoli demolisce la Rai: "La credibilità del servizio pubblico è crollata"La commissione di Vigilanza Rai, nella persona del presidente Sergio Zavoli, non è mai stata così severa. Un vero e proprio j’accuse, quello mosso dal giornalista e senatore del PD ai danni di Viale Mazzini che non potrà rimanere inascoltato:

“In Rai c’era e c’è un problema di fondo: l’assenza, o l’imperfezione, o il rifiuto della regola. La quale viene prima del consenso. Per tirar fuori la politica dalla Rai - s’intende dall’occupazione dell’azienda - occorre cominciare da una Rai che voglia tirarsi fuori da una sua ormai insostenibile, paradossale contraddizione. Questa è radicata nella più comoda e reciproca delle garanzie: il compromesso - poco nobile intellettualmente, culturalmente, aziendalmente - rinnovabile a ogni cambio di governo attraverso il citatissimo spoil system, ma soprattutto quella ingegneria combinatoria che si chiama “lottizzazione”, la più pigra e matematica delle soluzioni adottate con il consenso dell’azienda. Il pluralismo non è una somma di “legittime faziosità”. Perciò la storia e il prestigio della Rai meritano un colpo d’ala anche al suo interno. Comunque, il primo passo spetta alla politica. Dovrà opporsi all’idea ormai invalsa di un’azienda che non rispecchi i principi dell’autonomia e della responsabilità, della competenza e della qualità”.

Così il responsabile della Vigilanza della tv di Stato a Repubblica. Duro anche in merito alla questione Ruffini, con il collocamento dell’ex direttore di RaiTre al vertice di Rai Educational e Rai Premium:

“La sua è una vicenda che nessuna grande organizzazione imprenditoriale può permettersi: ciò che è successo si sottrae a valutazioni di principio, men che meno manageriali. E’ la licenza di un’azienda che sta smarrendo una sua autonoma facoltà critica”.

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Troppo successo: I soliti ignoti al posto di Affari tuoi nell'access prime time della prossima stagione di RaiUno

pubblicato da Stefano Sgambati

Troppo successo: I soliti ignoti al posto di Affari tuoi nell'access prime time della prossima stagione di RaiUnoUn anno di riposo per Affari tuoi, scalzato per l’occasione da I Soliti ignoti. Potrebbe essere questo l’avvicendamento dell’access prime time di Raiuno per la prossima stagione. L’esaltante successo della trasmissione condotta da Fabrizio Frizzi sta facendo ragionare (o sragionare) i responsabili di palinsesto di Viale Mazzini: sempre più sembra che I soliti ignoti sia realmente l’unico antagonista possibile al dominio consueto di Striscia la Notizia. Che fare allora? La risposta è arrivata spontanea, visto il calo del gioco dei pacchi e la perdita apparente di apprezzamento dello stesso Max Giusti. Secondo fonti dell’ADNKRONOS, il programma di Frizzi - che quest’anno ha battuto il tg di Ricci 27 volte su 31 nel primo mese di programmazione - sostituirà completamente Affari tuoi, a partire dal prossimo settembre, dando a quest’ultimo format qualche mese di riposo riequilibrativo.

Maurizio Belpietro non condurrà (mai?) un programma anti Annozero

pubblicato da Stefano Sgambati

Maurizio Belpietro non condurr�  un programma anti Annozero

Scrive oggi l’Espresso che il previsto programma di Maurizio Belpietro, quello che doveva andare in onda prima serata sulla Rai, come contrapposizione ideologica a quel fortino di comunisti che è Annozero, quello - ricordiamolo - che aveva istigato gli italiani a non pagare il canone, sia saltato definitivamente. Dopo diversi lanci, batti e ribatti e notizie dell’ultim’ora, insomma, la trovata “pluralista” della Rai è destinata come minimo ad essere rinviata a data da destinarsi. Questo - come scrive L’Espresso - nonostante colloqui già avviati nel mese di febbraio “con autori tv, filmmaker di successo e giornalisti, alcuni di questi provenienti dalla ex Tv della Libertà di Michela Brambilla”. Addirittura Belpietro s’era messo di impegno e di ingegno per operare un vecchio colpo di mercato: sottrarre alla redazine di Porta a Porta Marco Zavattini, l’autentico braccio destro di Bruno Vespa. Annozero e Ballarò, per il momento, resteranno da soli. A settembre si vedrà, promettono a Viale Mazzini.

Sì al ritorno in tv di Piero Marrazzo: i direttori dei tre Tg nazionali danno il beneplacito

pubblicato da Stefano Sgambati

Sì al ritorno in tv di Piero Marrazzo: i direttori dei tre Tg nazionali danno il beneplacitoUna premessa: il sottoscritto trova che il signor Piero Marrazzo non abbia nulla di cui vergognarsi, sul piano strettamente privato, per quanto gli è capitato pubblicamente. Bene ha fatto a dimettersi e, per quanto mi riguarda, questo è quanto: siccome il privato è politico, l’ex Governatore del Lazio, sorpreso con transessuali, si è rimesso in pari con l’ordine naturale delle cose rinunciando al suo incarico. Marrazzo, dunque, avrebbe, secondo il parere di chi scrive, tutto il diritto di essere reintegrato immediatamente in Rai, per esempio, come giornalista, come presentatore, qualsiasi cosa non riguardi la politica, ovviamente, settore della pubblica vita a cui il signor Marrazzo evidentemente, per motivi tutti suoi, non è portato.

Questa la premessa. E questo è quanto - sembra - sta per succedere. Infatti i direttori dei Tg, Mimum, Toti e Minzolini, hanno confermato a Tv, Sorrisi e Canzoni il loro “sì” al reintegro immediato di Marrazzo in Rai. Sembra, non a caso, che questa sia anche la direzione che da qui a breve prenderà anche la dirigenza di Viale Mazzini. Pensate, allora, adesso al paradosso: la Rai potrebbe reintegrare Piero Marrazzo - ribadisco: cosa legittima - a fronte della radiazione, per esempio, di Aldo Busi. Ribadisco ancora: per me entrambi dovrebbero fare il diavolo che vogliono, nel rispetto della legge, comparire in televisione per il bene loro e nostro. Però succede che uno crei scandalo perché suggerisce che l’omofobo medio è un omosessuale represso, facendo mai il nome del Papa o chi per lui; l’altro, trovato in compagnia di transessuali, facendo anche uso - sembra, si dice, così si legge - di sostanze stupefacenti, verrà probabilmente reintegrato. Tutto questo in un paese laico, qual è l’Italia. Solo sfiorando il concetto dell’icona papale, nemmeno nominandola in realtà, solo accennandovi, ci si guadagna - sembra - l’esilio morale.

Dice il direttore del Tg5 Mimum:

”Marrazzo ha lavorato con me al Tg2 ed era un ottimo giornalista. Fare il giornalista è il suo lavoro, così come è stato quello del suo papà, l’indimenticabile Giò”.

Minzolini (Tg1):

“Marrazzo in questa storia è più una vittima che un colpevole. Semmai ho dei dubbi sul fatto che un giornalista che si dà alla politica possa tornare poi a fare il giornalista: ma questo è un fenomeno ricorrente a sinistra”.

Stesso concetto espresso dal direttore di Studio Aperto Giovanni Toti:

“Ritengo sia giusto che rientri perché lo prevede la legge . Marrazzo è una vittima e non è accusato di nulla. Sempre che, dalle indagini ancora in corso, non emergano responsabilità a suo carico”.

Flash Mob del Pomodoro contro la Rai: "La vostra censura è l'annozero della democrazia"

pubblicato da Stefano Sgambati

Flash Mob del Pomodoro contro la Rai: "La vostra censura è l'annozero della democrazia"

Su Facebook c’è una pagina ironica, creata dall’Unione degli Studenti di Monza, che si chiama Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi. In poche settimane ha agguantato la notevole cifra di oltre 500mila iscritti e veleggia indefesso verso lidi anche maggiori. Sabato 27 marzo è andato in scena, nell’indifferenza quasi generale il primo flash mob contro la Rai, organizzato proprio da questi ragazzi, presso le sedi di Roma, a Viale Mazzini, e di Milano, a Corso Sempione. La segnaliamo se non altro perché è sempre interessante constatare che il popolo giovane italiano sia anche in grado di andare oltre i reality show monnezza e prendere in mano la situazione, di tanto in tanto.

Alle 17.30 di ieri una cinquantina di giovani hanno danzato all’unisono, secondo la logica ormai consolidata del flash mob, evento corale atto a portare l’attenzione su qualcosa. L’aggregazione è andata bene anche se è stata meno numerosa del previsto. L’obiettivo dell’incontro era lasciare presso le suddette sedi Rai uno striscione recante la scritta: “La vostra censura è l’annozero della democrazia” per poi lasciare in loco, davanti alle entrate, un nutrito numero di pomodori. Tutto questo per protestare contro la gestione del Tg1 da parte del direttore Minzolini e l’oscuramento dei talk show in periodo elettorale.

Una protesta giovane, pacifica e originale che è piaciuta anche alla Digos, intervenuto sul posto per ragioni di sicurezza, senza dover mai intervenire.

Par condicio - Il Tar boccia la norma-bavaglio: via libera ai talk show. Intanto Il Fatto Quotidiano svela clamorose intercettazioni: Berlusconi chiedeva la chiusura di Annozero e Parla con me

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio - Il Tar boccia il regolamento-bavaglio: via libera ai talk show. Il Pd: "La Rai prenda atto. Subito in onda"Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media a favore della sospensione del regolamento varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle elezioni Regionali. Tradotto: i talk show possono andare in onda. Le richieste sono state discusse davanti alla III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Maria Luisa De Leoni.

Prime reazioni da parte del Pd:

“E’ una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza. Ora la Rai deve intervenire, e il Cda di Viale Mazzini, che il presidente Garimberti si è impegnato a convocare immediatamente dopo la sentenza, non può che prendere atto dell’interpretazione del giudice amministrativo. I programmi giornalistici devono riprendere subito”.

Intanto Il Fatto quotidiano ha rivelato oggi in prima pagina alcune intercettazioni clamorose che dimostrano come il Premier Silvio Berlusconi, ormai sempre più abbandonato da cortigiani e cani da riporto, volesse scientificamente mettere il bavaglio ad Annozero e altri programmi attigui, “chiacchierando” dalle stanze del potere con Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) e Augusto Minzolini.

“Silvio Berlusconi voleva “chiudere” Annozero. Un membro dell’Agcom - dopo aver parlato con il premier - sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini - al telefono con il capo del governo - annunciava d’aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni”.

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La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di Neapolis

pubblicato da Stefano Sgambati

La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di NeapolisNeapolis come Per un pugno di Libri. Succedono cose strane in Rai. Molto strane. Mentre il popolo italiano che ragiona si mobilita per impedire la chiusura della storica trasmissione letteraria, si scatena un nuovo putiferio destinato, sperabilmente, ad impedire l’ottusa censura di un altro programma di approfondimento e di nicchia: Neapolis, da 11 anni l’unica risorsa televisiva per gli appassionati di Web e nuove tecnologie. Perfino il rettore dell’Università Federico II si è schierato nel momento in cui si è saputo il destino di questo programma:

“La trasmissione Neapolis della Rai ha svolto un ruolo importante, sul piano culturale, soprattutto nell’area delle nuove tecnologie e dell’informatica”.

La trasmissione è interamente prodotta nel Centro Rai di Napoli ed è l’unico format realizzato dal distacco partenopeo della tv di Stato: l’improvvisa cancellazione dal palinsesto ha provocato un subbuglio interno non indifferente, al punto che la redazione del Tgr risulta tutt’ora in forte stato d’agitazione. C’è stato a Roma un incontro tra il dirigente Maccari e il comitato di redazione, il redattore capo Massimo Milone e il segretario Usigrai Carlo Verna. Nei prossimi giorni è previsto un summit con i vertici Rai.

Al fianco di Neapolis anche Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napoli:

“La decisione di chiudere una trasmissione unica nel suo genere, col suo studio virtuale e coi suoi affascinanti contenuti multimediali, è davvero incomprensibile. Auspico un ripensamento da parte della direzione della testata giornalistica di viale Mazzini che mette a repentaglio, oltre che un’informazione che si occupa di internet e tecnologie, anche un gruppo di lavoratori del bacino dei precari Rai, dai giornalisti, ai grafici, montatori e agli addetti al programma, ai quali va tutta la mia solidarietà e vicinanza”.

Par condicio - Stasera manifestazione Annozero-Fnsi davanti la Rai. Intanto Santoro lo dice: "Le elezioni solo un pretesto"

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio - Stasera manifestazione Annozero-Fnsi davanti la Rai. Intanto Santoro lo dice: "Le elezioni sono solo un pretesto"

Il silenzio assoluto non è il contrario di faziosità. Il silenzio assoluto, come tutti gli estremi, le schiavitù e le dannazioni, è esso stesso una faziosità. Così il blocco totale imposto dalla Vigilanza (e quindi dal Governo) alla Rai per questo mese di par condicio elettorale fa parlare, fa discutere, aizza più di qualsiasi talk show politico. Tremano anche Mediaset e La7 (Gad Lerner ha minacciato di lasciare l’azienda dopo che la sua ultima puntata de L’Infedele, dedicata al caso Fastweb-Telecom, è stata sospesa per motivi, spiegano, niente affatto inerenti alla par condicio). Per questa sera, martedì 2 febbraio, alle ore 20 presso gli studi Rai di Via Teulada 66 è prevista una manifestazione, indetta da “quelli di” Annozero con l’appoggio incondizionato di Fnsi, il sindacato, Giovanni Floris, Gianluigi Paragone e Vespa, addirittura, proprio lui che ha accusato Santoro di aver contribuito a costruire il clima di fuoco che adesso sta portando l’Italia alla censura totale.

Proprio il conduttore di Annozero ha rilasciato un’intervista molto piena e onesta a la Repubblica che parte dall’accostamento di questo momento storico a quello che portò all’editto bulgaro:

“Ma la Rai oggi, come soggetto editoriale, è più debole di prima. E’ un’azienda che sta morendo. E non l’ho detto io, l’ha detto il presidente Garimberti. Che gli spazi di autonomia di tutta la televisione sono ancora più stretti perché ai partiti non è rimasto niente dell’eredità della Prima repubblica: ideologia e cultura. Sono gruppi di potere e basta. Mentre eravamo tutti agitati per il regolamento uscito dalla commissione, il Direttore Generale della Rai stava in vacanza. E’ chiaro: non aveva bisogno di essere qui. La decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini. La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande. Da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano una militarizzazione della società. Di questo disegno Berlusconi è il principale architetto. Ma non agisce da solo”.

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Canone Rai, forse si pagherà con la bolletta elettrica

pubblicato da Marina

La Rai pensa di far pagare il canone dalla bolletta dell'energia elettrica I colleghi di ecoblog annunciano che prossimamente il canone Rai potrebbe essere pagato obbligatoriamente attraverso la bolletta dell’energia elettrica, indipendentemente dal gestore. Il canone Rai è la tassa più evasa e i vertici di Viale Mazzini, in tempi di crisi, con alle porte il contratto di servizio da approvare, ritengono di dover tentare tutte le strade.

La domanda sorge spontanea: che ci azzecca la bolletta dell’energia elettrica con il canone Rai? Forse non bastano le decine di balzelli che già paghiamo, inclusi a nostra insaputa?

Ha dichiarato il consigliere di amministrazione Giorgio Von Straten:

Dal nostro punto di vista la proposta migliore rimane quella di far pagare il canone Rai con la bolletta dell’energia elettrica, come avviene per esempio in Grecia. Questo sostanzialmente azzera l’evasione che noi calcoliamo sia intorno ai 300 milioni di euro.Recuperare l’evasione permetterebbe di coprire il deficit della Rai e liberare risorse per tutto il sistema radiotelevisivo italiano. Servono però degli interventi legislativi e il contratto di servizio non è lo strumento attraverso il quale si stabilisce come si combatte l’evasione del canone Rai.

Il prossimo passo potrebbe essere un incontro tra vertici Rai e Ministero per l’Economia.

Il più grande flop di tutti i tempi: Francesco Facchinetti vuole salvare il programma: "Ci penso io"

pubblicato da Stefano Sgambati

Il più grande flop di tutti i tempi: Francesco Facchinetti vuole salvare il programma: "Ci penso io"Il più grande flop di tutti i tempi de Il più grande italiano di tutti i tempi preoccupa, anche se non sembra, il boss di RaiDue Liofredi e tutto l’ambaradan aziendale di Viale Mazzini. Eppure il programma, su cui la Rete aveva puntata molto alla vigilia, continua. Intervistato da Gente, in edicola domani, il conduttore Francesco Facchinetti alza i sacchi di farina e fa trincea intorno alla sua creatura post X Factor:

“Sono uno che si mette in discussione, quindi Il più grande dalla seconda puntata è cambiato tutto e, nelle prossime due puntate, continueremo ad aggiustare in corsa. Basta stacchetti, via i balletti. Ci eravamo allontanati troppo dal format originale, che è un talk-show, non un varietà”.

Sul prosieguo della sua avventura con RaiDue, il figlio del Pooh si sbilancia:

“Sono sotto contratto fino al 2012 e faccio, al meglio, quello che mi dicono. Dalla prima alla seconda puntata ho corretto il modo di condurre: era troppo enfatico ed epico. Mi sono riguardato le puntate dell’originale inglese, dove la presentatrice ha gli occhialoni da secchiona, e ho capito che la formula giusta è quella del talk-show”.