Segnaliamo in leggero ritardo un’intervista a Enrico Silvestrin pubblicata in due parti su Soundsblog (la prima risale a lunedì, la seconda a ieri). Il noto veejay è uno che non le manda a dire… ma da qualche anno a questa parte ha l’abitudine - decidete voi se buona o cattiva - di voltare pagina. Portato alla ribalta da Mtv e diventato un’icona del deejay televisivo post-moderno, ha provato a sdoganarsi da quest’etichetta conducendo altri programmi musicali in Rai (da ricordare lo storico Taratata) o prendendo parte a show radical-chic (Cocktail D’amore, Stracult).
Poi conosciamo tutti la sua carriera da attore, che lo vede piuttosto azzeccato e richiesto nei polizieschi (prima ne l’Ispettore Coliandro coi Manetti Bros, ora nel Distretto targato Valsecchi). Tra l’altro, la buona Wikipedia insegna che il ruolo di protagonista de L’Ultimo Bacio sarebbe andato a lui se solo non fosse stato impegnato nella serie Via Zanardi 33 (sitcom flop che però ha portato fortuna a tanti attori emergenti, da Germano alla Liskova).
Silvestrin, insomma, è uno che ne sa sicuramente di musica, ma non ha mai saputo rinunciare alle lusinghe commerciali.
Non a caso, vederlo alla conduzione di Festivalbar ha fatto pensare alla sua ennesima svendita a scopo di lucro. Una volta lasciata Mtv nel 2005, dopo tira e molla infiniti e conduzioni-evento di SuperSonic come special guest star, pensavamo che Silvestrin avesse smesso i panni del vj gesticolante e dal look tirato a lucido. E invece è tornato sul luogo del delitto, in un contesto in cui di divulgazione musicale se ne poteva fare ben poca e l’unico rischio era di ripiombare nel cliché.
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Per Sarah Felberbaum è l’occasione di una vita (artistica), l’ingaggio che potrebbe imprimere una vera svolta alla sua carriera. Per scoprire se la figlia di Elisa farà davvero il botto, non resta che aspettare il Ritorno di Rivombrosa vent’anni dopo, in cui Agnese Ristori erediterà la scena dalla storica mamma interpretata da Vittoria Puccini:
“E’ il mio primo lavoro da protagonista importante. Ho modo e spazio per far vedere quello che so fare. Negli ultimi sette mesi sono stata totalmente immersa in Rivombrosa. Il film ha preso il controllo della mia vita. Se vuoi far bene il lavoro, ed essere serena mentre lo fai, devi dare tutto. Sono consapevole che sarò messa a confronto con Vittoria Puccini, ma la storia è diversa, completamente originale: nel cast, nella regia, nell’impronta” (fonte Sorrisi).
La nuova eroina del feuilleton di culto ha una variegata gavetta alle spalle, a metà tra l’intrattenimento tv e la recitazione.
Nel 2000 esordisce come conduttrice del programma musicale Top of the Pops, in onda su Rai Due; l’anno dopo è co-protagonista con il ruolo di Lucia della sit-com Via Zanardi 33, diretta da Antonello De Leo e trasmessa su Italia 1. Nel 2004 pubblica il romanzo Baby Vogue che vince il Premio Cortina (ora sta anche progettando la stesura di un secondo libro e di racconti, ma vi dedicherà anima e corpo non appena liberatasi da tutti gli impegni sul set).
Nel 2005 interpreta il ruolo di Carlotta nella fiction tv in quattro puntate Caterina e le sue figlie, in onda su Canale 5, e gira la serie in quattro puntate Giorni da Leone 2, trasmessa il 5 settembre 2006 da Rai Uno, ma interrotta dopo la messa in onda della prima puntata per gli scarsi ascolti (la rivedremo ad inizio 2008 su Raidue). L’anno successivo gira la seconda serie di Caterina e le sue figlie e Caravaggio, miniserie in onda prossimamente su Raiuno.
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Quando degli ex-volti televisivi raggiungono il successo cinematografico mi piace ricordare da dove sono partiti (prima che lo facciano loro con snobismi rivoltanti) e stimarli proprio per questo.
Elio Germano sta finalmente cavalcando l’onda della popolarità mediatica, dopo anni di gavetta defilata ma non per questo declassata, con Mio fratello è figlio unico, il film che lo vede imparentato con l’idolatrato Riccardo Scamarcio (di cui dice di essere diventato con una qualche autoironia la privilegiata guardia del corpo).
Elio fa parte di quella generazione di attori che scelgono di recitare per professione, più che per sfizio, e proprio per questo si trovano spesso a far da spalla a fenomeni usa e getta, in attesa dell’occasione che sembra non arrivare mai. Salvo un ingaggio giusto al momento giusto (vedi PierFrancesco Favino alla voce Ozpetek dopo il debutto ad Amico Mio, la consacrazione con la fiction Bartali e tanti film di nicchia).
Anche il nostro Germano non si è mai arreso e, soprattutto, non ha disdegnato tra le sue prime esperienze professionali la tv (compresa una sterminata serie di spot pubblicitari).
Ricordo ancora con piacere i tempi in cui a Un Medico in Famiglia (quando era ancora una serie decente) interpretava il ruolo del Pasticca, il bello e dannato che metteva la testa a posto dopo aver conosciuto Maria (Margot Sikabonyi).
Ma soprattutto, se c’è un progetto relitto nel curriculum di questo talento emergente, non può che essere Via Zanardi 33, uno dei pochi e mai più ripetuti esperimenti di telefilm giovanili made in Italia1.
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