L’amore sta dilagando nuovamente in tv e noi siamo basiti, o forse recalcitranti a fare gli avvocati delle cause perse, o gli artefici di stroncature troppo facili. Da giorni non fanno che chiederci, a TvBlog, perché non si stroncano più i programmi, se stiamo diventando troppo buoni, perché, soprattutto, non ne abbiamo criticato uno. Posto che quell’uno non merita neanche la nostra considerazione (essendo un aborto spontaneo a detta degli stessi autori, che stanno esternando la propria vergogna ben pagata su Facebook), ce n’è un altro andato in onda ieri sera che merita una riflessione. O più che altro un pauroso interrogativo.
In che razza di tv ’sperimentale’ ci stiamo cacciando? L’ennesimo numero zero andato in onda ieri sera, Adamo e Eva, è la conferma della brutta china presa dall’intrattenimento nostrano in una preoccupante congiuntura come quella attuale. I dirigenti non sanno più che pesci prendere: il reality è in agonia, il talent è in overdose e da qualche parte bisogna pur ripartire. Così si torna a riprodurre varietà rosa, nella convinzione che i buoni sentimenti in tv tirano sempre. E si pensa di affidarne uno “nuovo” a una mascotte del buonismo catodico come Fabrizio Frizzi.
E’ desolante, come uno che ha imparato a rimodernarsi nei Soliti Ignoti sia condannato a tornare quello di una volta. Frizzi, ieri sera, è riuscito di un botto ad azzerare anni di corsi di aggiornamento, regredendo al livello zero del conduttore cerimonioso, dai tempi lentissimi e fintamente entusiasta. Il programma era quello che era: gigantismo monumentale dello studio di X Factor a parte, si è subito rivelato in tutta la sua pochezza di contenuti e atmosfera.
Il concept era quello di un gioco delle coppie con pretese sociologiche (come se si possano ricavare paradigmi adamitici dal tempo impiegato a chiudere un bagagliaio o dal dimostrarsi multitasking). Alla fine la si butta sempre su stereotipi come l’affinità di coppia e chi ricorda quando c’è stato il primo bacio. E per tutto questo bisogna in ogni caso comprare il format dall’estero e farlo co-produrre a Endemol, perché la Rai da sola non ce la fa. Poi c’è la solita maledizione degli autori, in questo caso un Chicco Sfondrini evidentemente troppo preso da Kalispéra per spremersi le meningi, mentre Piparo e Fasulo sono assuefatti alla scuola di Milly Carlucci, tutta camomilla e leziosaggini.
Continua a leggere: Adamo e Eva: la tv regredisce alla pochezza del varietà anni '90

![]()
Il 7 febbraio 2004 su Rai1 in diretta dall’Auditorium del Foro Italico in Roma partiva un nuovo programma televisivo prodotto in collaborazione con Endemol Italia, si trattava di “Sogni” e segnava il rientro nell’ammiraglia Rai di Raffella Carrà dopo varie discussioni con l’allora direttore di rete Fabrizio Del Noce, anche presente quella sera in prima fila. Il meccanismo del programma consisteva nel presentare, puntata dopo puntata, i desideri della gente comune realizzati poi dalla redazione del programma.
Desideri o sogni appunto, che in qualche modo ricalcavano alcuni momenti che già facevano parte di una precedente produzione, sempre condotta da Raffaella, parliamo di “Carramba che sorpresa” in onda sempre sull’ammiraglia Rai negli anni precedenti e poi riproposta nella stagione autunnale 2008-09 abbinata alla Lotteria Italia. Il programma è stato anche al centro di una vivace polemica fra la sua conduttrice, Raffaella Carrà, la Rai e l’Endemol, per aver affidato il medesimo format, con titolo diverso ad un’altra presentatrice.
Parliamo del “Treno dei desideri” condotto da Antonella Clerici, anch’esso abbinato alla lotteria Italia nell’edizione 2007. Secondo la Carrà, uno scippo bello e buono quello subito dalla show girl emiliana da parte della Clerici, che per altro ha dovuto poi a sua volta subirne uno identico ad opera di Caterina Balivo e del suo “I Sogni son desideri” in una specie di girandola televisiva, che per il momento sembra si sia fermata.
Dopo il continua la video sigla del programma scritta da Antonello Venditti:

Dalle voci di corridoio che si inseguono insistenti in RAI, oggi, e che TvBlog vi racconta in anteprima assoluta, emergerebbe una realtà che, visto quanto è successo nei giorni scorsi, ha dell’incredibile:
Canzonissima rischia di saltare dai palinsesti: Quello che doveva essere il cavallo di battaglia della stagione autunnale di RaiUno potrebbe subire uno stop definitivo e non andare in onda.
Alla rete, secondo i bene informati, non sarebbero piaciuti né il cast, ritenuto troppo misero, né la richiesta di Morandi di sospendere tutti i programmi musicali.
Naturalmente, la realtà è fluida e in divenire, quindi attendiamoci aggiornamenti in merito. Nel frattempo, però, questo potrebbe avere ricaschi sui palinsesti, ovviamente. Anche con il ritorno di Ti lascio una canzone. Anche se siamo ancora nel mondo del condizionale, vediamo cosa potrebbe succedere.
Finalmente la professionalità paga. Fabrizio Frizzi è rientrato nell’Olimpo dei presentatori tv, riuscendo a mettere d’accordo tutti grazie al quiz più garbato e di successo della tv, Soliti Ignoti. Come già annunciato, il gioco delle identità ha talmente conquistato il pubblico da meritarsi la conferma il prossimo autunno, al posto del più provinciale e inflazionato Affari tuoi.
Per il buon Frizzi, insomma, è un periodo d’oro, tant’è che - non per snobismo, ma per reali difficoltà logistiche - dall’anno prossimo lascerà la conduzione del programma mattutino Cominciamo bene su RaiTre. Come riporta il Sorrisi e Canzoni Tv, lo ritroveremo non solo nell’access quotidiano ma anche in prima serata con un suo riesumato cavallo di razza: Per tutta la vita. Ve lo ricordate, lo zuccheroso varietà coi promessi sposi di fine anni ‘90 (quando spopolavano la famiglia perfetta e i sentimenti a buon mercato)? Ebbene, uno dei people show più innovativi dell’epoca, che ha preceduto gli rvm dei reality nel solco della tradizione Rai (era pur sempre un sabato sera istituzionale), sta per essere rinfrescato con l’auspicio che funzioni come allora.
Aldo Grasso, nella sua Enciclopedia della televisione, lo annovera già tra i reality show e data la sua partenza al 16 gennaio 1997. Il format di partenza era della Grundy e consisteva nella sfida di due coppie in procinto di sposarsi a breve termine. Venivano sottoposte a varie prove, per testare la loro affinità (La dichiarazione d’amore; Ti riconoscerei tra mille; Cosa non farei per te; Suoceri e nuore; La nostra canzone; Promesse, promesse). A decretare la coppia vincitrice - “ante litteram”, verrebbe da dire - era il televoto, oltre al giudizio di tre coppie famose presenti in studio.
Continua a leggere: Per tutta la vita torna in autunno su RaiUno con Fabrizio Frizzi
Serata dunque nuovamente vincente per il varietà di RaiUno Ti lascio una canzone condotto da Antonella Clerici che ieri sra ha totalizzato 6.259.000 telespettatori ed uno share del 28,73%, con un ottima cifra di contatti pari a 17.852.000 telespettatori (in linea con la puntata d’esordio) ed una permanenza del 35,06% a fronte dei 15.844.000 permanenza del 24,39% per lo Show dei record su Canale5. Il picco degli ascolti per il varietà di RaiUno si registra alle ore 21:50 con 8.129.000 telespettatori. Uno show, quello di RaiUno, fatto dai bambini ma che proprio nel target 4-14 anni ha un risultato piuttosto sorprendente, come vedremo più avanti grazie alle curve di questa fascia di telespettatori.
L’andamento delle curve minuto per minuto ci mostra di una linea blu di RaiUno nettamente al comando per tutta la serata, in particolare nella prima parte della serata, fino cioè al primo nero pubblicitario delle ore 22 circa. In questo spazio la curva blu infatti fa il picco di cui sopra, viaggiando sempre nella corsia fra i 7 e gli 8 milioni di telespettatori. La curva arancione dello Show dei record viaggia più o meno sulla linea dei 5 milioni. Anche dopo il primo blocco pubblicitario ritroviamo la linea blu nella corsia fra i 7 e gli 8 milioni anche se in leggero calo, mentre per il resto della serata la linea di TLUC si adagia sulla linea del 30% di share, in equilibrio con la prima parte della serata.
In seconda serata sempre al comando la curva blu di RaiUno che tocca il 35% di share mentre la linea arancione di Canale5 plana sul 31% di share in chiusura, quando però Ti lascio una canzone era già terminato. Interessante poi notare come il pubblico dai 4 ai 14 anni preferisca il programma condotto da Paola Perego, infatti le curve ci dicono di una linea arancione dello Show dei record nettamente al comando per tutta la serata oltre il 40% di share, mentre la linea blu di Ti lascio una canzone si ferma nella corsia fra il 10 ed il 20%, superata anche dalla linea nera del satellite che scorre oltre la linea del 20%.
E’ fissato per questa sera il ritorno di un programma chiave nella carriera di Paolo Bonolis. Parliamo ovviamente di “Ciao Darwin” che stasera con la sfida reality contro lavoratori, condita di ex partecipanti dei vari reality italiani, darà il via all’edizione numero 6 del varietà , in questa edizione sottotitolato “La Regressione”. Con questa analisi ripercorreremo gli esordi delle passate annate scommettendo con un sondaggio a fine post sul risultato della nuova partenza, già decretato nei giorni scorsi dal 91% di voi come vincitore nella sfida contro “Ciak Si Canta”.

La prima serie di questo programma è datata 1998, proprio prima dello sbarco dei reality nel nostro paese. In questa nostra analisi andremo ad analizzare le prime puntate delle cinque precedenti edizioni di questo spettacolo. Era per la precisione il 3 ottobre dell’anno 1998 quando si affacciava dai teleschermi di Canale5 questo nuovo varietà ideato dallo stesso Bonolis con la complicità di Stefano Magnaghi e sotto la direzione del grande ed indimenticato Beppe Recchia. In quella prima puntata il riscontro del pubblico non fu immediatamente alto, infatti il programma si portò a casa 4.377.000 telespettatori con uno share del 19,71%, ma settimana dopo settimana la trasmissione conquistò le simpatie del pubblico televisivo, l’ultima puntata infatti fece registrare l’ascolto di oltre 7 milioni di telespettatori con il 31,08% di share, segno che il programma aveva fatto centro.
Forte dunque dell’ottimo successo dell’anno precedente il programma tornò l’anno dopo e precisamente il 25 settembre del 1999 e fu subito ottimo ascolto con 6.531.000 telespettatori ed il 33,21% di share in un’edizione che chiuse ancora con oltre 7 milioni ed il 30% di share. Inevitabile quindi tornare anche nell’anno 2000, quando il 30 settembre davanti ai teleschermi di Canale5 c’erano 5.622.000 telespettatori ed il 24,94% di share.
Continua a leggere: Analisi Auditel 2.0 – I debutti di Ciao Darwin
Al termine di Striscia la Notizia tornerà nella fascia di access prime time estivo di Canale 5 il programma di grande successo “Velone“. Ne abbiamo la conferma dal crawl per il casting che è apparso oggi durante la normale programmazione dell’ammiraglia del Biscione. Addio dunque al programma “Veline” per questa stagione? Non si sa, potrebbe magari esserci in altra collocazione, quello che è certo è che tornerà il varietà che per primo ha mostrato le signore di una certa età nella veste inedita di esibizionisti e imprevedibili veline over anta.
In un’intervista al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, Antonio Ricci riguardo al ‘fenomeno Velone’, campione di ascolti per tutta l’estate nonostante non mostrasse belle ragazze discinte ma ‘vecchie signore” con lo spirito di ventenni, tra l’altro affermava:
“Gli anziani sono i veri trasgressivi, ho visto una signora di 91 anni recuperata dalla nuora in discoteca alle due e mezzo di notte. […] Ho visto gente incredibile, gente viva, con la voglia di uscire dal ghetto dove i benpensanti le vogliono mettere”.
E’ stato proprio l’ideatore di Striscia, il papà del “Drive In” e di “Paperissima” ad avere l’intuizione di mostrare delle attempate signore esibirsi davanti al pubblico. E la cosa risale addirittura al 2003 quando, con la conduzione di un cinico Teo Mammucari, vinse la Velona Carpina Zuccarina ma tutte le partecipanti divennero popolari grazie ad una formula rivelatasi azzeccata. La popolarità del programma allora fu tale che persino la BBC inglese pubblicò un articolo su “Velone“.
Continua a leggere: Nell'access prime time estivo di Canale 5 torna a sorpresa Velone
Il più grande flop di tutti i tempi de Il più grande italiano di tutti i tempi preoccupa, anche se non sembra, il boss di RaiDue Liofredi e tutto l’ambaradan aziendale di Viale Mazzini. Eppure il programma, su cui la Rete aveva puntata molto alla vigilia, continua. Intervistato da Gente, in edicola domani, il conduttore Francesco Facchinetti alza i sacchi di farina e fa trincea intorno alla sua creatura post X Factor:
“Sono uno che si mette in discussione, quindi Il più grande dalla seconda puntata è cambiato tutto e, nelle prossime due puntate, continueremo ad aggiustare in corsa. Basta stacchetti, via i balletti. Ci eravamo allontanati troppo dal format originale, che è un talk-show, non un varietà”.
Sul prosieguo della sua avventura con RaiDue, il figlio del Pooh si sbilancia:
“Sono sotto contratto fino al 2012 e faccio, al meglio, quello che mi dicono. Dalla prima alla seconda puntata ho corretto il modo di condurre: era troppo enfatico ed epico. Mi sono riguardato le puntate dell’originale inglese, dove la presentatrice ha gli occhialoni da secchiona, e ho capito che la formula giusta è quella del talk-show”.
Ogni volta che qualche associazione no profit tira fuori un sondaggio relativo a quello che i telespettatori vorrebbero e non vorrebbero dall’offerta televisiva, puntualmente viene fuori un campione che sembra appartenere a un altro pianeta, se non ad un altro Sistema Solare. I reality show per esempio. I reality show sono come la Juventus. O Berlusconi. Nessuno li può soffrire, però tutti li guardano (o li tifano, o li votano). Delle due l’una: o gli intervistati si divertono a mischiare le carte in tavola, oppure le rivelazioni dell’auditel sono gonfiate ad uso e consumo degli inserzionisti. L’ultima è dell’associazione Comunicazione Perbene (qui il gruppo su Facebook) che asserisce come l’attuale tv non piaccia alla maggior parte dei telespettatori. Il sito di Comunicazione Perbene ha chiesto ai suoi utenti di inviare una mail contenente le proposte per la televisione del 2010. Sono arrivate 1470 partecipazioni dal 20 dicembre al 4 gennaio e i risultati emersi sono stati, come al solito, del tutto opposti alla realtà dei fatti.
Bocciatissimi, appunto, i reality show: per il 65% dei partecipanti questi sarebbero proprio da cancellare dai palinsesti. Poco graditi anche i giochi a premi che sono soliti regalare alte cifre in denaro (57%). La gente sembra non poterne più delle telerisse (il 71%, numero enorme, si dice insofferente), salvo poi andare a premiare proprio quelle trasmissioni che fanno della violenza verbale, dove non fisica, il punto di forza. Misteri dell’incoerenza catodica. In generale, i telespettatori sembrano bocciare quei programmi che “propongono come modelli vincenti la mediocrità e l’ignoranza (49%), nei quali per vincere basta il non saper fare nulla (38%) e in generale dove si ha l’esaltazione e la celebrazione di chi è prepotente verso chi non la pensa allo stesso modo (35%)”. Esattamente quelle trasmissioni, cioè, che vincono con puntualità plebiscitiaria la gara dell’auditel…
Passiamo ora a quello che la gente vorrebbe dalla televisione futura.
I migliori anni è partito subito bene, vincendo la serata e raggiungendo oltre 5 milioni di telespettatori, soddisfatto?
Molto soddisfatto al di la delle più rosee previsioni. Siamo alla terza edizione e partire cosi forte non era scontato. C’era molta concorrenza con la fiction di Canale5 e Colorado su Italia1 che ha in prevalenza pubblico giovane. Ma anche il nostro programma, abbracciando tutta la famiglia, ha pubblico giovane come dimostrano i messaggi che riceviamo, ed in effetti il nostro è proprio un racconto degli anni passati rivolto anche a chi non c’era, quindi ai gioavnissimi.
Qual è il segreto del successo di questa trasmissione?
E’ un programma per tutti, costruito artigianalmente con amore. Ogni dettaglio è curato: dalla scenografia, dalle musiche agli arrangiamenti fino agli ospiti. Lo costruiamo proprio noi che abbiamo inventato questo programma. C’è poi anche la gioia di vederlo in versione spagnola o francese, visto che lo stanno vendendo in tutto il mondo. Un vera soddisfazione poi corroborata dal fatto che anche in quei paesi va molto bene. Il segreto dei “Migliori anni” è che fa leva su una memoria collettiva che s’incontrra con la memoria singola di ciascuno di noi, o viceversa ovviamente. Non è un programma nostalgia è più un gioco di memoria, è da vivere con il sorriso sulle labbra.
Molto bello poi il segmento finale del programma quel “Noi che..”
E’ una cosa che va fortissimo. Dalla prima edizione infatti ho scritto un libro, il cui incasso ho devoluto in beneficenza, raccogliendo tutti i “Noi che..” che ci aveva mandato il pubblico.
Sabato è partita la sfida fra la lotteria su RaiUno di Affari tuoi condotto da Max Giusti e la collauditassima C’è posta per te con Maria De Filippi, con la vittoria netta per quest’ultima, cosa pensi di questo risultato?

Su RaiUno Miss Italia 2009: Milly Carlucci conduce uno dei varietà più antichi della televisione italiana che in genere si conclude con una tizia che piange e altre due che fingono di essere felici quando invece vorrebbero strangolare la vincitrice con la bandana tricolore.
Su RaiDue Cold Case - Delitti irrisolti: nello specifico la puntata di oggi cercherà di svelare dove abbiano nascosto Carlo Conti mentre la Carlucci conduce Miss Italia sul primo canale.
Su RaiTre Il buono, il brutto e il cattivo: Sergio Leone illumina la notte televisiva italiana con uno dei capolavori più illustri del cinema internazionale, eccezionalmente in onda su RaiTre prima che la stessa terza rete cominci a trasmettere solo televendite.
Su Canale5 Lo show dei Record: basta. Basta. BASTA.
Su Italia1 Nanny Mcphee - Tata Matilda: un film d’avventura fantastica per tutta la famiglia, a patto che sia quella Addams.
Su Rete4 Law & Order: Criminal Intent: settima stagione, i casi criminali danno sempre da mangiare agli sceneggiatori americani.
Continua a leggere: Cosa vedrai? Prime time di sabato 12 settembre
La settimana che va ad incominciare sarà - si spera - cruciale per le sorti aziendali, economiche e finanziarie della Rai. Slittate ancora le nomine, come abbiamo già visto, fa scalpore, tra gli addetti ai lavori, il tentennamento da parte della tv di Stato di chiudere positivamente la trattativa con Sky per il rinnovo del pacchetto satellitare. Oltre all’ammanco economico, di cui abbiamo già reso edotti più volte i nostri lettori, esiste anche una questione, per così dire, morale e deontologica: lo stesso presidente Garimberti, durante l’ultimo cda aziendale, ha posto la questione in termini seri: la Rai è vincolata dal . Tradotto: nella sua natura di televisione pubblica, il colosso di Viale Mazzini ha l’obbligo di essere visualizzabile e fruibile su ogni piattaforma, dunque anche su Sky, esattamente com’è sempre accaduto finora. L’escamotage eventuale di trasferirsi sul digitale terrestre o, addirittura, di rendere necessario l’acquisto di un ulteriore decoder (Tivùsat) - ipotesi pure ventilata - non reggerebbero. A mediare su questo punto il viceministro delle Comunicazioni Paolo Romani:
“E’ vero che la Rai ha un obbligo di presenza su ogni piattaforma ma non su tutte: per quel che riguarda il satellite spetta all’azienda scegliere quale sia la più indicata”.
Fatta la legge trovato l’inganno, per così dire: staremo a vedere quali margini di manovra avrà la Rai per smuoversi da questa apparente sabbia mobile.
Al momento - ricordiamo che il contratto con Murdoch scade a fine luglio, ma il termine per avanzare una nuova proposta economica è fissato per il 21 maggio - il punto nodale appare essere un altro: Mediaset. C’è infatti la possibilità che possa essere proprio un canale di Berlusconi a prendere il posto di RaiUno nella posizione più ambita, la fatidica 101, e questo canale dovrebbe essere Mediaset Plus (attualmente nella posizione 123) sulla piattaforma satellitare australiana da dicembre, forte di un mega contratto che non vede neppure in lontananza la scadenza. Generalista per generalista, Mediaset Plus è il non plus ultra, tra quelle possibili, anche più di SkyUno. Certo, lo smacco, per la Rai, sarebbe tragico, visto che perderebbe in un sol colpo una barca di quattrini, visibilità e coerenza.
Ci siamo: l’ascesa di Sky a terzo polo generalista sta cominciando a far smuovere le acque della concorrenza. Ne avevamo parlato qualche mese fa, paragonando l’entrata della tv di Murdoch in questo tipo di mercato, al frastuono che generò anni fa l’avvento della giovane e rampante Tiscali tra le compagnie telefoniche: ciò che ne trasse i benefici maggiori fu la buona concorrenza e, quindi, il consumatore.
In tal senso sembra che sarà Gigi Proietti l’anti Fiorello per la Rai: il genio romano sarà il mattatore di un “One Man Show” destinato al sabato sera: la notizia trapela da un articolo di Italia Oggi a firma Marco Castoro. Proietti è uomo di spettacolo abituato alle grandi platee, teatrali, cinematografiche e televisive ed è molto simile a Fiorello, quanto a capacità di improvvisare e di coinvolgere. Più di Fiorello, decisamente più di Fiorello, ha un repertorio variegatissimo, una schiera di appassionati di antica stirpe e una cultura teatrale da fare impallidire un sipario. Non si conoscono ancora le dinamiche dello spettacolo: forse sarà costituito da letture, inframezzate da riflessioni e gag, à la Benigni, tanto per capirci; oppure sarà una massiccia sceneggiata corale, dove far intervenire gli ingredienti più tipici del sabato sera: ballerini, varietà, canzoni, musica, luci e cotillons.
Proietti si merita un ritorno in televisione a grandi livelli, soprattutto in un momento storico come questo: senza dimenticare che l’ipotesi di andare contro Maria De Filippi, moglie e “alleata” di quel Maurizio Costanzo che due anni fa gli soffiò, senza troppa eleganza, la direzione del magnifico Teatro Brancaccio, deve stuzzicarlo non poco.
Qualche tempo fa Proietti, parlando dell’arte del ridere, dichiarò:
“Credo che la capacità di far ridere sia un dono: chi ce l’ha, lo deriva da qualcosa di divino. E se non lo esercita, non rispetta una volontà superiore. Far sorridere, per me, è quasi un dovere etico”.
Un’operazione del genere sa di successo annunciato. Staremo a vedere.
D’estate, si sa, l’amarcord la fa da padrona. Per anni la leadership revivalistica è stata di un solo indissolubile marchio: Varietà, poi preceduto dall’enfatico Super che ha contagiato tanti titoli d’annata (primo fra tutti Quark). A curarlo da sempre è Paolo De Andreis, capostruttura di Raiuno prossimo alla pensione e con un posto fisso in prima fila insieme al direttore Fabrizio Del Noce. In un’intervista da poco rilasciata a Italia Oggi si è dichiarato orgoglioso della sua creatura:
“E lì che si vedono i miei meriti. Attingo alle teche e scelgo degli spezzoni che per fortuna piacciono al grande pubblico. Mentre fanno arrabbiare qualcuno… Fiorello per esempio. Abbiamo un ottimo rapporto. Abbiamo lavorato assieme, eppure ogni volta che propongo una sua scheggia va su tutte le furie. Mi telefona e mi urla che così lo danneggio perché lo sovraespongo. E’ lo stesso con Carlo Verdone. Che io però utilizzo in maniera stratosferica. E lui puntuale mi chiama per ricordarmi che sto esagerando. Per fortuna c’è Enrico Montesano che ogni volta che ripropongo scene da Bravo mi chiama per ringraziarmi. Un grande attore che meriterebbe di essere rispolverato dalla tv”.
Il merito indiscusso del suo SuperVarietà resta quello di istituzionalizzare qualunque personaggio gli capiti a tiro, passando dal repertorio più vetusto agli sketch di nuova generazione. Da Mina a Paola Cortellesi, da Gianni Morandi a Giorgio Panariello, ne vien fuori un ritratto brillante dello spettacolo italiano, a metà tra vecchio e nuovo, disillusa nostalgia e rinnovata fiducia verso le nuove leve. Il segreto del suo successo, dinanzi a cui soccombe qualsiasi risposta della concorrenza, è di rievocare senza addormentare, sulla scia di una ritmata operazione nostalgia sempre al passo coi tempi e per tutti i gusti. A poco, insomma, è servita la mossa di Canale 5 di sfoderare un competitor pseudo-analogo, con l’auspicio di insidiare il monopolio Rai sul vintage estivo.
Continua a leggere: SuperVarietà e Super Show: un confronto impari
La Televisione Italiana del 2008
In questa pagina troverete traccia dei programmi televisivi del 2008 in onda sulla televisione generalista. Ovviamente, la pagina è perennemente in costruzione: potete aiutarci a costruirla inviandoci i vostri suggerimenti in redazione
A sua immagine, rubrica religiosa di RaiUno, la domenica, ore 10:30, conduce Andrea Sarubbi
In 1/2 Ora, RaiTre, conduce Lucia Annunziata
Niente di personale, La7, il lunedì alle 21:00, conduce Antonello Piroso
Sabato, domenica &… . La tv che fa bene alla salute, RaiUno, il sabato e la domenica, ore 6:30, conducono Franco Di Mare e Sonia grey
Cinematografo, RaiUno, conduce Gigi Marzullo
Che tempo che fa, RaiTre, conduce Fabio Fazio, in onda il sabato e la domenica su Raitre, regia di Duccio Forzano
Parla con me, RaiTre, nuova edizione in onda da domenica 13 gennaio 2008, ore 23:35, conduce Serena Dandini
Maurizio Costanzo Show, nuova edizione in onda il lunedì e il giovedì alle 23:15 su Canale5, conduce Maurizio Costanzo
Uomini e donne, Canale 5, conduce Maria De Filippi
Alle falde del Kilimangiaro, RaiTre, la domenica, ore 15:20, conduce Licia Colò
Buona domenica, Canale 5, la domenica
Domenica In, storico programma di intrattenimento della domenica di RaiUno, ripropone la recente formula tripartita. Domenica In - L’Arena è condotta da Massimo Giletti, Domenica in… rosa è condotta da Lorena Bianchetti, Domenica In - Ieri, oggi e domani è condotta da Pippo Baudo
Il treno dei desideri, ultima puntata in onda il 6 gennaio 2008 su RaiUno in prima serata. Abbinato alla Lotteria Italia, conduce Antonella Clerici
I migliori anni, varietà classico condotto da Carlo Conti, in onda su RaiUno il sabato, dal 12 gennaio 2008, prima serata, regia di Stefano Vicario.
Linea Verde - In diretta dalla natura, RaiUno, conducono Veronica Maya e Massimiliano Ossini
Mattina in famiglia, RaiDue, conducono Tiberio Timperi e Adriana Volpe
Mezzogiorno in famiglia, RaiDue, conducono Tiberio Timperi e Adriana Volper
Quelli che il calcio e…, RaiDue. conduce Simona Ventura
Blob, RaiTre
Colorado, Italia1, conducono Rossella Brescia e Beppe Braida
Gabbia di Matti, con Pippo Franco, Aida Yespica, Hoara Borselli, il Bagaglino. In onda su Canale5 il sabato, dal 12 gennaio 2008, prima serata, regia di Pier Francesco Pingitore
Tg1
Tg2
Tg3
Tg4
Tg5
Studio Aperto
TgLa7
Grande Fratello 8, in onda su Canale 5 da lunedì 21 gennaio, conduce Alessia Marcuzzi, primo reality show del 2008.
Affari Tuoi - Speciale per due: versione serale del game di RaiUno, conduce Flavio Insinna
1 contro 100, in onda su Canale 5, conduce Amadeus
L’eredità, in onda su RaiUno, conduce Carlo Conti
Passaparola, Canale 5, conduce Gerry scotti
Soliti Ignoti, in onda su RaiUno alle 20:40, conduce Fabrizio Frizzi
Criminal Minds
N.C.I.S.
L’ultimo padrino, Canale5, in onda domenica 13 e lunedì 14 in prima serata. Con Michele Placido
Un caso di coscienza 3, RaiUno, con Sebastiano Somma
Incantesimo 10, RaiUno
Un posto al sole, RaiTre
Piloti (RaiDue)
Camera Café, Italia1, la domenica ore 20:40, speciale con guest star. Protagonisti Luca e Paolo.
Art Attack
E’ domenica papà, RaiTre, ore 7:45
Ragazzi c’è Voyager, RaiDue
Random
Screensaver, RaiTre, ore 9:05
RaiUno
RaiDue
RaiTre
Canale5
Italia1
Rete4
La7
MTV
ReteAllMusic