Amore, amore fortissimamente amore: è nel segno del sentimento, la nuova produzione Ballandi-Rai1 dal titolo E’ stato solo un flirt in onda dal prossimo mese di aprile nel sabato sera dell’ammiraglia del servizio pubblico. Al timone di questa nuova trasmissione ci sarà Antonella Clerici, che tornerà a parlar d’amore e di sentimento dopo i trascorsi nei programmi Adesso sposami ed Il treno dei desideri.
Il programma vede al centro del formato una specie di “Dove sei” di portobelliana memoria, qui però solo fra persone che hanno il desiderio e la voglia di rivedere il loro primo amore perso per strada nel tempo. Un incontro organizzato presso gli studi della Rai con tutti i crismi dell’attesa, della risposta e dell’eventuale momento topico con l’abbraccio, inevitabilmente in diretta televisiva. Dall’altra parte, in questi 5 sabati sera televisivi, ci sarà ancora una volta, dopo lo scontro autunnale Ti lascio una canzone-C’è posta per te, Maria De Filippi, stavolta in onda con il serale dell’edizione 2012 di Amici, il celebre talent show di Canale5.
Un format, questo E’ stato solo un flirt, che, sulla carta, ricorda alcuni momenti dello stesso C’è posta per te, quelli in cui si parlava del “primo amore”, in un gioco a specchio che ormai in televisione è d’abitudine, nonostante che il recentissimo caso Baila-Ballando abbia dettato un precedente (la stessa Clerici è stata vittima di un episodio simile, quando il suo Ti lascio una canzone fu “specchiato” in Io canto). Per la verità in quel caso Antonella, pur arrabbiandosi non poco, alla fine non arrivò alle vie legali, come invece Milly Carlucci decise di fare con il suo team, a cui poi si accodarono la Rai e la Ballandi. Antonella si limitò solo a chiedere la non contemporanea messa in onda dei due programmi, cosa che ovviamente i broadcaster non fecero.
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Prima la notizia: si è chiusa domenica sera nello studio dell’Eredità la maratona televisiva Telethon che ha attraversato le reti Rai in questo ultimo fine settimana e si è chiusa con oltre 30 milioni di euro raccolti, grazie alla generosità dei telespettatori italiani, un risultato che acquista ancora maggiore significato visto il periodo difficile che stiamo attraversando. Nello studio della Dear sono arrivati i complimenti ed i ringraziamenti del Presidente di Telethon Luca Cordero di Montezemolo a tutta la squadra capitanata da Fabrizio Frizzi che ha condotto dallo studio centrale della Dear con Arianna Ciampoli, Paolo Belli, Mara Venier e a tutti i conduttori Rai impegnati nei loro rispettivi programmi.
All’interno del Telethon televisivo è nata poi a sorpresa una trasmissione che a nostro giudizio potrebbe essere una vera seconda serata alternativa d’intrattenimento per la prima rete della Rai, finora occupata esclusivamente da Porta a porta e dagli Speciali del Tg1. Sabato sera infatti al termine dell’edizione speciale di Soliti ignoti, è tornata la linea allo studio 6 della Dear, dove è andato in onda un inedito esperimento, con al centro della scena una nuova coppia televisiva formata da Luca Barbarossa e Max Giusti in Super Club. L’esperimento era inedito, televisivamente parlando, partendo dal titolo del programma che proveniva da due programmi radiofonici d’intrattenimento fra musica e comicità in onda su RadioDue, fusi in un unico progetto.
I due programmi sono: Super Max condotto da Max Giusti dal lunedì al venerdì alle ore 11 e Social Club condotto da Luca Barbarossa il sabato e la domenica sempre alla stessa ora, entrambi come detto su RadioDue. Delle capacità d’intrattenitore di Max Giusti, visti i suoi precedenti come conduttore di quiz, primo fra tutti Affari tuoi e varietà come Attenti a quei 2 proprio con Fabrizio Frizzi già si sapeva, mentre ha colpito per la naturalezza e la capacità di intrattenere oltre che nell’interagire con gli ospiti Luca Barbarossa, perfetto padrone di casa nel clima che si è creato nello studio. La formula della trasmissione che virava dalla comicità pura, forse alle volte un po’ troppo urlata (Giusti dovrebbe urlare un po’ di meno) verso gli interventi musicali, per niente banali, fatti dal vivo grazie all’orchestra presente in studio con ospiti come Max Gazzè o Emma, ha creato quel clima particolare che giocava in perfetta sintonia con una scenografia che sembrava fatta appositamente per quel tipo di programma.
Continua a leggere: Dal Telethon nasce con Super Club una seconda serata per Rai1

Il varietà è tornato al grande lustro e ai grandi numeri di una volta con quel grande fenomeno di ecumenismo televisivo quale è Fiorello e il suo #piùgrandespettacolodopoilweekend, che rischia però di rimanere un fuoco di paglia nel panorama televisivo. C’è una persona che sul varieta’ ed i suoi meccanismi ha qualcosa da dire senz’altro con cognizione di causa, ed è Pippo Baudo. La finale di Fantastico 7 del 6 gennaio 1987, detiene ancora con i suoi 15.888.000 telespettatori di media, uno degli ascolti più alti della storia dell’auditel, sport e Sanremo a parte.
In una chiacchierata con Fabrizio Roncone del Corriere della Sera, Baudo lancia quella che secondo lui può essere la ricetta per rilanciare definitivamente il varietà televisivo ai nostri tempi, affinchè tutto non si fermi alle 4 o 5 puntate evento dello show di Fiorello. Tanto per iniziare a proposito della durata della trasmissione l’ex conduttore di Settevoci dice:
“Non deve durare troppo, massimo un paio d’ore, possibilmente iniziando alle 20:30″
Entrando poi nello specifico e più esattamente nei contenuti dello spettacolo il conduttore siciliano aggiunge:
“Il balletto ad esempio, non può più avere 12 o 24 ballerini, i costumi costano troppo per una roba che dura due minuti. Meglio puntare su 4 grandi ballerini e giocare con i primi piani di mani e piedi”
Arrivano poi una bocciatura ed una promozione a proposito di formule del passato da trapiantare nel nuovo futurbile varietà :
” Non è più pensabile imitare Bossi o Bersani come faceva Noschese con Andreotti e La Malfa. Bisogna andare sulla parodia della quotidianità. In questo senso il successo del film I Soliti Idioti è esemplare. Quel padre volgare e arrogante e il figlio un po’ tontolone funzionano”
Sugli autori televisivi attuali poi il giudizio è assolutamente tranchant :
Venerdì scorso è andato in onda su Rai1 il numero zero “Ora ci vorrebbe un amico” condotto da Lorella Cuccarini per la regia di Duccio Forzano, oggi andremo con la nostra analisi a radiografarne il riscontro auditel anche per target. Una stagione davvero difficile questa per i vari numeri zero che sono stati messi in campo dalle varie reti televisive e a questa regola non è scappato neppure questo programma prodotto in collaborazione con la Triangle, con un dato auditel non esaltante, andiamo a scoprirne i perchè. La serata come sappiamo è stata vinta largamente dall’ultima puntata del programma di cronaca nera “Quarto grado” condotto da Salvo Sottile su Rete4, confermando ancora una volta come il genere “nero” abbia ormai preso piede nei gusti del pubblico televisivo generalista e di come questo programma, ormai in onda da mesi, abbia catturato un suo pubblico.
Ora ci vorrebbe un amico, aveva con se, oltre che rimandi fin troppo chiari con trasmissioni televisive del passato, una su tutte: Carramba, anche una idea carina quale quella dei lip dub, purtroppo non sufficientemente valorizzati nel contesto del programma. La curva blu del grafico share minuto per minuto nel totale individui ci dice che l’interesse iniziale verso questo nuovo programma si posiziona all’inizio alle ore 21:18 al 13%, interesse che rimane sostanzialmente invariato nel corso della serata, testimone ne è il dato della permanenza che si è fissato al 22,91%.
D’altro canto la curva gialla di Quarto grado, la vediamo salire nel corso della serata dal 18% iniziale delle ore 21:15 fino al 20% del resto del prime time, fino ad arrivare al 25% di fine puntata. E’ anche vero che certamente buona parte del pubblico del programma di Sottile è quello maturo che solitamente segue Rai1 ed è innegabile che la fidelizzazione dei telespettatori verso Quarto grado abbia fatto male ad un prodotto nuovo quale era lo show condotto da Lorella sulla prima rete. Ma tornando a Ora ci vorrebbe un amico, vediamo le percentuali di share per alcuni fra i più rappresentativi target, della trasmissione di venerdì sera partendo dall’età dei telespettatori, dove vediamo la percentuale più alta fra gli over 65 con il 16,63%, più basse le percentuali dei più giovani attorno al 7%. Fra le classi sociali la percentuale più alta è nella AB (comprende famiglie composte da soli adulti, per esempio con un figlio già occupato, con un alta dimensione economica, tutti i membri sono percettori di reddito ma una bassa scolarità) nella misura del 16,84%.
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L’indiscrezione arriva da Maurizio Caverzan del Giornale, lo stesso che aveva parlato di una prossima prima serata per Piero Chiambretti. Oggi sulle pagine del quotidiano il giornalista anticipa qualche dettaglio, ancora in fase embrionale, del progetto che si sta sviluppando per Italia 1 nella prossima stagione. Chiambretti tornerà sulla rete ‘ciovane dei ciovani‘ con uno show che dovrebbe durare 8-10 puntate in prime time sulla rete diretta da Luca Tiraboschi.
Insieme ai confermatissimi Iene, Colorado e la sorpresa Wild-Oltrenatura, il Pierino della televisione andrà a ricoprire uno spazio che manca da tempo sulla rete cadetta Mediaset, la musica. Ma non con un programma di classifiche, ormai obsoleto nell’era di Internet e delle community, bensì con la presenza di ospiti musicali italiani ed internazionali che saranno protagonisti anche con le loro canzoni della puntata. Non si tratterà del ’solito’ show di interviste, in questo caso la musica sarà usata come una sorta di fil-rouge per raccontare attraverso i suoi testi, la realtà, la cronaca, la guerra, la morte o la fede.
Se diamo un’occhiata solo all’appena terminato Festival di Sanremo, da Vecchioni ad Al Bano a chi ha trattato temi di Unità d’Italia, sarebbero molti gli artisti che potrebbero intervenire con i loro testi nel nuovo show musical di Piero Chiambretti. Di questo programma si sa ancora poco, essendo in fase ancora embrionale: l’idea è utilizzare la musica, i jingle, le colonne sonore e su quello costruire una puntata per trattare degli argomenti che le caratterizzano.
Continua a leggere: Piero Chiambretti presto in prima serata su Italia 1 con uno show musicale
Ci sono certe sere, in cui ti prende una voglia pazzesca di televisione e di varietà. Di fermarti davanti a quella scatola magica, che nel tempo ha cambiato spesso veste e dimensioni e tentare di divertirti. Di passare due ore vedendo persone, una volta li avremmo chiamati artisti: ballare, cantare, a farci sorridere e arrivo persino a dire a farci riflettere ridendo, penso al grande ed indimenticabile Giorgio Gaber . Persone, professionisti che divertendosi ci divertono. E’ cosi difficile rivedere un spettacolo televisivo in cui sentire un Vittorio Gassmann che duetta con un Corrado in una scenetta divertente, oppure una Mina che canta una canzone di Lucio Battisti? Mina, un primo piano che vale uno spettacolo, un magnetismo racchiuso in quel volto, in quella voce che ti cattura e non ti lascia andare. Che fine ha fatto quella televisione? Che fine ha fatto quella Rai? Perché dobbiamo accontentarci di programmi il cui unico scopo è accompagnare il telespettatore a nanna oppure fra le braccia del giornalista di turno che conduce la seconda serata. Già direte di Mina, Gassman, Corrado o Gaber non è che ce ne siano moltissimi ed avete ragione.
Perché un genere come il reality o la sua declinazione canora chiamata talent, per altro degni di andare in onda, ma non di avere l’esclusiva quasi 7 giorni su 7, ci devono essere propinati in tutti i luoghi ed in tutti i laghi, per fare una citazione in tema? Ed avere quasi l’esclusiva dell’intrattenimento sul piccolo schermo? Si dice dei costi, si dice di ristrettezze economiche, ma siamo sicuri che negli anni sessanta in cui imperava il grande varietà, si stava tanto meglio? Oppure è solo mancanza di coraggio? Chiedere un varietà degno di questo nome alla settimana è cosa folle? In tutto questo è la Rai, ovviamente, che dovrebbe avere un ruolo centrale, invece come è sotto gli occhi di tutti, è lei stessa ad essere vittima e carnefice, non sempre per colpa sua, di un sistema che alla fine potrebbe inghiottirla.
Si parla di Fiorello a Sanremo, ma siamo sicuri che uno spettacolo alla Stasera pago io non abbia più l’opportunità di andare in onda su una televisione pagata da tutti, restituendo le luci del varietà al teatro delle vittorie, ora ridotto quasi ad uno sgabuzzino?Fiorello stesso aveva dichiarato che gli sarebbe piaciuto tornare a fare un Fantastico, ma subito dopo aveva anche detto che al giorno d’oggi produrre un varietà di quel tipo sarebbe stato complicatissimo nella televisione di oggi. Davanti a questa tv, spesso, gli occhi si chiudono e riaprirli per esempio davanti ad uno spettacolo come quello condotto da Fiorello sarebbe un bel risveglio, peccato che al risveglio ci troviamo di fronte al plastico di turno e tutto rimane un sogno. Perchè per vedere della buona televisione e non parlo solo di varietà, bisogna per forza ricorrere alla pay tv? Dobbiamo arrenderci ad una televisione di serie A per chi ha possibilità economiche e ad una di serie B per chi non le ha?

A pochissime ore dal debutto con Stasera che Sera!, in onda in prima serata tutte le domeniche su Canale 5, abbiamo intervistato la conduttrice Barbara d’Urso, che ci ha anche rilasciato qualche anticipazione davvero esclusiva. Nella lunga intervista, che le avevamo richiesto più di un mese fa e che ci ha gentilmente concesso, Barbara in particolare svela il modo in cui Aldo Busi comunicherà con lei durante il programma e parla della presenza di un musical ogni settimana nel programma. In più molte altre notizie che vi consigliamo di non perdervi. Buona lettura!
CaraBarbara, quando ti è arrivata la proposta di presentare la domenica sera?
“Il 14 dicembre alle 21:30″.
E tu cosa hai pensato? Mi mandano al patibolo?
(ride ndr), “No, in realtà era già nell’aria. Pier Silvio Berlusconi ha comunicato a Mauro Crippa che il 9 gennaio sarebbe dovuta andare in onda una nuova trasmissione. E io… Quale? Inventala tu d’Urso! ‘Ma io non dovevo andare a metà marzo?’ E loro mi hanno risposto che bisognava andare in onda ‘domani’. Il tutto mentre stavo facendo il pomeriggio e preparando il Capodanno”.
E’ probabile che abbiano anticipato il tuo programma per il rinvio di Bonolis a marzo.
“Non conosco le dinamiche interne, mi hanno chiesto di andare il 9 gennaio e oggi posso dire di essere pronta”.
Perchè hai accettato questa sfida impari?
“Perchè amo le sfide. Amo dimostrare che salgo sul cavallo, mi metto lo scudo, la corazza e vado in battaglia. E’ totalmente impari, perchè contro la nuova fiction di Rai1, contro Juve-Napoli e il resto, sarà proprio impossibile. Però sono abituata. Proprio voi avete scritto che a Capodanno 4 milioni di persone hanno deciso di brindare con me rispetto al Capodanno di Rai 1 che è paragonabile alla finale di Sanremo. E questo nonostante noi avessimo ’solo’ un meraviglioso Raf e invece sull’altro canale ci fossero ospiti del calibro di Baglioni, Bertè, Pravo e I Pooh. Nonostante questo, il mio risultato l”ho fatto. E so che ho avuto anche uno spettatore particolare”.
L’amore sta dilagando nuovamente in tv e noi siamo basiti, o forse recalcitranti a fare gli avvocati delle cause perse, o gli artefici di stroncature troppo facili. Da giorni non fanno che chiederci, a TvBlog, perché non si stroncano più i programmi, se stiamo diventando troppo buoni, perché, soprattutto, non ne abbiamo criticato uno. Posto che quell’uno non merita neanche la nostra considerazione (essendo un aborto spontaneo a detta degli stessi autori, che stanno esternando la propria vergogna ben pagata su Facebook), ce n’è un altro andato in onda ieri sera che merita una riflessione. O più che altro un pauroso interrogativo.
In che razza di tv ’sperimentale’ ci stiamo cacciando? L’ennesimo numero zero andato in onda ieri sera, Adamo e Eva, è la conferma della brutta china presa dall’intrattenimento nostrano in una preoccupante congiuntura come quella attuale. I dirigenti non sanno più che pesci prendere: il reality è in agonia, il talent è in overdose e da qualche parte bisogna pur ripartire. Così si torna a riprodurre varietà rosa, nella convinzione che i buoni sentimenti in tv tirano sempre. E si pensa di affidarne uno “nuovo” a una mascotte del buonismo catodico come Fabrizio Frizzi.
E’ desolante, come uno che ha imparato a rimodernarsi nei Soliti Ignoti sia condannato a tornare quello di una volta. Frizzi, ieri sera, è riuscito di un botto ad azzerare anni di corsi di aggiornamento, regredendo al livello zero del conduttore cerimonioso, dai tempi lentissimi e fintamente entusiasta. Il programma era quello che era: gigantismo monumentale dello studio di X Factor a parte, si è subito rivelato in tutta la sua pochezza di contenuti e atmosfera.
Il concept era quello di un gioco delle coppie con pretese sociologiche (come se si possano ricavare paradigmi adamitici dal tempo impiegato a chiudere un bagagliaio o dal dimostrarsi multitasking). Alla fine la si butta sempre su stereotipi come l’affinità di coppia e chi ricorda quando c’è stato il primo bacio. E per tutto questo bisogna in ogni caso comprare il format dall’estero e farlo co-produrre a Endemol, perché la Rai da sola non ce la fa. Poi c’è la solita maledizione degli autori, in questo caso un Chicco Sfondrini evidentemente troppo preso da Kalispéra per spremersi le meningi, mentre Piparo e Fasulo sono assuefatti alla scuola di Milly Carlucci, tutta camomilla e leziosaggini.
Continua a leggere: Adamo e Eva: la tv regredisce alla pochezza del varietà anni '90

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Il 7 febbraio 2004 su Rai1 in diretta dall’Auditorium del Foro Italico in Roma partiva un nuovo programma televisivo prodotto in collaborazione con Endemol Italia, si trattava di “Sogni” e segnava il rientro nell’ammiraglia Rai di Raffella Carrà dopo varie discussioni con l’allora direttore di rete Fabrizio Del Noce, anche presente quella sera in prima fila. Il meccanismo del programma consisteva nel presentare, puntata dopo puntata, i desideri della gente comune realizzati poi dalla redazione del programma.
Desideri o sogni appunto, che in qualche modo ricalcavano alcuni momenti che già facevano parte di una precedente produzione, sempre condotta da Raffaella, parliamo di “Carramba che sorpresa” in onda sempre sull’ammiraglia Rai negli anni precedenti e poi riproposta nella stagione autunnale 2008-09 abbinata alla Lotteria Italia. Il programma è stato anche al centro di una vivace polemica fra la sua conduttrice, Raffaella Carrà, la Rai e l’Endemol, per aver affidato il medesimo format, con titolo diverso ad un’altra presentatrice.
Parliamo del “Treno dei desideri” condotto da Antonella Clerici, anch’esso abbinato alla lotteria Italia nell’edizione 2007. Secondo la Carrà, uno scippo bello e buono quello subito dalla show girl emiliana da parte della Clerici, che per altro ha dovuto poi a sua volta subirne uno identico ad opera di Caterina Balivo e del suo “I Sogni son desideri” in una specie di girandola televisiva, che per il momento sembra si sia fermata.
Dopo il continua la video sigla del programma scritta da Antonello Venditti:

Dalle voci di corridoio che si inseguono insistenti in RAI, oggi, e che TvBlog vi racconta in anteprima assoluta, emergerebbe una realtà che, visto quanto è successo nei giorni scorsi, ha dell’incredibile:
Canzonissima rischia di saltare dai palinsesti: Quello che doveva essere il cavallo di battaglia della stagione autunnale di RaiUno potrebbe subire uno stop definitivo e non andare in onda.
Alla rete, secondo i bene informati, non sarebbero piaciuti né il cast, ritenuto troppo misero, né la richiesta di Morandi di sospendere tutti i programmi musicali.
Naturalmente, la realtà è fluida e in divenire, quindi attendiamoci aggiornamenti in merito. Nel frattempo, però, questo potrebbe avere ricaschi sui palinsesti, ovviamente. Anche con il ritorno di Ti lascio una canzone. Anche se siamo ancora nel mondo del condizionale, vediamo cosa potrebbe succedere.
Finalmente la professionalità paga. Fabrizio Frizzi è rientrato nell’Olimpo dei presentatori tv, riuscendo a mettere d’accordo tutti grazie al quiz più garbato e di successo della tv, Soliti Ignoti. Come già annunciato, il gioco delle identità ha talmente conquistato il pubblico da meritarsi la conferma il prossimo autunno, al posto del più provinciale e inflazionato Affari tuoi.
Per il buon Frizzi, insomma, è un periodo d’oro, tant’è che - non per snobismo, ma per reali difficoltà logistiche - dall’anno prossimo lascerà la conduzione del programma mattutino Cominciamo bene su RaiTre. Come riporta il Sorrisi e Canzoni Tv, lo ritroveremo non solo nell’access quotidiano ma anche in prima serata con un suo riesumato cavallo di razza: Per tutta la vita. Ve lo ricordate, lo zuccheroso varietà coi promessi sposi di fine anni ‘90 (quando spopolavano la famiglia perfetta e i sentimenti a buon mercato)? Ebbene, uno dei people show più innovativi dell’epoca, che ha preceduto gli rvm dei reality nel solco della tradizione Rai (era pur sempre un sabato sera istituzionale), sta per essere rinfrescato con l’auspicio che funzioni come allora.
Aldo Grasso, nella sua Enciclopedia della televisione, lo annovera già tra i reality show e data la sua partenza al 16 gennaio 1997. Il format di partenza era della Grundy e consisteva nella sfida di due coppie in procinto di sposarsi a breve termine. Venivano sottoposte a varie prove, per testare la loro affinità (La dichiarazione d’amore; Ti riconoscerei tra mille; Cosa non farei per te; Suoceri e nuore; La nostra canzone; Promesse, promesse). A decretare la coppia vincitrice - “ante litteram”, verrebbe da dire - era il televoto, oltre al giudizio di tre coppie famose presenti in studio.
Continua a leggere: Per tutta la vita torna in autunno su RaiUno con Fabrizio Frizzi
Serata dunque nuovamente vincente per il varietà di RaiUno Ti lascio una canzone condotto da Antonella Clerici che ieri sra ha totalizzato 6.259.000 telespettatori ed uno share del 28,73%, con un ottima cifra di contatti pari a 17.852.000 telespettatori (in linea con la puntata d’esordio) ed una permanenza del 35,06% a fronte dei 15.844.000 permanenza del 24,39% per lo Show dei record su Canale5. Il picco degli ascolti per il varietà di RaiUno si registra alle ore 21:50 con 8.129.000 telespettatori. Uno show, quello di RaiUno, fatto dai bambini ma che proprio nel target 4-14 anni ha un risultato piuttosto sorprendente, come vedremo più avanti grazie alle curve di questa fascia di telespettatori.
L’andamento delle curve minuto per minuto ci mostra di una linea blu di RaiUno nettamente al comando per tutta la serata, in particolare nella prima parte della serata, fino cioè al primo nero pubblicitario delle ore 22 circa. In questo spazio la curva blu infatti fa il picco di cui sopra, viaggiando sempre nella corsia fra i 7 e gli 8 milioni di telespettatori. La curva arancione dello Show dei record viaggia più o meno sulla linea dei 5 milioni. Anche dopo il primo blocco pubblicitario ritroviamo la linea blu nella corsia fra i 7 e gli 8 milioni anche se in leggero calo, mentre per il resto della serata la linea di TLUC si adagia sulla linea del 30% di share, in equilibrio con la prima parte della serata.
In seconda serata sempre al comando la curva blu di RaiUno che tocca il 35% di share mentre la linea arancione di Canale5 plana sul 31% di share in chiusura, quando però Ti lascio una canzone era già terminato. Interessante poi notare come il pubblico dai 4 ai 14 anni preferisca il programma condotto da Paola Perego, infatti le curve ci dicono di una linea arancione dello Show dei record nettamente al comando per tutta la serata oltre il 40% di share, mentre la linea blu di Ti lascio una canzone si ferma nella corsia fra il 10 ed il 20%, superata anche dalla linea nera del satellite che scorre oltre la linea del 20%.
E’ fissato per questa sera il ritorno di un programma chiave nella carriera di Paolo Bonolis. Parliamo ovviamente di “Ciao Darwin” che stasera con la sfida reality contro lavoratori, condita di ex partecipanti dei vari reality italiani, darà il via all’edizione numero 6 del varietà , in questa edizione sottotitolato “La Regressione”. Con questa analisi ripercorreremo gli esordi delle passate annate scommettendo con un sondaggio a fine post sul risultato della nuova partenza, già decretato nei giorni scorsi dal 91% di voi come vincitore nella sfida contro “Ciak Si Canta”.

La prima serie di questo programma è datata 1998, proprio prima dello sbarco dei reality nel nostro paese. In questa nostra analisi andremo ad analizzare le prime puntate delle cinque precedenti edizioni di questo spettacolo. Era per la precisione il 3 ottobre dell’anno 1998 quando si affacciava dai teleschermi di Canale5 questo nuovo varietà ideato dallo stesso Bonolis con la complicità di Stefano Magnaghi e sotto la direzione del grande ed indimenticato Beppe Recchia. In quella prima puntata il riscontro del pubblico non fu immediatamente alto, infatti il programma si portò a casa 4.377.000 telespettatori con uno share del 19,71%, ma settimana dopo settimana la trasmissione conquistò le simpatie del pubblico televisivo, l’ultima puntata infatti fece registrare l’ascolto di oltre 7 milioni di telespettatori con il 31,08% di share, segno che il programma aveva fatto centro.
Forte dunque dell’ottimo successo dell’anno precedente il programma tornò l’anno dopo e precisamente il 25 settembre del 1999 e fu subito ottimo ascolto con 6.531.000 telespettatori ed il 33,21% di share in un’edizione che chiuse ancora con oltre 7 milioni ed il 30% di share. Inevitabile quindi tornare anche nell’anno 2000, quando il 30 settembre davanti ai teleschermi di Canale5 c’erano 5.622.000 telespettatori ed il 24,94% di share.
Continua a leggere: Analisi Auditel 2.0 – I debutti di Ciao Darwin
Al termine di Striscia la Notizia tornerà nella fascia di access prime time estivo di Canale 5 il programma di grande successo “Velone“. Ne abbiamo la conferma dal crawl per il casting che è apparso oggi durante la normale programmazione dell’ammiraglia del Biscione. Addio dunque al programma “Veline” per questa stagione? Non si sa, potrebbe magari esserci in altra collocazione, quello che è certo è che tornerà il varietà che per primo ha mostrato le signore di una certa età nella veste inedita di esibizionisti e imprevedibili veline over anta.
In un’intervista al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, Antonio Ricci riguardo al ‘fenomeno Velone’, campione di ascolti per tutta l’estate nonostante non mostrasse belle ragazze discinte ma ‘vecchie signore” con lo spirito di ventenni, tra l’altro affermava:
“Gli anziani sono i veri trasgressivi, ho visto una signora di 91 anni recuperata dalla nuora in discoteca alle due e mezzo di notte. […] Ho visto gente incredibile, gente viva, con la voglia di uscire dal ghetto dove i benpensanti le vogliono mettere”.
E’ stato proprio l’ideatore di Striscia, il papà del “Drive In” e di “Paperissima” ad avere l’intuizione di mostrare delle attempate signore esibirsi davanti al pubblico. E la cosa risale addirittura al 2003 quando, con la conduzione di un cinico Teo Mammucari, vinse la Velona Carpina Zuccarina ma tutte le partecipanti divennero popolari grazie ad una formula rivelatasi azzeccata. La popolarità del programma allora fu tale che persino la BBC inglese pubblicò un articolo su “Velone“.
Continua a leggere: Nell'access prime time estivo di Canale 5 torna a sorpresa Velone
Il più grande flop di tutti i tempi de Il più grande italiano di tutti i tempi preoccupa, anche se non sembra, il boss di RaiDue Liofredi e tutto l’ambaradan aziendale di Viale Mazzini. Eppure il programma, su cui la Rete aveva puntata molto alla vigilia, continua. Intervistato da Gente, in edicola domani, il conduttore Francesco Facchinetti alza i sacchi di farina e fa trincea intorno alla sua creatura post X Factor:
“Sono uno che si mette in discussione, quindi Il più grande dalla seconda puntata è cambiato tutto e, nelle prossime due puntate, continueremo ad aggiustare in corsa. Basta stacchetti, via i balletti. Ci eravamo allontanati troppo dal format originale, che è un talk-show, non un varietà”.
Sul prosieguo della sua avventura con RaiDue, il figlio del Pooh si sbilancia:
“Sono sotto contratto fino al 2012 e faccio, al meglio, quello che mi dicono. Dalla prima alla seconda puntata ho corretto il modo di condurre: era troppo enfatico ed epico. Mi sono riguardato le puntate dell’originale inglese, dove la presentatrice ha gli occhialoni da secchiona, e ho capito che la formula giusta è quella del talk-show”.