Le Olimpiadi stanno finendo, ed i telefilm torneranno a dominare le serate degli americani. Intanto, in questi giorni la loro mancanza s’è fatta sentire, dal momento che sono state solo due le prime tv andate in onda. La prima è “The Deep End”, che chiude la sua prima ed ultima stagione con 3,8 milioni di telespettatori (era partito con sette milioni di persone davanti alla tv).
La seconda è “Smallville”, che si mantiene sui 2,5 milioni di telespettatori. Un aumento rispetto all’ultimo episodio trasmesso, ma in questa nona stagione il telefilm ha saputo fare di meglio, come i 2,7 milioni di qualche settimana fa.
Ancora una volta, “American Idol” batte Vancouver. Mercoledì il talent show è stato seguito da 22,5 milioni di persone, contro le 19,5 milioni sintonizzate sulle Olimpiadi. Lo show è stato l’unico che in queste due settimane ha battuto le competizioni. Tra le repliche, tengono sempre i vari “Csi”, “Criminal Minds” e “The Mentalist”. Ma dalla prossima settimana, col ritorno dei telefilm, la sfida degli ascolti tornerà a farsi calda.

Terza serata per il Festival di Sanremo 2010. Ieri sera la Clerici era molto più sciolta: se va avanti così, sabato ci cucina le tagliatelle di nonna Pina dall’Ariston.
Anche senza politici in studio, Santoro ed Annozero vanno in onda. Ed ecco che ospiti di stasera, per parlare di Protezione Civile, i giornalisti Nicola Porro, Maurizio Belpietro, Peter Gomez e Norma Rangeri.
Raitre si divide: prima un episodio di Medium, poi le Olimpiadi di Vancouver. Magari Allison riuscirà a sognare una medaglia d’oro per noi?
Su Canale 5 replica di Io ti assolvo. Non è che nel titolo ci sta un messaggio subliminale ai magistrati da parte di qualcuno?
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Il 12 febbraio prossimo partiranno le Olimpiadi Invernali di Vancouver 2010 e la Rai è pronta a seguirle. La tv di stato metterà in campo uomini e mezzi utilizzando poi RaiDue, RaiTre e RaiSport sul DTT per offrire le 100 ore di gare live che si è assicurata nel quadro di un accordo con Sky Italia, titolare dei diritti in esclusiva dell’evento. La vicenda che ha portato a questa forzata sinergia è noto: Sky ha anticipato tutti acquistando l’esclusiva delle Olimpiadi di Vancouver, di quelle estive di Londra del 2012 e in seguito anche di Sochi 2014 e Rio de Janeiro 2016.
A quel punto la Rai è stata costretta a “scendere a patti” con il nemico Murdoch concedendogli tutte le gare del Mondiale di Calcio Sudafricano (tenendo per sé solo le partite dell’Italia e “il meglio” delle altre in programma come fatto per Germania 2006) per poter trasmettere parte del programma olimpico. Il risultato, almeno per quello che riguarda Vancouver, è che la Rai non potrà trasmettere più di 100 ore “live” a fronte delle 450 disponibili che Sky coprirà totalmente grazie alle nuove reti olimpiche in HD.
Eugenio De Paoli, il direttore di RaiSport, è arrivato a chiedere che il Governo intervenga per estendere “per legge” il numero di ore a disposizione della Rai, ma non ha molte speranze di vedere accolta la sua proposta. Sky ha pagato per l’esclusiva e ha ceduto alla tv di stato un numero di ore live che non è dissimile da quelle che normalmente la Rai trasmetteva in passato anche avendo a disposizione l’intero calendario.
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Sky Italia segna un nuovo colpo nell’assegnazione dei diritti tv per le Olimpiadi. Dopo essersi assicurata i giochi invernali di Vancouver 2010 e estivi di Londra 2012, già al centro di uno scambio con la Rai in grado di offrire l’esclusiva su tutte le partite del Mondiale di Calcio in Sud Africa del 2010, è giunta ad un accordo anche per le Olimpiadi invernali di Sochi 2014 e per i giochi estivi del 2016 ancora in attesa di essere assegnati fra le quattro candidate rimaste: Rio de Janeiro, Tokyo, Madrid e Chicago.
Sky ha acquisito i diritti trasmissivi per tutte le piattaforme dalla pay tv ad internet, dal mobile fino alle trasmissioni in chiaro, garantendo che quest’ultimi saranno ceduti per garantire al maggior numero di spettatori possibile di seguire la manifestazione sportiva. Così come conferma Andrea Zappia, vice presidente di Sky Italia:
Condividiamo con il Comitato Olimpico la volontà e l’impegno di rendere i Giochi disponibili su varie piattaforme e a quanti più utenti possibile, garantendo agli italiani la possibilità di assistere sulla tv in chiaro a una copertura comparabile a quella delle precedenti edizioni.
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La notizia ha sorpreso tutti, tutti tranne gli osservatori che avevano da tempo individuato la debolezza della Rai nel trattare l’acquisizione dei diritti tv legati ai grandi eventi sportivi. Il successo di Sky nel riuscire a portare a casa le due edizioni delle Olimpiadi di Vancouver 2010 e Londra 2012 ha suscitato qualche preoccupazione negli abbonati alla pay-tv di Rupert Murdoch. Il timore più diffuso è naturalmente quello di un aumento del prezzo degli abbonamenti, timore rinforzato dal riserbo sull’importo della transazione con il CIO.
E’ balzato agli occhi, infatti, la mancanza di notizie sulla cifra, sicuramente con diversi zeri, che Sky Italia dovrà versare per poter proporre le Olimpiadi nella sua offerta, ovviamente dopo aver ceduto i diritti in chiaro e per le altre piattaforme ad altri soggetti nel rispetto della normativa antitrust europea. Al momento Sky ha una politica che, per quanto calcio-centrica, valorizza tutti gli eventi sportivi proposti. Il sistema che include nell’offerta Sport la Champions League per “obbligare” i calciofili al doppio abbonamento con il pacchetto Calcio, riservato al nostro campionato di Serie A, è ingegnoso ma indigesto a molti utenti.
Chiaro il timore che un ingente impegno economico sulle Olimpiadi si traduca in aumento dei prezzi del pacchetto Sport, tramutandolo in una pillola che molti potrebbero non aver voglia di mandar giù vista l’alternativa meno completa ma nettamente più economica di Mediaset Premium. Andrea Zappia, vicepresidente di Sky, ha per questo cercato di rassicurare tutti in un’intervista rilasciata ieri a La Gazzetta dello Sport e che vi proponiamo dopo il continua. Staremo a vedere.
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Sky Italia ha annunciato di aver raggiunto con il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, l’accordo per l’acquisizione dei diritti tv di due edizioni delle Olimpiadi, quella invernale di Vancouver 2010 e quella estiva di Londra 2012. Così come già accaduto nel caso dei Mondiali di Calcio in Germania Sky ha acquistato i diritti per “tutte le piattaforme tecnologiche, comprese la tv in chiaro, la pay tv, internet e il mobile“, diritti che per poter sfruttare a pieno sarà costretta a cedere ad altri operatori.
La Rai esce di fatto sconfitta da una trattativa nella quale non si è voluta impegnare ritenendo troppo elevate le richieste economiche. La tv di stato, nonostante abbia a disposizione le risorse del Canone, non è in grado di competere con Sky quando si tratta di acquistare in blocco i diritti televisivi di grandissimi eventi planetari che la sua “mission” richiede trasmetta a beneficio di tutti gli italiani.
Aldilà di imprevedibili colpo di scena Viale Mazzini resta comunque l’unica alternativa credibile per riacquistare i diritti in chiaro, ma risulta evidente la sua “staticità” nel non volersi porre nel redditizio ruolo di “broker” che preferisce far ricoprire alla pay tv di Rupert Murdoch. Da parte sua Sky sfrutterà certamente al meglio questa possibilità come già fatto ai tempi di Germania 2006, avendo dalla sua la qualifica di “rete olimpica”, una disponibilità di canali praticamente illimitata che permette la copertura totale, compresa la possibilità di mandare in onda una parte degli eventi in Alta Definizione.