![]()

In occasione della settimana sanremese TvBlog vi ha consentito di confrontarvi con tre professionisti del settore, dalle personalità diversissime ma tutti con un ruolo di primo piano nel panorama degli spettacoli sul cartaceo.
Si conclude oggi il Festival dei Direttori, ovvero una rubrica curata in staffetta da tre giornalisti di eccezione, per la prima volta a confronto: Umberto Brindani, direttore di ‘Oggi’ dopo le storiche direzioni di ‘Sorrisi e Canzoni Tv’ e ‘Panorama’, Silvana Giacobini, storica ex direttrice di ‘Chi’ e ‘Diva e Donna’ e scrittrice di romanzi (da cui sono state spesso ricavate sceneggiature televisive), Roberto Alessi, ex direttore di ‘Star Tv’ ed ex inviato speciale di ‘Diva e Donna’, nonché neo-direttore di ‘Verve’ in edicola da mercoledì prossimo con - tra gli altri contenuti - una notizia imprevista sulla vita americana di Elisabetta Canalis dopo Sanremo e ritratti inediti dei personaggi in gara.
Ecco i loro bilanci sulla 61esima edizione di Sanremo, sul vincitore e sul futuro della kermesse. Ad accomunarli, la volontà di veder confermato Gianni Morandi alla conduzione l’anno prossimo.
FESTIVAL DI SANREMO 2011: UN’EDIZIONE VINCENTE
Brindani: “Per capire il successo del Festival non bisogna dimenticare il trait d’union del direttore artistico Mazzi e di Lucio Presta. Quest’ultimo si conferma l’agente di molti dei personaggi che hanno calcato il palco di quest’edizione. E non bisogna dimenticare che è lui ad aver portato Benigni. Per il resto, onore al merito di Morandi. Non ricordo un cast con una qualità media delle canzoni così alta, le ho ascoltate tutte con piacere. Poi ha saputo mettere insieme una squadra eccellente e non si è mai imposto in modo arrogante. Ci ha persino fatto ridere con qualche gaffe in stile Mike Bongiorno, quando ha parlato dei 150 anni della Repubblica. Gli errori, le conduttrici, le liti, sono il contorno inevitabile di una kermesse di questo tipo. Su ‘Oggi’ che esce già domani ci occuperemo di questi aspetti di colore e di costume”.
Giacobini: “Il bilancio dell’edizione è positivo. E il mio non è è buonismo, ma diamo troppe volte le botte ai programmi tv senza ammetterne i punti di forza. In questo caso ha funzionato l’equilibrio tra il giovane e il conosciuto da anni. La giovinezza di notorietà ci vuole, non si può fare un Festival di soli vecchi. Morandi l’ho trovato ottimo proprio nell’umiltà nell’accettare i propri limiti. La gente lo ha apprezzato perché è stufa dell’artefatto, dell’esibizionismo, del narcisismo verbale e dell’aggressività. Io farei una trasmissione che si intitola ‘ Mi faccia finire’ oppure ‘Non mi interrompa’ proprio per denunciare questo malcostume. Per il resto si possono rilevare delle critiche construens per migliorare la prossima edizione, cioè evitare le stasi, la banalità delle interviste e la presenza di divi americani che non si prestano allo spettacolo. De Niro è uno che non si dà mai, io che ho avuto modo di conoscerlo in una cena posso confermarlo”.
Antonella Clerici e Maelle Clerici Martens a Sanremo 2011




Antonella Clerici ’sfrutta’ La Prova del cuoco, il suo filo diretto con il pubblico che le apre le porte di casa tutti i giorni, per raccontare la sua verità su Maelle a Sanremo.
Ha diviso l’Italia catodica la sua scelta, oltre a sorprendere lo stesso Direttore di Oggi Umberto Brindani nella nostra rubrica: quest’ultimo ha, infatti, ricordato, l’atteggiamento protettivo mostrato sinora dalla conduttrice verso l’esposizione mediatica della figlia.
Ecco, invece, perché la bionda fatina di Raiuno ha deciso di presentarci la bimba proprio in apertura del Festival di Sanremo 2011:
Continua a leggere: Antonella Clerici a La Prova del Cuoco: "La mia verità su Maelle a Sanremo"
![]()
Inauguriamo l’appuntamento quotidiano con Il Festival dei Direttori, per commentare con i più quotati giornalisti di spettacolo la puntata sanremese della sera prima. Ad aprire le danze è Umberto Brindani, direttore del settimanale Oggi. Il suo primo editoriale da tvblogger procederà per “punti”, così da rendere più agevole la lettura e il confronto con voi lettori. Ringraziamo per la sua disponibilità il Direttore, che ritroveremo domenica per un commento sulla finale. L’appuntamento, nei prossimi giorni, è con Roberto Alessi e Silvana Giacobini.
UN BILANCIO COMPLESSIVO DELLA PRIMA PUNTATA
“E’ stata una prima serata molto incentrata sulle canzoni, un po’ meno sullo spettacolo che si è autoretrocesso a contorno. E il merito va alla direzione di Morandi che ha osato in tal senso. La centralità della musica avrebbe dovuto portare ascolti più bassi, invece sono contento che sia avvenuto il contrario. La serata è stata tenuta in piedi da quelle due-tre performances di Luca e Paolo, veramente strepitose“.
LA SQUADRA
“Ho visto partire la serata con grande impaccio da parte di Morandi e di tutta la squadra, come la chiama lui. Al primo ingresso sia Luca e Paolo, sia le due ragazze mi sono sembrati letteralmente congelati”.
![]()

In occasione della settimana sanremese anche TvBlog punta al meglio. Per l’evento tv più esclusivo di tutti abbiamo deciso di affidarci a tre professionisti del settore, dalle personalità diversissime ma tutti con un ruolo di primo piano nel panorama degli spettacoli sul cartaceo.
Da mercoledì, su queste pagine, partirà il Festival dei Direttori, ovvero una rubrica curata in staffetta da tre giornalisti di eccezione: Umberto Brindani, direttore di ‘Oggi’ dopo le storiche direzioni di ‘Sorrisi e Canzoni Tv’ e ‘Panorama’, Silvana Giacobini, storica ex direttrice di ‘Chi’ e ‘Diva e Donna’ e scrittrice di romanzi (da cui sono state spesso ricavate sceneggiature televisive), Roberto Alessi, ex direttore di ‘Star Tv’ ed ex inviato speciale di ‘Diva e Donna’ (tra poco partirà alla direzione di un nuovo settimanale, Verve).
Saranno loro a commentare giornalmente - da titolati spettatori più che da addetti ai lavori - le vicissitudini sanremesi, esprimendo un personale bilancio sulla puntata della sera prima.
Se c’è qualche aspetto, dalla conduzione a particolari retroscena, che vorreste veder approfondito nei loro editoriali quotidiani, non vi resta che segnalarlo - educatamente e nel rispetto della loro professionalità - nei commenti.
Sulla scia dell’enorme interesse per l’improvviso cambio di direzione del Sorrisi e Canzoni Tv, rendiamo pubblica su queste pagine un’intervista che non era più online, rilasciatami nel gennaio 2006 da Umberto Brindani. Sin da allora, il giornalista predicava che il suo mestiere non è fatto solo di ambizione ma anche di etica. Non a caso, i tantissimi commenti arrivatici sono per larga parte di sostegno e supporto alla sua riconosciuta professionalità.
In un suo editoriale ha lanciato una provocazione contro lo snobismo intellettuale chiedendosi “perchè negare diritto di cittadinanza proprio agli aspetti che riguardano tutti noi più da vicino”. Crede che la contaminazione tra cultura alta e cultura di massa, oggi, sia possibile o rimanga un tabù?
Io vengo da un’esperienza lontana da quella di Chi, ho lavorato quasi vent’anni a ‘Panorama’, quindi so di cosa parlo. C’è una forma di snobismo, una forma di rifiuto da gran parte della cultura italiana nei confronti di quelle che sono considerate vicende di secondo piano e che vedono come protagonisti personaggi di serie c. Io penso, invece, che si debba tener conto delle richieste del pubblico. I giornali che si occupano di celebrità, di tv, di storie personali e private delle persone non si esauriranno mai in tutta Europa, in tutto il mondo, e sono quelli che funzionano meglio. E dunque perchè vendono di più? Vuol dire che c’è una grande domanda di questo tipo di informazione. Da qui bisogna partire per affermare che questo tipo di giornalismo ha, o dovrebbe avere, un perfetto diritto di cittadinanza, esattamente come il giornalismo politico, economico o quant’altro.
A tal proposito, sente di identificarsi nella linea nazionalpopolare di ‘Di Più’ o in quella patinata di ‘Novella 2000′?
Beh, in nessuna delle due naturalmente. ‘Di Più’ di Sandro Mayer è un giornale di grande successo, forse il primo vero grande giornale nazionalpopolare italiano. ‘Novella 2000′, diretto da Luciano Regolo, è un giornale esclusivamente di gossip e per gossip intendo notizie non necessariamente verificate. Io faccio un altro giornale che si occupa del privato di personaggi famosi, cercando sempre la massima attendibilità nella notizia riportata.
‘Star Tv’ prima e dopo Roberto Alessi, un direttore che irrompe come opinionista fisso in un reality. Qualcosa è cambiato?
Il caso in questione è molto particolare. Io sono il direttore editoriale di ‘Star tv’ e quindi condivido con Alessi la linea editoriale del giornale. Star Tv è un giornale che è nato come televisivo e si è poi spostato di recente sulle celebrities perchè è finito sotto il cappello di Chi. E’ un giornale che deve occuparsi di personaggi televisivi e lo fa in modo allegro, sbarazzino perchè il suo target è molto giovane. E’ una rivista da cui non ci si aspetta notizie particolari ma occasione di svago e divertimento. In questo cocktail ci può stare benissimo la presenza del direttore in alcune trasmissioni televisive, fra l’altro la figura del direttore, se diventa visibile televisivamente, produce anche effetti positivi per il giornale. Questo vale anche per me. Io cerco di selezionare le mie apparizioni televisive ma so che non ne posso fare a meno, perchè si deve creare una forma di riconoscibilità del direttore, nonchè di interazione con gli spettatori che sono anche dei potenziali lettori.
Continua a leggere: Intervista (di repertorio) a Umberto Brindani, ex-direttore di Sorrisi
Arriviamo in consapevole ritardo sul caso Sorrisi e Canzoni Tv. Come un fulmine a ciel sereno Dagospia è la prima, nel pomeriggio di ieri, ad annunciare la repentina sostituzione di Umberto Brindani alla direzione del noto settimanale. Già da lunedì prossimo sarà Alfonso Signorini a ereditarne il ruolo, mantenendo anche le redini di Chi. In realtà, come tutti i ribaltoni di un certo rilievo, anche questo richiede una certa riflessione. La mia devozione per Umberto Brindani - che va detto esula da qualsiasi potentato e raccomandazione - affonda le radici nel gennaio 2006.
Più precisamente nel giorno dell’Epifania, in cui l’allora direttore di Chi concesse un’intervista al sottoscritto, umile blogger freelance che l’aveva contattato tramite l’indirizzo di posta del giornale. Mi rispose dalla sua casella personale Mondadori con la disponibilità mista a discrezione che lo contraddistingue, poi mi diede il suo numero di cellulare. Nonostante fosse raffreddato, e nonostante il giorno di festa, rispose con semplicità e grande serietà alle mie domande, impartendomi una lezione di stile che sinora non ho dimenticato. Sia ben chiaro, da allora non c’è più stato alcun tipo di contatto tra me e Brindani, qualche mese dopo sono arrivato a TvBlog seguendo la mia strada. Ma il suo arrivo a Sorrisi, successivo di qualche mese al mio ingresso in questo sito, è stato inevitabilmente accolto su queste pagine con grande entusiasmo.
Dopo la dipartita di Massimo Donelli, che è approdato all’ambito timone di Canale 5, Umberto Brindani ha preso il suo posto in punta di piedi, intrattenendo con i lettori un rapporto sinceramente garbato e al contempo più coraggioso. Non si è tirato indietro definendo il decreto salva Rete 4
“una questione che interessa pochissimo agli italiani e soprattutto in fondo alla scala delle priorità di cui dovremmo occuparci”.
Non ha celato il suo disgusto verso certa fiction Mediaset, vedi Vita da paparazzo:
Continua a leggere: Umberto Brindani, un signore tra i troppi Signorini
Quando si è parlato qui di Boris per la prima volta, in termini critici, si è giunti all’appellativo di “serie autocritica che denuncia i propri limiti”. Molti di questi limiti, va detto, con la seconda stagione sono stati ampiamente superati. Basta la risoluzione in Hd e la più alta qualità delle sceneggiature per rendere impeccabilmente innovativo un prodotto che aveva un puro titolo sperimentale.
Questa sera vi consigliamo di non perdere su Fox alle 23.00 La mia Africa (prima parte), il primo episodio di Boris 2 che ci ha fatto sganasciare dal ridere all’anteprima del Telefilm Festival. Una novità che vi salterà subito all’occhio, oltre “alle cosce” di Karin Proia, è l’evoluzione orizzontale della struttura narrativa.
Un aspetto su cui personamente non riesco a ricredermi, invece, è il parallelismo tra Pietro Sermonti attore e Pietro Sermonti personaggio (discorso che estenderei anche alla “cagna” Crescentini, non più presente nel nuovo cast salvo che per un cameo). Nella sitcom interpreta il ruolo del “divo Stanis”, per cui è tutto troppo italiano, troppo sprecato, troppo stretto per le sue manie di grandezza. Nella vita il copione non cambia, visto che la sua scelta di uscire dai soliti giri e rimboccarsi le maniche è puntualmente smentita dall’ennesimo colpo di testa: dare alla collocazione di Boris della catacomba satellitare.
Continua a leggere: Pietro Sermonti: un divo come il suo Stanis?
A poche ore da una nuova attesissima puntata del Grande Fratello, che Debora seguirà per voi su Tv Blog, è il caso di fare il punto su una richiesta sollevatami da alcuni lettori tra cui il fedelissimo Corrado. Nella nostra sezione Auditel - che ricordiamo vive di vita propria ed è quotidiano oggetto di spunti per tutti gli appassionati del settore - ha fatto parecchio scalpore “l’outing” settimanale pubblicato da Umberto Brindani sul Sorrisi e Canzoni Tv: “il caso Lina” è stato una trovata giornalistica.
Il Cicerone dell’impervio editorial-televisivo, meglio conosciuto nella storia della stampa tv come la Bibbia, ha fatto ammissione di colpa, riconoscendo di aver auto-alimentato lo scoop della proposta di radiazione di Lina Carcuro dall’Ordine dei Medici. Tutto è partito da un’intuizione dell’autore dell’articolo, che “essendosi accorto della notte a luci rosse di due reclusi”, citato testualmente, ha segnalato la cosa in redazione perché appurasse gli estremi di una violazione deontologica. Non è l’Ordine che cerca il Sorrisi per divulgare l’annuncio di un processo in corso, ma è il Sorrisi che telefona l’Ordine per capire che intenzioni ha. E le intenzioni confermano le congetture giornalistiche. E’ cambiato il sistema di fare informazione: la stampa arriva prima della giustizia.
Ad amplificare una semplice ipotesi avanzata dal Sorrisi siamo stati noi, il popolo della rete che quando ha in mano un’agenzia più pepata del normale fa di tutto per sfrugugliarne il lato commerciale. A colpi di click lo scandalo è rimbalzato sino al Corriere della Sera (va detto che anche il comunicato ufficiale Endemol ha avuto il suo peso) e il resto è storia. Ne ha giovato soprattutto il Grande Fratello “televisivo”, dimostrando che i rumori del mondo reale soffocano qualsiasi giochetto autoriale: c’è stato il record stagionale. Ora, mi chiedono sempre i nostri lettori, il Sorrisi va condannato o no per la sua insolita condotta, ritenuta colpevole dallo stesso Brindani di aver prodotto spazzatura?
Torniamo a parlare del Festival di Sanremo che si è concluso da poco meno di una settimana e lo facciamo chiamando in causa ancora una volta la vera protagonista della 58a edizione della kermesse, nel bene o nel male: Loredana Bertè. Non solo la sua squalifica l’ha resa, se possibile, ancor più conosciuta e popolare, ma ha addirittura oscurato i veri vincitori della manifestazione, Giò Di Tonno e Lola Ponce, ai quali un settimanale tradizionalista e sempre attento al Festival come Sorrisi e Canzoni ha dedicato soltanto un piccolo riquadretto in una copertina nella quale troneggiava la cantante eliminata.
Proprio a proposito della particolare copertina post-kermesse, una fedele lettrice del settimanale ha scritto al Direttore Umberto Brindani per lamentarsi del disinteresse - limitatamente alla copertina e non riguardo ai servizi interni - dimostrato da Sorrisi verso i vincitori, relegati appunto in un riquadro. Un “mezzuccio”, dice la lettrice, al quale Sorrisi non aveva certo bisogno di ricorrere per vendere qualche copia in più. Pronta la risposta di Brindani, che ha fatto mea culpa e ammesso l’errore:
devo confessare una cosa. Rispondendo ad altri lettori ho cercato di spiegare i ragionamenti che abbiamo fatto e le logiche che ci hanno convinto a fare quella copertina […] Insomma, ha prevalso in tutti noi il demone del giornalismo, e per una volta abbiamo lasciato in secondo piano la tradizione, l’abitudine, la routine dei vincitori a tutta copertina. Beh, oggi non lo rifarei, e piazzerei la Bertè nel riquadro, lasciando la cover a Lola, Giò, Anna e Fabrizio (e glielo dico quando non conosco ancora i dati di vendita di quel numero, che magari saranno straordinari). Insomma, ogni tanto qualche errore lo facciamo anche noi…
Continua a leggere: Brindani "rinnega" la Bertè, la cui innocenza è sempre più in discussione
Credeteci, non vogliamo darci delle arie o autoincersarci più del dovuto, ma i Tvblog Awards hanno avuto un riscontro mediatico addirittura migliore di quanto sperassimo. Anche Sorrisi ha dato il suo piccolo “contributo”, come ci è stato gentilmente segnalato.
In risposta ad una lettrice che si lamentava del trash e della volgarità presenti a Buona Domenica, il Direttore Umberto Brindani ha così risposto:
Cara Alessandra,
che cosa le devo dire? Ha ragione. Del resto, Buona Domenica ha appena vinto a mani basse il premio come “Programma più trash” ai TvBlog Awards…
Una piccola citazione che fa comunque capire quanto gli Awards siano presi in considerazione e che ci spinge, tra qualche mese, a ricominciare a darci da fare per proporvi una nuova edizione ancora più bella e interessante. E per tutto questo, ringraziamo ancora una volta i lettori per aver partecipato così numerosi e aver sostenuto i vostri preferiti nelle varie fasi dell’evento.
Di recente, all’interno del nostro TvBlogger per l’Estate, vi avevamo proposto un interessante post che analizzava l’evoluzione e il decadimento di Tv Sorrisi e Canzoni, oggi la rivista ha piazzato uno scoop notevole, ma totalmente fuori tema e piuttosto piratesco: un segnale che potrebbe in qualche modo confermare quell’opinione.
Marco Materazzi, il calciatore dell’Inter, ha scelto di rivelare al mondo nella sua biografia in uscita a Settembre il contenuto della frase che generò la reazione violenta e la testata di Zinedine Zidane nei suoi confronti durante la finale di Coppa del Mondo di Germania 2006. Dopo più di un anno la curiosità sull’insulto che poteva generare un gesto inconsulto di quella portata, proprio quando “tutto gli occhi del mondo” erano puntati su quella partita era arrivata a livelli morbosi. Lo stesso Materazzi l’aveva sfruttata (a fin di bene) lo scorso anno pubblicando un libro i cui proventi erano destinati alla beneficienza con oltre 200 ipotesi ironiche sulla frase che avrebbe potuto pronunciare.
Ebbene oggi Sorrisi e Canzoni Tv ha fatto trapelare un’anticipazione di quella che sembrava essere un’intervista esclusiva rilasciata al giornale dal giocatore contenente la misteriosa frase.
Alla sarcastica e tronfia provocazione del francese dopo una leggera trattenuta (”Vuoi la mia maglia? Te la do a fine partita“) Materazzi ha risposto con una volgarità magari eccessiva, ma non lontana da tanti ordinari insulti che volano quotidianamente sui campi di calcio: “Preferisco la put.. di tua sorella“. Una risposta sicuramente sopra le righe, ma che a molti sarebbe scappata in quella situazione, e che di certo non giustifica il colpo di testa di Zidane. La scelta del Times, che l’aveva piazzato nella classifica dei peggiori insulti sportivi qualche settimana fa al primo posto, non sembra azzeccatissima ora che il contenuto è finalmente noto.
Continua a leggere: Sorrisi e Canzoni Tv fa arrabbiare Materazzi
La storia del vallettume televisivo è contrassegnata da stagioni evolutive come da segni di involuzione. A studiare la fenomenologia del termine valletta è stato persino un illustre linguista come Bruno Migliorini, che non poteva non sottolinearne la stretta derivazione dal sostantivo maschile ‘valletto’, usato per indicare un paggio, garzone o staffiere adibito a una mansione servile:
“Felicemente originale è il metodo a cui si è ricorsi nel coniare il nuovo termine di valletta per indicare in alcune trasmissioni televisive la giovane assistente di scena: originale in quanto il termine valletto è ormai quasi arcaico… l’uso del femminile contribuisce a cancellare nella parola quel vago ricordo di servilità che ancora poteva serbare”.
L’immagine della valletta si è andata negli anni modificando, passando dal prototipo Edy Campagnoli, semplice assistente di Mike Bongiorno a Lascia o raddoppia? perfettamente a suo agio nel ruolo di presenza muta, a Sabina Ciuffini, che rivendica tutt’ora sulle pagine di ‘A’ la sua dignità di bellezza pensante. E’ considerata da molti la madre del femminismo catodico, visto che ai tempi del Rischiatutto ha segnato l’emancipazione della donna in tv. Ma, come ci tiene a sottolineare, usando la testa:
“Io andavo alle manifestazioni. Io ero una. Le veline di oggi sono tante. E non a caso. Nel ‘72 in Rai arrivò una circolare che chiedeva ai presentatori di non avere più una sola valletta. Non volevano che le ragazze diventassero personaggi: se no acquisti potere. Solo Mike poté continuare a fare di testa sua. E oggi è così che funziona: meglio tante, allo sbaraglio, intercambiabili”.
Continua a leggere: Corsi e ricorsi del vallettume e un'eccezione: la Ciuffini
Per la nostra rubrica TvBlogger per l’Estate questa volta vi proponiamo un’interessante analisi sull’evoluzione e il recente decadimento di un settimanale storico che sembra confermato dalle intenzioni, dichiarate, del nuovo direttore Umberto Brindani.
Che fine ha fatto Sorrisi e Canzoni Tv?
di Enzo Mauri
Per parlare di Tv Sorrisi e Canzoni divenuto poi Sorrisi e Canzoni Tv devo necessariamente appellarmi al retaggio della mia infanzia quando questa indiscutibile Bibbia della televisione italiana era l’unico vero settimanale dedicato al piccolo schermo con interviste e anteprime sulle attuali e successive stagioni televisive e non solo, in molti si ricorderanno del suo formato “elefante” ridotto poi a quello odierno per motivi non solo di praticita’, delle classifiche da cui nacque uno dei piu’ celebri programmi che la tv ricordi quel “Superclassifica show” con il telegattone e la sua mitica sigla del tutto coinvolgente fino alla frase finale: “Se volete chiamatemi Oscar!” e la conduzione affidata al “casareccio” ma bravo Maurizio Seimandi.
Sorrisi e Canzoni Tv vuol dire Telegatto uno dei premi piu’ ambiti da chi opera nel nostro sistema televisivo, e’ un giornale con 55 anni di vita e milioni di copie vendute, ricordo ancora quando con la direzione del grande Gigi Vesigna supero’ i due milioni di copie acquistate in una settimana. E i testi delle canzoni? Ne vogliamo parlare? Forse non tutti sanno che una volta questo glorioso settimanale aveva l’esclusiva sulla loro pubblicazione, bisognava quindi attendere con impazienza che uscissero sul solo giornale deputato a farlo perche’ si potesse esibire di fronte al jukebox di turno la perfetta conoscenza degli hits del momento. Altri tempi! Qualcuno potrebbe dire.
Con l’avvento degli anni ‘80 e il passaggio della testata alla Mondadori di Berlusconi le cose cominciano a cambiare, arrivano le tv commerciali e “Sorrisi” deve far fronte alla concorrenza sempre piu’ agguerrita di giornali e giornalini a basso costo che osano sfidare il suo indiscusso primato ben altra cosa rispetto alla singolar tenzone con il Radiocorriere Tv sponsorizzato dalla Rai fallito nel 95 eppoi risorto.
Altro che Riccardo Scamarcio o Dr. House. Il divo da copertina del momento è il Signor Flop. Aldo Grasso ha avviato per primo una lunga saga destinata a imperversare in tutta la settimana televisiva.
Sul Corriere Della Sera di domenica, a tutto campo nella pagina spettacoli, si stagliava la retrospettiva sugli infiniti insuccessi della stagione tv ancora in corso: da Unan1mous a Wild West, Fattore C e Formula Segreta, passando per Giorni Da Leone, La Freccia Nera, Codice Rosso, Nati Ieri e continuando ancora con Reality Circus, Colpo di Genio, Apocalypse Show, si profila un quadro davvero apocalittico.
Secondo Grasso, le motivazioni della debàcle sono molteplici: troppi direttori di rete sono scelti per ragioni politiche e non per capacità professionali, soprattutto in Viale Mazzini, il format fa sì che i responsabili delle produzioni non si sporchino pù le mani con il prodotto partecipandone all’ideazione ma preferiscano prenderlo in appalto chiavi in mano da società esterne - mentre gli 11.000 dipendenti della Rai si girano i pollici -, i raccomandati inetti prevalgono nei ruoli di potere sui talenti dotati di passione, infine la programmazione generalista nostrana perde in partenza la sfida con la genialità americana risultando troppo provinciale.
Ad affrontare la spinosa questione è persino il direttore Umberto Brindani nel bollettino generalmente entusiastico nei confronti della tv e dei suoi successi, il Tv Sorrisi e Canzoni:
“La risposta è in una parola: qualità. Il grande pubblico della televisione, o parte di esso, comincia a saper scegliere e a distinguere un prodotto fatto male da uno fatto bene. La tv, da un po’ di tempo , punta più sulla quantità che sulla qualità. Ricordate chi diceva che la quantità si trasforma in qualità? Beh, era Lenin. Si vede che il materialismo dialettico (volgarmente detto marxismo) è sopravvissuto solo ai piani alti dei nostri network televisivi”.
Continua a leggere: The show must go on? Il flop che uccide i professionisti
Pensavamo, nei reality show, di aver assistito a qualsiasi tipo di psicodramma familiare, dall’annuncio della separazione in diretta tv ai ricongiungimenti strappalacrime passando per le liti in pubblico. E invece La Sposa Perfetta ha aperto un nuovo fronte della spettacolarizzazione del privato, con la notizia della paternità in tv. Massimiliano Muzio, uno degli impenitenti scapoloni del reality soft di Raidue, è stato messo al corrente in uno studio televisivo dell’esistenza di un figlio illegittimo.
Lo scoop, divulgato in anteprima da Tv Sorrisi e Canzoni che ha accolto l’appello della ragazza madre, ha avuto effetti devastanti lasciando piombare il gelo in trasmissione. Si dà il caso, infatti, che la volontà di glissare sull’accaduto smentendone la veridicità sia stato via via fonte di ulteriori sconvolgenti rivelazioni. Massimiliano, infatti, ha prima profilato l’eventualità di un rapporto non protetto, rivelando di aver avuto una relazione occasionale con la donna in questione senza mai aver appreso della sua gravidanza. Eppure fin da subito il suo atteggiamento titubante e fortemente coinvolto ha lasciato tutti perplessi, soprattutto per la sua reazione risentita nei confronti di una vicenda così disonorevole (a suo dire i figli sono quelli che si crescono in famiglia e non si è tenuti a riconoscere bambini indesiderati con la cui madre non si ha nulla a che fare).
La vera pietra dello scandalo è scoppiata subito dopo, con la messa in onda di un rvm in cui lo stesso Massimiliano si confidava con un altro dei partecipanti, confessandogli di avere un figlio ma di non averlo mai riconosciuto. I sospetti diventano una sconcertante realtà: il ragazzo si è già trovato nella stessa situazione e, nel primo caso risalente a diversi anni prima, si sarebbe sbarazzato di ogni responsabilità per l’incapacità di affrontare una paternità troppo prematura.
A questo punto si inserisce il ruolo della suocera Ambra, la temibile mamma-padrona che a Villa La Suocerina semina terrore a ogni suo movimento. Quest’ultima ha inizialmente negato l’eventualità di ogni coinvolgimento del figlio con la ragazza venuta allo scoperto, ritenendo impossibile l’essere stata tenuta all’oscuro di una cosa così importante, visto che conosce i suoi movimenti ventiquattr’ore su ventiquattro.
Poi ha dovuto ammettere che della prima gravidanza inattesa sapeva tutto, mentre era totalmente all’oscuro della recente avventura di Massimiliano a Cannes, a sua volta “responsabile” (perchè sempre di fatale errore si è parlato) di un altro concepimento imprevisto.
Continua a leggere: Lo sposo imperfetto: l'annuncio del figlio segreto in tv