
Mediaset ha perso la guerra ad “Ugo La Talpa“, il nuovo testimonial di Sky Italia, dopo la bocciatura dell’ennesimo ricorso al Gran Giurì della pubblicità. L’unico spot ad essere stato bocciato, ma quando ormai non era più in onda da un po’, è stato il primo della serie con la “povera” talpa che ignara delle meraviglie della tv satellitare utilizzava ancora l’antenna tradizionale per guardare la tv. Vinta la battaglia ha appena preso il via la campagna promozionale natalizia di Sky, ancora protagonista Fiorello come spalla di Ugo.
Lo showman arriva nei pressi dell’abitazione della talpa e gli regala il “Christmas Box” Sky a 29 euro al mese che prevede “in regalo” il pacchetto Calcio fino al 22 maggio 2011. Grande felicità del personaggio immaginato dai creativi di Sky e “nevicata” di calciatori. Mediaset, negli spot comparativi, sta ora puntando fortissimo sul Grande Fratello (c’è anche Alessia Marcuzzi in una delle ultime versioni), un contenuto assolutamente esclusivo di Premium (così come l’Europa League) che l’abbonato alla pay tv satellitare è costretto ad andare a vedere a casa dell’amico con Mediaset Premium. Quale sarà la risposta alla promo natalizia di Sky?
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Sky, dopo che le motivazioni della recente decisione del Gran Giurì della pubblicità sono state rese pubbliche, ribadisce che il suo nuovo testimonial, Ugo La Talpa, non è destinato a sparire, al contrario. L’unico spot ad essere stato ritenuto “denigratorio” era il primo della serie, quello in cui Fiorello cercava Ugo per “farlo uscire dal buco“, ma al momento della decisione del Giurì aveva già terminato il suo periodo di programmazione.
Al contrario l’organismo di valutazione degli spot fa i complimenti per la campagna, si tratta di “un’intelligente idea creativa volta ad esaltare la ricchezza dell’offerta Sky, avvalendosi di una tecnica pubblicitaria fine e brillante“.
Nel comunicato stampa Sky al contrario sottolinea come l’unico spot ad essere stato bloccato perché…
le offerte non sono omogenee, l’offerta di Sky, in particolare quella disponibile a 29 euro mensili, è assai più ricca e varia della parallela offerta di Mediaset Premium e quindi questo non autorizza Mediaset Premium a fornire al consumatore notizie fuorvianti come indiscutibilmente accade se si pongono in comparazione prodotti o servizi fra loro disomogenei
…è in realtà quello di Mediaset Premium, il primo della pay tv di Mediaset ad essere realmente “comparativo”, di cui vi avevamo parlato in passato. A Premium si sono già attrezzati per un’altra controreplica.

Sky Italia smentisce l’articolo pubblicato oggi su Il Corriere della Sera che dava già per concluso un accordo con il gruppo editoriale L’Espresso per la cessione del multiplex digitale che ospita sulle sue frequenze il canale Cielo. Secondo il quotidiano milanese il gruppo di Murdoch, non appena decaduti gli obblighi antitrust con l’Unione Europea, avrebbe rilevato il Mux di De Benedetti per portare i suoi canali sul digitale terrestre, in prospettiva anche con un’offerta pay tv.
Il comunicato stampa di smentita viaggia fra il serio e il faceto. Al suo interno, per smentire le tesi de Il Corriere, interviene Ugo La Talpa in persona, tanto per sottolineare che a Sky sono molto affezionati al personaggio bocciato dal Gran Giurì della pubblicità un paio di giorni fa.
Anche solo ipotizzare che Sky intenda “trasmettere in digitale (si suppone terrestre) la pay per view” vuol dire infatti non tenere presente come funziona l’offerta di Sky Italia che è caratterizzata da oltre 190 canali criptati, di cui 36 in Alta Definizione - presto saranno oltre 50 - funzionalità avanzate come quelle garantite dal decoder MySky e molto molto altro.
Questa ipotesi dunque non è solo falsa ma - lo sottolinea Ugo in persona: “è tecnicamente impossibile!”.
Ciononostante, poiché questa non è la prima volta che “fonti anonime” suggeriscono “retroscena” fantatecnologici è utile ribadire che su questi temi sarebbe necessario – oggi come domani – conoscere almeno le basi di come funziona la televisione digitale, la disponibilità di banda sul DTT, il consumo di banda di canali in HD.
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Il Gran Giurì della pubblicità mette un freno agli spot comparativi di Sky Italia e Mediaset Premium lanciati nelle ultime settimane, ma è l’operatore satellitare a subire il danno maggiore. Gli spot con Fiorello e “Ugo la Talpa“, sui quali Sky ha investito molto creando una campagna seriale che sarebbe dovuta proseguire ancora a lungo, sono stati considerati “denigratori” dall’organo giudicante dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.
Una violazione dell’articolo 14 del codice di autoregolamentazione che vieta la denigrazione di aziende concorrenti o dei consumatori che scelgono il digitale terrestre e ai quali Sky voleva alludere con la figura della Talpa. Anche lo spot di Mediaset Premium, quello che metteva a confronto l’esperienza di un cliente della pay tv del digitale terrestre con un abbonato a Sky, è stato bocciato dal Gran Giurì per la violazione dell’articolo 15 sui requisiti di comparazione.
Non è ancora chiaro nel dettaglio quali fossero le mancanze di questo secondo spot, ma con tutta probabilità risiedono nella non perfetta comparabilità delle due offerte contrapposte che hanno prezzi diversi ma offrono anche contenuti diversi. La cosa curiosa, la beffa per Sky, è che tutto nasce proprio dall’esposto presentato dalla pay tv di Murdoch contro lo spot di Mediaset che a quel punto aveva deciso di presentare una propria istanza per fermare gli spot di Ugo La Talpa.