
Clemente Mimun, direttore del Tg5 dal 2007 (reduce dalla direzione del Tg1 dal 2002 al 2006) e Augusto Minzolini, direttore dal 2009 del Tg1 (dopo aver lavorato per il quotidiano La Stampa) raccontano “come nascono i loro telegiornali”.
Lo fanno rispondendo a una serie domande, dal perché il tg di Mentana cresce negli ascolti al quanto è lecito per un Direttore essere schierato, rivolte da Cinzia Marongiu del Tv Sorrisi e Canzoni. Vi proponiamo uno stralcio delle loro risposte più significative (che potrebbero farvi riflettere più di altre):
Che cosa o chi porterebbe via all’altro tg?
Mimun: “Claudio Fico, vicedirettore mio amico da sempre, e Maurizio Cirilli, capo della segreteria. Due grandi uomini di macchina più utili dei volti”.
Minzolini: “Tony Capuozzo, perché mi è sempre piaciuto il suo modo di fare inchieste. E mi piace il modo con cui Pamparana affronta le tematiche giudiziarie. E il piglio della Galeazzi”.
La più grande soddisfazione da quando guida il suo tg?

Il pubblico sa essere disperatamente sovrano, a volte. Così accade che i primi vincitori del RomaFictionFest 2011, secondo un sondaggio tra i lettori del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, siano Gabriel Garko e Manuela Arcuri (che questa sera riceverà un tapiro a Striscia per lo scandalo intercettazioni).
Il premio, insieme agli altri riconoscimenti, sarà consegnato la sera del 30 settembre, durante la cerimonia conclusiva della manifestazione, all’Auditorium Parco della Musica.
Garko può gongolare per il tris, avendo già vinto il premio del Pubblico nel 2009 in coppia con Alessandra Mastronardi e nel 2010 con Vanessa Incontrada (prima che “rifiutasse” la co-conduzione di Kalispéra con Alfonso Signorini). Il fascinoso attore è sempre ospitato volentieri, in copertina e in tv, dal Direttore.

Le interviste a Gerry Scotti sono diventate un appuntamento immancabile, in cui il conduttore conferma la sua schiettezza e sportività. E’ quindi da non perdere la cover story del Tv Sorrisi e Canzoni in edicola, che presenta l’ennesima, faticosissima, stagione tv del conduttore, per fortuna subito ripresosi da un malore.
Si parte da Io Canto 3, per la prima volta al giovedì dal 15 settembre (mentre Ti lascio una canzone con Antonella Clerici va al sabato sera). Così il presentatore commenta la violazione di quel fantomatico gentle agreement, ovvero la promessa dei due “concorrenti” di non pestarsi i piedi nello stesso periodo:
“Bisogna riuscire a non personalizzare le sfide. E fare il meglio che si può. In Italia siamo bravi a fare tv, ma i palinsesti non devono bistrattare il pubblico. Vorrei una tv con show che non si allungano troppo e seconde serate che non partono a notte fonda. Quante volte ho dato la linea a ‘Terra’ o a Chiambretti senza poterli poi vedere perché crollavo dal sonno?”.
La vera novità della terza edizione di Io Canto sta nell’innalzamento dell’età media dei partecipanti. Scotti, infatti, spiega la volontà di venire incontro alle richieste delle associazioni dei genitori:
I detrattori del vecchio stile di Al Bano potranno tirare un sospiro di sollievo. Sino a ieri, spinti da fuorvianti indiscrezioni su Chi, vi anticipavamo del nuovo programma che lo avrebbe visto protagonista nella prossima stagione. In realtà, leggendo il Tv Sorrisi e Canzoni in edicola, si comprende che Al Bano tornerà sì su Rete4, ma “solo” con il suo Puglia Mea Festival. L’evento, organizzato dall’artista a Cellino San Marco e giunto alla terza edizione, verrà trasmesso in due puntate a settembre.
Tra gli ospiti, Gianni Morandi (che ha avuto qualche contrattempo nell’arrivare - come dicevamo ieri), Emma Marrone (che al posto del cachet si è accontentata di una “frisella”, corrispettivo pugliese di bruschetta, ma è subito scappata a un concerto a Matera) e Roberto Vecchioni: quando si dice, una succursale dell’ultima edizione sanremese. E poi, ancora, il cantante duetterà con Mario Biondi e Little Tony.
Nella grande masseria, in occasione dell’evento, è stata avvistata anche Loredana Lecciso, madre dei figli di Al Bano, insieme all’amica comune Mara Venier.
Intanto Al Bano è stato interpellato dal giornalista Franco Bagnasco in merito alla sua trapelata partecipazione a Baila. E qui l’artista già dimostra di aver dettato le sue condizioni:
Continua a leggere: Solo Mea Puglia Festival su Rete4 per Al Bano. Che detta le condizioni a Baila

Aggiornamento: nella rubrica divenuta I Magnifici 7 si legge, a firma Giovanni Toti: Se è riferito proprio a me, francamente mi lusinga l’attenzione del grande Mentana. Detto questo, una volta era l’appartenenza all’Ordine dei Giornalisti il requisito per diventare direttori. Ora invece pare che serva l’agibilità politica di Enrico Mentana…
Enrico Mentana, appena insediatosi direttore del TgLa7, entra subito in polemica con alcuni colleghi. In particolare, con Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto.
E lo fa dicendo no alla rubrica I Magnifici 8 di Tv Sorrisi e Canzoni, che raccoglie le opinioni dei direttori dei più importanti tg italiani (sic): Minzolini, Orfeo, Berlinguer, Fede, Mimun, Toti e Carelli. E, fino alla settimana scorsa, Antonello Piroso. La rubrica è diventata così I Magnifici 7.
Evidentemente “scottata” dal rifiuto, la redazione del settimanale - in una nota - si chiede
Perché Mentana non vuole partecipare alla rubrica che Aldo Grasso, il critico del Corriere della Sera, ha definito una delle piu’ interessanti di tutta la stampa italiana?
La risposta di Mentana non si fa attendere, e non è certo eufemistica. Anzi, è di quelle destinate a scatenare, appunto, polemiche a distanza. Ravvicinata.
Continua a leggere: Mentana dice "No" a "I Magnifici 8" di Sorrisi
Alla faccia del Gladiatore!
Luca Ward è tornato a casa martorizzato dall’esperienza Isola dei Famosi e intende fare causa alla produzione per i danni subìti. Ne fanno menzione con puntualità i colleghi di GossipBlog a cui vi rimandiamo istantaneamente. I fatti: il noto attore e doppiatore, insieme agli altri colleghi, è stato burrascosamente “lanciato” nel gioco ex abrupto, precipitando, si fa per dire, da un elicottero in volo e precipitando in acque troppo basse e torbide. Risultato: una serie di problematiche fisiche, fratture vertebrali, l’osso sacro e il coccige rotto, come specificato dallo stesso Ward in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni:
“Ho stampelle e un busto da portare giorno e notte. Non riesco a vestirmi da solo, nè prendere in braccio i miei figli. Non posso guidare, nè stare seduto in posizione eretta. Simona Ventura non mi ha chiamato e non ho ricevuto telefonate dalla Magnolia. Anzi, all’inizio pensavano che stessi recitando. Nessuno della produzione mi ha chiamato per chiedermi come sto. Questo silenzio da parte della Magnolia mi sorprende e mi spaventa”.
Da qui all’adunanza di avvocati il passo è stato breve. Non s’è fatta mancare la risposta della produzione che ha totalmente smentito l’attore specificando di averlo invero assistito continuamente sia durante che dopo la conclusione della sua avventura da naufrago: “Successivamente - dicono i tipi di Magnolia - la produzione si è costantemente tenuta in contatto con l’agente di Ward, che ha avanzato richieste economiche da parte dell’attore. Visto il contenuto diffamatorio dell’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, Magnolia ha dato incarico ai propri legali di procedere a tutela della propria reputazione”.
Guerra aperta insomma.
Con una costante: quest’anno l’Isola dei Famosi è un concentrato di rabbia e frustrazione. Quando non sono gli strali anticlericali di Aldo Busi a destabilizzare, ci pensa l’osso sacro di Luca Ward. Dal sacro al profano, è il caso di dire: in ogni caso, questo è spettacolo, signore e signori. Così è se vi pare.
Era un po’ che attendevamo notizie di Cristina D’Avena. Finalmente ci sono buone nuove che la riguardano.
Il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni mette in vendita, allegato al numero di questa settimana, il doppio cd dell’ intramontabile Cristina d’Avena da titolo Cristina for You, per la gioia degli appassionati che la seguono con affetto da ben 28 anni. Mi chiedo come mai non si sia stancata di dedicarsi ai bambini ma nel corso dell’intervista, che trovate sul sito del giornale, risulta essere la Cristina di sempre, disponibile, cristallina e grande professionista.
Nella lista delle 16 canzoni del primo disco ci sono le sigle inedite dei cartoni animati visti sui canali targati Mediaset (in chiaro e digitali) più un’anteprima inedita di ‘Akubi Girl’ (la serie che vedremo a novembre in onda su Hiro), mentre nel secondo abbiamo le 16 opening più famose che hanno lanciato la D’Avena nell’ olimpo degli interpreti che hanno venduto di più nel corso degli anni.
Per i lettori che avessero un figlio o una figlia di un’età massima di 13 anni, possono anche partecipare ad un concorso e incontrare la D’Avena. Chi vince avrà, infatti, la possibilità di averla come ospite alla festa di compleanno del proprio figlio, e Cristina canterà per lui. Basta inviare il coupon allegato ai dischi. Saranno selezionati tre coupon tra quelli inviati all’indirizzo entro il 4 dicembre 2009 (farà fede il timbro postale) e pervenuti entro l’8 gennaio 2010, e tra loro ci sarà un vincitore. Qui trovate i dettagli per partecipare. Dovete solo acquistare il cd al prezzo di 10.90 euro. Qui trovate un assaggio e l’elenco dei brani.
[foto Tv Sorrisi e Canzoni]
Va bene, in confronto alle star americane, facciamo ridere i polli. Abbiamo visto quanto i vari protagonisti delle serie tv a stelle e strisce riescano a percepire di cachet per ciascuna puntata. In Italia le cose vanno un tantino più al ribasso, ma comunque ci si difende niente male. Tv Sorrisi e Canzoni ha stilato una classifica, grazie alle rivelazioni di agenti, produttori e responsabili, dei più pagati della nostra televisione. Al primo posto assoluto figura il signor Luca Zingaretti, volto del Commissario Montalbano, una delle fiction di punta della Rai. A ruota Raoul Bova, Sabrina Ferilli, Lino Banfi e Claudio Amendola. Rivela Carlo Degli Esposti, produttore de “Il Commissario Montalbano”:
“Zingaretti prende tra i 200 e 300 mila euro a film. Un compenso quasi inferiore ad altri se si considera quanto renda Montalbano: a livello pubblicitario tra messe in onda e repliche la Rai ha guadagnato 150 milioni di euro. E poi ci sono anche attori italiani che costano più di lui”.
Interviene l’agente Giancarlo De Simone:
“In generale nel fissare i cachet degli attori vige la regola di mercato: quanto più mi fai incassare in termini di ascolti e pubblicità tanto più ti pago. Discorso diverso per la lunga serialità: un attore medio è pagato sui 50 o 60 mila euro a puntata”.

L’ultima intervista in ordine di tempo rilasciata da Raffaella Carrà a Tv Sorrisi e Canzoni è l’esempio dell’equilibrio e della sobrietà di quella che può essere definita, senza dubbio, la signora della tv italiana. La Carrà è rimasta fuori dal palinsesto autunnale Rai del 2009, quest’anno, con una scelta a dir poco coraggiosa, sarà una long version di Affari Tuoi il programma legato alla Lotteria Italia. Ci si potrebbe aspettare, come accade spesso con personaggi di lunga militanza televisiva, una qualche reazione piccata, qualche commento maligno, il richiamo ad una lesa maestà. Nulla di tutto questo, la Carrà è più che serena e a breve potrà festeggiare i 40 anni dal suo primo programma tv, eravamo nel 1970 e la trasmissione s’intitolava “Io, Agata e tu“.
Il mio primo programma “vero”! Sono davvero passati così tanti anni? Mamma mia. Come sono vecchia. Quest’anno non sarò in tv? Non dipende da me. L’ex direttore di Raiuno ha lasciato tutte le cose programmate per i prossimi mesi. Io non rientro in questo programma. Non c’è nulla all’orizzonte e le dirò di più. Se anche adesso mi proponessero qualcosa che non mi piace, come all’inizio della mia carriera “non lo fo”, detto alla toscana.
Con la sua tranquillità l’immarcescibile caschetto biondo, che alla età di 66 anni è consapevole di potersi scegliere il programma che preferisce, non palesa alcuna isteria di voler andare in onda a tutti i costi. Così rivela anche di essere stata contattata da Sky per un progetto ambizioso, quello che lei definisce una sorta di “Raffaella Carrà Channel“, e di liquidarlo con un “non se ne parla proprio. Non sono più giovanissima e mi voglio un po’ rilassare“.
Continua a leggere: Raffaella Carrà: "Sky mi voleva, ho detto di no"
E’ la Gialappa’s Band il nuovo e imminente acquisto di Sky. Lo rivela il numero di “Tv Sorrisi e Canzoni” in edicola quest’oggi. La notizia è stata ripresa da diverse agenzie di stampa tra cui l’Ansa. Sempre secondo la stessa rivista, sarà ancora Barbara D’Urso, in autunno, a condurre “Pomeriggio Cinque”; “Mattino Cinque”, invece, dovrebbe essere affidato a Federica Panicucci, a settembre, o in alternativa a Mara Venier come già ampiamente previsto (il nostro sondaggio ha dato per preferita dai lettori di TvBlog proprio Mara Venier). Ma è sicuramente la voce del passaggio dei ragazzi terribili di Mediaset alla corte di Murdoch l’aspetto più clamoroso di questo “telemercato” di inizio settimana.
La Gialappa’s Band è sempre stato un marchio abbastanza “trasversale”. Il loro successo è stato tributato anche in Rai, attraverso la radio, quotidianamente, e “on demand”, in occasione di grandissimi eventi, come il Festival di Sanremo o i grandi eventi calcistici (campionati Europei e Mondiali, per esempio). Perciò il trittico Santin-Taranto-Gherarducci si è sempre contraddistinto per una grande modernità d’intenti: il loro passaggio a Sky potrebbe essere dunque solo il coronamento di un progetto che è sempre stato concepito in tal modo. Certo se, com’è facile immaginare, la loro destinazione naturale sarà quello SkyUno che sta diventando ogni giorno di più la risposta granitica alle reti generaliste storiche, l’utilizzo della “Band” potrà essere il più vario. In più, naturalmente, c’è la deriva calcistica: Sky è il Re assoluto dello sport in televisione e i “Gialappi” sono sicuramente i cronisti più originali di questo sport di massa. Un connubio che si preannuncia come minimo esplosivo: resta da vedere se sarà un contratto basato sull’esclusiva (difficile, conoscendoli) o se continueranno a saltellare da un polo all’altro.

I “Grandi Vecchi” allo scontro. Sarà che la nuova televisione mal si sposa con le anime antiche di chi ha fatto la storia del tubo catodico e adesso ne sta lentamente venendo via; sarà come sarà, certo è che Maurizio Costanzo ne ha cantate quattro a Mike Bongiorno in merito allo spot di quest’ultimo “pro Fiorello” in occasione del lancio del prossimo show di Sky. Scrive Costanzo su Tv Sorrisi e Canzoni:
“Nei rapporti interpersonali sembra che siano saltati i codici della lealtà, dell’onestà e anche dell’amore. Senza che nessuno si allarmi, ma stiamo vivendo una nuova Odissea dove una Maga Circe che nel volto ricorda Sky si aggira ammaliando, conquistando, possedendo. L’ultimo “rapito” è Mike Bongiorno il quale, malgrado una longeva frequentazione dei canali Mediaset, pubblicizza Fiorello e sembra impiparsene degli antichi rapporti”.
Lo stesso Fiorello, in occasione della conferenza stampa di presentazione del suo spettacolo, aveva dichiarato come, secondo il proprio parere, uno dell’esperienza di Mike Bongiorno poteva permettersi di agire secondo credo personale, senza doversi riferire a regole, manager, direttori di rete e quant’altro. D’altra parte il rapporto professionale tra i due tende a sfociare ormai nel personale: il sodalizio artistico dura da anni, tra spot e markette vicendevoli. Niente di male, soprattutto perché, per una volta, la cosa sembra sincera, oltre che immediatamente godibile dal punto di vista della resa televisiva. L’allarme lanciato da Costanzo in tal senso (”Sky ammalia e possiede chiunque”) mi sembra fuoriluogo, soprattutto per un uomo che ha fatto di un certo tipo di televisione, populista, retrograda all’eccesso e fondata sempre e comunque sui sentimenti più buoni e commerciali, la propria griffe “aziendale”. Non si è fatta comunque attendere la risposta di Mike:
“Costanzo ha veramente scritto queste cose? Non mi piace fare polemiche, però prima di scrivere certe cose avrebbe potuto parlarne con il diretto interessato. Lo chiamerò…”.
Vale ancora la pena di dire, prima di riportare anche l’ultimo attacco di Costanzo, forse quello più gratuito e personale, che egli stesso, Maurizio Costanzo, quasi due anni fa passò a Sky, precisamente a Sky Vivo, per condurre il programma “Stella”, un talk show sulla falsa riga del celeberrimo show del Parioli. In quell’occasione, è curioso ribadirlo adesso, dichiarò:
“Credo di essere il primo fra quelli che hanno fatto la tv generalista a tentare l’avventura satellitare. Questo programma sarà il mio Viagra”.

Nel numero in edicola domani, “Tv Sorrisi e Canzoni” propone un intervista a Simona Ventura nella quale Nostra Signora della Televisione ci fa sapere che, a suo modo di vedere, sarà il concorrente di X Factor Jury a raccogliere l’eredità morale lasciata da Giusy Ferreri.
Forse merito (o colpa) della -Y- in comune contenuta nel nome di battesimo, forse un’esteriorità gioviale e giovanile che sembra andare per la maggiore nelle classifiche musicali di gradimento attuali, certo è che la Ventura non ha mai nascosto, durante le dirette del talent show di RaiDue, la propria evidente preferenza per il giovane cantante di Brescia. Certamente meno dotato tecnicamente di Daniele Magro, l’altro cavallo di razza di Simona, Jury sembra poter vantare un carisma e una spontaneità maggiori. Proprio in un recente sondaggio effettuato dal sito Web di Sorrisi e Canzoni, i lettori avevano indicato lo stesso Jury come potenziale vincitore della gara. A domanda precisa, su chi sia il predestinato di questa edizione, la Ventura non ha mostrato dubbi:
“Jury. Non ci ho dormito… Ai provini non l’avevo preso. Mi sono svegliata ripensandoci. Mi sono detta ‘Non ho fatto la scelta giusta’. L’ho richiamato e poi fatto debuttare”.
Quanto alle furibonde liti con i colleghi di giudizio Mara Maionchi e Morgan, la Ventura fa buon viso a cattivo gioco:
“Me la prendo, ma cerco anche di evitare le provocazioni e le discussioni inutili. Non voglio l’attenzione su di noi. La luce del riflettore deve stare sui ragazzi”.
L’impressione, a dirla tutta, è che la Ventura spinga molto sui propri meriti di talent scout: l’aver lanciato Giusy Ferreri è certamente un punto a favore per la conduttrice, al di là dei gusti personali che potrebbero spingere certuni, il sottoscritto per esempio, a una maledizione sempiterna per aver fatto conoscere al mondo la cantante di “Novembre”; in ogni caso, Simona tira fuori la cosa ogni due per tre e se in un primo momento sembrava calcare moltissimo l’onda di Daniele, adesso, dopo qualche ballottaggio di troppo, le sue attenzioni sembrano essersi spostate definitivamente su Jury.

La cosa è grave: due giornalisti Mediaset, Silvia Brasca e Roberto Pavone, sotto contratto con l’azienda del Biscione da vent’anni, si sono visti recapitare dalla direzione una contestazione disciplinare che sta già facendo e farà discutere. Il motivo è presto detto: entrambi hanno preso una posizione schietta e chiara in merito all’affaire Mentana, difendendo il conduttore dalle pagine di “Tv Sorrisi e Canzoni” e asserendo di comprendere e rispettare la sua scelta dimissionaria. Per questo motivo, Mediaset, con una mossa dirigenziale e politica che non sembra sposarsi granché bene con le direttive di libertà di pensiero e di espressione tanto care a questo stesso governo, li ha diffidati pesantemente.
C’è una strana aria intorno a queste ormai leggendarie dimissioni: allontanatosi Mentana, in molti si sono espressi sull’argomento ma è sempre mancata una presa di posizione forte e decisa da parte dell’azienda, il cui unico gesto, finora, veramente simbolico è stato quello di accettare seduta stante le dimissioni del proprio dipendente. Paradossalmente il primo vero messaggio, Mediaset lo ha lanciato intramuscolarmente, serrando il pugno davanti al viso dei due giornalisti reazionari. Si legge nella nota del Cdr di Videonews, la testata di cui fa parte anche Matrix:
“Silvia Brasca ha commentato l’allontanamento di Mentana da parte dell’azienda come una decisione ‘ingiusta, irriconoscente e sproporzionata’, mentre Roberto Pavone ha giudicato l’accaduto un fatto ‘traumatico, brutale, immotivato’. Considerazioni di carattere personale che l’azienda ritiene infondate e lesive dell’immagine e della reputazione del Gruppo”.
In tal senso erano state precise le dichiarazioni dello stesso Mentana rilasciate Giovedì sera a Michele Santoro nel corso della trasmissione “Annozero”:
“Voglio dire a Mediaset: io troverò un lavoro, ma lasciate stare chi lavora da voi da 20 anni”.
Chapeau.
Non è che si vuole per forza essere pessimisti, da queste parti. Anzi. Anche noi, qualche volta, ci facciamo prendere dall’atmosfera natalizia. E quindi, come regalo ai nostri lettori annunciamo ufficialmente che da oggi partono i lavori per i TvBlog Awards 2009, sperando di farvi cosa gradita. Le categorie rimarranno sostanzialmente quelle dello scorso anno, procederemo ai maxi-sondaggioni e poi ai game-gironi all’italiana per i finalisti.
Ma il realismo è necessario, anche quando si parla di televisione. Nell’editoriale di Sorrisi (un editoriale ben più illustre di quello, modestissimo, del sottoscritto) dal titolo Che meraviglia l’attesa del Natale (alla faccia della crisi economica), si legge, fra l’altro:
Anche in tv è tutto più bello: dagli spot pubblicitari, più colorati e poetici, ai film trasmessi, che ci fanno rivivere gli anni di quando eravamo bambini
Ecco, mi permetto di dissentire da Alfonso Signorini, senza pretesa alcuna di aver ragione. Espongo il mio punto di vista, che è quello di chi vede una televisione che arranca, proprio come il nostro paesello, in attesa di nuove boccate d’ossigeno.
Continua a leggere: Editoriale /15 - Aspettando il Natale, ma con realismo