L’attesa è finita: il primo game show dedicato a Ben 10 è in arrivo. I piccoli fan sono pronti a mettersi alla prova su tutto quello che riguarda l’eroe capace di trasformarsi in svariati alieni grazie all’orologio Omnitrix. Lui sarà il vero protagonista del nuovo programma “Ben 10 Ultimate Challenge”, a partire da domani 14 ottobre ogni venerdí alle 19.40 su Cartoon Network.
Per l’occasione abbiamo raggiunto il conduttore Manolo Martini, volto amato dai bambini, già presentatore del programma “Trebisonda”, una delle chicche della tv dei ragazzi di Raitre non più in onda. Manolo è entusiasta della sua nuova avventura anche perchè Ben 10 “è una vera star mondiale”. Con lui abbiamo parlato di game show per ragazzi, della tv che ha lasciato il segno, e dei suoi gusti in fatto di programmi per ragazzi.
Immagino che il personaggio di Ben Tennyson appassioni anche te altrimenti non ti saresti buttato in questa avventura di “Ben 10 Ultimate Challenge”. Secondo te qual è il segreto del successo di questo eroe a cartoon?
“Il segreto di Ben, come si dice a Roma, è che “è uno di noi”. La sua simpatia, la sua spontaneità e il suo DNA da eroe hanno fatto breccia nei cuori dei ragazzi di tutto il mondo. I numeri di Ben 10 sono impressionanti, è una vera star mondiale!”
Ormai sei un esperto di game show indirizzati ai ragazzi. Secondo te come si sono evoluti i game show per ragazzi in questi ultimi anni? Penso a “Music Gate”, “Wannadance” e al più recente “Social King”.
“Indubbiamente, sulla scia di “Amici,” il trend di programmi a carattere musicale - danzereccio ha preso il sopravvento. Sia “Music Gate” che “Wannadance” sono ottimi prodotti che meritano il successo che hanno avuto.”Social King” ha tentato qualcosa di nuovo e forse deve maturare un po’ come show, sono curioso di vedere questa nuova edizione. Catturare l’attenzione del mondo teen oggi è davvero una grande sfida: in bocca al lupo ad autori, produttori e…conduttori!”
Da Trebisonda della Rai a Ben 10 Ultimate Challange su Cartoon Network. Raccontami com’è lavorare con la Rai rispetto a come si lavora per un canale satellitare. Punti positivi e negativi.
” ‘Trebisonda’ era un programma in diretta quotidiana che si svolgeva negli storici studi Rai di Torino: da Baudo a Conti da Frizzi e Licia Colò, tutti i grandi conduttori hanno calcato quella scena. Cartoon Network è un brand mondiale leader nel settore Kids. Punti positivi e negativi? Sono entrambi grandi editori e il livello di produzione è il top standard. Lavorare con la Rai vuol dire lavorare immersi nella storia della tv, lavorare con Cartoon Network vuol dire lavorare nel futuro della tv…una nota da italiano: alla mensa Rai ho mangiato meglio che alla mensa degli studios di Londra.”
Big Bang! In viaggio nello spazio con Margherita Hack



Alle 18.00 di questa sera Federico Taddia debutta alla co-conduzione di Big Bang! in viaggio nello spazio con Margherita Hack: il suo grande ritorno nella tv dei ragazzi, ma sul satellite (dopo l’ingiusta chiusura del suo Screensaver). Il primo programma di divulgazione astronomica per bambini, spalmato sul palinsesto di Dea Kids dalle 18.00 di oggi, è il frutto della scrittura a quattro mani del libro Perché le stelle non ci cadono in testa con la Prof.ssa di Trieste (a vederli insieme, per come sono sinceramente legati, sembrano nonna e nipote).
Il grande pubblico lo ricorderà come conduttore dell’indimenticato Screensaver, rubrica di corti realizzati dai ragazzi e trasmessa nel daytime di RaiTre sino al 2008. Anche il popolo della radio dovrebbe avere familiarità con lui: dopo l’esperienza de L’altrolato su Radio2, ora conduce ogni sabato mattina L’Altra Europa su Radio24.
Lo abbiamo intercettato al margine della conferenza stampa del suo nuovo programma come esempio di una generazione creativa in via di estinzione. Nell’era dell’analisi del prodotto televisivo e della dittatura dei tecnicismi, Taddia ammette di essere un autore “artigianale” e continua a battersi per il primato delle (sue) idee. Con la consapevolezza di non poter mai scrivere la scaletta di un reality o un talent show.
Da dov’è partito Federico Taddia per meritarsi la patente della tv dei ragazzi? Non hai neanche quarant’anni, quindi per l’Italia sei un giovane.
“La mia carriera professionale nasce con Topolino, Focus Junior e la radio per bambini. La sfida era di comunicare con loro anche trattando temi difficili. Poi mi inventai una rassegna in provincia di Bologna, Teste toste, dove chiedevo a professori universitari di tenere lezioni ad under 12. L’ultima esperienza in questo senso è il libro scritto con Margherita Hack, da cui è nata la sfida di Big Bang. A fare da filo conduttore è una mia convinzione di fondo: i bambini non vanno trattati come piccoli geni, ma neanche come piccoli scemi. Sono curiosi e attenti, perciò credo che a livello educativo, per avvicinarli alla conoscenza, funzioni la tecnica del sassolino lanciato. Tutto ciò tentando di non essere noiosi. La tv pedagogica spesso viene additata come tale, mentre bisognerebbe essere stimolanti”.
Tu ad esempio hai permesso a tantissimi adolescenti di realizzare dei corti sul servizio pubblico. Peccato che Screensaver sia stato cassato da RaiTre, insieme a tutta la tv dei ragazzi.
E’ simpatico, piace tanto ai bambini, è il volto inconfondibile di Michele Bertocchi meglio conosciuto dai piccoli come Miky, l’avido “mangiatore di panini” di “Pausa Posta” su Raigulp.
Triestino, classe 1977, trapiantato a Roma dal 2003 racconta i suoi inizi, la passione per i bambini e la tv dei ragazzi. Vulcano di idee, svela come vede il futuro della tv dei ragazzi e di cosa ha bisogno un programma per i più piccoli per avere successo. Inoltre anticipa qualcosa sui nuovi programmi in preparazione di Raigulp e dei canali Rai che lo vedranno in veste di conduttore.
Come é iniziata la tua passione per la tv dei ragazzi? Come hai iniziato, in quale occasione particolare?
E’ nato quasi per caso quando, io ingegnere elettronico sono arrivato a Roma per ben due sfide alla seconda edizione di “Amici”, nella seconda edizione del programma di Maria de Filippi. Dopo la partecipazione alla sfida sono stato notato da un talent scout della Rai dell’epoca che mi ha provinato e sono finito su di un canale sperimentale della Rai, Futura tv, più per teenager che per bambini. Da lì poi é nata la passione per un pubblico in divenire che è poi il pubblico che mi piace di più, i bambini piccoli. E’ nato tutto per caso, tutto pensavo tranne che fare il conduttore anche perchè ai tempi balbettavo. Poi con il video ho smesso di farlo, è stato terapeutico.
Cosa dici della tv dei ragazzi sui canali Rai che si dice avrà meno spazio rispetto al passato?
Intanto si dice male perchè so di alcuni progetti che stanno per partire. L’unica cosa che posso dire della Rai è che ha poco coraggio a parlare ad un pubblico di bambini, ai ragazzi come se fossero delle piccole persone, molto spesso si confonde la tv dei ragazzi con i cartoni animati. Oggi grazie alle nuove tecnologie, per la generazione Y, come la chiamano su Internet, il mondo off line non esiste più, un ragazzino dà per scontato delle cose come Facebook e Messenger che quando ero bimbo io non esistevano. I ragazzi hanno bisogno di un altro tipo di informazione. La tv deve sfruttare la tecnologia, ma ci sono progetti in ballo che dovrebbero ribaltare la situazione.
Come è il tuo rapporto con i bambini, e cosa ti chiedono in particolare nelle letterine che arrivano a “Pausa Posta”?
Quando vedo un bambino penso sempre a “grandi possibilità”, una persona che un domani potrebbe divenire qualsiasi cosa. Il target di Raigulp ti mette a contatto con i bambini che ti raccontano i problemi più disparati, mi scrivono perchè hanno i brufoli, perché quando stanno a scuola una bambina non ha voluto dare loro la manina, piccoli con grandi problemi. Sono molto sinceri, se vogliono dirti che sei antipatico, che preferiscono la tua collega piuttosto che te, non hanno problemi a dirlo. Un aneddoto particolare: in una delle primissime puntate quando era appena partito il canale, quando ancora lavoravo con Georgia Luzi che mi prendeva in giro che avevo sempre fame e mangiavo troppi panini, ogni letterina dei bambini che arrivava in redazione iniziava con “Michele, ti prego di non mangiare troppi panini”, un tormentone nato in quell’occasione che non mi ha più abbandonato. Passo per il Poldo della situazione..invece la comunità fisica internazionale dice che ho un fisico abbastanza prestante…

E’ iniziata da poco la seconda edizione di “Freestyle - tutta un’altra stanza”, il programma di Deakids in onda ogni domenica alle 21.00. Protagonisti oltre ai bambini, il team creativo composto da Giovanni Muciaccia, Giulia Pasquinelli e Gloria Danili che si presenta a casa dei piccoli, che ne hanno fatto richiesta, per trasformare la cameretta in qualcosa di nuovo e accattivante utilizzando materiale a basso costo e di riciclo. Tvblog ha incontrato le due scenografe e arredatrici Giulia Pasquinelli e Gloria Danili, nuovi volti (al secondo anno di esperienza tv) della tv dei ragazzi, per conoscerle un po’ di più.
Ciao ragazze, qual è la vostra formazione? Parlateci un po’ di voi
Gloria: Dopo il Liceo e una laurea umanistica in ambito cultural/turistico, ho deciso, un po’ pazzamente, di assecondare il mio spirito creativo e sognatore. Dopo alcuni corsi e stages all’estero, mi sono reinventata nella moda lavorando come “vetrinista” tra Milano, Palermo, Barcellona e Lugano: mi piaceva l’idea di considerare la vetrina, in cui restavo “rinchiusa” per tantissime ore ogni giorno, un mio personale palcoscenico, in cui raccontare una storia tra personaggi e luoghi, come in un libro (attraverso manichini e scenografie). La vena “classica” e il bisogno di inventare e raccontare storie, dunque, mi ha sempre accompagnata, e ora sto frequentando un master all’università Cattolica di Milano in “Scrittura e produzione per cinema, fiction e tv”, per unire la creatività ai contenuti, attraverso la scrittura, nell’ambito televisivo. Infatti mi piacerebbe lavorare nella parte autoriale di programmi per ragazzi!
Giulia: Ho sempre avuto la passione per il disegno fin da piccola, crescendo poi ho capito che il mondo della scenografia mi affascinava moltissimo, così ho fatto l’Accademia di Belle Arti a Milano e da lì ho iniziato la gavetta su set di spot pubblicitari, film e programmi televisivi. Poi mi sono trasferita a Roma, e anche qui il mio lavoro è continuato dietro le quinte, fino ad arrivare a Viky Tv dove, oltre a lavorare nella progettazione dell’impianto scenografico, mi sono occupata della parte dei progetti che portano a temine in ogni puntata le tre protagoniste. Poi per gioco il provino per Freestyle…ed è iniziata questa nuova esperienza!
E’ appena partito DeaSuper un nuovo canale per bambini, e la programmazione di un canale molto amato e seguito come DeaKids è ripresa alla grande.
In occasione della partenza della nuova stagione abbiamo incontrato il Responsabile dei canali del Gruppo De Agostini, Massimo Bruno, che ha raccontato della sua esperienza decennale in contenuti per bambini, di come si lavora nella tv generalista rispetto alla satellitare, di come sono cambiati i gusti dei bambini nel corso dell’ultimo decennio, del motivo del successo della formula dello “Zecchino d’Oro”, con cui anche DeaKids sta collaborando con il nuovo game show “Zecchino Show” in partenza il 23 ottobre, il sabato alle 21.00.
Come è cambiata la tv dei ragazzi e come si sono evoluti i gusti dei bambini da 10 anni a questa parte?
Io i dieci anni me li sono fatti tutti lavorando a Nickelodeon e su RaiTre. Sono cambiati i gusti, i trend in questi anni sono stati molto diversi, un periodo in cui sembrava che l’animazione fosse morta, tutti si concentravano a fare i telefilm. Vedi il canale Disney Channel che si è completamente riconvertito in live action. Adesso sembra che i cartoon siano ritornati in maniera molto forte.
Non per essere presuntuosi ma andando al quadro italiano il grosso cambiamento è stato l’arrivo di alcuni editori italiani nella tv dei ragazzi. Quando la Rai ha iniziato a disinvestire sulla tv generalista e si è rinforzata sul digitale terrestre, editori come De Agostini ci hanno fanno riprendere una posizione che stavamo completamente perdendo. I grossi network internazionali avevano disinvestito sulla produzione locale, e la nascita di DeaKids è stato un importante investimento nella produzione locale, vicino ai gusti dei bambini. Perché la realtà locale influenza anche i gusti dei bambini. Quindi non solo modelli stranieri superaspirazionali, lontano dalla realtà italiana, ma anche la voglia di fare legata alla realtà locale.
E’ stato un decennio di grossi cambiamenti, se pensi che per 40 anni non è cambiato proprio niente…anche l’Italia sul mercato internazionale, dal punto di vista dei programmi per bambini, è considerato il paese più all’avanguardia, con uno scenario competitivo molto ricco, e canali molto forti (come Disney Channel). Il mercato mediterraneo per certi versi agli anglosassoni non piace, ma è un bel laboratorio perché i ragazzini italiani sono molto attenti alle nuove tendenze.
In questi giorni il nome di Massimiliano Ossini é sulla bocca di tutti. L’unica certezza per ora é la sua partecipazione al nuovo programma targato Deakids dal titolo “Zecchino Show”, in partenza ad ottobre. Il 18 giugno, in prima serata, lo vedremo anche in “Arriva lo Zecchino - Speciale L’Aquila” in onda sempre su Deakids. Simpatico e disponibile, Massimiliano ci ha parlato del suo rapporto con i ragazzi e i telespettatori giovanissimi, di come vede la tv per i ragazzi, di come imposterebbe un programma tutto suo per i più piccoli. Ci ha anche raccontato il dispiacere di lasciare “Linea Verde”, che avrà sicuramente uno spazio in “Domenica in” e ne “La prova del cuoco”, ma per ora é da definire. La cosa certa é che un volto di Raiuno e come commenta lui stesso “da qualche parte dovranno mettermi!”.
Ciao Massimiliano. Hai iniziato nel 2001 con i programmi per ragazzi in onda su Disney Channel, la tua carriera inizia ad essere lunghetta e le esperienze significative: come è il tuo rapporto con i ragazzi e i telespettatori più giovani?
Il rapporto con i ragazzi inizia ancora prima della mia esperienza in tv. Ho fatto il Capo scout con l’Agesci Roma 111 , sono stato anche capo reparto e avevo sotto di me i ragazzi. Organizzavo uscite, giochi, avevo dimestichezza con i ragazzi togliendo il fatto che ho sempre amato il mondo dei piccoli. Casualmente ho fatto il provino per Disney Channel e ho condotto vari programmi per loro. Da un lato il percorso in tv e dall’altro un consolidato rapporto con i giovani che è proseguito anche con “Linea verde” con la rubrica “Vogliamoci bene” di qualche tempo fa. L’idea é andata molto bene, ci sono state buone risposte anche da parte delle scuole.
Come é nata l’idea di condurre lo “Zecchino Show”?
Mi hanno chiamato, poi conoscevo i responsabili e le persone che lavorano al canale. So che lavorano bene con ragazzi. Si tratta di una gara canora, una sorta di game show: l’idea mi piace e mi diverte.
Raccontaci la tua esperienza di bambino: quando guardavi lo Zecchino quale canzone ti piaceva? E ora da adulto qual’è quella che secondo te ha lasciato il segno nella storia della manifestazione canora per bambini?
A casa l’appuntamento con lo “Zecchino” era fisso. Bisognava guardarlo per forza. L’ho sempre amato, è bellissimo, recentemente sono anche andato all’Antoniano a conoscere il Piccolo Coro. Lo conoscevo bene perché a 20 anni con la tv dei ragazzi era normale aspirare a condurre questa manifestazione. Anche oggi lo vedo sempre perché ho dei bambini piccoli.
Per me hanno lasciato il segno il brano “Quarantaquattro gatti” del 1968, ricordo quando ero piccolo io ‘Cane e gatto’ del 1988, quando avevo intorno ai 17 anni amavo “Il coccodrillo come fa” del 1993, e ancora le più recenti “Il cuoco pasticcione” del 2000, Le tagliatelle di Nonna Pina” del 2003, “Il gatto puzzolone” del 2004.
Su palco di “Arriva lo Zecchino - Speciale L’Aquila” ho un visto grande feeling con Veronica Maya. So che vi conoscete da tanto. Avete anche lavorato insieme a “Linea Verde”. Quale solo le qualità di Veronica?
E’ una collega di lavoro e un’amica. Sono stato fortunato perché nel corso della mia carriera ho lavorato con due ragazze che sono anche mie amiche, Isabella Arrigoni a Disney Channel, e Veronica con cui ho lavorato e continuo a vedermi. Veronica vive la vita di tutti i giorni e la vita in tv allo stesso modo. E’ concreta e vera quando sta davanti alla tv, onesta e rispettosa del prossimo. Se ti sei accorta sul palco non ci siamo mai accavallati. Quando uno dei due si accorge che l’altro sta cercando di parlare si interrompe prntamente. Non vogliamo prevaricare l’altro assolutamente.
Non piacciono, comprensibilmente, le prime scelte che il nuovo direttore di RaiTre Antonio Di Bella si appresta a prendere per la prossima stagione tv. Una, in particolare, ha già scatenato una discreta ridda sulla rete: la possibile cancellazione di Per un pugno di libri, praticamente l’ultima trasmissione televisiva che mescola l’intrattenimento con la cultura. Condotta da Neri Marcorè, con la collaborazione del critico letterario Piero Dorfles e, da quest’anno, di Giancarlo Ratti, attore e conduttore radiofonico noto per far parte del cast della trasmissione Il Ruggito del Coniglio.
In realtà non è ancora chiaro se il programma sarà cancellato o subirà un pesante restyling, certo il pubblico (per quanto di nicchia) della trasmissione è già in rivolta come testimoniato dal gruppo su Facebook con oltre 25 mila adesioni. Per un pugno di libro non dovrebbe essere l’unico protagonista storico del palinsesto di RaiTre ad essere cancellato/modificato: altro programma destinato alla sparizione è il tg scientifico Neapolis.
Non solo, anche le rubriche Levante e EstOvest stanno per fare la stessa fine. Insomma, la mannaia sembra essere entrata in azione, anche tenendo in considerazione la prossima cancellazione della Melevisione e le voci su un taglio netto dello spazio della “tv dei ragazzi” su RaiTre. Tutto questo è, aldilà dei giudizi personali, inquietante considerando che mancano notizie più precise su quali e come saranno i nuovi programmi che andranno a sostituire quelli eliminati.
Mai affitto fu più costoso per un naufragio. Il settimanale Tv Oggi ufficializza a quanto ammonta “mantenere” quest’anno una location come quella di Lime Island, l’atollo davanti alla coste del Nicaragua che ospiterà L’Isola dei Famosi 7: ben 6000 euro al giorno. Considerato che il programma finirà nella prima metà di maggio, sono previste spese complessive - solo di “condominio” per così dire - pari a 400mila euro.
Per questo si è dovuto giocare al risparmio, in quanto a cachet dei singoli naufraghi. Rispetto alle cifre da capogiro di una volta (250mila euro per Coco, 750mila per Al Bano e i 50mila per Valeria Marini che firmò un contratto da guest per sole due puntate), Loredana Lecciso si è dovuta accontentare “appena” di 50mila euro, bruscolini degni di un ingaggio da Paola Perego. Forse avrebbe dovuto accettare un reality qualche anno fa, quando le sue quotazioni erano più alte.
Pare che su queste cifre incidano anche gli ampi investimenti profusi dalla Rai per il cast di Ballando con le stelle, che quest’anno coccola i suoi ballerini con cifre da vero capogiro. Si parla di 900mila euro per ricompensare le trasferte di Ronn Moss, che fa su e giù dagli States per girare in contemporanea Beautiful: in un’intervista a Style.it lui mette già le mani avanti per la vittoria:
“Mi piacerebbe tantissimo vincere. Mi sto impegnando molto e sarebbe per me un vero onore poter trionfare”.
Contenere i costi sì, ma perchè rinunciare ad una parte di palinsesto tanto amato dal pubblico dei più giovani? Non si possono eliminare programmi tanto seguiti come Melevisione, Trebisonda, o il Gt Ragazzi.
Arriva una segnalazione importante per chi ha dei figli, ma non solo, e io la rigiro con trasporto: vogliono togliere la tv per bambini dai palinsesti di RaiTre, a partire da ottobre 2010. Su Facebook si sono creati parecchi per lamentarsi di questa decisione. Su questo, il più numeroso, il numero degli iscritti è stato raggiunto in soli quattro giorni.
Via i programmi per bambini da RaiTre. La decisione di togliere i programmi per bambini da ottobre 2010 è stata presa inaspettamente dal Consiglio di amministrazione della tv pubblica italiana.
La ragione ufficiale? L’ottimizzazione dei costi e la necessità, in tempi di crisi, di risparmiare un po’.
Ma, in realtà, c’è tanto da ottimizzare (e da risparmiare) nella tv pubblica che si parte dai più piccoli proprio perché si pensa che siano un “soggetto debole”, specie se protetto - nella televisione pubblica - dall’aggressività degli spot.
Nel frattempo con il canone paghiamo cachet favolosi a Paris Hilton (500.000 € per miss Italia) e finanziamo le Isole degli imbecilli…
Iscriviamoci un po’ tutti per sostenere la causa. E poi, inviate una lettera di Protesta alla Rai e pubblicatela qui.
A Cino Tortorella, 77 anni, il mitico Mago Zurlì, non cala proprio questa esclusione dalla 52° edizione dello Zecchino d’Oro che per il secondo anno consecutivo condotto da Veronica Maya e Paolo Conticini. Ebbene, Tortorella ha deciso di fare causa alla Rai per “danni morali” causati appunto dalla scelta di un qualche dirigente di non includerlo nel cast dei presentatori. La gara canora tra piccini, quest’anno andrà in onda sempre su RaiUno dal Raiuno dal 17 al 21 novembre in diretta dall’Antoniano di Bologna, dalle 17 alle 18.45 e il sabato dalle 17.15 alle 20.
Riporta il Giornale di Vicenza che Tortorella abbia dichiarato:
È un bene che ci sia anch’io. Non sono da rottamare. Non sono vecchio bacucco, non ho il morbo di Parkison. Continuo a fare spettacoli che vanno bene e mi sono richiesti. Perché non devo essere allo Zecchino d’Oro? Io sto bene, sono sano, ho voglia di fare un sacco di cose. Fa di più Mirigliani a Miss Italia che ha una quindicina d’anni più di me. Ma perché non posso essere ancora utile? È la storia di Mike Buongiorno, con la differenza che fra 50 anni, quando me ne andrò a me non faranno il funerale in Duomo.
E prosegue il Mago Zurlì:
Alla Rai ormai non gliene importa più niente della tv dei ragazzi e nessuno protesta. L’ultima trasmissione che è stata cancellata quest’anno è stata la Festa della Mamma, ma lo Zecchino d’Oro è vicinissimo a subire lo stesso trattamento. Fin quando qualcuno non protesta… Quest’anno, per quanto riguarda lo Zecchino è arrivato un funzionario Rai che ha detto: “Cino Tortorella è vecchio, via, basta, fuori, cacciamolo via” ed è una cosa assolutamente accettabile, ragionevole. Ma mi ero già eliminato da solo ormai sono anni che non faccio più lo Zecchino d’Oro da solo.
Chi ama la tv dei ragazzi conosce senz’altro un personaggio che ha sempre lavorato dietro le quinte ma ha dato un contributo importante alla storia della tv destinata ai più piccoli. Ma anche per chi non lo conoscesse e amasse solo i programmi e i cartoni animati storici dedico questo post ad Alessandra Valeri Manera, per più di vent’anni capostruttura della fascia ragazzi di Mediaset, curatrice dei contenitori Bim Bum Bam e Ciao Ciao, produttrice artistica e autrice dei testi delle sigle storiche anni ‘80 e ‘90 dei cartoni animati. Ne voglio parlare perchè é da poco nato un sito, che trovate qui, dedicato proprio alla prolifica autrice.
Lo spazio web offre la possibilità di scoprire la sua biografia completa, l’audiografia integrale e la cronistoria della sua produzione artistica italiana e straniera, articoli, interviste, filmati-ricordo e i contributi allo Zecchino d’Oro, ripercorrendo così gli anni più belli della tv dei ragazzi. potrete trovare anche interessanti curiosità che, forse, nel corso degli anni vi erano sfuggite: sarà possibile ascoltare, infatti, inediti animati e canzoni nate da collaborazioni inaspettate.
E’ la Valeri Manera che ha promosso quel genere di cartoon capace di trasmettere sogni ed emozioni, attento al disegno e all’animazione, più che alla sceneggiatura come accade oggi. Nella sua intensa attività ha dedicato gran parte del suo tempo in veste di paroliere di sigle (se cliccate su ‘Canzoni’, e poi su ‘Sigle tv’, trovate una ricca lista di brani di programmi per ragazzi e cartoon da ascoltare). Nella immagine accanto potete vedere il 45 giri del 1985 dal titolo Kiss Me Licia scritta dalla Valeri Manera, G. B. Martelli e cantata da Cristina D’Avena, l’interprete che collaborò con l’autrice per lungo tempo. Chi non aveva a casa, ben riposto, questo brano che ha segnato la storia della televisione per ragazzi?
(Per un ottima visualizzazione, l’autore del sito consiglia, come browser, Internet Explorer, e come risoluzione la 1280×1024. E’ necessario anche Adobe Flash Player8)

Ogni riferimento a cani o cartoni protetti da copyright è puramente casuale :P
Come promessovi, inizia il viaggio nella storia dei programmi per ragazzi, sempre più defilati nella tv attuale. Mentre tutti sanno che la carriera televisiva di Paolo Bonolis è praticamente iniziata con Bim Bum Bam, di cui parleremo presto, in pochi ricorderanno che un’altra conduttrice di successo attuale è stata lanciata da una trasmissione per bambini.
Si tratta di Alessia Marcuzzi, la cui gavetta catodica è iniziata a TeleMonteCarlo, con la conduzione di Attenti al dettaglio e Qui si gioca.
Subito dopo, è arrivato Amici Mostri, il programma che ci interessa e che, a dispetto di una collocazione di nicchia, è rimasto indelebile nella memoria del sottoscritto.
Dal 9 marzo 1992, dal lunedì al venerdì alle 14.00, c’era questo folle esperimento teen, che durava una cinquantina di minuti circa. A metà strada tra la sitcom di animazione e il varietà per ragazzi, Amici Mostri vedeva in scena l’invasione di creature abominevoli sulla terra: il perfido Inquinetor, interpretato dal Mauro Serio poi sbarcato a Solletico, con la sua inconfondibile risata satanica e la pelle ricoperta di uno strato di smog, e il suo fedele scagnozzo Biss-ness. In ogni puntata, quattro ragazzi di volta in volta diversi sventavano i terribili piani della perfida coppia, grazie all’aiuto dello scienziato pazzo Ugo De Ughis e della sua assistente Ulla Op. Ovvero una giovanissima Alessia Marcuzzi, nelle vesti di una bionda allegra e fintamente svampita, “laureata in chimica bionica”.
Continua a leggere: Alessia Marcuzzi agli esordi... in Amici Mostri
Il nostro necrologio alla tv dei ragazzi era profetico. Ad unirsi al lutto è un presentatore simbolo della tv pedagogica: Cino Tortorella. Alla presentazione del 50° Zecchino d’oro, lo storico patron spara a zero sulla rete ammiraglia e la sua scarsa attenzione all’intrattenimento per bambini:
“E’ chiaro il disinteresse di Raiuno per i bambini e dunque per le famiglie”.
Il mitico Mago Zurlì ha espresso anche un’accusa piuttosto accesa contro il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, reo di non essersi presentato (come sempre) alla conferenza stampa:
“Mi chiedo a che numero di edizioni devo arrivare per poter avere in una conferenza stampa anche il direttore. Non ho mai avuto la fortuna e il piacere di vederlo seduto davanti a me, e sicuramente non ha mai baciato nessuno allo Zecchino”.
Il Capostruttura di Raiuno, Massimo Liofredi, si è affrettato a chiarire che Del Noce era stato bloccato in una riunione e ha ammesso che quella di quest’anno sarà probabilmente l’ultima volta che la gara canora verrà presentata in una veste defilata e retrocessa al pomeriggio:
“Delle variazioni nel tempo ci dovranno essere, forse anche tornando al passato”.
Alla conduzione del programma, che andrà in onda dal 20 al 24 novembre, si alterneranno Lorena Bianchetti per le prime due serate, Massimo Giletti al venerdì e Veronica Pivetti in occasione della finalissima. Accanto a loro, a fare gli onori di casa, ci saranno Veronica Maya, Francesco Salvi e Cino Tortorella.
Continua a leggere: Cino Tortorella: "La Rai se ne infischia dei bambini"
In una tv pomeridiana sempre più urlata e “sgomitante”, responsabile almeno in parte del degrado giovanile attuale, abbiamo tanta nostalgia della tv dei ragazzi. Questo genere televisivo ormai dimenticato ha una sua veneranda storia, che risale agli anni del baby boom. Se prima della seconda guerra mondiale i giovani avevano poca libertà ed influenza, il grande incremento demografico verificatosi fra il 1950 ed il 1960 fece in modo che i giovani assumessero maggiore importanza e potere di acquisto.
Erano anche gli anni del miracolo economico e i bambini economicamente più fortunati potevano invitare a casa i loro compagni di scuola per guardare la tv dei ragazzi, dalle 16.00 alle 17.00.
Gran parte del palinsesto era dedicata a programmi educativi o divertenti, pochi cartoni animati e alcuni sceneggiati musicali come La nonna del Corsaro Nero (Salgari), Gian Burrasca (Vamba). La sera si andava a dormire molto presto e, come tutti sappiamo, la frase ricorrente era: “dopo Carosello tutti a letto”.
Intanto, la stessa pedagogia consigliava ai genitori di rinunciare al controllo dei bambini attraverso punizioni e ricompense, e di esaudire il loro desiderio di ottenere regali e libertà così da evitare traumi psichici negli anni a venire. Dunque, posto che per ogni bambino il confronto con i coetanei avveniva già attraverso l’esibizione del possesso e l’ostentazione del proprio status sociale, la televisione si preoccupava di orientare i consumi verso obiettivi costruttivi e valori autentici.
E’ così che negli States, nel 1995, comparve con grande successo nella televisione americana Disney’s Mickey Club (Il club di Topolino), in cui i cartoni animati e i telefilm della casa venivano presentati in un clima di appartenenza a una tribù di ragazzi e di personaggi di cartone. L’intento era quello di favorire una cultura della socialità nei più piccoli attraverso una fruizione aggregata e condivisa. Mickey Club, una sorta di antesignano del nostro Disney Club, fu il primo di una lunga serie di programmi, animati e non, che dal 1982 furono trasferiti sul canale a pagamento Disney Channel.