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La Tv che c'era - I Promossi & I Bocciati

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era
La Tv che c'era

Nel viaggio intrapreso da qualche mese con “La Tv che c’era” abbiamo ricordato alcune trasmissioni Rai e Mediaset ormai sparite per diverse ragioni dai palinsesti italiani. Nel ripercorrere le varie storie di questi programmi con dati e video ci si chiedeva anche se questi avrebbero successo riproposti nel nuovo scenario dell’offerta televisiva del 2010.

Nella lista dei titoli promossi che potrebbero trovare un nuovo pubblico di questi tempi si sono qualificati diversi programmi cult come “L’ultimo Minuto” di Rai3 e “Il Grande Gioco dell’Oca” di Jocelyn, votati dal 71%. Ancora più possibilità di successo avrebbero, secondo il 77% dei votanti, il quiz musicale “Furore” e il programma per bambini “Solletico“. Il programma, tra quelli rivisti finora, che convincerebbe addirittura l’80% dei lettori di TvBlog in una eventuale riedizione 2010 è il “Luna Park” di Rai1, forte anche della formula con la staffetta di conduttori. Promossi tra i programmi da rivedere anche “Macao” (67%), “Fuego” (66%), il reality “Survivor” (60%) e seppur con meno sostenitori anche “Canzonissima” (56%) e “Operazione Trionfo” (54%).

Nel gruppo dei bocciati, con prevalenza di voti che ne eviterebbero una nuova edizione troviamo in testa “Campioni Il Sogno” e “Super Senior“, che registrano il 60% sulla scelta del No seguiti da “La Dottoressa Giò” (57%), “Bellezze al Bagno” (54%) e un terzetto di titoli fermi per un pelo al 51%: “Piccolo Slam“, “Discoring” e “Azzurro“.

In attesa di continuare il nostro viaggio amarcord nella “Tv che c’era” con nuove trasmissioni, dopo il salto troverete un game per scegliere, tra quelli promossi finora, il programma del passato che vorreste rivedere in Tv:

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Da oggi, lunedì 12 ottobre, il Tg1 vara le nuove rubriche "Focus"

pubblicato da Stefano Sgambati

Tg1 FocusIl Tg1 prova a fare qualcosa a cui s’era disabituato negli ultimi minzolinianimesi: lavorare sui contenuti. Parte oggi, lunedì 12 ottobre, “Focus” che riunisce le nuove rubriche del notiziario “ammiraglio” della Rai riproposte in versione moderna e rinnovata. In tutto, le edizioni, sono quattordici, dai libri alla politica, dall’arte alla tecnologia, dallo spettacolo alla gastronomia. La novità sta anche nella diffusione durante la giornata: si parte al mattino, nel Tg1 delle ore 8, con replica nell’edizione della notte. Si tratterà di: “Mostre & eventi” (lunedì, dedicata all’arte e condotta da Maria Rosaria Gianni), “Persone” (martedì, Angelo Angelastro), “Note” (mercoledì, sulla musica, Leonardo Metalli e Alberto Matano), “Atlante” (giovedì, sulla politica estera, Nicoletta Manzione), “Prime” (venerdì, su cinema e teatro, Gianni Maritati e Paolo Sommaruga). A queste si aggiungono “Storia” (Roberto Olla) e “Fa’ la cosa giusta” (Giovanna Rossiello), in onda dopo il Tg1 delle ore 9.

Quindi altre sette rubriche che chiuderanno il Tg1 delle ore 13,30: “Doctors” (lunedì, sulla medicina, Manuela Lucchini e Laura Cason), “Tendenze” (martedì, la società e i suoi cambiamenti, Carlotta Mannu e Roberta Badaloni), “Turbo” (mercoledì, le automobili, Francesca Grimaldi), “Techno” (giovedì, la tecnologia, Francesco Di Mario e Marina Nalesso), “Terra e sapori” (venerdì, la gastronomia, Anna Scafuri e Claudia Piga), “Doreciakgulp” (sabato con Vincenzo Mollica) e “Billy” (i libri, Marco Frittella e Alessandra Di Tommaso).

Le redazioni “interne” di tali rubriche possono essere concretamente la risposta a un’informazione sempre più legata e pilotata come quella italiana. La speranza è sempre l’ultima a morire.

Il Tg1 in crisi d'ascolti. La maggioranza: "Colpa della risintonizzazione". Il presidente Garimberti: "Preoccupazione"

pubblicato da Stefano Sgambati

MinzoliniIl Tg1 di Augusto Minzolini va giù con gli ascolti. Parecchi insorgono, dal comitato di redazione ai commentatori esterni. Il presidente della Rai Garimberti si è detto “preoccupato” di tale crollo, specificando come sia un “aspetto di cui ci stiamo occupando, su cui ci stiamo interrogando”. Intanto, però, i numeri cantano e cantano piuttosto stonati per una direzione che sta rasentando il paradossale.

Politicamente, il disastro del principale telegiornale della Rai è visto dicotomicamente: per la maggioranza il “guasto” sarebbe dovuto agli effetti della risintonizzazione della rete ammiraglia di Viale Mazzini; l’opposizione punta il dito contro l’ormai celeberrima manipolazione dell’informazione. La verità, è probabile, sta nel mezzo: anche perché risulta difficile concepire una popolazione italiana così affinata dal punto di vista dello spirito critico, da scegliere consapevolmente di evitare il Tg1 per motivi, diciamo così, morali.

Questa l’opinione di Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della Commissione di Vigilanza:

“Le preoccupazioni espresse da più parti sul calo di ascolti del Tg1, oggi autorevolmente ribadite dal presidente Garimberti, non possono che essere condivise da chiunque abbia a cuore il futuro del servizio pubblico”.

Per Antonio Verro, consigliere d’Amministrazione della Rai, si tratta di tutt’altro. Più precisamente:

“Esistono forti pressioni e tentativi di condizionamento che vanno ben oltre la legittima libertà di critica”.

Sempre dal Cda, Alessio Gorla - ripreso da “Il Giornale” - fa notare che il calo degli ascolti “è cominciato molto prima, quando il direttore era Gianni Riotta”. E presenta una tabella relativa ai dati d’ascolto del Tg1:

    1 gennaio Tg1 share 29,85% Tg5 25,00%
    1 febbraio Tg1 share 29,40% Tg5 25,20%
    1 marzo Tg1 share 28,80%, Tg5 25,20%
    1 aprile Tg1 share 28,30% Tg5 25,30%
    1 maggio Tg1 share 28,20%, Tg5 25,70%
    1 giugno Tg1 share 28,30%, Tg5 26,00%
    1 luglio Tg1 share 26,67, Tg5 26,08

Inoltre, aggiunge Gorla, il Tg1 “ha dovuto fare i conti anche con una perdita di tre, quattro punti dovuta alla ricanalizzazione della prima rete che ha interessato il 60% della popolazione”.

Rai e Mediaset multate dall'Antitrust: pubblicità occulta. Nel mirino anche i gioielli della Venier durante l'Isola dei Famosi

pubblicato da Stefano Sgambati

Mara VenierUna multa di 440mila euro comminata a Rai e Mediaset, ree di pubblicità occulta durante alcuni dei programmi di punta della rispettiva programmazione. La decisione è dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato: l’inchiesta, invece, partì grazie a una segnalazione di Striscia la Notizia che ospitò la testimonianza dello stesso Calabrò, il quale assicurò gli spettatori che si sarebbe adoperato per agire quanto prima. Promessa mantenuta, evidentemente.

Le trasmissioni di riferimento sono “Questa Domenica”, “Pomeriggio 5″ e “L’Isola dei famosi 6″. I marchi reclamizzati in modo “non trasparente” sono, per quanto riguarda il Biscione, “Monella Vagabonda”(società Gielle) mentre per la Rai si tratta dei gioielli della collezione MyMara (società Assteria), disegnata da Mara Venier, e Europe Assistance: tutto ciò nel corso dell’Isola dei Famosi. Sanzionata anche la casa di produzione del format Magnolia (che ha presentato ricorso con la seguente motivazione: “Magnolia ribadisce di essere totalmente estranea a qualsiasi ipotesi di illecito. Magnolia pertanto ricorrerà nelle opportune sedi per far dichiarare la correttezza del proprio operato”.

Spiega l’Antitrust, come riportato da Il Corriere della Sera, relativamente ai gioielli di Mara Venier:

“La sponsorizzazione occulta della linea di gioielli MyMara è avvenuta nel corso di diverse puntate durante le quali la testimonial e alcuni ospiti indossavano i preziosi, inquadrati ripetutamente. Dai documenti acquisiti nel corso degli accertamenti ispettivi è emerso che tra la programmazione pubblicitaria della società Asteria, produttrice dei gioielli, compaiono anche le 13 puntate del programma L’Isola dei Famosi con Mara Venier. Tale elemento, pur in assenza della prova di un rapporto di committenza formalizzato tra Rai, Magnolia e Asteria, conferma che l’inserimento del logo commerciale nel corso dello spettacolo rispondeva solo ed esclusivamente ad una logica essenzialmente pubblicitaria, che le società Rai e Magnolia hanno consentito, attraverso un comportamento omissivo e non vigilante, e che ha avvantaggiato Asteria”.

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Mediaset incassa il "sorpasso" con l'astuzia del presidente Confalonieri: "Ora non direte più che siamo monopolisti...". L'ad di Sky Murdoch se la ride: "Ma questo è solo l'inizio"

pubblicato da Stefano Sgambati

ConfalonieriFa discutere il sorpasso di Sky ai danni di Mediaset, per quanto riguarda i ricavi nel 2008. La notizia, annunciata dalla relazione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha naturalmente raggiunto anche il Biscione che, nella persona del presidente Fedele Confalonieri, ha reagito con astuzia e intelligenza politica e imprenditoriale:

“Prendiamo atto del sorpasso. L’importante è la bottom line, cioè fare gli utili. E dire che ci davano dei monopolisti, ma questo dimostra che non lo siamo…”

Puntuale, a suo modo, la reazione del massimo rappresentante dirigenziale. Sfruttare a proprio vantaggio una questione non certamente favorevole, dal punto di vista aziendale, economico, pubblicitario e relazionale, è stata una mossa astuta: la “questione monopolista” era qualcosa che Mediaset non ha mai amato tirare in ballo. Fino a questo momento, fino a quando, cioè, non si è rivelato funzionale a una strategia “difensiva” mediaticamente valida.

Dall’altra parte sorride James Murdoch, amministratore delegato di Sky Italia:

“Questo è solo l’inizio. L’azienda va bene e siamo molto orgogliosi. Il mercato è ampio, c’è spazio per altri soggetti: più competizione vuol dire più dinamismo. Speriamo di continuare a crescere, potranno farlo anche gli altri. I clienti sono felici e vogliamo renderli ancora più soddisfatti”.

Vince chi si converte. La nuova frontiera del Reality spazzatura: dieci atei dovranno trovare la fede davanti alle telecamere

pubblicato da Stefano Sgambati

PapaPrendete un imam musulmano, un prete cristiano, un rabbino e un monaco buddista. Fatto? Metteteli in una stanza con dieci atei. Fatto? Benissimo: se non scoppia una rivolta etnica con i controcosi, allora può darsi che ci siano tutti gli elementi per un nuovo, avvincente, aberrante, entusiasmante, commercialissimo reality show.

Siamo in Turchia e un nuovo programma televisivo sta già facendo discutere l’opinione pubblica. In sostanza il gioco, che si chiama “Penitenti gareggiano”, prevede che i dieci atei, messi a contatto con dei religiosi, si convertano, ciascuno verso la fede che preferisce tra quelle disponibili. Vince chi davvero abbandona la strada dell’ateismo: il che è una rivoluzione, considerato che nella realtà, in genere, accade il contrario, e cioè che a vincere - o a provarci - sia il convertitore, spesso e volentieri sfruttando elementi non particolarmente democratici quali la dittatura, il terrorismo e la tortura. Tutto ciò andrà in onda a partire da settembre sull’emittente Kanal T.A..

Colui il quale si lascerà convincere dai religiosi, andrà in pellegrinaggio nel luogo sacro deputato, la Mecca per i musulmani, Gerusalemme per ebrei e cristiani ortodossi e il Tibet per i buddisti. Secondo i produttori del programma, tale gemma d’originalità sarebbe stata concepita così da permettere ai turchi di conoscere un culto diverso da quello islamico, praticato dal 95% della popolazione. Un’apposita commissione valuterà il grado di conversione dei pretendenti in gara.

Come detto non stanno mancando le polemiche. La direzione per gli Affari religiosi ha rifiutato il permesso di prendere parte al programma ad un proprio imam: “Fare una cosa simile per aumentare gli ascolti è una mancanza di rispetto verso tutte le religioni”, è stata l’accusa. L’emittente si è difesa così: “Disapproviamo gli atei, Dio è grande quale che sia la religione in cui si crede, l’importante è credere”. Siamo al delirium tremens.

I 10 concorrenti saranno selezionati tra i 200 che hanno già fatto richiesta di partecipare: dovranno passare il vaglio di un gruppo di teologi che accerterà l’effettivo ateismo.

Amen.

RaiDue lancia due nuovi annunciatori. Natasha Cicognani e Livio Beshir: lei perito aziendale, lui studente modello di padre egiziano: "Finalmente mi danno un ruolo non da extracomunitario..."

pubblicato da Stefano Sgambati

Rai DueSe ne parla poco di questi signori qui. Il che è strano visto che sono i primi faccioni che scorgiamo, prima dei nostri programmi preferiti; in più il loro ruolo, quello dell’annunciatore, è forse quello che, tradizionalmente, ha definito più di ogni altro la cifra “stilistica” della televisione italiana. Da domenica 5 luglio due nuovi volti giovani introdurranno al grande pubblico i programmi di RaiDue. I nomi li ha svelati il quotidiano Libero.

La prima è una ragazza, Natasha Cicognani, 27 anni, romagnola di Cesena e perito aziendale, nonché corrispondente in lingue estere. Già volto noto di alcune fiction di successo come “Tutta la verità” di Cinzia Th Torrini e “Il commissario De Luca” con Alessandro Preziosi, di spot televisivi e di un film, “Sexual Radar” di Luca Martera.
Il secondo si chiama Livio Beshir, trentaduenne di Paliano, provincia di Frosinone. Di madre italiana e padre newyorchese di origini egiziane, il giovane è il primo annunciatore della televisione pubblica di colore. Anche lui ha fatto qualche esperienza in televisione tra spot e fiction (“Sottocasa” su Raiuno e “Non smettere di sognare” su Canale 5). Livio è una specie di genio degli studi, tra borse di studio all’Università La Sorbonne di Parigi a una laurea in Scienze della comunicazione con 110 e lode. Dice lui stesso di questa nuova imminente esperienza:

“La Rai è l’unica azienda che ha fatto vedere che un ragazzo di colore e con caratteristiche diverse può fare qualsiasi cosa, valorizzandolo per quello che è, senza preconcetti. Più del cinema, perché io nasco come attore e tutti i ruoli che mi hanno proposto sono sempre stati, ahimé, quelli dell’extracomunitario”.

C'è da diventare ciechi: boom di Nitegate, la prima tv digitale a pagamento solo per adulti. Già 100mila smart card prevendute

pubblicato da Stefano Sgambati

NitegatePoi uno dice la crisi. Per carità: la recessione c’è ed è seria. Una tragedia economica che ha nomi e cognomi alla voce “colpevoli”. Fa solo specie constatare come le teorie e le tecniche di risparmio dei cittadini vadano a farsi benedire di fronte alla chimera del sesso.

I numeri di Nitegate, la prima tv digitale terrestre a pagamento con contenuti solo per adulti, lanciata dal gruppo Profit di Raimondo Lagostena, parlano chiaro: 100mila smart card già prevendute e un obiettivo di 500mila card da raggiungere entro il primo anno di attività. Un boom che riempie di fiducia gli investitori e, tutto sommato, anche i nostri animi. Parafrasando il principe Fabrizio, de Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, il quale faceva riferimento alla Morte, potremmo dire, nel caso nostro, che finché c’è sesso c’è speranza.

Il costo? Contenuto: sostanzialmente un euro a notte per vedersi garantito l’accesso a sei ore di programmazione, dalle 24 alle 6, su quattro canali (Sexo Exclusive, Sexo Exotica, Sexo Amatorial e Sexo Trasgression). Quattro film per notte, 7 giorni su 7, per una library che prevede un totale di circa mille film. La smart card richiesta è del tutto anonima e ricaricabile. Insomma, signore e signori, c’è da perdere la vista.

Queste le offerte previste per il consumatore:

Bronze con 30 giorni consecutivi di visione per i quattro canali a 30 euro;
Silver con 90 giorni consecutivi di visione a 60 euro
Gold con 180 giorni consecutivi di visione a 110 euro.

Il segnale è ricevibile sulle frequenze dei multiplex del Gruppo Profit e affiliati: Odeon Tv, Telecampione, Telereporter, Canale 10, Telegenova, Telereporter Roma, Telereporter Sud, Arezzo Tv, Nova Tv, Odeon Sat, Telecolor, Canale 8, Telecentro, Canale 24.