Un paio di settimane fa era stato Fedele Confalonieri, a lanciare “un invito” per una televisione che non alimenti le ansie e le paure degli italiani, il riferimento era alla fiction Crimini Bianchi. Il presidente di Mediaset aveva detto: “Fiction come questa a me mettono l’ansia e credo che questo non sia il momento di programmi ansiogeni“. Si trattava di un’indicazione piuttosto sfumata, ma che può essere messa in correlazione con l’autentico diktat lanciato ieri da Silvio Berlusconi:
Farò in modo che la tv pubblica e quella privata non siano ansiogene. La tv pubblica non può essere il punto principale di pessimismo. Basta diffondere panico, ora intervengo.
Ebbene sì, in un momento di difficoltà, con la sfiducia che corre per via della imperante crisi finanziaria, il Presidente del Consiglio chiede alle televisioni di svolgere un ruolo che spetterebbe alle istituzioni, quello di distributore di serenità per i cittadini/elettori/telespettatori. Il tono non è esattamente quello del suggerimento, si tratta di un ordine come è nello stile del padrone che indica le cose da fare ai suoi sottoposti.
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