
Max Pezzali e Tricarico sono stati eliminati dalla quarta serata del Festival di Sanremo. I due cantanti sono esclusi definitivamente dalla gara insieme alle due “non” ripescate Patty Pravo e Anna Oxa che ieri hanno lasciato il palco dell’Ariston. Anna Tatangelo e Al Bano, in difficoltà con il verdetto della giuria demoscopica, sono confermati due volte al televoto.
Se l’eliminazione del “solito” Tricarico, superfluo quanto misteriosamente necessario al Festival, può anche non sorprendere l’uscita di scena di Max Pezzali non era prevista. L’ex 883 si è presentato con pezzo classico, il suo “secondo tempo“, le solite liriche, la solita musica, la stessa con la quale è di solito molto apprezzato da un pubblico di nostalgici degli anni ‘90 come da una platea molto più giovane. I 40enni televotano poco? Si può ridurre il tutto a questa motivazione?
I 10 cantanti ammessi alla finale sono: La Crus, Nathalie, Luca Madonia con Franco Battiato, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Davide Van De Sfroos, Emma e I Modà, Al Bano, Roberto Vecchioni e Luca Barbarossa.








Torna lo speciale del sabato in diretta con Maria De Filippi, che illustrerà quest’oggi dallo Studio 19 di Cinecittà il nuovo regolamento del serale. Ancora due sfide a squadre, domani sera, ma con una differenza: la squadra che vince farà due nomi di quella perdente e saranno i compagni di squadra di quest’ultima a salvare un elemento tra i due nominati. I candidati all’eliminazione delle due sfide andranno come domenica scorsa al ballottaggio e sarà la commissione a decidere chi salvare.
Ricordiamo che la squadra bianca è composta da Pierdavide Carone, Emma Marrone, Stefano De Martino, Michele Barile e Grazia Striano, mentre la blu da Matteo Macchioni, Loredana Errore, Elena D’Amario, Enrico Nigiotti e Rodrigo Almarales Gonzalez. Enrico è stato il protagonista indiscusso del daytime, visto il passaggio di consegne didattico tra Loretta Martinez, per la quale il ragazzo aveva rinnegato a sua volta Charlie Rapino, e Luca Jurman. Quest’ultimo, infatti, ha ripreso a fare lezione nella scuola e si è ripromesso di far migliorare il ragazzo sul profilo tecnico. Enrico ha anche proposto di rinunciare all’immunità del televoto, qualora fosse tra i primi tre, e ha invitato i suoi compagni a preferire Elena a lui in caso di testa a testa.
E’ uscita ieri la compilation Nove, la seconda compilation dell’edizione in corso di Amici con gli inediti di tutti i cantanti ancora in gara oltre che di Davide Flauto, Anna Altieri e Angelo Iossa.
14.18 Dopo il cappello introduttivo della De Filippi è Stefano a esibirsi per primo, come sempre a torso nudo per far urlare il pubblico. Garrison fa un clamoroso annuncio:
“In nove anni che faccio questo programma non ho mai trovato uno come lui. Non c’è mai un momento noioso con lui, c’è sempre qualche sorpresa”.

La palla passa subito a Emma, senza che il pubblico parlante intervenga su Stefano. La De Filippi presenta Nove e ricorda che Emma ha avuto ben quattro tre proposte discografiche. La conduttrice dichiara per la prima volta che Tezenis, oltre a sobbarcarsi il vitalizio dei ballerini che vinceranno le borse di lavoro per un anno, ha realizzato un microfono personalizzato per ogni cantante. Regalo sfizioso a parte, forse anche Emma avrebbe preferito un anno di vitto e alloggio. La cantante si esibisce nel suo inedito, Meravigliosa, con tanto di microfono griffato giallo pipì nuovo di zecca. Rapino si complimenta (ancora):
“Ho perso un’allieva per guadagnare un’artista”.

14.28 Michele balla da Dio con Anbeta. Peccato che sia un ballerino così poco supportato. Garrison finalmente fa notare i suoi meriti, dicendo di sentirsi protettivo nei suoi confronti, e la De Filippi lo elogia in quanto ragazzo educato e riservato. Secondo Garrison, Stefano e Michele sono i migliori allievi che potesse augurarsi nella sua squadra. Effettivamente due ballerini così insieme si fanno apprezzare.

14.30 Pierdavide ha avuto da Tezenis un microfono bianco ospedale, in omaggio alla Ballata? Il cantante si esibisce in Destra sinistra come omaggio a Gaber (e gli va dato atto di elevare il repertorio medio di Amici, con più dignità di Mario Nunziante). E gli altri compagni di squadra fanno i cretini alle sue spalle. Gli hanno spiegato che Gaber è una cosa seria?
14.34 Falso allarme per Grazia: parte la base ma lei non è ancora pronta. Ancora una variazione dal Don Chisciotte. C’è stata una defaillance di Grazia giustificata dal maestro Villanova.

14.41 Maria De Filippi fa entrare Valerio Scanu, ospite esclusivo alla vigilia di Sanremo con tutta l’armata dei fan:
“Lo so che non sai perché sei qua. Vogliamo augurarti a modo nostro un in bocca al lupo”.






Tour de force, oggi, per la troupe che sta realizzando lo Speciale Sanremo 2009 su Dada e che ci permette di postare alcune dichiarazioni dei cantanti, poco prima dell’inizio di una nuova serata del Festival, che seguiremo, come al solito, qui su TvBlog.
Francesco Renga, blindatissimo e in conferenza stampa, non si sente favorito e ha una sua precisa idea su come finirà questo Festival. Ma non la rivela. E’ consapevole - e a ragione - di avere una bella canzone, una canzone difficile che, dichiara, è dedicata a tutti coloro che non hanno più voce o che non l’hanno mai avuta. E’ un percorso canoro, quello di Renga, che lo porterà, con il disco in uscita a maggio, verso un probabile tour internazionale e verso qualcosa di diverso dalle canzonette. Questa sera duetterà con un soprano. Lo vedremo forse in un teatro d’opera, prima o poi?
Dolcenera, look sbarazzino e quasi conigliettesco, decisamente divertita e molto carica, anche perché è una delle favorite per la vittoria finale, si dice in qualche modo rinata. Fra le canzoni che ricorda di più - oltre alla sua, ovviamente -, quella di Tricarico.
Il quale non pare molto lieto per l’eliminazione e, stralunato come al solito, dice che non tornerà più a Sanremo.
Marco Carta è visibilmente stremato dalla kermesse sanremese e dall’enorme attenzione mediatica che si è concentrata su di lui: è di poche parole, felice per questo successo che sente arrivare comunque vada.
Irene Fornaciari è ancora stordita dalla felicità per la bella esibizione di ieri sera con papà e “zii”, non vede l’ora di iniziare il tour e sogna, sogna di duettare un giorno con Tina Turner, come capitò a Elisa.
Silvia Aprile, come al solito dolce e lucida, commenta la sua performance con Pino Daniele - e il bis dello stesso Pino, decisamente emozionante -. E alla domanda: quale grande ospite internazionale avresti portato sul palco risponde: Michael Jackson.
Poi c’è Arisa.

Dice che i lettori de IlSole24Ore hanno scelto X Factor, come loro programma preferito, anziché Sanremo. Allora mi sono messo lì a pensare, occhieggiando il Festival forse migliore degli ultimi trent’anni: c’è un comune denominatore tra le due trasmissioni, al di là della musica e del marchio Rai?
Prime cose che mi sono venute in mente: Sanremo tiene i quattrini e gli effetti speciali, X Factor, che certo povero non è, punta sui cantanti gggiovani che fanno presa sul pubblico. Sanremo si è acchiappato il conduttore con le palle più cubiche d’Italia, X Factor c’ha il meccanismo dei tre giudici incazzati che funziona anche più delle Conigliette di Playboy. E poi? Mi sono spremuto le meningi e ho capito che un paragone, sebbene difficile e strumentale, forse potrebbe azzardarsi. Se non altro perché, volendo proprio tirare la corda intorno al sacco, a mio parere sono soltanto due gli elementi di raccordo che stanno decretando il successo dell’uno e dell’altro e questi due elementi sono il talento delle nuove proposte e la sincerità della confezione televisiva.
X Factor è un programma “sincero”, in cui succede quello che deve succedere senza il filtro dello spettacolo pecoreccio, come, per esempio, avviene in Amici. X Factor non nutre velleità pedagogiche, non ha “maestri”, ha agenti discografici; non porta sul palco Platinette varie o De Filippi, nani da circo e mangiatori di fuoco; X Factor inizia con una canzone e finisce con una canzone. Al massimo si concede il lusso di un superospite alla settimana, lunedì ci sarà la Pausini, una che con Sanremo, guarda caso, ha molto da spartire; per il resto niente concessioni alle distrazioni, nessun ammiccamento alle esigenze di share. Almeno apparentemente ma è ciò che conta. Ci sono i ragazzi sul palco, che devono cantare, e tanto succede. I giovani cantano. Punto e basta. Uno dopo l’altro, divisi in due manches, introdotti dal rispettivo “allenatore” e fatti seguire da un breve dibattito, questo sì, ogni tanto farcito di appuntiti litigi. Non a caso, alla luce di tutto questo, X Factor, contrapposto ad Amici, perde inesorabilmente la gara dell’audience. E’ normale. Perfino il “daytime”, in X Factor, è sincero: dura una manciata di minuti durante i quali si vedono, ancora una volta, i ragazzi cantare, i ragazzi provare, i ragazzi suonare. Fine. Altro non c’è. L’originalità assoluta di X Factor sta lì, nella sincerità.
Festival di Sanremo: terza puntata all’appello condotta da Paolo Bonolis con la partecipazione di Luca Laurenti, l’attrice Gabriella Pession e il modello Thyago Alves. Giovanni Allevi apre questa serata sulle note del celebre tema composto da Ennio Morricone per il film “Il Pianista sull’Oceano” di Peppino Tornatore, per poi eseguire ‘Pianokarate’, una delle sue composizioni più virtuosistiche e sperimentali:
“E’ il brano più antisanremese che si possa immaginare, dove esprimo tutta la mia rabbia e la mia libertà di artista. Quanto alle canzoni in gara al Festival ho bisogno di piu’ tempo perche’ ho un approccio analitico alla musica. Ma ci sono delle cose che mi hanno già colpito. Per esempio l’arrangiamento della canzone di Marco Carta”.

Questa sera si esibiranno tutti i giovani, accompagnati dai propri mentori, e i sei eliminati tra cui ne verranno ripescati due dal televoto. Iva Zanicchi, Afterhours, Tricarico, Nicky Nicolai e Stefano di Battista, Al Bano, Sal Da Vinci: chi volete salvare? Buon Festival a tutti!

21.05 Con la magia della Leggenda del Pianista sull’Oceano di Tornatore, film capolavoro tratto dal monologo Novecento di Baricco, si apre il Sanremo di Bonolis dove la musica la fa davvero da padrona. Alla tastiera, in apertura, un magistrale Giovanni Allevi. Arriva il conduttore e dà il benvenuto per questa terza puntata, ancora all’insegna dell’eccellenza. Bonolis mette le mani avanti: questa sera sarà un happening all’insegna di qualche imperfezione. In soldoni non c’è stato molto tempo per provare. Ma l’entusiasmo e il calore sono ancora lampanti, come pure la solita retorica un po’ forzatella (per quanto impeccabile) del conduttore.

21.13 E’ doveroso l’omaggio ad inizio puntata all’attore Oreste Lionello, che proprio oggi è venuto a mancare.

21.16 Aprono Filippo Perbellini e Riccardo Cocciante. Suo modello in tutto e per tutto, dalla chioma alle corde vocali. Una canzone che non decolla mai, stantia e ripetitiva e troppo esasperatamente cocciantiana nello stile. Voto: 6. Bonolis intanto celebra la storia dell’artista veterano all’insegna di amarcord ed evergreen a cappella: bella liturgia. Ecco il trucchetto di Bonolis: con l’alibi del supporto il mentore si prende la scena e diventa superospite. Morale della favola: questa sera si chiude a notte fonda e i veri protagonisti sono i miti non in gara. Cocciante si esibisce in un brano-chicca del suo repertorio, molto intenso ma un po’ “fuori traccia”: Quando finisce un amore. Quando nasce ce l’ha già raccontato Anna Oxa. Riappare il figlioccio ad applaudire come un figurante qualsiasi. Bonolis ci ha fregato anche stavolta.

21.30 E’ arrivata all’Ariston la signora Leonida. Chi ha pettinato Gabriella Pession venga licenziato subito!!! Più spigliata che incantevole, va detto. Fa un po’ la Veronica Pivetti dell’annata di Raimondo.

21.35 Pino Daniele, con un pizzetto da camionista, accompagna l’elegante Silvia Aprile. Se non avesse quella voce la farebbe sfigurare in quanto a “presenza”. La solita tiritera sulla forza delle donne: la canzone è troppo banale e non fa onore all’artista. 6.5, giusto per la fiducia sul suo X Factor. Bonolis liquida l’Aprile perché sta per avere un orgasmo al pensiero di avere il suo idolo accanto. Lui canta Quando quando e io dico… tu dimmi quando quando avrai le palle per metterti in gioco… in gara? Ovviamente che sia un grande artista non si discute. Lui parla della città di Napoli, che gli sta sicuramente più a cuore della sua pupilla. Per lui Napule è: non è ingiusto che a lui tocchi il bis perché il conduttore ha un debole?

21.51 Un sempre più intenso Luca Laurenti ci delizia con l’interpretazione di My Way. Sta affrontando le canzoni più difficili di questo Festival e non prende mai una stecca: dategli un Premio, così gli passa la voglia di fare la bavosa. Simpatica gag. Bonolis: “Lei questa musica come la sente?”. Laurenti: “Con la cuffia”.

La giuria demoscopica del Festival di Sanremo ha decretato i tre esclusi della seconda serata: sono Sal Da Vinci, Al Bano e Niki Nikolai & Stefano Di Battista, questi tre artisti dovranno contendersi i due “ripescaggi” insieme a Tricarico, Afterhours e Iva Zanicchi eliminati ieri. Il meccanismo voluto da Bonolis sembra funzionare, i 6 che hanno patito il giudizio della giuria presente all’Ariston avranno la possibilità di rientrare appellandosi al “popolo” attraverso il televoto nella puntata di domani, fair enough.
Dopo gli ascolti piuttosto confortanti dell’esordio (ma era difficilissimo fare peggio di Baudo e non c’era controprogrammazione Mediaset), e giudizi della critica sulla confezione del Festival più che lusinghieri, Bonolis si conferma anche in questa serata. Il Festival scorre piuttosto rapido, gli intermezzi non sono mai noiosi e stravince l’idea di portare la coppia con Laurenti alla ribalta su RaiUno.
Personalmente non sono fra quelli che si sarebbe stracciato le vesti dopo un flop di Sanremo ed un suo conseguente ridimensionamento televisivo, inutile negarlo, ma questo Bonolis II sorprende in positivo. L’istrionica capacità del conduttore si unisce a qualche licenza rispetto all’impostazione classica del Festival, per una volta le canzoni suonano, pur se non originalissime, quantomeno ben equilibrate in un mix sapiente.

Mentre Max Giusti apre gli ultimi pacchi di Affari Tuoi, o meglio “li scavicchia” (cit.) per poi aprirli, siamo pronti per seguire la seconda serata del Festival di Sanremo chiamata a replicare il successo negli ascolti di ieri, stasera però Mediaset non ci va morbida e propone il talent Amici. Bonolis saprà difendersi dalla sua futura ospite? (Fotogallery della seconda puntata)
21.08 - Altra partenza anomala, spezzone di Amadeus, il film di Milos Forman dell’84 che racconta la vita di uno dei geni della storia della musica: Wolfgang Amadeus Mozart. Le immagini del film, con Salieri che cerca di seguire la dettatura del Requiem di un Mozart malato. Sfuma la sequenza del film e si entra nel teatro Ariston, arrangiamento rock che diventa un omaggio ai Pink Floyd. Azzeccatissimo, chissà cosa ne penserebbero però i due giganti Mozart e Pink Floyd di ritrovarsi proiettati sullo stesso palco di Povia e dei Gemelli Diversi.
Bonolis entra in scena e difende la Zanicchi, in qualche modo “vittima” del monologo di Benigni. Roberto scherzava, ma può aver avuto un effetto nocivo sul giudizio della giuria demoscopica, il conduttore “non vuole influenzare nessuno”, però lo fa. Giustamente.
Partono le 13 esibizioni della serata, con Alexia e Mario Lavezzi. Il duetto anomalo funziona, il pezzo è scritto con Mogol e riesce ad esaltare le cose migliori dei due interpreti. Il conduttore spiega il senso della giuria demoscopica in sala per stilare questa classifica: “con il televoto i cantanti che si esibiscono dopo hanno a disposizione un pubblico minore…la gente va a letto“. Ecco, magari si potrebbe farlo durare meno, no?
Entra Eleonora Abbagnato, la ballerina italiana che ricopre il ruolo della “bella” di serata. Dall’Opéra di Parigi arriva e ringrazia Bonolis per aver confessato che il suo accento francese “lo attizza”. Complimenti allo spirito d’adattamento.
21.30 - Riecco Povia, il pubblico in sala gradisce in maniera “anomala” con tanto di battimano sulla strofa “rappata”. La canzone è bruttina, il testo di una banalità irritante, manca solo che Luca amasse i fiori e i fiorai quando era adolescente. Lui raccoglie l’applauso anticipato e abbandona il palco lasciando al suo posto il cartello “Nessuno ha sempre ragione”. Le polemiche gli stanno montando la testa.
Al Bano è uguale a se stesso, ma stavolta appare particolarmente “confuso”, urla con sforamenti nella lirica messe lì un po’ a caso. C’è a chi piace. Bonolis è letteralmente osannato da tutto il teatro Ariston, con i giurati in galleria a fare gli ultras, non sarà un po’ presto? Arriva anche il momento di Luca Laurenti che abbandona nuovamente il suo consueto farsetto da vittima di Bonolis per cantare New York, New York di Frank Sinatra. Furbescamente modera l’assolo finale, troppo difficile. Altro super applauso, potrebbe diventare fastidioso alla lunga.

Niki Nikolai con Stefano Di Battista, la canzone di “Lorenzo Cherubini” risulta molesta con la sua forzata solarità, peccato per il musicista vero con Di Battista. Innocua, non pare in grado di andare lontano, né al Festival né nelle classifiche. Sal Da Vinci, la “tassa” che il Festival deve pagare alla musica neomelodica campana, servirà ma non è certamente un valore aggiunto.
Nella seconda puntata di Sanremo Question Time Paolo Bonolis ha ammesso di aver trovato penalizzante l’intervento di Roberto Benigni su Iva Zanicchi. Già alla vigilia della kermesse Paolo aveva detto a Iva che la sua canzone “è uno tsunami”, in quanto allude a una sessualità frizzante ma insolita per una signora: “un sacrificio che il pubblico avrebbe potuto non capire”. E infatti così è stato. Dalla sua, però, ha aggiunto che era all’oscuro dei contenuti del monologo e quindi non è stato responsabile dell’ordine di esibizione della Zanicchi, giudicato da quest’ultima poco opportuno in quanto successivo agli sfottò del comico.
Il conduttore ha poi così commentato i dati di ascolto:
“Questo evento ha immense potenzialità, in alcune edizioni riescono e in altre no. Non sono un salvatore di nulla”.
Bonolis ha infine aggiunto che questa sera, se vorranno, potranno intervenire sul palco gli eliminati, ovvero Tricarico, gli Afterhours e Iva Zanicchi. Ognuno di loro, infatti, può ancora sperare nel ripescaggio.
Tricarico, Afterhours e Iva Zanicchi sono, come annunciato dai Gialappi su Radio2 abbondantemente prima della fine della prima serata del 59° Festival della Canzone Italiana di Sanremo.
Esibizioni decisamente non convincenti, quelle di Tricarico e - purtroppo - degli Afterhours, che live hanno lasciato veramente a desiderare. E non convincente - poco credibile - nemmeno la Iva nazionale, con questo testo che inneggia al piacere femminile in maniera decisamente velleitaria.
Il bilancio di questa prima puntata, almeno a giudizio del sottoscritto è positivo, non fosse per la durata veramente infinita. Che Bonolis sappia fare intrattenimento, lo si sapeva. Che abbia una capacità innata a capire i meccanismi televisivi e a cavalcare i momenti, anche. Lo dimostra il modo in cui ha gestito la questione Povia-Grillini.
Lo dimostra come si è fatto da parte per lasciar campo libero a un Benigni semplicemente stratosferico - qui sta la bravura del presentatore-presenzialista: chiamarsi fuori, quando serve - che fa show da solo.
Lo dimostra la naturalezza con la quale - dopo i primi minuti di empasse - si destreggia nel ruolo di chi si prende sul serio fingendo di non prendersi sul serio e prendendo bonariamente di mira se stesso, le proprie idiosincrasie e quelle del mondo dello spettacolo, dal gobbo elettronico alla platea dell’Ariston, di morti viventi a memoria d’uomo, particolarmente vitale questa sera.
Sanremo 2009 comincia qui (fotogallery della prima puntata)
E’ la voce di Mina che fa la sua apparizione brevemente anche in video, a dare il via alla 59° edizione del festival di Sanremo, in una suggestiva esecuzione del Nessun dorma, con immagini celebrative della storia del Festival e dell’Italia tutta, mentre una bimba, la piccola Beatrice, osserva dal palco.
Orchestra, teatro sottotono, Beatrice che accenna timidamente a un immenso - per lei - pianoforte a coda le note del Nessun dorma appena sentito dalla meravigliosa voce di Mina, poi fuochi artificiale (registrati, posso garantire, dalla mia finestrella che affaccia sul ridente paesino della riviera) e poi Paolo Bonolis, un bonolis che saluta il primo violino dell’orchestra, che celebra la regia di Stefano Vicario e la fotografia - per quanto si vede, molto bella - di Ivan Pierri.
E’ un Bonolis che, a non conoscerlo, si definirebbe quasi emozionato, cita Pavese mentre alle sue spalle provvedono a allestire per l’esibizione (momento non bello), e poi si comincia, alle 21:21 (record di velocità?) con Dolcenera, Il mio amore unico.
E’ una Dolcenera decisamente diversa da quella che conosciamo, look completamente rinnovato - lo ha sottolineato lo stesso Bonolis - ma pezzo che, tanto per cambiare parla d’amore, ma in maniera aggressiva , una di quelle canzoni da risentire senza l’arrangiamento orchestrale, probabilmente.
Peccato per il fastidioso effetto overscan che mostra i trattini bianchi sotto alle bande del 16:9. Ma fare delle prove tecniche? No, eh?

Tempo di presentare la giuria demoscopica, tutta presente in sala (in 300. Come alle Termopili. Quanto je piace, a Paolino, fare il dotto. Eppure, è bravo a farlo). Fausto Leali, Una piccola parte di te. Ancora padri e figli, ma la voce, caro Fausto, non è più quella di un tempo.
E nel frattempo, dalla regia hanno risolto il fastidioso problemino dei pallini bianchi sotto alla banda del 16:9. Sarà poca cosa, ma qui si ringrazia.
21:33: cambio luci, entra in scena Luca Laurenti, e Bonolis sfoggia i suoi piani d’ascolto, tecnica comica silente di cui è maestro. That’s Life. Siparietto noto ai più, ma bello che si ironizzi sul cantare a Sanremo.
E si ironizza anche sull’essere direttore artistico di Bonolis: alla dichiarazione del ruolo, Laurenti se la ride. Bonolis gli strappa la manica della giacca e lancia la pubblicità in maniera decisamente originale.
Se posso permettermi, un buon inizio, con qualche ma: il video sotto la splendida esecuzione di Mina era dilettantesco e poco suggestivo, nonostante gli intenti. La musica non è granché. L’ansia di ritmo è evidente. Forse è giusto così, eh.
E’ il momento di Tricarico, l’uomo che stonando convinse la critica dello scorso anno, guadagnandosi un posto in prima fila anche in questa edizione con Il bosco delle fragole. Ascoltiamo.
Pessimo. A me non piace, non lo trovo gradevole né interessante. Ma finalmente, è giunto il momento della bellezza - Bonolis non esita, prima di annunciarla, a salutare la mogliettina che sta in prima fila accanto a Del Noce - e poi, eccola, statuaria e con tacco impossibile, Alessia Piovan. Ahi, Vicario. Mi hai fatto vedere l’operatore con telecamera a spalla che stava appollaiato per il controcampo. Non si fa…
Emozionata, ma incapace di mettere insieme due parole di senso compiuto in una frase senza senso, sebbene legga dal gobbo elettronico (che è messo davvero troppo in alto, sembra che rivolgano le proprie preghiere a visnù, quando vi ricorrono, sia Bonolis sia la Piovan. Che bella è bella, eh), ha l’arduo e ingrato compito di introdurre Marco Carta, per il quale l’orchestra è diretta da una donna in abito rosso - è la prima volta? - Fedrica Fornabbaio. La forza mia. Canzone terribile. Esecuzione improbabile. Voce inesistente - e menomale che c’è il coro -. Rimandato a settembre prima ancora degli esami. Oh, sì, certo. Piacerà ai suoi fan. Ma qui ci è chiesto di essere obiettivi (o almeno, visto che i fan si scatenano favorevolmente, di dire quel che si pensa). Un voto in più per il coraggio, dai. Ma più di n.c., che vogliamo dargli?
Tocca a Patty Pravo, E io verrò un giorno là. Vorrei dirne bene, perché non si può non amarla, Patty Pravo. Però la canzone mi sembra banale, l’interpretazione lascia a desiderare e ci sono problemi di intonazione.
22:00: un clarinetto che intona l’intro di Rhapsody in Blue di George Gershwin serve da snodo per la pubblicità. Non prima di ricordare un collegamento con il Palazzo delle Nazioni Unite da New York. E per noi, è tempo di riordinare le idee.
22:06: Miguel D’Escoto, Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è in collegamento in diretta da New York. Perché? A che pro? Cui prodest? Perché davvero Miguel d’Escoto sta mandando un messaggio al mondo attraverso il Festival, come chiede Bonolis?
Bastasse davvero dire in prima serata che dobbiamo amarci tutti come fratelli e sorelle - cosa condivisbilissima, sia chiaro - forse un programma tv potrebbe cambiare il mondo. Ma chi ci crede davvero?
Marco Masini e Italia. Interessante l’intro con brani radiofonici di cronaca. J’accuse di quelli pesanti - ma anche un po’ retorici. Eppure, la retorica sembra sempre molto condivisibile -, canzone non fenomenale, testo che farà discutere a lungo, melodia inesistente ed è un peccato.
Paul Sculfor, modello dalla bellezza maschia - così mi dicono dalla regia - si presta a una gag con Laurenti e Bonolis che perlomeno strappa il sorriso (meglio la prima, via).
Ora, Francesco Renga, che omaggia Luciano Pavarotti con Uomo senza età. Bella la luce rossa scelta per la sua canzone. Ecco. Francesco Renga ha la voce. Per tutti coloro che si chiedono cosa voglia dire essere intonati e avere la voce. Canzone difficile. Da riascoltare. Sicuramente non sanremese.
22:30: E’ il momento di Roberto Benigni. Ingresso trionfale, come di consueto. Ascoltiamo il monologo.
Trenta minuti di monologo. Trentadue, forse, con meravigliosa citazione finale a Oscar Wilde. Benigni è - dirò solo questo, perché noto che nei commenti si scatenano le fazioni politiche, di cui francamente mi importa poco - il più grande monologhista al momento in circolazione in Italia. Probabilmente il monologo andava limato, perfezionato e accorciato. Ma le risate, gli applausi e la standing ovation dell’Ariston non possono essere casuali, cari lettori. E a quelli ci atterremo, giacché è il pubblico nella sua manifestazione più ampia e totalizzante - la “massa”, a meno che non si voglia dire che nella “massa” dell’Ariston ci sono solo persone che la pensano allo stesso modo - a stabilire il successo o meno di qualcuno. Standing ovation. Cui, personalmente, mi aggrego volentieri. De Profundis al Festival di Sanremo, poteva portarlo solo Roberto Benigni.
Ma è giusto il commento di Bonolis, al rientro (23:07) dalla pubblicità: fiero di essere italiano. E poi, la Piovan, che stava meglio prima del cambio d’abito. Ora tocca allo strano trio Paolo Belli - Pupo - Youssu ‘NDour, ovvero Si può dare di più all’alba del 2010, con un trio davvero improbabile a pensarci, testo di Mogol e Ghinazzi, il resto è - a un primo ascolto, precisazione che vale per tutto quanto è venuto qua sopra - un coro di zampognari.
23:18: Grazie, grazie, grazie a Luca Laurenti per aver ironizzato sul gobbo elettronico. E non sono ironico. Ora tocca ai Gemelli Diversi. Vivi per un miracolo, ma il miracolo è il primo problema tecnico della serata, probabilmente. E questa volta, vedere il lavorìo sul palco e Bonolis che deve improvvisare per portare avanti la baracca, fa piacere.
Ma veniamo a Vivi per un miracolo. La parte rappata mi piace. Il vocoder proprio no.
23:27: battuta della Piovan, che fa anche ridere. Ma tocca a Al Bano. Amore non corrisposto, che è sempre amore anche se non ha quando e non ha dove. Non mi sento in grado di giudicare. Perché Al Bano propone canzoni che sono sempre uguali a loro stesse. E che so piacerebbero a mia madre.
23:33 Paolo Bonolis chiama l’orchestra a un’esecuzione alternativa. Prima Smoke on the water (il rocker che è in me ringrazia), poi la K525 di Wolfgang Amedeus Mozart (qui ringrazia il classicista che è in me), poi il medley di entrambe. Bravo Bonolis.
23:38: Nuovo momento col bellone di turno, introdotto da un George Michael d’annata. E nuova gag in anglo-maccheronico.
23:43: Afterhours. Puntavo su di loro per qualcosa di nuovo. Qualcosa di nuovo ci sarà anche, la mancanza di intonazione invece è uguale a quella di molti altri. La versione da studio sarà meglio di sicuro. Peggio è impossibile, possiamo dirlo?
23:47: Un Freddie Mercury registrato da Made in Heaven per il terzo cambio d’abito della Piovan, bellissima questa volta, per introdurre l’Iva Zanicchi che è stata fra i bersagli degli strali di Roberto Benigni. Ti voglio senza amore.
Lei ci crede. Noi, francamente, un po’ meno. Subito dopo, il sax di Stefano Di Battista e la bella voce di Niki Nicolai su testo scritto da Jovanotti, vediamo di che si tratta. Il marchio di Lorenzo è evidente, il pezzo non è originalissimo probabilmente, ma non mi dispiace affatto. Questa è gente che si diverte a fare musica. E c’è qualcuno che suona, sul palco dell’Ariston. Finalmente.
Povia. Luca era gay, dirige Massimo Morini. Un’accozzaglia di banalità pseudofreudiane che non meritava tutta l’attenzione mediatica di cui è stata oggetto. Intellettualmente disonesta. Non mi sento di giudicarla altrimenti. Sia chiaro, non c’è omofobia, c’è solo una clamorosa banalizzazione. Eppure, musicalmente piacevole. Ma non è la musica che conta, qui.
Paolo Bonolis, che di comunicazione ne sa eccome, dà la parola a Grillini, che signorilmente parla di amore omosessuale. Qualche fischio in platea. Di qualcuno che probabilmente, in fatto di comunicazione, invece, ha qualche problema. Bravo a Bonolis, per come gestisce la situazione.
Sal Davinci è una delle prime vere canzoni sanremesi di questa sera. Attenzione perché l’amore tormentato ai Sanremesi piace. E la voce di Davinci è bella.
Alexia feat. Lavezzi è in versione punk postatomica. Arrangiamento interessante, accoppiata decisamente inedita, Lavezzi ci crede e Alexia ha una voce d’altri tempi. Bravi.
Chapeau per la Katy Perry che non canta in playback, errore nel quale sono incorsi grandi ospiti stranieri delle passate edizioni sanremesi. Carica per bene platea e galleria - che per una volta non sono popolate da cariatidi - e scherza con Bonolis.
E grazie a Paolo Bonolis per aver portato, in qualche modo i Queen sul palco. Don’t stop me now. Katy Perry la canta, a sorpresa, e non era in condizione di farlo, evidentemente. Sfoggia una voce notevole e una simpatia davvero rara, da vera donna dello showbiz. Ci vorrà tanto, a fare musica e spettacolo come si deve?
Esclusi gli Afterhours, Tricarico e Iva Zanicchi, secondo la Gialappa’s.
Iniziano i giovani, Malika Ayane, Come foglie. O meglio, come Giusy Ferreri. Ovvero, come la Whinehouse e chi più ne ha più ne metta.
Irene Fornaciari, figlia d’arte con Spiove il sole. Sembra una canzone del padre, ma decisamente meglio di parecchi big. Simona Molinari, Egocentrica: arrangiamento ammiccante, canzoncina piacevole, buona interpretazione. Filippo Perbellini, decisamente molto, forse troppo cocciantiano.
Alle ore 01:15 (forse è per questo, che non ha voluto il Dopofestival), Paolo Bonolis si siede sulle scalette - non sulla scalinata che pure ha percorso ampiamente - stremato, come noi. Si concede un dialogo con Vicario che in ordine casuale annuncia, in grafica, chi è passato: Sal Davinci, Dolcenera, Marco Masini, Francesco Renga, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, Alexia+Lavezzi, Leali, Al Bano, Patty Pravo, Genelli Diversi, Pupo, Belli, Ndour, Marco Carta, Povia. E ovviamente, gli eliminati sono quelli già annunciati dalla Gialappa’s più di mezz’ora fa su RadioDueRai.
Gli eliminati dalla giuria demoscopica - salvo ripescaggio sono: Afterhours, Tricarico e Iva Zanicchi.
Ringraziamenti finali - che giro anche a tutti i lettori di TvBlog - e arrivederci a domani. Grazie per essere stati con noi, lo diciamo anche qui. Si chiude con un bel giro di valzer.

Perché negarlo? Fin da quand’ero bambino, l’uscita di Tv Sorrisi e Canzoni la settimana precedente al Festival di Sanremo - che seguiremo, ovviamente, di concerto con i colleghi di Soundsblog - era un piccolo evento: la curiosità di leggere i testi, magari - ma decisamente meno forte - la curiosità di leggere qualche dichiarazione da parte dei cantanti. Anche oggi, dunque, si consuma quel rito.
E permettetemi di farvi sorridere, il verso che voglio citare in apertura di questo editoriale settimanale è quello della canzone di Iva Zanicchi, Ti voglio senza amore: fai quello che ti piace, però non finire presto. Sì, avete capito bene: si parla proprio di quello, di sesso. E non c’è niente di male, anche se il verso lo citiamo col sorriso perché ci immaginiamo donne che si accompagnano a presunti grandi amatori ad annuire, a questa dichiarazione zanicchiana. Questi sono i veri problemi della vita.
Non certo come Marco Masini, che se la prende con L’Italia - ah, quante volte lo si fa anche qui - e apre con un perentorio E’ un Paese l’Italia dove tutto va male. Ma niente paura, il finale è quasi consolatorio: si chiude con storia d’amore. E poi. E poi c’è il luogocomunismo del trio Pupo-Belli-N’Dour, il finto maledettismo dei Gemelli Diversi, la scontata dichiarazione d’amore di Marco Carta, le fragole di Tricarico (ma quelle di Sally, santocielo, erano meglio), e il dilegua o notte di Renga che omaggia Pavarotti, e l’amore ovviamente abbandonato di Patty Pravo e il sole che cita De André di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista (testo di Jovanotti), di nuovo amore (unico) per Dolcenera e quella che non te la dà per Sal Da Vinci. Scontri generazionali per Fausto Leali (ma non ci avevano già provato i Facchinettis’?). E poi l’amore - e daje - di Al Bano e l’amore - favolistico - di Alexia col big boss Mario Lavezzi.
Il testo che mi sembra, a naso, più interessante, è quello degli Afterhours, vera anomalia di questo Festival. Per le nuove proposte, be’, ne parliamo più in là.
Come dite? Vorreste conoscere il testo della canzone di Povia che ha suscitato tanto scalpore prima ancora di essere reso noto, se non altro per il titolo Luca era gay, e per certe dichiarazioni del cantante - nonché per le prese di posizione sulla fiducia da parte dell’Arcigay? Be’, non vi è dato saperlo, perché Povia ha deciso di non farlo pubblicare.
Continua a leggere: Editoriale - Aspettando il Festival di Sanremo ecco i testi

Sono stati resi noti poco fa i nomi dei cantanti in gara al prossimo Festival di Sanremo, l’edizione numero 59 per la precisione, che vedrà la sapiente guida di Paolo Bonolis (coadiuvato da Gianmarco Mazzi). Parecchie le conferme tra i nomi che giravano in queste ultime settimane ed una grossa novità: il numero di partecipanti alla categoria degli Artisti non è 15 come precedentemente annunciato, ma 16, mentre le 10 Proposte 2009 da 8 sono state portate a 10. Per questo motivo, nella serata di venerdì 20 febbraio verranno eliminati 2 artisti della categoria Artisti anziché 1. Ricordiamo che la nuova edizione sarà in onda dal 17 al 21 febbraio 2009.
Come avrete modo di vedere, sono molti i concorrenti provenienti dai nostri talent show - Marco Carta, Silvia Aprile e Karima Ammar - così come sono molti anche i “figli di”: Irene, figlia di Zucchero Fornaciari e Chiara Canzian, un’altra figlia dei Pooh (di Red Canzian, naturalmente).
Ecco tutti i nomi:
AFTERHOURS, Il paese è reale
AL BANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore
“Rubiamo” a Soundsblog una notizia che interessa trasversalmente anche noi in quanto evento sia musicale che televisivo di grande impatto. E’ stato infatti reso noto ieri il cast del consueto concerto del Primo Maggio, che anche quest’anno si svolgerà in Piazza San Giovanni a Roma e sarà interamente trasmesso da RaiTre: si partirà alle 15.15 con un’anteprima dedicata all’esibizione dei vincitori del concorso Primo Maggio Tutto l’Anno, per poi proseguire la diretta dalle 16 fino alle 24, con due sole interruzioni per la messa in onda dei Tg3 delle 19 e delle 23.
Qualche novità rispetto agli anni precedenti e un cast ricchissimo che sarà via via presentato dal bravissimo Claudio Santamaria - accompagnato da tanti ospiti -, per la prima volta sul palco del Primo Maggio. Attore intenso e poliedrico, è stato recentemente protagonista in tv del film dedicato al grande Rino Gaetano, Ma il cielo è sempre più blu, per la regia di Marco Turco, dove ha dimostrato ottime capacità anche in campo musicale interpretando in prima persona le canzoni del cantautore calabrese. I temi artistici scelti quest’anno saranno un omaggio ai 70 anni di Adriano Celentano e alle canzoni del ’68.
Come dicevamo, grandissimo cast musicale. Tra i nomi, Subsonica, Elio e le Storie Tese, Caparezza, Afterhours, Irene Grandi, Baustelle, Aprés la classe, Marlene Kuntz, Enzo Avitabile e Manu Dibango, Raiz, Sud Sound System, Tricarico, Bisca Zulu con Enrico Capuano. Inoltre, ad aprire la diretta della serata sarà una All Star Jazz Band guidata da Stefano Di Battista e composta da Fabrizio Bosso, Greg Hutchinson, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Dario Rosciglione, Baptiste Trotignon, Julian Mazzariello, Giovanni Tommaso. Tra i musicisti della giornata, anche il brasiliano Jorge BenJor.
Daria Bignardi, ne Le invasioni barbariche, è riuscita venerdì scorso dove altri hanno fallito: portare in trasmissione Tricarico e fargli raccontare qualcosa di sé. Certo, Daria non è nuova ad interviste importanti e/o particolari e la sua trasmissione gode (giustamente) di una popolarità e di un “rispetto” che altri talk show si sognano. Proprio per questo il suo salotto è preferito spesso ad altri con maggiore visibilità, ma evidentemente minor appeal. Deve averla pensata così anche Tricarico, vincitore del premio della critica al Festival di Sanremo e personaggio che più ha fatto discutere per originalità e bizzarria.
Quello di Daria, dicevamo, è stato un “colpaccio”, visto che a parte un’apparizione al Dopofestival e una a Scalo 76 (successiva a quella in oggetto), Francesco Tricarico si è sottratto alle regole dei media che lo avrebbero voluto perennemente al centro di interviste su giornali e tv. Dietro le quinte, la presentatrice deve aver detto “le cose giuste” al cantante, perché fin dall’inizio è sembrato che Tricarico avesse la buona volontà di aprirsi e farsi conoscere, almeno un po’.
Un inizio di intervista scoppiettante, come potete vedere dal video che segue l’articolo, con un Francesco che scherza e si lancia, dopo continue richieste della presentatrice, addirittura nel racconto di una barzelletta. E che diventa protagonista assoluto quando ipotizza che Daria possa avergli avvelenato la birra, e gliela fa assaggiare, o quando la corregge sulla parola autobiografia: “se la fai tu, è una biografia, se la facessi io sarebbe autobiografia”.
Continua a leggere: Daria Bignardi, Tricarico e l'intervista "spericolata"

Ormai su Sanremo hanno detto tutto tutti. Ci si è messo pure Flavio Briatore, in videochat sul sito della Gazzetta dello Sport. Ci si sono messi tutti. Manca solo l’interrogazione parlamentare. Solo che quella non possono farla, perché siamo in campagna elettorale.
Noi siamo pronti, come al solito, per seguire insieme a voi la diretta di questa terza serata del Festival, come i colleghi di Soundsblog.
21:06: Sigla dell’Eurovisione, solito bel medley iniziale che regala il giusto spolvero all’orchestra e si comincia. Baudo e Chiambretti escono insieme dal dietro le quinte e omaggiano ulteriormente orchestra e coro. Chiambretti difende Baudo e trova l’unica cosa buona del Festival: andando in onda cinque giorni in una settimana, per cinque giorni non va in onda Porta a Porta.
21:15: Baudo, senza voce, annuncia che si apre la serata con l’esclusa, Berté, che duetta con Ivana Spagna.
E’ la serata delle spiegazioni, ci si leva qualche sassolino, poi Baudo deve per forza di cose spiegare il caso-Berté. Chiambretti ci scherza su, e ci mancherebbe altro.
Loredana si difende - le responsabilità sarebbero solo altrui - e poi parte il duetto. Difficile individuare la più sobria delle due, ma il fatto è che il testo della canzone è davvero interessante. Come la Berté ammanettata.
21:24: Andrea e Bianca entrano insieme, finalmente (?). E Bianca si inciampa. Nel frattempo, be’, ha fatto il giro di tutti i siti internet di gossip: il corto d’autore con la Osvart come mamma l’ha fatta. Lo si può vedere durante il messaggio promozionale.
21:28: come rilevano alcuni lettori, Gigi D’Alessio è a fianco di Fabrizio Del Noce.
Mi piace far notare che, in tempi non sospetti, ho puntato i miei centesimi su Anna Tatangelo. Ma si comincia con la gara. Tocca ai Finley, insieme a Belinda. Lungi da me far battute maschiliste, ma per quel che mi
riguarda i Finley li possono anche far scendere sul palco e lasciar esibire lei.
A sentir l’esibizione, poi, si palesano le ragioni della scelta di Belinda. Oltre all’estetica, ovviamente. Non ha voce. Esattamente come il cantante del gruppo. Semplicemente terribile. Voto: 2, ma solo perché di meno è impossibile.
21:37: Baudo vorrebbe che l’accompagnatore di Tricarico fosse una sorpresa, ma è il segreto di Pulcinella. Aspettiamo l’arrivo del Mago Forrest. La canzone, la trovo terribile. Non ha la dignità di un Jannacci, non ha il testo adatto, va bene l’interpretazione stralunata-stonata, ma la musica è altro. 6 - -
Chiambretti scherza un po’ con Forrest ma c’è poco tempo, si deve correre.

21:43: Mietta duetta con i Neri per caso, che tornano da chissà dove. Bianca Guaccero prova a duettare con loro. Per fortuna, i ragazzi sono bravi a cappella e coprono le di lei stonature. Dura poco. Baciami adesso, a cappella, appunto. Il che rende tutto abbastanza affascinante - come Mietta - e suggestivo. Ma già visto. 6
21:51: pubblicità. E si continua con la diretta dopo il salto. Ma prima un commento: serata terribilmente fiacca dal punto di vista del ritmo televisivo.
Continua a leggere: Festival di Sanremo 2008 - Terza serata in diretta su TvBlog