La condanna della bestemmia nell’ambito di una trasmissione volgare come il Grande Fratello è, essa stessa, una bestemmia. L’apoteosi dell’ipocrisia, ecco, la quintessenza del paraculismo all’italiana: l’esegesi del “mettiamoci una mano sulla coscienza”. Naturalmente vige la libertà di pensiero: c’è chi può essersi sentito mortalmente offeso dall’uscita di Massimo Scattarella e a costui vada tutto il rispetto possibile. Gli altri, però, cioè quelli che semmai gradivano la presenza dell’energumeno pugliese all’interno della Casa e non avevano nulla da ridire in riferimento a una bestemmia, tutti questi, è chiaro, sono stati discriminati. Il pluralismo, in certi casi, non può essere rispettato: ci sono gli inserzionisti, c’è il Vaticano, c’è il Paese intero, cioè l’Italia, una Repubblica fondata sul perbenismo e il falso in bilancio. Chi bestemmia non può restare in televisione.
Durissimo, in proposito, è stato l’onnipresente Codacons come spiegato dal presidente Carlo Rienzi che ci è andato giù meno sereno del solito:
“Come avvenuto nelle precedenti edizioni, anche stavolta siamo stati costretti a intervenire e sollecitare la giusta espulsione di un concorrente del GF. Ma questo episodio, unito all’infinità di parolacce pronunciate all’interno del reality, dimostra come la nostra televisione stia peggiorando, grazie a trasmissioni sempre più basate sul turpiloquio e sulle risse verbali. Non c’é solo la bestemmia del GF, ma esistono numerosi programmi televisivi che, pur di alzare l’audience, fomentano liti e risse verbali, generando un linguaggio televisivo sempre più volgare e allineato verso il basso. La singola parolaccia in tv può scappare e in determinati contesti può passare anche inosservata, ma oramai la degenerazione è tale che sulle reti televisive italiane un telespettatore è costretto a sentire una parolaccia ogni 20 minuti e un insulto addirittura ogni 8 minuti. Un record negativo che dovrebbe far riflettere gli autori delle varie trasmissioni”.
L’idea che uno potrebbe farsi è che gli autori suddetti ci riflettano eccome, attentamente, intorno a robuste scrivanie di ciliegio. L’idea che uno potrebbe farsi è che da codeste riunioni aziendali, da tali “brain storming” produttivi, venga fuori proprio il concetto per cui una bestemmia ogni tanto val bene una messa, soprattutto se questa messa è circondata di spot pubblicitari venduti al prezzo dei diamanti.

Esprimo un giudizio personale, da critico libero e sereno: la trasmissione Il più grande, senza voler entrare nello specifico qualitativo relativo, fa alla televisione italiana un danno gigantesco. Un format per cui “si eliminano” (cliché falso-democratico di cui non se ne può più…) personaggi storici e della cultura che hanno contribuito a rendere questo Paese la culla della civiltà che è (che era?), insieme a presunti artisti moderni, complici, invece, della nostra svalutazione culturale, questo format non è divertente, non è innocente, non è intrattenimento. Un format così è soprattutto anticulturale: appiattente, livellante verso il basso. Un format così è uno stereotipo. Naturalmente è anche questione di gusti: ad altri stimati colleghi il prodotto è piaciuto, sebbene al pubblico assolutamente no (ascolti mostruosamente sotto le aspettative) e, in assoluto, possiamo dire che i problemi legati al decadimento italiota stiano altrove. La televisione, tuttavia, non va mai sottovalutata come grande fucina di responsabilità critiche.
In tal senso, allora, non arriva del tutto inaspettata la reazione a doppia mandata del direttore di RaiDue Massimo Liofredi che ha riunito a Viale Mazzini i responsabili del programma e gli autori per discutere del flop. Risultato: Il più grande sarà un programma su cui continuare a puntare. Esattamente come Francesco Facchinetti sarà un conduttore che avrà ancora il pieno sostegno dell’azienda.
”Facchinetti è una risorsa della rete sul quale personalmente sono pronto a scommettere oggi e in futuro. Abbiamo voluto sperimentare un prodotto totalmente nuovo e raccontarlo con un linguaggio innovativo: non ci spaventa il rischio della novità. Il più grande è un prodotto forte, che con qualche correzione, piacerà al pubblico Rai e a quello di Raidue: mercoledì sera ci ha seguito il 9% del pubblico che era davanti ad una tv, un punto in meno della media di ascolto dei programmi di rete. Anche per questo sono ottimista’. Mi conforta in questa mia convinzione l’omogeneità degli ascolti in tutte le regioni italiane”.
Si entra in clima Isola dei Famosi. Tra circa un mese si solleverà il sipario sulla settima edizione del reality con naufraghi vip più famoso del mondo: tra anteprime, esclusive, rinunce, ultim’ora e quant’altro, almeno una notizia sembra essere certa. Si tratta della destinazione dove i dieci concorrenti faranno il ritiro spiriturale pre-partenza: i fortunati si recheranno in Valle D’Aosta, tra Courmayeur e Pre’-Saint-Didie. I partecipanti prenderanno parte a corsi di sopravvivenza divisi in prove teoriche e pratiche. Il cast, comprensivo di conduttrice Simona Ventura, soggiornerà ai piedi del Monte Bianco dal primo al 3 febbraio prossimi. Il soggiorno e’ frutto di un accordo - approvato oggi con un investimento di 45.000 euro - tra la Regione Valle d’Aosta e la società di produzione Magnolia, che cura la trasmissione.
Durante i tre giorni verrà realizzato anche il promo della trasmissione, oltre a servizi fotografici e interviste con i protagonisti.
Una polemica televisiva perfettamente in sintonia con la festa dell’ultimo dell’anno che stiamo per andare a vivere. Sentite che storie succedono nell’Italia catodica: stasera è prevista su RaiDue una puntata speciale de I Fatti Vostri di Michele Guardì, condotta da Giancarlo Magalli, interamente dedicata all’oroscopo del 2010. Direte: dov’è il problema? Non c’è, infatti, però si trova facilmente, a volerlo proprio cercare. Infatti tale scelta ha risvegliato un vespaio di polemiche: attribuire tanto spazio all’astrologia, su un canale di servizio pubblico, non è piaciuto ai cervelloni che criticano e analizzano le vicende televisive. Sentite Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart:
“Nonostante il clamore sollevato lo scorso anno dopo le nostre proteste, anche quest’anno Raidue ripropone un’intera trasmissione sugli oroscopi. E’ incredibile come il servizio pubblico dia credito alla superstizione. Quale altro servizio pubblico degno di questo nome, vedi Bbc o Zdf, fa trasmissioni del genere?”.
D’accordo coi cattolici anche l’organismo dell’Agcom per quanto riguarda il Consiglio Nazionale degli Utenti. Leggete:
“È inopportuno che il servizio pubblico dedichi trasmissioni agli oroscopi. Il rischio è che si sfrutti la superstizione, la credulità o la paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili. La delibera 34 del marzo 2005 dell’Agcom chiede che le trasmissioni di televendita di servizi di astrologia non traggano in inganno il pubblico. Non sarebbe utile estendere tale disposizione a tutte le trasmissioni? Ancor di più quando si tratta di servizio pubblico e in prima serata?”.
La domanda nasce spontanea, tanto per parafrasare un antico tormentone nato proprio a Viale Mazzini: cos’è più retrogrado, primitivo e superstizioso? Programmare una trasmissione interamente dedicata all’oroscopo (gli ascolti medi dicono che esiste un gran numero di spettatori interessatissimi alla cosa) o bandire una caccia alle streghe perché, a loro dire, così facendo si alimenta “la credulità e la paura”? Dice il direttore di RaiDue Massimo Liofredi:
“Sono arrivato alla direzione della rete con il palinsesto già fatto e approvato dal Consiglio di amministrazione e devo rispettarlo. In futuro prenderò in seria considerazione queste indicazioni dell’Agcom e delle altre parti intervenute. Vengo dal mondo cattolico e sono contro le superstizioni”.
A questo punto c’è un’altra domanda che nasce spontanea: l’anno che verrà, esattamente, è il 2010 dopo Cristo o avanti Cristo?
Ci mancava solo il Grande Fratellino per completare il palinsesto perfetto della Tv del Niente. Dal 23 dicembre, infatti, per ora limitatamente alla Spagna, esiste un nuovo reality show che si chiama Dejadnos Solos (Lasciateci Soli) e che ha per protagonisti dieci bimbi e dieci bimbe, di età compresa tra i 10 e i 12 anni: queste creature innocenti, evidentemente proveniente dalle Famiglie Addams di tutta penisola iberica, devono convivere nella stessa casa per dieci giorni, senza genitori e fuori dal consueto contesto famigliare. Il programma è trasmesso da Telecinco, rete per il 50,1% di proprietà di Mediaset, dalle 22 alle 22,50 e ha finora realizzato un discreto successo per la fascia oraria, con uno share dell’8,7% e raccogliendo 1 milione e 597mila spettatori.
Non sono mancate le proteste, com’è ovvio: la Asociación Pro Derechos del Niño (Apdn), che difende l’infanzia, ha già chiesto l’intervento del Tribunale dei minori e del Governo: anche il quotidiano conservatore El Mundo si è schierato apertamente contro e numerosi blog, in Spagna, hanno alimentato l’onda di protesta e dissenso. Non c’è un premio per il vincitore, non esistono nomination e non esistono eliminazioni. Abbandonata anche la via del televoto. Naturalmente i genitori dei baby-concorrenti si trovano a portata di mano per tutta la durata dello show e assistono via tv a circuito chiuso a tutto il percorso dei figli: sono loro a commentare in diretta i comportamenti dei giovinetti che non sanno di essere osservati continuamente.
Una caratteristica: maschietti e femminucce non si incontrano mai tra di loro. Un’altra caratteristica: c’è una sola interruzione pubblicitaria, durante la trasmissione della puntata, però lunghissima, di nove minuti, contenente ben 27 spot (nessuno dei quali - fa notare giustamente il quotidiano La Stampa - è indirizzato specificatamente ai bambini). Così si è espresso Leonardo Baltanàs, direttore dei contenuti di Telecinco:
“Tutti coloro che hanno figli si sono chiesti qualche volta come loro se la caverebbero se li lasciassero soli. La cosa sorprendente dello show è che, nelle stesse condizioni e davanti alle stesse sfide, bambini e bambine si organizzano e si comportano in modo molto diverso”.
Ci aspettiamo un’imminente trasposizione italiana. Semmai con il figlio di Alessia Marcuzzi alla conduzione…

Natale porta Maurizio Belpietro. La notizia diventa ufficiale e acquista i contorni dei dettagli. L’attuale direttore di Libero sarà il paladino dell’informazione di destra della Rai: in una parola la risposta a Michele Santoro che con Annozero, secondo il parere dei fini cervelloni di questo Paese, sarebbe eccessivamente orientato a sinistra. La rete sarà la medesima, ovviamente, cioè RaiDue, il giorno della messa in onda verrà fissato nei prossimi giorni ma dovrebbe essere il lunedì o il mercoledì. Data di partenza: la seconda settimana di gennaio. Certo sarà un’impresa per Belpietro arginare il successo plebiscitario di Annozero, la trasmissione di sinistra più seguita nel Paese più a destra d’Europa (almeno secondo i sondaggi di Arcore). Lo stesso conduttore-giornalista si affretta a definire i contorni dell’operazione:
“Io e Michele abbiamo idee lontane anni luce. Ma è un fior di professionista, lo rispetto, ha talento e fa televisione da 20 anni. Io voglio partire con i miei tempi, rodarmi, avere il tempo di fare anche ascolti non mirabolanti”.
Niente male: il governo decide, citando il Premier, che il servizio pubblico offre un servizio “falso e fazioso” e piazza un suo uomo in prime time. Miracoli luminescenti di Natale: la Stella Cometa del regime splende alta nei cieli. Lui, l’eletto della destra, nega il compenso filtrato tra le righe, quel milione di euro che avrà fatto rizzare i capelli anche a Bruno Vespa:
“Ho fatto presente l’assegno che prendo a Mediaset. E’ meno, molto meno della metà di un milione. Non vorrei perderci, tutto qui”.
“Perderci”, conducendo una trasmissione sulla tv di Stato e rimanendo direttore di un quotidiano nazionale, risulta davvero difficile da credere. In ogni caso in bocca al lupo a Belpietro per la nuova avventura “pluralista” della Rai.
Ilaria D’Amico ha resistito fin quando ha potuto, poi Natura ha vinto, com’è giusto che sia. Per questo, dal 6 gennaio, la bella conduttrice di Sky Calcio Show, in onda prima, durante e dopo le partite di Serie A, lascerà il suo tradizionale posto per curare il nascituro e così gli ultimi mesi di gravidanza. La cosa ha creato, in seno alla trasmissione, una specie di rivolta barbarica capitanata da Massimo Mauro, uno degli ospiti fissi del programma. Il motivo? La sostituzione decisa dalla direzione: a condurre, infatti, arriverà l’onnipresente Fabio Caressa, coadiuvato dall’amichetto Beppe Bergomi, con il quale condivide ormai da anni tutte le telecronache principali.
Massimo Mauro - che sarà costretto a cedere il posto proprio allo “zio”, non ha affatto condiviso la scelta, peraltro sorprendente giacché c’erano state già molte voci che parlavano comunque di una sostituzione “al femminile” (si era detto di Martina Colombari) e ha avuto un duro scambio di opinione con il direttore di SkySport Fabio Guadagnini. Non si sa, al momento, se l’abbandono è definitivo. Vedremo dopo le feste natalizie cosa accadrà.
Un gruppo su Facebook per “ritrovare” Chi l’ha visto?. Secondo i quasi 500 iscritti, la storica trasmissione di RaiTre ha perduto la strada maestra, prediligendo, anch’essa come altre, la soluzione più facile della corsa all’ascolto maggiore. Tuonano forte gli appassionati del programma, amareggiati e disillusi, sperando che così facendo si possa in qualche modo contribuire a tornare alla vecchia, amatissima, dimenticata funzione pubblica.
“Chi l’ha visto” si è smarrito, ha perso la strada e non ricorda più perchè è nato. Ha dimenticato quali sono i suoi obiettivi, la sua utilità nei confronti di coloro che hanno bisogno di aiuto, sia di quelli scomparsi, sia dei loro familiari che soffrono. Ha lasciato le persone che da anni l’hanno sempre curato con grande umanità e professionalità, persone di cui sentiamo la mancanza, con i loro volti, le loro voci e il loro modo di raccontarci ogni storia. “Chi l’ha visto” è un vecchio amico, tenace e coraggioso. Ma ora si è perso. Aiutiamoci a ritrovarlo”.
Così recita il disclaimer del gruppo. In bacheca è possibile già trovare una ridda di polemiche, precisazioni, desideri, accuse e consigli. Non piace la conduzione di Federica Sciarelli e non sono poche le “vedove” di Donatella Raffai (rimasta alla guida fino al 1991), In una parola “Chi l’ha visto?”, non avrebbe più alcuna funzione di “trasmissione di servizio”, a meno che non si intenda per “servizio” quello necessario a piazzarsi bene nella classifica dei programmi più visti della serata. Le accuse più feroci, conduzione a parte, sono rivolte agli sms, al pubblico in studio, alla “scelta delle tematiche fuori da ogni logica”. Una delle parole più abusate è “salotto”: ecco, non si vuole che anche questa storica confezione televisiva diventi il solito salottino catodico a cui già siamo troppo abituati.
Qualcuno, addirittura, parla di “censura”. Si discute anche di uno storico autore del programma, Giuseppe Murgia, che l’anno scorso ha preferito mollare la barca, insieme ad altri dodici giornalisti. Scrive uno dei responsabili del gruppo:
“Alle mie e ad altre proteste via mail ho ricevuto risposte dalla produzione, dalla vicedirezione e dalla redazione. Si sostiene che i professionisti sopra citati se ne sono andati per motivi economici: cosa assolutamente improbabile, visto che adesso sono tutti disoccupati. Continueremo in modo del tutto autonomo e senza essere manovrati da nessuno a impegnarci affinché si ritrovi lo spirito originario, quello di occuparsi di persone in difficoltà e non di casi di stretta attualità già affrontati da altre numerose trasmissioni”.
Martedì 8 dicembre alle ore 21:05 su RaiDue è prevista la messa in onda del nuovo spettacolo musicale “Due” voluto dal direttore di rete Massimo Liofredi, che vedrà protagonisti sul palcoscenico due autentici fuoriclasse della musica leggera italiana ed internazionale come Laura Pausini e Tiziano Ferro di fronte a 300 spettatori. Il programma, registrato nei giorni scorsi presso il teatro Camploy di Verona, vedrà i due artisti duettare ed interagire fra di loro senza l’ausilio di un vero conduttore, in una formula diversa dai soliti format televisivi.
“La scelta del teatro veronese si spiega” dice Gianmarco Mazzi, curatore del programma oltre che direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo targato Antonella Clerici “per la sua speciale conformazione ad arena con il pubblico disposto come in anfiteatro, come in una arena, davanti al palco. Con il direttore di RaiDue avevamo parlato di questa idea già in estate, prima ancora che fosse nominato alla guida della rete. Discutevamo di uno show in cui i cantanti si gestissero da soli, sul palco senza che qualcuno dettasse a loro i tempi, un’idea che ci intrigava moltissimo. E’ la prima volta che il Camploy viene utilizzato per riprese su una rete nazionale” aggiunge Mazzi “è una grande occasione per la città di Verona e per un luogo che da sempre ha una vocazione alternativa, nel senso di teatro non tradizionale, innovativa.” Il programma scritto da Sergio Rubino e Paolo Biamonte, avrà la regia di Gaetano Morbioli, già autore di diversi videoclip e live di Tiziano e Laura.
Da chi ha assistito alla registrazione della trasmissione, si dice che duetti come quello del brano “Vivimi” siano stati davvero da pelle d’oca, annunciando così per l’8 dicembre su Raidue quanto mai imperdibile. Al duo Pausini-Ferro faranno poi seguito altre coppie che sempre dal palcoscenico veronese renderanno la loro musica protagonista di questa nuovo evento televisivo. Quali altre coppie musicali potrebbero catturare l’attenzione del telespettatore in questa nuova trasmissione televisiva?
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Una trasmissione storica che ha attraversato un periodo fondamentale per l’Italia, quello dall’inizio degli anni Ottanta, all’inizio degli anni Novanta. Lo ha presentato per un decennio l’indimenticato Corrado e stiamo parlando de “Il pranzo è servito”: il format, ideato e condotto dallo stesso scomparso conduttore, insieme al fratello Riccardo Mantoni - con il quale condivideva lo pseudonimo Corìma - Stefano Jurgens e Iacopo Rizza, sta per tornare in auge, con un delicato restyling e il retrogusto di sempre. Tra un piatto di spaghetti e una portata di pollo, “Il pranzo è servito”(c’è anche un sito ad esso dedicato) potrebbe rivedere la luce nella primavera del 2010, sempre su reti Mediaset (anche se indiscrezioni vorrebbero un contatto anche con SkyUno): in lizza per la conduzione ci sono Claudio Lippi (che già lo presentò agli inizi degli anni Novanta, poco prima del passaggio a Davide Mengacci e quindi alla chiusura definitiva) e Daniele Cantalupo, l’attore e regista teatrale diventato famoso per lo spot “Anto’ fa caldo…”.
Per la seconda settimana consecutiva, mezza Italia ha seguito Annozero di Michele Santoro, la prima COSA giornalistica de-Minzolinizzata e de-Vespizzata della nostra recentissima storia democratica. Questo fatto, non la trasmissione in sé, il fatto che mezza Italia abbia deciso di piazzarsi davanti alla televisione, su RaiDue, e di non cambiare canale fino alla fine, è qualcosa di importante, di rassicurante, di necessario per un paese come il nostro, negli ultimi mesi messo alla berlina dai suoi stessi governanti e condotto in una specie di vuoto cosmico intellettuale da cui sarà complicatissimo venire fuori con dignità. Il successo del progetto di Michele Santoro dovrebbe essere una goduria fisica assolutamente bipartisan, perché la libertà d’informazione è qualcosa, come scrive oggi Roberto Saviano su la Repubblica, che tutti dovremmo tenere a cuore: naturalmente non andrà così. E’ ovvio che gli elettori di centrodestra, quasi per induzione inerziale, dovranno forzatamente dire male della puntata di Annozero, prendendo a schierarsi al fianco di gente come Vespa e Belpietro e scodinzolare al fianco del padrone, riportando ogni tanto, semmai, pure il bastone. Ed è altrettanto ovvio che gli elettori di centrosinistra (o quel che ne rimane) adesso sceglieranno improvvisamente la via del rumore, della voce alta, adotteranno l’apologia del “ve l’avevamo detto”, “avevamo ragione noi”, innalzeranno una escort a paladina e, semmai, sabato pomeriggio, in occasione della manifestazione per la libertà d’espressione, spunterà pure qualche inutile bandiera di Che Guevara, mandando completamente in pappa il significato stesso della riunione. Purtroppo la strumentalizzazione politica, quella di bassissimo profilo, in Italia è inevitabile: da questo punto di vista abbiamo esattamente la classe politica che ci rappresenta.
Eppure il successo totale della puntata di Annozero di ieri dovrebbe farci uscire tutti dalle case a braccetto: l’Italia non è “libera”, ovviamente, ci vorranno decenni e almeno un’altra generazione (possibilmente anche de-Tronistizzata) perché questa coltre di pochezza idiota che ci è calata sopra si dissipi. Però oggi, stamattina, l’Italia è un Paese che non ha più alibi. L’amplesso censorio e lecchino, perpetrato dalle varie direzioni dei telegiornali e da Bruno Vespa, per un paio d’ore si è trasformato in un brusco coitus interruptus: improvvisamente l’italiano si è trovato davanti alla Verità. Una verità per forza di cose patinata, gossipara, volgare, di basso profilo, certamente, è proprio così, è questo il quadro che viene fuori, perché di tale portata è la pellicola che il governo italiano ha srotolato sopra ogni cosa: gossipara, volgare e di basso profilo. E’ la politica che dovrebbe essere più “elegante” della stampa, non il contrario. Il problema non è una escort in studio: il problema è una escort nel letto di Putin nella notte dell’elezione di Obama. Il problema non è una escort intervistata: il problema è una escort candidata alle elezioni Europee. La trasmissione di ieri di Santoro ha ridato un nome alle cose: chi è che deve vergognarsi e perché? Scrive oggi Curzio Maltese, in maniera lucidissima:
“Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori. Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da ‘quella là’. Eppure nessuno di loro s’è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre. Nessuno ha chiesto spiegazioni al capo”.
Il successo di ascolti di Annozero è la prova che c’è una sete di verità ben più forte di quella soddisfatta dai “dopo festival” organizzati da Bruno Vespa (una specie di pluralismo a progetto, evocato solo in una direzione). Mezza Italia, finalmente, a seguire una trasmissione in dubbio fino all’ultimo, con l’opinionista di punta senza contratto, in nero, e il conduttore diffidato, senza ospiti di uno schieramento politico e con direttori di rete quasi minacciati dagli esponenti del governo in carica: uno scenario, torno a dire, distopico, à la Orwell, al quale sembrava che ci fossimo bellamente abituati. Otto milioni di persone, solo tra quelle conteggiabili, è un numero che sta a dire che è quasi così ma non è esattamente così. Non c’è ancora salvezza all’orizzonte, ma da questa mattina siamo un Paese senza più alibi. Siete stati appena de-Minzolinizzati: approfittatene.
Il contesto conta. E’ questa, in soldoni, la novità, se così si può dire, implementata dalla Corte di Cassazione che ha respinto la domanda di risarcimento di un concorrente di un reality show, sentitosi appellare “pedofilo” da un altro durante la registrazione di una puntata. Stiamo parlando di Survivor, la versione italiana andata in onda nel 2001 tra il disinteresse generale e di Franco Mancini, il quale era stato accusato da Samuele Saragoni di essere un “pedofilo” per le insistite attenzioni rivolte dal primo a una concorrente molto più giovane di lui.
In sostanza, avendo questo tipo di trasmissioni, “la caratteristica di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti” e dal momento che “i concorrenti ne sono perfettamente consapevoli”, allora è del tutto inutile - secondo la Cassazione - inoltrare eventuali richieste di risarcimento.
La memoria legale di Mancini premeva sul fatto che, essendo Survivor il primo reality trasmesso in Italia, allora non era noto che una simile trasmissione fosse volutamente indirizzata “alla rissa verbale tra i partecipanti”. Secondo la Cassazione non è stata commessa alcuna diffamazione: per valutare “la portata offensiva” dell’espressione usata, infatti, “occorre avere riguardo al contesto nel quale essa è inserita. Non poteva sfuggire ai soggetti direttamente coinvolti che stavano partecipando a una trasmissione volutamente indirizzata alla rissa verbale”.
Alla vigilia di un Grande Fratello itlaiano che si annuncia interminabile, prepariamoci al disastro dialettico e al trionfo completo del trash.

Sul finire di Agosto già rombano i motori dei tanti programmi di prossima partenza. Nella nuova collocazione settembrina, anche il talent show musicale di RaiDue è pronto al via. Archiviato il lungo toto-gudice che ha portato Claudia Mori dietro la scrivania che fu di Simona Ventura e assegnate le categorie per ogni giudice (gli under 24 a Morgan, gli over 24 alla signora Celentano e i Gruppi vocali saldi nelle mani di Mara) manca veramente poco al momento in cui Francesco Facchinetti inaugurerà la terza annata della versione italiana di X Factor.
Anticipata da una striscia in daytime, che dal 31 Agosto alle ore 19.00 sarà focalizzata sui casting itineranti effettuati negli ultimi mesi, la prima serata dello show canoro vedrà la luce il 10 Settembre intorno alle ore 21.00 e TvBlog non mancherà ovviamente di seguirla in modo esclusivo. Agli appassionati della trasmissione o ai curiosi di sentire con le proprie orecchie il talento dei nuovi concorrenti del talent di Raidue, non può sfuggire l’occasione di poter partecipare live alla prima diretta in Tv di X Factor 3.
Lo studio milanese di Via Mecenate 76 è pronto ad accogliere chiunque voglia assistere alla prima puntata di questa terza edizione, in cui Morgan, Mara Maionchi e Claudia Mori presenteranno tutti i componenti delle loro squadre. Non mancheranno ovviamente tra le tante esibizioni i primi ospiti speciali, i primi dibattiti e la prima eliminazione dell’anno che porterà nella lunga corsa verso il 30 Novembre 2009 all’incoronazione del terzo vincitore di X Factor dopo gli Aram Quartet e Matteo Becucci.
Dopo il salto ecco tutti i numeri e le modalità per poter entrare nel famoso studio televisivo di X Factor e il video del nuovo promo:
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