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Tutti gli articoli con tag trash

Simona Branchetti, sexy telegiornalista del Tg5, fa perdere la testa a un cantautore. Che le dedica un tormentone...

pubblicato da Stefano Sgambati

Da un telegiornale
mi appari come un sogno celestiale
Sarà l’effetto di questo caffè
Notevole.
Allora è vero
t’ho vista alle edizione delle 8
Ma alle 13 fai più effetto
Incredibile.
Farei di tutto per dimostrarti che c’è dell’affetto
E non lo dico per portarti a letto.

Un po’ di sano trash musical-televisivo-pruriginoso-giornalistico all’ora di pranzo è quello che ci vuole. Sentite che storia: il signor Daniele Profilo è un cantautore dell’isola di Lipari. Abituato, evidentemente, al sole, alle insolazioni, e ai volti salutari propri dei luoghi di mare, ha deciso d’essersi innamorato della signorina Simona Branchetti, volto noto, sexy e professionale, del Tg5. Essendo cantautore, il signor Daniele Profilo, cosa decide bene di fare? Prende armi e bagagli, chitarra e spartito e scrive una canzone interamente dedicata a Simona, dal titolo La Telegiornalista. Mette il tutto sul Web e, come sempre, la cosa si trasforma in un tormentone nel giro di 24 ore. E’ stato proprio il portale Telegiornaliste.com (da cui sono state prese le foto di questa gallery) a pubblicare in esclusiva il videoclip. La diretta interessata ha fatto sapere d’aver gradito ma non si conoscono, al momento, gli sviluppi rosa della liaison.

Dimmi cosa resterà di noi
Tu la Telegiornalista
Ed io il Musicista…

Simona Branchetti

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E' morto Peter Van Wood: chitarrista, astrologo e presenzialista televisivo. Fabio Fazio lo volle con lui in Quelli che il Calcio

pubblicato da Stefano Sgambati


E’ morto questa mattina a Roma il chitarrista, astrologo e presenzialista televisivo Peter Van Wood. Classe 1927, l’uomo era da tempo malato: fu uno dei primi in assoluto ad utilizzare la chitarra elettrica e a sfruttare effetti distorsivi in musica come eco e riverbero.

Peter Van Wood è entrato nelle case degli italiani soprattutto grazie alla televisione: negli anni Cinquanta fu notissimo insieme a Renato Carosone e Gegè di Giacomo, poi si diede alla carriera solista (basterà citare il suo pezzo Tre numeri al lotto perché chiunque possa inquadrare il personaggio…). Fu poi riscoperto dalla tv moderna grazie alla sua passione per l’astrologia e alla sua simpatia che, nel tritacarne dell’oggi, è spesso e volentieri stata fatta tracimare verso le vette del trash. Lo ricordiamo all’interno della trasmissione Quelli che il calcio, quando era ancora condotto brillantemente da Fabio Fazio e molto prima che diventasse il triste carrozzone patinato che è oggi con Simona Ventura: molti ricorderanno che proprio in quegli anni fu fondata, in suo onore, la squadra calcistica Atletico Van Goof. A proposito di calcio: proprio oggi ricordavamo la scomparsa di Tonino Carino. Ebbene Van Wood nel 1982 realizzò la sigla de La Domenica Sportiva. Nel video che riportiamo in calce a questo pezzo, le accuse di plagio mosse dallo stesso musicista addirittura ai Coldplay, in un vecchio servizio del Tg2.

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Il segreto di Striscia la Notizia è Michelle Hunziker: "Ma il merito è tutto di Antonio Ricci"

pubblicato da Stefano Sgambati

Il segreto di Striscia la Notizia è Michelle Hunziker: "Ma il merito è tutto di Antonio Ricci"Un mostro raccogli-ascolti e un mostro di bellezza. Questa specie di idra mitologica capace di unificare piacevolezza, simpatia e gigantesca presa sul pubblico televisivo italiano si chiama Michelle Hunziker: non si sa se è una coincidenza, ma da quanto la bionda svizzera è tornata ai banchi di Striscia la Notizia, il programma di Antonio Ricci ha ritrovato uno sprint da velocista capace di fare impallidire qualsiasi concorrente. Eppure il format del notiziario satirico è vetusto, identico a se stesso ormai da sempre e ormai sempre più dedito al trash. Poco importa: i numeri stanno lì a parlare con nitida chiarezza espressiva. Un commento di Michelle al sito GossipItaliano.net rivela tutto l’entusiasmo:

“Oramai per me è la sesta edizione di Striscia al fianco di Ezio Greggio. E’ sempre più un ritorno a casa e quando torni a casa le persone che ti vogliono bene ti fanno la festa. Centocinquanta persone che lavorano ogni giorno in redazione e un guru come Antonio Ricci, che sa sempre guardare avanti, essere attuale, rinnovarsi ogni giorno e anche portarsi dietro fedelmente tutti i suoi collaboratori, che a loro volta si sanno sempre rinnovare: questo è il segreto del successo. Noi ne facciamo parte, ma siamo veramente solo le ‘faccette” finali’.

Con una “faccetta finale” come quella di Michelle Hunziker, perfino un programma che presenta un tizio con uno sturalavandini in testa può avere successo.
Miracoli del Sorriso Perfetto.

La sexy gallery di Michelle Hunziker

Michelle Hunziker Michelle Hunziker in Michelle Hunziker Michelle Hunziker

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Sandra Milo preoccupa l'Isola dei Famosi: "Non so nuotare!"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sandra Milo preoccupa l'Isola dei Famosi: "Non so nuotare!"C’è tutta una speculazione filosofica relativa a un fatto di epocale e primigenia importanza: è lecito che una 77enne come Sandra Milo partecipi all’Isola dei Famosi. Qualcuno asserisce che la storica attrice e presentatrice, culto trash degli anni Settanta e Ottanta, sia troppo in là con l’età per prendere parte a un reality show basato soprattutto sulla fisicità, oltre che sulla capacità di tirarsi i capelli a vicenda. La Milo, dal canto suo, in un’intervista a Chi, in edicola oggi, si dice del tutto pronto all’evento, ma con una piccola nota a margine:

“Ho 77 anni e non so nuotare. Per favore, non lanciatemi dall’elicottero in mare, sbarcatemi direttamente sulla spiaggia La salute è ottima ma non sopporto l’idea di stare con la testa sott’acqua. Quando ero ragazzina stavo per annegare. Il terrore è rimasto”.

Il riferimento è alla metodologia, ormai diventata una vera e propria icona televisiva, con cui i vari concorrenti vengono letteralmente catapultati sull’isola: da un elicottero, appunto, equipaggiati di regolare giubbotto galleggiante salvavita e armati di sana volontà, i vari concorrenti sono chiamati a raggiungere a nuoto la riva per dare il “la” alla loro vita da naufraghi. Ancora la Milo:

“Le mie figlie vorrebbero che rinunciassi. Azzurra dice che sono abituata alle comodità. Deborah ha addirittura minacciato di farmi interdire, ma a me attira il sapore primitivo di questa esperienza”.

Vittorio Sgarbi contro Youtube: leso il diritto di immagine. Il guru della telerissa chiede 10mila euro al minuto

pubblicato da Stefano Sgambati

Tutti contro YouTube. Il mondo della televisione, in particolare, sembra non gradire particolarmente l’esistenza di questa piattaforma demoniaca, capace di fare quanto e meglio del mezzo catodico tradizionale. Mediaset è sull’orlo di una crisi di nervi, la Rai ha diffidato chiunque carichi sul “Tubo” spezzoni di trasmissioni e programmi non autorizzati. Adesso tocca a… Vittorio Sgarbi. Il celeberrimo uomo televisivo, assurto a gotha del trash grazie alle sue telerisse, croce e delizia (soprattutto delizia) dei contenitori pomeridiani della televisione italiana, ha dato mandato ai propri avvocati di diffidare YouTube per aver violato a mezzo video il suo diritto all’immagine. I video di Sgarbi, infatti, le sue risse, da quelle con Mike Bongiorno, storica, a quelle più recenti orchestrate con il beneplacito di Barbara D’Urso, sono tra i contenuti più cliccati del sito di video sharing. Della cosa si sta occupando l’avvocato di Sgarbi, dottor Giampaolo Cicconi, che esigerà la rimozione delle immagini fisse e in movimento dei programmi in cui compare il proprio assistito. Cicconi - come segnalato da Punto Informatico - ha aggiunto che, laddove i responsabili di YouTube non dovessero provvedere alla rimozione dei video, ci sarà un ricorso presso il Tribunale di Camerino per un risarcimento danni non inferiore a 10mila euro per ogni minuto o frazione di diffusione diretta o indiretta. Così Sgarbi in merito alla sua onnipresenza telematica:

“Me l’hanno detto quelli che se ne intendono: sono tra i più cliccati. Un po’ sotto Berlusconi, tra i più visitati ci sono io. Su YouTube i miei diverbi accesi con la Mussolini o Cecchi Paone vanno alla grande e sono tra i più gettonati”.

Se la questione dovesse trovare terreno fertile, dal punto di vista giuridico, gli intermediari della comunicazione come Youtube, sarebbero obbligati a sorvegliare i contenuti caricati dai propri utenti. Il confine, immaginiamo, tra ciò e la censura sarà sottile.

Dopo il salto qualche celeberrima “performance” di Vittorio Sgarbi.

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Luca Sardella e Janira: lo spot dell'agenda del 2010 (con video)

pubblicato da Lord Lucas

sardella janira
Luca Sardella e Janira
Luca Sardella e JaniraLuca Sardella e JaniraLuca Sardella e JaniraLuca Sardella e Janira

Luca Sardella e Janira restano un fenomeno televisivo dalle potenzialità record inspiegabili. Da giorni i loro nomi sono cliccatissimi sulle nostre pagine perché impazza in tv un loro spot, prontamente dissacrato dal buon Daveblog e da Tuttofamedia, ma purtroppo non finalmente caricato su Youtube (il video dopo il salto), in cui promuovono la loro ultima creatura: l’agenda+calendario del 2010.

Una coppia che, a livello sentimentale, smentisce di essere tale continua a essere sempreverde sul piccolo schermo e nei cuori dei telespettatori, vuoi perché i copricapi di lui sono diventati di culto, vuoi perché i due insieme fanno colore e regalano tanta (verde) speranza. Non a caso Simona Ventura li ha invitati a Quelli che il calcio rispolverando tutti i loro tormentoni, in una trash-parade da antologia ricostruita dalla voce del sagace Alessandro Cattelan.

Luca Sardella, laureato in agraria ma con un’inespressa passione per il canto sfociata in motivetti demenziali (oltre che nelle accuse di plagio, intentate come autore a Mina e ai Take That), è entrato nel mondo della televisione arredando giardini per alcuni personaggi dello spettacolo. Da lì è arrivato a condurre uno spazio sul verde nella trasmissione Mattina 2 nel 1990.

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Cattiva tv

pubblicato da Massy


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Non di pomeriggio

pubblicato da Massy


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Massimo Giletti, a maggio con un varietà su RaiUno. Per TvBlog è il più ipocrita della domenica in tv

pubblicato da Lord Lucas

massimo giletti E’ Massimo Giletti il più ipocrita della domenica televisiva, secondo i lettori di TvBlog. Il conduttore dell’Arena svetta nel nostro sondaggio - dedicato al triangolo più rissoso della tv - con il 42% di (non) preferenze. Al contrario le due rivali, Paola Perego e Barbara D’Urso, raggiungono una perfetta parità del 29%, con la Perego che si classifica al secondo posto “di misura”, per una manciata di voti.

Lo stesso Giletti ufficializza a Diva e donna la news sul suo ritorno in prima serata… con un varietà:

“A maggio passo al varietà. Farò un varietà per la Ballandi, ma senza lustrini e paillettes. Quest’anno mi scade il contratto, deciderà la Rai, ma mai dire mai”.

Il conduttore non poteva risparmiare l’ennesima polemica sulla tv trash:

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D'Urso, Giletti e Perego: il triangolo dei veleni tv. TvBlog elegge il più ipocrita della domenica

pubblicato da Lord Lucas

urso giletti arena

Barbara D’Urso, Massimo Giletti, Paola Perego. Sono i re e reucci vecchi nuovi della domenica televisiva, che si sfidano a colpi di frecciatine sui giornali pur professandosi vecchi amici, o rivendicando un passato da ex-colleghi. Su Il Giornale di oggi l’autorevole Laura Rio interpella Barbara D’Urso, chiedendole di replicare a delle dichiarazioni (al vetriolo) di una recente intervista, a lei rilasciata da Massimo Giletti. Il conduttore dell’Arena, rosicone per la concorrenza sempre più insidiosa di Canale 5, additava così il neo-competitor domenicale tra le righe:

“Investire sullo scontro certamente paga in termini di audience, ma secondo me è una strada pericolosa perché significa alimentare una discussione violenta su argomenti, come per esempio l’islam e l’omosessualità, che già di per sé spaccano il nostro Paese. Non per niente noi quest’anno abbiamo deciso di diminuire l’idea di arena (cioè di scontro) e aumentare lo spazio di approfondimento. Ormai viviamo in una società di video-fango - tutti fanno video e li mandano alle redazioni - in cui conta solo la porno politica. Se si mettono nello stesso studio Sgarbi e Cecchi Paone, si sa dove si può arrivare. Se si invita la Santanchè che si mette a dire che ‘Maometto era un pedofilo’, non si può poi stupirsi. Forse è ora di fare un passo indietro. Altrimenti si creano solo dei mostri mediatici e si trasforma la tv in tele-trans”.

Che Giletti monitori Domenica Cinque minuto per minuto non è un mistero. Maurizio Costanzo, in un’ospitata domenica scorsa, fece notare simpaticamente la cosa, invitandolo a “spegnergli la D’Urso” perché lo distraeva. La conduttrice, solitamente non abituata a sparlare dei colleghi, questa volta è spinta giustamente a rispondere a tono alle accuse ricevute, neanche troppo velate:

perego giletti
Il game verrà chiuso alle 15.00 di domani.

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La televisione è donna. Perché gli uomini non "tirano" più sul piccolo schermo?

pubblicato da Stefano Sgambati

La tv è rosaE’ finita l’era patriarcale in televisione? Quest’oggi, lunedì 23 novembre, il quotidiano la Repubblica ha deciso di rimarcare, secondo statistiche precise, lo storico momento, cioè quello attuale, in cui l’apparato femminile in tv sembra aver superato quello maschile (fatta eccezione per RaiUno). Insomma, volendola fare breve, i volti femminili sono maggiormente premiati dai numeri d’ascolto sulle tv generaliste. La ricerca, perciò, è interessante proprio da questo punto di vista mica tanto da poco: non si sta parlando delle scelte dei direttori di rete, che semmai decidono di piazzare una donna in luogo di un uomo a presentare questa o quella trasmissione, ma proprio delle preferenze degli spettatori. Laddove c’è una donna lì si alza un punto auditel. Perché? Questo non lo dice l’articolo di Repubblica, dal quale però possiamo ancora prendere qualche spunto, soprattutto dal punto di vista dei dati numerici.

Sono 178 le ore di conduzione settimanale affidate alle donne, 155 agli uomini. Quindi l’articolo, firmato da Leandro Palestini, si sofferma sui nomi di queste miracolate delle pari opportunità: Lucia Annunziata (In 1/2 ora), Daria Bignardi (L’era glaciale), Milly Carlucci (Ballando con le stelle), Antonella Clerici (da La prova del cuoco a Sanremo) Serena Dandini (Parla con me), Ilaria D’Amico (Exit), Maria De Filippi (Amici, Uomini e donne, C’è posta per te), Barbara D’Urso (Domenica Cinque e Pomeriggio Cinque), Milena Gabanelli (Report), Alessia Marcuzzi (Grande Fratello), Monica Setta (Il fatto del giorno e La donna è mobile nel 2010), Federica Sciarelli (Chi l’ha visto?), Victoria Cabello (Victor Victoria), Simona Ventura (da Quelli che il calcio all’Isola dei famosi). Costoro stanno facendo dell’industria televisiva italiano il colossale business che conosciamo.

Perché, ci si domandava?

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Ci meritiamo dieci anni di Grande Fratello?

pubblicato da Stefano Sgambati

Ci meritiamo dieci anni di Grande Fratello?

E’ una domanda a cui sto provando a rispondere da ieri sera. Insieme ad un’altra: si può parlare male del Grande Fratello su un sito come TvBlog? Qualche accusa è stata già mossa in tal senso: ma come - dice la vox populi - magnate con la televisione e sputate sul Grande Fratello? Non lo so: l’unica cosa che m’è venuta in mente è che, in fin dei conti, il panettiere non è obbligato a mangiare il pane che impasta. Il panettiere è solo obbligato a fare un buon pane, ecco tutto. Davvero, non c’è altro. Perciò, alla luce di questa riflessione, stamattina mi sono messo in testa di scriverlo.

Di dire: ragazzi, non ce li meritiamo proprio dieci anni di questa Schifezza Assoluta. Di dire: signore e signori, siamo migliori di così, possiamo essere più decenti di una gara di scorregge in prime time, pur senza perdere di vista il sacrosanto diritto al disimpegno. Di dire: chissenefrega se c’è un travestito nella casa, o se non c’è, o forse sì, o forse no, lo sapremo nella prossima puntata. Di dire: non se ne può più di cameriere provinciali con un padre suicida ostentato in luogo della propria personalità. Di dire: t’hanno fatto fuori a Miss Italia due anni fa, ma perché devi tornare a romperci le scatole? Trovati un lavoro onesto o assalta un furgone portavalori, al limite. Di dire: sì, dovrebbe essere illegale permettere a Ferdi Berisa di pubblicare un libro con la sua storia. Di dire: accipicchia, stiamo ancora con la dicotomia verginello Vs. sciupafemmine? Di dire: ma non bastava YouPorn per vedere delle maggiorate desnude in atteggiamenti ambigui? Di dire: non ce lo voglio un rappresentante d’abbigliamento che assomiglia ad Arisa nel mio salotto, il lunedì sera. Di dire: veramente voialtri vi sentite alleggeriti dai problemi nel constatare che al mondo esiste un tizio che si chiama GEORGE e veste solo di seta? Di dire: che tipo di risposta dovrebbe essere l’ennesimo omosessuale dichiarato in televisione? Non ci bastava Cecchi Paone? Di domandare: possibile che fosse destino, un fantastiliardo di anni fa, che l’evoluzione della specie si arrestasse a Taricone?

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L'imbarazzo della scelta

pubblicato da Massy


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Domenica Cinque - Rissa trash sull'omofobia tra Cecchi Paone, la Parietti e Maurizio Ruggiero

pubblicato da Lord Lucas

Cara Barbara D’Urso, sei diventata indifendibile. Senza aver imparato nulla dalle lezioni precedenti intavoli un dibattito sull’omofobia invitando nello stesso salotto ospiti dalle posizioni radicalmente contrapposte. Ed è inevitabile che l’omosessualità diventi per l’ennesima volta un piatto trash da servire sul tavolo dell’Auditel.

Sta facendo il giro del web la rissa che ha visto coinvolti a Domenica Cinque tre personaggi assolutamente al di sopra delle righe: i prezzemolini del talk show Alba Parietti e Alessandro Cecchi Paone, quest’ultimo nella doppia veste di bisex dichiarato, e Maurizio Ruggiero, presentato sin dal principio come cattolico tradizionalista. Era prevedibile che fosse quest’ultimo ad accendere la miccia delle polemiche, dicendo prima alla Parietti:

“Lei pensa di poter parlare solo perché gode dell’approvazione di questi quattro sodomiti?”.

Alba ovviamente ha risposto a tono:

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Nei Reality Show è consentito insultarsi: lo ha deciso la Cassazione

pubblicato da Stefano Sgambati

Rissa all'Isola  dei FamosiIl contesto conta. E’ questa, in soldoni, la novità, se così si può dire, implementata dalla Corte di Cassazione che ha respinto la domanda di risarcimento di un concorrente di un reality show, sentitosi appellare “pedofilo” da un altro durante la registrazione di una puntata. Stiamo parlando di Survivor, la versione italiana andata in onda nel 2001 tra il disinteresse generale e di Franco Mancini, il quale era stato accusato da Samuele Saragoni di essere un “pedofilo” per le insistite attenzioni rivolte dal primo a una concorrente molto più giovane di lui.

In sostanza, avendo questo tipo di trasmissioni, “la caratteristica di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti” e dal momento che “i concorrenti ne sono perfettamente consapevoli”, allora è del tutto inutile - secondo la Cassazione - inoltrare eventuali richieste di risarcimento.

La memoria legale di Mancini premeva sul fatto che, essendo Survivor il primo reality trasmesso in Italia, allora non era noto che una simile trasmissione fosse volutamente indirizzata “alla rissa verbale tra i partecipanti”. Secondo la Cassazione non è stata commessa alcuna diffamazione: per valutare “la portata offensiva” dell’espressione usata, infatti, “occorre avere riguardo al contesto nel quale essa è inserita. Non poteva sfuggire ai soggetti direttamente coinvolti che stavano partecipando a una trasmissione volutamente indirizzata alla rissa verbale”.

Alla vigilia di un Grande Fratello itlaiano che si annuncia interminabile, prepariamoci al disastro dialettico e al trionfo completo del trash.