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Tutti gli articoli con tag tom mockridge

SKY Italia - Andrea Zappia nuovo a.d. al posto di Tom Mockridge

pubblicato da Malaparte

Andrea Zappia nuovo a.d. di SKY

Andrea Zappia è il nuovo Amministratore Delegato di Sky Italia.

L’annuncio proviene direttamente da News Corporation. E’ un cambio al vertice davvero significativo: Zappia va infatti a ricoprire un ruolo che, da quando esiste Sky in Italia, è sempre stato ricoperto da Tom Mockridge. Ma ora Mockridge ha dovuto fare le valigie e sostituire Rebeekah Brooks come Ceo di News International, visto che la Brooks è stata travolta dallo scandalo che ha già portato alla chiusura del News Of The World.

Zappia ha già lavorato per SKY Italia per sette anni, dopo essere stato senior manager in Ferrari, Fila, Procter & Gamble. Poi, nel mese di febbraio 2010 era entrato in BSkyB (la compagnia satellitare su cui Murdoch aveva tentato una scalata definitiva per poi ritirarsi dopo lo scandalo, pur mantenendo un controllo parziale della società) con il ruolo di direttore marketing, vendite e operazioni, garantendo alla società una crescita notevolissima (sotto di lui BSkyB ha superato i 10 milioni di abbonati alla pay-tv e ha raggiunto i 3 milioni di clienti per il settore telefonico broadband e voce).

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Sky Italia - Tom Mockridge promosso a News International dopo lo scandalo

pubblicato da Gabriele Capasso

Tom Mockridge lascia Sky Italia
Rupert Murdoch si affida a Tom Mockridge per provare ad uscire dalla bufera che sta investendo la sua News Corp dopo lo scandalo e la conseguente chiusura del tabloid inglese News of the World. Due giorni fa la mossa di rinunciare all’offerta d’acquisto di un’ulteriore quota di partecipazione in BSkyB, oggi quella di promuovere l’amministratore delegato di Sky Italia all’identico ruolo in News International.

Mockridge, alla guida della pay tv italiana sin dal 2003, è considerato l’uomo giusto, il volto “pulito”, in grado di dare nuova credibilità all’azienda dopo le dimissioni di Rebekah Brooks. Il figlio di Rupert, James Murdoch, l’ha definito “la persona giusta per garantire un futuro migliore” alla divisione informazione di News Corp. L’ormai ex AD di Sky Italia è anche un membro del Cda di BSkyB e un membro del Supervisory Board di Sky Deutschland.

Venendo alle cose di “casa nostra” Laura Cioli e Domenico Labianca, già attualmente strettissimi collaboratori di Mockridge, assumono la carica vacante di CEO ad interim in attesa di una nuova nomina. Basterà per placare lo scandalo “intercettazioni” (in realtà si trattava di accessi abusivi alle segreterie telefoniche) che ha rovinato i piani di Murdoch in Gran Bretagna?

Sky oscura Mediaset Plus, il Biscione va in Tribunale

pubblicato da Michele Biondi

Mediaset Plus
Da ieri gli abbonati Sky non possono più vedere Mediaset Plus, la ‘tv del giorno dopo’ che trasmetteva il meglio della programmazione di Canale 5, Italia 1 e Retequattro. La decisione, a sorpresa, è ad opera dell’AD del gruppo di Murdoch, Tom Mockridge che giustifica il repentino oscuramento per “gravi inadempimenti contrattuali di RTI“.

Sostanzialmente, come cita una nota diffusa da Santa Giulia, il contratto stipulato con Mediaset prevedeva anche l’aggiunta di alcuni brand di successo del gruppo di Cologno Monzese, come Chi vuol essere milionario, La Corrida, Striscia la notizia, Paperissima, Zelig, Chiambretti Night, che invece “non sono invece mai stati inclusi su Mediaset Plus“. La nota prosegue con il rammarico abbastanza sibillino da parte di Mockridge che “13 milioni di italiani vengano privati” di questo canale (come se chi vede Sky non vedesse pure la generalista, tanto più che i canali più seguiti su Sky sono proprio quelli di Mediaset) e con l’annosa questione degli spot della tv satellitare che Mediaset non ha più trasmesso.

Ora, posto che commercialmente è una follia pensare che un’azienda su un proprio canale pubblicizzi l’offerta dell’altra (avete mai visto sul Corriere della Sera pubblicità a favore di La Repubblica e viceversa?), se è vero che Mediaset non ha voluto legittimamente trasmettere gli spot di Sky, allo stesso modo anche Mockridge si è rifiutato di mandare quelli di Premium. Pari e patta, almeno da questo punto di vista, dunque. Fatta questa precisazione, la risposta da parte di Mediaset non si è fatta attendere, per voce dell’Amministratore Delegato di RTI Marco Giordani, secondo il quale i programmi citati da Mockridge “erano esclusi dall’accordo“. E il dirigente ha aggiunto:

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Chiusura Current - Mockridge risponde ad Al Gore

pubblicato da Gabriele Capasso


Tom Mockridge risponde ad Al Gore sulla chiusura di Current Tv. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti ha lanciato un appello in diretta tv ad Annozero perché inviino una mail di protesta ufficiale all’AD di Sky Italia protestando per la decisione di cancellare Current dal bouquet della pay tv satellitare, Mockridge risponde sui fatti in una maniera del tutto inusuale con una strategia di comunicazione aggressiva. In allegato alla mail c’è il pdf della proposta di rinnovo del contratto inviata da Sky a Current il 13 maggio scorso, quella proposta che il management di Current ha ritenuto irricevibile ottenendo come controreplica la cancellazione del canale dal satellite.

Nella risposta c’è anche l’ennesima precisazione sui dati d’ascolto che Current ritiene ottimi, o comunque comparabili a quelle di altri canali Sky prodotti esternamente e che hanno costi maggiori per la stessa pay tv di Murdoch, resta il fatto che la proposta di rinnovo del contratto c’è, esiste, ed è reale e non peggiorativa rispetto a quella firmata nel 2008. Se non fosse così dovremmo immaginare che Mockridge stia mentendo per cercare di contenere l’ondata di proteste dal web e le eventuali ritorsioni di quegli abbonati che non gradirebbero la cancellazione del canale d’informazione indipendente.

Caro amico, cara amica,

grazie per la sua email.

A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale.

Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull’audience del canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana. La realtà, purtroppo, è assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale è dello 0,03% su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di 2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40% in prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l’obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni.

Quanto al resto, sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann perché non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con Current quindi non è dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio Berlusconi non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia non è così rilevante.

Come dimostra la nostra proposta, abbiamo fatto l’offerta più adeguata per il rinnovo del contratto con il canale. Se Al Gore è così convinto del successo di Current non dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie, dal momento che una televisione di successo si porta dietro anche maggiori introiti pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto esperti del settore della tv via cavo negli Stati Uniti. Tutto ciò rappresenta una pratica negoziale consolidata negli Stati Uniti.

Dunque se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda – con la stessa determinazione con cui ha scritto a me – di accettare la nostra offerta, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni.

Cordialmente,

Tom Mockridge

Sky apprezza le nuove rilevazioni Auditel, ma chiede altre modifiche

pubblicato da Gabriele Capasso


Sky apprezza le novità introdotte dal sistema di rilevazione Auditel. La pay tv satellitare condivide la scelta della società che compila le rilevazioni degli ascolti televisivi di conformarsi a quanto viene già fatto all’estero sul cosiddetto Time Shifted Viewing, o ascolto non-lineare. Negli Stati Uniti, come sempre precursori nel settore, l’esplosione del fenomeno TiVo impose che gli ascolti venissero misurati anche nei giorni successivi alla messa in onda. Non è infrequente che i telespettatori registrino le loro trasmissioni preferite per andarle poi a vedere comodamente nei giorni successivi senza essere costretti a restare davanti al teleschermo in una data e ad un’ora prefissata.

Dunque anche Auditel misurerà il fenomeno riuscendo a fornire dati, seppur elaborati statisticamente sulla base del panel come tutti gli altri, che indichino un numero più vicino alla realtà di persone che hanno scelto di vedere un determinato programma non in diretta. Come fatto notare da Sky già 1.5 milioni di famiglie, fra gli abbonati alla pay tv, hanno in casa un decoder My Sky che può essere tranquillamente considerato il TiVo italiano. Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, commenta la novità spingendosi oltre e chiedendo nuove modifiche al panel con una rinnovata attenzione ai 5 milioni di immigrati residenti in Italia per i quali al momento non è prevista alcuna rilevazione specifica:

Ogni passo avanti che rende il sistema di rilevazione di Auditel più accurato, trasparente e in linea con i migliori operatori internazionali, è accolto positivamente da Sky. Spero che questa novità, sicuramente importante per tutto il settore, sia un primo passo di Auditel per correggere alcune anomalie che impattano negativamente sull’accuratezza della rilevazione dei dati di ascolto. Penso ad esempio ad anomalie come quella di non includere nel panel un campione rappresentativo degli oltre 5 milioni di immigrati residenti stabilmente in Italia, un numero che però Auditel somma comunque al totale degli spettatori e degli ascolti, basandosi sulla incredibile assunzione che questo target faccia le stesse identiche scelte televisive dei cittadini italiani.

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Sky sul DTT: anche il Consiglio di Stato a favore

pubblicato da Gabriele Capasso


Altra sconfitta per Paolo Romani. Anche il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione del Ministero che poneva dubbi sulla possibilità per Sky di poter partecipare al beauty contest valido per l’assegnazione delle frequenze del digitale terrestre. Il richiamo al principio di reciprocità (Sky è di proprietà di una multinazionale americana, la News Corp) non sta in piedi. La reciprocità può essere richiamata soltanto per società straniere, non per aziende italiane anche se controllate da azionisti stranieri e, sempre secondo il Consiglio di Stato, il Governo dovrebbe adeguarsi alle decisioni dell’AgCom che ha già ammesso Sky alla gara.

Tanto per essere chiari se Romani insiste potrebbe configurarsi “un intervento manipolativo delle condizioni che solo l’Agcom può stabilire“. Una vittoria, seppur indiretta, di Sky Italia su tutta la linea che fornisce all’ad Tom Mockridge la possibilità ideale per inviare una stilettata al Ministro e il Governo tutto:

Sky Italia continuerà ad investire in Italia e a dare il suo contributo per far crescere il settore televisivo di questo paese. Un investimento che secondo un recente studio ha generato oltre 22.500 posti di lavoro tra dipendenti, collaboratori diretti e indotto e che ha trainato la crescita dell’intero comparto. Certo stupisce che proprio chi dovrebbe perseguire l’obiettivo di sostenere ed agevolare questa crescita, ovvero il ministero dello Sviluppo Economico, invece di incentivare investimenti come quelli fatti da Sky Italia, sembri più interessato a ricercare con insistenza soluzioni che vanno nella direzione opposta, proponendo barriere e vincoli nei confronti di chi ha scelto di rischiare i propri capitali in imprese italiane. Barriere e vincoli che - oltre ad essere difficili da giustificare sul piano dell’opportunità, soprattutto in una fase economica complessa come quella che sta vivendo l’Italia - non sono neanche compatibili con i principi della concorrenza e con le regole europee.

Antitrust: procedura contro Sky per i Mondiali di Calcio

pubblicato da Gabriele Capasso


L’Antitrust ha comunicato oggi a Sky Italia di aver aperto una procedura d’infrazione sulla base dell’ipotesi di un abuso di posizione dominante. Motivo del contendere i diritti tv dei Mondiali di Calcio 2010 che Sky aveva acquistato dalla Rai (sulla base di uno “scambio” con quelli delle Olimpiadi), lasciando alla tv di stato la possibilità di trasmettere i match più importanti come già successo ai tempi di Germania 2006. Mediaset aveva provato ad acquistare da Sky i diritti per il digitale terrestre, ma la pay tv di Murdoch (esercitando, a nostro parere in maniera legittima, una sua prerogativa) si era rifiutata di procedere alla cessione.

Mediaset ha così presentato a maggio un esposto all’Antitrust che, con i soliti tempi biblici, ha risposto oggi annunciando l’apertura di una procedura d’infrazione, un segnale che dalle parti di Piazza Verdi non ritengono del tutto infondata l’azione intrapresa dalle tv della famiglia Berlusconi. Sky ha rilasciato un comunicato stampa che palesa la sorpresa e il disappunto per la decisione dell’autorità.

L’azione dell’Antitrust è basata su un esposto presentato da Mediaset nel maggio 2010: dunque sei mesi fa.
Siamo molto sorpresi dal fatto che l’Autorità Antitrust agisca oggi sulla base di questo esposto, visto che non solo i Mondiali 2010 si sono conclusi da tre mesi, ma ben 4 anni e sette mesi fa Sky Italia ha trasmesso i mondiali FIFA 2006 di Germania con le modalità di fruizione simili per i telespettatori a quelle dell’edizione 2010.

Al contrario – ad esempio – Mediaset trasmette in totale esclusiva i film e le serie TV di Warner e Universal dopo aver firmato con entrambi gli studios un contratto di esclusiva pluriennale sia per la pay che per il chiaro, un contratto su cui ad oggi l’Autorità Antitrust non ha sollevato nessuna obiezione.

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Mockridge (Sky): Il 3D? Prima per il cinema e per i canali News

pubblicato da Gabriele Capasso


Quando vedremo le prime trasmissioni in 3D? La domanda non poteva che essere posta all’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, dopo che proprio la pay tv satellitare ha permesso la prima diffusione dell’alta definizione nel nostro paese. L’occasione era quella del presentazione dei nuovi palinsesti di Sky Sport in vista dell’inizio del campionato di Serie A, una conferenza stampa durante la quale Mockridge non ha nascosto la soddisfazione per un’altra innovazione introdotta da Sky (in questo caso per “contrastare” una diffusione del digitale terrestre penalizzante per il satellite), la Digital Key.

La chiavetta per integrare il dtt nei decoder di Sky sta per raggiungere il milione di pezzi consegnati al ritmo di 25 mila a settimana, un numero importante che si accompagna di pari passo con la dismissione dei vecchi decoder “base” in favore dei più sofisticati My Sky HD per i quali la digital key è pensata.

Mockridge ha fatto capire che proprio l’alta definizione avrà la priorità sul 3D, si punta a completare l’HD prima di avventurarsi sulla nuova tecnologia, ma “entro i prossimi 12 mesi” le tre dimensioni dovrebbero essere implementate per la prima volta nell’offerta cinema e sui due canali di notizie della piattaforma, Sky Tg 24 e Sky Sport 24.

L'a.d. di SKY Mockridge: "Pronto al carcere contro la legge sulle intercettazioni"

pubblicato da Malaparte

Dichiarazione shock di Tom Mockridge, amministratore delegato di SKY Italia a proposito del ddl intercettazioni:

È una legge sbagliata e noi ci batteremo contro con qualunque mezzo e sistema. E se Carelli (Emilio Carelli è il direttore di Sky Tg24, ndr) andrà in carcere sono pronto ad andarci con lui.

Dopo qualche applauso da parte dei giornalisti presenti, Mockridge, a margine della conferenza stampa che ha tenuto oggi per parlare di SKY Italia, ha rincarato la dose:

Qualunque legge minacci gli editori e di mettere in carcere i giornalisti è un attacco alla libertà di informazione.

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Tom Mockridge al vetriolo: "Ambrogetti parla per DGTVì o per Mediaset?"

pubblicato da Gabriele Capasso


L’attacco di Sky a Mediaset e al Presidente di DGTVì, Andrea Ambrogetti, arriva a mezzo comunicato stampa. L’Amministratore Delegato di SKY Italia, Tom Mockridge, è velenoso e lancia una duplice accusa. La prima a Confalonieri, che durante la quinta conferenza sul digitale terrestre ha parlato degli 800 milioni di euro investiti da Mediaset sulla nuova tecnologia. L’AD di Sky si domanda se non si stesse riferendo ai soldi investiti dallo Stato attraverso incentivi e sovvenzioni per decoder, con tono più che polemico.

A Mockridge non è andato giù il mancato invito di Cielo alla conferenza e la presa di posizione di Ambrogetti che ha dichiarato “adesso che l’Italia è digitale, nessuno si illuda di presentarsi pretendendo di accedere a questo sistema” con chiaro riferimento alla pay tv di Murdoch che sta per ottenere il via libera dell’Europa per partecipare alle gare di assegnazione dei nuovi mux digitali.

Parlava come Presidente di DGTVì o come Direttore Relazioni Istituzionali di Mediaset?
In molti hanno il sospetto che i due ruoli coincidano in maniera preoccupante per la tanto decantata concorrenza nel mercato televisivo. Dopo il continua il comunicato stampa completo.

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Romani risponde a Mockridge: "Rispetteremo i 60 giorni" e intanto Sky apre il fronte degli LCN

pubblicato da Gabriele Capasso


Non tarda ad arrivare la risposta di Paolo Romani, viceministro con delega alle comunicazioni, alla lettera resa pubblica oggi da Tom Mockridge, a.d. di Sky Italia, in merito alla vicenda di Cielo.

In base anche al parere dell’Unione Europea, gli uffici del ministero procederanno, come previsto nei termini di legge, al rilascio dell’autorizzazione alla trasmissione del canale Cielo sul Digitale Terrestre. Mi spiace comunque dover sottolineare quanto reputi inappropriata la scelta di rendere pubblica una lettera inviata da Sky al Ministero nella quale, inoltre, si fa riferimento ai contenuti di una comunicazione istituzionale fra l’Unione Europea e questo ministero

Dunque si può dire che Cielo partirà con tutta probabilità dal 1 gennaio 2010, vale a dire quando saranno passati tutti i 60 giorni che il Ministero ha a disposizione per valutare una pratica di richiesta all’autorizzazione a trasmettere. Non si fanno sconti e questo anche se è di fatto caduta grazie alla forzatura di Mockridge la giustificazione di dover attendere il conforto di un parere dall’Unione Europea. Ci si augura che per correttezza e trasparenza lo stesso trattamento sia riservato a tutti gli operatori televisivi, anche se il sospetto che per Rai e Sky non servano i famosi 60 giorni è piuttosto fondato. Non finisce comunque qui perché Sky ha, nelle stesse ore, fatto sapere di essere pronta ad aprire un nuovo fronte: quello sulla lista LCN, vale a dire quella lista che fornisce il posizionamento sul telecomando dei canali del digitale terrestre e che vede per il momento “rispettate” le gerarchie dell’analogico con RaiUno sull’1, RaiDue sul 2 e via così.

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Cielo - Mockridge scrive a Romani: "Bruxelles ha dato il via libera..."

pubblicato da Gabriele Capasso


L’Europa ha detto sì a Cielo e Sky comincia a perdere la pazienza. Altra puntata del Caso Cielo, il canale Sky del digitale terrestre, che non ha avviato le sue trasmissioni il 1 dicembre scorso per via della mancata concessione dell’autorizzazione ministeriale a trasmettere. Come noto i 60 giorni che il Ministero dello Sviluppo Economico, al quale in questa legislatura sono state accorpate le deleghe in materia di Comunicazione, può sfruttare prima di concedere questa benedetta autorizzazione scadono il 1 gennaio prossimo.

Dalle parole del Viceministro Paolo Romani era apparso chiaro che per dare il via libera bisognasse attendere l’esito del parere dalla commissaria europea alla concorrenza, un parere che avrebbe potuto anche bloccare del tutto la partenza di Cielo. Quest’oggi però Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, ha scritto proprio a Romani rivelando che il parere favorevole di Bruxelles è giunto una settimana fa. Appare quindi al momento inspiegabile, se non con una deliberata strategia dilatoria, l’impasse che blocca l’esordio di Cielo sul digitale terrestre dopo gli switch-off in importanti regioni come il Lazio e la Campania.

Egregio Vice Ministro, Le scrivo in merito alla procedura di approvazione per il canale ”Cielo”, oggetto del nostro incontro avvenuto nella mattinata di giovedi’ scorso. In quell’occasione, Lei ha detto chiaramente che, su questa pratica di autorizzazione, i suoi uffici attendevano soltanto la risposta da Bruxelles in merito all’interpretazione degli undertaking firmati da News Corporation in occasione della nascita di SKY Italia. Ci risulta, come confermato dal suo ufficio, che questa interpretazione sia giunta al Suo Ministero giovedi’ stesso, ovvero una settimana fa, e che la DG Competition abbia chiarito che gli undertaking non precludano a Sky Italia di operare sul DTT con un canale gratuito in chiaro, come sempre sostenuto dalla nostra azienda. Restiamo dunque in attesa di un vostro celere riscontro in merito a questa pratica, nell’interesse di una sana e trasparente competizione nel mercato televisivo italiano.

Mentana a SkyTg24 al posto di Carelli? Mockridge smentisce

pubblicato da Lord Lucas

enrico mentana

UPDATE: L’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge ha appena smentito la notizia del presunto valzer di poltrone a SkyTg24: “Siamo molto felici di Carelli, è un grande direttore di Sky tg 24: Mentana non arriva, Carelli resta”.

La disoccupazione forzata e tanto discussa di Enrico Mentana potrebbe giungere al capolinea con una svolta inaspettata. Come rivela quest’oggi Libero Quotidiano, sarebbe lo stesso Rupert Murdoch a volere fortemente l’ex conduttore di Matrix alla direzione di Sky Tg24, il canale all news della tv satellitare che a lui fa capo.

Bisognerà aspettare l’inizio dell’autunno per capire se questo rumor si tradurrà in un accordo concreto. Una cosa, però, è certa: Emilio Carelli, storico direttore del telegiornale, verrebbe detronizzato in cambio di una soluzione interna al gruppo non definibile propriamente “di comodo”.

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Masi e Garimberti convocati in Vigilanza: domani chiarezza su Tivusat e accorto RaiSat?

pubblicato da Gabriele Capasso


Direttore Generale e Presidente, Mauro Masi e Paolo Garimberti, saranno presenti domani in parlamento per un’audizione di fronte alla Commissione di Vigilanza. L’audizione, la quarta da quando i due hanno assunto ufficialmente la carica, è stata richiesta dal Presidente, Sergio Zavoli. I membri della Commissione avranno così la possibilità di interrogare i due più importanti dirigenti della tv pubblica sui due temi bollenti di questa particolarissima estate.

In primis i parlamentari vogliono capire meglio l’operazione Tivusat, un’operazione che dall’opposizione è stata ritenuta tutt’altro che “tecnica” (con il semplice scopo di fornire copertura totale per tutte l’offerta del digitale terrestre anche in quelle zone difficilmente raggiungibili dall’etere), ma dai pericolosi connotati strategici come un’alleanza de facto Rai-Mediaset contro Sky.

Questo tema, almeno stando alla chiave di lettura sopra esposta, è fortemente intrecciato alla trattativa, che al momento non sembra mai decollata seriamente, fra Sky Italia e la Rai per i canali marcati RaiSat. Come sappiamo bene fra pochissimi giorni questi canali spariranno dal satellite di Sky, che si è già attrezzata per cercare di porvi rimedio, e non mancheranno le richieste di spiegazioni sul perché non ci sia stato mai un vero avvicinamento fra le due parti sempre distantissime sulla valutazione delle cifre necessarie per il rinnovo dal contratto.

Trattativa RaiSat: oggi Masi riferisce al CDA. Sky si prepara al peggio, Cult promosso e Letterman su SkyUno

pubblicato da Gabriele Capasso


Quindici giorni alla scadenza del contratto che lega la Rai, e con i suoi canali RaiSat e i generalisti, a Sky Italia. Lunedì l’incontro, annunciato a Telecamere in un modo che non lasciava intendere nulla di buono dal direttore generale Mauro Masi, ha avuto luogo. Masi si è seduto al tavolo, di fronte a lui l’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge. Non sono ancora noti i dettagli del dialogo fra le due parti, soltanto oggi quando Masi riferirà al CDA della tv di stato sapremo qualcosa in più.

Quello che sappiamo già è che Sky si sta preparando all’inevitabile shock che l’ormai imminente scomparsa dei canali RaiSat, e probabilmente anche dei tre generalisti Rai, comporterà sulla sua offerta. Sono da interpretare in questa ottica alcune mosse commerciali ed alcuni cambiamenti che sta apportando sulla sua piattaforma. C’è il lancio dei due canali Fox Retrò e Baby Tv, ma non solo. Sky ha acquistato dalla CBS i diritti per trasmettere il David Letterman Show, programma che rappresenta il fiore all’occhiello della programmazione di RaiSat Extra.

Letterman finirà così su SkyUno, sul canale di punta dell’offerta generalista d’intrattenimento di Sky. Altra mossa è l’acquisto del pacchetto produttivo e dei programmi del Gambero Rosso, così da sostituire RaiSat Gambero Rosso con un probabile Sky Gambero Rosso dagli identici contenuti. La dipartita di RaiSat Cinema verrà invece affrontata con la “promozione” di Cult, canale già molto apprezzato che passerà alla posizione 319, nella “zona” dei canali del cinema e modificherà il proprio palinsesto dando la priorità ai lungometraggi, senza ignorare le serie che ne costituiscono parte della programmazione.

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