Lunedì scorso, a sole 24 ore di distanza, Fox (canale 110 di Sky) ha mandato in onda la prima puntata dell’attesa serie in sei puntate “The Walking Dead”, riscuotendo un buon successo di pubblico (360mila telespettatori hanno seguito l’episodio, mentre in America sono stati 5,3 milioni). In molti, però, avevano notato una differenza con la versione originale americana.
Infatti, nella puntata trasmessa in Italia (e non solo: la stessa cosa è avvenuta in tutti gli altri Paesi con cui Amc ha stretto un accordo di distribuzione, esclusa l’Inghilterra) mancavano circa 20 minuti rispetto a quella trasmessa negli Stati Uniti. L’episodio è quindi durato 45 minuti invece che 65.
Come mai? C’è chi ha parlato di censura, di chi complotto, chi ancora di esclusive varie. Da Fox Italia avevano fatto sapere che si trattava della versione standard distribuita dalla rete alle altre emittenti, ed avevano promesso che presto avrebbero trasmesso l’episodio integrale. E così sarà: la prima puntata, della durata di 65 minuti, di “The Walking Dead” andrà in onda domenica prossima, alle 23:35.
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La prima puntata di “The Walking Dead”, in America, è stato un successo: a seguire la premiere della serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman, domenica, sono stati ben 5,3 milioni di telespettatori, con un rating nella fascia 18-49 anni del 3.3. Nella stessa fascia, ben 3,6 milioni di persone hanno seguito la serie, il cui debutto è finora il più visto dell’anno per qualsiasi rete via cavo.
Ma non solo: se alla messa in onda delle 22 si aggiungono anche le repliche delle 23:30 e dell’una di notte, il numero totale di persone che hanno visto i primi 90 minuti dello show è di 8,1 milioni. Un successo per la rete, che spera di bissare questi numeri anche nelle prossime settimane.
La prima puntata della serie, però, è andata in onda anche in Italia. Ieri sera, su Fox (canale 110 di Sky), a seguire la prima puntata di “The Walking Dead” doppiata in italiano erano 359.280, numero in media con le serie più viste dei canali Fox, tanto da rendere il telefilm il programmi più visto della giornata nella sezione intrattenimento. Questo grazie anche alla tempestività con cui la serie è andata in onda, cosa che ha comunque creato qualche polemica tra i telespettatori.
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Non dovremo aspettare il prossimo Halloween per vedere la serie che in tanti considerano l’evento di quest’autunno televisivo americano. Grazie ad un accordo stretto con numerosi Paesi, infatti, “The Walking Dead” andrà in onda in molte parti del mondo con poche ore di distanza dalla messa in onda originale. Per noi, l’appuntamento è per stasera ed ogni lunedì su Fox (canale 11o di Sky) alle 22:45.
Prepariamoci, dunque, alla prima puntata di uno show su cui Amc ha puntato moltissimo, sia in termini di promozione che della propria reputazione di rete di qualità: il ritorno in tv degli zombie (grazie al riadattamento del fumetto di Robert Kirkman per mano di Frank Darabont, regista de “Il miglio verde”) potrebbe infatti sembrare l’ennesimo tentativo di spaventare senza troppa fatica, ma non è questo il caso.
Fin dal preair diffuso online, la sensazione è quella, invece, di aver realizzato una serie che fa paura attraverso temi come la solitudine, la sopravvivenza, la confusione di trovarsi in un mondo che non è quello che ci aspettavamo. Ed è proprio quello che succede al protagonista, il vice sceriffo Rick Grimes (Andrew Lincoln), che dopo una sparatoria finisce in coma ed al suo risveglio scopre di essere in una realtà totalmente diversa da quella che aveva lasciato.
Vampiri e lupi mannari, fatevi da parte. Lasciate un po’ di posto agli zombie, tanto bistrattati negli scorsi anni, apparsi in qualche film, certo, ma in televisione ormai relegati al ruolo di “cattivo di puntata” di qualche serie sovrannaturale. In “The Walking Dead”, che esordirà il 31 ottobre sulla Amc (e da noi su Fox il 4 novembre), si prendono la loro rivincita “divorando” la scena.
La prima puntata dell’adattamento del fumetto di Robert Kirkman è, manco a dirlo, già online. Non soffermiamoci sui dubbi se si tratti o no di una trovata commerciale della rete o del “cattivo gesto” di qualcuno che ha approfittato di avere tra le mani una copia dei primi 60 minuti della serie in sei puntate. Godiamoci il regalo, e prepariamoci ad un piccolo gioiello televisivo.
Non si può commentare diversamente il primo episodio dello show, che sfrutta l’impatto del protagonista Rick (Andrew Lincoln), risvegliatosi dal coma dopo essere stato ferito in una sparatoia, di fronte a un mondo del tutto cambiato. Suggestiva la cold opening (i minuti che precedono la sigla), di cui non vi sveliamo niente, che ci catapulta in questo mondo, dove per sopravvivere non si deve guardare in faccia a nessuno.
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Dopo la possibilità che Wonder Woman torni in tv grazie a David E. Kelley, ora tocca all’Incredibile Hulk. La Abc e la Marvel Comics sarebbero al lavoro per riportare in tv la serie tratta dal celebre fumetto, che abbiamo già visto sulla Cbs dal 1978 al 1982, con Lou Ferrigno, oltre che al cinema.
Ancora non c’è un nome di un autore dietro all’idea, ma alcune voci vogliono Guillermo del Toro ed il creatore di “Battlestar Galactica” David Eick interessati a mettere mano al riadattamento del fumetto. Ad ogni modo, sembra un periodo favorevole per la Marvel, che sta già lavorando alla trasposizione televisiva di “Cloak e Dagger” per Abc Family.
Inoltre, la casa editrice ha già proposto mesi fa alla Abc una serie di fumetti da cui poter trarre nuovi show. Tra questi non c’è “Cloak e Dagger”, mentre “Hulk” sì. La Marvel vorrebbe vedere in televisione “Eroi in vendita”, “Gli Eterni”, “Agents of Atlas, Alter Ego”, “Moon Knight, the Red Hood”, “Ka-Zar”, “Le figlie del drago” e “The Punisher”, già adattato due volte per il cinema e che potrebbe interessare una rete via cavo.
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Ben tre serie, ieri, sono state rinnovate. Partiamo da “Hung”, la comedy di Hbo con Thomas Jane nei panni di un improvvisato gigolò (grazie alle sue…doti), in onda in Italia su Sky Uno. La serie, la cui seconda stagione si concluderà tra una settimana, tornerà l’anno prossimo con dieci episodi, nonostante gli ascolti siano calati rispetto alla prima stagione (quando raggiungeva i tre milioni di persone, mentre quest’anno non è andata oltre i 2,5 milioni).
Rinnovo anche per “Memphis Beat” (a sinistra nella foto, serie di Tnt che ha segnato il ritorno in tv di Jason Lee, protagonista di “My name is Earl”. Lo show narra di un detective di Memphis, appassionato di Elvis ed amante del proprio lavoro, ma in una maniera che non piace al suo nuovo capo. La serie ha avuto, nei dieci episodi andati in onda, una media di 4,5 milioni di telespettatori.
“The Walking Dead”, infine, deve ancora andare in onda (da noi arriverà su Fox il 4 novembre), ma pare che la serie sia già stata rinnovata per una seconda stagione. La notizia è giunta da vari siti, ma Amc deve ancora confermare. Pare, comunque, che l’ordine consista in 13 episodi, contro i sei del primo ciclo, da girare dal febbraio 2011.
Il 31 ottobre “The Walking Dead” debutterà su Amc, ma grazie all’accordo stretto con Fox International Channels, che ne ha acquisito i diritti televisivi e dell’home video fuori dall’America, in Italia arriverà il 4 novembre, su Fox (canale 110 di Sky). Così come in altri 119 paesi, la serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman debutterà nella stessa settimana in ben 33 lingue.
Continua, quindi, l’impegno di Fox per portare il prima possibile le novità americane sugli schermi di tutto il mondo, combattendo in questo modo il fenomeno della pirateria online, che toglie ai canali milioni di telespettatori. “Non è la prima volta che Fox Channels lavora alla promozione di una serie su scala internazionale”, ha detto Sharon Tal Yguado, vice presidente seniore della sezione programmazione originale e svilluppo serie per Fox, “ma è la prima volta che lo facciamo insieme ad un network americano e su scala così ampia. ‘The Walking Dead’ è già molto atteso dal pubblico di tutto il mondo e vogliamo lanciare lo show nella maniera più efficace possible. Siamo entusiasti all’idea di lavorare con Amc su questa inviasione mondiale di zombie”.
Un telefilm molto atteso, sia per la sua provenienza sia per il nome che c’è dietro al progetto, ovvero Frank Darabont, regista e produttore (insieme a Gale Anne Hurd, David Alpert e Charles “Chic” Eglee) dello show. Proprio lui, nelle scorse ore, ha ringraziato Amc per il trattamento riservato alla serie:

Joe Hill, figlio di Stephen King, due anni fa ha pubblicato con IDW Publishing un fumetto horror, dal titolo “Locke & Key”. Dopo un interessamento da parte della Dimension per la realizzazione di un film, pare che la storia diventerà una serie tv, prodotta dalla Dreamwork di Steven Spielberg.
Per lavorare al progetto sono stati chiamati Alex Kurtzman e Roberto Orci, autori di “Fringe” ed “Hawaii Five-O”, ed il produttore Josh Friedman (”Terminator: the Sarah Connor Chronicles”). La storia racconta di tre fratelli che, traferitisi in una casa di famiglia, scoprono che questa, attraverso le sue porte, conduce in mondi diversi e dona loro particolari poteri. Una di queste porte, però, non deve essere aperta, e tutte le creature che incontreranno cercheranno di ottenere il risultato contrario.
In virtù del fatto che i due autori hanno firmato un contratto con la 20th Century Fox Television, pare che la rete su cui andrà in onda la serie sarà proprio la Fox, che in queste ore si è detta interessata ad acquistare lo show. E per una serie tratta da un fumetto che nasce, un’altra è pronta ad arrivare in tv.

Sembra che Amc punti molto su “The Walking Dead”, serie in sei puntate tratta dall’omonimo fumetto che andrà in onda in ottobre. Sul sito ufficiale della serie, infatti, è comparso l’invito per i telespettatori ad un curioso concorso, che permetterebbe loro di partecipare alle riprese della seconda stagione dello show.
Sebbene la rete non abbia dato comunicazioni ufficiali, pare che Amc abbia rinnovato il telefilm (che da noi andrà in onda su Fox a breve distanza dalla trasmissione americana) in tempi rapidissimi. Un gesto di fiducia, che tranquillizza i molti curiosi di vedere la trasposizione televisiva del fumetto di Robert Kirkman, che avrà tra i protagonisti Andrew Lincoln e Sarah Wayne Callies.
A proposito di stagioni, il produttore della serie Gale Ann Hurd ha scritto nel blog di Amc che “The Walking Dead”, grazie a dei personaggi che potrebbero “o trascendere o cadere vittime dei loro istinti umani”, potrebbe durare anche ventisette stagioni. Un po’ esagerato, certo (anche se, in effetti, se tutte le stagioni fossero da sei episodi, non si raggiungerebbe un numero impossibile di puntate), ma l’affermazione rende abbastanza di quanto lo show potrebbe diventare uno dei prodotti di punta della rete.
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Gli zombie tornano in tv, grazie a Frank Darabont. Il regista e sceneggiatore, a cui si devono capolavori come “Le ali della libertà” ed “Il miglio verde” (entrambi riadattamenti dei romanzi di Stephen King), sta infatti lavorando come autore, produttore e alla regia di “The Walking Dead”, serie in sei episodi che andrà in onda in America su Amc, mentre da noi sarà trasmessa da Fox (canale 110 di Sky) poco dopo la trasmissione originale.
Prodotta dalla Valhalla Motion Pictures, dalla Circle of Confusion e tratta dai fumetti di Robert Kirkman (produttore dello show), la storia ci porta in un mondo apocalittico, dove la Terra è dominata dai morti viventi, in cerca di esseri umani da uccidere. Una piccola resistenza proverà a salvare quel che resta del mondo come lo conosciamo, oltre che a sopravvivere alle tensioni portate da una situazione del genere.
Protagonista sarà Rick Grimes (Andrew Lincoln), poliziotto a capo del gruppo di superstiti, a cui toccherà prendere le decisioni più importanti e dolorose. Jon Bernthal (”The Pacific”) sarà Shane, ex collega di Rick, uno dei superstiti che lotterà contro gli zombie. Importante lo sforzo della rete nella realizzazione della serie, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali, a cura di Jaremy Aiello, già al lavoro su “Grindhouse” di Quentin Tarantino: basta dare un’occhiata alle prime immagini diffuse (gli episodi si stanno girando ora ad Atlanta) per rendersi conto che “The Walking Dead” vuole raccontare una “vera” storia di zombie, ispirandosi il più possibile al fumetto.
Dopo aver acquistato i diritti del fumetto ed averne ordinato un pilot a gennaio, nei giorni scorsi è arrivata la conferma che Amc porterà in televisione “The Walking Dead”, celebre graphic novel sugli zombie scritta da Robert Kirkman e riadattata per la tv da Frank Darabont, che ne sarà anche regista e produttore.
Al nome prestigioso di Darabont (a lui si devono le versioni cinematografiche de “Le ali della libertà” ed “Il miglio verde”) si affianca quello di Gale Anne Hurd, produttrice al cinema di “Hulk” ed “Armageddon” e in tv autrice di “Terminator: the Sarah Connor Chronicles”.
“The Walking Dead” si inizierà a girare a giungo ad Atlanta, per un totale di sei episodi da un’ora ciascuno, ed il suo debutto è previsto in America ad ottobre, durante la settimana del Fearfest, rassegna dedicata ai film horror che il network propone da quattrordici anni.
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Una buona notizia per gli appassionati di fumetti e di telefilm: la Amc ha acquistato i diritti per portare in tv la trasposizione di “The Walking Dead”, serie di fumetti nata nel 2003 dalla penna di Robert Kirkman. A scrivere, produrre e dirigere la serie sarà Frank Darabont, sceneggiatore e regista di successo: basta pensare che alcuni dei suoi lavori più famosi sono “La Mosca 2″, “Le ali della libertà”, “Frankenstein di Mary Shelley” ed “Il miglio verde”.
“The Walking Dead” non è un semplice racconto sugli zombie, ma una storia di sopravvivenza di un ristretto gruppo di umani, ambientata in un futuro imprecisato nel quale i morti viventi seminano morte e distruzione. Protagonista è un poliziotto, Rick Grimes, che dopo essersi svegliato da un coma causato da uno scontro a fuoco si mette alla ricerca della famiglia.
Durante il suo viaggio, Rick non incontrerà solo creature spietate, ma altri suoi simili, anch’essi in cerca di un luogo sicuro dove rifugiarsi. Ma la sicurezza, anche tra gli umani, non sarà mai assoluta: ognuno farà di tutto pur di salvare sè stesso, e tra gli zombi e gli umani decidere chi sarà più malvagio non è detto che sia così facile.
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