Un poliziotto ed uno scienziato stanno per tornare in tv, anche se in vesti diverse da quelle in cui li abbiamo già visti: Michael Chiklis di “The Shield” e Christopher Lloyd di “Ritorno al futuro” compariranno rispettivamente in “No ordinary family” e “Chuck 3″.
“No ordinary family” è la nuova serie, scritta da Greg Berlanti e da Jon Feldman (i due avevano già lavorato insieme per “Dirty Sexy Money”), che vede al centro una singolare famiglia i cui membri hanno ciascuno un’abilità speciale -dobbiamo pensare ad una versione telefilmica de “Gli incredibili”?-. Chiklis sarà il capofamiglia.
Se il pilot, voluto dalla Abc, dovesse piacere, si darà il via alla produzione di altri episodi, che vedremo nella prossima stagione televisiva. Per Chiklis non è stata una scelta facile: pare che negli scorsi mesi avesse ricevuto numerose proposte di partecipazione a diversi episodi pilota, sia drama che comedy.
Con due anni di ritardo (ma chi ha il satellite l’ha potuta vedere su Axn dallo scorso settembre), Italia 1 manda in onda da stasera alle 23:10 la sesta stagione del controverso poliziesco “The Shield”, che ha segnato una svolta nella carriera del suo attore protagonista Michael Chiklis.
Dopo averlo visto per 4 anni nei panni del Commissario Scali, il ruolo di Vic Mackey non deve essere stato facile da interpretare per l’attore, abituato sì ad indagare sul set, ma con metodi molto più ortodossi. Vic, invece, per chi ancora non lo sapesse, è l’esatto contrario dei detective che conosciamo: rude, corrotto e non sempre dalla parte giusta. Un personaggio borderline (parola che va molto di moda nelle serie tv di oggi), che ha fatto guadagnare a Chiklis un Emmy nel 2002 ed un Golden Globe l’anno seguente.
In questa sesta stagione, composta da 10 episodi che Italia 1 trasmetterà al ritmo di due a settimana, non mancheranno le occasioni per gustarsi tutta la bravura di Chiklis nell’interpretare un personaggio così difficile, grazie, però, anche al supporto di un cast buono e di una trama ancora una volta dura e appassionante per chi ama il genere (seguono spoiler).

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Neanche d’estate i riconoscimenti per le migliori serie tv vanno in vacanza, almeno in America. In attesa di sapere chi saranno i vincitori dei Teen Choice Awards (lo scopriremo il 10 agosto), la Television Critics Association ha comunicato ieri, a Pasadena, i vincitori dei Tca Awards 2009, ovvero le migliori produzioni dell’anno secondo la critica statunitense.
Se l’anno scorso era “Mad Men” la serie protagonista -si portò a casa ben 3 premi-, quest’anno al telefilm di Amc va “solo” un riconoscimento, ovvero quello per il miglior drama. Tra le comedy, spicca invece “The Big Bang Theory”, che quest’anno sta ottenendo sempre più numerosi consensi. Chissà se anche agli Emmy 2009 sarà così.
A proposito degli Emmy (di cui in questo mese vi inviteremo a decidere i vostri vincitori), arriva la rivincita di “True Blood”: la serie di Alan Ball, snobbata nelle nomination dei premi tv più prestigiosi d’America, secondo la Tca è invece meritevole di essere considerata la migliore novità della stagione appena conclusa. Chiudono in bellezza, infine, “Battlestar Galactica”, premiata come miglior programma dell’anno, ed “ER”, a cui è stato riconosciuta la capacità di aver avuto un forte impatto nel panorama televisivo negli ultimi 15 anni. Dopo il salto, l’elenco degli show nominati e dei vincitori (in grassetto).
Una nuova miniserie in quattro puntate sta per debuttare -da stasera alle 21:55- su FoxCrime (canale 114 di Sky). Trattasi di “Flics”, serie francese andata in onda su Tf1 nel 2008 e scritta da Olivier Marchal, già attore e regista cinematografico ma, soprattutto, ex poliziotto.
Proprio il suo passato in divisa gli è servito a creare una storia cruda, fatta di uomini di legge ma in contrasto tra di loro, che cercano, almeno nella professione, di tenere in ordine i pezzi del loro passato. Ma i personaggi di “Flics” (un modo per definire i poliziotti in Francia) sono prima di tutto uomini, e questo, a volte, non sarà d’aiuto.
I protagonisti di questa serie si chiamano Victor Yachvili (Frédéric Diefenthal, nel cast della saga di “Taxxi”) e Boris Constantine (Yann Sundberg, François in “Mystère”). Il primo, divorziato e con una figlia, affronta il lavoro di poliziotto a modo suo, non sempre rispettando le regole. Anzi, molte volte, per far bene il suo mestiere, rischia lui stesso di apparire come un criminale. Il secondo, invece, rispettoso delle regole, vive da anni col senso di colpa di non aver cercato di chiarirsi con l’ex moglie, morta in un incidente stradale proprio mentre stavano divorziando.

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Vi mancavano un po’ di cambiamenti di palinsesti? Nessun problema, Canale 5 ed Italia 1 hanno pensato di non far perdere l’abitudine ai loro telespettatori di modificare i loro programmi per le future settimane, ovviamente spostando alcuni telefilm e sospendendone altri.
Andiamo con ordine. Stando a quanto comunica Antonio Genna, “Damages”, per quanto affascinante ed osannata dalla critica, non ha avuto il seguito sperato. Ecco che, fin da oggi, la serie con Glenn Close si sposta alla domenica, sempre alle 23:30 00:30 con un episodio a settimana (stasera andrà in onda il sesto di tredici). Al suo posto il martedì, per due settimane andranno in onda film.
Dal 28 luglio, invece, debutta sempre su Canale 5 alle 23:30 (dopo “Mystère”, che invece sta dando buoni risultati e non si tocca) la seconda stagione da 10 episodi de “I Tudors”, dopo l’azzardo della scorsa estate di mandarlo in prima serata. Reggerà in questa nuova collocazione (che prevede due puntate a settimana)? Dopo il salto, info su “Missing”, “Prison Break”, “The Shield”, “Studio 60 on the sunset strip” ed altri telefilm.
Settimana del Ringraziamento questa: il Thanksgiving si festeggia giovedi’ 27 novembre per cui alcuni appuntamenti delle serie tv piu’ importanti vengono fatti slittare di di 7 giorni a causa della festivita’ che di fatto stravolge le abitudini degli americani per l’intero weekend. Vediamo comunque insieme gli appuntamenti degni di nota della settimana.
Martedi’ 25 Novembre
FOX - House: in questa puntata il vincitore dell’Emmy Zeljko Ivanek (Damages) interpreta un paziente folle che tiene l’ospedale e il team di House in ostaggio.
ABC - A Charlie Brown Thanksgiving: un classico dell’animazione e un appuntamento irrinunciabile per famiglie e bambini.
ABC - Dancing with the Stars: season finale. Protagonisti di questa stagione sono stati soprattutto gli incidenti (fisici) di percorso. Le quattro celebrita’ (?!) finaliste sono: Brooke Burke, Warren Sapp, Lance Bass e Cody Linley.
FX - The Shield: series finale. Si concludono dopo sette stagioni questo telefilm e le avventure di Vic. Uno speciale di 90 minuti.
Mercoledi’ 26 Novembre
NBC - Rosie Live: torna Rosie O’Donnel con un evento speciale che vedra’ protagonisti tra gli altri Jane Krakowski, Kathy Griffin, Alanis Morissette, Ne-Yo. Elementi della serata: comedy, musica e intrattenimento. Rumors vorrebbero questo show trasformarsi in un appuntamento settimanale.
FX - Sons of Anarchy: season finale. Termina la prima stagione di questo drama dedicato ai motociclisti.
CBS - David Letterman: l’attrice Teri Hatcher (Susan di Desperate Housewives) e’ ospite da Letterman a New York.
MYNETWORKTV - World Magic Awards: show in cui si esibiscono i migliori artisti internazionali in fatto di arti magiche e illusionistiche.
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Una volta che si è accorta che sarebbe stato impossibile sfuggire alle grinfie dei paparazzi, alla ricerca di scoop e di sconvolgenti verità da sbattere in prima pagina per accontentare milioni di lettori affamati di privacy, Courteney Cox Arquette ha deciso di esorcizzare la situazione nella quale si trovavano personaggi famosi come lei e suo marito, l’attore David Arquette, producendo assieme a Matthew Carnahan (che ne è anche il creatore) la serie “Dirt”, in onda da domani sera in seconda serata su La7.
Se in America, dove la serie va in onda sul canale FX (lo stesso di “The shield” e “Nip/tuck” , per intenderci), il tema è sempre stato attuale e il telefilm ha colpito sia per certi atteggiamenti della protagonista Lucy Spiller (la Cox) sia per i temi trattai (droga, omosessualità, ricatti e “guerre” senza esclusione di colpi tra magazine, scatenando le polemiche del Parents Television Council, una sorte di Moige americano), da noi sicuramente le vicende e i personaggi coinvolti ci ricorderanno senz’altro i recenti casi agglomerati sotto il nome di Vallettopoli.
Però, mentre Corona ci appare come un fotografo che vuol fare bene il suo lavoro e come obbiettivo principale ha il guadagno personale, Lucy Spiller (di cui Notuno ci aveva già parlato) mostra un ambiguità caratteriale: da un lato, spietata direttrice di due settimanali di gossip (Dirt e Now), alle prese sia con la ricerca continua di nuovi scoop e nuovi personaggi da incastrare nelle pagine dei suoi giornali sia con i tagli alle spese voluti dal suo editore (Brent Barrow , alias Jeffrey Nordling, prossimamente in “24″), che la minaccia di sostituirla con l’altrettanto agguerrita direttrice Tina Harrod (che appare nell’ultimo episodio grazie a Jennifer Aniston, con una scena di cui ormai sappiamo tutto). L’altro lato di Lucy appare nelle scene girate nel suo appartamento, in cui viene mostrata la debolezza di una donna sola che deve essere forte e mai abbassare la testa, ma che appena si addormenta sogna il padre suicida e che deve fare i conti coi rimproveri del fratello Leo (Will McCormack, Jason La Penna ne “I Soprano”)
Marcus aveva scritto per il suo blog e per noi un post sull’assurdo trattamento riservato da Italia1 al finale di stagione di The Shield. Ora, sul blog di Antonio Genna, appare una risposta alla querelle, firmata Alberto Porto, curatore della versione italiana della serie.
La puntata in questione è “Postpartum”, a cui ho dato il titolo italiano “Feroce condanna”. La versione europea che ci è stata consegnata dal fornitore americano dura 47 minuti e 51 secondi. Così l’ho fatta doppiare e così è andata in onda su Italia 1, senza nessun taglio! La versione americana da 70 minuti non esiste doppiata in italiano.
Ora, Marcus ci chiede di pubblicare le sue considerazioni in merito (postate anche come commento sul blog di Genna) e ci pare il caso di esaudire questa richiesta, anche considerato il fatto che il suo punto di vista appare assolutamente condivisibile.
Della puntata tagliata per oltre quindici minuti ne ho ampiamente scritto sul tvblog, indicando anche le scene più importanti che mancavano.
Ammetto di aver accusato Italia 1 di questi tagli ingiustificati, peccando, cosa di cui mi scuso, di una mancanza di documentazione e di ulteriori approfondimenti sulla questione.
Mi chiedo, a questo punto, la logica di un’operazione del genere: che senso ha distribuire per l’europa una puntata mutilata in quel modo, con tagli che non sono tanto trascurabili, ma che al contrario incidono su aspetti fondamentali dello sviluppo narrativo?
Basti per tutte la scena in cui si scopre che Danny ha partorito il figlio di Vic, scena che tra l’altro giustifica lo stesso titolo dell’episodio, vale a dire “Post Partum”, senza la quale, dunque, quel titolo neanche si capisce.
Ecco un post che non avrei voluto pubblicare. Un amico di Tvblog, Marcus Daly, ci segnala l’incredibile trattamento riservato da Italia 1 a The Shield.
Mi sono perso lo strazio descritto da Marcus proprio perchè ho smesso da tempo di attendere l’adattamento italiano per vedere le mie serie tv preferite, ma ovviamente sottoscrivo al 100% le sue osservazioni e la sua indignazione.
Ieri sera Italia 1 ha mandato in onda gli ultimi due episodi della quinta stagione di The shield.
Già questo accorpamento risultava alquanto controproducente per la rete e per la serie, visto che l’episodio finale aveva una durata speciale di settanta minuti anziche cinquanta, col risultato che, a partire dalle 23 sono andati in onda più di due ore di programma sfidando seriamente la resistenza e l’attenzione anche dell’appassionato più sfegatato.
Ma tant’è, in fondo si tratta di un peccato veniale visto il modo in cui solitamente vengono trattate le serie americane dalle reti italiane.
Già il fatto che, nello specifico, Italia 1 non abbia cambiato il giorno di programmazione, oppure non abbia sospeso anzitempo la serie, rappresentava quasi un miracolo di rispetto per il prodotto e per i telespettatori. E quindi tendenzialemte qui si voleva parlare bene, per una volta, di Italia 1.
Il punto è che, chi ieri sera ha visto l’episodio finale, non ha visto The shield, ma un’altra cosa, un pastrocchio indegno, tagliato per oltre quindici minuti e pesantemente rimaneggiato, con scene anticipate ed altre modificate ai limiti della comprensibilità.Continua a leggere: L'indegno trattamento di Italia 1 per The Shield