
Ancora rinnovi, per due serie tv americane in onda sulla tv via cavo: Tnt ha da poco annunciato che “Southland” tornerà con una quinta stagione, mentre Showtime ha comunicato il rinnovo di “The Borgias” per una terza stagione. Entrambi gli show hanno ricevuto un ordine di dieci episodi.
Il rinnovo di “Southland” non è una sorpresa: tempo fa era trapelata la voce secondo cui l’unico elemento su cui il network e la Warner Bros. (che produce la serie) non erano d’accordo era il numero di puntate: il primo ne voleva dieci, il secondo tredici. Evidentemente, la casa di produzione ha mollato la presa, riuscendo così ad ottenere un nuovo ciclo di episodi, in onda a febbraio.
Tnt ha trasmesso lo show ottenendo sempre buoni risultati: la quarta stagione, appena conclusa, ha registrato ascolti sopra il milione e mezzo di telespettatori. “Siamo molto orgogliosi di Southland e siamo grati a chiunque sia coinvolto nella serie”, ha commentato Michael Wright, presidente del network.
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Erano tra le nuove serie più attese di questa primavera, e non hanno deluso nè il pubblico nè le reti che le trasmettono. Parliamo di “The Borgias” e “Game of Thrones”, di cui rispettivamente Showtime ed Hbo hanno deciso un rinnovo per una seconda stagione. Se per “The Borgias” si sa già che gli episodi realizzati saranno dieci, c’è ancora mistero su quanti saranno quelli nuovi di “Game of Thrones”.
La serie di Showtime, ambientata nel Rinascimento italiano e che segue i complotti, i segreti e gli affari della famiglia Borgia, ha debuttato con un doppio episodio il 3 aprile con 1,06 milioni di telespettatori, la premiere più seguita per una serie tv drama del canale via cavo da sette anni (in totale, considerando tutte le piattaforme multimediali del canale, la puntata è stata vista da 3,7 milioni di persone). Quattro anni fa, l’altra serie storica del canale, “The Tudors”, fu vista, comprese le repliche, da 1,3 milioni di telespettatori.
Sebbene la terza puntata, spostata in palinsesto di un’ora rispetto alla settimana precedente, sia calata a 680 mila telespettatori, la rete dà fiducia allo show. In effetti, Showtime aveva già ordinato delle sceneggiature aggiuntive, a cui ora ne seguiranno altre per la seconda stagione. “La storia di una famiglia papale del quindicesimo secondo scritta con abilità da Neil Jordan ha da subito provocato dipendenza”, ha commentato David Nevins, presidente del network. “Il fatto che questo show rientri senza problemi tra i nostri prodotti di qualità è un tributo alle sue qualità di autore ed al suo straordinario cast guidato da Jeremy Irons (interpreta Papa Alessandro VI, ndr)”.
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Si sono conclusi pochi giorni fa, a Los Angeles, gli screening, ovvero gli incontri che coinvolgono ogni anno produttori televisivi americani e stranieri, i quali arrivano negli Stati Uniti per visionare le novità più interessanti ed acquistarle per il proprio Paese.
Oltre 1.400 esperti del settore (tra cui 50 italiani) di 70 Stati hanno così passato la scorsa settimana a vedere gli episodi pilota di oltre 40 nuove serie televisive, sia della tv generalista che della tv via cavo. Il risultato è stato un primo segnale dei titoli che promettono di appassionare il pubblico nei prossimi mesi.
Tra le serie più vendute (si parla di una cifra intorno ai 500/750 mila dollari ad episodio), ad esempio, spicca “Boardwalk Empire” della Hbo: ambientato nell’era del proibizionismo, lo show ha già fatto parlare di sè grazie alla presenza di Martin Scorsese dietro la macchina da presa per il primo episodio. Ma tra i telefilm che hanno attirato maggiormente l’attenzione, citiamo anche “Undercovers” della Nbc, il remake di “Hawaii Five-0″ della Cbs, “Off The Map” della Abc ed il cartoon “Bob’s Burgers” della Fox. Eppure, la sensazione è che tra le tante serie proposte manchi quella che possa garantire un vero successo (“Non ci sono show come Glee o Modern Family”, avrebbe commentato un acquirente durante le presentazioni).
Nello stesso giorno in cui la Hbo conferma la produzione di “Enlightened” -di cui avevamo già parlato-, Showtime annuncia la produzione di una nuova serie, remake di un telefilm inglese giunto alla settima stagione (e con un’ottava già prevista): “Shameless”.
Il riadattamento avverrà per opera della Warner Bros. e di John Wells, autore di “Er” e produttore di “Southland”, che sarà anche in questo caso autore, insieme a Paul Abbot (“State of Play”), che firma anche la versione originale della serie.
La storia è tratta dall’infanzia di Abbot, cresciuto in una famiglia operaia con ben dieci figli e molte difficoltà economiche. Se la versione inglese è ambientata nell’immaginario quartiere di Manchester denominato Chatsworth, la versione americana avrà luogo a Chicago, dove conosceremo la famiglia Gallagher, composta da un padre alcolizzato, una madre assente, e sei figli, che dovranno vedersela con le difficoltà della recessione.
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