
La guerra, raccontata in tv ma con la stessa forza del cinema: questo è “The Pacific”, la nuova serie tv in dieci puntate (trasmessa per cinque settimane) che Rete 4 manda in onda da stasera, alle 21:10. Non si tratta di un telefilm qualsiasi, non solo per il tema coraggiosamente affrontato, ma anche per i nomi dietro al progetto.
A produrre, infatti, ci sono Steven Spielberg (prima di virare verso i più popolari -e meno riusciti- “Falling Skies” e “Terra Nova”) e Tom Hanks, che si ritrovano a bissare il successo di dieci anni fa di “Band of brothers”. Anche in “The Pacific”, quindi, la guerra è protagonista, nello specifico il secondo conflitto mondiale, raccontato sul fronte orientale, con la lotta tra americani e giapponesi.
Per essere più vicini possibile alla realtà storica dei fatti narrati, i due produttori e gli autori dello show si sono fedelmente ispirati a due memorie di altrettanti soldati, Eugene B. Sledge e Robert Leckie, rispettivamente “With the Old Breed” ed “Helmet for My Pillow”, ottenendo così una serie crudelmente realistica e violenta, ma fortemente difesa da Hanks che, di fronte a chi ha accusato la serie di avere troppe scene sanguinose, ha ricordato che i videogiochi di oggi possono essere molto più violenti.
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Stanotte, a Beverly Hills, sono stati asseganti i 26esimi Tca Awards, i riconoscimenti da parte della Television Critics Association ai migliori telefilm dell’anno. Anche in questo caso, a farla da padrona sono stati i tre nuovi show più popolari dello scorso anno: “Glee”, “Modern Family” e “The Good Wife”.
La serie della Fox (nella foto il suo creatore Ryan Muphy con il cast) si è portata a casa ben tre premi: quello come miglior nuovo show, come miglior programma dell’anno ed il riconoscimento a Jane Lynch come miglior risultato individuale per una serie comedy. Nella stessa categoria, ma per i drama, a vincere è stata Julianna Margulies, protagonista di “The Good Wife”.
A sorpresa, invece, arriva il pareggio tra “Lost” e “Breaking Bad” per quanto riguarda la categoria miglior drama, a testimoniare sia il segno che ha lasciato l’ultima stagione dello show della Abc ma anche il successo che continua ad avere, tra la critica, il telefilm con Bryan Cranston. Tra i premiati, anche “The Pacific” per la miniserie ed il documentario “Life”, in onda da noi in queste settimane su Rete 4, per la categoria miglior programma d’informazione. Dopo il salto, i vincitori ed i nominati.
Questa non è televisione, è cinema: così ci si potrebbe esprimere dopo la visione del primo episodio di “The Pacific”, la miniserie evento in 10 puntate trasmessa da Hbo e che arriva da noi da stasera, alle 21, su Sky Cinema 1 ed 1 HD, con due episodi a settimana.
Basta conoscere i nomi di c’è dietro questo progetto per farsi un’idea di quello di cui stiamo parlando: Steven Spielberg e Tom Hanks, che tornano a produrre una serie bellica dieci anni dopo “Band of Brothers”, di cui però “The Pacific” non è il seguito. Questi episodi, infatti, si focalizzano sugli eventi della Seconda Guerra Mondiale, ed in particolare su quelli che hanno coinvolto il fronte orientale, con la guerra tra americani e giapponesi.
Una storia poco conosciuta, ma che ha comunque lasciato il segno nei fatti del ventesimo secolo, tanto da meritare tutta l’attenzione dei due produttori, che hanno deciso di lavorare alla serie dopo aver letto le memorie di due soldati, Eugene B. Sledge e Robert Leckie, che sono diventanti anche protagonisti della serie.
Presentato oggi ieri a Milano l’ormai tradizionale appuntamento con il Telefilm Festival, edizione 2010, che si terrà dal 7 al 9 maggio presso l’Apollo SpazioCinema. Tra conferme e serie un omaggio all’attore Raimondo Vianello scomparso di recente con la riproposizione dei primi due ’storici’ episodi di “Casa Vianello” e per quanto riguarda le anteprime un serial su tutti, “The Pacific” prodotto da Steven Spielberg e Tom Hanks e in onda su Sky Cinema in 10 puntate.
Un programma quello del Telefilm Festival molto ricco in un’annata che viceversa non è delle migliori sia in Italia sia oltreoceano: nel nostro Paese, come evidenzia il Certa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, gli ascolti delle serie tv sulla tv generalista sono scesi dall’11% della stagione 2007-2008 al 9,81% in quella del 2009-2010. E le uniche che resistono ad un calo generalizzato su tutti i telefilm, sono le procedurali come i vari “Csi” e i più recenti “Ncis” e lo spin-off “Ncis: Los Angeles“.
Per quanto riguarda il Festival, la locandina di quest’anno è stata disegnata dal celebre Silver, creatore di Lupo Alberto. Nella foto qui a fianco si possono riconoscere tra gli altri Pamela Anderson, il Ten. Colombo, Dr. House, Morticia Adams per i rispettivi telefilm mentre per Lost è stato rappresentato un aereo che cade.
Il disegnatore durante la presentazione ha spiegato come ha scelto le caricature rappresentate nella locandina:
“Mi ha fatto grande piacere poter fare attraverso questo manifesto un escursus della mia vita di spettatore televisivo. Mi ricordo anche un Ivanhoe con Roger Moore… […] Se avessi dovuto scegliere la serie che mi sono goduto di più non avrei avuto dubbi a mettere ‘Cheers’ che in Italia si chiamava “Cin Cin”. Però ho messo altri personaggi, da la Famiglia Addams, quella della mia infanzia, a ‘Rin Tin Tin’, al Tenente Colombo e tanti altri. Mi sono divertito a rievocarli”.
Si mantiene alto “Castle”, con 12,3 milioni di telespettatori, in calo anche per via della finale di basket della NCAA che sulla Cbs ha raccolto 20,7 milioni di persone. “24″, invece, scende a 7,2 milioni di telespettatori. Continua il successo per la sit-com “Le regole dell’amore”, che raccoglie 10,1 milioni di persone davanti allo schermo, mentre per “Chuck” (con l’episodio che avrebbe dovuto chiudere la stagione, prima dell’aggiunta di sei nuove puntate) sono solo 5,7 milioni.
Un altro show della Nbc, “Parenthood”, viene visto da 6,3 milioni di telespettatori: numeri che, per ora, lo mantengono tra i telefilm il cui rinnovo è ancora dubbio (anche se il network, forse, farebbe meglio a rinnovarlo, piuttosto che puntare su nuove serie).
A sette puntate dalla fine, “Lost” raccoglie 9,4 milioni di telespettatori e, subito dopo, “V” scende a 6 milioni, registrando un crescente disinteresse da parte del pubblico. La Fox, intanto, dopo i deludenti risultati ha deciso di sospendere “Sons of Tucson”, i cui nuovi episodi saranno trasmessi in estate. Dopo il salto, la classifica completa ed i risultati di alcuni show sulla tv via cavo.
E’ ancora record per “Castle”, che lunedì arriva a 14,4 milioni di telespettatori: un risultato che fa bene alla Abc, le cui serie da un po’ di tempo stanno soffrendo, e che ha deciso di rinnovare lo show per una terza stagione. Restando sullo stesso canale, martedì “Lost” torna sui 10 milioni di persone davanti allo schermo, mentre il ritorno di “V” viene visto da 7,2 milioni di telespettatori, due in meno rispetto all’ultima puntata trasmessa.
Stabili “Cold Case” (10,6 milioni) e “24″ (8,3 milioni), mentre sale “I Griffin”, che raccolgono 7,2 milioni di telespettatori. “Sons of Tucson” viene visto da 3,8 milioni di persone: nel dubbio su un rinnovo della serie, il protagonista Tyler Labine ha già accettato una parte del pilot di “True Love” della Cbs.
Mediocri i risulati di The Cw: regge “Life Unexpected”, con 2 milioni di persone, che supera “Gossip Girl” (1,6) e “90210″ (1,5). Tra i reality, altro successo per “Dancing with the stars”, che ottiene 22,5 milioni di telespettatori, e di “Undercover Boss”, che raggiunge i 16 milioni di persone. Dopo il salto, la classifica completa.
I soliti “Due uomini e mezzo” e “The Big Bang Theory” dominano la classifica (con 14,3 e 13,3 milioni di telespettatori), ma la vera sorpresa, questa settimana, è “Castle” che nell’episodio della seconda stagione -ora in onda su Fox Life- in cui debutta come guest star Dana Delany (Katherine in “Desperate Housewives”) ottiene l’ascolto record di 12,9 milioni di persone, superando per la prima volta “Csi: Miami” (10,7 milioni).
Un buon successo per la serie con Nathan Fillion, che puntata dopo puntata sta consolidandosi come uno degli show più visti del lunedì. Nello stesso giorno, le cose non vanno benissimo per “Chuck 3″, che raggiunge i 5,4 milioni di telespettatori, mettendo a rischio il rinnovo per il prossimo anno. Molto bene, invece, il debutto di “Dancing With the Stars”, che tra i concorrenti vede Pamela Anderson e Shannen Doherty, visto da 23,8 milioni di persone.
In risalita “Parenthood”, con 7 milioni di telespettatori, così come “Lost 6″, visto da 8,9 milioni di persone. A questo proposito, la Abc ha comunicato il titolo dell’episodio finale della serie cult, in onda il 23 maggio. Volete conoscerlo? Lo trovate dopo il salto, insieme alla classifica completa e agli ascolti di alcune serie sulla tv via cavo.
Finalmente Italia 1 s’è decisa a trasmettere “Fringe”, la serie sci-fi creata da J.J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci. I 20 episodi della prima stagione andranno in onda dal 9 marzo, subito dopo il consueto episodio in prima tv di “Dr. House 6″ (ancora non si sa quanti episodi a settimana saranno trasmessi, ma è probabile che, come con “The Closer”, la rete ne manderà in onda due ogni martedì).
Annunciata per ottobre, “Fringe” è stata poi rimandata a data da destinarsi, alimentando l’attesa dei telespettatori che hanno sentito parlare molto in rete di questa serie, voluta dalla Fox per riconquistare il pubblico di “X-Files”. Dopo la messa in onda sul digitale terrestre (cosa che si ripeterà per la seconda stagione, che dovrebbe andare in onda ad aprile su Steel), è arrivato il momento della generalista.
E intanto, Anna Torv esce un po’ dagli schemi rigidi di Olivia Dunham, la protagonista della serie, e si mette a suo agio posando (quasi) senza veli per la rivista Esquire. Un anteprima di quello che vedremo in “The Pacific”, la miniserie di Hbo prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks in cui l’attrice comparirà in alcune scene di sesso.

Hbo continua a sperimentare, annunciando il lancio nella prossima stagione televisiva di ben tre nuove serie, due delle quali vedono come produttori due grandi nomi del cinema e della televisione, ovvero l’attrice lanciata da “Sex & the City” Sarah Jessica Parker ed il regista Premio Oscar Martin Scorsese.
A parte una serie ancora senza titolo, le altre due hanno già un nome: “Treme” e “The Washingtonienne”. “Treme” attinge a pieni mani dall’attualità, raccontando le conseguenze causate dall’uragano Katrina, che nel 2005 colpì la città di New Orleans. I tentativi di rialzarsi in piedi dopo la tragedia e di ricostruirsi una vita saranno scritti da David Simon -creatore già di “The Wire”, in onda su FoxCrime- e da Eric Overmyer, anche lui al lavoro su “The Wire”, ma anche produttore di “Close to Home”.
La Parker invece diventa produttrice di “The Washingtonienne”, una commedia basata sul libro di Jessica Cutler, a sua volta derivato da un blog, nel quale l’autrice raccontava con dovizia di dettagli anche piccanti la sua vita lavorativa e privata -che spesso si confondono- in quel di Washington. E’ curioso che a produrlo sia un’attrice lanciata da una serie televisiva che prendeva spunto anch’essa da un romanzo.
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Steven Spielberg e Tom Hanks - nell’immagine alla premiazione degli Emmy Awards per Band of Brothers - sono di nuovo insieme per la realizzazione di una miniserie per la tv.
Le riprese di The Pacific, 10 puntate a proposito della storia di tre marines americani durante la seconda guerra mondiale, sono iniziate oggi.
Una volta terminata, la serie verrà trasmessa nel 2009 dalla HBO (c’erano forse dubbi in merito?), il cui presidente della sezione Film dichiara:
We’re proud to be reuniting with Tom Hanks and Steven Spielberg to complete the story of the American combat experience of World War II […] This epic miniseries is based on the true stories of three Marines whose experiences in the Pacific embodied the unique nature of that theater of war, and dramatize how it profoundly differed from the European front.
Il terzo big che fa parte della squadra di produzione è Gary Goetzman, già produttore esecutivo proprio di Band of Brother.
La miniserie si basa sui libri With the Old Breed di Eugene Sledge e Helmet for My Pillow di Robert Leckie, e sulle testimonianze dirette raccolte dallo storico e filmmaker Hugh Ambrose (i lavori del padre ispirarono l’altro lavoro targato Goetzman-Hanks-Spielberg).
I personaggi principali saranno proprio gli autori dei due libri, Leckie e Sledge, con il loro compagno John Basilone. La serie racconterà le prime azioni di guerra a Guadalcanal, passerà attraverso le battaglie di Iwo Jima e Okinawa per arrivare alla fine della guerra.