Nella giornata dedicata ai festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia si è consumata in prima serata il primo match di una sfida inedita. Il commissario Manara e Annozero di Michele Santoro si sono infatti per la prima volta scontrati ad un nuovo rivale auditel, lo Show dei Record in questa edizione 2011 condotto da Gerry Scotti. Mentre il debutto del programma di Canale5 , inizialmente previsto al martedì, incassa il primo risultato positivo si deve accontentare di ben poco la replica del “Cavaliere oscuro“, in onda su Italia1. Ma non ci fermeremo solamente alla prima serata nell’analisi di oggi, la giornata della festa nazionale dedicata all’anniversario dei 150 anni dall’unità d’Italia di ieri è bella occasione per permetterci con le nostre analisi grafiche delle curve dello share minuto per minuto, di fare un volo d’uccello attraverso tutta la giornata di ieri, partendo dal mattino fino alla notte per vedere come è stato il riscontro auditel delle reti televisive italiane.
Primo dato che salta all’occhio è il dominio assoluto nella prima parte della giornata della curva blu. La linea blu di Rai1 infatti parte già benissimo alle ore 7 dal 30% di share, con le linee del digitale e di Canale5 alle spalle, la prima attorno al 20% la seconda sulla linea del 15%. Il proseguio della mattinata con il collegamento con il Vittoriano a Roma su Rai1 a cura del Tg1 trascina la curva blu della prima rete di Stato al picco del 38% di share, con la linea nera delle digitali più pay attorno al 25%. Nella fascia del mezzogiorno passa al comando la curva azzurra di Italia1 con Studio Aperto fino al 25% di share, a cui segue il pareggio alle 13 delle linee di Canale5 e di Rai2 con i rispettivi notiziari.
Picco successivo del Tg1 delle 13:30 fino al 28% a cui segue il picco della linea verde della fascia informativa del Tg3 e dei Telegiornali regionali fino al 22% di share. Il pomeriggio vede al comando la linea nera delle reti digitali più pay fino al picco del 29% delle ore 16. Fra le reti free testa a testa fra Canale5 e Rai1 con la rete Mediaset che prevale nel primo pomeriggio e la rete Rai che prevale nella seconda parte del pomeriggio fino alla consueta ottima performance nella fascia del preserale.

La Corrida - prima puntata con Flavio Insinna dell’8 gennaio 2010
E’ da brividi il ritorno de La Corrida, dopo due anni di stop e la fine del mandato di Gerry Scotti. C’era tanta attesa per il debutto di Flavio Insinna, che ha confermato di essere un personaggio umile e autocritico sin dal lancio al Tg5:
“Signora mia, venderemo cara la pelle se riusciremo ad arrivare ai primi minuti vivi. Male che vada torna gerry scotti, che ha condotto questo programma per otto anni in maniera straordinaria, mentre ora arriva insinna e dà la botta finale. Marina (Donato, moglie del compianto Corrado ndr) già si è segnata il primo errore. Io non sarò un conduttore, ma un dilettante allo sbaraglio insieme agli altri”.
A pochi istanti dall’inizio, su cui Attenti a quei due ha giocato d’anticipo di circa dieci minuti senza un break pubblicitario, spendiamo i primi commenti. Flavio Insinna fa impallidire, con la sua performance, l’intera scuderia di conduttori Mediaset. Perché, dopo i Corrado e i Vianello, è il primo vero artista che torna a mettere piede nella tv commerciale. E’ più empatico di Scotti, meno venale e più sinceramente nazionalpopolare di Bonolis, credibile come capocomico persino quanto Bisio, pur venendo dal teatro.
Insinna appartiene talmente tanto alla vecchia scuola, che gli credi davvero quando dice che non ci dorme la notte e ha studiato sodo per onorare l’eredità dei predecessori. Poi lo vedi interagire con l’Elia e sembra che lo spettacolo sia risorto (con qualche perplessità sulla presenza di Antonella, brillante quanto vuoi ma non più di primo pelo nei panni della valletta fintamente promossa a co-conduttrice). Così Flavio ha presentato la sua partner:
“Io sono un conducente, ho la patente b. Quest’anno cerco di prendere la patente c, la corrida. Abbiamo creduto nel prodotto italiano, in Italia c’è la fuga di cervelli. Noi abbiamo riportato intanto il corpo, per il cervello stiamo trattando: Antonella Elia”.

Chi ha avuto modo di vedere il Tg5 delle 20, avrà sgranato gli occhi davanti al lungo servizio dedicato dal principale telegiornale del biscione alla Rai. Chi si è perso invece tale perla giornalistica, potrà recuperarla tra poco sull’apposita pagina di Mediaset video. Parliamo di un servizio che, più che limitarsi a raccontare i fatti - non è un segreto che in Rai di recente tiri una brutta aria -, coglie la palla al balzo per dare giudizi non proprio “teneri” (per usare un eufemismo) sulle reti concorrenti.
Si va giù pesanti in particolare con RaiTre, giudicata “un tantino monotematica” da chi ha firmato il servizio per i continui attacchi nei confronti del Premier Silvio Berlusconi. Si elencano, partendo da alcune ospitate di Roberto Benigni, i tanti programmi che sarebbero avversi al premier, non ultimo Vieni via con me di Fazio e Saviano.
Che la terza rete Rai non abbia particolari simpatie per il Presidente del Consiglio è risaputo, ma l’attacco posto in essere dal Tg5 è una caduta di stile bella e buona che si ritorce contro il telegiornale stesso, già giudicato di parte essendo di proprietà di Berlusconi. Di certo se lo stesso servizio fosse stato mandato in onda da Enrico Mentana, nessuno si sarebbe permesso di sollevare una critica.
Per il futuro, ci auguriamo meno servizi “un tantino personali”.

Clemente J.Mimun è un giornalista di razza. Da cosa lo si capisce? Dall’indubbia professionalità, da come ha cavalcato sino a oggi le direzioni dei vari Tg (Tg2, Tg1, Raiparlamento e Tg5), ma sopratutto dal fatto che scatena grandi passioni: o lo si ama o lo si detesta.
Però, sia che lo si ami sia che lo si detesti resta un direttore che ha visto scorrere nelle sue redazioni il meglio o il peggio del giornalismo televisivo degli ultimi 30 anni. Ancora lontano dalla pensione ha però pensato bene di mettere nero su bianco queste sue memorie. Ne è venuta fuori una sorta di mappa di quello che è l’attuate sistema dei tg: dalle cooptazioni politiche, alle raccomandazioni inutili, fino ai caratteri e alle tipologie dei giornalisti nostrani. Per ora il libro è una sequenza di appunti di cui Mimun svela ghiotti assaggi a Paolo Conti del Corriere della Sera. Vuoi mai che ci sia qualche editore disposto a investirci?
Dopo il salto i ritratti, secondo Mimun, di Gruber, Borrelli, Giorgino, Mollica e del precario Enrico Lucci.

Oggi passiamo in rassegna con la nostra analisi auditel la media dei dati minuto per minuto della mattinata di un’intera settimana, per radiografare gli ascolti di queste mattine pre-estive, in particolare i dati sono relativi alla fascia 6:30-12:00 da lunedì 7 giugno a venerdì 11 giugno della scorsa settimana. La partenza alle 6:30 è tutta a favore della linea arancione di Canale5 che grazie alle news a rullo di “Prima pagina” del Tg5 parte sopra al 30% di share. La linea di Rai1 parte allo stesso tempo con una rapidissima salita dal 15% fin poi a toccare durante il meteo delle ore 6:57 il suo picco massimo del 32% di share.
Con la partenza del Tg1 delle ore 7 la linea cala progressivamente fino al suo picco minimo del 15% durante il Tg parlamento. Dal rientro nello studio di Unomattina Estate riparte la risalita della linea blu che riesce a dare la linea al Tg1 delle ore 8 attorno al 20%. Durante la sovrapposizione fra il Tg1 ed il Tg5 delle ore 8 c’è una sostanziale parità attorno al 24%. Ma mentre la linea del Tg5 al termine dell’edizione delle 8 ha un crollo verticale fin sotto al 15%, la linea blu di Rai1, al rientro nello studio di Unomattina Estate alle 8:35, cede qualche punto di share fermandosi attorno al 22%, ma rimanendo comunque leader.
Dalle 8:50 in poi c’è una risalita della china per la linea di Unomattina Estate con Pierluigi Diaco e Georgia Luzi che si porta fin verso il 24%, in attesa di arrivare poi attorno al 25% durante l’edizione del Tg1 delle ore 9. Al rientro in studio alle 9:10 c’è un nuovo calo della linea blu durante lo spazio informativo del Tg1, fino al 23% delle ore 9:13. Di seguito nuovo incremento della linea blu fino a toccare poi il 26% alle ore 9:23. Dalle ore 10 circa in poi c’è il lento calo della linea di Rai1 che cede il passo alla linea nera del satellite che sfiora il 25% di share. Mentre..
Continua a leggere: Analisi Auditel – Radiografia della mattina d’estate
Va in onda questa sera dopo la mezzanotte su Canale 5 (al termine di Italia’s got Talent) il primo dei 3 Speciali Tg5 realizzati co-produzione con l’Opera Romana Pellegrinaggi dal titolo “L’arca perduta“. Si tratta di una serie di documentari che nell’arco del 2010 vedranno anche la messa in onda di “Santiago de Compostela” e di “Le case di Maria“, scritti e curati da Marina Ricci, nota vaticanista del Tg5 diretto da Clemente Mimun.
Nello speciale in onda questa sera si parlerà della leggendaria Arca dell’Alleanza, la più controversa reliquia biblica scomparsa più di tremila anni fa e si dice racchiusa in Etiopia nella chiesa di Santa Maria di Sion. Tra le testimonianze di questo primo speciale frutto dell’accordo tra Mediaset e l’organo del Vicariato di Roma, vedremo quella dell’architetto restauratore Claudio Giuseppe Infranca, che nel 1991 riuscì a penetrare nella chiesa e scattare una foto ad un oggetto che sembra essere proprio l’Arca Perduta divenuta famosa anche al cinema grazie al primo film della saga di Indiana Jones.
Nel corso del 2010 come detto seguiranno altri due speciali, il primo è su Santiago de Compostela incentrato sulla figura dell’Apostolo Giacomo e dei pellegrini che dal Medioevo seguono una strada per arrivare attraverso Francia e Spagna al noto santuario di Santiago, luogo in cui sarebbe sepolto l’apostolo.
Si è accesa in queste ore una vivace polemica fra il consigliere di amministrazione della Rai in quota centro sinistra Nino Rizzo Nervo, ex direttore del Tg3 e l’attuale direttore del Tg1 Augusto Minzolini sui dati di ascolto del telegiornale della prima rete pubblica. In questa analisi andremo a vedere gli ascolti del Tg1 raffrontandoli a quelli del Tg5 (per l’edizione delle ore 20) nel periodo 1 ottobre-31 marzo partendo dalle annate 2005-06 fino a quella attuale 2009-10 e delle altre due edizioni principali del Tg diretto da Minzolini, vale a dire quella delle ore 13:30 e quella delle 8 del mattino.
I risultati di questa analisi, partendo dall’edizione serale, ci dicono di un calo progressivo di entrambe le testate rispetto a 4 anni fa, dell’ordine del 4,72% per il Tg1 e del 2,79% per il Tg5 (dati netti ore 20-20:30). Analizzando i dati del Tg1 delle ore 13:30 abbiamo una certa stabilità attorno al 30% per i primi 4 semestri presi in considerazione ma un calo più marcato dell’1,72% nell’ultimo semestre, rispetto al precedente. Per l’edizione delle ore 8 del mattino poi c’è il calo più consistente, con quasi il 6% in meno di share rispetto al dato del semestre 2005-06, di questo 6%, oltre il 3% si è registrato nell’ultimo semestre (1 ottobre 2009-31 marzo 2010). Tutti i dati raccolti in tre grafici dopo il salto.
Tornando all’edizione delle ore 20 vediamo che nella prima annata con la direzione di Clemente Jackie Mimun al Tg1, il dato dal primo ottobre 2005 al 31 marzo del 2006 è del 30,48% per il Tg1 e del 27,78% per il Tg5. L’anno seguente il Tg1, che nel frattempo aveva un nuovo direttore nella persona di Gianni Riotta, ha fatto un balzo in avanti di oltre il 2% di share arrivando, sempre nell’edizione delle ore 20 al 32,86% contro il dato stabile del Tg5 che era del 27,45%. Nell’annata 2007-08 il Tg1 rimane ancora sopra la soglia del 30% arrivando al 31,68% mentre il Tg5, seppur in leggero calo si ferma comunque al 27%.
Continua a leggere: Tg1: I dati dal 2005 ad oggi delle tre edizioni principali
Una premessa: il sottoscritto trova che il signor Piero Marrazzo non abbia nulla di cui vergognarsi, sul piano strettamente privato, per quanto gli è capitato pubblicamente. Bene ha fatto a dimettersi e, per quanto mi riguarda, questo è quanto: siccome il privato è politico, l’ex Governatore del Lazio, sorpreso con transessuali, si è rimesso in pari con l’ordine naturale delle cose rinunciando al suo incarico. Marrazzo, dunque, avrebbe, secondo il parere di chi scrive, tutto il diritto di essere reintegrato immediatamente in Rai, per esempio, come giornalista, come presentatore, qualsiasi cosa non riguardi la politica, ovviamente, settore della pubblica vita a cui il signor Marrazzo evidentemente, per motivi tutti suoi, non è portato.
Questa la premessa. E questo è quanto - sembra - sta per succedere. Infatti i direttori dei Tg, Mimum, Toti e Minzolini, hanno confermato a Tv, Sorrisi e Canzoni il loro “sì” al reintegro immediato di Marrazzo in Rai. Sembra, non a caso, che questa sia anche la direzione che da qui a breve prenderà anche la dirigenza di Viale Mazzini. Pensate, allora, adesso al paradosso: la Rai potrebbe reintegrare Piero Marrazzo - ribadisco: cosa legittima - a fronte della radiazione, per esempio, di Aldo Busi. Ribadisco ancora: per me entrambi dovrebbero fare il diavolo che vogliono, nel rispetto della legge, comparire in televisione per il bene loro e nostro. Però succede che uno crei scandalo perché suggerisce che l’omofobo medio è un omosessuale represso, facendo mai il nome del Papa o chi per lui; l’altro, trovato in compagnia di transessuali, facendo anche uso - sembra, si dice, così si legge - di sostanze stupefacenti, verrà probabilmente reintegrato. Tutto questo in un paese laico, qual è l’Italia. Solo sfiorando il concetto dell’icona papale, nemmeno nominandola in realtà, solo accennandovi, ci si guadagna - sembra - l’esilio morale.
Dice il direttore del Tg5 Mimum:
”Marrazzo ha lavorato con me al Tg2 ed era un ottimo giornalista. Fare il giornalista è il suo lavoro, così come è stato quello del suo papà, l’indimenticabile Giò”.
Minzolini (Tg1):
“Marrazzo in questa storia è più una vittima che un colpevole. Semmai ho dei dubbi sul fatto che un giornalista che si dà alla politica possa tornare poi a fare il giornalista: ma questo è un fenomeno ricorrente a sinistra”.
Stesso concetto espresso dal direttore di Studio Aperto Giovanni Toti:
“Ritengo sia giusto che rientri perché lo prevede la legge . Marrazzo è una vittima e non è accusato di nulla. Sempre che, dalle indagini ancora in corso, non emergano responsabilità a suo carico”.
La giornata di ieri, come ha scritto Malaparte nel suo editoriale, è stata una pietra miliare nella informazione italiana. Erano anni che i giornalisti italiani si erano trincerati dietro la nazionale filosofia del “tengo famiglia, tira a campà”. Poi hanno scoperto di essere sotto bavaglio e si è scatenata la controffensiva culminata nella serata organizzata ieri da FNSI e condotta da Michele Santoro.
Non poteva perciò mancare il commento del Premier Silvio Berlusconi che ieri alla cena del Consiglio Europeo manda a dire a Michele Santoro:
Agcom pensi a sanzionare Santoro. L’Agcom dovrebbe impiegare le sue forze per sanzionare trasmissioni come quelle mandate in onda da Santoro che sono veramente inaccettabili, un obbrobrio incivile e barbaro che mette sotto accusa qualcuno accusato di tutto e di più senza la possibilità di difendersi.
Da un telegiornale
mi appari come un sogno celestiale
Sarà l’effetto di questo caffè
Notevole.
Allora è vero
t’ho vista alle edizione delle 8
Ma alle 13 fai più effetto
Incredibile.
Farei di tutto per dimostrarti che c’è dell’affetto
E non lo dico per portarti a letto.
Un po’ di sano trash musical-televisivo-pruriginoso-giornalistico all’ora di pranzo è quello che ci vuole. Sentite che storia: il signor Daniele Profilo è un cantautore dell’isola di Lipari. Abituato, evidentemente, al sole, alle insolazioni, e ai volti salutari propri dei luoghi di mare, ha deciso d’essersi innamorato della signorina Simona Branchetti, volto noto, sexy e professionale, del Tg5. Essendo cantautore, il signor Daniele Profilo, cosa decide bene di fare? Prende armi e bagagli, chitarra e spartito e scrive una canzone interamente dedicata a Simona, dal titolo La Telegiornalista. Mette il tutto sul Web e, come sempre, la cosa si trasforma in un tormentone nel giro di 24 ore. E’ stato proprio il portale Telegiornaliste.com (da cui sono state prese le foto di questa gallery) a pubblicare in esclusiva il videoclip. La diretta interessata ha fatto sapere d’aver gradito ma non si conoscono, al momento, gli sviluppi rosa della liaison.
Dimmi cosa resterà di noi
Tu la Telegiornalista
Ed io il Musicista…

Se conferma ci doveva essere, conferma c’è stata. Anche il canto del cigno di questa edizione 2010 dei Raccomandati ha vinto la serata auditel contro la fiction diffusa da Canale5 ed interpretata da Sabrina Ferrilli e Claudio Bisio “Due imbroglioni e mezzo”. L’analisi auditel della serata di ieri ci presenta una curva blu di RaiUno decisamente sopra a tutte le altre su livelli prossimi ai 7 milioni di telespettatori. Precisamente abbiamo il picco alle ore 21:30 di 6.922.000 telespettatori con uno share del 25%. La curva che segue è appunto quella arancione di Canale5 che sfila nella corsia fra i 4 ed i 5 milioni di telespettatori.
La cosa comunque che vogliamo sottolineare e che ci mostra l’analisi delle curve dello share è come la linea blu dei Raccomandati sia assolutamente costante per tutta la serata vicino alla linea del 25% di share con un picco finale del 30% quando raccoglie anche parte del pubblico proveniente dalla fiction di Canale5 nel frattempo terminata. Tornando un passo indietro vediamo la solita corsa in salita della curva del Tg5 che riesce ad agguantare nel finale di edizione il Tg1 appena sopra alla linea dei 7 milioni, mentre nell’access time c’è il netto decollo della curva di Striscia la notizia che vola fino al picco delle 21:08 di 9.198.000 telespettatori.
Tornando al prime time al terzo posto si piazza la curva nera del satellite nella corsia fra i 3 ed i 4 milioni di telespettatori, seguono dai 3 milioni in giù tutte le altre linee con quella azzurra d’Italia1 che sfila attorno ai 3 milioni. In seconda serata domina la curva nera del satellite che viaggia piuttosto stabilmente attorno al 18%, segue la linea azzurra di Italia1 attorno al 15%, quindi tutte le altre ammassate nella corsia fra il 10 ed il 15%.
Nelle nostre radiografie auditel dei vari momenti della giornata televisiva, oggi ci occuperemo della fascia del mattino, per vedere come si divide il pubblico di fronte alle varie proposte, fra contenitori in diretta, rubriche di cucina e telegiornali. Il grafico con le curve dello share minuto per minuto totale individui parte delle ore 7 fino alle ore 14. Partenza quasi alla pari fra le curve di Canale5 e di RaiUno attorno alla linea del 30% di share con una leggera predominanza della curva del rullo giornalistico del Tg5 “Prima pagina”. Dalle ore 7:30 c’è il decollo della linea verde di RaiTre fin verso il 18% con le notizie del Tg regionale.
Nella fascia che contiene i Telegiornali delle ore 8 abbiamo la curva arancione del Tg5 che superando il 30% di share vince la gara con il Tg1 che si ferma poco al di sopra del 25%. In seguito dalle ore 8:30 c’è invece la netta prevalenza della curva blu di “Unomattina” su quella arancione di Canale5 che con “Mattino 5” si ferma poco al di sopra della linea del 20%. Poi dalla partenza di “Forum” c’è una netta inversione di tendenza con la curva di Canale5 che va nettamente al comando fin sopra alla linea del 30%, mentre la curva di RaiUno scende anche al di sotto del 20%.
Alla partenza della “Prova del cuoco” c’è una leggera risalita della curva blu di RaiUno vicino alla linea del 20%, ma con la linea arancione di Canale5 sempre al comando vicino alla linea del 25%. Da notare la curva azzurra di Italia1 che si lancia vicino al 25% durante “Studio Aperto” sottraendo pubblico a “Forum”. Nella sfida fra i Tg il Tg5 supera nettamente il Tg2, il primo vicino al 30%, il secondo appena sopra al 20%; mentre il Tg1 delle 13:30 arriva attorno al 27%.
Continua a leggere: Analisi Auditel - La Televisione del Mattino
Abbiamo celebrato il genetliaco del Tg3 - e di tutta la rete -, è giusto ricordare lo stesso anche per il Tg5, che proprio oggi compie 18 anni e celebrerà l’evento in una puntata speciale in onda, per la prima volta, alle ore 15, con Cristina Parodi alla conduzione e Alessia Marcuzzi, Yves Confalonieri e Massimo Donelli come ospiti. Per l’occasione il tutto andrà in onda in esclusiva in diretta Web su Mediaset.it. Un’altra novità sarà la possibilità data agli spettatori di partecipare all’evento, mandando in diretta le loro domande agli ospiti della trasmissione: verranno presentate le novità della nuova area video del portale, di cui abbiamo già parlato. UPDATE: gli utenti segnalano che lo speciale in questione non si visualizza sul sito Mediaset. Ad un controllo, effettivamente, nulla si muove (e sono passate abbondantemente le 15). Problemi tecnici dovuti alla relativa giovinezza del portale?
Un commento sull’evento arriva da un grandissimo ex, quell’Enrico Mentana “epurato” a febbraio dello scorso anno. Intervistato radiofonicamente da Alfonso Signorini, nella sua trasmissione su Radio Montecarlo, Mitraglia ha detto, non senza un pizzico di nostalgia:
“I miei 18 anni in Mediaset sono stati i più importanti della mia vita professionale. Certo, ci sono stati scontri, ma c’è stato anche tutto il resto. Sul Tg5 mi fu data carta bianca e alla fine è stato un successo. Un mio ritorno in Mediaset? Non si sa mai. Siamo obiettivi: passato un anno dalla mia assenza, Mediaset e il panorama televisivo non ci hanno guadagnato e nemmeno io. Dunque perchè no?”.
Un’occasione, oggi, per ritrovare contatto “umano” con un telegiornale, quello diretto da Clemente Mimun, negli ultimi tempi considerato dai tanti critici del settore eccessivamente di parte e fin troppo apertamente “megafono” del governo, il cui “capo” detiene sia la presidenza del Consiglio dei Ministri che la stessa rete dove il telegiornale va in onda. Buon compleanno, dunque, anche al conflitto d’interessi.

A partire da domani 11 gennaio 2010, come peraltro aveva annunciato di recente il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, arriva anche in Italia la Tv del giorno dopo, la cosiddetta catch-up tv, che consentirà a tutti e gratuitamente di poter rivedere per intero i programmi trasmessi dalle reti Mediaset.
Update: è stato diffuso cosa conterrà il nuovo portale video di Mediaset.it. Si potranno rivedere l’edizione integrale dei tg o la puntata intera a tutto schermo dei seguenti programmi:
Programmi (Amici, Grande Fratello 10, Forum)
Telegiornali (Tg5, Studio Aperto, Tg4)
Soap opera (Cento Vetrine)
Approfondimenti giornalistici (Matrix, Terra!, Sipario)
Contenitori news (Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque, Domenica Cinque, Verissimo)
Sport (Studio Sport, Controcampo, Guida al Campionato, Fuori Giri, Motomondiale)
Inoltre mercoledì 13 gennaio alle ore 15:00 sul portale www.video.mediaset.it verrà trasmessa, a 18 anni esatti dalla nascita del tg, un’edizione straordinaria del Tg5 in diretta Web. All’interno di questa edizione, con la partecipazione di conduttori e ospiti, verrà presentata la nuova area video del portale di Mediaset.it.
Tutti i programmi quotidiani di day time saranno disponibili per una settimana, quelli di prima serata (per esempio Grande Fratello e Amici) fino alla puntata di prime time successiva.

I telegiornali sono le trasmissioni caposaldo delle televisioni, private o pubbliche che siano. Sono, non solo per l’informazione che danno, il termometro della democrazia di un paese, ma il pane quotidiano di chi cerca di capire cosa accade nella propria città o nel mondo. Pertanto, discutere di come sia stata data una notizia non è una scusa capziosa per fare politica ma un analisi di quanto ci viene propinato in tv.
Il 9 dicembre il TG5 nell’edizione delle 13,00 ha deciso di trattare la notizia relativa alla riapertura di alcuni negozi nel centro storico de L’Aquila e di non mostrare le immagini di un Consiglio comunale che si stava tenendo, nelle medesime ore, tra le macerie. Una riflessione va fatta prima di addentrarsi nei fatti: lo spettatore, un po’ come faceva già notare il Papa nella sua omelia dell’8 dicembre, è passivo e inerme davanti a un certo modo di fare televisione. Certe volte per capire cosa sia accaduto e per evitare il formarsi di pregiudizi, leggere molti giornali, consultare notizie su internet e ascoltare la radio e poi mettere assieme le informazioni per arrivare a ricostruire la notizia.
Dunque, il 9 dicembre Massimo Cialente il sindaco de L’Aquila ha tenuto il Consiglio comunale in Piazza palazzo, siamo in piena zona rossa, proprio di fronte al palazzo della sede inagibile del Comune, con un dichiarato obiettivo:
Mostrare all’Italia e al mondo qual è la vera condizione dell’Aquila.