Piero Angela ha vinto il prestigioso riconoscimento giornalistico “Marco Luchetta” - intitolato al noto reporter di guerra ucciso sul campo in Bosnia da una granata - assegnato alla sua carriera come divulgatore scientifico in qualità di presentatore e curatore di numerose trasmissioni televisive dedicate al “sapere”. L’occasione è stata utile anche per rivedere “in azione” il presidente della Rai Paolo Garimberti, recentemente alla ribalta soprattutto in qualità di mediatore nello spinosissimo caso Minzolini:
“L’informazione del servizio pubblico deve essere completa e trasparente, senza veli politici. E’ l’impegno che prendo da presidente. Quello di un’informazione trasparente e completa è un dovere ed è un peccato che il giornalismo si sia burocratizzato”.
Queste le parole del numero uno di Viale Mazzini a margine della consegna dei premi. Garimberti, interrogato sulla qualità dell’informazione, ha parlato di “necessità di diffondere tutte le notizie che lo meritano”.
“Il giornalismo di testimonianza è quello di chi ha voglia di capire, conoscere, andare a vedere ciò che non si vede anche rischiando in prima persona. Temo che oggi, invece , per molti giovani giornalisti sia diventato piu’ importante il grado sulla manica che la voglia di raccontare ciò che si vede”.
Chissà se si riferiva anche al direttore del Tg1…
I lettori di TvBlog, seppure non plebiscitariamente, e discutendo animatamente nei commenti, hanno dato il loro appoggio ad Alessio Vinci come conduttore di Matrix anche per la prossima stagione (su 1328 voti arrivati, il 38% ha decretato il proprio favore; il 32% si è detto contrario, mentre il 30% - 400 voti - ha risposto che “In ogni caso è sempre meglio di Bruno Vepsa…”). Il Corriere della Sera ha quest’oggi intervistato l’ex giornalista della Cnn:
“La Cnn è stata il mio punto di partenza, è stata un’esperienza straordinaria, di vita e professionale. In 20 anni ho fatto di tutto: sono partito da portaborse fino a diventare corrispondente. Cambiare fa bene: rinnova le energie e il pensiero. A 41 anni era venuto il momento di affrontare nuove sfide: sono stati quattro mesi intensi”.
Uno dei punti principali affrontati dai lettori tra i commenti, è stata, a loro dire, l’eredità di Enrico Mentana, di cui Vinci è stato il successore. Molti hanno suggerito che questi mesi piuttosto barcollanti del nuovo conduttore di Matrix possono essere pienamente giustificati proprio per la suggestione che il fantasma di “Mitraglia” poteva innescare sia in lui che negli ospiti in studio. Per non parlare delle aspettative del pubblico. Con una stagione intera da gestirsi ex novo, Vinci potrà sicuramente trovare il proprio riscatto. Intanto ha dichiarato che rinfrescherà lo studio, senza dimenticare che “Il marchio Matrix è stato creato da Mentana. Io cercherò di mantenerne vivo il valore”. Sulla querelle degli ascolti con Vespa, Vinci mantiene l’aplombe:
“Non entrerò in questo tipo di dialettica: i numeri interessano agli addetti ai lavori, non a chi ci segue”.
Mediaset ed Enrico Mentana arrivano al divorzio consensuale. Lo ha comunicato la stessa azienda di Cologno Monzese in una nota ufficiale:
“Mediaset ed Enrico Mentana hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro». L’azienda di Cologno aggiunge anche un ringraziamento al giornalista. Mediaset ringrazia Mentana per l’importante lavoro svolto in 18 anni di collaborazione e gli formula i migliori auguri per il suo futuro professionale”.
La svolta arriva dopo la decisione del Tribunale del lavoro di Roma del reintegro del giornalista a Matrix e il dichiarato ricorso in appello da parte di Mediaset, i rapporti sembravano essersi via via ricuciti con dichiarazioni più pacificate da una parte e dall’altra. La rottura originaria tra il giornalista e il Biscione era arrivata il 9 febbraio, dopo la morte di Eluana Englaro e la mancata messa in onda della puntata speciale di Matrix a favore del Grande Fratello. Le dimissioni di Mentana da direttore editoriale di Mediaset erano state accettate prontamente ed estese anche alla conduzione del magazine di informazione da lui curato. Quindi le vie legali, fino all’accordo tra le parti raggiunto oggi. Si chiude così una delle vicende televisive più rappresentate degli ultimi anni.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha stangato il Tg4 di Emilio Fede, con l’accusa di non aver garantito un’accettabile equidistanza in fatto di visibilità concessa ai politici durante la campagna elettorale per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo (6 e 7 giugno 2009). Non che sia qualcosa di totalmente inatteso: qualunque osservatore mediamente attento della televisione non si sarà lasciato di certo sfuggire il comportamento deontologicamente non cristallino del telegiornale in questione, a favore dell’opera del Governo.
La colpa di Fede, in soldoni, riguarda la non applicazione delle normative sulla par condicio: nello specifico gli esponenti politici del Pdl hanno avuto enorme visibilità in più rispetto all’opposizione. Stessa accusa anche per quanto riguarda il Referendum del 21 giugno e le elezioni amministrative. L’ordine dell’authority a R.T.I., a questo punto, è di “garantire il riequilibrio aggiornando il proprio palinsesto informativo”. Vedremo se l’accorgimento sarà effettuato anche se, naturalmente, gli effetti di quanto perpetrato, volontariamente o meno, sono già andati a segno.
La sanzione comminata, per il momento, ammonta a 180mila euro a Rete4 “per l’inosservanza dell’ordine di riequilibrio impartito dall’Agcom il 14 maggio scorso”.
Va bene la cronaca pura, basta con le ricostruzioni. Questo dice e dirà il Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive: personalmente mi sembra un meraviglioso punto democratico. Resta da vedere se verrà rispettato, soprattutto da chi, di mestiere, ha fatto della spettacolarizzazione dell’evento tragico il proprio distintivo di riconoscimento. Con buona pace degli ascolti, per carità.
Plastici in scala della scena del crimine, vallette e veline chiamate in studio a commentare i delitti più efferati e dolorosi del Paese, orsacchiotti di peluche sbandierati dalle macerie di un dramma come manifesto sentimentale pret à porter, puntate speciali on demand: vedremo quanto di tutto questo sarà considerato non regolamentare e dove, esattamente, nascerà l’inganno fatta la legge.
Fatto sta che le trasmissioni televisive deputate dovranno stare bene attente, da questo momento in avanti, “che risultino chiare le differenze fra cronaca e commento, fra indagato, imputato e condannato, fra accusa e difesa, e adottare modalità che consentano al telespettatore un’adeguata comprensione”. Le firme sono state apposte oggi, nella sede dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dai rappresentanti delle emittenti tv, dalla Federazione nazionale della stampa e dall’Ordine nazionale dei giornalisti.
Dalle colonne del Corriere della Sera si leggono le parole d’entusiasmo del presidente dell’Authority Corrado Calabrò:
“E’ una svolta. Non pochi telespettatori ritenevano che si fosse nella sede reale del processo, creando poi confusione quando a distanza di anni la giustizia vera faceva il suo corso. Spesso si assiste a uno svigorimento e screditamento del processo, a un fuorviamento dell’opinione pubblica, e non escludo anche a un condizionamento delle parti in processo. Mai più ricostruzione di processi in corso”.
Soddisfazione anche per il presidente della Rai, Paolo Garimberti:
“Sono contento dell’accordo raggiunto”.
Stessa linea per il numero uno di Rti Fedele Confalonieri:
“Penso che ci volesse veramente un giudizio imparziale per farci sedere al tavolo e arrivare all’accordo. La cosa bella è che si tratta di una autoregolamentazione e non di una imposizione dall’alto”.
Tali nuove disposizioni sono state tirate dopo 18 mesi di lavoro e dibattimenti ed entreranno in vigore il 30 giugno.
L’incipit di “Annozero”, andato in onda ieri sera reintegrato del suo vignettista Vauro dopo l’epurazione pret à porter voluta dal Governo italiano, è stato cruciale. Michele Santoro è un conduttore che non ha mai nascosto il proprio punto di vista, così come voleva un maestro di tutti, cioè Enzo Biagi, il quale un giorno disse che senza un punto di vista non ti puoi neanche classificare come uomo.
Il giornalismo, certo, dovrebbe essere scevro, sostengono certuni, e pragmaticamente disossare l’informazione dall’opinione. Legittimo, sacrosanto. Ma, viene da pensare, quando è il giornalismo stesso ad essere spesso e volentieri cassato, censurato, evirato, epurato, ghigliottinato da poteri più o meno forti e più o meno opportuni, non è forse un preciso diritto, per questo giornalismo, quello di difendersi coi denti, mostrando cioè finanche il punto di vista, pur di far trionfare una “verità” che altrimenti a malapena si distinguerebbe in tale chiacchiericcio di fondo? La verità è un figlio e i figli si salvaguardano a tutti i costi. Santoro ha cominciato la puntata di ieri di Annozero accompagnato dallo stesso Vauro e rispondendo per le rime a Mario Giordano, il quale aveva accusato la trasmissione, insieme a mille altre cose, di essere un salasso economico rispetto alla resa finale e che quindi andava chiusa. Ha proferito il conduttore in diretta:
“Caro direttore Giordano, se io dico che i lettori de Il Giornale sono dei poveretti è una cosa. Ma se io dico poveretti i lettori de Il Giornale che ogni giorno sono costretti a leggere tutte quelle pagine su di me è un’altra cosa, anche riguardo all’italiano. Rispetto talmente i lettori del Giornale che sono disposto a fornire alcune informazioni precise sui costi di Annozero: correttamente il Giornale ha scritto che noi costiamo, compresi i miei faraonici compensi, 220 mila euro a puntata. E ha fatto pure un’equazione, dicendo che questa cifra corrisponde a 2046 abbonamenti della Rai. Questa informazione è stata tratta da una comunicazione ufficiale fatta dalla Rai al Parlamento, quindi una comunicazione solenne dove c’era scritto, badate bene, che Annozero questi 220 mila euro se li guadagna tutti con la pubblicità e in più riesce alla fine della stagione a lasciare nelle tasche della Rai qualche milione di euro in più, che servono ovviamente per scopi più nobili dei nostri. Adesso vorrei semplicemente chiedere quali sarebbero le conseguenze se Annozero venisse cancellato? Intanto, andrebbero persi questi guadagni, poi bisognerebbe trovare altre 34 prime serate da mettere al posto di Annozero. Tutti dovrebbero sapere che il costo medio di una prima serata sulla Rai è tre volte il costo di Annozero. Poi c’è sempre il rischio che arrivi il solito giudice che dice: dovete anche risarcire Santoro per i mancati guadagni. E su questo già la Corte dei Conti si è arrabbiata ed è lì che vigila. E quindi, dove si andrebbero a trovare tutti questi soldi persi? Guardate, questa è una domanda facile facile con una sola risposta: li tirerebbero fuori gli abbonati Rai”.

Piero Chiambretti sulla notizia. Il brillante conduttore torinese dedicherà questa sera la puntata di Chiambretti Night” a un “numero uno” il cui nome è stato battuto a lungo dalle agenzie nelle ultime ore: in studio si dibatterà, infatti, di Enrico Mentana, il dimissionario direttore editoriale di Mediaset e conduttore di Matrix e dei fatti che l’hanno portato al forte gesto che ha scatenato la solidarietà della quasi totalità dei colleghi.
Ospiti già annunciati: Maurizio Costanzo, Emilio Fede, Barbara Palombelli e il Cardinal Tonini. Smentita, invece, la presenza di Gad Lerner, in un primo momento dato tra i sicuri presenti: “Quando mi ha telefonato la redazione di Chiambretti - ha detto lo stesso conduttore de “L’Infedele”- ho detto subito di no. Trovo dunque scorretto che abbiano messo in giro il mio nome annunciando una presenza che sapevano benissimo non ci sarebbe stata. Piena solidarietà a Enrico Mentana che ha compiuto una scelta netta, chiara, dignitosa. La fretta con cui Mediaset ha accolto le sue dimissioni, estendendole dalla direzione editoriale alla soppressione di Matrix - sospensione secondo la nota ufficiale Mediaset, ndr - non fa onore a quell’azienda che deve moltissimo a Mentana. L’ottusità purtroppo miete sempre più vittime nel sistema televisivo italiano”.
Buona visione.

Caro Ministro Bondi,Il succo di questo mio intervento si può riassumere banalmente in un “violento” quando si spara, bisognerebbe mirare bene.
Mi spiego. Lei ha affermato, caro Ministro, che
Esiste un grave problema che riguarda l’informazione televisiva che tratta vicende di cronaca nera senza alcuna cautela e senza alcuna considerazione di chi guarda […] Possibile che i telegiornali siano diventati una serie ininterrotta di notizie catastrofiche, e che non vi sia spazio per parlare del bene che tante persone fanno?
non vi sia spazio in televisione per un’informazione che parli del bene che tante persone promuovono senza alcun tornaconto? […] Se non sapremo arrestare questo circolo vizioso della televisione non vi sarà fine al peggio, al brutto, al deteriore, al pessimismo, al volgare, e all’orrore. Vogliamo per una volta mettere da parte le divisioni politiche e svolgere un’azione comune per la difesa di certi valori fondamentali? Spero che qualcuno voglia riprendere il mio appello
E noi, questo Suo appello, come vede, caro Ministro, lo riprendiamo. E le rigiriamo alcune domande e questioni.
Siamo proprio sicuri, caro ministro, che il brutto, il deteriore, il pessimismo, il volgare, l’orrore derivino proprio dai tg? Ma quei tg non raccontano, teoricamente la realtà delle cose?
Continua a leggere: Il Ministro Sandro Bondi e i TG che fanno paura

Qualche settimana fa vi ho proposto, cari lettori, un piccolo sondaggio cui avete partecipato abbastanza numerosi. Qui sopra, i risultati. Il tema, la questione, riguardava la querelle tuttora in corso a proposito di questa tv generalista benedetta, che alcuni vorrebbero rassicurante, altri silente, altri rinnovata, altri vecchia e paludata, altri non si sa bene come.
Quel che c’è di sicuro è che voi - come noi - ritenete che la tv generalista sia, fondamentalmente, da migliorare. E allora, cerchiamo di capire in che modo, recuperando, come preannunciato, quella bella pagina doppia de La Stampa del 5 ottobre 2008 - su internet, e in generale, il tempo passa così velocemente… -. Vi proporrò nei prossimi giorni alcuni stralci dei vari pezzi, che trattano dei vari generi televisivi. Cominciamo dai telegiornali: vi proponiamo una sfida fra tg, e, successivamente, qualche considerazione.

Barbara Spinelli, giornalista e scrittrice, si è occupata, per l’occasione dell’informazione generalista.