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Tragedie innaturali

pubblicato da Massy

Santoro di nuovo sulla graticola a sette anni precisi dall'Editto Bulgaro: capiamo meglio chi sta con chi e dove stanno (se ci sono) le colpe di "Annozero"

pubblicato da Stefano Sgambati

Michele SantoroTiene banco la “Questione Santoro”. Niente di nuovo, sotto il sole: secondo il parere di chi scrive, ogni reazione inconsulta alle parole del conduttore di “Annozero” e alle vignette di Vauro è solo frutto dell’emozione dell’effetto terremoto.

Cavalcare l’onda emozionale non fa bene mai, in nessun caso, soprattutto alla verità: la tragedia che ha sconvolto l’Abruzzo è lecitamente qualcosa in grado di pungerci il cuore e l’anima, tuttavia è allo stesso modo stantìa e stancante la solidarietà pret à porter che sembra coinvolgere soprattutto politici e responsabili dell’informazione. Chi oggi protesta, nulla ha detto quando, qualche giorno fa, il Tg1 si bullò come un ubriaco al bar dei grandissimi ascolti fatti “grazie” al sisma, quello sì scandaloso; chi oggi si scaglia contro Santoro - quindi contro un’opinione, null’altro, anche perché se altro fosse, ci sarebbe la Magistratura a farla da padrone, e non il chiacchiericcio dei politicanti - si farà analogamente sentire quandunque la macchina dei soccorsi dovesse incepparsi da qui a qualche mese, cioè da qui a quando tutti avranno nuovamente un campionato di calcio a cui pensare? Peggiore di una catastrofe, c’è solo la strumentalizzazione sentimentale.

Il tutto diventa un prodigioso corso e ricorso, tanto per disturbare per l’ennesima volta Giambattista Vico: mancano infatti soltanto cinque giorni al settimo compleanno dell’Editto Bulgaro con cui Silvio Berlusconi operò la prima grande epurazione in casa Rai. Era il 18 aprile del 2002 quando Enzo Biagi, lo stesso Santoro e Daniele Luttazzi, venivano accusati dal Cavaliere di fare un “uso criminoso” del servizio pubblico.

Ma ricapitoliamo gli ultimi fatti “criminosi”: nella puntata di giovedì scorso di “Annozero”, Santoro ha avanzato qualche dubbio relativo all’effettiva efficacia dei soccorsi, pur precisando, a più riprese, che tutto, al momento, sembrava funzionare perfettamente. A chiosare la cosa, le vignette di Vauro ritenute dai vari Giordano e Gasparri, cioè gli stessi che ancora oggi parlano di “barbaro omicidio” quando vengono interpellati relativamente al caso Eluana Englaro, eccessivamente pesanti, forse a ragione, per carità: sebbene sia sempre, e dico sempre, il momento di ironizzare, non deve di certo mancare la capacità di riuscire a non esagerare. E su questo non ci piove: tantomeno è TvBlog la sede adatta per discorrere di ciò. Quello che preme, arrivati a questo punto, è riassumere le posizioni di ciascuno.

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