Cosa vedrai? La sfida del prime time è la prima guida tv in formato sfida, con le trasmissioni della serata in pole position una contro l’altra senza distinzioni di auditel o gerarchia. Proiettatevi da qui a qualche ora e chiedetevi… che c’è stasera alla tele? Dopo aver letto il nostro ironico planning della prima serata, partecipate alla Sfida del prime time.
Siamo già a venerdì? Tra un paio di giorni lascio lo scettro ad un mio esimio collega e chi si è visto si è visto, cara tele. Ma torniamo seri.
RaiDue trema al pensiero di quanto farà Terapia D’Urgenza. Non ho ancora avuto l’onore di vederlo ma a quanto pare sono in buona compagnia. La critica è divisa tra il massacrarlo e il riconoscerne i limiti. Fatto sta che, se stasera conferma gli ascolti del debutto (1.800, 10,38%) si candida a primo flop di stagione.
Italia 1 tira fuori le palle contro il competitor, finalmente. Csi Miami e Life sono solo l’inizio (seguono Dexter e Six Feet Under alla faccia dei maligni). Come potremmo definirla? Una serata tematica dark per una rete che brancola nel buio?
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Si è appena conclusa la prima delle 18 puntate di “Terapia d’urgenza”, la nuova fiction ospedaliera made in Italy di Raidue. In un periodo in cui di medici in tv forse ce ne sono fin troppi, i medici dell’immaginario Morandini di sicuro non riabilitano il genere, ma neanche gli danno il colpo di grazia.
Da questi primi 95 minuti ci rimangono impressi alcuni aspetti, ovviamente non in modo definitivo, ma già da adesso possiamo capire che la direzione non è né sarà quella di emulare i serial americani. Nessuna colonna sonora, nessuna voice over, tanto spazio ai pazienti, i cui casi non sono neanche così imprevedibili come capiterebbe oltreoceano. Il tutto viene gestito da una regia fluida, di nuova generazione, che segue gli attori ed aiuta il ritmo del racconto, che appare in buona salute.
A questo apprezzabile approccio ad un realismo maggiore, però, fa da contraltare il nutrito assortimento di personaggi: dal burbero chirurgo (Rodolfo Corsato) di cui bastano poche scene per capire che è un timido tenerone, allo spagnoleggiante Palombo (Sergio Muniz: forse un omaggio al format originale della serie, iberico?), tanto affascinante quanto messo in corsia per attirare il pubblico femminile, passando per lo specializzando -con tanto di somiglianza fisica- alla O’Malley (Michele Cesari), i ritratti finora proposti non sono certamente all’altezza di una mega produzione come questa. Si poteva osare di più, soprattutto nei dialoghi, prevedibili e già sentiti in altre occasioni dalla prima all’ultima battuta.

Il 29 agosto è una data che tutti coloro che hanno seguito le recenti Olimpiadi avranno imparato a memoria. Di Terapia d’urgenza, il nuovo telefilm ospedaliero di RaiDue, sono passati spot continui per tutta la durata dei giochi, per non parlare dei manifesti appesi in giro per le grandi città. Finalmente (!) è arrivata l’ora della messa in onda e domani sera potremo giudicare se la forte pubblicizzazione corrisponde o meno alla qualità del prodotto. Terapia d’urgenza si svilupperà in 18 puntate della durata di 95 minuti ciascuna, più simile ad una fiction quindi che ad un telefilm vero e proprio, e narrerà le vicende di un gruppo di medici, le loro storie private e professionali all’interno di un grande ospedale pubblico di Milano.
La location principale sarà quella di un Pronto soccorso di un immaginario ospedale milanese. Il reparto di pronto intervento rappresenterà il centro vitale della serie, fulcro della narrazione, contenitore di esistenze e destini, luogo ideale per lo sviluppo e l’intreccio di storie umane, dunque protagonista assoluto tra i vari personaggi in carne ed ossa. Ispirato al fortunato format spagnolo Hospital Central (190 episodi con sette anni di messa in onda e il 30% di share in patria), Terapia d’urgenza vede in azione un’equipe di 15 professionisti, tra medici e paramedici, accomunati da un profondo rispetto per la deontologia professionale.
Ci sono un primario sicuro ed esigente (Cesare Bocci), un chirurgo d’urgenza tutor degli specializzandi, apparentemente burbero (Rodolfo Corsato), un chirurgo donna che gli fa da contraltare con disponibilità e dolcezza (Antonella Fattori), una capo infermiera efficiente e precisa (Daniela Scarlatti), una dottoressa (Milena Miconi), pronta a portare scompiglio nelle vite dei colleghi (Sergio Muniz e Marco Basile), una pediatra determinata e precisa (Alessia Barela) che troverà una vera amica nella più intuitiva delle infermiere (Elisabetta Rocchetti). Non mancano gli specializzandi (Michele Cesari) e infermieri rassicuranti e simpatici (Max Pisu), paramedici (Miriam Mesturino, Andrea Marrocco e Leonardo Ruta) sempre pronti alle chiamate e l’addetta all’accettazione (Giusy Frallonardo) che conosce un po’ tutti i segreti dell’ospedale.
Continua a leggere: Terapia d'urgenza, il pubblicizzatissimo telefilm ospedaliero arriva su RaiDue
Continua il resoconto su Tvblog del Telefilm Festival (gallery), che Share, Paolino, Kaos e il sottoscritto stiamo seguendo come “inviati speciali”. Appuntamento fisso quello con la conferenza stampa di Raidue, presieduta come sempre dal fido Giorgio Buscaglia per supplire alle defaillances di Marano (è il secondo anno di seguito che dà forfait). Il responsabile di serie e fiction Raidue si conferma appassionato come un bambino al suo lavoro, tant’è che oltre a presenziare all’evento sin dalle origini, in qualità di mascotte, non si perde una proiezione da spettatore.
In quest’occasione è stato fin troppo schietto, ammettendo i limiti identitari di una rete in cui vanno in onda “sia Magalli, che X Factor. Io la chiamo nutella e maionese, il che fa un po’ schifo”. Eppure, è una rete che soffre ma in crescita di qualità, superando tutti i limiti impostile da una prima serata anticipata alle 21.03, con i primi quindici minuti allo sbaraglio contro la fine dell’access (per non parlare delle elezioni che l’hanno paralizzata o di tutti gli altri obblighi che mettono il suo palinsesto alla mercé di ogni impiccio).
E’ una Raidue a tutto serial, laddove il passaggio televisivo di film è sempre più bruciato dall’home video e dalla satellitare. Per quanto Raidue e Italia 1 siano le sole reti che possano permettersi di cavarsela con un film, prendendolo in consegna dalle più esigenti ammiraglie, la Rai sta perdendo l’esclusiva di molti theatrical Warner, ormai ad appannaggio di Mediaset. Esempio è Harry Potter, che secondo Buscaglia avrebbe fatto il boom su Raidue, mentre Canale 5 lo ha penalizzato trasmettendolo alla vigilia di un giorno festivo. Eppure, la priorità Rai resta una: non perdere le esclusive sui seriali in essere come Supernatural, Senza traccia, Cold case, Er. E, soprattutto, su Ncis.
La serie in questione (programmata da subito contro Heroes) ha fatto uno dei più grandi ascolti nella domenica sera della tv free, con la gente che cambia su Raidue subito dopo il monologo della Littizzetto, facendole toccare punte di 4.300.000 spettatori e del 19% di share. Ncis tornerà il 10 o il 17 settembre con la quinta stagione, composta da minor episodi, solo 18 anziché i normali 22-24, per via dello sciopero degli sceneggiatori. Per l’autunno sono attesi gli episodi rimanenti della 5a stagione di Senza Traccia, la quinta di Cold Case e la terza di Criminal Minds, polizieschi che pur non essendo in esclusiva non soffrono il passaggio sul satellite.