
Stasera, alle 21:10, Canale 5 ripropone “Il peccato e la vergona”, la fiction di Ares andata in onda a settembre 2010. Le sei puntate, scritte da Teodosio Losito, George Eastman e Laura Sabatino, dirette da Luigi Parisi ed Alessio Inturri, serviranno a rinfrescare la memoria al pubblico, dal momento che prossimamente (con ogni probabilità dopo la messa in onda delle repliche pare in autunno, visto che deve essere ancora girata), andrà in onda la seconda stagione della serie.
Ambientata a Roma, negli Anni Trenta, la storia ha come protagonista Nito (Gabriel Garko), giovane ribelle che dopo aver passato l’infanzia in orfanotrofio finisce in riformatorio. Una volta uscito, la sua vita continuerà sulla cattiva strada, grazie a Toni (Giovanni Scifoni), il suo unico amico, che lo convince a lavorare per il Bisonte (Massimo Corvo), pericoloso boss mafioso.
Sarà proprio lui ad ordinare ai due di punire Guido Tabacchi (Emilio Bonucci), suo debitore. Il carattere di Nito porterà l’uomo in ospedale, dove il protagonista incontrerà Carmen (Manuela Arcuri), giovane e bella ragazza che lavora come modella. Tra i due scocca l’amore, ma appena Carmen scoprirà il lavoro di Nito, cercherà di allontanarsene subito.

Gabriel Garko più che un attore è un marchio, un brand, la garanzia di un certo tipo di fiction, almeno per Canale 5, che con “Viso d’angelo” conferma le basse aspettative che si possono avere verso una fiction che fin dal primo episodio mostra limiti e difetti, con cui, appunto, Garko ormai va a braccetto.
Il regista Eros Puglielli aveva detto che la serie sarebbe stata un omaggio ai film di Dario Argento ed Hitchcock, un thriller con tanto di bollino rosso che avrebbe appassionato il pubblico. Ma “Viso d’angelo”, più che citare i maestri della suspence, è un rimando ai soliti fotoromanzi per la tv che Teodosio Losito, autore di questa serie, scrive ormai con uno schema che si ripete in ogni produzione.
I protagonisti con un “passato oscuro” ci sono, così come la morte di un personaggio ad inizio puntata, legato ad una storia sentimentale che porterà Angela (Cosima Coppola) ad entrare nel tunnel della droga. Oltre alle numerose scene a tinte rosa con tanto di sottofondo musicale strappalacrime, però, c’è anche un serial killer.
Gabriel Garko sexy in Viso d’angelo

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Gabriel Garko, dopo la breve apparizione in “Sangue Caldo” torna in tv, su Canale 5, con “Viso d’angelo”, fiction in quattro puntate prodotta da Ares, con la regia di Eros Puglielli ed in onda da stasera alle 21:10. A scrivere il soggetto, un nome caro ai recenti successi di Garko: Teodosio Losito, che ha scritto la sceneggiatura con Manuela Romano e Laura Sabatino.
In questo caso, però, Garko non interpreta un personaggio cattivo a tutti gli effetti quanto, invece, un uomo dal passato oscuro in cerca di redenzione. Roberto Parisi, questo il nome del suo personaggio, infatti, è un ispettore specializzato nei serial killer, a cui ha sempre dato la caccia. Il suo passato è legato da eventi poco chiari, che l’hanno reso un poliziotto diverso dagli altri.
La storia inizia quando Roberto incontra Angela Garelli (Cosima Coppola), una poliziotta che, come il protagonista, è segnata dal suo passato: ha infatti ucciso per errore il suo collega nonchè fidanzato, con cui sarebbe convolata a nozze. L’incontro tra i due è però segnato dall’arrivo nella cittadina marittimma in cui è ambientata la storia di un serial killer, la cui firma consiste nel lasciare un rosario tra le mani delle sue vittime.

Si scrive Teodosio Losito, si legge “autore di fiction con Gabriel Garko”. Anche se quest’ultimo, per dirla tutta, compare solo nella prima ora di “Sangue Caldo”, la nuova fiction di Canale 5 che, ormai da tradizione, inaugura la stagione tv con produzioni fuori dal tempo e dai generi contemporanei.
Si tratti de “Il sangue e la rosa”, “Il peccato e la vergogna” o di “Sangue Caldo”, Canale 5 ha deciso di proporre al proprio pubblico una sorta di universo parallelo, dove la vita si fa fotoromanzo popolare, dove le notizie si danno sempre con enfasi, dove i momenti spensierati servono giusto a spezzare la tensione (o presunta tale) per pochi secondi, pronti a lasciare spazio alla prossima notizia drammatica.
La critica che si vuole fare a “Sangue Caldo” non vuole essere del tutto negativa, anzi: nella prima puntata (senza la futura protagonista Manuela Arcuri che, non temete -se qualcuno, almeno, teme-, ci sarà dalla prossima settimana) gli eventi si succedono con un buon ritmo, la regia segue con fluidità gli avvenimenti ed anche la storia in sè sembra poter catturare fino all’ultimo colpo di scena e la provocazione si insinua, senza però scandalizzare (i protagonisti sono criminali, prostitute e uomini che si esibiscono travestiti, roba che Raiuno trasmetterebbe con un unico bollino rosso, enorme). Allora, cosa manca a “Sangue Caldo” per essere totalmente una buona fiction italiana? La risposta, ahimè, è semplice: la credibilità di buona parte del cast.

La tripletta di fiction in partenza su Canale 5 di questa settimana si conclude stasera, alle 21:20, con la messa in onda della prima puntata di “Sangue Caldo”. Un romanzo popolare in sei puntata prodotto da Ares Film, la stessa di “L’Onore e il Rispetto” e “Il Peccato e la Vergogna“, così come dietro al progetto c’è Teodosio Losito, a cui si devono anche le due fiction appena citate.
Ancora una volta, Losito ci porta indietro nel tempo, nel 1958, quando la legge Merlin pone fine alle case chiuse. Da qui parte la storia, che vede protagonista inizialmente Anna (Asia Argento), una prostituta che decide di fare questo lavoro per tirare avanti e far crescere i due figli Antonia e Sergio. Anna spera un giorno di smettere, e il sogno sembra realizzarsi quando incontra Mister (Gabriel Garko), rapinatore che si innamora di lei.
Mister decide di cambiare vita e progetta la sua ultima rapina prima di “ritirarsi”: un bottino che permetterà a lui ed Anna di formare una vera famiglia senza più ostacoli. L’ambizione di Gianni Fontana (Bruno Eyron), complice di Mister, porterà però ad uno sfortunato epilogo, nel quale il sogno di Anna sarà infranto.

Questa sera, mercoledì 29 settembre alle 21:10 su Canale 5, andrà in onda il tv-movie Caldo Criminale prodotto da Ares Film e interpretato da Gabriel Garko e Sabrina Ferilli. Un giallo a tinte forti, un thriller passionale per la regia di Eros Puglielli che vedrà i due protagonisti insieme in una controversa storia d’amore.
Il protagonista maschile e “vittima” della storia è Garko, reduce dal grande successo de “Il peccato e la vergogna“, che in questo film tv interpreta Valerio Valli e quella femminile è la Ferilli, interprete di Anna Tardelli. Insieme a loro un cast che vede tra gli altri Martine Brochard (Marzia), Vincent Spano (Ispettore Lai), Sarah Felberbaum (Cecilia) e Marisa Berenson (Lucrezia).
Da un soggetto di Teodosio Losito, artefice di altre serie di successo come il già citato Peccato e la Vergogna o “L’Onore e il Rispetto”, Caldo Criminale è un giallo con tutte le atmosfere del caso come cita lo stesso regista Puglielli:
“Ho cercato di raccontare questa tensione e queste atmosfere usando i canoni del thriller hitchcockiano e rimanendo sempre focalizzato sui sentimenti e sull’interiorità dei protagonisti”.
Di seguito, la sinossi del tv-movie. Spoiler.
UPDATE: I lettori mi fanno notare un passaggio che mi era passato inosservato, a proposito del legame speciale tra lo sceneggiatore e il produttore dei teleromanzi di Canale5:
“Sì, siamo un duo anche nella vita: non ci siamo mai nascosti, siamo felici alla faccia degli invidiosi. Senza di lui non sarei esistito. Scherzando qualcuno diceva: ‘Losito è un genio’. No, noi siamo un genio. Io e Alberto siamo una persona sola”.
Il sottoscritto è stato il primo, in tempi non sospetti, a scagliarsi ferocemente contro le fiction Janus, ora misteriosamente targate Ares Film. Ora, però, si sta verificando un fenomeno molto singolare. Le critiche più o meno legittime ai prodotti in questione li hanno trasformati in veri e propri casi televisivi, un po’ come i reality dei primi anni 2000.
Grazie agli alti numeri non trascurabili, sono diventati prodotti da rivalutazione postuma, frisbee mediatici, fiction-evento degne del paginone di Repubblica. Non a caso, è Silvia Fumarola a intervistare l’eminenza grigia (c’è chi pensava a un ghost writer in incognito) di tutti i titoli che vedono protagonista Gabriel Garko, compreso il Caldo Criminale di questa sera. E’ Teodosio Losito, 45enne, ragioniere, ex muratore, ex ortolano, ex modello, con qualche particina d’attore all’attivo, nato da una famiglia di pugliesi emigrati a Milano.
Con il produttore Alberto Tarallo è nata una collaborazione indissolubile, a cui si devono serie da record di ascolti - ma ribattezzate trash - come L’onore e il rispetto, Mogli a pezzi e lo stesso Peccato e la Vergogna. Per la prima volta Losito esce allo scoperto dichiarando la sua verità e rispondendo alle mille polemiche:
Manuela Arcuri da settembre sarà sul set de “Il peccato e la vergogna” che andrà in onda nell’autunno 2010 per otto puntate su Canale5. La regia è di Luigi Parisi e Alessio Inturri e ci sarà anche Valeria Milillo (i casting peraltro sono ancora aperti). E udite udite, si vocifera che il protagonista maschile sarà Gabriel Garko. Dunque Canale5 punta sui belli per una fiction che dovrebbe fare il boom di ascolti. La storia è scritta da Teodosio Losito, prodotta da Ares Film che ha sotto la sua ala proprio la Arcuri, Garko e Milillo e probabilmente ricorderà il feuilleton popolare con una una sorta di traslazione del fotoromanzo in tv.
La storia si snoda lungo il periodo del fascismo e della seconda guerra mondiale in una Roma popolare e il romanesco non sembrerebbe essere proprio il pezzo forte di Garko: già lo scorso anno con Il Sangue e la Rosa diede prova delle sue capacità di interpretare il vernacolo e nonostante tutto fu premiato da ascolti incredibili.
Manuela, invece, archiviato So che ritornerai, riprende, dunque, la via della televisione con un, diciamo cosi, romanzo popolare in attesa di iniziare le riprese del film su Lina Cavaliere, cavallo di battaglia di Gina Lollobrigida.
Dice Manuela a Vivo (nr. 3-19 giugno 2009):
Il cast vanta nomi illustri come Giorgio Albertazzi e Giuliana De Sio. Le scene sono ambientate tra gli anni ‘30 e i ‘60 e io interpreto una giovane di provincia che matura e diventa una donna adulta, madre di famiglia. Questa fiction richiede inpegno ed è una grande prova per un’attrice. Mi trovo ad affrontare non solo i cambiamenti d’epoca ma anche quelli della protagonista che si trova a fra i conti con il proprio carattere e la propria intimità. Quindi “Il peccato e la vergogna” è un esperienza molto importante per me, un ‘occasione per crescere nella mia professionalità.