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Tutti gli articoli con tag teo teocoli

Affari tuoi - Ultima puntata di stagione e toto-conduttore

pubblicato da Malaparte

Flavio Insinna Affari tuoi è in onda con la sua ultima puntata di stagione, che coincide anche con l’ultima puntata per la conduzione di Flavio Insinna, cui va la palma di conduttore con il maggior numero di puntate all’attivo.

Prima di lui, ricordiamo chi ha fatto del gioco un evento, inclusa la battaglia a colpi sotto la cintura con Striscia la Notizia, Paolo Bonolis; poi chi venne a sostituirlo, nello scetticismo di tutti, dopo una vera e propria roulette di nomi - si parlò addirittura di Fazio, e poi la Rai cercò di piazzar Teocolo, ma Endemol aveva il veto -: Pupo. Il quale, signori miei, non fece male. Anzi. Ma venne stroncato da un vero e proprio crollo d’ascolti nel gennaio del 2006. Tuttavia, Pupo avrebbe lasciato il timone comunque, complice una tournée in Russia (sic).

Poi venne la signora del daytime e (più recentemente) della prima serata dei sogni e dei desideri: Antonella Clerici. Che, con il suo sfiocchetti, bene non fece: la sua avventura fra i pacchi non durò nemmeno tre mesi.

E adesso, cosa accadrà? La notizia è che Affari tuoi sopravviverà a se stesso e alle polemiche. E’ dunque partito - proprio come nell’estate del 2005 - il toto-conduttore. L’Ansa già batte un non riuscito tentativo di Del Noce, che avrebbe provato a strappar Piero Chiambretti non tanto a La7, in clima di smobilitazione generale, quanto alle lusinghe di Mediaset: il comico e Mentana si sono a lungo corteggiati in una recente puntata di Matrix. E Del Noce ha incassato un bel no.

Insomma, caccia al nome, con i provini che sono già iniziati. Voi, chi proporreste?

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I Vicini di casa

pubblicato da Lord Lucas

vicini di casa teocoli orlandoChiediamo venia per l’attesa, ma qualche giorno fa ci ha scritto un lettore sottoponendoci una richiesta molto interessante:

Gentile redazione di TvBlog, vi leggo regolarmente ormai da moltissimo tempo, e volevo da voi un aiuto su uno strano “caso”.
Nonostante la mia giovane età (23 anni) ricordo molto bene un telefilm trasmesso da Italia 1, Vicini di casa, datato presumibilmente 91/92. A volte penso di averlo sognato, visto che in rete è impossibile trovare qualcosa su questo telefilm, se non questa (praticamente inutile) paginetta su IMDB http://www.imdb.com/title/tt0475486/.
Nessuna sigla su YouTube, nessuna voce su Wikipedia, nessun episodio sui programmi di file sharing. Da mesi sto pensando di creare un piccolo blog dedicato a questa serie, mi piacerebbe però poter segnalare la cosa tramite Tvblog, vista la sua popolarità presso gli addetti ai lavori, chissà che un vostro post non possa avere qualche effetto (anche una spiegazione di qualcuno che ai tempi ha lavorato alla serie, magari).
Grazie per l’attenzione. Davide

Caro Davide, l’amarcord è servita. I Vicini di casa è una sitcom andata in onda dal 10 gennaio 1991, prima il giovedì e poi la domenica, alle 20.30 su Italia 1. Il soggetto e la sceneggiatura vedevano, tra gli altri, nomi destinati a spopolare come Gino e Michele, la Gialappa’s Band e Walter Fontana. Tra gli interpreti, come dimenticare la mitica coppia Teo Teocoli-Gene Gnocchi e poi ancora Silvio Orlando e Gabriella Golia. Si è trattato di uno degli esempi più riusciti di situation comedy all’italiana, una commedia non di intreccio ma di situazione, tutta giocata sulla comicità intelligente e paradossale di autori e interpreti.

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Paolo Bonolis torna al sabato dopo il flop di Italiani

pubblicato da Lord Lucas

paolo bonolis commediasexiPaolo Bonolis è in un vicolo cieco. Dopo essersi ripetutamente sottratto alla sfida del sabato sera, dovrà assumersi l’onere degli ultimi scampoli 2007. Sul finire del periodo di garanzia, fino alle vacanze natalizie, sarà il suo Ciao Darwin a raccogliere l’ambiziosa eredità di C’è Posta per te, incontrastata leader sul competitor Rai. E per il Paolino nazionale la concorrenza si fa più sofferta, visto che dall’altra parte c’è la sua stimata amica Antonella Clerici, con cui ha condotto una riuscitissima edizione sanremese. Non a caso, pur rispettando la volontà dell’azienda, non nasconde nelle dichiarazioni alla stampa un pizzico di amaro in bocca:

“Non ho nulla in contrario, anche se abbiamo dimostrato di essere concorrenziali e vincenti di martedì”.

Dall’8 dicembre Canale 5 mette in campo il fortunato show di Bonolis, riuscito a reggere al martedì nonostante la fortissima controprogrammazione, con l’idea di non darla vinta alla Lotteria Italia che resiste stoicamente fino a gennaio (mentre gli altri anni ci si accontentava di film in attesa del Bagaglino).
Sembra proprio che Mediaset voglia spolpare fino all’ultimo il ritorno in prime time di Bonolis, dopo l’anno in panchina con Il Senso della Vita, visto che Ciao Darwin andrà in onda fino a febbraio con un ulteriore cambio di collocazione, scontrandosi al venerdì con il Bon Ton di Milly Carlucci.
Per l’ex presentatore dei pacchi si tratta di un vero ritorno alle origini, visto che per anni ha dominato il sabato sera tra i fasti dei Cervelloni e il boom di ascolti del primo Ciao Darwin, al debutto il 3 ottobre 1998. Eppure, Bonolis non ha ricordi del tutto positivi legati a questa collocazione, visto che nel 2001 ha riportato uno dei più cocenti flop della sua carriera con il varietà Italiani.

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Artu', la Tavola Rotonda di Gene Gnocchi

pubblicato da Michele Biondi

Gene GnocchiDal 20 settembre in seconda serata per 14 settimane il nuovo talk show Artù: ironico e surreale condotto da Gene Gnocchi su Raidue. In una sorta di tavola rotonda un programma di domande, di ospiti non vip e di comicità involontaria sotto l’egida regia del veterano Paolo Beldì, già a Quelli che il Calcio dalla versione Fazio in avanti.

Anche Gene Gnocchi si cimenta nel talk e lo fa nella sua maniera: surreale, ironica, graffiante e implacabile.
Domande, sondaggi inventati, ospiti principalmente non famosi e una valletta ancora definire saranno gli ingredienti di Artù, il nuovo programma simil-giornalistico condotto dal celebre comico emiliano e scritto, oltre che dallo stesso Gnocchi, anche da Luca Bottura (L’Unità), Dario Tajetta, Francesco Freyrie e Paolo Beldì, che ne curerà anche la regia.

Durante la presentazione tenutasi ieri a Milano presso la Terrazza Martini in zona P.za Duomo, Gene ha ribadito che quest’anno non parteciperà a Quelli che il calcio, non di certo per uno scontro con Simona Ventura con cui - ci tiene a ribadirlo - i rapporti restano ottimi, quanto per l’impossibilità a presenziare in entrambi i programmi essendo Artu’ un programma parecchio scritto e più impegnativo del precedente La Grande Notte.

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Maurizio Mosca ridicolizza Controcampo

pubblicato da Gabriele Capasso

Ieri è partita la sfida a distanza fra Controcampo - Diritto di Replica e la Domenica Sportiva. I Dati Auditel del nostro Share parlano di un sostanziale pareggio, anche se Mediaset ha già fatto circolare un comunicato stampa dove parla di “vittoria” per l’approfondimento sportivo condotto da Alberto Brandi. Il problema è che la Rai non adotta il mezzuccio di “dividere” la trasmissione in due parti con la prima tutta dedicata al resoconto del posticipo (naturalmente più seguita), diventa così più complesso avere un confronto chiaro.

Al di là dei controversi risultati degli ascolti le due prime puntate erano utili per valutare i cambiamenti nei format e le novità non sono mancate. Come nelle attese la Domenica Sportiva condotta da Massimo De Luca e Paola Ferrari ha subito una serie di modifiche radicali. Archiviata l’ironia di Teo Teocoli la nuova DS schierava l’opinionista di punta di Rai Sport Fabio Capello, salvando la presenza di altri volti storici della Rai come Tardelli e Collovati.

L’impressione generale è di una trasmissione sportiva più seriosa, professionale e rigorosa con meno licenze e una rinnovata attenzione per gli sport non calcistici, la Formula 1 su tutti. Punto debole la conduzione di De Luca che può risultare a tratti un po’ troppo flemmatica.

Da parte sua anche Controcampo - Diritto di Replica ha rinnovato se stesso dopo l’anno horribilis coinciso con il noioso campionato di Serie A 2006/07. Laura Barriales, vaga somiglianza con Eva Longoria di Desperate Housewives, come già saprete è la nuova valletta ufficiale di Controcampo, ma ha perso il posto sul divano alla destra del conduttore e viene ora ospitata in un nuovo spazio occupato dall’imponente Ciccio Valenti. La voce di Candid Camera e le sue incursioni sugli spalti con la raccolta delle immagini più curiose degli improbabili spettatori che popolano i nostri stadi è l’unica cosa che resta di quel Direttissima, l’anti-Quelli che… di Simona Ventura, cancellato dai palinsesti per i pessimi ascolti.

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TvBlogger per l'estate 2007/37

pubblicato da Debora Marighetti

Per la nostra rubrica TvBlogger per l’estate, Matteo ci invia un lungo scritto sulla storia di Quelli che il calcio. Un post che in qualche modo potremmo definire di “amarcord”, un po’ nostalgico verso i “bei vecchi tempi” e critico nei confronti delle ultime edizioni.

C’era una volta “Quelli che il calcio”
Di Matteo

Quelli che il calcioEra il 1993 quando a Raitre decisero di dare un tocco in più alla domenica pomeriggio classica, caratterizzata da contenitori di varietà e musicali, e allo stesso tempo ridare vita ad un programma radiofonico, “Tutto il calcio minuto per minuto”, che a causa delle nuove tecnologie come la pay-tv che già avanzava cominciava a perdere smalto. L’idea era quella di produrre un contenitore calcistico che potesse divertire come “Mai Dire Gol” della Gialappa’s Band in onda su Italia 1.
La scelta cadde su Marino Bartoletti, volto noto del giornalismo sportivo in Rai e precedentemente anche nelle reti dell’odierna Mediaset, Carlo Sassi e alla regia Paolo Beldì, che ha firmato i primi “Mai dire Gol”. Con questo trio nacque “Quelli che il calcio”.
La trasmissione venne affidata a un conduttore giovane emergente, Fabio Fazio. Lo scopo del programma era informare i telespettatori degli aggiornamenti delle partite di Serie A, ma farli allo stesso tempo divertire sul mondo calcistico con uno stile diverso da quello gialappiano, pur chiaramente occupandosi dello stesso tema.
La prima sigla del programma fu firmata da Enzo Janacci ed era già indicativa per capire lo stile della nuova trasmissione. Fondamentali per il programma furono le radiocronache di tifosi d’eccezione, come quella di Idris, giornalista sportivo senegalese e sfegatato juventino (per la cronaca, la moglie è interista, mentre la figlia milanista, ndr), che con quel suo modo di seguire le vicende della Juve è riuscito a diventare simpatico anche ai non-juventini.
Nel programma non c’era solo calcio, ma importanti erano i momenti musicali con ospiti internazionali e i collegamenti da ogni parte del mondo affidati a Paolo Brosio, ex inviato del Tg4 di Emilio Fede, che sapeva mettersi in gioco e stare allo scherzo tra servizi improbabili, come un viaggio in Transilvania in visita nel castello del Conte Dracula e la presenza semi-fissa del principe Emanuele Filiberto.
Nella prima serie c’è stato anche l’economista Everardo Della Noce - grande tifoso della Spal - per il Milan. In risposta a Idris seguiva le partite la Mamma di Paolo Brosio e in seguito poi Teo Teocoli. Tra gli altri personaggi si distinsero Peter Van Wood, che aveva il compito di fare i pronostici sulla partita di cartello ma portando spesso sfortuna a quella che dava per favorita, e i radiocronisti di “Tutto il calcio minuto per minuto”, che intervenivano nei goal e nei momenti salienti delle partite.
“Quelli che…” ben presto diventò un cult domenicale, tanto da mettere in difficoltà i contenitori classici Buona Domenica e Domenica In.

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Il Teo - La replica che sfotte

pubblicato da Malaparte

Teo Teocoli Uno dice: va bene, l’estate - che sta finendo - è fatta di repliche.
Ma mi auguro che converrete con voi che la replica de Il Teo - Sono tornato normale (dopo il continua, un estratto di 7 minuti, con Teocoli che imita Maurizio Costanzo), in onda anche questa sera su Rete 4, è una vera e propria presa in giro.
Alla Rai.

Ricorderete che Teocoli fu “strappato” alla concorrenza quando avrebbe dovuto sostituire Paolino Bonolis a Affari Tuoi. Poi ci fu il no della Endemol e il naufragar nel mare di ospitate e di gossip mai concretizzati, come quello di uno show tutto suo.

Ora rimane sotto contratto RAI, pagato senza alcuna collocazione, e la sua ultima apparizione in casa Colpo di genio non è stata esattamente un successo.
E cosa fa, Mediaset? Ti programma, nell’estate del nulla, le repliche de Il Teo - Sono tornato normale (che si portano a casa anche il 9% di share). Uno schiaffo alla concorrenza? Sicuramente un bel memento che mostra quanto siano lente, elefantiache, improbabili certe decisioni della dirigenza del servizio pubblico.
[Sito ufficiale di Teo Teocoli]

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Le sigle di Mai dire... /4

pubblicato da Debora Marighetti

Sunset Boulevard è la sigla di oggi. Tema di apertura dell’edizione 93/94 di Mai dire gol, composta da Elio e le storie tese, vede la partecipazione (anche in qualità di cantanti) di numerosi calciatori dell’epoca: Gullit, Casiraghi, Tacconi, Pagliuca, Peruzzi, Signori, Lombardo e molti altri.

Come si può capire già dal titolo, il Sunset Boulevard a cui si riferisce la canzone è il viale dei tramonto dei campioni del calcio, la fine della carriera a cui tutti sono destinati ad arrivare, prima o poi. Un’esortazione al ritiro, prima che sia troppo tardi: “meglio adesso che sei un mito, da domani sarai un peto, appendi le scarpe al chiodo, appendile!”.

Unica presenza comica dell’edizione di Mai dire gol, anch’egli presente tra il gruppo di calciatori, Teo Teocoli.

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C'era una volta Quelli che il Calcio...

pubblicato da Gabriele Capasso

Le indiscrezioni riferite da Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it danno un’ulteriore conferma di quella evoluzione che ha portato la storica trasmissione “Quelli che il Calcio” a perdere quasi del tutto il suo legame con il calcio.

L’edizione di Quelli che il calcio e… di Simona Ventura non partirà in corrispondenza della prima domenica di campionato, il 26 agosto, ma il 9 settembre quando la Serie A avrà già messo in cascina le prime due giornate ed è costretta alla prima pausa stagionale per il decisivo impegno della Nazionale a San Siro contro la Francia.

Il 9 settembre, altra coincidenza allarmante, né Buona DomenicaDomenica In saranno ancora in onda. Quelli che… sta ultimando la sua trasformazione in un clone degli altri contenitori domenicali, quelli nei quali i risultati delle partite appaiono in sovraimpressione durante qualche scialba intervista, una canzonetta o un ballettino. Anche se i tempi delle prime edizioni con Fabio Fazio con il programma tutto dedicato a seguire in diretta le partite con i collegamenti dagli stadi sono ormai lontanissimi, l’idea che Quelli che il Calcio sia così disinteressato a rendere conto delle partite rappresenta la fine di un’epoca.

Tanto per peggiorare la situazione Gene Gnocchi rinuncia alla nuova edizione di Quelli che, lasciando la Ventura da sola. Spy Calcio pronostica ascolti al ribasso, verso la media di rete. Staremo a vedere.

Intanto diventa ufficiale anche la rinuncia di Teo Teocoli alla sua partecipazione alla nuova Domenica Sportiva condotta dal direttore di Rai Sport Massimo De Luca che pare non digerisca la sua comicità. Dovremo consolarci con Capello, che tanto simpatico non è.

Milan - Liverpool: Telecronache a confronto

pubblicato da Gabriele Capasso

Ancelotti portato in trionfo dai suoi giocatoriI festeggiamenti per la conquista della settima Coppa dei Campioni da parte del Milan sono ancora lontani dal concludersi. Dopo l’odierna sfilata trionfale in autobus per le vie di Milano domani a San Siro, complice la mancanza di una ulteriore giornata in casa per i rossoneri nel Campionato di Serie A, si terrà una speciale Festa organizzata dalla Società a partire dalle 21.30 e presentata nientemeno che dal tifoso eccellente nonchè commentatore nell’ultima stagione de La Domenica Sportiva: Teo Teocoli. Dal punto di vista “televisivo” è molto probabile che la festa verrà trasmessa oltre che sul canale tematico Milan Channel, anche su Sky Sport.

Aldilà di questi aspetti più strettamente sportivi c’è da osservare come la finale di ieri abbia collezionato sicuramente un record per il nostro paese. Oltre ad un ascolto di tutto rispetto è stato il primo evento sportivo ad avere la copertura da parte di ben 3 emittenti televisive, tutte con le immagini in diretta ed in contemporanea: Raiuno, Sky Sport (1, HD e 16:9) e Mediaset Premium.
Tutto ciò sicuramente ha contribuito a frammentare il dato d’ascolto pur rilevante di Raiuno (infatti Sky Sport 1 ha conquistato un ulteriore 5% di share).

Questa particolare assetto, complice Mediaset Premium che offriva la bellezza di 3 commenti diversi al match, ha permesso di avere un totale di 5 telecronache per la stessa partita: Cerqueti e Dossena su Raiuno, Massimo Marianella e Massimo Mauro per Sky, Sandro Piccinini e Aldo Serena per Mediaset Premium 1, Carlo Pellegatti sul secondo canale audio di Mediaset Premium 1 e la Gialappa’s Band su Mediaset Premium 2.

Personalmente avevo scelto di vedere la partita su Sky, per cui non sarei stato in grado di dare un giudizio sulle altre telecronache in corso, ma mi viene in soccorso Kataweb che ha realizzato una pagina del suo portale con i 5 punti di vista “sonori” diversi a confronto nei momenti clou della partita: i gol di Inzaghi e Kuyt, una parata di Dida, fischio finale e premiazione.

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Ode a Funari (che ha saputo rischiare)

pubblicato da Lord Lucas

gianfranco funari apocalypse show flopIl countdown dell’Apocalisse è stato smorzato prima del tempo, da quel mostro di nome auditel che tutto divora. Ed è così che un varietà creato allo scopo di esorcizzare il male di vivere si è tramutato prima del tempo in una prece del suo sacerdote propiziatore.
In quest’occasione, mettendo da parte l’abituale cinismo scagliato contro pretenziosi conduttori e sopravvalutati predicatori, ci vorrebbe un attimo di raccoglimento intorno al Gianfranco Funari uomo.
Alla veneranda età della pensione inoltrata, l’incontenibile patriarca dell’opinione catodica ha deciso di rischiare ancora, indubbiamente con un lauto cachet come indennizzo spese ma al tempo stesso con un prezzo da pagare irrisarcibile: la reputazione.
Funari, ritorno economico e di immagine a parte, si è caricato sulle spalle la gatta da pelare da cui in troppi si erano ben guardati. Perchè, si sa, un sabato sera rimediato in bassa stagione, con l’esodo televisivo alle porte, porterebbe sfiga a chiunque se non sei Fiorello o Celentano.
Il giovane vecchio della radio, in particolare, ha pensato bene di infinocchiarci tutti con le sue scaltre scorribande, sintomo dell’ipocrisia di chi rifugge dal video ma non può farne a meno per continuare ad autopromoversi e autocelebrarsi (i veri artisti di teatro, come Loretta Goggi, Mariangela Melato o Gigi Proietti, sono sicuramente più onesti con se stessi e il loro pubblico nella loro coerente riservatezza).
E non si è comportato da meno Roberto Benigni, che stando alla presentazione dei palinsesti della scorsa estate avrebbe dovuto finalmente risollevare le sorti della tv generalista con il connubio comicità-cultura. Eppure anche lui preferisce irridere la tv giovandosi dello strumentale effetto fast-food, presenziarci quel tanto che richiede la marketta del suo ultimo film/spettacolo, non arricchire la qualità dei palinsesti più del suo portafogli (perchè con la tournee tutto esaurito si va sul sicuro guadagnando anche bene).
A filarsela dalle lusinghe di Del Noce prima di rimediarci l’ennesima fregatura sono stati, tra gli altri, Teo Teocoli in versione one man show, che tra tira e molla aziendali deve averci ripensato, e Pippo Baudo, recalcitrante al varietà in prima serata per le cicatrici lasciate dal suo Sabato Italiano.
A quei tempi i postumi dell’icona nazionalpopolare di una volta, così disarmata e nostalgica nella copia sbiadita di se stessa, ci facevano tenerezza proprio come il Funari geriatrico adesso. SuperPippo appariva come il classico vecchietto un po’ attempato, esiliato dal lavoro che era tutta la sua vita e pronto a rispondere alla prima chiamata pur di tornare in pista. E furono subito dolori, che servirono a Baudo per ritemprarsi e trovare la carica battagliera apparentemente perduta. Nel caso di Funari le cose sono un po’ diverse.

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Colpo di... stato: la Rai si "plagia" da sola?

pubblicato da Lord Lucas

ventura colpo di genioNotizie che sanno di fanta-tv. Due degli autori dei Cervelloni, Marco Luci e Ugo Porcelli, si sono rivolti alla Siae (Società Italiana Autori ed Editori) perchè si pronunci sul presunto caso di plagio del loro programma da parte di Colpo di genio, in onda su Raiuno e presentato da Simona Ventura e Teo Teocoli. Lo rende noto la stessa società che, al riguardo, per bocca del suo presidente avv. Giorgio Assumma, formula la proposta di un codice di deontologia del format:

“Il problema del format è molto sentito dalla Siae che da tempo ha istituito un tavolo di consultazione tra tutte le associazioni di autori e produttori interessati… Ho indetto una riunione tra le associazioni di autori ed editori, i vertici Rai, Mediaset e di altre emittenti, per stilare un codice di deontologia del format da poter applicare prontamente alle nuove programmazioni”.

Intanto, per risollevare le sorti del varietà, partito (qui le foto della prima puntata) con ascolti decisamente bassi, questa sera si punta sugli ospiti stranieri. E che ospiti… direttamente dal dimenticatoio rispuntano le Las Ketchup, interpreti del tormentone estivo Asereje e reduci da un cameo sanremese al fianco di Danny Losito (povere).
Che SuperSimo, dopo aver riproposto il filone Mai Dire, voglia rispolverare anche Meteore?
Tra l’altro, stando alle indiscrezioni del giorno di Chi, pare che abbia ceduto alla insistenze di Gori accettando la conduzione dell’Isola5 (ormai scampata al rischio Leofreddi). Quando si dice, chi ben comincia a floppare… è a metà dell’opera di ripensamento.

Un brutto Colpo (di Genio)

pubblicato da Lord Lucas

colpo di genio studio

Vi risparmierò, per questa volta, la mia feroce critica di una trasmissione che si stronca da sola. Colpo di Genio (di cui vi proponiamo una foto del backstage inviataci da un infiltrato anonimo) non è semplicemente partito male, ma è letteralmente naufragato in un vortice di maldestro dilettantismo da preistoria della tv.
Per rendervi meglio l’idea, ecco un sunto comparativo dei principali interventi giornalistici pubblicati quest’oggi sulla trasmissione.
Gianni Zecca di Affari Italiani parla di una Ventura naif al centro di un revival flop:

“Se i suoi modi naif, e a volte volutamente dissacratori, potrebbero dare una scossa al concorso di Salsomaggiore, tuttora sospeso in un’atmosfera da paese incantato, poco si sposano con “Colpo di genio”, dove c’è la pretesa della divulgazione scientifica. In una situazione del genere, il suo massimo apporto è una battutaccia”.

Se lo show, dunque, è inadatto di suo per la totale mancanza di appeal inventivo nell’era del progresso tecnologico, la conduttrice più chiacchierata dei media conferma la sua maldestra convinzione di presenziare (che è diverso dal presentare in modo più o meno raffazzonato) ad un un contesto istituzionale.
Probabilmente il valore aggiunto casalingo di Antonella Clerici e la precisione sempre più impeccabile di Carlo Conti avrebbero assicurato maggiore tenuta ad uno show che non vive certo di imprevisti.
Eppure, come sottolinea il giornalista sopra citato, l’irriverenza svogliata della Ventura è diversa dal brio professionale di Paolo Bonolis e alla lunga diventa persino irrispettosa.

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Amarcord... alla vigilia di Colpo di genio

pubblicato da Lord Lucas

ventura teocoliAlla vigilia del debutto di Colpo il genio, vi segnaliamo due video-amarcord perfettamente in tema.
Il primo ripropone un promo terribilmente lungo e verboso dell’edizione ‘95 de I Cervelloni, che vede Paolo Bonolis ironizzare sulla sua sudditanza rispetto a un’eventuale ospitata di Pippo Baudo (avrebbero mai immaginato, a quei tempi, di entrare in competizione per aggiudicarsi il monopolio di Sanremo?).
Il secondo, invece, ha come protagonisti Teo Teocoli e Simona Ventura, neo-presentatori del programma sugli inventori, ai tempi della co-conduzione di Mai Dire Gol.

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I Cervelloni, corsi e ricorsi della tv (anche in Moccia)

pubblicato da Lord Lucas

i cervelloni rai paolo bonolis wendy windhamI Cervelloni… questi sconosciuti di una tv al riparo dalla pervasività del format. Sono passati ben tredici anni dal debutto Rai di uno dei varietà più avveniristici (a quei tempi) di mamma Rai.
Trasmesso in diretta dal Teatro delle Vittorie, lo show era una gara tra inventori che ogni settimane si contendevano il titolo di Cervellone proponendo le loro creazioni giudicate dal televoto. L’Archimede di turno aveva a disposizione una cabina per offrire il proprio brevetto, mentre il centralone ospitava le centraliniste che avevano il compito di raccogliere gli interventi del pubblico da casa.
Il programma era inevitabilmente legato da un rapporto di filiazione con Portobello, patriarca del genio inventivo in formato tv, e se ne differenziava solo per qualche variante apportata dall’ingrediente comico.
La prima edizione, al giovedì sera in otto puntate, vide alla conduzione Paolo Bonolis affiancato da Gene Gnocchi che, tuttavia, abbandonò il programma dopo qualche settimana.
A tal proposito, Aldo Grasso ha dichiarato che la l’allontamento di Gnocchi, causato da un ginocchio malato, si rivelò provvidenziale per la scarsa alchimia della coppia visto che quest’ultimo giocava la parte dello scettico-disincantato mentre Bonolis incarnava l’entusiasta, il cuor contento, mancando di quella verve sufficiente per competere con l’imbonitore per eccellenza Enzo Tortora.
Nel 1995 e nel 1996 lo show è stato riproposto al sabato sera con Wendy Windham (entrambe le edizioni di dieci puntate) per poi tornare nel 1998 con la new-entry Magalli e la conferma della Windham.
Si è più volte ricordato, di recente, che oltre a Marco Luci e Ugo Porcelli, tra gli autori de I Cervelloni spiccava il nome di Federico Moccia, oggi scrittore di successo grazie al fenomeno Tre metri sopra il cielo.
Tuttavia in pochi avranno colto, sull’onda della distrazione adolescenziale, che nel suo ultimo bestseller Ho voglia di te vi sono latenti allusioni metatelevisive a quell’esperienza vissuta in prima persona…

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