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Tutti gli articoli con tag televisione

The Kennedys: Katie Holmes sarà Jacqueline Kennedy. In onda nel 2011

pubblicato da Stefano Sgambati

The Kennedys: Katie Holmes sarà  Jacqueline Kennedy. In onda nel 2011Curioso aspetto di una notizia che avevamo già dato: la televisione farà rivivere Jacqueline Kennedy in una mini serie americana. Il volto della moglie del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti sarà quello di Katie Holmes, moglie, a sua volta, di un altro ameriano importante, vale a dire Tom Cruise. La serie, come appunto già scritto da Tvblog qualche mese fa, si intitolerà The Kennedys e sarà trasmessa nel 2011. Alla produzione un mostro nel suo genere, quel Joel Surnow che, dopo aver lasciato 24, è tornato alle miniserie televisive. Il nome dell’attrice lo ha rivelato la rivista People. Al fianco della Holmes ci sara’ Greg Kinnear nei panni di John F. Kennedy. Tom Wilkinson sara’Joe Kennedy e Barry Pepper vestira’ i panni di Robert Kennedy. La mini-serie durera’ 8 ore e sara’ trasmessa da History Channel.

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Gene Gnocchi protegge la 'sua' Simona Ventura: "E' la nuova Raffaella Carrà"

pubblicato da Stefano Sgambati

Gene Gnocchi protegge la 'sua' Simona Ventura: "E' la nuova Raffaella Carrà"Allora c’è qualcuno ancora che difende Simona Ventura. La Regina della televisione, sempre più malvista dai vertici Rai per le ultime uscite non propriamente campanilistiche, ha trovato in un ex collega come Gene Gnocchi, oggi in forza a Sky, un alleato affettuoso e attento. Il conduttore di Gnok Calcio Show ha espresso il proprio appoggio alla conduttrice de L’Isola dei Famosi:

“Sì, ho letto che Simona va a fare un programma in Spagna. Non si ancora nulla sul tipo di show che andrà a proporre, ma in ogni caso sono convinto che lei può diventare la nuova Raffaella Carrà, una star da esportazione…”.

Al quotidiano online Affari Italiani, il comico si rifiuta di credere che la collega possa soffrire di un’eccessiva sovraesposizione e che, per questo, abbia deciso di non accettare la nuova stagione di X Factor:

“E’ normale che l’Isola dei Famosi, spostata al lunedì, soffrà un po’ negli ascolti, ma trovatemi chi, Santoro a parte, fa certi numeri in prima serata su Rai2. La sovraesposizione? Lei è un personaggio trainante. Lei è i suoi programmi. E’ inevitabile”.

E' l'ora degli "istant-format". Pippo Baudo presenterà un programma sui 150 anni dell'Unità d'Italia

pubblicato da Stefano Sgambati

E' l'ora degli "istant-format". Pippo Baudo presenterà un programma sui 150 anni dell'Unità d'ItaliaArrivano i programmi usa e getta. Aspettiamocene una carrettata, signore e signori. Gli istant-format, creati ad uso e consumo del telespettatore italico medio, appassionato e interessato alle questioni d’Italia riproducibili in televisione col giusto tasso di commozione, pomposità e campanilismo. E’ la volta, stando a quanto sostiene il numero odierno di Tv, Sorrisi e Canzoni dei 150 anni dell’Unità d’Italia: a condurlo, ovviamente, il non plus ultra dell’italiano, cioè Pippo Baudo, il presentatore dei presentatori, quello che l’unità d’Italia ha contribuito a farla, altro che storie. Si partirà il prossimo autunno. Lo stesso Baudo ha detto:

“È un avvenimento grandioso. Ci stiamo lavorando ma è presto per parlarne”.

Speriamo facciano presto, prima che quest’Unità d’Italia si sgretoli per sempre, rendendo il programma obsoleto ancor prima di cominciare.

Carlo Conti a TvBlog: “Rifarò L’Eredità perchè è il mio vero amore mentre con Voglia d'Aria Fresca voglio divertirmi e far divertire”

pubblicato da Hit

Carlo Conti a TvBlog: â��Rifarò Lâ��Eredità perchè è il mio vero amore mentre con Voglia d'Aria Fresca voglio divertirmi e far divertireâ��Carlo Conti, stasera al debutto dal teatro delle Vittorie in Roma con il nuovo show comico “Voglia d’Aria Fresca”, ieri ci ha guidato attraverso il backstage dell’Eredità, il programma campione d’ascolti del preserale di RaiUno. Ora invece il conduttore che vanta in questa stagione, oltre che con il preserale, anche il successo d’ascolto de “I Migliori Anni” è ospite di TvBlog in una lunga chiaccherata a 360° sulla Tv ripercorrendo i successi del passato con uno sguardo alle aspettative per il nuovo programma al debutto e alla nuova stagione televisiva. Buona lettura!

Quanto della mente di Carlo Conti ora è concentrata su “L’Eredità” e quanto sul nuovo varietà “Voglia d’Aria Fresca” ?

“Più della metà della mia mente è sempre concentrata su L’Eredità, sia che ci siano “I Migliori Anni, una serata speciale oppure “Voglia d’Aria Fresca”. L’Eredità è il programma più importante che faccio. E’ il programma che mi permette di entrare tutti i giorni nelle case degli italiani mentre cenano. Io entro in punta di piedi, li ringrazio che mi ospitano e divento uno di loro. Stesso discorso vale per Gerry e anche per Antonella con la Prova del cuoco, sono dei programmi che ci permettono di avere quel contatto quotidiano con il pubblico che diventa speciale.”

Il preserale è quindi il tuo vero amore?

“Assolutamente si. Infatti è proprio con “In bocca al lupo” che ho sentito epidermicamente il calore del pubblico ed ho avuto la vera popolarità. “

Tutto è pronto per il debutto di “Voglia d’Aria Fresca”, ci parli di come sarà il programma?

“Abbiamo aggiunto “Voglia di” appunto per far capire che è un programma nuovo e poi ci siamo chiesti “ma ci sarà ancora voglia di aria fresca su RaiUno?”. Tornando infatti indietro nella storia di RaiUno un programma comico fatto da comici che a cascata si alternano sul palcoscenico è stato il nostro “Va ora in onda” e “Su le mani” negli anni ‘90. Ricordo che c’erano Giorgio Panariello, Ficarra, Solfrizzi, Cacioppo, Brignano. “

Quanto ci sarà dell’atmosfera di quei programmi in questo nuovo?

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Lost in... Paolo Ruffini: anche nell'ultimo Cda si sono dimenticati dell'ex direttore di RaiTre

pubblicato da Stefano Sgambati

Lost in... Paolo Ruffini: anche nell'ultimo Cda si sono dimenticati dell'ex direttore di RaiTreDa quando il direttore di RaiTre Paolo Ruffini è stato “demansionato” per motivi politici il 25 novembre 2009 e sostituito da Antonio Di Bella, in seguito a un diktat del presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi, sono trascorsi circa una ventina di Cda in seno alla Rai. Ciascuno di essi aveva, tra le altre cose, come punto all’ordine del giorno quello di ricollocare, in un modo o nell’altro il buon Ruffini, troppo bravo e pulito per essere gradito al presidentissimo. Niente di niente è stato fatto, ovviamente e ne fa menzione oggi un articolo de L’Unità che ripercorre le tappe in un bell’articolo esaustivo firmato da Natalia Lombardo. Ruffini risulta ad oggi ancora vacante, il che è assolutamente italiano: se uno è bravo non lavora. Ieri c’è stato l’ultimo, ennesimo, consiglio d’amministrazione senza esito.

Il punto è che i signori ai vertici della Rai avevano promesso al “demansionato” Ruffini un posto alla direzione di RaiDigit. Non solo la cosa non s’è mai verificata ma la stessa RaiDigit non è mai propriamente stata varata. Scrive oggi l’Unità:

“A Ruffini fu chiesto un piano che elaborò e presentò, ma rimase lettera morta. Dal dicembre 2009 inizia una sequenza di riunioni rinviate e poi annullate per la nascita di RaiDigit, o altre svoltesi senza di lui. L’ex direttore protesta, il 26 gennaio Marano spiega a Ruffini che la nascita di RaiDigit era «in contrasto con il piano industriale»; Masi smentisce il suo vice, quest’ultimo in una lettera a Ruffini spiega che già prima del 25 novembre aveva espresso la sua contrarietà per la sovrapposizione di competenze. Ruffini infatti gli dà atto della sua «lealtà» e lo ringrazia”.

Confusione. Imbarazzo. Sembra evidente che i “capi” della Rai non sanno bene come muoversi in un ambiente politico e istituzionale che pretende d’aver voce in capitolo su mansioni e nomine. In una delibera del 25 novembre si legge che Ruffini avrebbe dovuto “collaborare con il Dg nel passaggio delle attività editoriali da RaiSat a Rai (dopo la fine del contratto con Sky) e sulla costituzione della direzione sui canali digitali”: niente s’è mosso. Al punto che il 26 febbraio scorso, tanto per ripercorrere ancora un minimo la cronistoria di questo “pasticciaccio” italiano, i legali dell’ex direttore hanno mandato un avviso di causa, essendo evidente - si legge ancora nell’articolo de L’Unità - “la non veridicità ed artificiosità della direzione promessa” (quella di RaiDigit, appunto).

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Isola dei famosi 7 - Luca Ward a TvBlog: "I ragazzi dell’Isola? Ignoranti. Un voto al cinema italiano? Non classificato"

pubblicato da Hit

Isola dei famosi 7 - Luca Ward a TvBlog:  "I ragazzi dell�Isola? Ignoranti. Un voto al cinema italiano? Non classificato"

Protagonista di un incidente nella prima puntata dell’Isola dei famosi 7 e anche di una polemica con la casa di produzione del reality show di RaiDue, polemica subito rientrata, è Luca Ward, oggi ospite di TvBlog. Prima che concorrente dell’Isola dei famosi Ward è però uno dei maggiori doppiatori italiani, anzi come ci tiene giustamente a precisare: attore-doppiatore. In questa intervista parleremo dell’Isola dei suoi colleghi naufraghi ma anche e soprattutto del suo lavoro di attore e doppiatore, con una sua diretta e spietata opinione sul cinema e sulla fiction italiana di questi tempi. Buona lettura.

Sei stato protagonista di un brutto incidente proprio alla puntata di apertura dell’Isola ora come stai passata la paura?

Sono ancora convalescente, devo portare un busto ancora per un paio di settimane per far saldare queste due fratture vertebrali, dovrò fare qualche mese di fisioterapia. In linea di massima il peggio è passato.

Ti eri reso conto subito dell’entità del tuo danno fisico?

No a dire il vero no. Ero sicuro di essermi fratturato l’osso sacro, le vertebre per quanto avessi avvertito il colpo non pensavo di averle lesionate.

Come sono state le cure in Nicaragua?

Sul momento sono stato portato in una clinica a Managua dove si sono concentrati molto sulla zona del collo, visto che avevo preso un colpo di frusta. Hanno fatto una risonanza magnetica e dei raggi al bacino che però non avevano evidenziato le fratture. Non riscontrando le fratture, ovviamente non hanno potuto intervenire come avrebbero dovuto.

Ti eri lamentato della scarsa attenzione di Magnolia al tuo caso, ora come stanno le cose fra te e Magnolia e ci vuoi spiegare cosa è successo?

Tra me e Magnolia è ora tutto assolutamente tranquillo. Sono usciti sui media delle cose che io non avevo assolutamente mai detto. Non ho mai detto per esempio che avrei fatto causa a Magnolia. Loro poi si sono resi conto che io mi ero effettivamente fatto molto male.

Quindi loro hanno sottovalutato all’inizio la gravità del tuo incidente?

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I Diritti Tv della Serie B su Sky per altri due anni

pubblicato da Gabriele Capasso


Sky Italia si è assicurata i diritti di trasmissione della Serie B per le stagioni 2010/11 e 2011/12. La serie cadetta continuerà quindi ad essere un’esclusiva della pay tv di Murdoch per altri due anni, anche se il pacchetto che la riguarda con tutta probabilità continuerà ad essere venduto separatamente dal resto dell’offerta sportiva di Sky.

Questo il comunicato di Sky:

Si comunica che la Lega Calcio ha assegnato a Sky i diritti per la trasmissione delle partite della serie cadetta, relativi sia alla regular season, con anticipi e posticipi, sia agli eventuali play off e play out. Tutta la Serie B sarà in diretta solo su Sky per le stagioni 2010-2011 e 2011-2012.

L’assegnazione dei diritti della Serie B consente a Sky di garantire ai propri abbonati un’offerta straordinaria per i prossimi due anni, fino al 2012. Infatti, solo su Sky sarà possibile vedere tutte le partite delle prossime due stagioni dei principali Campionati Italiani, quello di Serie A e quello di Serie B.

L’offerta del calcio italiano si va ad aggiungere alla ricca proposta di calcio che già comprende tutta la UEFA Champions League fino al 2011 ed i principali campionati esteri tra cui: la Liga, il massimo campionato spagnolo (fino al 2012), la Premier League inglese fino al 2013, la Bundesliga tedesca fino al 2012. Si aggiungono anche il campionato americano dell’MLS e la Russian Premier League.

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Camilla Filippi a TvBlog: "L'anno scorso non mi perdevo una puntata di Tutti Pazzi per Amore 1"

pubblicato da Hit

Camilla Filippi a TvBlog: "Non mi ero mai persa una puntata di Tutti Pazzi per Amore 1"

Nella trama delle nuove puntate di “Tutti Pazzi per Amore 2″ si sta facendo sempre più spazio la nuova figura di Valeria, interpretata da Camilla Filippi. L’attrice bresciana che debuttò nel 1998 nella miniserie Costanza è negli anni passata tra cinema (in titoli come La vita che vorrei o La Meglio Gioventù con Alessio Boni) e televisione, in diverse fiction Rai e Mediaset (come Valeria Medico Legale, Le ragazze di San Frediano e La scelta di Laura). Ora Camilla si racconta a TvBlog parlando dei progetti passati, del suo ingresso nella fiction di Raiuno con una anticipazione sui nuovi impegni in arrivo. Buona lettura!

Sei una bresciana adottata ormai da Roma. Come sei arrivata dal Nord alla capitale?

“Alle medie facevo una scuola sperimentale statale dove si faceva per 3 pomeriggi teatro. Da lì è nata la mia passione vera e propria, poi ho iniziato a fare delle pubblicità a Milano finché mi han detto che per far film sarei dovuta andare a Roma. Allora ho fatto la maturità e sono partita, rischiando. E’ stato un passo strano perché a 18 anni ho sconvolto la mia vita. ”

Come ti sei abituata a questa nuova vita?

“I primi sei mesi non mi sembrava vero, ero esaltata perché mi godevo la mia indipendenza in una città gigante. Dopo un po’ è iniziata la depressione, mi mancavano tutti, la famiglia e gli amici e la mia piccola realtà dove conoscevo tutti. Superata quella fase subentra l’abitudine che ora mi fa sentire Roma la mia città.”

E da lì hai iniziato di realizzare il tuo sogno di diventare attrice.

“Il primo provino è stato, in realtà, un anno prima della maturità. Mi ricordo che venni a fare un provino dove mi dissero che sarei stata perfetta ma purtroppo avevo troppo l’accento bresciano. Mi intestardii di brutto dicendogli che non potevano buttarmi fuori solo per l’accento. Loro accettarono di farmi fare un provino su parte e mi presero. Quella fu la prima soddisfazione, il primo film in due puntate che feci. Da lì ho iniziato a entrare nel mondo delle fiction.”

Tra le prime esperienze c’è anche quella nella fiction di Raidue “Compagni di Scuola”, affiancata da un ricco cast di giovanissimi attori come Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti. Che ricordo hai di quella esperienza?

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Lorella Landi a TvBlog: “Per il prossimo anno mi piacerebbe condurre un programma quotidiano pomeridiano”

pubblicato da Hit

Lorella Landi a Tvblog: Per il prossimo anno mi piacerebbe condurre un programma quotidiano pomeridianoE’ la padrona di casa del pomeriggio del sabato di RaiUno con il talk show “Le amiche del sabato”, che ogni fine settimana con la complicità di 4 donne famose tratta altrettanti argomenti di attualità, cronaca e spettacolo, parliamo di Lorella Landi che oggi è ospite delle colonne di Tvblog. In questa nostra intervista ci parla di questo suo impegno televisivo settimanale, di come ci è arrivata, attraverso anche l’esperienza pluriennale come inviata della Vita in diretta e delle sue aspirazioni professionali per il futuro e di come vede la televisione di oggi.

Lorella Landi come è arrivata in TV?

Per caso. Sono approdata 11 anni fa alla Vita in diretta perché durante un viaggio in treno ho incontrato Gianfranco Agus. Parlando con lui ho detto che ero giornalista e lui mi disse che l’autore della Vita in diretta Daniel Toaff stava cercando nuovi giornalisti per il programma. Ho dato quindi il mio curriculum, ho fatto regolare colloquio e sono stata presa.

E’ stata poi per molti anni inviata alla Vita in diretta, come ricorda quell’esperienza?

L’esperienza è stata molto bella e molto faticosa, durata 5 anni. La Vita in diretta è una grande gavetta che consiglio a tutti quanti vogliono fare i giornalisti. Lì ti insegnano a fare il giornalista, nel senso che non fai soltanto l’intervista ma impari anche a montare il servizio filmato in sala di montaggio. A me sono piaciuti poi moltissimo quei 5 anni perché mi hanno permesso di viaggiare tanto. Coprivo il settore dell’attualità e della cronaca rosa. Seguivo la moda e anche gli eventi cinematografici come Venezia oppure Cannes. Sono stata a Los Angeles, Londra, perché essendo poliglotta ero l’inviata di punta che seguiva tutti gli eventi all’estero.La vita in diretta mi ha formata e mi ha permesso di arrivare dove sono oggi

Recentemente c’è stata una polemica in diretta fra Simona Ventura, collegata dallo studio dell’Isola dei famosi per lanciare la puntata serale del suo programma ed il conduttore della Vita in diretta Lamberto Sposini, in cui lei si sentiva fuori posto in un programma che ora si occupa quasi totalmente di cronaca e poco di spettacolo. Cosa pensa della svolta della Vita in diretta di questi ultimi tempi di dar più spazio alla cronaca e meno allo spettacolo inteso anche come gossip?

Io penso sia giusto che una trasmissione negli anni si evolva e che non rimanga sempre uguale. Anche perché la Vita in diretta è la trasmissione di punta del pomeriggio di RaiUno e spesso e volentieri batte Pomeriggio 5. Avere un occhio più attento sull’attualità è giusto. Bisogna seguire anche l’evoluzione dei gusti del pubblico. Prima era di gran voga parlare molto di gossip e cronaca rosa ora il paese presta un occhio più attento a quelli che sono i fatti di attualità.

E’ arrivata poi la proposta di Effetto sabato, ora diventato Le amiche del sabato, dall’esterna allo studio come è stato il salto?

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La Tv che c'era - Canzonissima

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c'era - Canzonissima

Una trasmissione che ha fatto la storia della Rai e che è tornata di attualità vista la decisione del direttore di RaiUno Mauro Mazza di riproporla sulla rete ammiraglia della televisione pubblica dal prossimo autunno è Canzonissima. Davvero difficile parlare di questo programma in un unico articolo, cercheremo di farlo ricordando le edizioni più celebri. L’idea di abbinare una gara musicale ad un programma televisivo e alla lotteria Italia nasce nel 1956 con “Le canzoni della fortuna” ma il nome di Canzonissima è del 1958. Quella prima edizione fu condotta da Renato Tagliani con Ugo Tognazzi e la gara fu vinta da Nilla Pizzi con la canzone “L’edera”. La regia di quella prima edizione era di Antonello Falqui che poi ne diresse altre tre. Di Falqui, autentica istituzione della Rai e della televisione italiana, parleremo prossimamente. Canzonissima continuò ininterrottamente fino al 1962.

In queste prime edizioni si susseguirono numerosi conduttori, dopo il salto troverete la lista integrale, ma per la critica e non solo la migliore è quella del 1959 che vedeva alla guida un fantastico trio di artisti, prima che conduttori, che rispondevano al nome di Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi, dopo il continua un video d’epoca. Dopo un interruzione di qualche anno, Canzonissima tornò nel 1968, con un’altra celebre e dirompente edizione condotta ancora da un trio fantastico: con Paolo Panelli che tornava nel mitico teatro delle vittorie c’erano uno showman completo ed intelligente come Walter Chiari e Mina che non ha di certo bisogno di presentazioni (nella foto di copertina ci sono da sinistra Walter Chiari,Mina, Gianni Morandi e Paolo Panelli proprio in quella Canzonissima).

Con la regia di Antonello Falqui e i testi di Terzoli, Vaime e Marchesi andò in onda una delle edizioni più celebri di questo spettacolo, vedete la celebre sigla “Zum zum zum” dopo il salto, edizione proprio vinta da colui che si appresta a rimetterla in scena dal prossimo settembre e cioè Gianni Morandi con la canzone “Scende la pioggia”. Un’altra edizione di successo di Canzonissima fu quella del 1970 condotta dalla coppia Corrado e Raffaella Carrà quest’ultima al suo debutto in uno spettacolo importante, un’edizione che vide nascere fra di loro una solida amicizia destinata a durare negli anni e fino alla scomparsa del grande conduttore romano e che vediamo anche nel video dopo il continua dell’ultima puntata di quell’anno.

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Analisi Auditel – L'evoluzione di Ciao Darwin e la regressione di Ciak si canta

pubblicato da Hit

Analisi Auditel – L'evoluzione di Ciao Darwin e la regressione di Ciak si canta

Dopo la pausa pasquale è ripartito ieri sera il duello del venerdì fra il varietà campione d’ascolti Ciao Darwin condotto dal duo Paolo Bonolis-Luca Laurenti ed il programma Ciak si canta condotto dal duo Pupo & Emanuele Filiberto, fra di loro il debutto della serie di fiction “Crimini” su RaiDue che ieri sera vedeva protagonista Emilio Solfrizzi, da noi recentemente intervistato, nell’episodio “La doppia vita di Natalia Blum”, vediamo con la nostra analisi grafica grazie alle curve minuto per minuto come si è diviso il pubblico davanti alla televisione. La sfida dei Tg è stata ieri sera più equlibrata fra i due maggiori telegiornali italiani, con entrambe le relative curve che scorrono fra i 6 ed i 7 milioni di telespettatori, con una leggera prevalenza per il Tg1.

Anche la sfida dell’access time è stata più equilibrata con le curve blu ed arancione che si inerpicano fin verso gli 8 milioni di telespettatori, anche in questo caso con una leggera prevalenza di quella blu di RaiUno. Striscia la notizia chiudendo un minuto dopo rispetto ai Soliti Ignoti stavolta fa il picco con 9.268.000 telespettatori. In prime time è davvero netta e schiacciante la supremazia della curva arancione di Canale5 che con il Ciao Darwin di Paolo Bonolis vola letteralmente sulla linea del 30% di share con un picco di 9 milioni di telespettatori alle 21:59.

La curva blu di RaiUno con Ciak si canta parte appena sotto alla linea del 20%, che in valori assoluti significa poco più di 5 milioni di telespettatori e chiude calando anche in share attorno al 17%, che in valori assoluti significa circa 3 milioni di telespettatori, valore più basso rispetto alla chiusura del varietà condotto da Max Giusti che giovedì sera aveva chiuso attorno ai 3.200.000 telespettatori, per non parlare del netto calo di audience rispetto ai buoni numeri della prima edizione di questo varietà condotta lo scorso anno da Eleonora Daniele. Non bene il debutto della serie Crimini su RaiDue che fa scorrere la curva rossa ben al di sotto della linea del 10%. In seconda serata…

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La Tv che c’era – Piccolo Slam con Stefania Rotolo e Sammy Barbot

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c’era – Piccolo Slam con Stefania Rotolo e Sammy BarbotEra la primavera del 1977, la Rai da poco più di anno stava sperimentando sulla propria pelle la riforma radiotelevisiva approvata dal parlamento italiano nel 1975. Riforma che toglieva il controllo dell’azienda di stato dal governo e lo trasferiva al parlamento, nel tentativo di far rappresentare tutte le forze politiche nella televisione italiana. Quella riforma aveva di fatto creato la Rete Uno a controllo DC e la Rete Due controllata dalla sinistra leggi PSI, in attesa del varo della terza rete destinata al PCI. La prima rete diretta da Mimmo Scarano in quel periodo di cambiamenti sentì la necessità di rappresentare il mondo dei giovani, allora molto trascurati dalla Rai e chiamò il giornalista ed autore Marcello Mancini e il coreografo Franco Miseria per studiare un programma a loro destinato.

Nacque così Piccolo Slam, in onda il mercoledì ed il giovedì alle 18:30 sulla Rete Uno nello spazio ora occupato dall’Eredità . In diretta da uno studio televisivo si costruiva una discoteca in cui i ragazzi ballavano sul ritmo della dance music, allora imperante (il film “La febbre del sabato sera” con John Travolta riempiva tutte le sale cinematografiche di quel periodo). Per la conduzione furono chiamati due personaggi totalmente nuovi: Sammy Barbot ballerino francese classe 1950 originario della Martinica, era anche un discreto cantante ed aveva già lavorato come Disc Jockey in alcuni locali della Capitale e Stefania Rotolo giovane cantante ballerina al suo debutto televisivo, ma con già all’attivo diverse esperienze teatrali. L’effetto del programma fu davvero dirompente. In quella televisione di fine anni ’70 estremamente paludata e per certi versi noiosa, la musica, i ritmi sincopati della conduzione estremamente radiofonica e piena di verve di Sammy e Stefania ebbero un successo clamoroso, tanto da costringere la Rai a farne poi l’anno successivo una seconda edizione di altre 60 puntate.

Dopo il continua c’è un video che riassume molto bene di cosa stiamo parlando e un altro con un primissimo Renato Zero ospite della sua amica Stefania che canta “Mi vendo”. Stefania Rotolo dopo Piccolo slam ebbe un successo personale davvero enorme, fece infatti tantissime serate in giro per l’Italia e nel 1979 ci fu la consacrazione definitiva con la conduzione del varietà “Tilt” nella prima serata del giovedì sempre sulla Rete 1, che ripercorreva la strada di Piccolo Slam con innesti diciamo così “generalisti” come il monologo comico di Gianfranco D’Angelo ed il balletto musicale sulla sigla di un cartone animato di successo: Goldrake su tutti.

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Sì al ritorno in tv di Piero Marrazzo: i direttori dei tre Tg nazionali danno il beneplacito

pubblicato da Stefano Sgambati

Sì al ritorno in tv di Piero Marrazzo: i direttori dei tre Tg nazionali danno il beneplacitoUna premessa: il sottoscritto trova che il signor Piero Marrazzo non abbia nulla di cui vergognarsi, sul piano strettamente privato, per quanto gli è capitato pubblicamente. Bene ha fatto a dimettersi e, per quanto mi riguarda, questo è quanto: siccome il privato è politico, l’ex Governatore del Lazio, sorpreso con transessuali, si è rimesso in pari con l’ordine naturale delle cose rinunciando al suo incarico. Marrazzo, dunque, avrebbe, secondo il parere di chi scrive, tutto il diritto di essere reintegrato immediatamente in Rai, per esempio, come giornalista, come presentatore, qualsiasi cosa non riguardi la politica, ovviamente, settore della pubblica vita a cui il signor Marrazzo evidentemente, per motivi tutti suoi, non è portato.

Questa la premessa. E questo è quanto - sembra - sta per succedere. Infatti i direttori dei Tg, Mimum, Toti e Minzolini, hanno confermato a Tv, Sorrisi e Canzoni il loro “sì” al reintegro immediato di Marrazzo in Rai. Sembra, non a caso, che questa sia anche la direzione che da qui a breve prenderà anche la dirigenza di Viale Mazzini. Pensate, allora, adesso al paradosso: la Rai potrebbe reintegrare Piero Marrazzo - ribadisco: cosa legittima - a fronte della radiazione, per esempio, di Aldo Busi. Ribadisco ancora: per me entrambi dovrebbero fare il diavolo che vogliono, nel rispetto della legge, comparire in televisione per il bene loro e nostro. Però succede che uno crei scandalo perché suggerisce che l’omofobo medio è un omosessuale represso, facendo mai il nome del Papa o chi per lui; l’altro, trovato in compagnia di transessuali, facendo anche uso - sembra, si dice, così si legge - di sostanze stupefacenti, verrà probabilmente reintegrato. Tutto questo in un paese laico, qual è l’Italia. Solo sfiorando il concetto dell’icona papale, nemmeno nominandola in realtà, solo accennandovi, ci si guadagna - sembra - l’esilio morale.

Dice il direttore del Tg5 Mimum:

”Marrazzo ha lavorato con me al Tg2 ed era un ottimo giornalista. Fare il giornalista è il suo lavoro, così come è stato quello del suo papà, l’indimenticabile Giò”.

Minzolini (Tg1):

“Marrazzo in questa storia è più una vittima che un colpevole. Semmai ho dei dubbi sul fatto che un giornalista che si dà alla politica possa tornare poi a fare il giornalista: ma questo è un fenomeno ricorrente a sinistra”.

Stesso concetto espresso dal direttore di Studio Aperto Giovanni Toti:

“Ritengo sia giusto che rientri perché lo prevede la legge . Marrazzo è una vittima e non è accusato di nulla. Sempre che, dalle indagini ancora in corso, non emergano responsabilità a suo carico”.

Undercover Boss - Quando un reality show "estremo" può essere costruttivo

pubblicato da Stefano Sgambati

Undercover Boss - Quando reality show "estremo" può essere costruttivo

Un esempio concreto di come si possa architettare un reality show commerciale, non certamente costruttivo dal punto di vista culturale, però riuscendo lo stesso nell’intento di proporre al pubblico una situazione “reale” interessante da un punto di vista anche sociale, oltre che d’impatto televisivamente parlando. Si tatta di Undercover Boss, in onda sulla Cbs, programma più visto della televisione americana dopo American Idol, con un’audience di partenza di più di 38 milioni di persone.

Funziona così: alcuni boss (appunto) d’azienda, quindi capi, titolari di grandi industrie americane, si mescolano per una settimana tra i loro dipendenti, però in incognito, senza che questi ultimi se ne possano rendere conto. Gli stessi cameraman presenti, vengono giustificati asserendo che si tratta di un documentario. I risultati sono straordinari e conducono a riflessioni tutt’altro che marginali. Qualche esempio: il signor Dan Rife, proprietario della catena di fast food White Castle, riesce a rovinare 4.800 panini adoperando il macchinario sbagliato. Non solo: parlando con un suo dipendente, collega per una settimana, scopre che quest’ultimo vive da tempo con il terrore di venire licenziato. Un altro esempio: Larry O’Donnell, presidente dell’azienda di smaltimento di rifiuti Waste Management, si rende conto, lavorando coi suoi sottoposti, che i suoi dettami non consentono ai dipendenti nemmeno di andare al bagno: addirittura una ragazza è costretta a orinare in una tazza.

“Questo è il programma più sovversivo della televisione. L’America reale soffre, ma non è quasi mai rappresentata in tv: il 20 per cento della popolazione ha uno stipendio medio di 10 mila dollari, ora finalmente vediamo le loro storie”.

A parlare è Arianna Huffington, direttore del quotidiano online Huffington Post. La Cbs ha già commissionato una seconda stagione dello show.

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Raiperunanotte - Chi ci restituirà gli ultimi otto anni di televisione?

pubblicato da Stefano Sgambati

Raiperunanotte

Parlare ancora per un attimo di Raiperunanotte è un ottimo spunto per discutere di televisione, che è poi la cosa che, se non sbaglio, più ci aggrada.

Non so se siamo d’accordo, ma Raiperunanotte è stato soprattutto un bell’evento televisivo, talmente bello che la Rai, azienda di Stato a cui tutti noi, per carità, siamo visceralmente affezionati, dovrebbe adesso prendere e rifondarsi da capo a piedi, licenziando e “de-poltronando” tutti i vertici che si sono succeduti in questi ultimi, diciamo, otto anni. Motivo? Pensiamo a Luttazzi. L’avete sentito? L’avete visto ieri sera? Ne ha parlato Malaparte, e meno male. Ci rendiamo conto che questo signore, piaccia o non piaccia, funziona benissimo in televisione? Ci rendiamo conto che l’esserci perduti, ipotizziamo, una trasmissione a sua firma, trasmessa, ipotizziamo, da RaiTre, ipotizziamo, una volta alla settimana, ipotizziamo, per questi ultimi otto anni in cui invece è stato censurato ignobilmente, ci rendiamo conto che tutto questo avrebbe portato dentro i nostri salotti cultura, divertimento, spirito critico, analisi, risate, rabbia, motivo di dibattito? Ci rendiamo conto che al posto di, ipotizziamo, una trasmissione di e con Daniele Luttazzi, in questi ultimi otto anni, abbiamo visto, ipotizziamo, su RaiDue, Antonella Elia prendersi a capellate con Aida Yespica, enormi seni rifatti scapezzolare impunemente, trasmissioni insulse cassate dopo una sola puntata, flop vergognosi pagati a soldi nostri, inutili reality show, talent show canori capaci di partorire il Peggio Assoluto della musica italiana e questo per parlare del meglio? Ci rendiamo conto?

Parliamo di televisione.
Come mai ogni anno, puntualmente, Milena Gabanelli, Michele Santoro e Riccardo Iacona - tre MOSTRI del giornalismo, punto e basta, ieri tutti e tre presenti a Bologna - devono lottare con le unghie e con i denti per garantirsi una messa in onda in una tv di Stato che è talmente vermiforme e viscida da minacciare di non tutelarli legalmente? Perché questo succede? In questi ultimi otto anni quante sono state le puntate minacciate, le puntate effettivamente non andate in onda e le puntate ghettizzate peggio di Giovanna D’Arco? Non sarebbe stato meglio assistere, durante questi lunghissimi e tristi otto anni, a qualche trasmissione libera in più anziché creare dibattito esclusivamente intorno alla questione: Federico Mastrostefano ha lasciato Pamela Compagnucci *veramente* in diretta o era tutto frutto di un copione prestabilito dagli autori? Chiedo. Domando. Vorrei parlare di televisione: in televisione ci deve essere spazio per tutti i gusti, ci mancherebbe, e allora perché vengono rispettati solo i gusti più facili, bassi, solo i gusti di quelli che, legittimamente, per motivi assolutamente loro, non vogliono pensare?

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