Ancora un importantissimo pezzo di Telefilm Festival 2008, in contemporanea (quasi) con il servizio offerto da Sorrisi di questa settimana che ha dato grande spazio all’evento e ai suoi ospiti protagonisti. Abbiamo incontrato Chache “Nate” Crawford e Leighton “Blair” Meester, due dei bellissimi protagonisti di Gossip Girl, teen drama del quale ci siamo già occupati e che ha molto colpito positivamente parte della redazione di Tvblog per il suo impatto moderno e per l’immediata complessità dei suoi personaggi. Un prodotto rivolto ai giovani, certo, ma con delle caratterizzazioni e attori davvero interessanti. Arriviamo ai contenuti inediti dell’incontro, e le foto.
Dopo la descrizione dei personaggi, Chache sul futuro della serie chiarisce l’identità da soap della serie fatta di “corsi e ricorsi”. Raccontando la vita della ricca “Upper East Side” di Manhattan, viene da chiedere come vivano delle persone così giovani in un mondo finzionale dove si hanno gli stessi soldi di una persona affermata e famosa (come loro, magari). Risponde Leighton:
“I ragazzi che interpretiamo sono nati nella ricchezza. I loro genitori non hanno mai detto dei no. La mia vita è stata diversa. Io non sono cresciuta così, e sono contenta. Mi sono concentrata sulla mia carriera e penso che dia molte più soddisfazioni di una vita incentrata sul denaro. Quindi ora quello che ho me lo sto godendo appieno”.
Continua a leggere: Gossip Girl: Chace "Nate" Crawford e Leighton "Blair" Meester (foto)

Bella, semplice, disponibile. Ecco tre aggettivi dei tanti che potremmo attribuire ad una nuova ma già conosciutissima leva della tv italiana, Lucilla Agosti. Tvblog l’ha intervistata per voi in occasione del Telefilm Festival, in coda all’incontro “La voglia giovane” di sabato 10 maggio. Parleremo di televisione, nuovi progetti e vita personale. Ringraziamo Lucilla, augurandole ogni bene per la sua vita professionale.
“Guelfi e Ghibellini” e “Tutti nudi”: due esempi molto diversi di programmi fatti nella tua carriera. Esiste comunque un filo conduttore?
Sì, che le ho fatte perchè avevo voglia di farle. E perchè è giusto fare esperienze diverse, non essere snob quando ti vengono proposte delle cose che anche apparentemente senti lontane da te. Perchè può essere uno stimolo, può aiutare a farti capire molte cose a livello professionale. Poi è vero che uno deve scegliere un filo conduttore unico da seguire, però è giusto buttarsi nella esperienze.
Abbiamo appurato nella conferenza del Telefilm Festival che non condurrai Le Iene e che state cercando un canale giusto per la realizzazione di nuovi servizi (forse entro la fine della stagione in corso, senza fretta). Ma ti piacerebbe condurre il programma?
Al momento è tra i tre programmi che mi piacerebbe condurre. Senza nulla togliere a Ilary Blasi, che è bravissima.
Gli altri due?
Il Festivalbar, mi piacerebbe moltissimo perchè c’è una moltitudine di gente davanti a te , penso che sia un’energia straordinaria. Per me che vengo dal teatro, avere un pubblico davanti così recettivo, così desideroso di vedere quel momento è fortissimo. E il terzo, magari un bel talk show, a me piace molto “le invasioni barbariche”. Non quello, perchè la Signora Bignardi fa bene il suo lavoro, ma il suo stile è molto bello.
Continua a leggere: Tvblog intervista Lucilla Agosti: "Vorrei condurre Le Iene e Festivalbar"
Leopoldo Damerini è uno di quei pochi addetti ai lavori al riparo dalla nomea di “ingessato”. E dire che, con un ruolo di responsabilità nella direzione dell’ufficio stampa di Striscia e un passato di comunicazione nella Italia 1 di Gori e Freccero, avrebbe di che “tirarsela”. Lui, invece, in tenuta sportiva e senza troppi fronzoli, preferisce vivere in prima persona (o se preferite da blogger) il Telefilm Festival, evento nato nel 2003 con l’idea di sfatare i formalismi da red carpet. Bastano un paio di jeans, tanta passione, spirito giovanile dentro e fuori e il divertimento è assicurato. Non a caso, è forse l’unico evento in cui il sottoscritto ama levarsi la maschera per gettarsi nella mischia (della serie che altrove non mi si vede molto in giro).
Per fare un bilancio di quest’edizione, meno celebrativa delle precedenti e prodiga di spunti critici, ho fatto quattro chiacchiere con lo stesso Damerini, che ci ha amichevolmente concesso un’intervista. Dopo aver presentato mercoledì in Cattolica, con Aldo Grasso e Linus, il libro “La vita è un telefilm” scritto con Chiara Poli (raccoglie oltre 2000 citazioni tratte da più di 250 serie diverse), si è dedicato a capofitto alla sua creazione-evento.
Dei telefilm in programma quest’anno, quali ti hanno convinto di più come addetto ai lavori e quali ami personalmente ma ritieni più deboli?
Quelli che preferisco a pari merito sono Arab Labor e Secret Diary. Il primo perché è di una comicità moderna e comunque reale, tratta un tema che difficilmente si vede sul mercato, ovvero l’integrazione. Il secondo secondo me è un passo in più rispetto a Sex & The City, con una sessualità molto più disinibita, raccontata con un’arma vincente che è quella dell’ironia. Sulla generalista punterei su Gossip Girl, ma con tutte le riserve del caso. Resta una bella scommessa: per certi versi è già un fenomeno con una serie di forum nati in rete, per altri è già fruibile e dunque un rischio. La grande affluenza che abbiamo riscontrato nell’incontro con gli attori la dice lunga sul fatto che abbia già i suoi seguaci.
Nella giornata di chiusura del Telefilm Festival è arrivata anche, con la conferma giunta solo pochi giorni prima, la Donna Bionica 2008, ovvero Michelle Ryan, già presente all’Apollo Spazio Cinema sabato sera per incontrare il pubblico (qui la gallery).
Nella conferenza stampa, c’è stata occasione di parlare sia della sua carriera, dei suoi esordi e del suo futuro, ma anche, e soprattutto, della serie “Bionic Woman”, che la Nbc ha deciso di sospendere dopo 14 episodi. Nelle parole della Ryan si trovano, oltre che una sincera delusione per il risultato dello show, anche la consapevolezza della grande occasione ricevuta per una giovane (ha soli 23 anni) attrice inglese come lei:
“Per me è stata un’esperienza straordinaria, il cast è stato altrettanto straordinario e quindi grazie mille alla Nbc Universal per questa ottima opportunità. Nel momento in cui mi è stata offerta questa possibilità, ovviamente non nutrivo alcuna illusione per quel che poteva riguardare il futuro della serie. Naturalmente, avrebbe potuto trattarsi di un blockbuster, che mi avrebbe vista impegnata sul set per i successivi 5 anni, oppure, come è stata, semplicemente una straordinaria opportunità offerta ad un’attrice proveniente dal Regno Unito di 22 anni. Sicuramente ho cercato di trarre il massimo beneficio da tutto quello di positivo che c’è stato per me. Detto questo, ovviamente è stato molto frustante, soprattutto per le potenzialità che io stessa vedevo nella serie e per il gran numero di fan che so ha seguito e dato il benvenuto al remake”.
Continua a leggere: Telefilm Festival 2008- Michelle Ryan, nuova (ma per poco) Donna Bionica
Quando si è parlato qui di Boris per la prima volta, in termini critici, si è giunti all’appellativo di “serie autocritica che denuncia i propri limiti”. Molti di questi limiti, va detto, con la seconda stagione sono stati ampiamente superati. Basta la risoluzione in Hd e la più alta qualità delle sceneggiature per rendere impeccabilmente innovativo un prodotto che aveva un puro titolo sperimentale.
Questa sera vi consigliamo di non perdere su Fox alle 23.00 La mia Africa (prima parte), il primo episodio di Boris 2 che ci ha fatto sganasciare dal ridere all’anteprima del Telefilm Festival. Una novità che vi salterà subito all’occhio, oltre “alle cosce” di Karin Proia, è l’evoluzione orizzontale della struttura narrativa.
Un aspetto su cui personamente non riesco a ricredermi, invece, è il parallelismo tra Pietro Sermonti attore e Pietro Sermonti personaggio (discorso che estenderei anche alla “cagna” Crescentini, non più presente nel nuovo cast salvo che per un cameo). Nella sitcom interpreta il ruolo del “divo Stanis”, per cui è tutto troppo italiano, troppo sprecato, troppo stretto per le sue manie di grandezza. Nella vita il copione non cambia, visto che la sua scelta di uscire dai soliti giri e rimboccarsi le maniche è puntualmente smentita dall’ennesimo colpo di testa: dare alla collocazione di Boris della catacomba satellitare.
Continua a leggere: Pietro Sermonti: un divo come il suo Stanis?

Ancora Telefilm Festival, ancora tempo di passioni. Alle 16 di domenica 11 maggio si è respirato l’elemento umano più importante di tutto il Festival: i suoi appassionati. A partire dai volontari della manifestazione, citati e ringraziati uno per uno dai direttori dell’evento e i fan club delle più importanti serie italiane e straniere, che quest’anno sono stati protagonisti di un evento centrale: concorrere per il fan club più amato dalla rete del 2007. “La guerra dei fan”, per l’appunto. Il tutto con l’aiuto di Daniele Bossari, conduttore (a sua stessa ammissione inesperto) della premiazione.
Ecco un elenco con link dei dieci club finalisti:
Bones Italia (www.i-bones.net)
Casa Cesaroni (casacesaroni.forumfree.net)
Gilmore Girls Italia (gilmoregirlsweb.altervista.org)
Grey’s Anatomy Italia (www.greysanatomyitalia.com)
Happy Days Italia (www.happydaysfanclub.com)
Instant Star Italy (www.myspace.com/instantstaritaly)
weLost (www.welost.it)
Supernatural Legend (www.theotherlife.net/supernatural)
Star Trek Italian Club (www.stic.it)
X Files – Beyond the sea (www.beyondthesea.it)
E ora i primi tre classificati:
Continua a leggere: Telefilm Festival 2008 - La fan community dell'anno è Casa Cesaroni
Tutti siamo cresciuti a pane e serialità d’importazione, ma se parliamo in termini di vero delirio “italians do it better”. Lo ha dimostrato l’evento del Telefilm Festival dedicato ai teen idol nostrani. Un vero bagno di folla ha accolto l’arrivo dei due divi dei Cesaroni, Alessandra Mastronardi e Ludovico Fremont.
La prima, incantevole e genuina come sempre, ha raccontato che il suo telefilm preferito da bambina era Super Vicky, mentre Fremont - che ha dimostrato una buona dose di narcisismo raccontando il suo perfezionismo sul set e la sua mania di rivedersi per migliorarsi - ha tenuto banco con gli aneddoti della sua vita, già sviscerati ampiamente in un’intervista del nostro Share. Nel caso di quest’ultimo, la serie che lo ha rappresentato a pieno e del cui protagonista vorrebbe seguire le orme è Will (Smith ndr), il principe di Bell Air.
A entrambi è stato domandato se hanno paura di restare ingabbiati nei loro personaggi, facendo la fine dei reietti di Beverly Hills. Per ora sembrano non porsi il problema, visto che si danno un bel da fare anche fuori dalla tv generalista. Fremont è reduce dal film Scrivilo sui Muri e dalla vittoria di Notti sul Ghiaccio 2, mentre la Mastronardi sarà una delle protagoniste di Romanzo Criminale, la serie in arrivo su Sky tratta dall’omonimo film.
A interessarsi al modo in cui riescono a conciliare queste diverse esperienze è stato Chicco Sfondrini, noto autore di Amici che ha rilasciato un’intervista a noi di Tvblog in fase di pubblicazione. Sebbene il suo ruolo nell’incontro fosse di semplice opinionista, la deformazione professionale ha preso il sopravvento e non ha potuto evitare di porre delle domande agli altri interlocutori. Lavorando tutti i giorni a Cinecittà, è abituato a imbattersi negli attori dei Cesaroni per diversi mesi all’anno.
Continua a leggere: Telefilm Festival 2008 - La voglia giovane

Siamo abituati a vedere donne casalinghe, eroine, amanti e dottoresse dalla granitica moralità: ora è il turno delle detective e delle loro collaboratrici. Questo turno ha un nome, ed è “Women’s murder club”, in onda da settembre sulla Abc ed in anteprima quest’oggi al Telefilm Festival, prima di approdare su Mediaset (gallery).
Tratto dal romanzo di James Patterson -che è anche produttore della serie-, il procedural si muove attorno alle indagini di casi complicati -ma non irrisolvibili- da parte dell’ispettore Lindsay Boxer (Angie Harmon, “Law&Order”), che si trova a lavorare sotto la direzione del tenente Tom Hogan (Rob Estes, Kyle in “Melrose Place”), che altri non è che suo ex marito. Ad aiutare Lindsay nella difficile relazione con lui e nella ricerca di prove schiaccianti, le sue amiche-colleghe.
Jill Bernhardt (Laura Harris, “24″, “Dead like me”), assistente procuratore, non regge alla vista del sangue e nemmeno ai rapporti duraturi con gli uomini; Claire Washburn (Paula Newsome, “Little Miss Sunshine”), medico legale, vive con serenità il proprio lavoro con cui concilia la vita privata, segnata da un incidente che ha messo il marito su una sedia a rotelle.
Continua a leggere: Women's murder club: donne un po' disperate, ma crime al 100%

Penultima giornata, sabato, densa di avvenimenti al Telefilm Festival 2008. In quella di ieri, di cui abbiamo trattato o riporteremo in specifici post, interverranno gli attori di Boris e verrà proiettata in anteprima la seconda stagione, poi nel pomeriggio si terrà un incontro moderato da Silvia Toffanin con Ludovico Fremont, Alessandra Mastronardi, Chicco Sfondrini, Federico Moccia, Valeria Bilello e Lucilla Agosti. In serata spazio alla fiction internazionale, prima con l’evento H2O grazie alla presenza delle due “sirene” australiane e successivamente a Michelle Ryan, la nuova donna bionica in Bionic Woman.
In mattinata, è stata presentata dal direttore di Telecinco, Alberto Carullo, la serie colombiana Sin tetas no hay Paraiso, già acquistata dagli americani, che (tramite Grundy Italia) arriverà probabilmente nel nostro Paese a Raidue in una versione riadattata per il mercato italiano. (Qui la fotogallery)
“Non siamo stati l’unico Paese che si è mosso per trasmettere questo formato, ma anche NBC ha comprato i diritti per mandarlo in onda sperando di ottenere lo stesso successo della concorrente ABC che viceversa trasmette Ugly Betty, anch’essa tratta da una storia colombiana“.
“Sin tetas è la storia di Catalina, una ragazza di 15-16 anni che vive in condizioni di povertà e scarsi mezzi e in Colombia vivere a questi livelli non è una cosa facile, è una sorta di condanna per tutta la vita. Conosce una ragazza che poi diventerà sua amica, in contatto con il mondo del narcotraffico e della prostituzione (estremamente radicata in Colombia e contro cui è difficile lottare) e con lei arriverà a rifarsi il seno; verrà notata da un boss della mala e finirà per diventare il suo giocattolo del desiderio. Catalina finirà in questo mondo oscuro e ne pagherà le conseguenze.”
Continua a leggere: Sin tetas no hay Paraiso al Telefilm Festival 2008
Come da programma, questa mattina nell’ambito del Telefilm Festival si è tenuta la conferenza stampa della seconda stagione di “Boris”, la (fuori) serie italiana prodotta da Wilder per Fox Channels Italy, in onda da lunedì alle 23 su Fox. (Fotogallery)
All’incontro erano presenti i registi e sceneggiatori Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, oltre a Fabrizio Salini di Fox, Gabriele Immirzi di Wilder ed il cast, tra cui ricordiamo Pietro Sermonti, Antonio Catania, Caterina Guzzanti ed Alessandro Tiberi. Moderatore Umberto Brindani, Direttore di “Tv Sorrisi e Canzoni”, che ha aperto l’incontro definendo la serie “una garbata presa in giro della fiction italiana”.
In un solo anno, “Boris” si è saputa imporre nel panorama satellitare, facendosi apprezzare da critica e pubblico e mostrando come non sempre osare in tv comporti un fallimento. A confermare queste parole è stato Fabrizio Salini, che ha ricordato anche la presenza, oltre ai “regulars”, di importanti guest star:
Continua a leggere: Telefilm Festival 2008: conferenza stampa Boris 2: la generalista può attendere
“Suonala ancora, Fonzie” è il nome dell’interessante incontro tenutosi ieri 9 maggio 2008, ennesimo incontro di questa vivace edizione del “Telefilm Festival “. Importanti gli ospiti moderati dal brillante Luca Dondoni de “La Stampa”: una sempre più tonica Geppi Cucciari, i Bee Hive che proprio questo pomeriggio si esibiranno per il pubblico della manifestazione e Alioscia, direttore artistico di All Music e membro dei Casinò Royale. Ad affiancare Dondoni, Max Novaresi, personaggio e mente tele radiofonica che ringraziamo per la dimostrazione di grande stima verso TvBlog.
Si è parlato di musica e telefilm, tema portante quale elemento trainante e costitutivo dei prodotti tv. di partenza per Dondoni è la sottovalutazione in passato delle sigle italiane, amate anche come prodotto musicale a sé stante. In Italia solo grazie alla sigla del varietà, il brano viene collegato ad un volto e diventa brano musicale competitivo con la musica tradizionale.
Questo ha portato al grande successo dei brani sigla di Lorella Cuccarini contro capolavori come “Donna Rosa” di Pippo Baudo. Spunti di riflessione divertente sono propio le sigle. Primo esempio Dallas del ‘78, con sigla modificata nel passaggio a Mediaset con il pezzo di Lucio Ciarramitaro con “Com’è grande l’America“.
Continua a leggere: Telefilm Festival 2008 - Sigle tv con Geppi Cucciari, Max Novaresi e i Beehive
Ieri mattina al Telefilm Festival si è tenuta la prima sessione di Workshop che ha visto dibattere i maggiori produttori italiani e i top manager sulla produzione e programmazione dei telefilm in italia e all’estero. Hanno preso parte al tavolo Alessandro Ippolito (Videomedia Italia), Elisa Ambanelli (All Music), Paolo Bassetti (Endemol Italia), Giorgio Gori (Magnolia), Marina Loi (Raiuno), Giovanni Modina (RTI-Mediaset), Lorenzo Mieli (Wilder) e Jonathan Shiff (H2O ). Il moderatore dell’incontro è stato Paolo Martini, giornalista de La Stampa.
Il primo relatore che ha preso la parola è stata Elisa Ambanelli, direttore di All Music, la rete del Gruppo Espresso in forte espansione di pubblico che negli ultimi tempi ha dedicato una fetta della propria programmazione alla docu-fiction autoprodotta:
“Su All Music, oltre alle serie di oltreoceano abbiamo deciso di programmare un genere a metà tra documentario e fiction, per l’appunto docu-fiction. E un altro contenuto presente è quello dei cartoon. Il motivo per cui abbiamo scelto la docu-fiction è presto spiegato: due anni fa volevamo affrontare la tematica dei sentimenti però volevamo parlare di sesso e di amore non attraverso un talk ma semplicemente a partire dalle testimonianze del nostro pubblico. Abbiamo costruito così con l’autore-regista di film Alberto d’Onofrio un’idea che si basava sulla raccolta di una serie di testimonianze in giro per l’Italia e il rapporto con il sesso nel mondo odierno, tre per ogni puntata. Abbiamo recentemente trasmesso e va tutt’ora in onda un’altra docu-soap, Albakiara, e l’ultimo esperimento è stato Cash, una docufiction che ha per protagonista una banconota. Abbiamo raccolto un reportage che abbiamo montato con le modalità tipiche del film. Abbiamo preso due banconote da 10 Euro, impresse le impronte digitali del regista e poi mandate in giro per l’Italia. Li abbiamo chiamati Romeo e Giulietta e abbiamo seguito il loro percorso nel passaggio di mano in mano“.
Prende la parola successivamente Paolo Bassetti, presidente e amministratore delegato di Endemol Italia.
“Facciamo i produttori di mestiere, non decidiamo dove vadano i prodotti nè contro cosa vadano. Da tempo ci chiediamo come mai in America i telefilm funzionino e da noi no: c’è una differenza sostanziale soprattutto di programmazione della prima serata, che risulta più spezzettata rispetto al mercato italiano (sitcom-comedy-drama). E’ colpa dei produttori se da noi ci siano ancora miniserie da 1 ora e mezza o più che non permettano questa frammentazione. Tra l’altro in Italia solo Raiuno e Canale 5 usano il prodotto nazionale, produce qualcosa Raidue ma Italia 1 e le altre reti non hanno il budget per realizzare queste serie.”
Continua a leggere: Telefilm Festival 2008: produttori a confronto
Un Telefilm Festival 2008 all’insegna delle polemiche, quello che ha debuttato a tutti gli effetti con il pregiato Workshop destinato ad addetti ai lavori e studenti di comunicazione. Nell’occhio del ciclone il caso italiano, drammatica eccezione a un mercato seriale globale in via di espansione (e innovazione).
La terza tavolata del giorno ha visto in qualità di moderatore un appassionato quanto pungente Aldo Vitali, vicedirettore di Tv Sorrisi e Canzoni. A lui la provocatoria battuta iniziale: Perché i telefilm italiani sono meno belli?. Ancora una volta tira aria di confronto con l’inarrivabile modello americano, causa di ansia da prestazione pur nella consapevolezza di due mercati, il nostro e il loro, totalmente incomparabili.
L’unica volta in cui ci si era illusi di avvicinarsi agli Usa è stato con l’approdo sugli schermi nostrani di Distretto di Polizia e dei Ris, ormai appiattitisi al punto tale scongiurare la banalità. Anche la garanzia Valsecchi pare andata incontro al suo inesorabile declino, visto che un personaggio come Venturi ha finito per diventare paranoico, poco credibile e afflitto da continua ambasce personali. Tutto è nato quando lo stesso Valsecchi, per dare un tocco di italianità al prodotto, ha fatto concludere la prima stagione con un bacio tra Flaherty e Nicole Grimaudo. Ebbene, questo bacio avrebbe fatto sì che il personaggio di Grimaudo morisse per fare scena, che il protagonista si mettesse in lutto per un’intera stagione salvo trovare la degna sostituta in quella successiva. Uno schema molto “italiano”, a cui è riuscito a sottrarsi Simone Corrente in Distretto nonostante l’ostinata volontà del copione di farlo morire.
Questa mattina presso l’Apollo Spazio Cinema di Milano si è tenuta la sesta edizione del Telefilm Festival. In programma tante nuove serie, molti in anteprima assoluta e incontri con ospiti italiani ed internazionali.
UPDATE: dopo il salto l’elenco delle serie presenti in questa edizione.
Proprio stamane, come vi abbiamo già anticipato, è stato rivelata la conclusione dell’accordo per la partecipazione nella giornata di sabato di Michelle Ryan, la nuova Bionic Woman prodotta da Warner Bros.
L’apertura della conferenza stampa è per Umberto Brindani direttore di TV Sorrisi e Canzoni, partner storico del Telefilm Festival:
“Il mondo dei telefilm è parte integrante del mondo della televisione. E’ uno dei generi che ottiene sempre più attenzione da parte del pubblico, aumentano le ore di trasmissione di serie importate, aumenta il numero dei canali e anche quello dei telespettatori. Chi sei anni fa ha avuto la lungimiranza di parlare di telefilm in un festival ha visto veramente lontano e oggi stiamo raccogliendo i frutti di quando la manifestazione è partita e il seriale era ancora nella sua fase primordiale. Sorrisi e Canzoni lancerà anche quest’anno il concorso per eleggere il miglior telefilm della stagione scelto dai lettori attraverso 100 titoli dalla A alla W. Verrà scelto attraverso sms e telefonate di lettori del nostro settimanale. L’anno scorso ha vinto Dr. House, quest’anno si accettano scommesse su chi possa spuntarla“.
La presentazione ufficiale di Leopoldo Damerini, direttore artistico del Telefilm Festival:
Continua a leggere: Presentato oggi il Telefilm Festival 2008