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Concorrenza creativa: la Rai vuole Gigi Proietti il sabato sera per "battere" Fiorello e Maria De Filippi

pubblicato da Stefano Sgambati

Gigi ProiettiCi siamo: l’ascesa di Sky a terzo polo generalista sta cominciando a far smuovere le acque della concorrenza. Ne avevamo parlato qualche mese fa, paragonando l’entrata della tv di Murdoch in questo tipo di mercato, al frastuono che generò anni fa l’avvento della giovane e rampante Tiscali tra le compagnie telefoniche: ciò che ne trasse i benefici maggiori fu la buona concorrenza e, quindi, il consumatore.

In tal senso sembra che sarà Gigi Proietti l’anti Fiorello per la Rai: il genio romano sarà il mattatore di un “One Man Show” destinato al sabato sera: la notizia trapela da un articolo di Italia Oggi a firma Marco Castoro. Proietti è uomo di spettacolo abituato alle grandi platee, teatrali, cinematografiche e televisive ed è molto simile a Fiorello, quanto a capacità di improvvisare e di coinvolgere. Più di Fiorello, decisamente più di Fiorello, ha un repertorio variegatissimo, una schiera di appassionati di antica stirpe e una cultura teatrale da fare impallidire un sipario. Non si conoscono ancora le dinamiche dello spettacolo: forse sarà costituito da letture, inframezzate da riflessioni e gag, à la Benigni, tanto per capirci; oppure sarà una massiccia sceneggiata corale, dove far intervenire gli ingredienti più tipici del sabato sera: ballerini, varietà, canzoni, musica, luci e cotillons.

Proietti si merita un ritorno in televisione a grandi livelli, soprattutto in un momento storico come questo: senza dimenticare che l’ipotesi di andare contro Maria De Filippi, moglie e “alleata” di quel Maurizio Costanzo che due anni fa gli soffiò, senza troppa eleganza, la direzione del magnifico Teatro Brancaccio, deve stuzzicarlo non poco.

Qualche tempo fa Proietti, parlando dell’arte del ridere, dichiarò:

“Credo che la capacità di far ridere sia un dono: chi ce l’ha, lo deriva da qualcosa di divino. E se non lo esercita, non rispetta una volontà superiore. Far sorridere, per me, è quasi un dovere etico”.

Un’operazione del genere sa di successo annunciato. Staremo a vedere.

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Costanzo che incita al nuovo. E dice addio a Mediaset?

pubblicato da Lord Lucas

Costanzo mediasetDa che pulpito viene la predica: il veterano più monocorde dell’etere che incita al nuovo. Del buon vecchio Maurizio Costanzo si parla sempre meno ma ciò non vuol dire che non conti più nulla. Da quando non fa la tv in prima linea (ma esercita il suo potere sul palcoscenico, nelle vesti di direttore artistico del Parioli, Brancaccio e del teatro di Latina), ha più tempo per fare il telespettatore. E le trasmissioni che guarda gli danno a noia, come emerge da un’intervista rilasciata a Laura Rio per Il Giornale:

“Non so che dire, ovunque mi giro continuo a vedere gli stessi programmi. Si ripescano show visti e rivisti, la chiamano Tv classica, ma per me è mancanza di coraggio di sperimentare”.

Ovviamente, il giornalista coi baffi rivendica il carattere sperimentale del proprio programma, Stella, che va in onda nel più completo anonimato e senza lasciare traccia nella mattina di Sky Vivo. Per il solo fatto che ha deciso di puntare sulle webcam, alla sua veneranda età, si aspetta di essere definito un avanguardista. E rivendica la propria intuizione di competitor mattutino, ora che il day time sta per essere presidiato dalla D’Urso e Brachino:

“A me piaceva pure andare in onda al mattino, uno spazio che sull’ammiraglia Mediaset andava riempito, tanto che ora ci provano con Mattino 5″.

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Maurizio Costanzo si riprende il Brancaccio

pubblicato da Lord Lucas

gigi proietti costanzo brancaccio

Mentre la povera (Miss) Italia si interrogava sul coup de theatre di Loretta Goggi, è passato inosservato l’ultimo atto di un’altra saga avvincente, quella tra Maurizio Costanzo e Gigi Proietti per la direzione del Brancaccio.
Così, per dovere di cronaca dopo averne abbondantemente discusso, ricordiamo che il giornalista coi baffi ha fatto nuovamente dietro-front, aggiudicandosi definitivamente il Teatro:

“Ho accettato perchè è doloroso sapere un teatro come il Brancaccio chiuso e senza prospettive”.

Dopo la formulata rinuncia dettata dalle polemiche, che hanno visto diversi personaggi dello spettacolo oltre che fan schierarsi dalla parte dell’attore, Costanzo ritorna sui suoi passi per un puro atto di dovere morale, un “sacrificio” per il bene della cultura.

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Costanzo rinuncia: il Brancaccio è salvo!

pubblicato da Debora Marighetti

Maurizio CostanzoContinua la soap opera Costanzo - Proietti. La notizia ha dell’incredibile per quanto fosse inattesa, ma (fortunatamente) non si tratta di una bufala. Si legge in una nota:


“Dopo solo sei giorni rinuncio alla Direzione Artistica del Teatro Brancaccio propostami dal Signor Alessandro Longobardi, che ringrazio, in rappresentanza della proprietà. […] Rinuncio a conferma che non c’è stato mai complotto o scippo e così nessun mio interesse economico. […]”

A pronunciare queste parole è il signor Maurizio Costanzo in persona, che augurando il meglio a Gigi Proietti - che quindi si presume riprenda il suo posto alla guida del teatro Brancaccio - rinuncia alla Direzione Artistica in seguito a tutte le polemiche seguite alla sua nomina.

La gente “ha vinto” e Costanzo si è dimostrato, in questo caso, dotato di un po’ di buonsenso, anche se la cosa migliore sarebbe stata quella di rinunciare fin dall’inizio a questo passaggio di testimone, riconoscendo l’ottimo lavoro svolto da Proietti in questi anni.
Che le polemiche di questi giorni riescano a far capire agli “addetti ai lavori” che il potere di Costanzo va ridimensionato?

Il golpe del Brancaccio distrugge il mito di Costanzo

pubblicato da Lord Lucas

maurizio costanzoAlla rete le dietrologie su Costanzo non sono nuove (visto il soprannome che lo vede ribattezzato Ciccio Baffo e stroncato in ogni dove). Anche a Tvblog non ci siamo andati giù leggeri, dai tempi di un altro golpe che vide il giornalista più potente della Tv mettere le mani sulla fascia di Verissimo imponendoci il suo Buon Pomeriggio. Ma le polemiche che imperversano sull’affaire Brancaccio hanno definitivamente minato la sua immagine pubblica, cancellando anni di onorata carriera e tutti i suoi meriti da apripista-innovatore. Da qualche anno a questa parte, ormai, Costanzo è solo il boss e non più il decano, per via di una metamorfosi professionale che ha tirato fuori il Mr.Hyde defilippico dallo stimato Dr.Jekyll. Se ci perdonate una duplica metafora letteraria, è un po’ come trovare il mostro di Frankenstein da una parte e Maria dall’altra, nel ruolo dell’archetipico Dr. Faust.
La stessa Repubblica di oggi ci va giù pesante, a partire da un articolo di cronaca che vede lo stesso Leo Gullotta andare contro il suo influente protettore:

“Man mano che passano i giorni, il balletto di poltrone consumato sul Brancaccio perde i contorni di una pittoresca querelle tra un attore e un giornalista, per assumere quelli di una manovra di potere, un episodio legato alle camarille e massonerie che rendono difficile la vita alle persone di qualità. Da una parte c’è Proietti, forte della sua arte, senza padrinati politici. Dall’altra c’è Costanzo che ha giocato sulla potenza”.

Un impero, quello di Costanzo, che conta un fatturato davvero clamoroso e finalmente divulgato. Al Parioli da diversi anni, con una doppia gestione teatro e tv, può contare su una serie di società fruttuose, dalla Mmc-comunicazioni alla recente Giacarante che ha realizzato Parlami di me, lo spettacolo autobiografico di Christian De Sica. Ma soprattutto Costanzo possiede il 30% della Fascino srl, la casa di produzione che beneficia dei successi di Maria De Filippi (stranamente in possesso del solo 20%, perché il restante 50% è della Rti-Mediaset). Per capire la forza della Fascino, nell’ultimo anno si è registrato un utile di 906 mila euro.

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Teatro Brancaccio - il giorno dopo

pubblicato da Debora Marighetti

Gigi ProiettiPolemiche, polemiche e ancora polemiche per la sostituzione di Gigi Proietti alla direzione del Teatro Brancaccio di Roma. Polemiche ovvie, sia per il modo in cui è avvenuta la sostituzione - o meglio, lo scippo, visto che Proietti l’ha saputo a mezzo stampa e non direttamente -, che, soprattutto, per il sostituto: Maurizio Costanzo.

Per mettere a tacere i maligni che sostenevano che Proietti non avesse ancora definito il calendario per la prossima stagione teatrale, l’attore stamattina ha mostrato a tutti il programma 2007/2008, che si sarebbe aperto proprio con lo spettacolo di Costanzo tratto dal libro A un passo dal sogno.
Gli spettacoli in cartellone sarebbero dovuti essere nove e già ieri Costanzo aveva assicurato che non ci sarebbero state modifiche, ma a quanto pare A un passo dal sogno per ora rimane l’unica certezza visto che Proietti ha ritirato i suoi spettacoli - “piuttosto di lavorare per Costanzo me faccio frate“, ha detto - e altri non approvano questo cambiamento e hanno messo in “forse” la loro presenza.

Oggi molte persone hanno voluto dire la loro; attori e politici, destra e sinistra, persone comuni, tutti d’accordo nel dare la propria solidarietà a Proietti, basti pensare che contro questo scippo si stanno addirittura raccogliendo firme in modo “casereccio” su un sito dedicato all’attore. Così recita la pagina web: […] Le vostre firme saranno inviate anche all’indirizzo mail del teatro Brancaccio, che almeno perdano tempo a cancellare le missive, ’sti vijacchi!!! […] .

Ciò che è però passato in secondo piano e merita invece parecchia attenzione, è una delle motivazioni addotte da Alessandro Longobardi (tramite il proprio legale), manager della società che gestisce il Brancaccio, per giustificare la sostituzione improvvisa. Da La Stampa:

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Costanzo pigliatutto scippa il Brancaccio a Proietti. Tvblog sostiene l'attore

pubblicato da Lord Lucas

gigi proietti perde brancaccio per colpa di costanzo

L’influenza di Maurizio Costanzo non si è esaurita per via dei flop televisivi, che ormai lo hanno relegato ai margini dei grandi numeri e dei palinsesti che contano. Il suo strabordamento continua, all’insegna di qualsiasi altro media che si rispetti in grado di appagare la sua compulsiva fame di potere.
E’ da non credersi, ma dopo sei anni di onorata carriera da direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma, proprio mentre si apprestava a comunicare il cartellone della prossima stagione, Gigi Proietti è stato fatto fuori dal suo incarico per essere sostituito da Costanzo (come hanno puntualmente segnalato gli amici di 06blog). E non l’ha presa, giustamente, affatto bene, come è emerso da un’intervista per Radio Città Futura ripresa dal Messaggero:

“E’ chiaro che io non mi metto a lavorare sotto la direzione artistica di Costanzo, me faccio frate, prima. A me personalmente mi provoca dei danni enormi. Io avevo due spettacoli in produzione al Brancaccio. Il nemico, in senso metaforico (ma mica tanto metaforico), l’avversario culturale di questa situazione è Costanzo. E invece del mio spettacolo ci sarà il suo spettacolo, che sarà sicuramente bellissimo, piacerà molto al pubblico, con Platinette e Calissano! Sul fatto che cambierà la cifra estetica non ci sono dubbi e non voglio dire se in meglio o in peggio. Vorrei tanto leggere l’opinione di chi segue la mia attività da anni, che credo potrebbe esprimersi su ciò che sta accadendo nei nostri teatri”.

E’ davvero doveroso attestare tutta la nostra solidarietà a uno straordinario professionista della recitazione, che è stato silurato senza alcun rispetto della sua professionalità per lasciare il passo alla deriva di Ciccio Baffo.

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