Sembra che la Oceanside Wellness, almeno in questa prima parte di stagione, abbia battuto il Seattle Grace: in “Private Practice 4″, da stasera alle 21:55 su Foxlife (canale 114 di Sky), c’è molto più dramma rispetto alle passate stagioni, ed anche rispetto alla settima stagione di “Grey’s anatomy”, di cui la serie è lo spin-off.
Nuovi personaggi, nuove sorprese e colpi di scena sono stati finora dosati molto bene nello show che ha come protagonista Addison (Kate Walsh) e i dottori della clinica privata di Los Angeles, tanto da superare, in alcuni casi, la serie originale in termini di drama. Pare che Shonda Rhimes abbia messo tutto il suo impegno qui, sia per evoluzione dei personaggi che per storie.
-Attenzione: spoiler-
Si parte dalla perdita di Dell (Chris Lowell), avvenuta nel finale della terza stagione, per passare subito ad un lieto evento, che prenderà tutti di sprovvista. La partenza di questa stagione, in effetti, è in regola con le puntate che abbiamo già visto, ma sarà dal settimo episodio che le cose cambieranno.
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Era tornato con le repliche della prima stagione la scorsa settimana. Ora, invece, Raidue ha deciso di sospendere la messa in onda degli episodi già visti (quelli che dovevano essere trasmessi ieri sera sono stati sostituiti dalle puntate della terza stagione di “Ncis”) e di proporre le prime tv della seconda stagione di “Private Practice”, in onda da stasera alle 21:05.
Come ci informa un comunicato di qualche ora fa, saranno trasmessi ogni sabato tre episodi a settimana dello spin-off di “Grey’s anatomy” (con cui avrà un cross-over nel quindicesimo, sedicesimo e diciassettesimo episodio), in cui la protagonista Addison (Kate Walsh) sarà sempre al centro di un percorso di maturazione e maggiore consapevolezza di ciò che desidera.
La stagione inizia con una crisi che colpisce la Oceanside Wellness: per Sam (Taye Diggs) e Naomi (Audra McDonald) sarà il momento di prendere delle dure scelte circa il futuro della loro clinica, e questo comporterà il coinvolgimento della protagonista, il cui rapporto con Naomi subirà delle incrinature. Dopo il salto, spoiler sulla seconda stagione.
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Per un “Ncis” che si prepara a dare una spinta agli ascolti del suo spin-off, non poteva mancare una terza stagione di “Private Practice” che ospiterà un membro del cast di “Grey’s anatomy”. Protagonista, questa volta, sarà la candidata come miglior attrice non protagonista agli Emmy 2009 Chandra Wilson, alias la dott.sa Bailey.
Il suo personaggio comparirà nel terzo episodio dello spin-off del medical drama di Shonda Rhimes (e ne vedremo le conseguenze nella terza puntata di “Grey’s anatomy 6″, come dice Blogapuntate), andando ad aiutare la protagonista Addison (Kate Walsh, gallery) in un’operazione chirurgica alquanto delicata. La Bailey, inoltre, non si lascerà scappare qualche commento sulla situazione di alcuni personaggi della Oceanside Wellness, che ebbe occasione di conoscere già nella scorsa stagione.
Molti di voi, però, da questo post stanno aspettano altre notizie, riguardanti certe situazioni lasciate in sospeso nel finale della seconda stagione. Dopo mesi di attesa, siamo in grado di darvi qualche anticipazione, ovviamente spoiler. Dopo il salto, se volete, potete soddisfare la vostra curiosità.
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Ripetere una giornata non proprio felice, avendo così una seconda possibilità di far quadrare le cose è un’idea che abbiamo già visto al cinema, coi film “Ricomincio da capo” e “E’ già ieri”, ma anche in musica, nel videoclip di “Seven days”. Nel 2006 se ne è appropriata la tv, col telefilm “Day Break” (gallery).
In onda sulla Abc, la serie è già stata trasmessa in Italia quest’estate prima su Steel, poi su Rai 4 e stasera su Raitre, alle 22:40. Creata da Paul Zbyszewski e diretta da Rob Bowman (regista di “X-Files”), adatta l’idea sopra citata plasmandola per un crime, tutto tensione e colpi di scena.
La storia comincia -e ricomincia- alle 6:17 di un giorno qualunque, quando il detective Brett Hopper (Taye Diggs, ora in “Private Practice”) si sveglia, saluta la sua ragazza Rita (Moon Bloodgood, “Journeyman”) e va a lavoro. Da lì a poco Brett verrà arrestato per l’omicidio di un sostituto procuratore. L’accusa non sta in piedi, Hopper capisce di essere stato incastrato ma non c’è verso. Fin quando la sera, rapito da degli sconosciuti che lo “invitano” a confessare, si addormenta e si ritrova nel letto della sua ragazza, a rivivere la stessa giornata.
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Sensuale, goffa, decisa: il tutto al punto giusto. E’ tornato quello che a mio parere era uno dei migliori personaggi di “Grey’s anatomy”, ormai emigrato in quel di Los Angeles per il suo spin-off. Parlo di Addison Montgomery e di “Private Practice”, la cui seconda stagione (gallery) partirà proprio stasera alle 21:50 su FoxLife.
I nove episodi della prima stagione -appena trasmessi, con scarsi risultati, da Raidue- possono a questo punto essere definiti come un antipasto a quello che Shonda Rhimes aveva veramente in testa di far accadere in quel dell’Oceanside Wellness: tira e molla, storie toccanti e momenti di analisi sui rapporti tra uomo e donna sono all’ordine degli episodi inediti.
Proprio come aveva detto Kate Walsh qualche tempo fa, la serie ora si è spostata da un filone un po’ troppo comedy ad uno ancora più drama, come si evince dai casi di puntata rappresentati: anche la stessa Addison si troverà di fronte a delle scelte che la faranno crescere sia come donna che come chirurgo (seguono spoiler).
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Che fine ha fatto la Dottoressa Addison Montgomery, l’ex moglie del Dottor “Stranamore” Shepard di “Grey’s anatomy”? La risposta, per chi non l’avesse già avuta un anno fa con Sky, verrà stasera, quando dalle 21:05 Raidue trasmetterà i primi due episodi di “Private Practice”, l’atteso spin-off del medical più seguito in America (gallery), di cui avevamo già avuto un anticipazione nella sua terza stagione (negli episodi “L’altro lato della nostra vita”).
Creato anch’esso da Shonda Rhimes, la serie non tradisce le aspettative dei fan del telefilm madre, proponendo ancora una volta il mix sentimenti-casi di puntata-ironia, che avranno al centro la sexy ed intelligente chirurgo neonatale interpretato da Kate Walsh (qui la sua gallery).
Il trasloco dalla piovosa Seattle alla calda Los Angeles non sarà semplice per la protagonista, che ben presto scopre di essere stata voluta nella clinica privata Ocean Wellness non tanto dal gruppo di dottori che vi lavora, quanto dalla sua amica Naomi (Audra McDonald). La sua prima missione, quindi, sarà quella di farsi accettare dagli altri come una nuova amica piuttosto che come una minaccia.
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La storia di Day Break ha alcuni punti di contatto con quelle di tante sfortunate serie tv americane che a causa di ascolti deludenti non ottengono la gratificazione del pubblico e vengono cancellate prima del previsto senza tanti complimenti. La differenza, piuttosto rilevante, è che il telefilm intepretato da Taye Diggs (Detective Brett Hopper), ottenne effettivamente dei ratings imbarazzanti. L’ABC aveva previsto di coprire proprio con Day Break il lungo hiatus di Lost nell’inverno del 2006, lo stesso che produsse danni piuttosto seri agli ascolti della serie di J.J. Abrams. Alla fine andarono in onda solo sei dei 13 episodi previsti.
Eppure, parere assolutamente personale, si è trattato di uno dei flop più strani degli ultimi anni. La trama di Day Break era assolutamente avvincente, l’interpretazione degli attori di buon livello, la suspense è continua e il gioco composto dalla complessa sceneggiatura mantenuto in piedi con grande maestria. Come alcuni di voi probabilmente sapranno il Detective Hopper rimaneva “bloccato”, costretto a rivivere in continuazione le 24 ore più brutte della sua vita: accusato ingiusticamente dell’omicidio del Procuratore Distrettuale Alberto Garza è braccato dalla polizia e da un’oscura organizzazione che minacciava di uccidere la sua fidanzata, interpretata dalla stupenda Moon Bloodgood (Fotogallery), se non si dichiarerà colpevole.
La vita dell’onesto poliziotto è sconvolta e il suo obiettivo, rimettere le cose al loro posto, scagionare se stesso, salvare i suoi cari e assicurare i colpevoli alla giustizia, si tramutava in un rompicapo influenzato da centinaia di variabili. Dopo la cancellazione l’ABC ha reso disponibili gli episodi mancanti attraverso il suo sito e ha naturalmente realizzato un cofanetto di DVD. In Italia la serie è stata proposta da Mediaset Premium sul canale Steel e per domani è prevista la messa in onda, a partire dalle 21, degli ultimi tre episodi. Un buon segno in vista di una probabile futura collocazione, probabilmente in estate anche se mancano notizie precise in merito, su Raidue.
Addison balla da sola. In tutti i sensi, dato che nel primo episodio della nuova serie “Private practice” la troviamo entusiasta della sua nuova vita a Los Angeles mentre si esibisce appena uscita dalla doccia in una divertente coreografia, mentre il suo vicino di casa nonché collega Sam assiste sbalordito a tutta la scena (potete vederlo nella gallery)…
Questa è, a mio avviso, una delle scene più divertenti della prima puntata dello spin-off di “Grey’s anatomy”, in onda ogni mercoledì sulla ABC.
I personaggi non sono del tutto sconosciuti al pubblico: sono infatti già stati presentati durante gli episodi 22-23 della terza serie creata da Shonda Rimes (che firma anche “Private practice” e che è “colpevole”, tra l’altro, del film con Britney Spears “Crossroads”), intitolati “L’altro lato della nostra vita” (già andati in onda su Sky, a breve su Italia1).
Saranno loro ad animare il Oceanside - Wellness Group, clinica privata (da cui il titolo, che in italiano suonerebbe all’incirca “studio privato” o “libera professione”), specializzata in terapia di coppia e in procreazione assistita (legale in California), con le loro storie professionali e private.
La serie dovrebbe esordire in Italia già dal prossimo dicembre, affiancata dalla quarta stagione della serie madre, su FoxLife (canale 111 di Sky), in attesa di approdare in chiaro su Italia1 (magari in una rinnovata serata Doc?).
Nell’attesa del suo arrivo da noi, scopriamo qualcosa di più sui personaggi e sulle storie che ruotano attorno al noto chirurgo neonatale Addison Forbes Montgomery (Kate Walsh), donna dal carattere forte e determinato, al punto che decide di trasferirsi a Seattle per riconquistare la fiducia del marito Derek (Patrick Dempsey), tradito col migliore amico di lui (Mark, Eric Dane), per poi rinunciare al prestigioso incarico di caporeparto e traslocare a Los Angeles, dove iniziare una nuova vita e, chissà, trovare l’amore.
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Non è durata a lungo la miniserie di 13 episodi che la ABC stava programmando il mercoledì sera per riempire il vuoto lasciato da Lost in questa pausa invernale. L’andamento di Day Break non era stato brillantissimo sin dall’esordio, ma il peggioramento ulteriore e progressivo ha convinto i dirigenti del network americano a gettare la spugna.
Il sesto episodio, andato in onda tre giorni fa, ha avuto un rating imbarazzante e dei dati di ascolto che hanno evidenziato come il pubblico non resti esattamente “incollato alla sedia“: ben 1/3 dei telespettatori ha cambiato canale prima che la puntata finisse.
Eppure la trama, seppur non esattamente originalissima, era costruita proprio per appassionare e mantenere alta la tensione. Il Detective Brett Hopper (Taye Diggs) si sveglia alle 6:18 del giorno in cui verrà incastrato da una misteriosa organizzazione che minaccia l’incolumità della sua ragazza e di sua sorella se non confesserà l’omicidio del sostituto procuratore Alberto Garza.
Con lo stesso espediente narrativo del celebre film “Ricomincio da capo“, il protagonista rimane intrappolato in quel determinato giorno e continua a riviverlo apparentemente senza soluzione di continuità qualsiasi cosa faccia per cambiarne il corso. La missione di Hopper è riuscire a proteggere i suoi cari mentre raccoglie gli elementi che gli consentano di dimostrare la sua innocenza. A mio parere si tratta di un buon prodotto e sorprendono dei risultati tanto deludenti: probabilmente l’astinenza da Lost e il confronto inevitabile con quest’ultima rendono gli spettatori più selettivi ed esigenti.
Chissà che in futuro, magari grazie al p2p, non si riescano a reperire gli ultimi episodi nella versione pre “post-produzione” come è accaduto per altri telefilm cancellati in passato: in questo caso, essendo una miniserie, si potrebbe sapere in maniera definitiva “come andava a finire“.