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La morte di Pietro Taricone: La Tv perde un suo pioniere

pubblicato da Hit

La morte di Pietro Taricone: La Tv perde un suo pioniere

C’è un filo invisibile che ci lega ai volti della televisione. Soprattutto a certi volti. Pietro Taricone, pur nella sua giovane età era un personaggio che faceva parte del “pionierismo” della nostra televisione, il pionierismo del nuovo corso della nostra epoca televisiva. Il 2000 sono solo dieci anni fa, ma è come se fosse un passato lontanissimo, ma allo stesso tempo vicinissimo nella nostra memoria. Pietro incarnava il Grande Fratello, Pietro era il Grande Fratello.

Il fascino insostituibile del nuovo, che quella prima edizione aveva non si è potuto poi ripetere in quelle successive. Pietro era per il Grande Fratello quello che Mike Bongiorno è stato per la televisione. Un apripista inconsapevole ma non per questo non degno di questo ruolo. L’intelligenza inquieta del suo volto che ti catturava, un fascino verbale che ti coinvolgeva, una voglia di essere originale che passava attraverso il suo egocentrismo distratto.

“Comunque ormai l’avventura è finita. Oppure comincia adesso il vero Grande Fratello?”

Questo si chiedeva Pietro al termine di quel GF1. La risposta a quella sua domanda è arrivata negli anni, attraverso film, fiction che l’hanno visto protagonista. L’intelligenza inquieta di chi vuole capire guardando negli occhi della gente, lo ha accompagnato nella sua crescita umana e professionale. Culminata poi anche nella sfera privata attraverso l’incontro con Kasia e la nascita della piccola Sophie. Il pugno allo stomaco di una notizia come questa ti sveglia e ti addolora. Pensi alla compagna, pensi alla figlia, a questa piccina di 6 anni. Pensi alla porta della loro casa che una sera si chiuderà, con loro due senza di lui.

Allora scompare quel pioniere della televisione e pensi alla vita di un ragazzo di 35 anni che se n’è andata via, così.

Tutti pazzi per Amore 2: torna dal 21 marzo la fiction che ha incantato RaiUno

pubblicato da Stefano Sgambati

tutti pazzi per amore 2

La prima serie di Tutti Pazzi per Amore riscosse un successo col botto su RaiUno. La fiction musicale torna con la seconda serie il 21 marzo, ovviamente in prima serata e sempre sulla prima rete Rai, con 26 episodi nuovi da cinquanta minuti. Confermati gli interpreti principali e qualche novità da ribadire dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi: nel ruolo di Paolo ritroviamo Emilio Solfrizzi, mentre nel ruolo di Laura non ci sarà più Stefania Rocca, causa gravidanza, ma Antonia Liskova. Una bellezza che vale l’altra. E poi Alessio Boni, Carlotta Natoli, Sonia Bergamasco, Francesca Inaudi, Irene Ferri. Lunga la lista di “special guest”, a partire da Neri Marcorè e Pietro Taricone, per finire a Piera Degli Esposti, Luigi Diberti, Giuseppe Battiston e Carla Signoris.

Ricordiamo che la prima serie, oltre al gran seguito di pubblico, riscosse anche numerosi premi della critica, comeil Premio Regia Televisiva nella categoria “Miglior Fiction” nel 2009 e la menzione speciale alla XXXIV edizione del premio Golden Chest.

Tutti pazzi per amore
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Tutti pazzi per amore, arriva Pietro Taricone (che viene "allontanato" da La Nuova Squadra)

pubblicato da Lord Lucas

taricone Il cast di Tutti Pazzi per Amore non finisce mai di sorprenderci con nuovi interessanti innesti. Questa sera assisteremo a un ingresso molto curioso, destinato a destare nuove curiosità per lo sviluppo della trama. Arriva Pietro Taricone, il reduce del Grande Fratello più apprezzato della categoria, che da questa sera smette di fare l’attore di nicchia (Crimini, La Nuova Squadra, Codice Rosso tra gli altri) per recitare in una fiction di successo sulla prima rete di stato.

Lo vedremo rivestire per cinque puntate i panni di un rappresentante di cioccolatini deciso a conquistare il cuore della bella Monica (Carlotta Natoli), entrando inevitabilmente in rivalità con Michele (Neri Marcorè).

A proposito de La Nuova Squadra 2, invece, tornerà a metà febbraio con una formula meno “dark” (visto che la linea troppo cattivista non ha giovato agli ascolti) e l’addio dello stesso ispettore Vito Sorrentino interpretato da Taricone, a cui verrà lasciato un leggero spiraglio per un suo ritorno futuro. Così Alberto Bader, direttore creativo di Grundy Italia, che produce la serie tv assieme a Rai Fiction e al Centro di Produzione Rai di Napoli, ha commentato questo allontanamento, in un’intervista rilasciata a Mariagiovanna Capone, per Il Mattino, in data 2 novembre 2008:

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Fotoromanzi, fiction, reality: la storia (della tv) si ripete

pubblicato da Lord Lucas

claudio aliotti flavio montrucchioQuesto bel giovanotto di altri tempi che vedete alla sinistra è ormai un reperto catodico. Si tratta di Claudio Aliotti e i più attempati avventori di questo blog lo ricorderanno come uno storico volto di fotoromanzi. Ovvero uno dei generi più longevi e al contempo retrò della cultura di massa contemporanea, che trovete impeccabilmente ricostruito in un topic ad hoc su Wikipedia. A differenza di altri colleghi, che hanno trovato miglior fortuna nella recitazione di professione - vedi due seduttori navigati come Ray Lovelock e Kabir Bedi o belli di nuova generazione come Alessio Boni e Roberto Farnesi - Aliotti è rimasto legato a quel marchio senza grandi possibilità di svolta (a parte qualche ruolo in film di poco conto). Il suo faccino d’angelo, di una virilità d’altri tempi, è l’emblema di una bellezza innocente, esibita senza scandali né ambizioni.

Se setacciamo l’archivio dei divi da copertina di una volta, noteremo che ognuno ha intrapreso un percorso diverso, ma il fotoromanzo ha rappresentato per molte carriere un grande atto di onestà (un po’ quello che i film erotici d’autore sono stati per le loro muse). Unico requisito ammesso per accedere al tempio del film statico, immortalato sulle pubblicazioni rosa, è sempre stato la bellezza, senza alcun inganno né false autocelebrazioni talentuose. Se questi personaggi avessero avuto delle capacità o no, lo avrebbero dimostrato dopo. Di fronte a uno scatto passionale immortalato dall’obiettivo, l’importante era ostentare seduzione e avvenenza e recitare dichiaratamente con il corpo anziché con la tecnica e la dizione.

Ora voltiamo pagina e guardiamo al presente. A Donna Detective figura nel cast Flavio Montrucchio, che millanta, dopo anni di pregiudizi post-reality, di aver finalmente avuto una grande chance da attore (della serie, le soap come Centovetrine, che davvero ti danno modo e tempo di crescere, ai fini del curriculum sono carta igienica).

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Uno, due, tre Stalla! Vince Imma Di Ninni

pubblicato da Debora Marighetti

Uno, due, tre...stalla!Si parte con l’ultima puntata del reality più trash dell’anno, Uno, due, tre…Stalla.
Le votazioni del “pubblico” di TvBlog al sondaggio odierno, hanno decretato una netta preferenza nei confronti della perfida Imma…preferenza assolutamente non condivisa dalla sottoscritta. Ma sì, mi sbilancio e do anch’io la mia preferenza: dopo l’uscita di scena di Artemio ho una simpatia per Bastiano. In alternativa non mi dispiacerebbe una vittoria di Sabrina.
Ricordo a tutti che nella nostra gallery sono presenti le foto delle vallette, sia di quelle ancora in gara che di quelle già uscite.

Durante la diretta verranno pubblicati alcuni dei commenti più divertenti o interessanti dei commentatori presenti durante la diretta.

Ore 21.14. Si parte, inizia la puntata, si apre il televoto ed entrano i concorrenti rimasti in gara: Sabrina Mariangeli, Rosaria Cannavò e Luca Dorigo per le Vallette, Bastiano e Muschen per i Contadini e “Imma per la squadra di Imma” (cit.) ancora una volta in versione Bertè. Inguardabile!

Ore 21.19. Pochi minuti e si parte già con gli rvm. Lasciatemi fare una considerazione: ma Imma senza reggiseno che tette c’ha?
Le polemiche iniziano subito e siamo già all’Imma contro tutti.

Ore 21.27. Dopo le polemiche, Barbara rivela che durante la trasmissione potranno essere ripescati dei concorrenti eliminati nel corso delle scorse puntate. Si prospetta un possibile rientro di Artemio? Speriamo!
Entrano le comari di nero vestite…delle comari-vedove insomma.
Si parte (forse) con le sfide, delle prove che Federico degli autori definisce “estreme”: alcuni concorrenti saranno immediatamente eliminati dal gioco.

Ore 21.30. Prima prova, sfida sui tronchi tra Bastiano e Luca. Netta la preferenza del pubblico in studio a favore di Bastiano, ma la prova è vinta da Luca e il punto va alla squadra delle vallette.
Seconda sfida, Imma contro Rosaria. Imma ballerà sulla musica di Material Girl di Madonna. Rosaria invece si esibisce sulle note di Candyman di Christina Aguilera. Strano che tra i ballerini non ci sia qualche reduce di Amici…
Imma nei panni di Madonna è divertente, ma per Rosaria uso il commento di un lettore: “standing ovation per la supersexy bomba sexy rosaria“.
La prova è vinta da Rosaria, ma ovviamente Imma non è d’accordo e Barbara fa di tutto per far nascere una nuova polemica.
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Il reality è morto perchè non è più trash

pubblicato da Lord Lucas

orlando portento fattoriaSoltanto fino a qualche tempo fa ci si accaniva un po’ tutti a tacciare il reality di trash, un appellativo abusato ma fortemente vitalistico. Il reality era trash quando Katia Ricciarelli accettava una lauto cachet per co-abitare coi lelemoriani in Fattoria (canto del cigno con l’atto finale del Triccheballacche), era trash quando il naufrago Al Bano veniva mollato dalla Lecciso in diretta tv, era trash quando Taricone fermava l’Italia con il suo manuale da tombeur de femmes di nuova generazione. E ora, invece, accogliamo ancora una volta l’appello di Walter Siti, docente universitario e personaggio di cultura nonchè esperto di piccolo schermo, che sull’ultimo numero di Vanity Fair sentenzia sulla morte del reality chiedendosi se c’è ancora una possibilità per salvarlo come genere di nicchia, con meno profitto e più scandaglio sociologico.
Nello specifico, non poteva che prendere ad esempio il caso di Uno due tre… stalla! che ha scongiurato il rischio di chiusura anticipata con un totale stravolgimento della formula originaria:

“Le prime due puntate avavevano offerto alcuni buoni spunti di confronto tra culture… C’era speranza che perfino le ragazze avrebbero cominciato a differenziarsi, e che… sarebbe emersa qualcuna con una stora più individuale e un abbozzo di personalità. Poi è accaduta la catastrofe, perchè sia la Endemol che Mediaset hanno interpretato come catastrofe la perdita di quattro punti di share. Il programma ha cambiato fisionomia, è diventato un talk-game… La D’Urso, in affanno, ha dovuto spiegare che il cambiamento è avvenuto per ragioni interne alla vita della fattoria. Non ci credeva neanche lei a quello che stava dicendo, si vedeva chiaramente. Gli autori si sono trovati prigionieri di un cast messo insieme per altri scopi, e nella necessità di utilizzarlo contropelo”.

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Uno due tre... stalla!, gli highlights della terza puntata

pubblicato da Lord Lucas

no due tre stalla terza puntata

A Uno due tre… stalla! è scoppiata l’invasione delle ca-vallette. Già dalla striscia quotidiana di oggi pomeriggio il programma ha letteralmente cambiato registro. Al bando il didascalismo bucolico-campestre o le sofferenze da reality, largo all’ironia e al gioco di ruolo. Il cast si è diviso in due gruppi a causa di una repentina insurrezione femminile (forse fomentata dagli autori?): da una parte le neo-contadine che rivendicano il girl power, dall’altra gli uomini della terra che non ci stanno a veder svilita la nobile arte dell’agricoltura (oltre che la loro rude vitalità).
La terza puntata de La Stalla, rigorosamente in diretta, è dunque all’insegna della competizione tra squadre, sulla falsariga di Amici in cui l’ingrediente ha pagato (ma in realtà, più che l’ultima edizione, la rivalità maschi-femmine ricorda la precedente, che vedeva i sessi opposti della scuola di Canale5 separati dal rischio di venire alle mani).
Le ragazze recuperano un po’ di trucchi dopo il recente stato di disfacimento e in studio irrompono i giochi demenziali che vedranno contrapposti due mondi diversi e a quanto pare più inconciliabili delle pupe e i secchioni.
Sono queste, dunque, le novità previste dalla terza puntata di Uno due… tre stalla! che andrà in onda sugli schermi di Tvblog in una versione un po’ speciale. Per ragioni di priorità abbiamo deciso di privilegiare la web-cronaca de La Sposa perfetta, che debutta questa sera su Raidue. Ma, vista la curiosità destata dal cambio della guardia autorale, che vedrà nella scaletta della serata lo zampino di Maria De Filippi, non possiamo non segnalare gli avvenimenti più eclatanti con pillole di highlights a cura del blogger Kaos.

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Uno, due, tre Stalla!

pubblicato da Malaparte

Uno, due, tre, Stalla!
Un po’ in ritardo - 21:12 -, ma mai quanto il sottoscritto, inizia la prima puntata di Uno, due, tre Stalla!. Voce fuori campo che richiama le precedenti edizioni de La fattoria e poi ledwall che si apre - ora come ora va di moda - e entra Barbara D’Urso versione noir.
Poco dopo, è la volta delle dodici ragazze, contadine o “eroine”, come le volete chiamare, che si esibiscono in uno stacchetto. Eccole qui, tutte quante: l’ex Miss Padania 2002 Francesca De Rose, Rosaria Cannavo’, Elisa Bagordo, Nancy Comelli, Alessandra Sorcinelli, Marianna e Manuela Ferrera, Andrea Lehotska, Sabrina Marinangeli, Dana Ferrara, Giulia Fogliani, Francesca D’Auria.
Alle 21:20 fa il suo ingresso il grande opinionista di questo reality: Pietro Taricone, dimagrito e ripulito. Poco dopo è la volta dei contadini: sarà lo stesso Taricone (ovvero, gli autori) a decidere la conformazione delle squadre.
Frattanto, i problemi tecnici si mostrano, enormi: tagli a dir poco imbarazzanti. Ma veniamo alla formazione della prima squadra.
Il primo contadino - contadino vero - si chiama Amedeo Azzolin ma da oggi lo conosceremo come Artemio. E’ visibilmente imbarazzato e per nulla a proprio agio: è evidente che la parte che lo riguarda è stata ripetuta almeno un paio di volte, a giudicare dai tagliacci. Taricone gli affibia Sabrina Marinangeli e Francesca D’Auria.
Serafino Il secondo contadino è Giuseppe Caso, da Firenze. Sarà, da ora in avanti, Serafino (peccato che la spiegazione del soprannome arrivi dopo la grafica… altro taglio?). Poco veritiero, ai limiti del macchiettistico, rende fin troppo evidente il tentativo di riportare in fattoria il modello delle pupe. E dei secchioni. Ma sarà facile farlo? Staremo a vedere. Nel frattempo il Martufello del lungarno si porta a casa la coppia delle gemelle meteorine Marianna e Manuela Ferrara, ovviamente inseparabili.

Ore 21:35: entra il terzo contadino, un belloccio da ripulire, zappa-munito, Mauro Buzzo che da ora in avanti conosceremo come Bastiano, perché è un bastian contrario, dice lui e dicono i suoi amici. Ma prima della formazione della terza squadra, ci prendiamo una pausa, insieme alla pubblicità. Per poi trarre un bilancio al volo.

Ore 21:43: si ricomincia al suono di “Uno, due, tre Stalla”. Come se non l’avessimo immaginato. A Bastiano viene affidata Rosaria Cannavò, che conosciamo per un fidanzamento lampo con Antonio Cassano, confermato, e per una storia con Panucci smentita. Una ragazza che ama il calcio e i bellocci - i due già si sono scambiati apprezzamenti -; le si accompagna Elisa Bagordo, che ha condotto la trasmissione 1X2 Generation su Sky Sport insieme a Marco Cattaneo dopo essere stata schedina a Quelli che il calcio… e Miss Cotonella a Miss Italia 2002.

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Uno due tre stalla, tana per Taricone: farà l'opinionista

pubblicato da Lord Lucas

taricone uno due tre stallaPietro Taricone ha fatto ciò a cui per anni aveva detto di no, meritandosi un giudizio di riguardo da telespettatori e addetti ai lavori: accettare di diventare l’opinionista di un reality. L’attuale nefandezza che lo vede cedere alle lusinghe di Uno due tre stalla! è mascherata dalla mistificatoria dizione di real show attribuita al programma.
Il Taricone più acclamato della generazione realitistica, settimana dopo settimana, giudicherà e valuterà insieme con le tre comari - tre contadine di mezza età tanto esperte quanto loquaci - il lavoro e l’apprendimento delle dodici pupe che, con sei contadini provenienti dalle campagne di ogni parte d’Italia, si disputeranno il premio finale.
Il suo ruolo di esperto (?!?) dovrebbe essere legittimato dal fatto che vive in una fattoria alle porte di Roma e conoscerebbe tutti i segreti per far riappropriare noi italiani dei piaceri della campagna.
Peccato che lo stesso trucco fosse stato usato, senza colpire nel segno, da una maldestra Alba Parietti all’apertura di Wild West, che si giovò dell’effetto guru emanato da Taricone per rivitalizzare un adventure show fallito in partenza.
In quel caso Pietro doveva insegnarci a saper trattare i cavalli e ci poteva pur stare, ora si cala nelle vesti didascaliche del Virgilio delle Georgiche…
Ci mancano solo le letture dantesche al posto di Benigni ed è proprio vero che, al giorno d’oggi, diventiamo tutti tuttologi (soprattutto per soldi).
La delusione del sottoscritto è quella di chi per anni ha apprezzato la sua scelta di non ricascarci.

Se nel Wild West ci fosse andato Taricone?

pubblicato da Lord Lucas

taricone cavalli wild westMi ha molto colpito un articolo tratto dal sito Digital Sat, che ha analizzato l’insuccesso del reality Wild West alla luce di un dibattito ad hoc affrontato in sede universitaria (dagli esiti non molto diversi, in realtà, dal bilancio a posteriori della nostra Debora). Il nocciolo della questione è pressochè il seguente: possibile che un flop clamoroso in termini di audience venga considerato dalla produzione quasi un successo? Di questo ed altro si è parlato nel corso di una lezione di “Teorie e tecniche dei mezzi di comunicazione di massa” tenuta dal prof. Marco Lombardi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in cui ci si è avvalsi della testimonianza di un membro dello staff in qualità di special guest. Ebbene, di Wild West si sono messi in luce una serie di elementi innovativi, a partire dalla dimensione itinerante che ha visto ogni diretta realizzata in un luogo diverso complicando non poco il lavoro della troupe fino alla tipologia delle selezioni, eseguite inizialmente al telefono, poi richiedendo l’invio di clip autopromozionali per passare infine a una stress interview in cui mettere alla prova le condizioni psico-fisiche dei partecipanti (in genere, si è privilegiata l’esplosività).
Nonostante, però, queste e molte altre mosse strategiche per ottimizzare il prodotto, il pubblico ha dimostrato di non apprezzare Wild West e a detta di chi vi ha lavorato ciò è avvenuto per la scarsa percezione da casa del rischio, con una conseguente assenza di brivido che ha pregiudicato la comprensione effettiva del format, assimilato più a un Grande Fratello qualsiasi che al più vicino Survivor.
Di qui, obbligatoria è stata la sospensione della lacunosa puntata serale, ma, in occasione dell’incontro accademico, si è potuto rilevare che anche nel pomeriggio c’è stata un’inversione di tendenza e di target, visto che il cambio di collocazione ha imposto l’uso di nuovi linguaggi e una revisione degli intenti originari. Per fidelizzare un pubblico basato per lo più su casalinghe e studenti, si è puntato per lo più sui rapporti umani e le dinamiche interpersonali, anzichè sulle scene di sopravvivenza e la dimensione avventuriera.

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DA CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA A TARICONE...

pubblicato da Italo Moscati

Ricordate l’inizio di “Cantando sotto la pioggia” con Gene Kelly e Donald O’Connor, forse il più bel musical della storia?
No, eccone una sintesi. Gene Kelly, vestito con un impermiabile chiaro e cappello chiaro, arriva ad una prima cinematograficaa Hollywood. Giornalisti, fans, riflettori soprattutto riflettori a grattare il cielo, polizia molta polizia per proteggere i divi (delirio: siamo alla fine del “muto” e vigilia del “sonoro”, Gene è uno di questi divi), folla folla folla…Un microfono si avvicina alla labbra di Gene che comincia a fare una sintesi della sua carriera e non nasconde sacrifici, cose ridicole, speranze e gaffes, e conclude ogni frase con la parola “dignity” ripetuta più volte, ovvero, com’è facile tradurre, “dignità”.
Questa situazione e questa parola mi sono affacciati alla memoria quando in “Wild West”, il nuovo reality di Alba Parietti, gambe accavallate però in blue jeans, è comparso Pietro Taricone, il primo campione del primo reality in Italia, “Il grande fratello”. Riflettori, riflettori, spettatori deliranti in studio, musica fragorosa invadente trionfalistica. Una cosa esagerata. Un’imitazione di quella Hollywood che non c’è più. La tv, questa tv, si sbraccia per dimostrare che nel piccolo schermo tutto è grande, molto grande, grande ben più dei muscoli del buon Pietro stretti in una camicia da cow boy. Alba, esaltata dal ruolo e dal profumo di scuderia (Pietro ha adesso una fattoria), lo intervista come se stesse parlando con Gene Kelly o Marlon Brando, Yves Montand o Marcello Mastroianni. La intervista dura a lungo, troppo, attorcigliandosi su se stessa, vuota, anche se il buon Pietro (intelligente)cerca di mantenersi all’altezza della situazione, ovvero simpatico, gradevole, complimentoso, senza dubbio troppo complimentoso.Alba sembra in estasi, innamorata, felice, gratificata, splendente (e imbarazzata sotto sotto). Fantastico. I riflettori si alzano verso il cielo e lo esplorano, ma non vanno tanto in là, il cielo è sotto il tetto dello studio.

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Pietro Taricone Scrive al TvBlog

pubblicato da Max Renn

Ci scrive e ci soprende. E’ lo sfogo sincero, che testimonia senso dell’umorismo e obiettività, di Pietro Taricone, la cui ultima apparizione è stata oggetto di un nostro post in Nuova Carne – già commentato da Gianluca Nicoletti – una riflessione che Pietro non ha frainteso, di cui ha compreso la sana ironia e il laconico struggimento.
Noi lo ringraziamo per i toni familiari e per la schiettezza. Non per nulla, Pietro si firma con affetto e rabbia, e siamo con lui quando diciamo che effettivamente non ha tutti i torti.

Salute a voi commentatori. Leggo i vostri commenti e, come al solito, ci finisco dentro… penso, soffro… cerco l’incontro. Ci terrei a darvi qualche elemento. La sera prima della trasmissione in una piacevole ed informale chiacchierata col Mentana, si era chiuso una sorta di programma della serata. E’ mia abitudine organizzare le eventuali partecipazioni televisive, non per spocchia o strategia, semplicemente perchè è darwinianamente giusto sapere cosa succederà in uno studio televisivo.

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