E’ probabilmente uno dei migliori colpacci messi a segno da Rai4, consapevole che una serie come questa difficilmente avrebbe trovato posto nella tv generalista. Stiamo parlando di “Battlestar Galactica”, sci-fi di 4 stagioni terminato in America lo scorso marzo, che da stasera sarà trasmesso sul canale del digitale terrestre Rai alle 21:10.
In realtà, quello che vedremo oggi e venerdì prossimo sarà il film tv che crea l’antefatto alle vicende della serie vera e propria. Trasmesso nel 2003, ci presenta i personaggi, le relazioni e la storia che poi verrà ampiamente svillupata nei successivi episodi, che vedremo nelle prossime settimane. Perchè “Battlestar Galactica” (remake di una serie del 1980) vive in un universo di intrecci e persone che costruiscono una mitologia che diversamente a quanto siamo abituati, si trova lontano dalla Terra.
Il nostro pianeta è infatti la tredicesima delle colonie di Kobol, composta finora da 12 pianeti tutti popolati dalla specie umana. La Terra rimane una leggenda metropolitana, che però diventa oggetto di ricerca dei protagonisti quando ricominciano, dopo 40 anni di armistizio, gli attacchi dei Cyloni, robot creati dall’uomo che si ribellano cercando di sterminare la razza umana.

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Quando si viene fuori da un’esperienza di sette anni che ti ha fatto diventare una sorta di “guru” nel mondo della serialità, è difficile trovare un’idea capace di soddisfare tutti i tuoi fan. Quindi, ti trovi davanti a due strade: o cambi totalmente genere, o butti qua e là qualche pezzo dell’universo che ti sei costruito prima per non deludere chi ti ha seguito in passato. Joss Whedon ha scelto la seconda, con “Dollhouse”, che debutta stasera alle 21:10 su Fox (canale 110 di Sky).
Dopo “Buffy” -da cui proviene “Angel”-, Whedon in realtà c’aveva già proposto una nuova serie, “Firefly”, bruscamente trasmessa da Fox e considerata un clamoroso flop (anche se il film “Serenity”, derivato dallo show tv, è già un cult della fantascienza). Rimessosi al lavoro, ecco nascere il progetto “Dollhouse”, che vede come protagonista un ex membro del Buffyverse, Eliza Dushku (gallery, era Faith).
Lei è Echo, una ragazza che decide, per sfuggire alla sua vita ed ai suoi problemi, di diventare una “active”, ovvero una persona in grado di fronteggiare ogni situazione richiesta grazie ad un piccolo stratagemma: la sua mente, così come quella degli altri active, è stata ripulita di ogni ricordo e di missione in missione viene caricata di personalità diverse, per poi subire un reset a lavoro compito. Echo e gli altri, insomma, sono come bambole nelle mani di chi vuole giocare, senza sapere di chi saranno vestiti. Fino a quando Echo inizia ad avere ricordi della sua vita passata…

Torniamo a parlare di “Dollhouse”, la serie scritta da Joss Whedon in onda prossimamente su Fox-in America-, perché si sta delineando giorno dopo giorno il suo cast, con qualche gradito ritorno di alcune vecchie conoscenze del mondo di “Buffy” ed “Angel”, di cui Whedon è stato autore.
Stra-confermata la protagonista Eliza Dushku, alias Echo, ragazza facente parte di un gruppo di persone la cui personalità viene svuotata e riempita a seconda delle missioni che devono compiere per conto terzi. Ad affiancarla come co-protagonista ci sarà Tahmoh Penikett, visto in “Battlestar Galactica” -uno dei telefilm da sempre amati da Whedon-, nel ruolo di un agente dell’ Fbi che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe avere una storia proprio con Echo.
Oltre a loro, ecco Fran Kranz (protagonista della comedy appena sospesa “Welcome to The Captain”), che sarà il genio dell’informatica Topher, anche lui di servizio nella Dollhouse; Dichen Lachman (vista nella soap “Neighbours”), nei panni di Sierra, un’amica della protagonista; Enver Gjokaj sarà Victor, altra marionetta del laboratorio per cui lavorano Dushku e soci, noto per l’alternanza tra la vivacità di quando non è in missione e la temerarietà che invece lo contraddistingue quando è in servizio.