La notizia è suggestiva: riferisce il DailyMail che in Gran Bretagna ci sono ancora 25mila famiglie che possiedono una Tv in bianco e nero e che la usano regolarmente per vedere le trasmissioni. Delle tv, diciamo così “vecchio stampo”, ce ne sono 4900 a Londra, 1200 Birmingham e 700 a Manchester più diverse altre sparse nel resto del Paese.
I dati sono stati raccolti in base al pagamento del canone. In Gran Bretagna, infatti, la tassa è diversa in base al tipo di apparecchio televisivo che si usa. Nel caso di una tv B/N si pagano 45 sterline all’anno; nel caso di quella a colori la tassa è di 145,50 sterline. Secondo Iain Baird, nipote di John Logie Baird (da molti considerato il primo inventore della televisione nel 1926) e curatore presso il National Media Museum di Bradford non si tratta di mera questione economica, quanto di accesa nostalgia verso una televisione che fu.
Spiega Mr.Baird:
A vedere una trasmissione attraverso una Tv in bianco e nero, si prova forse una sorta di nostalgia accomodante che ci riporta alla memoria i bei tempi andati. Ci tornano in mente i momenti passati con i genitori, mentre con noi guardavano un programma alla tv.
Secondo Mr. Baird, inoltre, guardare una tv in bianco e nero aiuta a essere meno passivi nella fruizione di una trasmissione. Un po’ perché i colori vanno immaginati e questo crea un distacco che consente di essere un telespettatore più cosciente e presente. Sembra che acquistare vecchie tv in bianco e nero, in GB, sia divenuto un vero e proprio hobby, un po’ come quei collezionisti di vecchie auto d’epoca, che si divertono anche a mettere in marcia i loro gioielli.
Comunque,considerato che lo switch-over è in atto anche in GB e si concluderà entro il 2012, restano da riconvertire queste vecchie glorie.
Ha detto Mr.Brait:
Noi invitiamo a non buttarle via e a procurarsi un apparecchio per vedere il digitare terrestre del tipo Freeview box che non necessita di presa SCART.
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Il 18 maggio prossimo la rivoluzione digitale toccherà anche la Lombardia. Diventa ufficiale il calendario 2010 per il passaggio alla tv digitale e contiene una novità, la stessa anticipata anche se in termini diversi da Milano Finanza nei giorni scorsi. Quello lombardo di maggio non sarà infatti uno switch-off, ma un più prudente switch-over con il passaggio delle sole RaiDue e Rete 4 al digitale. Il quotidiano economico aveva ipotizzato un rinvio della transizione al digitale dalla primavera a settembre per evitare problemi in vista delle Elezioni Regionali e dei Mondiali di Calcio, ma il rinvio è solo parziale.
Invece di uno spegnimento totale del segnale analogico avremo prima una sperimentazione con due sole reti generaliste coinvolte. Poi, ma soltanto il 15 settembre, arriverà il vero e proprio switch-off. L’operazione comprenderà l’intera Lombardia insieme al Piemonte Orientale (con le province di Novara, Vercelli, Asti, Alessandria, Biella e Verbania) e alle province emiliane di Parma e Piacenza. Contestualmente a questa decisione è stato anche fissato il calendario degli switch-off nel resto dell’Emilia-Romagna, in Friuli, in Veneto ed in Liguria.
Dopo il continua il calendario completo.

Secondo Milano Finanza sembra ormai certo il rinvio dello switch-off previsto per la prossima primavera in Lombardia e Piemonte Orientale. Questa sarebbe la decisione che domani il CNID (Comitato Nazionale Italia Digitale) dovrebbe notificare alle emittenti convocati dal viceministro con delega alle comunicazioni Paolo Romani. Troppo “rischioso” spegnere l’affidabile tv analogica in favore del più giovane Digitale Terrestre alla vigilia delle elezioni regionali e dei Mondiali di Calcio in Sud Africa.
La decisione, che è una conferma indiretta dei problemi avuti nel Lazio (sempre negati fino ad oggi), lo scorso anno. Il processo di Switch-off, nonostante un calendario preciso e pensato proprio per evitare disagi per la popolazione, non è ancora un meccanismo rodato ed evidentemente si teme che coinvolgere una regione importante e ricca come la Lombardia, ad un passo da due eventi che necessitano di un’ampia copertura come l’appuntamento elettorale e il massimo evento calcistico mondiale, possa rivelarsi un enorme autogol.
Il digitale dovrebbe dunque arrivare in quella zona, compresa la provincia emiliana di Piacenza, a settembre. In pratica, aldilà dei proclami, i primi 6 mesi del 2010 saranno senza switch-off mentre la seconda parte dell’anno dovrebbe essere un vero momento di fuoco per il sistema. In quel periodo sono infatti previsti gli spegnimenti dell’analogico anche in Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia.

Il Digitale Terrestre è sicuramente uno di quegli acquisti, o comunque uno di quei cambiamenti, con il quale tutti i consumatori italiani avranno presto o tardi a che fare. Dopo gli switch-off a Roma e nel Lazio siamo a 4 giorni dall’inizio dello spegnimento dell’analogico anche in un’altra regione importante e molto popolosa come la Campania. Tutto sommato il passaggio, fra qualche disservizio ed un po’ di confusione su antenne, segnali e persone anziane alle prese con il primo decoder della loro vita, dall’esterno non sembra aver avuto problemi “drammatici” soprattutto stando a vedere i dati auditel analizzati oggi dal nostro Share.
Potrebbe naturalmente non essere del tutto vero. Così il tema verrà comunque approfondito, immaginiamo con qualche caso concreto di disagio subito, stasera a Mi Manda Raitre. Ospite in studio Paolo Romani, Viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni del Governo Berlusconi, che verrà interrogato sul tema da Andrea Vianello.
Sarà l’occasione per far arrivare al livello più alto possibile nelle istituzioni le difficoltà che sono state registrate (pur senza sistematicità fino ad ora) in alcune zone del paese, a Roma, ma anche e soprattutto in località minori che rischiano di ritrovarsi senza segnale per via della differente tecnologia del digitale e che saranno costretti a passare al poco pubblicizzato TivùSat.

Dopo la transizione del Piemonte Occidentale anche il Lazio, o meglio la provincia di Roma e di Latina e le zone limitrofe, saranno coinvolte nello Switch-over, il passaggio di RaiDue e Rete 4 al digitale terrestre. Avanza secondo i programmi stabiliti il programma che prevede entro la fine dell’anno in corso un numero già rilevante di regioni coinvolte nello vero e proprio Switch-Off e che potranno essere definite all digital.
Per sapere se il proprio comune rientra fra quelli coinvolti nello spegnimento del segnale analogico di RaiDue e Rete4 è sufficiente collegarsi a questo sito, oppure chiamare il numero verde 800.022.000 attivato dal ministero competente. Secondo una rilevazione Makno ben 7 famiglie su 10 residenti nel Lazio sarebbero pronte al passaggio e potranno ricevere le trasmissioni in digitale “in linea di massima non si dovrà apportare alcuna modifica all’impianto di ricezione“. Il sospetto è che i maggiori problemi, già verificatisi in Piemonte, ruotino proprio attorno a questo “in linea di massima”. Il fatto che molti ignorano è che non tutti i siti di trasmissione dai quali fino ad oggi è stato diffuso il segnale analogico (e verso i quali le nostre “vecchie” antenne sono puntate) offrono al momento la ripetizione dei segnali di tutti i Mux del digitale terrestre.
Succede così, con una certa frequenza, che cittadini vedano perfettamente alcuni canali (quelli dei Mux di Mediaset Premium, ad esempio) ma si ritrovino “privi di copertura” per altri gruppi di canali (come quelli free della Rai) perché la loro antenna punta su un sito di trasmissione che non diffonde il Mux A della Rai. In quel caso non resta che attendere la copertura o attrezzarsi per far adeguare la proprio antenna. Senza voler naturalmente metterci in competizione con aziende di rilevazione statistica vogliamo porvi la stessa domanda. Voi siete pronti?
Romani, vice-ministro con delega alle comunicazioni, ieri aveva avvertito i consumatori: “attenzione ai decoder per il digitale terrestre low-cost“. Il consorzio DGTVi per la promozione del DTT a stretto giro rilascia due nuovi bollini che potranno aiutare gli utenti ad acquistare un prodotto che sia in qualche modo garantito rispetto alla qualità e al rispetto degli standard. Ai tradizionali bollini blu (per i decoder MHP, interattivi) e bianchi (per i televisori con decoder integrato) si affiancheranno quello gold, per apparati in grado di gestire l’Alta Definizione, e soprattutto quello grigio che certificherà i cosiddetti decoder zapper.
Quest’ultimo prodotto è quello destinato ad una maggiore diffusione, l’ideale per le famiglie che dovranno convertire al digitale terrestre cercando di spendere meno possibile. I decoder zapper sono in grado, naturalmente, di ricevere il segnale digitale e sono dotati di uno slot per i servizi pay di Mediaset Premium e Dahlia Tv. Non sono però “interattivi”, non dispongono cioè di un modem da collegare alla linea telefonica come i più costosi decoder MHP. Non si tratta di una mancanza essenziale, soprattutto quando l’acquisto è destinato ad essere collegato con il secondo o terzo televisore di ogni casa. Maurizio Ambrogetti, Presidente di DGTVi, lancia così questa nuova iniziativa:
Si tratta principalmente di un beneficio per il cittadino italiano che avrà, a differenza di altri Paesi europei, prodotti tecnicamente più evoluti che permettono lo sviluppo di una televisione digitale terrestre più ricca di servizi (ordinamento automatico dei canali, guida elettronica ai programmi) e di interattività. Anche con il Bollino HD confermiamo la scelta italiana di adozione del middleware MHP per sviluppare servizi aggiuntivi ed avere una televisione digitale terrestre tecnologicamente evoluta e gratuita per tutti gli utenti. Il Bollino Grigio consentirà, anche per i decoder a più basso costo, uno standard minimo di prestazioni compatibile con lo sviluppo del digitale terrestre

Paolo Romani, vice-ministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, invita i consumatori a fare attenzione: scegliere un decoder per il DTT “low-cost” può rivelarsi un problema per i cittadini che sono stati e saranno coinvolti nelle operazioni di switch-off e switch-over verso il Digitale Terrestre. Dopo Sardegna, Trentino e Piemonte Occidentale il 16 giugno sarà il turno del Lazio, così in tutto il territorio della regione Rai 2 e Rete 4 spariranno dall’analogico per diventare le prime due reti “all-digital“.
La corsa all’acquisto del decoder nasconde però delle insidie e Romani lancia un avvertimento:
Quella dei decoder è una partita importante perché parliamo di 100 milioni di pezzi nei prossimi anni, quindi va controllato con serietà il rapporto di qualità. Rischiamo di annegare in un mare di decoder di pessima qualità vista la necessità di acquistarne uno al momento del passaggio dall’analogico al digitale terrestre. E ci si può rimproverare di aver obbligato gli italiani a fare un pessimo affare. Per questo su questo punto saremo rigidissimi. All’associazione Dgtv il compito di mettere i bollini di qualità e il sito del ministero pubblicherà tutti i dati delle aziende che avranno passato l’esame.
In realtà in commercio esistono già decoder “con il bollino“, ma questo non risolve sempre i problemi di ricezione che si possono presentare al momento del passaggio. Collegare un decoder più economico, e con una sensibilità inferiore, può portare all’oscuramento di interi pacchetti di canali (magari trasmessi con una potenza non del tutto sufficiente) scatenando le proteste degli utenti. In molti casi è necessaria una revisione ed un riposizionamento dell’antenna, acquistare un decoder di qualità migliore (e prezzo più alto) in molti casi aiuta ad evitare brutte sorprese.
Tivù sat, il consorzio composto da Rai, Mediaset e La 7 che diffonderà via satellite i contenuti del Digitale Terrestre, ha scelto il suo sistema di codifica. Si tratta, contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, non dell’Irdeto, bensì dello svizzero Nagravision del Kudelski Group. Per quanto Tivù sat non proporrà via satellite offerte “pay”, bensì tutti i canali già normalmente visibili attraverso il DTT, l’adozione di una codifica si rende necessaria per criptare tutti quei programmi (principalmente sport e film) per i quali Rai e Mediaset non hanno i diritti esteri.
Tivù sat dovrebbe partire a giugno, proprio in corrispondenza con l’avvio della parte più corposa dello switch-off dall’analogico per regioni d’Italia quali la Campania e il Lazio. La data non è casuale, sarà in quel momento che con tutta probabilità molti telespettatori si troveranno da un giorno all’altro privi di copertura, con i trasmettitori del Digitale che faticheranno ad arrivare in tutti quei luoghi precedentemente serviti dal tradizionale analogico.
A quel punto l’unica alternativa sarà acquistare un apposito decoder con smart card, oltre ad una parabola orientata sul 13° Est se si tratta di famiglie che non sono state mai attrezzate a ricevere trasmissioni satellitari. Il costo delle nuove smart card Nagravision, che saranno distribuite “senza data di scadenza“, dovrebbe essere ridotto, il prezzo dovrà semplicemente coprire i costi delle stesse senza margini di guadagno per il consorzio.
Procede a grandi passi la conversione del segnale televisivo dall’analogico al DTT nel nostro paese. Quest’anno, il 2009, è un anno chiave verso il definitivo Switch-off previsto entro il 2012, data fissata dalla Comunità Europea perchè tutti i paesi membri siano adeguati al nuovo standard. Da oggi parte il primo switch-over, vale a dire il passaggio di alcuni canali (nello specifico Rete 4 e RaiDue), dall’analogico al digitale limitato alla provincia di Trento e ad alcuni comuni confinanti nelle province di Bolzano, Verona e Vicenza. Su Digital Sat è disponibile la lista completa dei comuni coinvolti.
Tecnicamente questi switch-over che coinvolgono le due reti nazionali, una per la Rai l’altra per Mediaset, anticipano di qualche mese il definitivo switch-off per le aree in oggetto. Il calendario di quest’anno prevede il passaggio di Rete 4 e RaiDue al solo digitale per il Lazio (16 Giugno), la Campania (10 Settembre) e le prime due province piemontesi di Torino e Cuneo (20 Maggio).
Nella parte finale dell’anno queste due regioni e l’area del Piemonte occidentale avranno il loro switch-off, sarà questo un momento storico che metterà duramente alla prova il consorzio per il Digitale Terrestre: a pochi mesi dall’ora X sono molte le zone di queste tre regioni ad avere una copertura non completa, il lavoro da fare è ancora molto ed il primo test in Sardegna ha avuto esiti contrastanti. Senza parlare dei telespettatori che devono mettersi l’anima in pace e dotarsi al più presto dell’apposito Decoder per ogni televisore non dotati di sintonizzatore digitale.
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