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Tutti gli articoli con tag switch-off

Digitale Terrestre: Lo Switch-Off accelera, ma c'è il rischio ricorso

pubblicato da Gabriele Capasso


Lo Switch-Off italiano accelera. Il passaggio al digitale terrestre, almeno stando al nuovo piano approvato dal CNID (composto da rappresentanti di AgCom, delle Regioni, delle associazioni di Tv locali e delle emittenti nazionali, dei produttori, distributori e consumatori) le ultime regioni del sud ancora coperte dal segnale analogico, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, dovrebbero essere digitalizzate entro il primo semestre 2012.

Il Calendario 2011/2012 dovrebbe quindi essere questo:

Secondo Semestre 2011 - Liguria, Toscana, Umbria, provincia di Viterbo, Marche, Abruzzo, Molise.

Primo semestre 2012 - Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.

La questione, però, è tutt’altro che chiusa. Il Ministero presieduto da Paolo Romani dimentica infatti di specificare che la parte del CNID che non ha condiviso il nuovo calendario è quella composta da gran parte delle emittenti locali, preoccupate dai costi dello switch-off, ma soprattutto dalla sparizione delle frequenze oggi a disposizione che “recuperate” dovrebbero essere messe all’asta per la banda larga in mobilità. Questo nuovo calendario potrebbe essere l’atto che scatenerà la reazioni dei piccoli operatori del settore, pronti ad un ricorso al TAR.

Nuovo calendario per il passaggio al digitale: il 18 Maggio "solo" switch-over in Lombardia

pubblicato da Gabriele Capasso

Il 18 maggio prossimo la rivoluzione digitale toccherà anche la Lombardia. Diventa ufficiale il calendario 2010 per il passaggio alla tv digitale e contiene una novità, la stessa anticipata anche se in termini diversi da Milano Finanza nei giorni scorsi. Quello lombardo di maggio non sarà infatti uno switch-off, ma un più prudente switch-over con il passaggio delle sole RaiDue e Rete 4 al digitale. Il quotidiano economico aveva ipotizzato un rinvio della transizione al digitale dalla primavera a settembre per evitare problemi in vista delle Elezioni Regionali e dei Mondiali di Calcio, ma il rinvio è solo parziale.

Invece di uno spegnimento totale del segnale analogico avremo prima una sperimentazione con due sole reti generaliste coinvolte. Poi, ma soltanto il 15 settembre, arriverà il vero e proprio switch-off. L’operazione comprenderà l’intera Lombardia insieme al Piemonte Orientale (con le province di Novara, Vercelli, Asti, Alessandria, Biella e Verbania) e alle province emiliane di Parma e Piacenza. Contestualmente a questa decisione è stato anche fissato il calendario degli switch-off nel resto dell’Emilia-Romagna, in Friuli, in Veneto ed in Liguria.

Dopo il continua il calendario completo.

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Lombardia: Switch-off rinviato a Settembre?

pubblicato da Gabriele Capasso


Secondo Milano Finanza sembra ormai certo il rinvio dello switch-off previsto per la prossima primavera in Lombardia e Piemonte Orientale. Questa sarebbe la decisione che domani il CNID (Comitato Nazionale Italia Digitale) dovrebbe notificare alle emittenti convocati dal viceministro con delega alle comunicazioni Paolo Romani. Troppo “rischioso” spegnere l’affidabile tv analogica in favore del più giovane Digitale Terrestre alla vigilia delle elezioni regionali e dei Mondiali di Calcio in Sud Africa.

La decisione, che è una conferma indiretta dei problemi avuti nel Lazio (sempre negati fino ad oggi), lo scorso anno. Il processo di Switch-off, nonostante un calendario preciso e pensato proprio per evitare disagi per la popolazione, non è ancora un meccanismo rodato ed evidentemente si teme che coinvolgere una regione importante e ricca come la Lombardia, ad un passo da due eventi che necessitano di un’ampia copertura come l’appuntamento elettorale e il massimo evento calcistico mondiale, possa rivelarsi un enorme autogol.

Il digitale dovrebbe dunque arrivare in quella zona, compresa la provincia emiliana di Piacenza, a settembre. In pratica, aldilà dei proclami, i primi 6 mesi del 2010 saranno senza switch-off mentre la seconda parte dell’anno dovrebbe essere un vero momento di fuoco per il sistema. In quel periodo sono infatti previsti gli spegnimenti dell’analogico anche in Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia.

A Mi Manda Raitre lo switch-off con Romani in studio

pubblicato da Gabriele Capasso


Il Digitale Terrestre è sicuramente uno di quegli acquisti, o comunque uno di quei cambiamenti, con il quale tutti i consumatori italiani avranno presto o tardi a che fare. Dopo gli switch-off a Roma e nel Lazio siamo a 4 giorni dall’inizio dello spegnimento dell’analogico anche in un’altra regione importante e molto popolosa come la Campania. Tutto sommato il passaggio, fra qualche disservizio ed un po’ di confusione su antenne, segnali e persone anziane alle prese con il primo decoder della loro vita, dall’esterno non sembra aver avuto problemi “drammatici” soprattutto stando a vedere i dati auditel analizzati oggi dal nostro Share.

Potrebbe naturalmente non essere del tutto vero. Così il tema verrà comunque approfondito, immaginiamo con qualche caso concreto di disagio subito, stasera a Mi Manda Raitre. Ospite in studio Paolo Romani, Viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni del Governo Berlusconi, che verrà interrogato sul tema da Andrea Vianello.

Sarà l’occasione per far arrivare al livello più alto possibile nelle istituzioni le difficoltà che sono state registrate (pur senza sistematicità fino ad ora) in alcune zone del paese, a Roma, ma anche e soprattutto in località minori che rischiano di ritrovarsi senza segnale per via della differente tecnologia del digitale e che saranno costretti a passare al poco pubblicizzato TivùSat.

Switch-off nel Lazio: i dati medi Auditel della prima settimana dopo il passaggio al Digitale Terrestre

pubblicato da Michele Biondi

Switch-Off Lazio
L’Italia sta progressivamente passando al Digitale Terrestre che dal 2012 sarà la piattaforma attraverso cui si potranno seguire i canali generalisti come Canale 5 o RaiUno, RaiDue o Italia 1, trasmessi oggi in analogico. Per effettuare questo passaggio, nel corso del 2009 molte regioni passeranno o sono già passate alla nuova tecnologia attraverso il cosiddetto switch-off, ossia lo spegnimento totale dell’analogico e l’accensione del digitale. Questo è avvenuto in Sardegna, usata come regione test, poi più recente in Piemonte (dove il Biscione ha organizzato per sensibilizzare la popolazione del luogo i Mediaset Days con il concerto di Amici e il Talk sul GF9), dal 16 novembre il Lazio, esclusa la provincia di Viterbo, è migrata al Dtt e tra breve anche la Campania.

Come sempre accade in questi casi, la migrazione non avviene in un giorno ma richiede un periodo di assestamento affinchè le famiglie, che non sono ancora dotate di decoder o di televisore abilitato alla ricezione, abbiano a disposizione le strutture necessarie per poter tornare a seguire la tv tradizionale. Nei giorni scorsi a questo proposito, alcuni organi di stampa web hanno diramato dei dati allarmistici per quanto riguarda la cosiddetta tv generalista che facevano supporre che il Lazio, a differenza poi di quanto avvenuto in Piemonte e nella stessa Sardegna dove la situazione si è normalizzata, avesse abbandonato completamente la tv tradizionale per passare totalmente a quella satellitare.

La realtà dei fatti è diversa. Si è trattato di un errore di valutazione in quanto, per certificare i numeri non si sono andati a prendere i valori medi (che per intenderci sono quelli che vediamo tutti i giorni nel post Auditel) bensì i contatti. Facciamo un esempio pratico: sarebbe come se per citare gli ascolti di Chi ha incastrato Peter Pan? anzichè i 7 milioni e 400mila realizzati nell’ultima puntata, andassimo a prendere lo share degli oltre 19 milioni di contatti o se per Annozero, anzichè i 4.600.000, dicessimo che è stato visto da uno share di x pari a 14 milioni). E’ evidente quindi l’errore. Ci siamo pertanto andati a informare quali fossero i dati REALI della prima settimana (dal 16 al 22 novembre) nel Lazio e abbiamo scoperto quello che vedrete dopo il salto.

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Switch off a Roma: oltre 20mila chiamate di protesta. Il Codacons chiede un rinvio dello "spegnimento"

pubblicato da Stefano Sgambati

Switch off

Cominciamo con un “personalismo”. Non si fa, non è deontologico, ma facciamolo: vivo a Roma e oggi, come tante altre famiglie della Capitale, mi sono ritrovato definitivamente e irrimediabilmente “switchato”. La Città Eterna è la prima capitale europea completamente spenta dal punto di vista analogico: ebbene, per quanto mi riguarda, i tempi di azione relativi al passaggio definitivo al digitale terrestre si sono esauriti in circa 48 secondi. Acquistato un decoder esterno da 29 euro, collegatolo al televisore tramite presa scart e alla corrente tramite normale cavo di alimentazione, non ho fatto altro che accenderlo, premere “ok” sul telecomando per avviare la ricerca automatica e vedere tutti i canali di questo mondo. Molto bene, dunque, niente di più facile: così che adesso, anche il piccolo televisore sistemato in cucina, e acquistato in tempi ormai tecnologicamente remoti, possa rimanere utile e funzionante saecula saeculorum. Amen.

Non tutto e non dovunque, tuttavia, è filato liscio. Al momento risultano essere oltre 20mila le telefonate giunte al call center del ministero dello Sviluppo economico all’apposito numero verde 800022000. Secondo quanto riferisce l’ufficio del viceministro, Paolo Romani, il 92-93 per cento delle chiamate sono collegate a richieste di aiuto per la sintonizzazione degli apparecchi televisivi, la parte restante ad altri tipi di problemi.

A questo proposito è insorto il Codacons il quale, “considerati i disagi patiti dagli utenti”, ha annunciato “la presentazione di un ricorso d’urgenza in tribunale, finalizzato a posticipare la data dello switch-off in modo tale da consentire a tutti i residenti della capitale di ottenere le giuste informazioni e trovarsi preparati al passaggio alla tv digitale e per evitare che una parte della popolazione romana resti indietro e senza possibilità di vedere la tv”. Secondo il presidente Carlo Rienzi i principali disagi riguardano soprattutto la risintonizzazione dei canali, “operazione che sembra meno facile di quanto annunciato”.

Altre segnalazioni sono arrivate al Codacons per quanto riguarda l’attività di Tivùsat, la piattaforma satellitare frutto dell’intesa di Rai e Mediaset. Sostiene l’associazione: “In teoria Tivùsat dovrebbe essere utilizzata per chi, avendo il segnale tv debole, non riesce a ricevere i canali del digitale terrestre. Peccato che le smart card siano introvabili e che il call center per avere informazioni, l’199 309 409 sia una ‘bufala mangiasoldi’. Il numero unico, infatti, costa la bellezza di 14,26 centesimi di euro al minuto. Peccato che sia impossibile mettersi in contatto con un operatore, qualunque opzione si scelga, salvo non si abbia già la smart card, quelle che appunto non si trovano. Eppure l’opzione 3, stando alla voce automatica, dovrebbe servire a chiedere assistenza”.

Staremo a vedere.
Da queste parti, come detto, e non potevo esimermi per onestà intellettuale, tutto è filato liscio come e più dell’olio.

Fra 7 giorni lo Switch-Over nel Lazio: siete pronti?

pubblicato da Gabriele Capasso


Dopo la transizione del Piemonte Occidentale anche il Lazio, o meglio la provincia di Roma e di Latina e le zone limitrofe, saranno coinvolte nello Switch-over, il passaggio di RaiDue e Rete 4 al digitale terrestre. Avanza secondo i programmi stabiliti il programma che prevede entro la fine dell’anno in corso un numero già rilevante di regioni coinvolte nello vero e proprio Switch-Off e che potranno essere definite all digital.

Per sapere se il proprio comune rientra fra quelli coinvolti nello spegnimento del segnale analogico di RaiDue e Rete4 è sufficiente collegarsi a questo sito, oppure chiamare il numero verde 800.022.000 attivato dal ministero competente. Secondo una rilevazione Makno ben 7 famiglie su 10 residenti nel Lazio sarebbero pronte al passaggio e potranno ricevere le trasmissioni in digitale “in linea di massima non si dovrà apportare alcuna modifica all’impianto di ricezione“. Il sospetto è che i maggiori problemi, già verificatisi in Piemonte, ruotino proprio attorno a questo “in linea di massima”. Il fatto che molti ignorano è che non tutti i siti di trasmissione dai quali fino ad oggi è stato diffuso il segnale analogico (e verso i quali le nostre “vecchie” antenne sono puntate) offrono al momento la ripetizione dei segnali di tutti i Mux del digitale terrestre.

Succede così, con una certa frequenza, che cittadini vedano perfettamente alcuni canali (quelli dei Mux di Mediaset Premium, ad esempio) ma si ritrovino “privi di copertura” per altri gruppi di canali (come quelli free della Rai) perché la loro antenna punta su un sito di trasmissione che non diffonde il Mux A della Rai. In quel caso non resta che attendere la copertura o attrezzarsi per far adeguare la proprio antenna. Senza voler naturalmente metterci in competizione con aziende di rilevazione statistica vogliamo porvi la stessa domanda. Voi siete pronti?


DGTVi lancia i nuovi bollini per i decoder DTT: Gold per l'Hd e Grigio per i Zapper

pubblicato da Gabriele Capasso

Romani, vice-ministro con delega alle comunicazioni, ieri aveva avvertito i consumatori: “attenzione ai decoder per il digitale terrestre low-cost“. Il consorzio DGTVi per la promozione del DTT a stretto giro rilascia due nuovi bollini che potranno aiutare gli utenti ad acquistare un prodotto che sia in qualche modo garantito rispetto alla qualità e al rispetto degli standard. Ai tradizionali bollini blu (per i decoder MHP, interattivi) e bianchi (per i televisori con decoder integrato) si affiancheranno quello gold, per apparati in grado di gestire l’Alta Definizione, e soprattutto quello grigio che certificherà i cosiddetti decoder zapper.

Quest’ultimo prodotto è quello destinato ad una maggiore diffusione, l’ideale per le famiglie che dovranno convertire al digitale terrestre cercando di spendere meno possibile. I decoder zapper sono in grado, naturalmente, di ricevere il segnale digitale e sono dotati di uno slot per i servizi pay di Mediaset Premium e Dahlia Tv. Non sono però “interattivi”, non dispongono cioè di un modem da collegare alla linea telefonica come i più costosi decoder MHP. Non si tratta di una mancanza essenziale, soprattutto quando l’acquisto è destinato ad essere collegato con il secondo o terzo televisore di ogni casa. Maurizio Ambrogetti, Presidente di DGTVi, lancia così questa nuova iniziativa:

Si tratta principalmente di un beneficio per il cittadino italiano che avrà, a differenza di altri Paesi europei, prodotti tecnicamente più evoluti che permettono lo sviluppo di una televisione digitale terrestre più ricca di servizi (ordinamento automatico dei canali, guida elettronica ai programmi) e di interattività. Anche con il Bollino HD confermiamo la scelta italiana di adozione del middleware MHP per sviluppare servizi aggiuntivi ed avere una televisione digitale terrestre tecnologicamente evoluta e gratuita per tutti gli utenti. Il Bollino Grigio consentirà, anche per i decoder a più basso costo, uno standard minimo di prestazioni compatibile con lo sviluppo del digitale terrestre

Romani lancia l'allarme: "Attenzione ai Decoder DTT Low-Cost"

pubblicato da Gabriele Capasso


Paolo Romani, vice-ministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, invita i consumatori a fare attenzione: scegliere un decoder per il DTTlow-cost” può rivelarsi un problema per i cittadini che sono stati e saranno coinvolti nelle operazioni di switch-off e switch-over verso il Digitale Terrestre. Dopo Sardegna, Trentino e Piemonte Occidentale il 16 giugno sarà il turno del Lazio, così in tutto il territorio della regione Rai 2 e Rete 4 spariranno dall’analogico per diventare le prime due reti “all-digital“.

La corsa all’acquisto del decoder nasconde però delle insidie e Romani lancia un avvertimento:

Quella dei decoder è una partita importante perché parliamo di 100 milioni di pezzi nei prossimi anni, quindi va controllato con serietà il rapporto di qualità. Rischiamo di annegare in un mare di decoder di pessima qualità vista la necessità di acquistarne uno al momento del passaggio dall’analogico al digitale terrestre. E ci si può rimproverare di aver obbligato gli italiani a fare un pessimo affare. Per questo su questo punto saremo rigidissimi. All’associazione Dgtv il compito di mettere i bollini di qualità e il sito del ministero pubblicherà tutti i dati delle aziende che avranno passato l’esame.

In realtà in commercio esistono già decoder “con il bollino“, ma questo non risolve sempre i problemi di ricezione che si possono presentare al momento del passaggio. Collegare un decoder più economico, e con una sensibilità inferiore, può portare all’oscuramento di interi pacchetti di canali (magari trasmessi con una potenza non del tutto sufficiente) scatenando le proteste degli utenti. In molti casi è necessaria una revisione ed un riposizionamento dell’antenna, acquistare un decoder di qualità migliore (e prezzo più alto) in molti casi aiuta ad evitare brutte sorprese.

Passaggio al Digitale Terrestre: prorogati gli incentivi per i decoder

pubblicato da Gabriele Capasso

Un emendamento approvato al Dl Incentivi proroga l’impegno dello Stato a sostegno di quanti sono e saranno obbligati all’acquisto di un decoder per il Digitale Terrestre. In questo modo anche quanti acquisteranno un decoder nei prossimi mesi, a causa dell’imminente switch-off in Campania, Lazio e Piemonte occidentale, potranno godere di uno sconto sull’acquisto con modalità simili a quanto già avvenuto per la Sardegna.

Nell’isola il contributo era stato pari a 50 euro per ogni cittadino in regola con il canone Rai che dimostrasse di possedere un appartamento in una delle province interessate allo spegnimento del segnale analogico. L’emendamento prevede anche la possibilità di un rimborso totale per anziani e fasce di reddito più basse, ma tutto rimane ancora sospeso in attesa delle circolari attuative del Ministero per le Comunicazioni che dovrà preventivamente accordarsi con le singole regioni.

Le risorse per l’incentivo sono da individuare in un 20% “delle maggiori entrate derivanti dall’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radio o risorse di numerazione“, una cifra al momento non determinata e che necessiterà molto probabilmente di un rifinanziamento quando nel passaggio al digitale saranno coinvolte aree molto densamente popolate come quelle delle città di Roma, Napoli e Torino. Quando disponibili, i dettagli per accedere all’incentivo verranno pubblicati sull’apposito sito del ministero.

Codacons show: "Siano i cittadini a scegliere il Presidente Rai col televoto". E Carlo Rienzi si 'candida'

pubblicato da Stefano Sgambati

Il Codacons contro la Rai

In un’Italia che crolla a pezzi, il problema principale sembra essere diventato quello legato al televoto. Le ultime polemiche legate al Festival di Sanremo e a Ballando con le stelle, per esempio, hanno riportato alla ribalta i signori del Codacons che oggi, in seguito alle vicende non proprio chiarissime legate alla nomina del nuovo Presidente della Rai, hanno fatto circolare una provocatoria proposta: ricorrere al televoto per scegliere tale prestigioso ed importante incarico istituzionale:

“E’ bene siano gli utenti della Rai, che finanziano l’azienda attraverso il canone, a scegliere il nuovo Presidente della rete di Stato. I partiti potrebbero proporre i propri candidati, e a scegliere sarebbero i telespettatori, cioè coloro che di fatto fruiscono del servizio pubblico televisivo, attraverso un apposito televoto, strumento che oramai viene utilizzato in qualsiasi contesto. Questo sarebbe un sistema veramente democratico e permetterebbe direttamente ai cittadini di scegliere chi mandare alla guida della Rai”.

Serve ricordare, a questo punto, che lo stesso Codacons, all’indomani della rinuncia di De Bortoli, aveva provocatoriamente proposto il proprio presidente, Carlo Rienzi, come nuovo direttore della tv di Stato. Di seguito il programma promulgato dallo stesso Rienzi:

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Tivù sat sceglie Nagravision: 2 milioni gli "sfortunati" che dovranno pagare per guardare la tv?

pubblicato da Gabriele Capasso

Tivù sat, il consorzio composto da Rai, Mediaset e La 7 che diffonderà via satellite i contenuti del Digitale Terrestre, ha scelto il suo sistema di codifica. Si tratta, contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, non dell’Irdeto, bensì dello svizzero Nagravision del Kudelski Group. Per quanto Tivù sat non proporrà via satellite offerte “pay”, bensì tutti i canali già normalmente visibili attraverso il DTT, l’adozione di una codifica si rende necessaria per criptare tutti quei programmi (principalmente sport e film) per i quali Rai e Mediaset non hanno i diritti esteri.

Tivù sat dovrebbe partire a giugno, proprio in corrispondenza con l’avvio della parte più corposa dello switch-off dall’analogico per regioni d’Italia quali la Campania e il Lazio. La data non è casuale, sarà in quel momento che con tutta probabilità molti telespettatori si troveranno da un giorno all’altro privi di copertura, con i trasmettitori del Digitale che faticheranno ad arrivare in tutti quei luoghi precedentemente serviti dal tradizionale analogico.

A quel punto l’unica alternativa sarà acquistare un apposito decoder con smart card, oltre ad una parabola orientata sul 13° Est se si tratta di famiglie che non sono state mai attrezzate a ricevere trasmissioni satellitari. Il costo delle nuove smart card Nagravision, che saranno distribuite “senza data di scadenza“, dovrebbe essere ridotto, il prezzo dovrà semplicemente coprire i costi delle stesse senza margini di guadagno per il consorzio.

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Da oggi Rai 2 e Rete 4 sono in Digitale Terrestre in Trentino

pubblicato da Gabriele Capasso

Procede a grandi passi la conversione del segnale televisivo dall’analogico al DTT nel nostro paese. Quest’anno, il 2009, è un anno chiave verso il definitivo Switch-off previsto entro il 2012, data fissata dalla Comunità Europea perchè tutti i paesi membri siano adeguati al nuovo standard. Da oggi parte il primo switch-over, vale a dire il passaggio di alcuni canali (nello specifico Rete 4 e RaiDue), dall’analogico al digitale limitato alla provincia di Trento e ad alcuni comuni confinanti nelle province di Bolzano, Verona e Vicenza. Su Digital Sat è disponibile la lista completa dei comuni coinvolti.

Tecnicamente questi switch-over che coinvolgono le due reti nazionali, una per la Rai l’altra per Mediaset, anticipano di qualche mese il definitivo switch-off per le aree in oggetto. Il calendario di quest’anno prevede il passaggio di Rete 4 e RaiDue al solo digitale per il Lazio (16 Giugno), la Campania (10 Settembre) e le prime due province piemontesi di Torino e Cuneo (20 Maggio).

Nella parte finale dell’anno queste due regioni e l’area del Piemonte occidentale avranno il loro switch-off, sarà questo un momento storico che metterà duramente alla prova il consorzio per il Digitale Terrestre: a pochi mesi dall’ora X sono molte le zone di queste tre regioni ad avere una copertura non completa, il lavoro da fare è ancora molto ed il primo test in Sardegna ha avuto esiti contrastanti. Senza parlare dei telespettatori che devono mettersi l’anima in pace e dotarsi al più presto dell’apposito Decoder per ogni televisore non dotati di sintonizzatore digitale.

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La Digital Transition porta gli spettatori su cavo e/o satellite: stesso effetto anche in Italia?

pubblicato da corbetz

TvBlog Awards 2009


cable tv transition digitalIl 17 febbraio 2009 si avvicina, ma lo swith-off negli Stati Uniti (o come la chiamano qui, la digital transition) si allontana. La data fissata un paio di anni fa (sempre rimandata, dal 2003) e che avrebbe dovuto segnare il passaggio delle trasmissioni televisive dall’analogico al digitale in tutto il paese resta tale, ma proprio la scorsa settimana il Congresso ha emesso un decreto che consente ai broadcaster di proseguire con l’analogico almeno fino al 12 giugno 2009, posticipando di fatto la scadenza.

Come abbiamo gia’ avuto modo di vedere, sebbene la campagna di informazione sia stata massiccia e ben organizzata e il governo abbia stanziato coupon da 40$ per l’acquisto di un decoder esterno (non interattivo) per la ricezione dei canali aggiuntivi, Nielsen Media stimava che potessero essere circa 9 milioni le famiglie che dopo il 17 febbraio 2009 rischiavano di restare, televisivamente parlando, al buio.

Tali preoccupazioni, unite al fatto che molti non hanno ancora ricevuto il coupon (e quindi non si sono ancora dotati di decoder) e che il mercato pubblicitario non si trovi in una fase particolarmente florida (circa il 10/15% degli investitori televisivi ha esercitato il diritto di recesso per il secondo quarter del 2009), ha fatto ritenere al Congresso un’ottima idea quella di ritardare il termine e usare un po’ di prudenza. Per non parlare di altre esternalita’ di questa transizione: moltissimi spettatori infatti stanno passando alla tv via cavo, ai servizi di noleggio video o addirittura abbandonano la tv.

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L'eco del passaggio di Fiorello a Sky arriva fino negli Stati Uniti

pubblicato da corbetz

TvBlog Awards 2009


berlusconi murdochEbbene si, su Variety Weekly di questa settimana si torna a parlare della tv italiana. I giornalisti Nick Vivarelli e Michael Day colgono l’occasione del passaggio di Fiorello a Sky per parlare nuovamente di quanto sia accesa la sfida tra i due “Media moguls” Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch. E si sa, gli americani adorano le “sfide”.

Di seguito una veloce traduzione del pezzo e, dopo il salto, l’articolo originale integrale. Noterete come vi sono numerose imprecisioni (nell’originale) come ad esempio l’assunto che Fiorello apparteneva a Mediaset. Il punto e’ che gli Stati Uniti (e buona parte del mondo) penseranno che sia cosi’!

Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi stanno iniziando a giocare duro nel mercato televisivo italiano, in rapida evoluzione. Se un tempo si scambiavano cortesie reciproche, la battaglia per il controllo nell’era digitale e’ aperta. Sembra che Murdoch stia tentando di entrare in Telecom Italia per portare i canali di Sky sulla veloce IPTV. Murdoch ha gia’ effettuato la stessa operazione nel Regno Unito con Blightly, portando BskyB ad essere un brillante fornitore di contenuti dell’IPTV.

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