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Susan Boyle è stressata: la 48enne minaccia di ritirarsi da "Britain's Got Talent", poi ci ripensa. Intanto anche la Cina scopre il suo brutto anatroccolo dalle uova d'oro

pubblicato da Stefano Sgambati

Susan BoyleNon saranno ancora stalle ma l’impressione è che il luccichio delle stelle intorno alla corona di Susan Boyle già cominci a deteriorarsi. La cantante stagionata scozzese, rivelazione di Britain’s Got Talent, bruttarella e anonima quanto basta per salire alla ribalta buonista del grande pubblico, sempre prontissimo ad accogliere a braccia aperta i reietti e i diversi, salvo poi ghettizzarli nella “Vita Reale”, ha dato segni di cedimento. Dopo l’ultima performance non eccezionale secondo la giurata Amanda Holden, la 48enne ha minacciato di lasciare il programma in vista della finale dello show, prevista tra pochissime ore.

Così un altro dei giurati dello show, Piers Morgan:

“Ha pianto ripetutamente. E ieri stava addirittura preparando i bagagli”.

Un momento duro che potrebbe essere mitigato solo dalla vittoria finale dello show. Di certo per un personaggio, i cui video su YouTube rischiano di diventare i più visti della storia di Internet, è anche lecito aspettarsi qualche momento critico di defaillance. E’ stato comunque lo stesso sito ufficiale del programma a confermare la presenza della donna nell’ultima puntata, in onda dagli studi britannici domani sabato 30 maggio.

Nel frattempo, anche la Cina sembra aver scoperto la sua Susan Boyle, solo con trent’anni di più. Si tratta della signora Wu Baiwei, insegnante in pensione di 79 anni che, imbattutasi in una fila di giovani ragazze in attesa di essere provinate per la trasmissione “Super Girl” - qualcosa di simile ai nostri talent show canori -, si è incuriosita e ha domandato se le sarebbe stato possibile partecipare a propria volta, considerata l’età. Non trovando ostacoli di sorta ha fatto la normale trafila: sul palcoscenico, davanti ai giurati, Wu Baiwei si è esibita in una riproposizione di una famosa canzone patriottica degli anni Trenta. Il quotidiano “China Daily” ha riferito dell’incanto assoluto del pubblico e dei giudici: la donna è ora tra i 50 finalisti dello show e si appresta a diventare, anche lei, un autentico fenomeno mediatico, almeno in loco.

Questa la sua risposta quando le è stato domandato di spiegare il segreto di tanta vitalità:

“Bisogna mangiare quando si ha fame, cantare quando si ha voglia di cantare e scherzare quando si ha voglia di scherzare”.

La tipica saggezza orientale.

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Secondo il giurato Amanda Holden, Susan Boyle non è destinata a durare

pubblicato da Giovanni De Stefano

Per Susan Boyle era arrivato il momento della seconda performance a Britain’s Got Talent. Quella dopo il nuovo look: nuova acconciatura, nuovo trucco, nuove ambizioni e nuova canzone: “Memory” da “Cats” (un musical anche questa volta).

Ora, Amanda Holden (si, proprio lei, il biondo giurato che finì in lacrime dopo la prima apparizione di Susan, con “I dreamed a dream” dai Miserabili), “giura” che la Boyle potrebbe essere stata anche un fenomeno immediato sul web, ma che sulla lunga distanza (anche solo ai fini delle fasi più avanzate dello show) potrebbe non durare.

Amanda Holden, classe ‘71, tutto sommato, è un’attrice nota solo per due cose: una serie televisiva (Wild at Heart) e per fare il giurato in Britain’s Got Talent (ok, ha ricevuto anche una nomination al premio Lawrence Olivier, come migliore interprete femminile in un musical britannico). Può permettersi di andare contro il giudizio di milioni di telespettatori?

“[Susan] sarà anche una superstar istantanea e internazionale, ma penso che non godrà di longevità. Potrebbe sfondare o finirla qui. […] La prima performance la mise su un piedistallo, ma è ancora tutto da vedere. L’abbiamo costruita noi, e il pubblico potrebbe dire che ha fatto il passo più lungo della gamba, che è diventata arrogante. Non lo è, ma neanche a noi piace il troppo successo. E’ un peccato, secondo me”.

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Editoriale - Dai reality al 25 aprile, la piatta bidimensionalità televisiva

pubblicato da Malaparte


C’è stato il 25 aprile, ci sarà il 1° maggio. Due giornate che dovrebbero significare qualcosa per l’Italia, e che, come sempre accade, si riducono a eventi - anche televisivi, ci mancherebbe altro. Il 1° maggio, poi, ci sarà Vasco, pensate un po’ - svuotati dei loro significati più profondi.

Forse è una prerogativa della televisione, quella di svuotare gli eventi dei loro significati più profondi e ridurre tutto a un appiattimento bidimensionale condito da belle parole. O forse è una prerogativa della televisione italiana, così poco avvezza, da un po’ di tempo a questa parte, a riuscire a raccontare storie emozionanti.

Ci pensavo, guardando le immagini di questo 25 aprile ma anche ragionando, più banalmente, da un punto di vista più pop, ripensando ai reality che si sono conclusi, e ai loro omologhi esteri. Pensate a Susan Boyle, per esempio. Pensate a com’è costruita, in maniera perfetta, la narrazione di Britain’s got Talent - che racconta quasi cinematograficamente la favola di Susan: la derisione, fatta di piani d’ascolto, lo stupore, il successo. Se lo riguardate, il video, è emozionante, dico sul serio.

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Susan Boyle - La quintessenza del talent show

pubblicato da Malaparte

Susan Boyle

Susan Boyle. Questo il nome della casalinga quarantasettenne che vedete qui sopra. Viene da West Lothian, vicino a Edimburgo, e a giudicare dall’apparenza non è propriamente telegenica. Requisito, questo, che parrebbe fondamentale per partecipare a un programma televisivo. Ma il punto è che Susan non ha provato a partecipare a un programma qualsiasi. No. Susan ha provato a partecipare a un talent show.

Un talent show che si chiama Britain’s got Talent. Alla caccia di talenti, come vorrebbe il genere. Talenti veri, talenti che non hanno avuto grosse possibilità di esprimersi e che cercano consacrazione in televisione. Ecco, questa è Susan Boyle. In giro per il mondo si commenta il suo modo di vestire, il suo aspetto poco attraente, la sua scarsa attitudine a stare sul palco. Un anatroccolo, per usare metafore favolistiche. Un anatroccolo particolarmente brutto che quando canta si trasforma in cigno.

Oh, sì, certo, la storiella sembrerà fin troppo facile e edificante. Ma guardatelo, il video della performance di Susan - purtroppo, ogni embed è proibito, per quanto riguarda Britain’s got Talent - e poi tornate qui a parlarne, di cosa significhi veramente partecipare a un talent show.

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