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Festival di Sanremo 2010: per Clinton è ormai fatta. Attesa per Jennifer Lopez

pubblicato da Stefano Sgambati

Festival di Sanremo 2010: per Clinton è ormai fatta. Attesa per Jennifer LopezFacciamo il punto su Sanremo: si parte il 16 febbraio su RaiUno. Questa sembra essere l’unica cosa certa, insieme alla conduttrice Antonella Clerici. I cantanti in gara, per il momento e per scaramanzia, non li diamo per confermati, visti gli ultimi accadimenti inquietanti. Gli ospiti, i superospiti, i giurati, gli scenografi, gli uscieri e gli entrieri: lasciamo perdere. Aspettiamo, manca poco. Possiamo resistere. Il punto è cercare di capire se tutto questo teatrino itinerante sia realmente frutto del caso o un furbesco grimaldello per sollevare un meccanismo che rischia di non innescarsi mai.

Urge nome altisonante. E’ notizia di oggi che quello di Bill Clinton sembra finalmente sbarcato nell’elenco dei sicuri. L’ex presidente degli Stati Uniti sarà sul palco dell’Ariston, probabilmente con il suo sax ad allietare la platea in frac del teatro sanremese. L’ormai celeberrima puntata di Domenica In con il direttore artistco Gianmarco Mazzi che ha confermato e smentito un po’ tutte le voci rincorse in questi ultimi giorni non ha contribuito a fare chiarezza più di tanto: “Trattativa avanzata”, aveva detto il dirigente. La realtà che traspare dai corridoi è che la presenza del folcloristico uomo politico è sicura e contribuirà certamente ad aumentare ancora di più questa attesa aurea che stanno ottimamente creando intorno alla kermesse canora più famosa. Non solo: Clinton è inviato speciale dell’Onu ad Haiti, con l’incarico di coordinare gli aiuti internazionali nel dopo terremoto. Di sicuro si parlerà anche di questo.

Ma facciamo ancora un po’ d’ordine.

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Festival di Sanremo 2010: tra gli ospiti confermati in conferenza stampa anche Antonio Cassano

pubblicato da Stefano Sgambati

Festival di Sanremo 2010: tra gli ospiti confermati in conferenza stampa anche Antonio CassanoConsiderato che a pallone non lo fanno più giocare, Antonio Cassano si dà alla televisione, precisamente al Festival di Sanremo, edizione numero Sessanta, dove sarà ospite nonché mina assolutamente vagante. Il giochino degli ospiti è quest’anno, con la conduzione potenzialmente fragile di Antonella Clerici, ancora più gustoso di quello relativo a cantanti e canzoni: mentre nella conferenza stampa mattutina di Gianmarco Mazzi, direttore artistico, si è fatto capire che ancora c’è poco di certo riguardo alla partecipazione di Lady Gaga, di sicuro è stato confermato l’intervento di Susan Boyle, il celeberrimo brutto anatroccolo di Britain’s Got Talent. Sempre durante la prima serata vedremo, per l’appunto, anche il calciatore della Sampdoria e una comparsata di Paolo Bonolis, forse per buon augurio, visto il successo dell’edizione passata. Di Rania di Giordania e della Cuccarini abbiamo già detto: ricordiamo anche la presenza di Robbie Williams, Raoul Bova e Michelle Rodriguez, mitica attrice di Avatar e, soprattutto, di Lost. Christian De Sica, il dj Bob Sinclair, Elisa che canterà Sergio Endrigo con “Canzone per te”, e i Tokio Hotel sono stati tutti confermati. Non sono stati resi i nomi dei cantanti con cui duetteranno i cantanti nella puntata del venerdì. Sabato, insieme a Maurizio Costanzo, verrà ricordato Michael Jackson grazie alla presenza di cinque ballerini che lo avrebbero accompagnato nel suo spettacolo “This is it” se la drammatica morte dell’artista non fosse intervenuta. Non confermata da Mazzi la notizia che vorrebbe Noemi Letizia sul palco.

Susan Boyle, la bellezza e il botulino: se il brutto anatroccolo diventa cigno

pubblicato da Stefano Sgambati

Dice Susan Boyle che da quando ha scoperto il botulino e l’estetica, tutto è diventato più bello. Uno dei più grandi fenomeni popolari di questo secolo, la cantante bruttina lanciata dal talent show Britain’s Got Talent, ha rilasciato un’intervista a Grazia, in edicola domani, in cui afferma di sentirsi meglio adesso che la bellezza è un fattore su cui poter fare affidamento:

“Ho una nuova acconciatura e ho scoperto il botox. E sono anche dimagrita. Per la mia autostima è stato molto importante. Non ho mai potuto comprarmi scarpe e vestiti belli o andare dal parrucchiere”.

Reggerà l’archetipo-Susan-Boyle alla necessarietà di piacere anche a quei grandi ingannatori che sono gli occhi della gente? La cantante è diventata famosissima soprattutto per l’inedito accostamento di un’estetica non proprio formidabile all’ugola più prodigiosa degli ultimi anni. La domanda è: fosse stata bella, Susan Boyle, avrebbe trovato ugualmente tante porte spalancate? Ci fossimo trovati innanzi all’ennesima, stantìa, insopportabile “Mariah Carey”, l’avremmo tanto bene accettata nelle nostre case? Un’artista, dotatissima tecnicamente, per carità, ma del tutto senz’anima, come Susan Boyle, incapace totalmente, dal punto di vista autoriale (il suo album da record è un concentrato di amorosi cover-polpettoni vecchi cinquant’anni), avesse avuto la mancanza di originalità di essere anche una Bella Donna, ecco, in tal caso, le avremmo voluto bene lo stesso? E’ un rischio, questo di Susan Boyle: il suo avvicinamento al topos classico del personaggio televisivo medio (bello + bravo) rischia di rivelarsi un’affilatissima lama. Susan Boyle vince perché è brutta. Susan Boyle vince perché è povera, malvoluta da tutti, goffa e ai limiti dell’incapacità di intendere e volere. Susan Boyle ci piace perché incarna il sogno sempre sussurrato che il successo sia una carezza che tutti, proprio tutti, ci possiamo meritare. Susan Boyle ha intorpidito il mondo perché è l’anti Barack Obama, è l’anti Tom Cruise, è l’anti Angelina Jolie: sa fare benissimo una cosa, cioè cantare, ma niente nel suo aspetto avrebbe potuto lasciarlo intendere. Susan Boyle ha vinto perché ha avuto l’ardire di presentarsi su un palcoscenico senza i convenuti biglietti da visita dello show business: niente sbiancamento dentario, niente liposuzione, niente piastra per i capelli, niente falso in bilancio, niente plastica, niente cocaina, niente maledettismo, se non quello, ben più organico e riconoscibile, dato dall’essere una casalinga sfigata senza arte né parte. Susan Boyle ci ha sempre dato l’idea di essere soprattutto una signora per bene con un’unghia rotta.

Adesso che Susan Boyle ha dismesso per sempre gli occhialetti da Clark Kent e se ne va in giro platealmente vestita da Superman, senza nemmeno più prendersi la briga di nascondere la sua vera identità, ci faremo ancora venire la fregola di farci salvare da lei? Il fatto di essere soprattutto un personaggio televisivo può costituire la fine di un talento?

Il fenomeno dei talent show Susan Boyle corteggiata da Lady GaGa: "Duettare con lei? Mi piacerebbe..."

pubblicato da Stefano Sgambati

Il fenomeno dei talent show Susan Boyle corteggiata da Lady GaGa: "Duettare con lei? Mi piacerebbe..."

Senti senti: un duetto Lady GaGa-Susan Boyle. Il sacro e il profano, anche se risulta difficilissimo intuire dove sia il primo e dove agisca il secondo. Ad ogni modo la poliedrica artista del momento e il fenomeno della scorsa edizione di Britain’s Got Talent potrebbero lavorare insieme, soprattutto considerando che la Fenomenale Bruttina Stagionata è in cima a tutte le classifiche di vendita, con record assoluti che resteranno evidentemente imbattuti per circa novecento anni. Queste le parole di Lady GaGa:

“Susan Boyle la adoro. Per me la donna dell’anno è lei. Nel solo 2009 è riuscita ad ottenere quello che altri ci mettono una vita ad avere. Ad aprile nessuno la conosceva, e adesso ha ottenuto posizioni in classifica più alte di tantissimi altri artisti di chiara fama. I nostri stili sono certamente differenti: non so se potremmo mai lavorare insieme, ma mai dire mai: sarebbe fantastico poter fare qualcosa con una persona come lei”.

Il paradosso vuole che sia la Boyle, oggi come oggi, a potersi permettere il lusso di decidere se accettare o meno. Certo è che la situazione assurda, partorita dal ventre caldo di un talent show e schizzata via per il mondo fino a raggiungere vette impensabili, è la cifra assoluta di quello che è riuscita a diventare la televisione di consumo nell’ultimo decennio, uno strumento incredibile capace di trasformare signori nessuno e brutti anatroccoli in fenomeno di costume popolare destinati a durare.

Italia's got talent - Gli italiani hanno talento? TvBlog su Variety.com

pubblicato da Malaparte

Carmen Masola

Ci pregiamo di aver ricevuto una citazione da Variety.com: già, TvBlog finisce anche all’estero. Peraltro, la questione che solleva l’articolo a firma Nick Vivarelli è interessante. E pensate, prende le mosse dal commento di un nostro lettore (Marco_asd21) che vale la pena di riportare:

Premesso che mi spiace per la situazione personale della concorrente Carmen, la differenza sostanziale fra Susan Boyle e Carmen è che la prima è intonata la seconda ha preso qualche nota ogni tanto, da qui a chiamarla la Susan Boyle italiana passano gli oceani sotto i ponti, neanche i fiumi, e sinceramente non mi capacito di tutti colori che inneggiano alla diva ed al miracolo canoro, non si tratta di orecchio esperto o musicale o meno, si tratta proprio di piattezza, numerosi errori di intonazione, per non parlare poi del fatto che la scenetta fra giuria e cantante è stata la medesima di quella accaduta con Susan Boyle.. e non dobbiamo pensar male?

E all’estero, pur rilevando il grande successo di Italia’s Got Talent e di Carmen Masola su YouTube, rilevano che in effetti il dubbio c’è. E posso anche condividere, pur avendo parlato molto bene della versione nostrana del programma.

Non mi trovo d’accordo, invece, con Aldo Grasso (pare che non ci si pigli proprio), che sostiene che il format sia stato meccanicamente adattato all’Italia. Chiaro. E’ un format pressoché blindato, cosa si sarebbe dovuto fare?

Susan Boyle spopola su Youtube - Toccherà anche a Carmen Masola di Italia's got talent?

pubblicato da Malaparte

Susan Boyle è la più vista su Youtube. La cantante che ha letteralmente incantato e meravigliato giuria e pubblico di Britain’s Got Talent, precede nella classifica dei video più cliccati sul popolarissimo sistema di condivisione di filmati, contenuti più classici della rete e meno mainstream.

Il che dovrebbe essere una bella notizia per tutti i sostenitori del programma, anche nella sua versione italiana. In un certo senso, anche Italia’s Got Talent ha la sua Susan Boyle: è Carmen Masola (il video dell’esibizione dopo il salto), che oltre a stupire con la sua performance ha anche commosso Gerry Scotti (e il pubblico) con la sua storia personale.

Toccherà anche a lei, limitatamente al panorama nostrano, ovvio, ripetere l’exploit di Susan Boyle? Staremo a vedere. Di certo, se qualche volta dalla televisione escono dei veri talenti universali, la cosa non può essere dannosa.

Susan Boyle

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Carmen Masola a Italia’s Got Talent

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Maleducazione televisiva, Paul Henry presentatore Tv neozelandese dice:"Susan Boyle è ritardata"

pubblicato da Marina

Susan Boyle offesa dal presentatore della tv neozelandese TVNZ La scorrettezza è uno degli sport più praticati, sotto tutte le latitudini. Esempio è la rassegna stampa di Paul Henry (una sorta di nostro Gianni Ippoliti) noto presentatore della tv neozelandese TVNZ che pensando di essere spiritoso si fa beffe di Susan Boyle, definendola non solo handicappata ma ritardata (il video delle sue dichiarazioni dopo il salto). Paul Henry conduce Breakfast News, il contenitore del mattino molto seguito, con Pippa Wetzel dal lunedì al venerdì, dalle 6 alle 9 e accompagna i neozelandesi durante il loro inizio di giornata con rubriche e aggiornamenti in tempo reale.

Pippa Wetzel che lo segue in questo incredibile momento di maleducazione televisiva, cerca di fermarlo dicendogli che non è divertente quello che lui sta dicendo. Ma Paul Henry non soddisfatto apre una rivista e mostra la foto della Boyle e affonda ancora di più:

Potete notarlo, se osservate attentamente le immagini

e scoppia a ridere. Le telefonate di protesta dei telespettatori non si sono fatte attendere così come le richieste di dimissioni. Ma lui, l’immarcescibile Paul Henry ha risposto che non intende dimettersi e neanche scusarsi né con i telespettatori né con Susan Boyle, perché non capisce in che modo l’avrebbe offesa.

Intanto Susan Boyle, che incantò pubblico e giuria nella scorsa edizione di Britain’s got talent, sebbene non abbia vinto il talent show, si è presa la sua rivincita su tutto e tutti e ha già venduto oltre 400mila copie di I dreeamed a dream il suo primo cd.

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Regno Unito, la prossima star di XFactor sarà Scott James affetto da sindrome di Asperger?

pubblicato da Marina

Scott James, affetto da sindrome di asperger, prossima stella di xfactor? Dopo la talentuosa Susan Boyle emersa al Britains got talent 2009, a XFactor U.K. arriva Scott James, un 21enne dalla voce bellissima (le sue performance sulla pagina myspace), ma affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo. Ciò vuol dire che Scott James ha difficoltà ad interagire con gli altri, a cogliere l’ironia o a “leggere tra le righe”.

Il ragazzo ha subito avvisato Simon Cowell, Dannii Minogue e Cheryl Cole il gruppo di giudici, della sua condizione ma ha anche spiegato che grazie alla musica e alle lezioni di canto, che segue da sette anni, è riuscito a migliorare il suo rapporto con gli altri e ad acquisire fiducia grazie alle sollecitazioni del suoi maestri . Ecco, dunque la sua decisione a partecipare al casting con l’aiuto della tenace mamma.

Dannii Minogue racconterà sabato prossimo la storia di Scott James in un intervista che sarà pubblicata in esclusiva da The Independent magazine. Intanto dall’anticpazione si scopre che la mamma ha dichiarato che:

Il pubblico è andato in visibilio dopo la sua performance e Simon mi ha chiamato sul palco per parlare con me di Scott e del suo modo di cantare, dopo è venuto personalmente nel back-stage e ci ha detto che Scott era fantastico.

E così Scott nonostante la sua sindrome è entrato nel Boot Camp, una fase che prevede 50 concorrenti e il soggiorno lontano da casa per due settimane. Scott ha vinto su tutti e dal mese prossimo prossimo sarà uno dei protagonisti del nuovo X Factor inglese.

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Susan Boyle per Ugly Betty?

pubblicato da Malaparte

Susan Boyle

Susan Boyle è decisamente uno dei fenomeni televisivi dell’anno, anche se in Italia la sua storia è arrivata solo di riflesso, attraverso il web.

Prima ha incantato il mondo con una straordinaria esecuzione live di I dreamed a dream. Esecuzione che l’ha lanciata di diritto nel magico mondo del talent Britain’s got Talent. Talent show che l’ha vista vincitrice morale, come si dice degli sconfitti illustri: arriva seconda, la Boyle, e finisce all’ospedale per stress da talent show. Poi, ovviamente e fortunatamente, ne esce.

E ora, com’è naturale, fioccano le offerte di lavoro. Secondo The Sun - che ha abbondatemente cavalcato la storia del brutto anatroccolo Susan -, l’ex casalinga sarebbe già stata contattata da tempo dai produttori di Ugly Betty, che in Italia è ricominciata ieri sera con la parte conclusiva della terza stagione su Fox Life. La bruttina più famosa del mondo ospiterebbe la Boyle per un cameo: un incontro fra personaggi non proprio esteticamente gradevoli a vedersi, insomma, che farebbe sicuramente il botto, crossover naturale fra un reality e una fiction e forse naturale frontiera dell’entertainment. La Boyle, ovviamente, reciterebbe nei panni di se stessa.

L’addetto stampa della cantante, però, smussa gli angoli di queste voci con una dichiarazione perentoria: Susan has many offers on the table. At the moment she is looking forward to recording her album. Come a dire, prima viene il canto - il suo vero talento, per una volta esaltato da un talent show. Poi, per il resto ci sarà tempo. Riuscirà, Susan, a non farsi fagocitare dal mondo della tv? Lo scopriremo presto, questo è certo.

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Susan Boyle è uscita dalla clinica. Il fratello: "E' tornata se stessa". E adesso i primi impegni: tour e Barack Obama

pubblicato da Stefano Sgambati

Susan BoyleSusan Boyle si è alzata e ha camminato. Come Lazzaro, con le stimmate della notorietà assoluta in luogo delle bende. Qualunque cosa l’abbia condotta su quel letto d’ospedale, ora s’è ritirata, lasciando spazio solo al futuro, agli affetti e agli imminenti impegni. Perché la Boyle, il brutto anatroccolo di Britain’s Got Talent da 200 milioni di visualizzazioni su YouTube, cantante era e cantanta è rimasta. Pronta a dare il meglio di sé e a dimostrare che sì, c’è vita oltre il talent show.

Il fratello Gerry ha dichiarato a GMtv:

“Sembra essere tornata se stessa. Credo che le cose stiano diventando chiare adesso e che sia molto più felice. Si è resa conto che il suo sogno è diventato realtà ed ora davvero diventerà una cantante”.

Gaudeamus. La bruttina stagionata, idolo dell’ipocrisia di piazza - quella stessa piazza che eleva a Miti Mediatici Assoluti i brutti, gli storpi, i diversi, i colorati, i ciechi, i paralitici, salvo poi ghettizzarli nella Vita Reale - vivrà e lo farà dietro a un microfono. “E’ scesa da una Mercedes grigio metallizzato proprio di fronte a una boutique di Radlett -ha raccontato un passante -. Indossava un vestito a fiori e aveva un ottimo aspetto. Sorrideva e ci salutava come una regina”. Ci siamo: il processo consueto, dopo qualche flebo, un po’ di onesta preoccupazione, e un paio di tranquillanti, è iniziato. Dove la porterà, solo il futuro lo potrà dire ma, nel frattempo, già qualche certezza c’è, miei prodi.

La Boyle parteciperà molto probabilmente al tour dei concorrenti del programma, al via il 12 giugno a Birmingham. Voci di corridoio sussurrano di un interessamento metafisico di Andrew Lloyd Webber - LUI - relativamente a un musical previsto al West End, laddove luccicano le note musicali in luogo di stelle. Il 4 luglio la signora, ex disoccupata, canterà a Washington per Barack Obama, anche lui battuto, in qualche modo, dalla Boyle, visto che i video del presidente di colore sono stati visti qualche milione di volte in meno della cantante bruttarella. C’è dell’ironia, in tutto ciò. O no?

In attesa del processo di beatificazione - che non s’è mai negato a nessuno - noi si aspetta e si assiste con trepidazione all’incredibile parabola di questo brutto anatroccolo dalle uova d’oro.

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Vai in Tv e poi muori. L'incredibile inchiesta di "The Wrap" su 11 suicidi post Reality: "I concorrenti non si rendono conto dello stress a cui vanno incontro sotto i riflettori"

pubblicato da Stefano Sgambati

Grande FratelloIronia della morte, verrebbe da dire con un brivido. Ti fai vedere in lungo e in largo per il mondo - da Signor Nessuno che eri - ed eccolo là che ti scappano via dal cervello un paio di rotelle e, come niente, ti ritrovi sottosopra. E’ successo alla cantante scozzese di Britain’s Got Talent Susan Boyle, ormai lo sanno anche le zanzare, è successo anche ad altri. In forma anche ben peggiore, anzi irrimediabile. E’ quanto emerge da un interessante articolo di TheWrap.com, sito Web di Los Angeles che, un po’ come noi di TvBlog, si occupa di fatti relativi alla televisione: secondo l’inchiesta curata da Frank Feldinger e Tina McGilton, almeno 11 partecipanti ai più svariati Reality Show in giro per il mondo si sono tolti la vita in seguito all’eliminazione o alla vincita dei rispettivi programmi per motivi immediatamente riconducibili alla grande notorietà improvvisamente conseguita.

L’articolo prende il “la” con il ricordo di Paula Goodsped, suicidatasi davanti alla casa di Paula Abdul, giudice di “American Idol”, dopo essere stata eliminata dalle selezioni del programma. La donna fu ritrovata in macchina, uccisa da un’overdose di droghe. Quindi prosegue:

“Le vittime sono tanto diversificate quanto insospettabili: un vice procuratore distrettuale, un padre single, un giovane pugile. […] Il fenomeno non è limitato solo agli Stati Uniti. L’indagine di TheWrap.com ha riscontrato suicidi e tentati suicidi tra concorrenti in India, in Inghilterra e in Svezia. Certamente, molte di queste persone avevano problemi precedenti, che potrebbero averli portati ad una vera e propria ossessione nei confronti della fama. Tuttavia gli psicologi hanno scoperto che molti dei concorrenti di show quali “Survivor” e “Grande Fratello” - persino quelli che hanno vinto - hanno sofferto di severi e duraturi traumi psicologici”.

Il pezzo seguita, poi, con l’elenco di queste sfortunate persone. Ne citiamo solo alcune (in parentesi il nome del Reality Show cui hanno preso parte): per conoscere anche gli altri, naturalmente, vi rimandiamo al pezzo originale:

    Najai Turpun (”The Contender”): pugile di 23 anni, sparatosi in testa poche settimane dopo essere stato scelto per il programma dedicato ad atleti della sua disciplina: in palio un milione di dollari. Il suo allenatore, Perry Custus, ha dichiarato: “Aveva troppe cose per la testa”. Il giovane aveva appena firmato un contratto che gli impediva di salire sul ring fino a gara conclusa e la cosa lo stava turbando molto, anche perché l’emittente continuava a rinviare la messa in onda della prima puntata.

    Kelly McGee (”Extreme Makover”): la ragazza si è suicidata dopo che la sorella si è vista annullare le operazioni plastiche promesse dal programma, per una mancata coincidenza di date tra l’inizio dello show e le tempistiche ospedaliere di ricovero. Non è stata dunque lei a partecipare al reality in questione ma ne ha certamente subìto le più drastiche conseguenze emotive.

    James Terril (”Supernanny”): ragazzo padre che si è tolto la vita dopo essere apparso in una serie tv il cui scopo è di aiutare i genitori alle prese con figli ribelli.

    Simon Foster (”Wife Swap”): concorrente del nostro “Cambio moglie”, l’uomo ha perduto la moglie, il lavoro, la casa e infine la vita dopo la sua apparizione nel programma. La coppia era stata selezionata per la particolarità di mantenere dichiarate relazioni extraconiugali al di fuori dell’ambiente domestico. Un amico di famiglia ha dichiarato: “Lo show ha messo un enorme tensione addosso a Simon. Dopo non è stato più lo stesso”. Subito dopo la fine delle riprese la moglie dell’uomo si è trasferita con la sua compagna lesbica, portandosi dietro i due figli: il capo lo ha licenziato e da lì ha anche perduto l’abitazione.

    Jo O’Meara (”Celebrity Big Brother”): la donna non è morta, ma ha provato a togliersi la vita dopo essere stata accusata dagli altri concorrenti dello show di essere una violenta e una razzista.

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Il giudice di 'Britain's Got Talent' spiega il malessere di Susan Boyle: "E' totalmente spossata". E il New York Times minimizza il fenomeno: "Sfruttato male dai produttori"

pubblicato da Stefano Sgambati

Susan Boyle

Vale la pena dire ancora qualcosa a proposito di Susan Boyle, il brutto anatroccolo dalle uova d’oro che ha entusiasmato il Regno Unito e tutto il mondo grazie alle sue esibizioni angeliche a “Britain’s Got Talent”. Ricoverata per un collasso nervoso subito dopo il secondo posto ottenuto alla finalissima, la donna non smette di far parlare di sé. Secondo quanto riferisce Rockol.com, uno dei giudici, Piers Morgan, ha spiegato al”Daily Mirror” il malessere dell’artista, disoccupata al momento della prima esibizione:

“Susan è totalmente, completamente spossata. Credo che abbia trovato sconvolgenti queste ultime sette settimane. Adesso è in un posto dove può trovare un po’ di pace e di tranquillità per farsi finalmente qualche dormita. Deve anche mangiare in maniera appropriata. Deve lasciarsi dietro quello che nella sua vita è stato un periodo incredibile. Ho parlato con lei e non mi sembra che abbia avuto un esaurimento. L’ho vista prima che andasse in scena in finale, non aveva mangiato e non aveva dormito. Credo che quando questo momento sarà passato, non si metterà a fare la vita di prima. Sono sicuro che, entro quattro o cinque mesi, farà un album che andrà al numero uno”.

Nel frattempo del fenomeno Susan Boyle si è occupato anche il New York Times in un fondo firmato da Brian Stelter. Il giornalista del prestigiosissimo quotidiano americano ha criticato la capacità dei produttori del programma di monetizzare efficacemente il successo planetario della donna, fatto di quasi 200 milioni di visualizzazioni su YouTube:

“Fino a ora, il suo successo sul Web ha portato pochi soldi ai produttori del programma o alle emittenti che lo distribuivano. La FremantleMedia Enterprises, la società di produzione che possiede i diritti digitali internazionali del talent show, ha inserito delle clip su YouTube subito dopo l’esordio della signora Boyle, ma questi video non sembrano aver generato nessun guadagno pubblicitario per la società. I video più popolari con la Boyle non erano le versioni ufficiali, ma piuttosto le copie del programma televisivo inserite dai singoli utenti. Il caso riflette l’incapacità dei grandi media di massimizzare i profitti dall’enorme pubblico di Internet che sembra arrivare dal nulla. In pratica la complessità normativa della tv sta arginando le potenzialità di Internet. Britain’s Got Talent è una produzione condivisa da tre aziende e distribuita da una quarta, ITV, il che rende difficile capire chi di esse possa reclamare un video come proprio”.

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Il talent show è (anche) pericoloso ma vale la pena

pubblicato da Italo Moscati

La notizia la conoscete tutti, grazie anche a Tv Blog. Nel talent show inglese, Susan Boyle, la “ragana” -come dicono a Roma- dalla voce d’angelo, ha avuto un crollo emotivo ed è stata ricoverata in clinica. Con i suoi annetti, che non sono poi tanti, 48 mi pare, ricorda al pubblico e alla critica un fatto importante. Questo: che gli artisti in marcia col talent verso il successo sono uomini e donne che hanno cuore e pure un bel fascio di nervi.

Ancora sotto l’effetto del canto della deb tardona Susan- in “I Dreamed a Dream”, avvincente- vorrei schierarmi dalla sua parte e dire che il suo secondo posto nello show non solo è meritato (peraltro frutta bene sul mercato non solo della stima) ma apre gli occhi. La vincitrice morale della gara è e sarà comunque lei. Mi schiero perchè il suo infortunio, che passerà presto, riporta al rimbalzare di polemiche e ripicche sui vecchi in tv.

In Italia, la questione si fa sempre più penosa. Mike e Pippo vanno ripetendo per ogni dove che non vogliono andare in archivio (e chi ce li manda?) e lacrimano o si incazzano per restare nel cono di luce. Mike fa l’americano, nel senso che resta fedele al suo personaggio di importatore di format, a cominciare dai telequiz, benchè Fiorello lo abbia convertito al clownismo pubblicitario. Resta e resterà per sempre il campione della materia prima made in Usa. Pippo fa l’italiano, ovvero, viste le sue dichiarazioni d’amore per la Rai (un adulterio con Mediaset si perdona) e per il servizio pubblico. Se Mike importa, Pippo si abbarbica al nazionalpopolare, ossia alla figura del bravo e ben orientato conduttore che ama sciacquare tutti i panni tv nel fiume dei luoghi comuni, delle convenzioni e del buonismo (dalla solidarietà al perdonismo e alla retorica emotiva, un mercato fortissimo qui da noi).

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Tutta un'altra generazione

pubblicato da Massy


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Susan Boyle all'ospedale per stress da talent show

pubblicato da Malaparte

Susan Boyle

Che Susan Boyle fosse stressata lo sapevamo. Che abbia perso la finalissima di Britain’s got Talent, anche (peraltro, detta finale ha fatto registrare ascolti mostruosi: 72% di share, 19 milioni di spettatori. Roba che qua ci si sogna la notte, per poi risvegliarsi nella dura realtà).

Ma le cose sono un po’ più gravi, a quanto sembra: Susan, detta SuBo, il brutto anatroccolo diventato cigno grazie al talent show, la concorrente che ha fatto parlare di se giornali e siti di tutto il mondo per le sue straordinarie performance canore, è stata ricoverata nella Priry Clinic di Londra, a causa di un sovraccarico emotivo.

Il che, se possibile, ci dà la misura di quanto umano fosse il personaggio-Boyle e di quanto può essere stressante il successo, di quanto possa essere complicato e emotivamente complesso gestire il passaggio dall’anonimato più totale all’essere la donna più downloadata del mondo (sic), all’essere nominata addirittura in una puntata dei Simpson.

Sicuramente la notizia del ricovero ha scosso l’opinione pubblica britannica. E’ intervenuto, secondo il The Sun, persino il Primo Ministro Gordon Brown, che ha ritenuto di doversi interessare alla salute della talentuosissima quarantasettenne (ex) casalinga (dopo il salto, la sua prima, già storica performance al talent).

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