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Analisi Auditel - Chi l'ha visto? su Rai3 continua una stagione record in una serata in cui comanda il Satellite

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chi l'ha visto 2010 su rai3

Finito il ciclo di puntate di “Ti Lascio Una Canzone” il secondo mercoledì di dicembre per Rai1 è stato il terreno di prova per il numero zero de “Il Pubblico Da Casa“, un numero zero sonoramente bocciato dai telespettatori proprio come “Let’s Dance” di Canale5 la scorsa settimana. Continua invece una strepitosa stagione 2010 per l’appuntamento con “Chi l’ha visto?” su Rai3 che, dopo la svolta il 6 ottobre con l’annuncio in diretta del ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi, incassa un nuovo risultato record (dopo il salto l’ascesa Auditel della trasmissione di puntata in puntata e il confronto con i risultati dell’edizione 2009).

Dopo il boom di “Vieni Via con Me” anche il programma condotto dal 2004 da Federica Sciarelli incentrato in queste settimane sulle scottanti indagini di persone scomparse come Yara Gambirasio e sugli sviluppi del caso Scazzi porta la curva di Rai3 sopra le proposte delle reti ammiraglie. L’analisi delle curve dello share minuto per minuto relative al totale individui ci dicono dapprima della linea blu del Tg1 vincente sopra alla soglia del 25% di share con la curva arancione del Tg5 di circa 5 punti al di sotto. Nell’access prevale ancora la curva blu dei Soliti ignoti che scorre appoggiata sulla linea del 20% con la curva arancione di Canale5 superata dalla linea marrone del satellite appena sotto al 20%. In prima serata, vince la curva marrone del totale delle reti trasmesse esclusivamente sulla piattaforma satellitare che scorre in maniera piuttosto costante sulla linea del 20%.

Segue la curva verde di Rai3 di qualche punto al di sotto, mentre al terzo posto si piazza la curva arancione di Canale5, tallonata dalla curva azzurra di Italia1. La curva blu dell’esperimento interattivo de Il pubblico da casa, partita attorno al 15%, nel corso della serata perde pubblico, calando fino a scendere fin verso il 7% di share. In seconda serata vince ancora la curva marrone del satellite nella corsia fra il 20 ed il 25% di share, seguita dalla curva verde di Rai3 attorno al 15%.

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La Tv che c'era - Campioni il Sogno

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TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c'era - Campioni il Sogno

Nell’estate in cui i Mondiali Fifa 2010 assicurano quotidianamente il recordi di ascolti a Rai1 e Sky, torniamo indietro di qualche anno per ricordare uno degli esperimenti più strani proposti in Italia per il genere reality show. La forza di “Campioni, Il Sogno” sembrava alla vigilia della messa in onda rivoluzionaria, unendo alla passione storica degli italiani per il calcio quella per il reality show scoperta più recentemente. Dopo case, isole e fattorie Italia1 decise così di organizzare il primo reality show al mondo ambientato in un campo di calcio.

In un enorme studio da Mirabilandia, con una sigla creata per l’occasione da Gigi D’Alessio, il 6 settembre 2004 in prima serata partì su Italia1 con la regia di Roberto Cenci “Campioni Il sogno” condotto da una autoritaria Ilaria D’Amico, concedendo per la prima volta al telespettatore la possibilità di scegliere la formazione di una squadra grazie al televoto. Tramite appositi casting la produzione riunì infatti 25 aspiranti calciatori professionisti per formare il Cervia, capitanato da Ciccio Graziani. Le sorti però della squadra nel campionato di Eccellenza, seguite anche da Sky, non appassionarono il telespettatore e con il tempo le telecamere si spostarono maggioramente negli spogliatoi e nella residenza dei calciatori, con grande felicità della Gialappa’s Band che dedicò memorabili servizi alle vicende di Ciccio Graziani e ai suoi allievi.

Dopo il salto continua la storia di “Campioni Il Sogno” con notizie a alcuni video cult:

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La Tv che c’era - Azzurro

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La Tv che c’era - Azzurro

Domani debutta la nazionale azzurra in Sudafrica, mentre il 14 maggio del 1982 debuttava su Rai2 “Azzurro” . Qual è il nesso fra le due cose vi chiederete? Ebbene “Azzurro” era una manifestazione canora inventata dal grande Vittorio Salvetti, proprio per portare fortuna agli azzurri del calcio che da li a poco avrebbero affrontato e poi vinto i mondiali di Spagna dell’ 82. Ricordando stasera all’interno della nostra rubrica della Tv che c’era proprio questa manifestazione, vogliamo dare l’ in bocca al lupo alla nostra nazionale di calcio per il debutto di domani sera con il Paraguay. Ma parliamo ora di “Azzurro”, abbiamo detto che era una manifestazione canora organizzata e condotta dal patron del Festivalbar e di molti Sanremo Vittorio Salvetti, le cui prime due edizioni andarono in onda su Rai2 per poi approdare sulle reti mediaset. La gara si svolgeva presso il teatro Petruzzelli di Bari e andava in onda in diretta per due serate consecutive.

La prima edizione, come detto, andò in onda il venerdì 14 e il sabato 15 maggio del 1982 e fu condotta dallo stesso Salvetti con Daniela Poggi e Beppe Viola. Il meccanismo era di una gara fra cantanti divisi per squadre, votati da una giuria formata da 100 persone, abbinata ad una giuria di giornalisti specializzati. Quella prima edizione fu vinta dalla squadra “New Romantic” capitanata da Gianni Morandi. Il successo fu cosi clamoroso che la manifestazione fu riproposta anche l’anno successivo, con la conduzione di Milly Carlucci sempre sulla rete 2 della Rai, per poi passare dal 1984 in pianta stabile sulle reti Mediaset. Il carattere saliente di quelle prime edizioni era il fatto che i capitani delle squadre presentavano i loro compagni sul palco avendo quindi modo di “condurre” spazi ben articolati della trasmissione un po’ come hanno fatto i protagonisti del recente “Due” andato in onda sempre su Rai2, rendendo il tutto molto informale e sicuramente meno ingessato del classico “ecco a voi” della maggior parte delle manifestazioni canore.

Il ruolo del conduttore “centrale” era solo quello di presentare le squadre e fare da collante con gli ospiti. Bella anche l’idea di scambiarsi le canzoni fra i componenti della squadra per cantarle assieme nel finale di esibizione. La sede storica come detto fu il teatro Petruzzelli di Bari, tranne una parentesti al Nazionale di Milano. L’ultima edizione di “Azzurro” andò in scena nel 1992 con la conduzione di Gerry Scotti, Susanna Messaggio e Vittorio Salvetti e si svolse sempre a Bari ma al teatro Team, in quanto il teatro Petruzzelli fu distrutto da un incendio doloso nell’ottobre del 1991. Dopo il salto troverete alcuni video di quelle serate, l’elenco completo dei conduttori e dei vincitori, annata per annata.

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Il successo de I Soliti Ignoti lo spiega Fabrizio Frizzi: "Curiosare è uno sport nazionale"

pubblicato da Stefano Sgambati

Così parlò Fabrizio Frizzi. La sua creatura, I Soliti ignoti, abbiamo visto, è la sorpresa della stagione. Un bestione mitologico capace di sconfiggere quasi sistematicamente Striscia la Notizia con Ficarra e Picone. Chiuso il primo mese di programmazione con una media di 6milioni e 400 mila telespettatori, è stato lo stesso conduttore a fare un breve sunto in conferenza stampa per spiegare, secondo lui, il motivo di tanto successo:

“Curiosare nelle vite degli altri è uno degli sport nazionali. Quello che a volte, quando siamo in mezzo al traffico oppure al tavolo di un ristorante, ci spinge a guardare una persona e a cominciare a domandarci chi sia, che cosa faccia nella vita, che gente frequenti. Ai telespettatori, ai quali va il mio grazie per l’attenzione che riservano al programma, piace mettere alla prova la propria arguzia. Ed è proprio questo il segreto del successo della trasmissione”.

Vediamo se il successo continuerà anche in autunno quando, come sembra, I Soliti ignoti andrà a sostituire Affari tuoi.

La Tv che c'era - Canzonissima

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TvBlog.it - La Tv che c'era

La Tv che c'era - Canzonissima

Una trasmissione che ha fatto la storia della Rai e che è tornata di attualità vista la decisione del direttore di RaiUno Mauro Mazza di riproporla sulla rete ammiraglia della televisione pubblica dal prossimo autunno è Canzonissima. Davvero difficile parlare di questo programma in un unico articolo, cercheremo di farlo ricordando le edizioni più celebri. L’idea di abbinare una gara musicale ad un programma televisivo e alla lotteria Italia nasce nel 1956 con “Le canzoni della fortuna” ma il nome di Canzonissima è del 1958. Quella prima edizione fu condotta da Renato Tagliani con Ugo Tognazzi e la gara fu vinta da Nilla Pizzi con la canzone “L’edera”. La regia di quella prima edizione era di Antonello Falqui che poi ne diresse altre tre. Di Falqui, autentica istituzione della Rai e della televisione italiana, parleremo prossimamente. Canzonissima continuò ininterrottamente fino al 1962.

In queste prime edizioni si susseguirono numerosi conduttori, dopo il salto troverete la lista integrale, ma per la critica e non solo la migliore è quella del 1959 che vedeva alla guida un fantastico trio di artisti, prima che conduttori, che rispondevano al nome di Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi, dopo il continua un video d’epoca. Dopo un interruzione di qualche anno, Canzonissima tornò nel 1968, con un’altra celebre e dirompente edizione condotta ancora da un trio fantastico: con Paolo Panelli che tornava nel mitico teatro delle vittorie c’erano uno showman completo ed intelligente come Walter Chiari e Mina che non ha di certo bisogno di presentazioni (nella foto di copertina ci sono da sinistra Walter Chiari,Mina, Gianni Morandi e Paolo Panelli proprio in quella Canzonissima).

Con la regia di Antonello Falqui e i testi di Terzoli, Vaime e Marchesi andò in onda una delle edizioni più celebri di questo spettacolo, vedete la celebre sigla “Zum zum zum” dopo il salto, edizione proprio vinta da colui che si appresta a rimetterla in scena dal prossimo settembre e cioè Gianni Morandi con la canzone “Scende la pioggia”. Un’altra edizione di successo di Canzonissima fu quella del 1970 condotta dalla coppia Corrado e Raffaella Carrà quest’ultima al suo debutto in uno spettacolo importante, un’edizione che vide nascere fra di loro una solida amicizia destinata a durare negli anni e fino alla scomparsa del grande conduttore romano e che vediamo anche nel video dopo il continua dell’ultima puntata di quell’anno.

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Spot Californication - Italia e Usa si fanno la guerra a colpi di reggiseni

pubblicato da Stefano Sgambati

Due anni fa due delle più innovative strutture creative italiane, la Special Team e la Auge, idearono una campagna pubblicitaria d’impatto sicuro per la promozione nel nostro Paese della meravigliosa serie tv Californication, con David Duchovny: 15mila reggiseni furono distribuiti per le strade, nelle metropolitane e nelle piazze di Milano e Roma. Ogni capo intimo recava l’etichetta con il brand della serie suddetta. Fu un successo, peraltro meritato sia per l’originalità dell’idea sia per la qualità intrinseca del prodotto che andava pubblicizzando.

Oggi succede che in America, per promuovere la nuova stagione della stessa serie, un’agenzia pubblicitaria di valenza mondiale, la Modernista!, “una delle più cool di Boston”, come riporta il quotidiano online Affaritaliani, abbia interamente ricopiato quella stessa idea, chissà quanto inconsapevolmente (ben poco, a sentire i colleghi italiani). Ora la Special Team e la Auge parlano di plagio: “E’ da tempo che sosteniamo che la qualità dei professionisti italiani della nostra generazione è di livello internazionale. Il fatto di essere copiati da una struttura statunitense tra le più creative non può che darci conferme”, hanno detto i responsabili sempre ad Affaritaliani. “Noi di Auge siamo molto orgogliosi di essere stati copiati da una delle agenzie più famose degli Usa, Modernista! di Boston. Li abbiamo sempre guardati con ammirazione. Questa volta, loro hanno guardato a noi”.

Al tempo i video su Youtube della cosiddetta Bra invasion furono cliccatissimi e oltre 200 blog nel mondo riportarono la notizia. Quanto a una eventuale richiesta di risarcimento danni, i responsabili fanno sapere che per colmare il danno perpetrato da un plagio così evidente, servirebbero milioni di dollari. Speriamo almeno che le nuove avventure di Hank Moody valgano tanti problemi.

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Raiperunanotte - Chi ci restituirà gli ultimi otto anni di televisione?

pubblicato da Stefano Sgambati

Raiperunanotte

Parlare ancora per un attimo di Raiperunanotte è un ottimo spunto per discutere di televisione, che è poi la cosa che, se non sbaglio, più ci aggrada.

Non so se siamo d’accordo, ma Raiperunanotte è stato soprattutto un bell’evento televisivo, talmente bello che la Rai, azienda di Stato a cui tutti noi, per carità, siamo visceralmente affezionati, dovrebbe adesso prendere e rifondarsi da capo a piedi, licenziando e “de-poltronando” tutti i vertici che si sono succeduti in questi ultimi, diciamo, otto anni. Motivo? Pensiamo a Luttazzi. L’avete sentito? L’avete visto ieri sera? Ne ha parlato Malaparte, e meno male. Ci rendiamo conto che questo signore, piaccia o non piaccia, funziona benissimo in televisione? Ci rendiamo conto che l’esserci perduti, ipotizziamo, una trasmissione a sua firma, trasmessa, ipotizziamo, da RaiTre, ipotizziamo, una volta alla settimana, ipotizziamo, per questi ultimi otto anni in cui invece è stato censurato ignobilmente, ci rendiamo conto che tutto questo avrebbe portato dentro i nostri salotti cultura, divertimento, spirito critico, analisi, risate, rabbia, motivo di dibattito? Ci rendiamo conto che al posto di, ipotizziamo, una trasmissione di e con Daniele Luttazzi, in questi ultimi otto anni, abbiamo visto, ipotizziamo, su RaiDue, Antonella Elia prendersi a capellate con Aida Yespica, enormi seni rifatti scapezzolare impunemente, trasmissioni insulse cassate dopo una sola puntata, flop vergognosi pagati a soldi nostri, inutili reality show, talent show canori capaci di partorire il Peggio Assoluto della musica italiana e questo per parlare del meglio? Ci rendiamo conto?

Parliamo di televisione.
Come mai ogni anno, puntualmente, Milena Gabanelli, Michele Santoro e Riccardo Iacona - tre MOSTRI del giornalismo, punto e basta, ieri tutti e tre presenti a Bologna - devono lottare con le unghie e con i denti per garantirsi una messa in onda in una tv di Stato che è talmente vermiforme e viscida da minacciare di non tutelarli legalmente? Perché questo succede? In questi ultimi otto anni quante sono state le puntate minacciate, le puntate effettivamente non andate in onda e le puntate ghettizzate peggio di Giovanna D’Arco? Non sarebbe stato meglio assistere, durante questi lunghissimi e tristi otto anni, a qualche trasmissione libera in più anziché creare dibattito esclusivamente intorno alla questione: Federico Mastrostefano ha lasciato Pamela Compagnucci *veramente* in diretta o era tutto frutto di un copione prestabilito dagli autori? Chiedo. Domando. Vorrei parlare di televisione: in televisione ci deve essere spazio per tutti i gusti, ci mancherebbe, e allora perché vengono rispettati solo i gusti più facili, bassi, solo i gusti di quelli che, legittimamente, per motivi assolutamente loro, non vogliono pensare?

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L'Isola dei Cassintegrati: l'unico reality "reale". Un gruppo di disoccupati sardi occupa l'Asinara e fa il boom sul Web: "Facciamo il verso alla Ventura per attirare attenzione"

pubblicato da Stefano Sgambati

L'Isola dei Cassintegrati: l'unico reality "reale". Un gruppo di disoccupati sardi occupa l'Asinara e fa il boom sul Web: "Costretti a fare il verso alla Ventura per farci notare"

Il 24 Febbraio 2010 un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres), in cassintegrazione da 4 mesi, è sbarcato sull’isola dell’Asinara, prendendo possesso delle sale dell’antico carcere. L’isola dei Cassintegrati è un reality “reale”, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Trincerati in un’isola simbolo della più grande Sardegna ormai in crisi profonda, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni hanno messo loro davanti. Nessuno yacht, billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di una politica che non dà risposte, e di una società a controllo statale – ENI – che persegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di centinaia di famiglie. E, non ultimi, un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti.

Quanto avete appena letto è il “disclaimer” di un gruppo di Facebook che in pochissimo tempo ha raggiunto circa 20mila iscritti. E’ la provocazione partita da Andrea Azzu, sardo, figlio di uno di tali cassintegrati: Andrea sa come funzionano le cose, sa come va il mondo. Pensa al social network più famoso che ci sia e pensa al reality show più di moda, cioè l’Isola dei naufraghi di Simona Ventura e parte con l’avventura. Funziona. La notizia fa il giro e approda ai media nazionali. Il quotidiano la Repubblica, ad esempio, riporta la storia di Pietro Marongiu, lavoratore del petrolchimico di Porto Torres che dice:

“Siamo entusiasti di tutta questa gente che ci manda messaggi via internet. Peccato che abbiamo soltanto una chiavetta per collegarci e non ci riusciamo sempre, ma mia figlia mi ha mandato un sms proprio poco fa: abbiamo passato quota 9000! Questa è una risposta anche a quegli ectoplasmi dei sindacati nazionali, nessuno si è fatto sentire”.

Un gruppo di dipendenti in esilio. Il meccanismo del reality televisivo come mezzo: l’idea si è dimostrata vincente. Un nuovo adagio recita ultimamente nelle città: “Ci volete sotto i ponti, ci ritroverete sopra i tetti”. Oppure all’Isola dei Cassintegrati, viene da aggiungere adesso, considerando il successo assoluto di tale iniziativa: la bacheca del gruppo è diventata una piazza di movimentazione sociale e politica. Vengono sollevati temi, viene data solidarietà. C’è chi offre aiuta e chi s’offre di promuovere con tutti i mezzi possibili la cosa.

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Ultime da Sanremo. Antonella Clerici: "Doveva vincere Cristicchi". Il direttore Mazza: "Il prossimo conduttore sarà un interno della Rai". Orchestra rimproverata

pubblicato da Stefano Sgambati

Ultime da Sanremo. Antonella Clerici: "Doveva vincere Cristicchi". Il direttore Mazza: "Il prossimo conduttore sarà un interno della Rai". Orchestra rimproverata

E’ finito il Sanremo più criticato e rumoroso degli ultimi anni. E’ finito uno dei Festival di maggiore successo d’ascolti della storia della Rai. Si è chiuso il sipario su un Festival di Sanremo tra i più poveri artisticamente parlando: il pezzo più interessante dell’intera kermesse è stato senza dubbio il jingle copiato da “Hoppipolla” dei Sigur Ros e spacciato come creazione originale dell’orchestra. Titoli di coda, dunque, anche sulle ultime dichiarazioni dei protagonisti.

Festival di Sanremo 2010 - La finale

Così il direttore di RaiUno Mazza:

“Esprimo la mia soddisfazione senza fingere. Di sicuro, ci sarà da ragionare sulle modalità di voto. Va salvaguardata, tuttavia, la possibilità, per chi lo guarda da casa, di partecipare al Festival. E’ stata una delle chiavi del successo e lo dimostra il 77% di share al momento della proclamazione dei vincitori. Il prossimo Festival? La cosa che posso dirvi è che il conduttore 2011 dovrà essere interno alla Rai. Il Festival è targato Rai e chi lo presenta dev’essere dela Rai”.

La mattatrice, Antonella Clerici:

“Ieri sera mi sono divertita moltissimo, perché ho visto un Festival, anche se i miei gusti erano altri e avrei fatto vincere Cristicchi, diviso all’Ariston e a casa, come non succedeva da tempo. Si è tornato a parlarne nei bar. Ho condiviso la rivolta degli orchestrali, è stato un grande momento di show. Mi è piaciuto passare da un momento emozionale come il tributo a Michael Jackson al nazional-popolare con la Banda dei Carabinieri. E sono soddisfatta di essere stata ‘corta’ con i tempi. Non avrei potuto sognare una cosa più grande di questa. Grazie a tutti”.

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Analisi Auditel - Il Festival di Sanremo 2010: Serata finale

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Analisi Auditel  Il Festival di Sanremo 2010: Serata finale

Si chiude quindi con ascolto record come detto di 12.462.000 telespettatori e il 53,21% l’edizione numero sessanta del Festival di Sanremo. Un’edizione che raccolto nella serata finale l’enorme cifra di 30.501.000 contatti per una permanenza del 40,86%, cifre davvero straordinarie che promuovono quindi in pieno il lavoro di Antonella Clerici, di Gianmarco Mazzi e di tutto lo staff di questo Sanremo 2010. Per Antonella questo successo equivale ad una “laurea” che potrà citare nel suo già ottimo curriculum, una medaglia al petto per un personaggio televisivo la cui “semplicità” e “normalità” ha saputo conquistare il grande pubblico del Festival, che come può laureare può anche bocciare, spesso in maniera definitiva, un conduttore televisivo.

Ma andiamo ad analizzare la serata televisiva di ieri citando i dati delle curve dei valori assoluti, che ci dicono di una linea blu di RaiUno che parte già decisamente al di sopra della linea dei 10 milioni di telespettatori raggiungendo prima del primo spazio pubblicitario la cifra di oltre 14 milioni di telespettatori. Il top dell’audience c’è alle ore 22:13 con 15.195.000 durante l’esibizione senza veli di Lorella Cuccarini. La serata poi prosegue con la curva blu in maniera straordinariamente costante sulla linea dei 14 milioni di telespettatori, mentre le altre curve si fermano ad una distanza siderale che raramente supera la linea dei 2 milioni di telespettatori.

Il top top share del 77% si registra sul finale durante la proclamazione di Valerio Scanu quale vincitore di questa edizione. L’unica linea che supera la soglia dei 2 milioni di telespettatori è quella arancione di Canale5 che durante i neri di RaiUno si porta attorno ai 3 milioni, durante la trasmissione del capolavoro di Stanley Kubrick “Eyes wide shout”. Le linee delle altre reti si mantengono ben al di sotto della linea dei 2 milioni.

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Analisi Auditel 2.0 – Festival di Sanremo: Le finali dal 2000 al 2009

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Analisi Auditel 2.0 – Festival di Sanremo: Le finali dal 2000 al 2009

Tra pochissimo parte la serata finale di questo Sanremo 2010, che come abbiamo visto ha fatto registrare ascolti altissimi. Sarà cosi anche per la serata finale in onda questa sera subito dopo il Tg1 delle ore 20? Domani ovviamente lo sapremo, ma così come abbiamo fatto per la prima serata, facciamo ora un rapido ripasso su quanto è successo nelle ultime dieci serate finali del festival e cioè dall’edizione del 2000 condotta da Fabio Fazio fino a quella dello scorso anno condotta da Paolo Bonolis. Dopo il continua troverete i grafici con il riepilogo per audience e per share.

Partiamo dunque con l’edizione dell’anno 2000 condotta da Fazio che ha avuto l’ascolto più alto con una media delle due parti della serata di oltre 15 milioni di telespettatori per uno share del 65%. L’anno seguente con Raffaella Carrà si registrano oltre 13 milioni di telespettatori con uno share totale delle due parti del 56%. Nel 2002 quando torna sul palco dell’Ariston Pippo Baudo, ci sono 13.363.000 telespettatori con un leggero incremento rispetto all’era Carrà, per uno share del 62%.

Nel 2003 c’è ancora Pippo all’Ariston stavolta con un ascolto decisamente in calo, si registrano infatti 9.831.000 telespettatori con uno share del 53,92%. L’anno dopo, il 2004, quindi si cambia con Simona Ventura che nella finale totalizza un ascolto ancora inferiore rispetto a Baudo dell’anno prima e cioè 9.247.000 telespettatori per uno share del 48,24%. Il 2005 è l’anno di Bonolis I e la finale del Festival ha un netto incremento totalizzando infatti oltre 13 milioni di telespettatori con uno share del 53%. Va detto che quell’anno il Festival dovette interrompersi alle 23:52 per dare la linea ad un’edizione straordinaria del Tg1 per il rientro in Italia della salma di Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso dal fuoco di un soldato americano mentre, sulla strada per l’aeroporto di Bagdad, accompagnava la giornalista Giuliana Sgrena appena liberata. Il Festival quell’anno poi continuò mezz’ora dopo per la proclamazione dell’allora vincitore Francesco Renga arrivando al 77,67% di share con oltre 11 milioni di telespettatori.

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Tutti pazzi per Amore 2: torna dal 21 marzo la fiction che ha incantato RaiUno

pubblicato da Stefano Sgambati

tutti pazzi per amore 2

La prima serie di Tutti Pazzi per Amore riscosse un successo col botto su RaiUno. La fiction musicale torna con la seconda serie il 21 marzo, ovviamente in prima serata e sempre sulla prima rete Rai, con 26 episodi nuovi da cinquanta minuti. Confermati gli interpreti principali e qualche novità da ribadire dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi: nel ruolo di Paolo ritroviamo Emilio Solfrizzi, mentre nel ruolo di Laura non ci sarà più Stefania Rocca, causa gravidanza, ma Antonia Liskova. Una bellezza che vale l’altra. E poi Alessio Boni, Carlotta Natoli, Sonia Bergamasco, Francesca Inaudi, Irene Ferri. Lunga la lista di “special guest”, a partire da Neri Marcorè e Pietro Taricone, per finire a Piera Degli Esposti, Luigi Diberti, Giuseppe Battiston e Carla Signoris.

Ricordiamo che la prima serie, oltre al gran seguito di pubblico, riscosse anche numerosi premi della critica, comeil Premio Regia Televisiva nella categoria “Miglior Fiction” nel 2009 e la menzione speciale alla XXXIV edizione del premio Golden Chest.

Tutti pazzi per amore
Tutti pazzi per amore Tutti pazzi per amore Tutti pazzi per amoreTutti pazzi per amore

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Festival di Sanremo: tra tv, radio e Internet, il boom è globale. E' il trionfo della donna-fine sulla donna-mezzo

pubblicato da Stefano Sgambati

Festival di Sanremo: tra tv, radio e Web, il boom è globale. E' il trionfo della donna-fine sula donna-mezzo

Il Festival di Sanremo di Antonella Clerici ha surclassato, in termini di ascolti, anche quello di Paolo Bonolis dello scorso anno, che già era stato da record. Detto francamente - e a titolo personale - tale overdose d’ascolti non me l’aspettavo. La competenza dell’attuale conduttrice in fatto di accadimenti mediatici corali così importanti mi risultava traballante: a testimonianza di ciò, insistentemente arrivavano i reiterati tentativi di affiancare all’ex della Prova del Cuoco nomi altisonanti e spalle carismatiche. L’impressione è che la fiducia mancasse a partire dalle alte sfere. Poi l’esordio, il boom e la conferma. Di ciò, sempre a parere del sottoscritto, Antonella Clerici detiene meriti poco consapevoli. La sua conduzione ha fatto fare un passo indietro al Festival di circa 20 anni, tecnicamente parlando, ma un balzo nel futuro, un futuro quasi distopico, per quanto riguarda l’utilizzo della donna all’interno del prodotto televisivo.

Forse è stato questo che ha garantito e sta garantendo al Festival un grandissimo riscontro di pubblico, soprattutto femminile. Stiamo assistendo ad un prodigioso carrozzone mediatico in cui la donna non è sfruttata secondo i dettami tipici: stai zitta, spogliati, facci felici e poi sparisci. Finalmente la Donna, impersonata da Antonella Clerici per forza di cose - ma anche dagli ospiti scelti: principesse, madri di famiglia, anziane signore, attrici famose più che altro per la loro mascolinità - viene fuori per quello che è, cioè una Donna, appunto, una madre, una persona, e non una fetta di carne adibita all’uso e consumo di meccanismi maschilisti. Un fine e non un mezzo. Perfino la presenza di Belen Rodriguez ha stupito, visto che, per una volta, la signora Corona ha fatto qualcosa, cioè cantare, e anche benino, oltre che mostrare il suo corpo da dea.

Tale successo, dunque, sembra arrivare da un luogo intimo dello spettatore o della spettatrice: tale successo è soprattutto una rivincita, uno schiaffo in faccia destinato a tutti quei politici vermiformi che in quest’ultimo anno hanno trattato le donne come puttane di potere, giullari di corte e schiave inanimate e ninfomani; è un successo che viene dalle viscere di tutti coloro i quali ritengono che no, non è normale che degli arroganti uomini di potere ultrasettantenni si ritrovino in conclavi erotici con minorenni aggraziate e escort costose mentre fuori il Paese va a rotoli. Ecco cos’è questo successo di Sanremo: certamente non un successo dovuto alla qualità dei contenuti, prossimi all’abisso, con canzoni talmente brutte da rasentare la parodia in tutti i luoghi e in tutti i laghi e un’ipocrisia così imperante che impone il rogo a un Morgan e la ribalta ad Antonio Cassano. La questione se, in televisione, sia meglio un drogato ricco di contenuti o un semianalfabeta ricco e basta dovrebbe far discutere le genti più della filastrocca dell’insostenibile Arisa.

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George Clooney ha fatto il suo: Elisabetta Canalis debutta in Usa nella serie tv Leverage

pubblicato da Stefano Sgambati

George Clooney ha fatto il suo: Elisabetta Canalis debutta in Usa nella  serie tv Leverage

George Clooney val bene una fiction. Siccome a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si azzecca, non può non venire in mente un sottile filo rosso tra l’improvviso successo di Elisabetta Canalis negli Stati Uniti e la sua storia d’amore e di sesso con il bell’attore hollywoodiano. E’ notizia di UsMagazine che l’ex Velina di Antonio Ricci esordirà sulla tv americana nella terza stagione della serie Leverage del canale Usa TNT. L’iter della notizia glamour americana lo conosciamo, è sempre lo stesso. Lancio bomba e poi una fonte esterna, rigorosamente anonima, che riporta, che dice, che suggerisce. Anche in questo caso la rivista fa riferimento a una fantomatica amica di Elisabetta la quale avrebbe detto che la show girl è “molto eccitata per questo ruolo e per l’esordio in una tv americana”. La serie racconta di un gruppo di truffatori professionisti capeggiati da un ex investigatore assicurativo interpretato da Timothy Hutton.

Il ruolo della Canalis sarà quello di un agente segreto internazionale. Insomma, credibile come una banconota da 2 euro. Il tramite, perché l’affare andasse in porto, guarda caso, sarebbe stato Richard Kind, intimo amico di George Clooney, già comparso nella stessa serie durante la seconda stagione. Riferisce ancora UsMagazine: “Lui le ha assicurato che lavorare in Leverage è stata un’esperienza fantastica”.

elisabetta canalis
Elisabetta Canalis Elisabetta Canalis Elisabetta CanalisElisabetta Canalis Elisabetta Canalis

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Il successo de I Raccomandati fa felice RaiUno. Il produttore Di Lorenzo: "Pupo, un eccellente direttore d'orchestra"

pubblicato da Stefano Sgambati

Il successo de I Raccomandati fa felice RaiUno. Il produttore Di Lorenzo: "Pupo, un eccellente direttore d'orchestra"

Una scommessa vinta, nonostante qualche tentennamento della vigilia. I Raccomandati di Pupo ha convinto il pubblico italiano, come dimostrato dai dati d’ascolto di cui abbiamo ampiamente discusso grazie al capillare lavoro del “nostro” Hit. Un format non proprio nuovo, piazzato puntualmente contro una programmazione forte e condotto da un personaggio come Pupo che non nasce di certo in televisione (anche se ormai l’adozione si può dire formalizzata sotto tutti i punti di vista). Il produttore del programma, Daniele Di Lorenzo, presidente di Ldm, applaude il lavoro svolto e l’appoggio ricevuto da RaiUno:

“Abbiamo fatto bene a puntare su ‘I Raccomandati’. Il rinnovato successo dello show è la dimostrazione che è possibile realizzare un programma gradito al pubblico utilizzando sapientemente il budget a disposizione e valorizzando le risorse della rete. Pupo è un eccellente direttore d’orchestra, ha saputo creare un equilibrio magico con gli altri componenti del cast fisso e ha immediatamente creato un clima di intesa e affiatamento sia con i nuovi autori del programma che con quelli delle precedenti edizioni, rinnovando lo show ma mantenendone sapientemente i punti di forza. Gran parte del merito di questa rinascita va anche alla dirigenza Rai, che ha saputo cogliere in brevissimo tempo le necessità della rete e i gusti del pubblico”.

La prossima produzione curata da Di Lorenzo sarà un’altra scommessa possibilmente da vincere: la nuova edizione di Ciak si canta, in onda sempre su RaiUno subito dopo la fine de I Raccomandati.