[Di seguito possono essere rivelate parti della trama in generale e della quarta stagione in particolare. Sebbene non siano dettagli trascendentali, si consiglia tuttavia una lettura accorta per non incappare nel rischio di rovinarsi la visione - ndR]
Dexter è una delle serie tv migliori, soprattutto quanto a scrittura e sviluppo dei personaggi. Grande successo di Sky e Fox Crime e consacrazione per il brillante attore Michael C. Hall, già apprezzato becchino di “Six Feet Under” (un’altra serie monumentale, quanto a trama, toni e capacità di costruire un mondo intorno a un cliché come la morte).
E’ notizia di queste ore che che il due volte candidato all’Oscar per “Voglia di tenerezza” e “Il mondo secondo Garp”, John Lithgow, vestirà i panni di Walter Simmons, un uomo all’apparenza pacato e insospettabile che si rivelerà, invece, essere l’antagonista più insidioso di Dexter stesso: dietro la maschera di brava persona, infatti, proprio come il protagonista della serie, si celerà il volto di un noto serial killer, latitante da oltre trent’anni. Inutile dire che il Nostro ne rimarrà irrimediabilmente affascinato…
L’attore sarà un personaggio regolare e farà parte di tutti e dodici gli episodi della quarta stagione che ricomincerà il 27 settembre negli Stati Uniti.
John Lithgow ha già usato indossare i panni del serial killer. In “Verdetto Finale” aveva a che fare con lo sbirro Denzel Washinghton e in “Raising Cain” di Brian De Palma interpretava un killer psicopatico affetto da personalità multipla.
Inizia stasera su E! (canale 124 di Sky) “Momma’s Boy!, un nuovo format direttamente dagli Stati Uniti molto simile, per certi versi, a quello de “La Sposa Perfetta”, reality di RaiDue trasmesso nel 2007 e condotto da Cesare Cadeo e Roberta Lanfranchi: un gruppo di belle ragazze single saranno valutate (scrutinate) dalle madri gelose, insopportabili e possessive dei pretendenti maschietti in concorso.
La prima edizione di “Momma’s Boy” - prodotta, tra gli altri, anche da quel Ryan Seacrest noto per essere il conduttore di American Idol - fu trasmessa con grandissimo successo dalla NBC e già allora il nostro Corbetz, in suo articolo per TvBlog si domandò quando si sarebbero decisi a farne un’edizione anche da noi. Da questa sera, tutte le domeniche alle ore 21, potremmo valutare questo nuovo appuntamento che, per l’occasione, sarà commentato da Alessandro Genova, attore e soprattutto ex tronista di Uomini e Donne.
Il regolamento: 32 ragazze in cerca di fidanzato si daranno battaglia in una super villa di Santa Barbara al fine ultimo e unico di conquistare i tre scapoli in palio che saranno accompagnati dalle rispettivi mamme senza scrupoli. Numerose le prove per conquistare un piccolo spazio anche nel cuore della suocera: esercizi di cucina, tecniche di corteggiamento, cultura generale e sfide di resistenza fisica. Nel primo episodio, tanto per dire, presenzieranno il presidente dell’Ultimate Fighting Championship Dana White, nei panni di preparatore atletico delle concorrenti, e lo chef Tylor Florence che si occuperò dell’aspetto culinario.
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Direttamente dagli Stati Uniti e per gli amici di TvBlog arrivano le minischede dei 13 concorrenti ufficiali di questa ottava edizione di American Idol, con una mini-spietata recensione su ciascuno di loro. Il cast e’ stato definito in realta’ circa 15 giorni fa con alcune modifiche rispetto al regolamento degli anni precedenti. Tanto per cominciare i concorrenti sono 13 e non 12: uno di loro infatti e’ stato ripescato dalla commissione dei 4 giurati capitanati dal severissimo (ma irresistibile) Simon Cowell.
Il meccanismo, lo ricordiamo, e’ semplicissimo e si svolge nelle 2 puntate da un’ora ciascuna, in onda ogni 7 giorni. Ogni settimana i 13 ragazzi scelgono un brano e si esibiscono (il brano cantato da loro e’ disponibile pochi minuti dopo su iTunes di Apple per l’acquisto, cosa che tra l’altro e’ iniziata anche in Italia con X-Factor). Il televoto (gratuito) resta aperto per un paio d’ore: gli spettatori devono votare il proprio preferito (niente voto “contro” quindi). Nella puntata successiva (24 ore dopo, praticamente) i risultati vengono rivelati e l’ultimo (o gli ultimi due, a seconda della puntata) vengono eliminati. La commissione da quest’anno ha a disposizione un altro strumento che e’ quello di poter salvare un concorrente eliminato dal pubblico, ma potra’ farlo per una volta soltanto durante l’intera stagione e solo a patto che i 4 giurati raggiungano l’accordo all’unanimita’. Nei 40 minuti netti si susseguono esibizioni, grandi ospiti (settimana scorsa Kayne West) e ex idol delle stagioni precedenti, come Carrie Underwood.
I giochi sono gia’ iniziati e ci sono gia’ state le prime vittime. Segnatevi questi nomi perche’ tra poco potremmo sentire parlare di loro anche in Italia.
Adam Lambert, 26 anni, Los Angeles. Sessualita’ incerta, capello alla moda, unghie pitturate e voce da rocker. Ottimo showman e capacita’ canore acrobatiche, sicuramente il ragazzo (amato da quasi tutta la commissione e dalle 15enni americane, sebbene probabilmente a lui freghi ben poco) fara’ strada. Alte probabilita’ di arrivare in finale.

Succede questa cosa qui, alla gente, c’è poco da fare: chiamatela, se volete, rivincita della vita, o come vi pare, certo è che esiste un modo, tutto umano, forse bestiale, più ancestrale, per il quale le persone in bilico sul baratro, pure quando non c’è più alcuna speranza gravitazionale, si affidano alle braccia, disperatamente, le fanno ruotare per cercare di ritrovare un equilibrio ormai andato. Si chiama sopravvivenza, si chiama istinto. A sentire l’ultima ricerca di mercato dell’Eurisko, si chiama televisione.
Non è un caso se la risposta più massiccia degli italiani al disagio sociale che stanno vivendo in questi mesi - la crisi economica e compagnia bella - sia piazzarsi davanti al tubo catodico, telecomando alla mano e testa da un’altra parte. I dati emersi parlano di una crescita netta di tutta l’offerta televisiva, da quella generalista alle pay tv, con particolare riferimento all’intrattenimento, ai cartoon e alle news.
Non è una novità, non lo sarà mai, per carità: scorgiamo sempre un puntino di luce in fondo al tunnel, o almeno è così che tendiamo a credere, e pazienza se quel puntino di luce, la metà delle volte, non è l’uscita ma i fari di un tir che ci stanno puntando. Nel Medioevo, un’epoca buia per antonomasia, la gente come non mai riusciva a compensare la brutalità, la durezza del quotidiano con una fantasia e una vitalità che permettono oggi pochi paragoni: c’era la caccia, c’era lo sport, c’erano i banchetti interminabili, c’erano i grandi abiti, c’erano le feste religiose, c’era l’alcol, naturalmente, i giochi, il sesso, gli scacchi e i dadi. La gente è questo che fa, quando fuori tutto è buio: prende e accende un fiammifero, anche se è l’ultimo della scatola.
Non saprei dire se il tutto è più consolatorio o disperante. Immaginarsi, oggi, tutti questi tizi in poltrona, non particolarmente di buonumore, che osservano ciecamente quanto lo schermo propone: può portare da qualche parte? Suggeriva il poeta De André che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio. La televisione cosa farà? Giacché il compito relativo al dare il cattivo esempio mi sembra esaurito da un pezzo, adesso come agirà la televisione? Dove potranno mai portare i “buoni consigli” della televisione? Avranno la funzione di quelle braccia rotanti che l’uomo in bilico sul baratro agita per recuperare l’equilibrio? Serviranno a ritrovare il baricentro? Mi permetto di dubitare: soprattutto se queste grandi percentuali, questi impressionanti dati relativi al numero di telespettatori attivi si concentrano intorno ai soliti noti, cioè i reality show, i grandi fratelli, le fattorie, le marie de filippi. Niente di male: la gente se lo merita, perché il periodo è bruttissimo. E’ solo che torniamo a bomba: a quel puntino di luce all’orizzonte che non si sa se è l’uscita o i fari di un minacciosissimo tir contromano.
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La star del premio Oscar Slumdog Millionaire (The Millionaire in Italia) Anil Kapoor, presentatore fittizio della versione indiana di Chi vuol essere Milionario? fa sapere che sarebbe entusiasta di accettare un’offerta da ABC per la conduzione della versione americana del programma, il cui rilancio nei palinsesti e’ previsto proprio per questa estate.
Unica preoccupazione di Kapoor e’ il suo forte accento indiano, che renderebbe la cosa piuttosto surreale. In realta’ pare che sia stato chiesto al 77enne (anche qui mettono in tv le “mummie” ogni tanto) Regis Philbin di voler tornare alla conduzione, dopo aver guidato con successo l’edizione Super Millionaire del 2004. Philbin ancora non ha fatto sapere e quindi…perche’ no…le carte di Anil restano ancora valide.
Curiosita’. Il 49 attore indiano era candidato per un ruolo in un nuovo pilot di Fox (realizzato dalla Warner Brothers) e diretto dal regista di House Deran Sarafian, ma alla fine non ha avuto la parte. Dopo il salto un’intervista-video tamarra ad un tamarrissimo Anil Kapoor subito dopo la vittoria ai Golden Globe, cosi’ potrete anche voi avere modo di apprezzare il suo inconfondibile, incomprensibile, accento. Tranquillo Gerry: per te nessun rischio di vederti soffiare il posto da questo simpatico omino anni ‘80 baffuto e ipertricotico…
Continua a leggere: Chi vuol essere...un presentatore? Dal film al vero Milionario americano?
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Alcuni di voi attenti lettori mi hanno chiesto di indagare su come avviene la procedura di televoto per il reality show piu’ seguito negli Stati Uniti e cioe’ American Idol. Procedura di voto che - a botte di 25 milioni di voti ogni 7 giorni - sta decretando, settimana dopo settimana, la rosa dei 12 finalisti di questa ottava edizione e che ha gia’ permesso di passare il turno ad ottimi cantanti, come ad esempio Danny Gokey, caso umano di cui abbiamo parlato ieri. Ecco le risposte alle principali domande sul regolamento americano, soprattutto in un momento come questo in cui il televoto, in Italia, e’ al centro di ogni attenzione mediatica. I televoti negli Stati Uniti sono praticamente sempre gratuiti: questo per via di un’autoregolamentazione che si e’ dato il settore. Anche nel Regno Unito il televoto e’ ora gratuito, ma per via di casi giudiziari di presunte irregolarita’ che hanno cambiato la normativa nazionale. Gli inglesi sono stati tra i primi ad introdurre e a sfruttare l’enorme profitto del televoto a pagamento.
Come si vota?
Per votare basta guardare il programma ogni settimana su FOX e comporre il numero di telefono assegnato a ogni concorrente che si desidera votare. Il numero e’ chiamabile tanto da rete fissa, quanto da rete mobile. I clienti di telefonia mobile AT&T potranno anche inviare un sms associato al concorrente da votare. La procedura di voto si apre al termine di ogni singola esibizione e resta disponibile solo per circa 2 ore.
Quanto costa?
Nulla. Votare e’ assolutamente gratuito, tanto attraverso la rete fissa quanto attraverso la rete cellulare. Pero’ i messaggi di testo (inviabili solo ed esclusivamente dai clienti AT&T) costano all’utente la tariffa basic prevista dal proprio piano tariffario. Le chiamate al numero di rete fissa effettuate via cellulare, sebbene siano gratuite, contribuiscono a “limare” i minuti disponibili nel caso di piani telefonici che prevedono un monte-minuti mensile. Gli SMS di risposta che confermano la corretta ricezione del voto (negli Stati Uniti si pagano normalmente anche i messaggi ricevuti, oltre a quelli inviati) sono gratuiti durante le 2 ore di voto, mentre sono tariffati secondo il piano tariffario dell’utente al di fuori di questo periodo.
Continua a leggere: Tutto sulla procedura di Televoto di American Idol
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C’e’ un “caso umano” particolare in questa edizione numero 8 di American Idol, di cui tutti parlano, sebbene il diretto interessato non sembri gradire molto. Si chiama Danny Gokey e -che a lui piaccia o no- la sua drammatica vicenda personale “lacrime e violini” e’ stata al centro delle prime puntate di Idol 2009 fin dal primo provino a Kansas City.
Il 29enne (e bravo, c’e’ da dire) cantante di Milwaukee ha perso infatti la moglie Sophia (in seguito alle complicazioni di una malformazione congenita) solo quattro settimane prima di andare al provino. Lui insiste di non voler affatto spiattellare il proprio dramma personale di fronte alle telecamere e a parte il primo racconto della sua storia personale, e’ vero, lui non si e’ mai lasciato andare in seguito. Sono stati il programma o i suoi amici in studio a mostrare foto o a voler portare per forza alle lacrime. Dopo essere entrato nella rosa dei 12 concorrenti finalisti (con questa settimana siamo arrivati a 6 gia’ selezionati), Danny commenta cosi’: “E’ una triste vicenda che non vorrei raccontare, ma ha cambiato la mia vita. Le persone probabilmente pensano che sia un’esagerazione, ma sono passati solo 7 mesi dalla sua scomparsa. Non sono io a voler sbattere in faccia agli altri la mia vita, ma continuo a ricevere domande su questo argomento”.
Danny, che nella puntata ha raggiunto la finale con Michael Sarver e Alexis Grace, ha dato prova delle sue capacita’ in tv (cantando “Hero” di Mariah Carey) anche se si sente in qualche modo un “protetto”, cosa che non gli fa piacere e su cui dice -purtroppo- di non avere alcun controllo. “Mia moglie sarebbe stata orgogliosa di me, e mi avrebbe sostenuto raccontando a tutti della mia avventura, agli amici, in citta’. E sarebbe andata in negozio a prendersi un vestito meraviglioso per essere bellissima e venire a darmi supporto in studio. Era sempre cosi’ coraggiosa. Sarebbe stata tanto felice”. E allora vuoi far piangere anche noi?! Dopo il salto i video del provino di Danny e la sua consacrazione tra i 12 finalisti di American Idol 2009.
Continua a leggere: Il caso-umano di American Idol 2009: Danny Gokey
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Psssst… quello che vi sto per raccontare dovrebbe restare un segreto tra noi, perche’ altrimenti pure i registi e gli sceneggiatori italiani potrebbero cominciare ad avanzare pretese di ogni tipo come i loro colleghi americani. L’ho scoperto da poco e ne sono rimasto davvero sorpreso, ma sostanzialmente le Guilds (ovvero i “sindacati”) che proteggono sceneggiatori, registi e attori (quelle che minacciano sempre scioperi insomma) hanno programmi di protezione e trattamenti economici davvero prestigiosi per i propri membri. Si spiega insomma perche’ ci tengano a difendere con tanto accanimento i cosiddetti “diritti acquisiti”.
Prendiamo ad esempio i “flashback” che tanto spesso vediamo in un telefilm americano. Quegli scampoli di passata memoria che in realta’ tagliano e cuciono momenti di episodi/stagioni passate. Oppure i “recap”, i riassunti di pochi minuti che precedono ogni nuova puntata per fare il punto della situazione. O quegli speciali confezionati ad hoc. Ogni volta che accade una cosa di questo tipo (e i riassunti ci sono praticamente sempre), gli sceneggiatori, i registi e pure gli attori che hanno realizzato l’episodio di riferimento, potrebbero avere diritto a ricevere un compenso extra. Vediamo nel dettaglio in quali termini, tenendo presente che intendiamo sempre riferirci a prodotti la cui durata netta supera i 30 minuti ad episodio. Cifre nette.
WGA (= Writers Guild of America)
Il sindacato che protegge gli autori/sceneggiatori prevede per i propri membri:
- per flashback inferiori ai 30″: nessun fee
- per flashback superiori ai 30″ ma comunque inferiori al 15% della durata di un’intera puntata: 195$ per ciascun minuto o porzione di esso che ecceda i 30 secondi
- per riassunti inferiori ai 90″ (recapping): nessun fee
- per riassunti superiori ai 90″: 195$ per ciascun minuto o porzione di esso che ecceda i 90 secondi
Continua a leggere: I "residuals" ovvero quando i flashback e i riassunti pagano (di nuovo)
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Venerdi’ 20 Febbraio NBC ha trasmesso l’ultima puntata del Conan O’Brien Show dallo studio 6A al Rockefeller Center (chiamato 30 Rock, da cui prende il nome lo show di Tina Fay) di New York. Dopo 16 anni in qualita’ di conduttore dell’omonimo show, Conan sta per trasferirsi nella costa occidentale degli Stati Uniti dove, a partire da giugno 2009, si occupera’ a Los Angeles della conduzione del mitico Tonight Show, prendendo il testimone da Jay Leno (che a sua volta avra’ da settembre lo slot delle 22 tutto per se’).
La puntata finale e’ stata dedicata da Conan ai momenti e ai ricordi piu’ piacevoli e divertenti degli ultimi 16 anni e in particolare di quelli trascorsi con la sua spalla Andy Ritcher, ospite in studio. Per l’occasione, TODAY di NBC ha portato tutti gli spettatori in un viaggio esclusivo dietro le quinte dello show e nei corridoi degli studi al quattordicesimo piano del Rockefeller Center per farsi raccontare da Conan, tutti i retroscena di questi anni. Trovate il video subito dopo il salto.
Dopo aver ringraziato molte persone, tra cui Lorne Michaels, David Letterman (che lo indico’ come conduttore ai tempi), Jay Leno e la propria moglie e i figli, durante i tioli di coda si vede O’Brian scambiare abbracci e affetto con il pubblico in studio e regalare loro pezzi della scenografia in seguito alla distruzione di varie parti dello studio da lui operata durante l’ultima settimana di messa in onda.
Continua a leggere: Conan O'Brien termina il suo show dopo 16 anni per condurre il Tonight Show
Quarto appuntamento con i Pilot in preparazione negli Stati Uniti per la prossima stagione televisiva. Oggi tocca a Fox, dopo aver gia’ curiosato in casa di ABC, CBS ed NBC nei giorni scorsi. Il quadro si chiudera’ domani con i Pilot in preparazione da The CW.
Fox sta attualmente lavorando a 11 progetti di cui 5 drama e 6 comedy. Come al solito la rete di Newscorp e’ molto borderline nei temi trattati nei propri telefilm come ad esempio dimostra il pilot “Eva Adams” (Sony), di cui vi ha gia’ parlato Paolino e che vedra’ il ritorno sul piccolo schermo di James Van Der Beek (Dawson di Dawson’s Creek). Questa serie racconta di come un uomo, egoista e maschilista, per un incantesimo si trasformi in una bellissima donna, e debba così subire il trattamento che gli uomini come lui riservano al gentil sesso ogni giorno. La serie sarà ambientata in un’agenzia di procuratori sportivi e sarà scritta da Kevin Falls (“Journeyman”, “Shark” e “The West Wing”). Van Der Beek interpretera’ il ruolo di Connor, un amico molto vicino al protagonista, col quale vivrà ogni difficoltà del suo nuovo aspetto.
Per scoprire tutti gli altri titoli che “bollono” nel pentolone di Fox (alcuni decisamente interessanti), vi aspetto subito dopo il salto.
Continua a leggere: I Pilot 2009-10: i nuovi telefilm su cui punta Fox
Puntata numero tre per lo speciale di questa settimana dedicato ai nuovi Pilot che le reti generaliste americane stanno preparando per la stagione 2009-10. Nei due appuntamenti precedenti - lo ricordiamo - vi abbiamo gia’ parlato dei progetti di ABC e di quelli di CBS.
Il tandem che vede la collaborazione tra me e Paolino vi portera’ nella giornata di oggi a passare in rassegna i titoli “in lavorazione” di NBC. Domani daremo un’occhiata a cosa succede in casa Fox per poi chiudere venerdi’ con i progetti di The CW.
La rete che si appoggia a Universal per la maggior parte delle produzioni ha in preparazione 6 nuovi drama e 5 nuovi comedy. Indiscutibilmente questa e’ l’emittente che piu’ di ogni altra ha un disperato bisogno di nuovi prodotti seriali di successo e soprattutto di risollevare i fiacchi ascolti stagionali. I fiaschi come Knight Rider, gli ascolti deludenti di 30 Rock (pur premiato con molti riconoscimenti) e la chiusura di serie storiche come ER avrebbero dovuto spingere forse il canale a mettere in cantiere piu’ titoli da provare. Ma forse, in periodo di crisi, hanno chiuso i rubinetti. Purtroppo non ci pare di scorgere tra i Pilot di NBC nulla di veramente interessante, almeno stando a quanto riportato sulla carta. Valutate anche voi, dopo il salto, le 11 nuove scommesse di NBC.
Continua a leggere: I Pilot 2009-10: i nuovi telefilm su cui punta NBC
Continuiamo con questa seconda puntata l’appuntamento inaugurato ieri da Paolino e dedicato ai Pilot di nuove serie televisive che i Broadcast Network americani hanno in cantiere per la prossima stagione televisiva. Vi condurremo per tutta questa settimana, giorno per giorno e rete per rete, tra i diversi titoli e i progetti che potrebbero diventare presto - chi lo sa? - uno dei vostri nuovi telefilm preferiti.
Dopo aver visto i titoli su cui sta lavorando ABC, ci occupiamo oggi della rete “campione” di questa stagione televisiva che - nonostante gli ottimi risultati d’ascolto - non sembra affatto voler stare sugli allori, anzi. Per il prossimo autunno/inverno CBS sta lavorando a 11 nuovi progetti drama e a 9 titoli comedy. Per ulteriori approfondimenti su alcuni titoli vi rimandiamo a questo post scritto poco tempo fa e dedicato in particolare a CBS.
La rete, come sempre, e’ forte nei Drama, soprattutto i procedurals o i titoli a tema politico, vicini alle istituzioni nazionali di Washington. Comunque tra le diverse proposte vi segnaliamo in particolare Three Rivers, dedicato ai trapianti d’organo (tema insolito per una serie tv) e Confessions of a Contractor (che mescola il gossip agli interessi economici). Tra i comedy Happiness isn’t everything con Jason Biggs, e Accidentaly on Purpose, storia in parte autobiografica (e d’attualita’) di una donna che rimane in cinta di un uomo MOLTO piu’ giovane di lei.
Dopo il salto, l’elenco completo dei titoli, con tra parentesi la casa di produzione.
Continua a leggere: I Pilot 2009-10: i nuovi telefilm su cui punta CBS
Come vi abbiamo gia’ segnalato in settimana, questa e’ negli Stati Uniti la Notte degli Oscar, edizione numero 81, presentati da Hugh Jackman. A differenza dei Golden Globe o degli Emmy, sara’ possibile seguire l’emozionante diretta dello show anche sulla tv italiana e in particolare sui canali Sky Cinema 1 e SkyCinema HD (visione consentita solo a coloro che sono abbonati al pacchetto “cinema”). Dagli studi di SKY, conducono e commentano l’inviato di SKY Cine News Francesco Castelnuovo e il critico cinematografico Gianni Canova in collegamento con Alessandra Venezia dalla passerella del Kodak Theatre e con Martina Riva in studio SKYTG24 da Roma. Diretta questa sera a partire dalle ore 23.45.
Gli ascolti televisivi americani su ABC della scorsa edizione sono stati di 31,7 milioni di appassionati (miglior film No Country for Old Men). Il trend e’ in flessione, ma vedremo se gli ascolti rifletteranno l’andamento dei botteghini, come e’ sempre stato in passato. ABC coprira’ la diretta anche per questa edizione (possiede i diritti fino al 2014)
Tra i film “caldi” in nomination quest’ anno il cine-televisivo Slumdog Millionaire (10 nominations), Il Curioso Caso di Benjamin Button (13 nominations), Wall-E (6 nominations), Milk, The Dark Knight, Revolutionary Road, The Wrestler. Presenti le maggiori celebrita’ del business. Nomination particolare quella di Heath Ledger (come migliore attore non protagonista), deceduto a gennaio 2008 e che potrebbe ugualmente vincere il premio. La lista di tutti i film e gli attori in gara a questo link.
L’estrema debolezza del dollaro sta mettendo in seria difficolta’ gli studios americani che non possono piu’ permettersi di produrre serie televisive in casa con costi esorbitanti che oscillano tra i 2 e i 7 milioni di dollari ad episodio. Quali sono quindi le strategie che stanno mettendo in atto per difendersi dalla crisi? Una prima idea e’ ridurre la durata di ogni singola stagione: da 23 si passa magari a 13 episodi. La seconda idea e’ di spostare la produzione in luoghi dove i costi sono molto, molto piu’ bassi, come ad esempio il Sud America.
Fox Television, che produce molti titoli anche per conto di reti via cavo, ha al momento in cantiere tre nuove serie tv i cui nomi provvisori sono: Define Gravity, Persons Unknown e Mental. Trame e star al momento ignote, questi tre titoli vengono girati rispettivamente in Canada, Citta’ del Messico e Bogota’ (Colombia). Il personale di produzione americano (almeno le figure chiave) lavora stabilmente in queste citta’/paesi dove ha costruito i set e dove ha portato la tecnologia per girare gli episodi. I costi sono tali che ad esempio, per Persons Unknown e’ stata ricostruita un’intera (finta) citta’ nei dintorni di Bogota’.
Gli attori? Tutti americani. Il Costume designer, l’Art designer? Americani. Il Regista, il Producer, gli Screenwriter? Tutti americani, che scherzate?! Ebbene si, al momento pare costi MOLTO MENO pagare vitto e alloggio in hotel di prima classe a tutta questa gente in Messico (e per un attore lead si parla di almeno 100.000$ al mese) per diversi mesi che girare le stesse identiche scene in uno studio o su un set di Los Angeles o New York. Questo almeno per i titoli per le reti via cavo. Come avviene tutto il processo di postproduzione e consegna dei materiali che ovviamente viene deciso e supervisionato a Los Angeles? Ve lo spiego dopo il salto.
Mettiamo che un italiano risieda all’estero (tipo io!). E che abbia voglia, in questa settimana di fine febbraio di vedersi l’evento piu’ nazionalpopolare che esista e cioe’ il Festival di Sanremo. Magari proprio la finale in onda domani sera! A Los Angeles sara’ ora di pranzo, per cui tornerebbe anche comodo. Quali strumenti ha a disposizione?
1) Rai International
La rete internazionale Rai trasmette in diretta il Festival e, come cita il sito internet, diffonde il suo segnale nel mondo attraverso numerosi satelliti geostazionari. Nei cinque continenti, il segnale di Rai International può essere ricevuto o direttamente dal satellite (nella modalità cosiddetta DTH, Direct To Home), oppure attraverso i distributori locali, che lo ricevono dal satellite e lo ridiffondono per conto di Rai International. Per la cronaca, negli Stati Uniti, se volessi vedere Rai International via satellite (a cui sono abbonato, tramite Direct TV), oltre ai 60$ dell’abbonamento base (con DVR incluso), mi toccherebbe tirarne fuori altri 15 al mese (pacchetto International) + altri 15 se volessi vedere anche il calcio italiano. Per il cavo, le cifre sono simili, se non superiori. Putroppo ho ritenuto poco economico dotarmi di un decoder e una padella a parte per ricevere solo la Rai in modalita’ DTH.
2) Sito Rai.tv
Il sito internet Rai, ha intelligentemente deciso di trasmettere in streaming la diretta del Festival. Utile per chi si trova in Italia e magari non ha la tv, assolutamente inutile per chi si trova all’estero. Lo streaming (e in generale la diretta di qualsiasi programma Rai) e’ infatti inaccessibile da chi si collega tramite un provider internet straniero. Ok, esistono vari accrocchi che consentono di “aggiustare i proxy” e provare lo stesso a vedere la diretta…ma perche’ - mi chiedo io - ci viene negata questa bella possibilita’? Abbiamo parlato pochi giorni fa dell’ottima sinergia Tv-Internet di questo Festival di Sanremo ma il sito Rai cade proprio su una cosa come questa?! Il paradosso e’ che e’ sullo stesso sito Rai e’ possibile invece vedere tranquillamente le clip delle varie canzoni o delle performance degli artisti internazionali, caricate subito dopo la messa in onda. Ma allora che motivo impedisce la diretta? I diritti in esclusiva per Rai International? Probabile, ma che peccato. Sarebbe stata proprio una bella occasione per rendere questa 59esima edizione davvero “gobale”.
Continua a leggere: Gli "esiliati" del Festival: niente diretta internet per i residenti all'estero